10 serie tv divertenti da vedere su Netflix

In catalogo Netflix si trovano tantissime serie tv divertenti.
Che siano cult (come Friends, How I Met Your Mother, Arrested Development, Modern Family, Una mamma per amica, Brooklyn Nine-Nine, Rick and Morty, South Park, I Griffin, Glee…) o produzioni originali Netflix, fanno di sicuro al caso vostro se siete alla ricerca di relax, divertimento e una bella storia da cui farvi intrattenere più o meno a lungo.
** Cosa guardare su Netflix (catalogo aggiornato) **
Dall’italianissima Boris alla sorprendente Sex Education, passando per la surreale The Good Place ecco le nostre 10 preferite serie tv divertenti da vedere su Netflix.
** Nuove serie tv da vedere: ecco le più belle tra tutte quelle uscite nel 2020 **
Ce ne sono alcune più demenziali (come The Ranch) e altre invece cariche di valori, significati e qualità narrative come Orange Is The New Black e GLOW.
Alcune hanno come protagonisti dei giovanissimi, mentre altre come Grace and Frankie o Il Metodo Kominsky sfruttano l’avanzata età dei loro protagonisti per ironizzare su problemi personali e debolezze generazionali.
** Le più belle serie tv da vedere su Netflix **
Non vi rimane dunque che mettervi comodi e scegliere da quale iniziare.
Serie tv divertenti da vedere su Netflix
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10 serie tv divertenti da vedere su Netflix
Boris
Quando si parla di commedia seriale, su suolo italiano Boris è imbattibile e imprescindibile.
Racconta il dietro le quinte di una tipica fiction italiana intitolata Gli occhi del cuore, tra una troupe televisiva cialtrona, un regista con velleità artistiche che però si rassegna a fare “la m….” per campare, attori “cani” e stagisti schiavizzati.
Si ride tanto.
È humor grottesco scritto e interpretato alla perfezione da Francesco Pannofino, Pietro Sermonti, Caterina Guzzanti, Paolo Calabresi, Carolina Crescentini e molti altri.
Unbreakable Kimmy Schmidt
Kimmy Schmidt è una ragazza solare e un po’ naif che si trasferisce a New York in cerca di una nuova vita dopo essere stata salvata da una setta che l’ha tenuta per quindici anni in ostaggio in un bunker.
Determinata a recuperare, Kimmy (Ellie Kemper) prende in affitto un piccolo appartamento insieme all’attore in erba Titus Andromedon (Tituss Burgess) e trova lavoro come bambinaia presso la ricca Jacqueline Voorhees (Jane Krakowski), dove prova ad adattarsi a mondi a lei sconosciuti.
La serie creata da Tina Fey e Robert Carlock poggia su caratteri comici perfettamente costruiti e ritmo di risate costante, riuscendo a non cadere mai nel demenziale fine a se stesso.
Il metodo Kominsky
La serie racconta l’amicizia tra la ex star di Hollywood Sandy Kominsky, interpretata da Michael Douglas, e il produttore cinematografico Norman Newlander, un sempre incredibile Alan Arkin.
Il primo ha fondato e gestisce una scuola di recitazione a suo nome, il secondo deve affrontare la perdita dell’adorata moglie Eileen (Susan Sullivan).
Insieme si trovano a fronteggiare una serie di vicissitudini quotidiane, sostenendosi l’un l’altro come una famiglia.
Gli sketch tra i due funzionano, così come i dialoghi fiume, che spesso sfociano nel bisticcio e nel nonsense.
Le puntate sono brevi, da bersi tutte d’un fiato.
Sex Education
Arrivata alla seconda stagione - e già rinnovata per la terza - Sex Education ha come protagonisti principali il giovane Otis (Asa Butterfield) e sua mamma Jean (Gillian Anderson), un’esperta sessuologa.
Approfittando della sua vicinanza con un’esperta in materia, Otis a scuola s'improvvisa consulente sessuale, nonostante lui per primo abbia incertezze e inesperienze legate all'età da affrontare.
Nell’impresa viene aiutato dagli inseparabili amici Maeve (Emma Mackey) ed Eric (Ncuti Gatwa).
