Le serie tv più belle del 2025

Dopo mesi trascorsi sul divano, tra un binge e una storia mozzafiato, è arrivato quel momento dell’anno in cui iniziamo a tirare le fila sulle serie tv più belle del 2025.
Chi è avvezzo a questo nostro resoconto, lo sa: non è una classifica, ma una lista “democratica” di ciò che ci è piaciuto di più in streaming. Non solo: facciamo rientrare solo serie alla loro prima stagione o miniserie (anche perché titoli come The White Lotus, The Bear, Black Mirror, Scissione… per citare i sequel di stagione usciti quest’anno di serie che sono una continua conferma, si riproporrebbero in pratica tutti gli anni).
Dalla satira cinematografica di Seth Rogen al ritratto angosciante dell’adolescenza di Stephen Graham, fino al nuovo capolavoro questa volta ambientato nel mondo della danza della coppia Amy Sherman e Daniel Palladino (La fantastica signora Maisel), ecco quali sono - secondo noi - le serie tv più belle uscite quest’anno.
**Qui tutti i nostri consigli sulle migliori serie tv da vedere**
Le miniserie e nuove serie tv più belle del 2025
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Étoile - Prime Video
La nuova, logorroicissima, serie creata dalla coppia Amy Sherman-Palladino & Daniel Palladino è come sempre un lavoro pazzesco che unisce commedia, sceneggiatura e spettacolo.
Ambientata tra New York e Parigi, la serie Amazon Original segue lo strambo scambio che le due compagnie di danza principali delle città fanno tra i loro ballerini e artisti migliori per salvare dalla bancarotta le storiche istituzioni di cui fanno parte. Ossessioni, sfortune, amori e personaggi indimenticabili si alternano sullo schermo intrattenendoci come solo i Palladino sanno fare: con intelligenza e humor.
The Studio - Apple TV
Con Seth Rogen - che è anche co-creatore insieme a Evan Goldberg - la serie comedy Apple è ambientata nel mondo degli Studios hollywoodiani, tra attori capricciosi, set con mille problemi da gestire e produzioni su cui ognuno vuole dire la sua.
Protagonista è il giovane Matt Remick (Rogen), nuovo direttore della Continental Studios, storica casa di produzione in crisi. Matt e il suo team combattono tra di loro ogni giorno, sopportando ritmi aziendali vorticosi, passando da un party esclusivo a riunione marketing, o a confronti difficilissimi con registi, troupe e cast. The Studio è piena di comparse, da Martin Scorsese a Zac Efron, passando per Paul Dano e molti altri. Una delle serie fatte meglio e più divertenti viste quest’anno.
Dying For Sex - Disney+
Con Michelle Williams, Jenny Slate, Jay Duplass e molti altri, basata sul podcast di successo di Wondery e Nikki Boyer, Dying For Sex s'ispira a vicende realmente accadute raccontando la storia di una donna con una diagnosi di cancro in fase terminale che decide di esplorare, per la prima volta nella sua vita, la varietà e la complessità dei suoi desideri sessuali.
Dying For Sex è una serie che parla di amicizia e della capacità, anche di fronte alle difficoltà che la vita riserva, di non perdere uno sguardo curioso. È una delle serie tv più belle, più positive e leggere che vedrete quest’anno, capace di esplorare - nonostante il suo sottotesto drammatico - il desiderio femminile in modo sincero e spensierato.
Adolescence - Netflix
È la serie angosciante - qualcuno dice per i genitori, ma diremmo un po’ per tutti - di cui abbiamo sentito tanto parlare quest’anno. Come il titolo stesso suggerisce parla di adolescenza, della sua complessità, esplorando gli aspetti più difficili e inquietanti, come quello della violenza tra i più giovani, il potere dei social media e la comunicazione difficoltosa genitori-figli.
Adolescence ha come protagonista una famiglia, i Miller, la cui vita viene sconvolta nel momento in cui il figlio Jamie, di tredici anni, viene arrestato con l’accusa di aver ucciso una compagna di classe. Dalle conseguenze sul nucleo famigliare a quelle sulla comunità, la serie apre una serie di riflessioni, spesso molto dolorose, sul presente di tanti giovani. Guardatela se avete la consapevolezza che state per lanciarvi in una visione che vi scuoterà.
