Abbiamo fatto le pulci a Spencer, il film su Lady Diana: ecco cosa c'è di vero (e cosa è finzione)

La vita della principessa Diana è stata a lungo sotto la lente d'ingrandimento di seguaci e mass media che hanno un'ossessione (a tratti malsana) verso la sua vita.
Negli anni successivi la tragica morte, nel 1997, Lady D è stata musa ispiratrice di numerosi film, serie televisive e documentari; da The Crown a Lady D: le verità nascoste, fino all'ultimo film biografico, dal titolo Spencer, basato proprio sulla vita della principessa.
Uscito al cinema proprio ieri, e candidato all'Oscar, Spencer ha già diviso i fan e creato molta curiosità riguardo cosa effettivamente sia vero e cosa finzione all'interno della storia.
**Spencer: la fiaba di una principessa sull'orlo dell'abisso**
Presentato dal regista Pablo Larrain come una «favola nata da una vera tragedia» piuttosto che un film biografico, Spencer ruota attorno alle vicende di soli 3 giorni, all'inizio degli anni '90, quando Diana si unì alla famiglia reale per festeggiare il Natale nella tenuta della regina a Sandringham.
Svariate scene controverse mostrano Diana, interpretata da Kristen Stewart, autolesionista, alle prese con un disturbo alimentare ed emotivamente instabile.
Sebbene il film non pretende di essere una rivisitazione della vita di Lady Diana e del suo matrimonio con il principe Carlo, è innegabile il fatto che tutte le storie che si basano su una persona realmente esistita hanno un fondo di verità.
**Pablo Larraìn: «Kristen Stewart nei panni di Diana in Spencer? Brava da far paura»**
Ma quindi, quanto è preciso Spencer?
Ecco quali degli episodi raccontati in Spencer sono veri e quali invece solo finzione.
Attenzione: il testo da qui in avanti contiene spoiler
**Spencer, il nuovo film su Lady Diana, non piacerà a William e Harry**
(Continua sotto la foto)
È vero che Diana scappa al mare dopo un litigio con il principe Carlo?
Sebbene non venga rivelata allo spettatore una data precisa per gli eventi raccontati in Spencer, si presume che il film si svolga intorno al giorno di Natale del 1991; cioè poco prima che il principe Carlo e Diana annunciassero ufficialmente la loro separazione.
Proprio all'inizio degli anni '90, il matrimonio del principe Carlo e Diana stava raggiungendo un punto di rottura, e la tensione era evidente a Sandringham, dimora dove i Windsor passano le feste natalizie.
All'epoca, il Daily Mirror riferì che alla vigilia di Capodanno del 1991, Diana e Carlo ebbero una lite così brutta e violenta che la principessa guidò da sola su una spiaggia di Norfolk e «rischiò la vita in un girovagare solitario».
In Spencer, anche la Diana di Kristen Stewart cerca conforto in riva al mare dopo giorni di insopportabile stress coniugale.
**Il principe Carlo ha detto a Lady Diana che non l'amava la notte prima del matrimonio**
La separazione tra Carlo e Diana: chi ha lasciato chi?
Nel film, è Diana che lascia Carlo.
Ma in realtà, in una vecchia intervista, Lady D aveva affermato che, alla fine, era stato proprio l'erede al trono a decidere di porre fine al matrimonio.
La principessa Diana è stata davvero pesata al suo arrivo a Sandringham House?
Nel film Spencer, il prepotente scudiero fittizio, Alistair Gregory (Timothy Spall), pesa la principessa Diana al suo arrivo a Sandringham House.
Il film implica che questa procedura sia stata svolta per tenere sotto controllo il disturbo alimentare di Diana, la bulimia nervosa.
Dopo un po' di fact-checking degli esperti, è stato rivelato che questa scena di Spencer è storicamente accurata solo per metà.
In realtà, per tradizione iniziata da re Edoardo VII, tutti gli invitati vengono pesati prima dell'inizio delle festività natalizie.
Ma perché?