Sex Education è una delle serie meglio raccontate e realizzate su Netflix, che racconta “l’educazione sessuale” in modo nuovo.
The Good Place
Kristen Bell è Eleanor Shellstrop ed è morta, travolta da alcuni carrelli mentre faceva la spesa al supermercato.
Risvegliatasi in Paradiso, conosce il mentore Michael (Ted Danson), che le spiega di essere lì per la sua buona condotta in vita. Eleanor capisce che c’è stato un errore: l’hanno confusa per un’omonima e famosa avvocatessa che si batte per i diritti umani.
Lei, al contrario, è una donna normale tendente all’egoista e piuttosto sboccata.
Non volendo essere catapultata all’Inferno, però, Eleanor prova a mimetizzarsi tra le anime buone del Paradiso, imparando molto da loro, ma finendo anche per corrompere il loro candore.
The Good Place è una serie molto divertente, con parentesi comiche ben giocate sull’assurdità del luogo in cui è ambientata e un cast corale perfettamente caratterizzato.
Grace and Frankie
Jane Fonda è l’elegante e rigida Grace. Lily Tomlin l’hippie Frankie. Le due donne diventano amiche “a causa” dei loro mariti, Robert e Sol, che dopo anni in cui sono stati soci in affari, hanno portato allo scoperto anche la loro relazione sentimentale.
Grace e Frankie, che non si sono mai sopportate più di tanto, iniziano così un’alleanza che si trasforma in amicizia.
La serie è una situation comedy basata non solo su due caratteri agli antipodi, ma anche sul loro diverso approccio alla vita e ai tempi cambiati, che entrambe guardano con la propria esperienza passata.
Grace and Frankie è la storia di due donne che, ritrovatesi a raccogliere i cocci dei rispettivi matrimoni, sfruttano l’occasione a proprio vantaggio per aprire nuovi e divertente capitoli delle loro vite.
After Life
Nonostante la prima stagione sia meglio della seconda, After Life rimane uno dei titoli più divertenti della serialità televisiva firmata Netflix.
Creata da Ricky Gervais, che ne è anche il protagonista, racconta la storia di un uomo che, dopo la scomparsa dell’adorata moglie, deve rimettere insieme i pezzi della sua già cinica vita.
Tony, è questo il nome dell’uomo, vive in un piccolo paese inglese dove lavora al giornale locale.
Qui ha a che fare tutti i giorni con un gruppo di strampalati colleghi e una serie di storie assurde di cronaca locale.
Ricky Gervais infonde in Tony il suo divertentissimo biasimo verso il genere umano (bambini inclusi), che sul finire trova però una chiave buonista.
Orange Is The New Black
Commedia e dramma si fondono in questa serie cult ambientata in un carcere femminile dove le storie delle sue detenute s’intrecciano, tra violenze, fragilità, disturbi psichici e personalità nascoste.
È Piper Chapman (Taylor Schilling), l'ultima arrivata, a raccontarle allo spettatore attraverso i suoi occhi.
Piper è una ragazza di buona famiglia e con un devoto fidanzato che l’aspetta fuori di prigione, costretta a scontare una pena per un crimine commesso dieci anni prima.
Al tempo aveva infatti inconsapevolmente trasportato denaro sporco per conto della narcotrafficante Alex Vause (Laura Prepon), con cui aveva una relazione e che ora ritrova dietro le sbarre.
In un mix di divertimento e sconvolgimenti vari, la vita nel penitenziario per Piper non è una passeggiata, ma si rivela meno peggio di come se lo sarebbe mai immaginato.
GLOW
GLOW sta per Gorgeous Ladies of Wrestling ed è un programma tv veramente andato in onda negli anni ’80.
La serie tv Netflix ne prende spunto per raccontare la storia di un gruppo di donne, chi con aspirazioni da attrice, chi perché outsider, chi per volontà di seguire le orme maschili di famiglia, che si lancia nella realizzazione dello show.
A dirigerle c'è un cinico regista di B-movie e a produrre il programma un benestante “figlio di” che deve dimostrare il suo talento.