The Residence - Netflix
The Residence è puro intrattenimento in stile Agatha Christie tra i corridoi della Casa Bianca, con una detective memorabile che deve parte della sua bravura nelle indagini alla sua gigantesca conoscenza e passione per gli uccelli.
Giallo strampalato firmato Shondaland (Bridgerton) e creato da Paul William Davies (Scandal), The Residence ha inizio con l’assassinio, la notte di un importante ricevimento, del capo del personale della Casa Bianca A.B. Wynter (Giancarlo Esposito). A indagare sul caso viene chiamata l’eccentrica Cordelia Cupp (Uzo Aduba), detective consulente del Dipartimento di Polizia, conosciuta per il suo humor pungente e la sua implacabile sete di verità, oltre che un occhio allenato dal birdwatching al comportamento umano. 8 puntate binge che vi consigliamo di non perdere se avete voglia di qualcosa di leggero, che vi attacchi allo schermo fino alla soluzione finale.
Dept. Q - Netflix
Amanti dei gialli e delle storie d’indagine, questa è la vostra serie! Dept. Q ha come protagonista l’ispettore capo Carl Morck (Matthew Goode), un uomo brillante ma dal passato tormentato, che viene relegato alla sezione casi irrisolti della polizia di Edimburgo. Costretto a collaborare con un gruppo di personaggi tutt’altro che semplici, dovrà trovare la giusta sintonia per affrontare con loro casi complicati, che metteranno a dura prova anche il loro lato più emotivo.
Dept. Q segue un filone, quello del team d’indagine complicato ma fortemente intuitivo, capace di adattarsi alle peggiori condizioni e a trovare strategie inusuali per risolvere i casi, che ha avuto spesso successo sul piccolo schermo, da True Detective a Slow Horses. La storia cattura, i personaggi pure, offrendo uno sguardo inedito sul mondo della polizia.
Task - Sky e NOW
Scritta da Brad Ingelsby, creatore di Omicidio a Easttown con Kate Winslet, Task è un crime thriller ambientato a Philadelphia con protagonista Mark Ruffalo. In sette episodi la serie ruota attorno alle indagini condotte da un agente dell’FBI (Ruffalo) che dirige una task force reclutata per mettere fine a una serie di violente rapine in città che vengono compiute da un insospettabile padre di famiglia. Task ha un cast stellare - oltre a Mark Ruffalo ci sono Tom Pelphrey, Emilia Jones, Rául Castillo e molti altri - e una trama avvincente, cupa e ricca di suspense, che vi terrà col fiato sospeso.
Pluribus - Apple TV
Con Vince Gilligan (Breaking Bad) torniamo ad Albuquerque, questa volta con Carol Sturka (Rhea Seehorn). Quando un virus alieno trasmissibile trasforma l’intera umanità in una pacifica e sempre allegra mente collettiva, solo tredici persone riescono a rimanere se stesse. Tra di loro c’è Carol che suo malgrado si ritrova ad essere la persona più infelice del mondo. Gli "Altri" - si chiama proprio così la mente collettiva generata dal virus - pur perpetrando in un primo momento i desideri degli immuni, hanno l’obiettivo però di assimilarli. Carol non ci sta. Serie di fantascienza post-apocalittica divertente e cinica, Pluribus dice molto della società contemporanea, votata tanto all’individualismo quando alla felicità a tutti i costi.
Mobland - Paramount+
Con Tom Hardy, Pierce Brosnan e Helen Mirren, Mobland è un crime drama che segue le vicende di due potenti famiglie criminali londinesi. Da una parte ci sono gli Harrigan guidati dal Patriarca Conrad (Brosnan) e dalla moglie Maeve (Mirren); dall’altra ci sono gli Stevenson, una realtà emergente sempre più in espansione. Le due realtà vivono in equilibrio precario fino al giorno in cui il membro più giovane di casa Harrigan uccide accidentalmente il figlio-boss degli Stevenson. Gli Harrigan affideranno al loro “fixer” Harry Da Souza (Hardy) il compito di gestire le conseguenze.
The Pitt - Sky e NOW
Per tutti i fan di E.R. è arrivato il momento di avere una nuova serie del cuore. The Pitt è un medical drama con protagonista Noah Wyle (proprio il Dr. Carter di E.R.) che segue la vita quotidiana e le sfide che il personale medico del fittizio Pittsburgh Trauma Medical Center si trova ad affrontare ogni giorno. La serie non si concentra solo sui casi medici, ma anche sulle problematiche che i protagonisti vivono sulla propria pelle come carenza di personale, conseguenze emotive della pandemia, violenza, dipendenza etc. È una serie al cardiopalma, con un approccio molto autentico.