Perché se gli ospiti mettono su un numero di chili adeguati durante il loro soggiorno a Sandringham è la dimostrazione che si sono divertiti abbastanza e hanno goduto di una notevole quantità di cibo.
Ma Lady D soffriva davvero di bulimia?
Sì.
La bulimia della principessa Diana è un tema ricorrente in Spencer, e si basa su fatti realmente accaduti.
Lady Diana ha effettivamente lottato con questo disturbo alimentare, rivelando i dettagli della sua lotta contro la bulimia nella biografia di Andrew Morton del 1992 Diana: Her True Story in Her Own Words, che è stata scritta con la sua collaborazione e approvazione.
**Dieci cose che non sapete sulla Principessa Diana**
Diana ha vietato ai figli di andare a caccia il giorno di Natale?
La battuta di caccia il giorno di Santo Stefano è davvero una tradizione della famiglia reale.
In Spencer, Diana dice al principe Carlo che non vuole che i suoi figli, William e Harry, vadano a caccia.
Non ci sono prove che Diana abbia cercato effettivamente di fermare la battuta di caccia; ma c'è una punta di verità nella vicenda.
È vero infatti che alla principessa non piaceva l'idea che i suoi figli, ancora così giovani, prendessero parte a queste attività.
È vero che i Windsor aprono i regali di Natale il girono della vigilia?
La risposta è sì.
I reali aprono i loro regali alla vigilia di Natale, in omaggio alla tradizione tedesca.
**10 curiosità su come si passa il Natale a casa Windsor**
La principessa Diana ha mai chiesto alla sua stilista di andarsene in modo che potesse masturbarsi?
No, non ci sono prove che la principessa Diana abbia mai fatto questa richiesta alla sua dresser personale.
La scena di Spencer ha attirato critiche da storici e fan, che la trovano fuori dal personaggio e di cattivo gusto per una defunta principessa.
È possibile che la scena sia stata vagamente ispirata da una telefonata trapelata nel 1989 in cui l'attore James Gilbey, con cui Diana aveva una relazione, la chiamava "Squidgy" e parlava di masturbazione.
È vero che Diana preferiva confidarsi con lo staff piuttosto che con altri membri della famiglia reale?
Sì. È abbastanza risaputo, infatti, che a Diana piaceva parlare con il personale reale.
L'ex chef della royal family, Darren McGrady, interpretato da Sean Harris nel film Spencer, ha affermato che Diana si tratteneva sempre a parlare con i 200 membri dello staff che lavoravano alla cena di Natale.
«Una volta che la regina e i reali avevano lasciato la sala da pranzo, alla principessa Diana piaceva entrare per una chiacchierata, fare un giro in cucina e vedere cosa stava succedendo», aveva raccontato McGrady.
**Lady Diana voleva trasferirsi in California e lavorare a Hollywood, proprio come ha fatto Harry**
La principessa ha mai provato davvero a togliersi la vita?
Qui purtroppo le cose non sono molto chiare.
Più e più volte i giornali britannici hanno pubblicato storie secondo cui la principessa Diana ha tentato di suicidarsi nella disperazione per il suo matrimonio con il principe Carlo.
Si dice infatti che Diana si fosse lanciata giù per le scale nel 1982, quando era incinta del principe William, che si fosse tagliata i polsi con un rasoio, che si fosse tagliata il petto e le cosce con un coltello, e che si fosse lanciata contro una vetrinetta in grida disperate di aiuto.
Tuttavia, Buckingham Palace ha sempre accusato i tabloid di diffondere fake news.
Il film ritrae Diana che si taglia il braccio e il polso con un tronchesino.
Questa scena specifica è però un'esagerazione della realtà.
Secondo le registrazioni segrete delle conversazioni tra la principessa e il biografo Andrew Morton, Diana avrebbe rivelato di essersi tagliata mentre era al castello di Balmoral.
Il film dunque porta quella rivelazione a un altro livello che sembra andare ben oltre la vera storia della principessa Diana.