Insieme diventeranno una squadra tanto improbabile quanto incredibile, che si darà supporto reciproco dentro e fuori il ring.
GLOW è un meraviglioso prodotto d’intrattenimento, che ogni tanto riuscirà anche a strapparvi una lacrimuccia.
The Ranch
Chiudiamo il cerchio virando verso il demenziale, con tanto di battute seguite da pausa e risate finte.
The Ranch, con protagonisti Ashton Kutcher, Sam Elliott, Danny Masterson, Elisha Cuthbert, Debra Winger e molti altri, è una sketch comedy corale ambientata in un ranch - appunto - in Colorado.
La serie tv segue le vicissitudini familiari di due fratelli bamboccioni, del loro baffuto padre filo-repubblicano e della madre hippie proprietaria di un bar.
È frivola, lineare e fa ridere.
Se volete guardare qualcosa a "impegno zero", è perfetta.
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Addio binge watching: perché siamo tornati a “gustare” le serie

Per anni il binge watching è stato raccontato come la grande conquista dello spettatore moderno. Niente più appuntamenti fissi, niente più attese, niente più cliffhanger lasciati in sospeso per una settimana. Le piattaforme di streaming avevano promesso un consumo libero e illimitato delle storie. A metà degli anni Duemila, guardare una serie “a puntate” sembrava una reliquia del passato, un gesto anacronistico. Noi pubblico seriale abbiamo iniziato ad abbuffarci di contenuti, passando da un titolo all'altro con la stessa frequenza con cui Carrie Bradshaw cambiava un paio di scarpe. Oggi, però, quel modello mostra i suoi limiti e sta lasciando spazio a una nuova – vecchia – forma di fruizione: il ritorno all’episodio come evento. Proviamo a capire perché.
Qui, intanto, le serie tv da vedere a gennaio su Netflix.
Stranger Things 5 e il ritorno alla frammentazione
Il segnale più evidente arriva proprio da Netflix, la piattaforma che più di ogni altra aveva legato la propria identità al rilascio in blocco delle stagioni e al concetto di binge watching. L’ultima stagione finale di Stranger Things è stata suddivisa in tre parti, distribuite in momenti diversi e non casuali: il primo atto a fine novembre, il secondo il 26 dicembre e l'ultimo episodio, della durata di un film, il primo di gennaio.
Tradotto strategicamente: vacanze, famiglie riunite, tempo libero, social accesi. Tre finestre perfette per far esplodere la conversazione. In pratica Netflix ha trasformato Stranger Things in una trilogia di eventi, quasi un festival più che una semplice stagione tv. Una scelta che riguarda un titolo di punta – certo - ma riflette anche una trasformazione più ampia nel modo in cui le storie vengono pensate, promosse e consumate.
Binge watching, da pregio a difetto
Per comprendere quanto siamo cambiati bisogna fare un passo indietro. Quando Netflix è arrivato in Italia eravamo abituati a guardare le serie o in televisione, con le pubblicità, o su payperview come Sky. Piattaforme come Raiplay e Mediaset Infinity venivano poco sfruttate, sia dal pubblico che dagli editori.
Le reali serie evento si contavano sulle dita di una mano. Chi ha vissuto l’epoca di Lost ricorda bene cosa significasse attendere un episodio. Ogni puntata era un appuntamento, ogni pausa una moltiplicazione di teorie, discussioni, aspettative. L'arrivo dello streaming e delle intere serie a disposizione ha placato la fame, ha consentito di assecondare il capriccio. Ma col tempo ha lasciato un po' di amaro in bocca.
Con Lost e in generale con l'appuntamento settimanale, la serie non esisteva solo nei quaranta minuti di messa in onda, ma nello spazio che li separava. Quel tempo di attesa costruiva legami tra gli spettatori e dava profondità al racconto. Un senso di comunità che con il binge watching certo non è mancato, ma che veniva esaurito nello spazio di un weekend. E questo è stato forse il più grande boomerang: titoli da centinaia di milioni di dollari che restano al centro della conversazione per pochi giorni, subito sostituiti dall’uscita successiva.