House Of Guinness - Netflix
Creata da Steven Knight (Peaky Blinders), la serie ambientata tra Dublino e New York è incentrata sulla storia della famiglia Guinness, proprietaria del famoso marchio di birra, dopo la morte del suo fondatore Sir Benjamin Lee Guinness. La sua eredità viene infatti lasciata ai quattro figli, Arthur, Edward, Anne e Benjamin, di cui i primi due vengono obbligati a portare avanti l’azienda insieme. Quattro caratteri molto diversi tra loro, per una storia intrigante che prende tutto: politica, amore, tradimenti, Storia…
Too Much - Netflix
Una delle commedie romantiche più originali viste quest’anno, Too Much è il primo lavoro che Lena Dunham (Girls) ha creato per Netflix. La serie ha come protagonista la giovane newyorchese Jessica (Megan Slater) che, dopo essere stata lasciata da quello che lei riteneva l’amore della sua vita, decide di accettare un lavoro a Londra. Una volta trasferitasi qui conosce Felix (Will Sharpe), un musicista indie squattrinato e familiarmente incasinato, con cui inizia una speciale storia romantica. Lena Dunham è bravissima a raccontare i sentimenti oggi, tra attrazione, complicazioni della vita adulta e tenerezze.
The Beast In Me - Netflix
Miniserie con Claire Danes nei panni di Aggie Wiggs, una scrittrice premio Pulitzer in pieno blocco creativo dopo la tragica scomparsa del figlio in un incidente stradale e la rottura con la moglie. Quando accanto a lei si trasferisce a vivere Nile Jarvis, interpretato da Matthew Rhys, un affascinante e inquietante magnate immobiliare accusato dell’omicidio della moglie, Aggie incomincia a ritrovare gli stimoli per tornare a scrivere. Il suo obiettivo iniziale è quello di smascherare Jarvis, ma i due rimarranno presto intrappolati in un gioco di caccia senza fine che metterà in discussione la moralità di entrambi. Una delle serie più oscure viste quest’anno.
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Addio binge watching: perché siamo tornati a “gustare” le serie

Per anni il binge watching è stato raccontato come la grande conquista dello spettatore moderno. Niente più appuntamenti fissi, niente più attese, niente più cliffhanger lasciati in sospeso per una settimana. Le piattaforme di streaming avevano promesso un consumo libero e illimitato delle storie. A metà degli anni Duemila, guardare una serie “a puntate” sembrava una reliquia del passato, un gesto anacronistico. Noi pubblico seriale abbiamo iniziato ad abbuffarci di contenuti, passando da un titolo all'altro con la stessa frequenza con cui Carrie Bradshaw cambiava un paio di scarpe. Oggi, però, quel modello mostra i suoi limiti e sta lasciando spazio a una nuova – vecchia – forma di fruizione: il ritorno all’episodio come evento. Proviamo a capire perché.
Qui, intanto, le serie tv da vedere a gennaio su Netflix.
Stranger Things 5 e il ritorno alla frammentazione
Il segnale più evidente arriva proprio da Netflix, la piattaforma che più di ogni altra aveva legato la propria identità al rilascio in blocco delle stagioni e al concetto di binge watching. L’ultima stagione finale di Stranger Things è stata suddivisa in tre parti, distribuite in momenti diversi e non casuali: il primo atto a fine novembre, il secondo il 26 dicembre e l'ultimo episodio, della durata di un film, il primo di gennaio.
Tradotto strategicamente: vacanze, famiglie riunite, tempo libero, social accesi. Tre finestre perfette per far esplodere la conversazione. In pratica Netflix ha trasformato Stranger Things in una trilogia di eventi, quasi un festival più che una semplice stagione tv. Una scelta che riguarda un titolo di punta – certo - ma riflette anche una trasformazione più ampia nel modo in cui le storie vengono pensate, promosse e consumate.