© Riproduzione riservata
Cime tempestose non è Cime tempestose. E non basta Jacob Elordi a salvarlo

Lo chiameremo Cime tempestose di Emerald Fennell.
Perché se è vero che gli adattamenti cinematografici non devono di continuo essere paragonati ai romanzi da cui sono tratti, qui c’è un problema di fondo legato ai principi narrativi con cui nascono uno e l’altro.
Il Cime tempestose di Emily Brontë è un romanzo che parla di un’ossessione, di un amore “tossico”, di una relazione che non si concretizza mai portando alla distruzione i suoi protagonisti.
Quello di Emerald Fennell è un racconto erotico in stile Harmony dove i due personaggi principali, Catherine Earnshaw interpretata da Margot Robbie e Heathcliff da Jacob Elordi, inseguono l’happy end della loro attrazione in un gioco erotico che viene portato avanti dalla regista per tutto il film e ha un compimento (plurimi compimenti… quindi se ci andate perché siete fan di Jacob Elordi o di Margot Robbie, la visione avrà di sicuro un senso per voi).
Cime tempestose è un romanzo che meriterebbe una serie. La prima parte è dedicata al rapporto tra Heathcliff e Catherine, mentre la seconda - che al momento non ha trovato posto nelle trasposizioni - è la storia delle seconde generazioni della loro famiglia.
Anche il film di Emerald Fennell si ferma alla prima parte, concentrandosi quindi su quella che trasforma in una storia romantica di due giovani che sono cresciuti insieme, imparando a conoscersi, a capirsi e ad amarsi in modo totale (“Lui è me più di me stessa” dice Catherine in una delle frasi più celebri, che a breve diventerà un meme per qualche dedica romantica).
Catherine è una ragazza intelligente e capricciosa che sa di avere sulle spalle la parabola discendete della sua famiglia, con il padre che si è indebitato tra gioco e alcol.
Heathcliff è un trovatello che Mr. Earnshaw ha deciso di adottare e che, una volta cresciuto, lavora nella casa di famiglia, chiamata Cime tempestose, come tuttofare.
Siamo nella campagna inglese dell’Ottocento. Il loro è un rapporto impari per il tempo, ma nato da un legame così forte che, non risolto nel libro, porterà follia e violenza. Questa base narrativa nel film si dissolve completamente.
L’intento della regista quindi sembra alla fine solo quello di usare il nome, le atmosfere e la coppia cult del romanzo per costruire un’altra storia, di tormento passionale e sfortune romantiche con due attori super hype.
Quella di Emerald Fennell non è una versione moderna del classico (Romeo+Giulietta di Luhrmann lo era e ancora oggi, a trent'anni dalla sua uscita, è un film pazzesco). È un'altra versione del classico.
È una proiezione emotiva di come probabilmente la regista, da fan, voleva sarebbe finita la storia. Ma non è Cime Tempestose.
L’erotismo in Cime tempestose di Emerald Fennell
Dalla scena d’apertura dell’impiccagione - fra l’altro, una delle più belle del film, con il sottofondo musicale pazzesco di House di Charlie XCX con John Cale - in avanti, il film è zeppo rimandi sessuali. Ogni inquadratura - dalla bava di lumaca alle figure rinchiuse in un libro - ci ricorda che siamo lì per quello. Sesso.
Quindi tutta la narrazione più che sulla parabola emotiva tra Catherine e Heathcliff si concentra su quella erotica. Parabola che viene traslata anche sul rapporto che Catherine ha con il marito Mr. Linton, molto casto-tradizionale, e che Heathcliff avrà con Isabella, di sottomissione di lei.
E anche se proviamo a fregarcene che nel romanzo invece nessuno di loro fa nulla, ma proprio nulla, tipo manco si toccano, e invece qui a un certo punto fanno solo quello, e che lui ha le fattezza di Jacob Elordi, arriviamo a non poterne più perché non rimane nulla nemmeno di non detto o di non visto, nemmeno a stuzzicarci la fantasia (non a caso la scena più erotica del film è quella di loro due nella stalla).