Tra milioni di titoli, la vera risorsa è l'attenzione
In un ecosistema sempre più competitivo, in cui, negli anni, si sono affacciati sempre più player, da Amazon Prime Video a Disney+, fino al recentissimo HBO Max, perdere in fretta l'attenzione del pubblico significa perdere valore. E mentre ci sono piattaforme, come Amazon Prime Video appunto, che strategicamente hanno diverse leve, lo stesso non può dirsi per Netflix o altri, che quindi hanno bisogno che se ne parli.
Disney+ lo ha capito prima di molti altri. Fin dal lancio ha puntato sul rilascio settimanale delle sue serie di punta, soprattutto quelle legate ai grandi franchise. HBO negli Usa non è mai sceso a patti con il binge watching, mantenendo l'appuntamento settimanale anche per Il trono di spade o – recentemente – lo spin-off House of the Dragon.
La pubblicazione frammentata risponde a questa logica. Una serie di punta distribuita in più blocchi resta visibile più a lungo, alimenta il dibattito e mantiene vivo l’interesse per settimane, se non mesi.
C’è però anche un altro fattore in gioco, che riguarda il pubblico. Dopo anni di maratone notturne e stagioni divorate in pochi giorni, qualcosa si è incrinato. Il binge watching ha reso le storie più rapide, ma anche più effimere. Si guarda di tutto, si commenta poco, si dimentica in fretta. Le cose belle vanno gustate. E invece la tendenza a volere sempre di più e a guardare tutto insieme porta a non godersi i dettagli. L’esperienza collettiva, quella che trasformava una serie in un fenomeno culturale, si è progressivamente assottigliata.
Lo streaming aveva cancellato tutto questo in nome dell’immediatezza. Ora, paradossalmente, sta cercando di recuperarlo. Non perché il pubblico voglia tornare alla televisione di una volta, ma perché le storie hanno bisogno di tempo per depositarsi nella mente, per creare immaginario, per diventare davvero parte della cultura pop. E in questo, ancora una volta, Stranger Things ha fatto scuola.
Cosa sarà, quindi, del binge watching?
In questo contesto, il binge watching non scomparirà. Resterà una modalità di consumo, utile per recuperare serie del passato o per chi preferisce una fruizione continua (una volta che tutti gli episodi saranno usciti, a rischio di spoiler).
Le grandi produzioni, quelle su cui le piattaforme investono davvero, hanno bisogno di essere accompagnate nel tempo, da una comunicazione che crei hype (tradotto: l'attesa) e da un lancio che consenta di seguirle e metabolizzare. In poche parole, di gustarle.
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I film più attesi al cinema nel 2026

Nuovo anno, nuovi film da vedere al cinema.
Dagli attesi ritorni di Christopher Nolan con la sua versione dell’Odissea e di Steven Spielberg con il film di fantascienza Disclosure Day, ai citatissimi Il diavolo veste Prada 2 e Cime Tempestose di Emerald Fennell: tanti titoli super hot per un 2026 al cinema che si preannuncia davvero ricco e interessante.
Tra i film italiani? Imperdibili saranno La grazia di Paolo Sorrentino e Le cose non dette di Gabriele Muccino, ma ci attendono anche i nuovi lavori di Antonio Albanese (Lavoreremo da grandi in sala dal 5 febbraio), Paolo Genovese (Il rumore delle cose) e Nanni Moretti (Succederà questa notte).
Ecco quali sono, secondo noi, i film più attesi al cinema il prossimo anno.
I nuovi film da vedere al cinema nel 2026
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La grazia di Paolo Sorrentino
Presentato all’82ma Mostra del Cinema di Venezia, La Grazia ha come protagonista Mariano De Santis (Beppe Servillo), presidente della Repubblica Italiana, arrivato al termine del suo mandato. La richiesta d'indulto per due persone condannate per omicidio e la decisione se promulgare o meno una legge sull’eutanasia, sono gli ultimi compiti che si trova a svolgere, mentre da cattolico ed ex giurista è assediato da domande e dubbi che condivide con la figlia Dorotea (Anna Ferzetti), anch’essa giurista.