Binge watching, da pregio a difetto
Per comprendere quanto siamo cambiati bisogna fare un passo indietro. Quando Netflix è arrivato in Italia eravamo abituati a guardare le serie o in televisione, con le pubblicità, o su payperview come Sky. Piattaforme come Raiplay e Mediaset Infinity venivano poco sfruttate, sia dal pubblico che dagli editori.
Le reali serie evento si contavano sulle dita di una mano. Chi ha vissuto l’epoca di Lost ricorda bene cosa significasse attendere un episodio. Ogni puntata era un appuntamento, ogni pausa una moltiplicazione di teorie, discussioni, aspettative. L'arrivo dello streaming e delle intere serie a disposizione ha placato la fame, ha consentito di assecondare il capriccio. Ma col tempo ha lasciato un po' di amaro in bocca.
Con Lost e in generale con l'appuntamento settimanale, la serie non esisteva solo nei quaranta minuti di messa in onda, ma nello spazio che li separava. Quel tempo di attesa costruiva legami tra gli spettatori e dava profondità al racconto. Un senso di comunità che con il binge watching certo non è mancato, ma che veniva esaurito nello spazio di un weekend. E questo è stato forse il più grande boomerang: titoli da centinaia di milioni di dollari che restano al centro della conversazione per pochi giorni, subito sostituiti dall’uscita successiva.
Tra milioni di titoli, la vera risorsa è l'attenzione
In un ecosistema sempre più competitivo, in cui, negli anni, si sono affacciati sempre più player, da Amazon Prime Video a Disney+, fino al recentissimo HBO Max, perdere in fretta l'attenzione del pubblico significa perdere valore. E mentre ci sono piattaforme, come Amazon Prime Video appunto, che strategicamente hanno diverse leve, lo stesso non può dirsi per Netflix o altri, che quindi hanno bisogno che se ne parli.
Disney+ lo ha capito prima di molti altri. Fin dal lancio ha puntato sul rilascio settimanale delle sue serie di punta, soprattutto quelle legate ai grandi franchise. HBO negli Usa non è mai sceso a patti con il binge watching, mantenendo l'appuntamento settimanale anche per Il trono di spade o – recentemente – lo spin-off House of the Dragon.
La pubblicazione frammentata risponde a questa logica. Una serie di punta distribuita in più blocchi resta visibile più a lungo, alimenta il dibattito e mantiene vivo l’interesse per settimane, se non mesi.
C’è però anche un altro fattore in gioco, che riguarda il pubblico. Dopo anni di maratone notturne e stagioni divorate in pochi giorni, qualcosa si è incrinato. Il binge watching ha reso le storie più rapide, ma anche più effimere. Si guarda di tutto, si commenta poco, si dimentica in fretta. Le cose belle vanno gustate. E invece la tendenza a volere sempre di più e a guardare tutto insieme porta a non godersi i dettagli. L’esperienza collettiva, quella che trasformava una serie in un fenomeno culturale, si è progressivamente assottigliata.
Lo streaming aveva cancellato tutto questo in nome dell’immediatezza. Ora, paradossalmente, sta cercando di recuperarlo. Non perché il pubblico voglia tornare alla televisione di una volta, ma perché le storie hanno bisogno di tempo per depositarsi nella mente, per creare immaginario, per diventare davvero parte della cultura pop. E in questo, ancora una volta, Stranger Things ha fatto scuola.
Cosa sarà, quindi, del binge watching?
In questo contesto, il binge watching non scomparirà. Resterà una modalità di consumo, utile per recuperare serie del passato o per chi preferisce una fruizione continua (una volta che tutti gli episodi saranno usciti, a rischio di spoiler).
Le grandi produzioni, quelle su cui le piattaforme investono davvero, hanno bisogno di essere accompagnate nel tempo, da una comunicazione che crei hype (tradotto: l'attesa) e da un lancio che consenta di seguirle e metabolizzare. In poche parole, di gustarle.
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Annullata la terza stagione di “With Love, Meghan” di Meghan Markle

Non ci sarà una terza stagione di With Love, Meghan.
Dopo mesi di indiscrezioni e risultati altalenanti, la serie televisiva lifestyle di Meghan Markle non tornerà su Netflix nella sua forma originale. A confermarlo sono più fonti vicine alla produzione, secondo cui la duchessa del Sussex avrebbe deciso di chiudere (almeno per ora) un capitolo lavorativo che lei stessa ha definito «molto impegnativo».