La musica di Charlie XCX, ma non solo: cosa salviamo del film di Emerald Fennell
Cime tempestose è ambientato nella campagna dello Yorkshire. Nella sua trasposizione, Emerald Fennell ricostruisce con un piglio registico originale, quasi da videoclip, i luoghi in cui si svolge la vicenda: dalle due case, Cime tempestose (residenza degli Earnshaw) e Thrushcross Grange (residenza dei Linton), alla brughiera che ritorna in tutta la sua cupa atmosfera, carica di freddo e nebbia.
** Una notte nelle brughiere di "Cime Tempestose": la camera da letto di Cathy è su Airbnb **
Molto carine anche le parti in cui Emerald Fennell racconta gli scherzi che si fanno Heathcliff e Catherine: una parte della loro infanzia che portano avanti da adulti. Interessante, inoltre, l’interpretazione netta che la regista dà alla figura di Nelly Dean (Hong Chau), la domestica di casa Earnshaw e poi Linton, che nel libro è la voce narrante. Nelly è una figura che per molti lettori non ha una collocazione precisa - è lei la responsabile dell’allontanamento di Heathcliff? - mentre nel film di Emerald Fennell è un personaggio che ha un ruolo fondamentale in tutta la storia (e per molti aspetti ci fa rivalutare anche passaggi del romanzo…).
La colonna sonora è perfetta: dai pezzi scritti da Charlie XCX per il film a cult di Kate Bush, David Bowie, Noah Cyrus, ma non solo, la musica aderisce magnificamente sulla resa visiva del film e sulle sue atmosfere.
Cosa resterà di Cime Tempestose di Emerald Fennell?
Di sicuro Jacob Elordi e Margot Robbie, entrambi meravigliosi. Lui è un Heathcliff fin troppo bello e innamorato, a cui manca tutta quella parte di cattiveria, vendetta e grezzume che ci saremmo aspettati dal personaggio originale, ma come ormai avrete capito, il film non era quella la direzione che voleva prendere. Lei come Catherine invece è più aderente all’originale in tutto. Insieme sono pazzeschi.
Speriamo che non rimanga questa come versione di trama del titolo di Emily Brontë. In molti andranno a vederlo e il rischio è che pensino che la storia del romanzo sia questa: ci sono delle aderenze, ma finisce lì. Quello originale è un racconto cupo, violento, che non ha nulla a che fare con il romanticismo pop e i pruriti sessuali. È un classico moderno, molto disturbante, anche riletto oggi.
Non è questione di Gen Z che ha difficoltà a leggere il classico - come si è sentito su TikTok in queste settimane - o di Millennials che l’hanno letto, di chi lo amerà e di chi no “ma per fortuna c’è Jacob Elordi…”. Il problema è chiamare Cime tempestose un film che di quel titolo non ha l’essenza.
Quindi andate al cinema, godetevelo come una love story interessante da vedere a San Valentino, ma poi speriamo che nelle vostre menti rimarrà come “quel film in costume con Margot Robbie e Jacob Elordi”. Poi leggete il libro e capite che è tutta un'altra storia.
© Riproduzione riservata
Questi 5 attori si sono rifiutati di tornare nella serie Bridgerton

Ogni stagione di Bridgerton porta con sé nuovi protagonisti, nuove storie d’amore e - inevitabilmente - nuove assenze.
Fa parte della natura stessa della serie prodotta da Shondaland: ogni stagione cambia protagonista, rimescola le dinamiche e sposta il focus narrativo all'interno della famiglia Bridgerton. Eppure, non tutte le uscite di scena vengono percepite allo stesso modo dal pubblico.
Alcuni addii sono stati silenziosi, altri annunciati con grande chiarezza, altri ancora accompagnati da dichiarazioni che hanno acceso il dibattito tra fan e addetti ai lavori. Dietro la decisione di non tornare ci sono motivazioni diverse; ma il risultato è che, stagione dopo stagione, il cast della serie si è trasformato, lasciando indietro personaggi amatissimi o controversi, ma sempre centrali nell’immaginario collettivo.