Al cinema dal 15 gennaio.
Marty Supreme di Josh Safdie
Diretto da Josh Safdie (Diamanti Grezzi) e interpretato da Timothée Chalamet, il film segue le vicende di Marty Mauser un giovane venditore di scarpe con un talento prodigioso e un’ossessione divorante per il ping-pong. È proprio per finanziare il suo sogno di diventare un campione mondiale che Marty si addentra nel mondo delle sale gioco e delle scommesse, sfidando avversari di ogni tipo, ma trascurando legami affettivi e principi morali. Sulla sua strada incontra Kay Stone (Gwyneth Paltrow), una ex stella hollywoodiana, che diventerà una figura centrale nella sua turbolenta vita privata.
Al cinema dal 22 gennaio.
Le cose non dette di Gabriele Muccino
Stefano Accorsi, Miriam Leone, Claudio Santamaria e Carolina Crescentini sono i protagonisti del nuovo film di Gabriele Muccino, che ancora una volta si trova a esplorare le complesse dinamiche di due coppie di amici. Stefano Accorsi è Carlo, un professore universitario e scrittore in crisi. Miriam Leone è Elisa, una giornalista di successo. Quando i due decidono di fare un viaggio in Marocco con gli amici Anna (Crescentini) e Paolo (Santamaria), nonché la loro figlia adolescente, la loro relazione è già agli sgoccioli. Segreti e dinamiche irrisolte emergono durante il viaggio e l’incontro con una misteriosa studentessa di Carlo non fa che accentuare acredini e rompere i già precari equilibri. Scritto sulla carta magari non dice molto, ma Muccino a girare queste ordinarie storie di sclero famigliare è sempre bravissimo.
Al cinema dal 29 gennaio.
Hamnet - Nel nome del figlio di Chloé Zhao
La regista premio Oscar Chloé Zhao (Nomadland) torna al cinema con l’adattamento del famoso romanzo di Maggie O’Farrell. Ambientato nell’Inghilterra rurale di fine XVI secolo, Hamnet si concentra sulla vita della moglie di Shakespeare (Jessie Buckley) e della loro famiglia, comprensiva della figlia Susanna e dei gemelli Judith e Hamnet. È proprio la precoce morte di quest’ultimo a rompere l’equilibrio familiare. È il punto di vista della donna a raccontare i fatti, presentando Shakespeare (Paul Mescal) non tanto come il conosciuto genio letterario, ma come uomo e padre che deve elaborare un lutto, prima di trarne l’ispirazione per scrivere uno dei suoi capolavori assoluti: Amleto.
Al cinema dal 5 febbraio.
Cime tempestose di Emerald Fennell
Film più hype dell’anno, che uscirà proprio per San Valentino, Cime Tempestose di Emerald Fennell è l’adattamento pop-intrigante del classico romanzo di Emily Brontë. Nel film ci saranno Margot Robbie nel ruolo di Catherine Earnshaw e Jacob Elordi in quelli di Heathcliff. Al centro della storia, l’intensa attrazione e poi passione dei due, che sfida le convenzioni sociali e infine si trasforma in vendetta. Va beh… chi non vede l’ora di correre al cinema?
Al cinema dal 12 febbraio.
La sposa! di Maggie Gyllenhaal
Rivisitazione punk del classico horror La sposa di Frankenstein, il nuovo lavoro di Maggie Gyllenhaal dietro alla macchina da presa (il primo era La figlia oscura) è ambientato nella Chicago degli anni Trenta e segue le vicende del mostruoso Frankenstein (Christian Bale) che si rivolge al dottor Euphronious per trovare una compagna. È così che l’uomo decide di rianimare una giovane donna assassinata (Jessie Buckley). Il risultato va oltre le loro aspettative.
Al cinema dal 5 marzo.
Michael di Antoine Fuqua
L’atteso biopic su Michael Jackson, interpretato da Jaafar Jackson, ripercorre la vita e la carriera della celebre star del pop. Dai primi passi nei Jackson 5 alla realizzazione di album cult come Thriller, il film racconta Michael Jackson nella sua vita pubblica, sopra al palco, e anche in quella privata, indagando il suo difficile rapporto col padre e le controversie personali che lo hanno accompagnato fino alla morte nel 2009.