Una scelta che non segna però un addio definitivo al mondo lifestyle, ma piuttosto un cambio di strategia, più in linea con le nuove priorità personali e professionali di Meghan.
Lanciato con grande clamore nel marzo 2025, With Love, Meghan nasceva con l’ambizione di competere con regine del settore come Martha Stewart e Gwyneth Paltrow, portando sullo schermo una visione intima e domestica fatta di cucina, ospitalità e creatività quotidiana. Ma, nonostante una promozione massiccia, la seconda stagione, uscita ad agosto, non è riuscita a entrare nella Top 10 dei programmi più visti negli Stati Uniti, un dato che ha inevitabilmente pesato sulle decisioni future.
Secondo quanto riferito da alcuni insider, Netflix e Meghan Markle avrebbero comunque discusso la possibilità di realizzare speciali a tema festivo, dal 4 luglio a San Valentino. Al momento, però, non c’è nulla di ufficialmente in produzione.
La piattaforma, nonostante i numeri non esaltanti, considera comunque il progetto «un successo», anche grazie allo speciale natalizio del 2025, che avrebbe ottenuto buoni risultati a livello globale.
**Ecco cosa pensa (davvero) il principe Harry del successo dei nuovi progetti di Meghan Markle**
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Dal set al brand: perché Meghan Markle guarda oltre la serie
Più che una battuta d’arresto, la fine della serie sembra segnare una ridefinizione dell’identità pubblica di Meghan Markle, sempre più orientata verso il suo brand lifestyle As Ever.
**Cosa sapere sul brand As Ever di Meghan Markle**
Secondo fonti vicine alla duchessa, i contenuti di lifestyle, food e benessere non scompariranno, ma verranno proposti in una forma più agile, soprattutto attraverso i social. «Stesse passioni, ma in formato più breve e diretto», spiegano gli insider.
Nel frattempo, comunque, il rapporto con Netflix resta attivo: la piattaforma continua a collaborare con Meghan per As Ever e mantiene un accordo “first look” con lei e con il marito, il principe Harry, dopo la fine del loro contratto esclusivo multimilionario.
Per ora, dunque, With Love, Meghan si ferma qui. Ma per Meghan Markle il racconto lifestyle è tutt’altro che finito: cambia solo il formato, e forse anche il modo di parlare - e mostrarsi - al pubblico.
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I film più attesi al cinema nel 2026

Nuovo anno, nuovi film da vedere al cinema.
Dagli attesi ritorni di Christopher Nolan con la sua versione dell’Odissea e di Steven Spielberg con il film di fantascienza Disclosure Day, ai citatissimi Il diavolo veste Prada 2 e Cime Tempestose di Emerald Fennell: tanti titoli super hot per un 2026 al cinema che si preannuncia davvero ricco e interessante.
Tra i film italiani? Imperdibili saranno La grazia di Paolo Sorrentino e Le cose non dette di Gabriele Muccino, ma ci attendono anche i nuovi lavori di Antonio Albanese (Lavoreremo da grandi in sala dal 5 febbraio), Paolo Genovese (Il rumore delle cose) e Nanni Moretti (Succederà questa notte).
Ecco quali sono, secondo noi, i film più attesi al cinema il prossimo anno.
I nuovi film da vedere al cinema nel 2026
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La grazia di Paolo Sorrentino
Presentato all’82ma Mostra del Cinema di Venezia, La Grazia ha come protagonista Mariano De Santis (Beppe Servillo), presidente della Repubblica Italiana, arrivato al termine del suo mandato. La richiesta d'indulto per due persone condannate per omicidio e la decisione se promulgare o meno una legge sull’eutanasia, sono gli ultimi compiti che si trova a svolgere, mentre da cattolico ed ex giurista è assediato da domande e dubbi che condivide con la figlia Dorotea (Anna Ferzetti), anch’essa giurista.
Al cinema dal 15 gennaio.
Marty Supreme di Josh Safdie
Diretto da Josh Safdie (Diamanti Grezzi) e interpretato da Timothée Chalamet, il film segue le vicende di Marty Mauser un giovane venditore di scarpe con un talento prodigioso e un’ossessione divorante per il ping-pong. È proprio per finanziare il suo sogno di diventare un campione mondiale che Marty si addentra nel mondo delle sale gioco e delle scommesse, sfidando avversari di ogni tipo, ma trascurando legami affettivi e principi morali. Sulla sua strada incontra Kay Stone (Gwyneth Paltrow), una ex stella hollywoodiana, che diventerà una figura centrale nella sua turbolenta vita privata.