Ecco allora cinque attori che hanno scelto di non tornare (o di farlo solo marginalmente) in Bridgerton, spiegando (più o meno apertamente) il perché.
**8 serie da vedere se vi è piaciuto Bridgerton**
**10 curiosità su Bridgerton che (probabilmente) non sapete**
(Continua sotto la foto)
Regé-Jean Page, che ha interpretato Simon Basset
È il caso più emblematico. Dopo il successo travolgente della prima stagione di Bridgerton, Regé-Jean Page è diventato una star globale nel giro di poche settimane. Il suo Simon Basset, duca di Hastings, ha catalizzato l’attenzione del pubblico (soprattutto di quello femminile), rendendo la sua assenza dalla seconda stagione impossibile da ignorare.
L’attore ha però chiarito più volte che la decisione era stata presa fin dall’inizio: «Mi ero iscritto per un arco narrativo di una stagione» ha spiegato in un’intervista. «Simon aveva una storia completa: entrava, viveva il suo conflitto, trovava l’amore ed era libero».
Nessun ripensamento, dunque, né ritorni strategici: Page ha scelto di voltare pagina e concentrarsi su nuovi progetti, da Hollywood al cinema d’autore.
Phoebe Dynevor, che ha interpretato Daphne Bridgerton
Se Simon è scomparso di colpo, Daphne ha fatto un’uscita più graduale. Phoebe Dynevor è tornata brevemente nella seconda stagione, ma ha poi confermato di non essere coinvolta nei capitoli successivi di Bridgerton. Anche in questo caso, la motivazione è narrativa prima ancora che personale.
«La storia di Daphne era completa» ha dichiarato l’attrice. «Ha avuto il suo lieto fine, ed è giusto così».
Phoebe Dynevor ha poi ammesso di essere una grande fan della serie, ma di sentirsi pronta a esplorare ruoli diversi. Un addio elegante, coerente con il personaggio che ha contribuito a rendere la serie un fenomeno globale.
Charithra Chandran, che ha interpretato Edwina Sharma
La seconda stagione ha ruotato attorno al triangolo amoroso tra Anthony, Kate ed Edwina Sharma. Ma, una volta concluso quel capitolo, Charithra Chandran, che ha interpretato Edwina, ha chiarito che non tornerà stabilmente nel mondo di Bridgerton.
«La storia di Edwina è arrivata a una conclusione naturale», ha spiegato.
L’attrice ha sottolineato come il personaggio abbia trovato una nuova consapevolezza e un nuovo inizio lontano da Londra, rendendo superfluo un ritorno. Anche qui, nessun drama: solo una scelta coerente con l’arco narrativo.
**Jonathan Bailey racconta il destino di Anthony nella quarta stagione di Bridgerton**
Ruby Barker, che ha interpretato Marina Thompson
Più complessa e dolorosa è stata l’uscita di scena di Ruby Barker, interprete di Marina Thompson. Presente nelle prime due stagioni di Bridgerton, il suo personaggio aveva una traiettoria narrativa oscura e irrisolta, che ha diviso il pubblico.
La stessa Barker ha raccontato pubblicamente le difficoltà vissute durante e dopo l’esperienza nella serie, parlando apertamente di salute mentale. «Non mi sono sentita supportata» ha detto in un’intervista, spiegando che il periodo successivo a Bridgerton è stato particolarmente duro.
Il suo ritorno non è mai stato annunciato, e la sua storia sembra essersi chiusa definitivamente fuori scena.
Jessica Madsen, che ha interpretato Cressida Cowper
Diverso, e più sorprendente, il caso di Cressida Cowper. Per tre stagioni è stata una presenza fissa: antagonista, provocatrice, spesso sopra le righe. Nella terza stagione, però, Bridgerton le ha regalato una backstory più profonda e ambigua, culminata in un finale amaro.