Al cinema dal 24 aprile.
Il diavolo veste Prada 2 di David Frankel
Meryl Streep, Emily Blunt, Anne Hathaway e Stanley Tucci tornano sul grande schermo per mostrarci le sfide dell’editoria e della moda alle prese con il digital. Miranda Priestly (Streep) è ancora al timone di Runway, ma deve far fronte al drastico declino delle vendite della carta stampata e degli investimenti pubblicitari. Per questo decide di rivolgersi alla sua ex assistente Emily (Blunt) diventata una potente dirigente. Da Kenneth Branagh a Lady Gaga passando per Justin Theroux saranno tante le guest star presenti nel film.
Al cinema dal 29 aprile.
Disclosure Day di Steven Spielberg
C’è grande attesa per il nuovo film di Steven Spielberg che segna non solo il suo ritorno alla regia ma anche alla collaborazione per la sceneggiatura con David Koepp (Jurassic Park, La guerra dei mondi). Il film si concentra, come racconta il titolo, sul “disclosure day”, ovvero sul giorno in cui la verità sulla presenza aliena viene rivelata all’umanità. Tra i protagonisti ci sono Emily Blunt, Josh O’Connor, Colin Firth, Colman Domingo e molti altri.
Al cinema dall'11 giugno.
Toy Story 5 di Andrew Stanton
Un po’ come in Il diavolo veste Prada 2, anche i protagonisti del mondo Toy Story si trovano questa volta a doversi confrontare con il digitale. Bonnie, ormai cresciuta, ha appena ricevuto un tablet di ultima generazione: Lilypad, un dispositivo astuto e ammaliante che riesce a catalizzare la sua attenzione. I vecchi giocattoli vivono così una profonda crisi esistenziale, che spinge il gruppo a chiedere l’aiuto di Woody ancora una volta.
Al cinema dal 17 giugno.
Odissea di Christopher Nolan
Matt Damon è Ulisse nell’adattamento cinematografico dell’opera di Omero firmata Christopher Nolan. La Universal ha definito il film un “epic action” girato in una nuova tecnologia IMAX e racconta il ritorno a casa del re di Itaca che, dopo la fine della guerra di Troia, vuole ricongiungersi con la moglie Penelope (Anne Hathaway), assediata nel frattempo da pretendenti indesiderati, mentre il figlio Telemaco (Tom Holland) è alla sua ricerca. Nel suo viaggio, Ulisse incontrerà figure leggendarie come Calipso, Circe e la dea Atena.
Al cinema dal 16 luglio.
Dune - Parte 3 di Denis Villeneuve
La conclusione della trilogia dedicata a Paul Atreides, interpretato da Timothée Chalamet, arriverà nelle sale in prossimità del Natale 2026 (almeno secondo le voci attuali). La storia scritta da Frank Herbert ci porta a fare un salto in avanti di diversi anni dopo la conclusione del secondo episodio. Paul Atreides siede ora sul trono e come Imperatore si trova ad affrontare una grossa cospirazione mentre gestisce ed è tormentato dalle conseguenze della jihad galattica. Oltre a Chalamet e Zendaya nel film tornano Florence Pugh nei panni della principessa Irulan, Rebecca Ferguson in quelli di Lady Jessica e Anya Taylor-Joy.
Al cinema a dicembre (data da confermare).
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5 nuove serie tv da vedere a Gennaio

Cosa guardare stasera? Quante volte vi è capitato di domandarvelo, per poi passare minuti e minuti a fare scrolling indecisi? Le nuove serie tv da vedere su Netflix, Prime Video, Disney+, NOW, Paramount+, Rai Play e Apple TV+ sono tantissime e ogni mese orientarsi nella ricchissima offerta dalle piattaforme streaming è davvero difficile.
Per questo abbiamo pensato di aiutarvi nella scelta con una selezione di titoli che, secondo noi, non potete perdere. Ecco allora le 5 nuove serie tv da vedere a Gennaio.