Al cinema dal 22 gennaio.
Le cose non dette di Gabriele Muccino
Stefano Accorsi, Miriam Leone, Claudio Santamaria e Carolina Crescentini sono i protagonisti del nuovo film di Gabriele Muccino, che ancora una volta si trova a esplorare le complesse dinamiche di due coppie di amici. Stefano Accorsi è Carlo, un professore universitario e scrittore in crisi. Miriam Leone è Elisa, una giornalista di successo. Quando i due decidono di fare un viaggio in Marocco con gli amici Anna (Crescentini) e Paolo (Santamaria), nonché la loro figlia adolescente, la loro relazione è già agli sgoccioli. Segreti e dinamiche irrisolte emergono durante il viaggio e l’incontro con una misteriosa studentessa di Carlo non fa che accentuare acredini e rompere i già precari equilibri. Scritto sulla carta magari non dice molto, ma Muccino a girare queste ordinarie storie di sclero famigliare è sempre bravissimo.
Al cinema dal 29 gennaio.
Hamnet - Nel nome del figlio di Chloé Zhao
La regista premio Oscar Chloé Zhao (Nomadland) torna al cinema con l’adattamento del famoso romanzo di Maggie O’Farrell. Ambientato nell’Inghilterra rurale di fine XVI secolo, Hamnet si concentra sulla vita della moglie di Shakespeare (Jessie Buckley) e della loro famiglia, comprensiva della figlia Susanna e dei gemelli Judith e Hamnet. È proprio la precoce morte di quest’ultimo a rompere l’equilibrio familiare. È il punto di vista della donna a raccontare i fatti, presentando Shakespeare (Paul Mescal) non tanto come il conosciuto genio letterario, ma come uomo e padre che deve elaborare un lutto, prima di trarne l’ispirazione per scrivere uno dei suoi capolavori assoluti: Amleto.
Al cinema dal 5 febbraio.
Cime tempestose di Emerald Fennell
Film più hype dell’anno, che uscirà proprio per San Valentino, Cime Tempestose di Emerald Fennell è l’adattamento pop-intrigante del classico romanzo di Emily Brontë. Nel film ci saranno Margot Robbie nel ruolo di Catherine Earnshaw e Jacob Elordi in quelli di Heathcliff. Al centro della storia, l’intensa attrazione e poi passione dei due, che sfida le convenzioni sociali e infine si trasforma in vendetta. Va beh… chi non vede l’ora di correre al cinema?
Al cinema dal 12 febbraio.
La sposa! di Maggie Gyllenhaal
Rivisitazione punk del classico horror La sposa di Frankenstein, il nuovo lavoro di Maggie Gyllenhaal dietro alla macchina da presa (il primo era La figlia oscura) è ambientato nella Chicago degli anni Trenta e segue le vicende del mostruoso Frankenstein (Christian Bale) che si rivolge al dottor Euphronious per trovare una compagna. È così che l’uomo decide di rianimare una giovane donna assassinata (Jessie Buckley). Il risultato va oltre le loro aspettative.
Al cinema dal 5 marzo.
Michael di Antoine Fuqua
L’atteso biopic su Michael Jackson, interpretato da Jaafar Jackson, ripercorre la vita e la carriera della celebre star del pop. Dai primi passi nei Jackson 5 alla realizzazione di album cult come Thriller, il film racconta Michael Jackson nella sua vita pubblica, sopra al palco, e anche in quella privata, indagando il suo difficile rapporto col padre e le controversie personali che lo hanno accompagnato fino alla morte nel 2009.
Al cinema dal 24 aprile.
Il diavolo veste Prada 2 di David Frankel
Meryl Streep, Emily Blunt, Anne Hathaway e Stanley Tucci tornano sul grande schermo per mostrarci le sfide dell’editoria e della moda alle prese con il digital. Miranda Priestly (Streep) è ancora al timone di Runway, ma deve far fronte al drastico declino delle vendite della carta stampata e degli investimenti pubblicitari. Per questo decide di rivolgersi alla sua ex assistente Emily (Blunt) diventata una potente dirigente. Da Kenneth Branagh a Lady Gaga passando per Justin Theroux saranno tante le guest star presenti nel film.