Jessica Madsen ha lasciato intendere che il suo percorso nella serie potrebbe essersi concluso, spiegando di aver dato tutto al personaggio. «Cressida è stata intensa, complessa, e raccontarla è stato un viaggio», ha detto. Un addio che lascia il segno, proprio perché arriva nel momento di massima complessità narrativa.
**4 consigli per trovare l'amore (dai personaggi di Bridgerton)**
© Riproduzione riservata
Dove vedere i film candidati agli Oscar 2026

Il Dolby Theatre di Los Angeles è pronto ad accogliere la sera del 15 marzo - per noi quindi sarà dalla mezzanotte del 16 marzo - la 98ma cerimonia degli Academy Awards. Per arrivare preparati, ecco dove vedere i film candidati agli Oscar 2026.
Da I peccatori di Ryan Coogler a Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson, ma anche Marty Supreme di Josh Safdie e Hamnet - Nel nome del figlio di Chloé Zhao sono tanti i titoli super chiacchierati su cui sono puntati i riflettori nelle categorie principali ma non solo.
In attesa di vedere chi trionferà, per arrivare preparati alla notte più attesa del cinema, ecco una lista dei film candidati e dove è possibile vederli al momento tra streaming e sala.
Dove vedere i film candidati agli Oscar 2026
(Continua sotto la foto)
I peccatori di Ryan Coogler
16 candidature tra cui Miglior film, Miglior regia, Miglior attore protagonista (Michael B. Jordan)
Mississippi anni ’30. In piena segregazione razziale, due fratelli tornano nella loro città natale per lasciarsi alle spalle un passato turbolento. Ad accoglierli qui una minaccia che non avrebbero mai immaginato - legata al mondo dei vampiri. Horror e folklore si mischiano in un film tra i più originali visti quest’anno.
Su Sky Cinema Uno in abbonamento.
Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson
13 candidature tra cui Miglior film, Miglior regia, Miglior attore protagonista (Leonardo DiCaprio), Miglior attore non protagonista (Sean Penn e Benicio Del Toro)
California. Bob Ferguson è un ex rivoluzionario appartenente al gruppo “French 75” ormai in declino. Bob vive con la figlia adolescente e tutto sembra filare nella giusta direzione fino a quando un suo ex acerrimo nemico, il colonnello Lockjaw, riappare dopo 16 anni nella sua vita e rapisce la ragazza. A Bob non rimane che riunire i suoi vecchi compagni d’armi. Un Leonardo DiCaprio al suo top che speriamo si aggiudicherà la statuetta che si merita.
Su HBO Max in abbonamento o su diverse piattaforme a pagamento.
Frankenstein di Guillermo del Toro
9 candidature tra cui Miglior film, Miglior regia, Miglior attore non protagonista (Jacob Elordi)
Chi è il vero mostro in Frankenstein? Guillermo del Toro adatta l’opera di Mary Shelley al suo cinema e alla tematiche a lui care. Il suo Frankenstein rimane fedele al romanzo gotico ma ne accentua la carica filosofica. Il film segue una doppia narrazione creatore-creatura per raccontare l’ossessione di Victor Frankenstein di vincere la morte. Per questo motivo dà vita a una creatura, disperata nella sua solitudine e nella sua immortalità, alla ricerca di un suo posto nel mondo.
Su Netflix in abbonamento.
Bugonia di Yorgos Lanthimos
4 candidature tra cui Migliore Attrice Protagonista (Emma Stone), Miglior sceneggiatura non originale
Yorgos Lanthimos torna ancora una volta a lavorare con la sua “musa” Emma Stone e con Jesse Plemons (i tre avevano appena collaborato in Kind Of Kindness) in questo adattamento della sci-fi coreana Save the Green Planet!. Protagonisti sono due uomini che, convinti che la dirigente dell’azienda per cui lavorano sia una potente aliena incaricata di distruggere la Terra, decidono di rapirla per estorcerle la verità sui suoi piani. Quello che inizia come un piano maldestro, si trasforma in un gioco imprevedibile e pericoloso.