Da non farsi sfuggire ci sono anche Gigolò per caso - La Sex Guru (su Prime Video dal 2 gennaio), la seconda stagione di A Thousand Blows (su Disney+ dal 9 gennaio), la terza stagione di Teheran (su Apple Tv dal 9 gennaio), la seconda stagione di The Night Manager (su Prime Video dall'11 gennaio), Star Trek: Starfleet Academy (su Paramount+ dal 15 gennaio), A Knight Of The Seven Kingdoms (su HBO Max dal 18 gennaio), Wonder Man (su Disney+ dal 28 gennaio), la terza stagione di Shrinking (su Apple TV dal 28 gennaio), la prima parte della quarta stagione di Bridgerton (su Netflix dal 28 gennaio).
Buona visione!
** Le serie tv più belle da vedere su Netflix **
** Le più belle serie tv da vedere su Amazon Prime Video **
5 nuove serie tv da vedere a Gennaio
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Girl Taken dall’8 gennaio su Paramount+
Adattamento televisivo del romanzo Baby Doll di Hollie Overton, la miniserie thriller britannica in 6 episodi segue la vita delle gemelle Lily e Abby Riser, la cui esistenza viene sconvolta quando Lily viene rapita da Rick Hansen, un loro stimato insegnante del liceo.
Tenuta prigioniera per diverso tempo, Lily riesce finalmente a fuggire e a tornare a casa, ma i traumi subiti e il fatto che il suo aguzzino sia ancora a piede libero determinano il controllo sulla sua vita, rendendo il suo ritorno in libertà molto difficoltoso, anche nel rapporto con la sorella.
Nel cast Alfie Allen (Game Of Thrones), Jill Halfpenny, Tallulah e Delphi Evans.
Gomorra: Le origini dal 9 gennaio su Sky e NOW
Nuova serie prequel della celebre saga andata in onda su Sky, Gomorra: Le origini è ambientata a Napoli alla fine degli anni Settanta e racconta l’ascesa di un giovanissimo Pietro Savastano (Luca Lubrano).
Cresciuto in povertà, Pietro desidera un riscatto e la sua occasione arriva dopo l’incontro con Angelo ‘a Sirena che lo introduce nel mondo della malavita.
Una serie che permette ai fan di scoprire la genesi di personaggi iconici come Pietro e Imma, mostrando come hanno forgiato giovanissimi il loro destino criminale.
Fabrizio Corona: Io sono notizia dal 9 gennaio su Netflix
La serie Netflix ripercorre l’ascesa e la caduta di Fabrizio Corona, analizzando la sua parabola mediatica dagli scandali di Vallettopoli all’esplosione dei social media.
Tra realtà e messa in scena, la serie mostra l’ossessione di Corona per il successo e il racconto dietro le quinte sul complesso rapporto che il “re dei paparazzi” ha avuto con la figura paterna.
Curiosi o no, la serie Netflix punta a essere non solo il ritratto di una personalità nota controversa, ma anche la narrazione di cosa sia stato - e sia - il gossip in Italia dagli anni ’90 al nostro oggi con la produzione continua di contenuti social.
The Beauty dal 22 gennaio su Disney+
Ryan Murphy (American Horror Story) torna a turbarci in veste di showrunner con questo fanta-horror basato sull’omonima graphic novel di Jeremy Haun e Jason A. Hurley.
La storia ruota attorno alla diffusione di una malattia trasmissibile sessualmente che trasforma chi ne è affetto nella versione perfetta di sé.
Purtroppo il virus però si rivela letale e il contraltare di una incredibile bellezza in vita è una morte davvero cruenta.
Gli agenti dell’FBI Cooper Madsen (Evan Peters) e Jordan Bennett (Rebecca Hall) si trovano a indagare su una serie di morti sospette nell’alta moda, scoprendo una cospirazione che coinvolge un importante imprenditore tech (Ashton Kutcher).
The Paper su Sky e Now dal 26 gennaio
The Paper è l’attesissimo sequel/spin-off di The Office, creato proprio dagli showrunner Greg Daniels e Michael Koman.