Solo a pagamento su Amazon Prime Video e altre piattaforme streaming.
F1 di Joseph Kosinski
4 candidature: Miglior film, Miglior montaggio, Miglior sonoro, Migliori effetti speciali
Brad Pitt è Sonny Hayes, ex pilota di F1, ritiratosi negli anni ’90 in seguito a un grave incidente. Dopo trent’anni è il suo vecchio amico Ruben Cervantes (Javier Bardem), proprietario di una nota scuderia, a riportarlo in pista per fare da mentore al giovane Joshua “Noah” Pearce, talentoso ma irruente prodigio dei motori. Un film pazzesco per gli appassionati di auto, anche perché girato splendidamente durante veri weekend di gara.
Su Apple TV in abbonamento.
Train Dreams di Clint Bentley
4 candidature: Miglior film, Miglior sceneggiatura non originale, Miglior fotografia, Miglior canzone originale
Primo Novecento, Ovest Americano. Robert Grainier (Joel Edgerton) è un lavoratore itinerante. Rimasto orfano da bambino, Grainier vive un’esistenza solitaria, nella natura isolata e incontaminata. Questo fino al giorno in cui s'innamora di Gradys (Felicity Jones). Ma un dramma torna a sconvolgere la sua vita, portando con sé gli echi di un passato mai dimenticato. Un drammone splendidamente interpretato da Edgerton, che ricorda le atmosfere e gli ambienti di un regista cult come Terrence Malick.
Su Netflix in abbonamento.
Marty Supreme di Josh Safdie
9 candidature tra cui Miglior film, Miglior regia, Miglior attore protagonista (Timothée Chalamet)
New York, anni ’50. Marty Reisman (Chalamet) è stato - per davvero - un prodigioso e originale campione di ping-pong. Nel film lo conosciamo che è un ambizioso venditore di scarpe di giorno, mentre di notte porta avanti il suo talento con la racchetta. Marty è ossessionato dal successo, tanto che per raggiungerlo nel più breve tempo possibile, non esita ad entrare nel mondo delle scommesse e delle truffe. Meravigliosa spalla di Timothée Chalamet nel film è Gwyneth Paltrow nei panni dell’affascinante Kay Stone.
Al cinema dal 22 gennaio.
Sentimental Value di Joachim Trier
9 candidature tra cui Miglior film, Miglior film internazionale, Miglior regia, Miglior attrice protagonista (Renate Reinsve)
Oslo. Nora Borg (Renate Reinsve) è un’attrice di successo che, insieme alla sorella Agnes deve affrontare il ritorno a casa del padre Gustav (Steallan Skarsgård, candidato anche lui come Miglior attore non protagonista), regista. Quando Gustav propone a Nora una parte nel suo film “di ritorno”, Nora rifiuta. Gustav affida così la parte a una giovane attrice hollywoodiana (Elle Fanning), portando scompiglio in famiglia e riaprendo vecchie ferite.
Al cinema dal 22 gennaio.
Hamnet - Nel nome del figlio di Chloé Zhao
8 candidature tra cui Miglior film, Miglior regia, Miglior attrice protagonista (Jessie Buckley)
Tratto dal romanzo di Maggie O’Farrell, il film racconta la vita di Agnes (Buckley), una donna legata alla natura da un rapporto quasi ancestrale, moglie di quello che sarà il futuro re del teatro, William Shakespeare. La storia di Hamnet, in particolare modo, si concentra su una grave malattia che colpisce la famiglia, portando via alla coppia il figlio di 11 anni: Hamnet, appunto. L’elaborazione del lutto da parte della donna e la sua innata indole creativa spingeranno in seguito il marito a scrivere quello che diventerà uno dei suoi capolavori indiscussi, l’Amleto.
Al cinema dal 5 febbraio.
L’agente segreto di Kleber Mendoça Filho
4 candidature: Miglior film, Miglior film internazionale, Miglior attore (Wagner Moura) e Miglior casting
1977. Nel corso della dittatura brasiliana, un professore universitario, Marcelo (Moura), si rifugia a Recife durante la settimana del carnevale con la speranza di far perdere le sue tracce. Tuttavia è costretto presto a scoprire che la città non è il rifugio sicuro che si aspettava e inizierà per lui un intenso gioco di sopravvivenza.
Al cinema dal 29 gennaio.
© Riproduzione riservata
Le serie tv più belle da vedere su Netflix questo mese

Le serie tv da vedere su Netflix sono ormai fonte non solo di piacere e relax ma anche di meme e citazioni, che le mettono alla base di una cultura popolare impossibile da ignorare.
Ecco perché è importante tenersi aggiornati sui nuovi titoli e su quelli che stanno conquistando i cuori del mondo.
** Cosa guardare su Netflix: catalogo aggiornato **
Se sfogliare il gigantesco catalogo in costante aggiornamento vi rende difficile la scelta, siete nel posto giusto: sono alcuni anni che ogni mese aggiorniamo una lista di serie tv da vedere su Netflix, per accontentare i gusti di tutti.
Sfogliate la gallery per leggere le trame e scoprire quante stagioni sono disponibili, tenendo presente che le prime che troverete sono anche le ultime a essere state caricate - e dunque le più nuove o addirittura in uscita - mentre man mano ci saranno i titoli già presenti a catalogo.
Serie TV da vedere su Netflix
Tra le nuove serie di febbraio troviamo:
Da Belfast al paradiso, che racconta l’amicizia intensa e imperfetta tra Saoirse, brillante e caotica sceneggiatrice televisiva, Robyn, madre affascinante ma sopraffatta dalla vita, e Dara, badante timida e affidabile. Unite fin dai tempi della scuola, le tre donne sono ormai oltre i trent’anni quando un’e-mail inaspettata le informa della morte della quarta componente del loro gruppo, con cui avevano perso i contatti da anni. Durante la veglia funebre, una serie di eventi inquietanti dà il via a un viaggio imprevedibile tra Irlanda e oltre, tra misteri, rivelazioni e un’ironia tagliente. Dal 12 febbraio.
Motorvalley che segue le storie di Arturo (Luca Argentero), ex pilota leggendario ritiratosi dopo un incidente devastante, Elena (Giulia Michelini), erede di una potente famiglia dell’automobilismo in cerca di rivincita, e Blu (Caterina Forza), giovane talento impulsivo con un’attrazione fatale per la velocità. Uniti dall’amore per le auto e dall’adrenalina, i tre intraprendono un percorso che li porterà al Campionato Italiano Gran Turismo (GT), dove ogni gara è una prova di resistenza fisica ed emotiva. Dal 10 Febbraio.
Leonesse, che racconta la storia di un gruppo di donne decide di ribaltare il proprio destino rapinando una banca travestite da uomini. Il colpo frutta 36.280 euro e una scarica di adrenalina che cambia tutto, ma la fuga dura poco: politiche, polizia e criminalità organizzata iniziano a dar loro la caccia, ignari del fatto che dietro quella banda apparentemente spietata si nascondano donne normalissime. Dal 5 febbraio.
I titoli da recuperare
Se siete rimasti indietro con il binge-watching, ci sono moltissime serie da recuperare. È infatti uscita la quarta stagione di Bridgerton, dedicata al secondogenito Benedict (Luke Thompson), che come noto non ha nessuna intenzione di sistemarsi, finché non incontra un'affascinante invitata vestita d'argento al ballo in maschera di sua madre.
Altre serie da recuperare sono l'ultima stagione di Stranger Things, Emily In Paris, Killing Eve, e molte altre ancora.
** 5 serie tv brevi da vedere su Netflix tutte d'un fiato **
** Le migliori serie tv del 2024 **
Di queste e di tanto altro che vale la pena vedere trovate le trame nella gallery qui sotto.
** Le più belle serie tv romantiche su Netflix **
** Le migliori serie tv poliziesche su Netflix **
Serie tv da vedere su Netflix
...
© Riproduzione riservata