Ambientata nello stesso universo narrativo della serie cult con Steve Carell, The Paper ha come protagonista la troupe che per anni ha documentato la vita alla Dunder Mifflin e che ora si è spostata nel Midwest per seguire le sorti degli impiegati alla Toledo Truth Teller, uno storico quotidiano locale ora in declino.
A capo della testata c’è Ned Sampson (Domhnall Gleeson), un ex venditore di carta igienica senza esperienza giornalistica, che ha il compito di rilanciarla.
Nel cast anche Sabrina Impacciatore, Chelsea Frei, Ramona Young e molti altri.
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7 serie tv da vedere se vi è piaciuto Stranger Things

** Cosa guardare su Netflix - catalogo aggiornato **
**Cosa guardare su Amazon Prime - catalogo aggiornato**
7 serie tv simili a Stranger Things
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Twin Peaks
Non è solo una delle più popolari serie televisiva horror-misteriosa, ma anche un classico cult al punto che secondo molti alcune parti di Stranger Things trovano ispirazione in Twin Peak.
Sviluppato da Mark Frost e David Lynch, Twin Peaks segue l'agente speciale dell'FBI Dale Cooper e lo sceriffo locale, Harry S. Truman, nella piccola e inquietante cittadina di Twin Peaks, dove iniziano a indagare sull'omicidio di una ragazza del posto.
La serie televisiva originale è iniziata nel 1990 ed è stata cancellata nel 1991. Dopo una pausa di 25 anni, i creatori hanno rianimato lo spettacolo nel 2017 per una terza stagione.
Oltre alla sua lunga storia, Twin Peaks è diventato famoso anche per il suo cast corale che vale la pena vedere all'opera.
I Am Not Okay With This
Se vi piace Undici in Stranger Things, allora dorerete anche Sydney Novak (Sophia Lillis) in I Am Not Okay With This. Ma c'è una grande differenza tra i due spettacoli.
I Am Not Okay With This è una black comedy di formazione; il che significa che la serie originale Netflix è una versione divertente e leggera della storia di un'adolescente che sviluppa poteri telecinetici.
Mentre gestisce le sue nuove abilità, Sydney deve anche affrontare le complessità della sua vita al liceo, le emozioni adolescenziali, la sessualità e il recente suicidio di suo padre.
Locke & Key
Riverdale
Ambientato nella città immaginaria di Riverdale, questa serie tv segue un gruppo di adolescenti che hanno deciso di indagare sull'omicidio di Jason Blossom.
Segreti e misteri fanno da filo conduttore dell'intera serie e le avventure di Riverdale arrivano a limiti del sovrannaturale.
Lo show ha attualmente sei stagioni (con l'ultima che andrà in onda all'inizio del 2023) ed è uno dei più grandi successi di Netflix fino ad oggi.
The Umbrella Academy
Un altro successo Netflix che racconta la storia dei sette membri dell'Academy, tutti nati lo stesso giorno da donne che non erano incinte quella mattina.
Sono "fratelli di laboratorio" adottati e addestrati da un miliardario masochista, che lascia i bambini con cicatrici con cui devono fare i conti da adulti. Ma le ombre e i misteri del passato non tarderanno ad arrivare.
Lost
Sicuramente questa è una serie tv di cui avete già sentito parlare. Disponibile su Amazon Prime, mette insieme segreti e misteri con il paranormale e una serie innumerevole di plot twists.
Nonostante la sua natura un po' meno lineare, Lost possiede tutto ciò che un amante di Stranger Things può ricercare.
Dark
Dark è il primo show in lingua tedesca di Netflix e segue le vicende di quattro famiglie che vivono in una città dove molti bambini stanno misteriosamente scomparendo.
A differenza di Stranger Things, in Dark non ci sono mostri alieni o un altro mondo. Piuttosto, questa serie fa perno su i viaggi nel tempo, la fantascienza e altre teorie e temi complessi che vi faranno mettere in discussione la vita, l'universo e tutto ciò che conoscete.
Lo spettacolo, lungo 3 stagioni, vanta una narrativa potente e mantiene la promessa di stimolare costantemente la vostra psiche.
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