Al cinema dal 29 aprile.
Disclosure Day di Steven Spielberg
C’è grande attesa per il nuovo film di Steven Spielberg che segna non solo il suo ritorno alla regia ma anche alla collaborazione per la sceneggiatura con David Koepp (Jurassic Park, La guerra dei mondi). Il film si concentra, come racconta il titolo, sul “disclosure day”, ovvero sul giorno in cui la verità sulla presenza aliena viene rivelata all’umanità. Tra i protagonisti ci sono Emily Blunt, Josh O’Connor, Colin Firth, Colman Domingo e molti altri.
Al cinema dall'11 giugno.
Toy Story 5 di Andrew Stanton
Un po’ come in Il diavolo veste Prada 2, anche i protagonisti del mondo Toy Story si trovano questa volta a doversi confrontare con il digitale. Bonnie, ormai cresciuta, ha appena ricevuto un tablet di ultima generazione: Lilypad, un dispositivo astuto e ammaliante che riesce a catalizzare la sua attenzione. I vecchi giocattoli vivono così una profonda crisi esistenziale, che spinge il gruppo a chiedere l’aiuto di Woody ancora una volta.
Al cinema dal 17 giugno.
Odissea di Christopher Nolan
Matt Damon è Ulisse nell’adattamento cinematografico dell’opera di Omero firmata Christopher Nolan. La Universal ha definito il film un “epic action” girato in una nuova tecnologia IMAX e racconta il ritorno a casa del re di Itaca che, dopo la fine della guerra di Troia, vuole ricongiungersi con la moglie Penelope (Anne Hathaway), assediata nel frattempo da pretendenti indesiderati, mentre il figlio Telemaco (Tom Holland) è alla sua ricerca. Nel suo viaggio, Ulisse incontrerà figure leggendarie come Calipso, Circe e la dea Atena.
Al cinema dal 16 luglio.
Dune - Parte 3 di Denis Villeneuve
La conclusione della trilogia dedicata a Paul Atreides, interpretato da Timothée Chalamet, arriverà nelle sale in prossimità del Natale 2026 (almeno secondo le voci attuali). La storia scritta da Frank Herbert ci porta a fare un salto in avanti di diversi anni dopo la conclusione del secondo episodio. Paul Atreides siede ora sul trono e come Imperatore si trova ad affrontare una grossa cospirazione mentre gestisce ed è tormentato dalle conseguenze della jihad galattica. Oltre a Chalamet e Zendaya nel film tornano Florence Pugh nei panni della principessa Irulan, Rebecca Ferguson in quelli di Lady Jessica e Anya Taylor-Joy.
Al cinema a dicembre (data da confermare).
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7 serie tv da vedere se vi è piaciuto Stranger Things

** Cosa guardare su Netflix - catalogo aggiornato **
**Cosa guardare su Amazon Prime - catalogo aggiornato**
7 serie tv simili a Stranger Things
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Twin Peaks
Non è solo una delle più popolari serie televisiva horror-misteriosa, ma anche un classico cult al punto che secondo molti alcune parti di Stranger Things trovano ispirazione in Twin Peak.
Sviluppato da Mark Frost e David Lynch, Twin Peaks segue l'agente speciale dell'FBI Dale Cooper e lo sceriffo locale, Harry S. Truman, nella piccola e inquietante cittadina di Twin Peaks, dove iniziano a indagare sull'omicidio di una ragazza del posto.
La serie televisiva originale è iniziata nel 1990 ed è stata cancellata nel 1991. Dopo una pausa di 25 anni, i creatori hanno rianimato lo spettacolo nel 2017 per una terza stagione.
Oltre alla sua lunga storia, Twin Peaks è diventato famoso anche per il suo cast corale che vale la pena vedere all'opera.
I Am Not Okay With This
Se vi piace Undici in Stranger Things, allora dorerete anche Sydney Novak (Sophia Lillis) in I Am Not Okay With This. Ma c'è una grande differenza tra i due spettacoli.
I Am Not Okay With This è una black comedy di formazione; il che significa che la serie originale Netflix è una versione divertente e leggera della storia di un'adolescente che sviluppa poteri telecinetici.
Mentre gestisce le sue nuove abilità, Sydney deve anche affrontare le complessità della sua vita al liceo, le emozioni adolescenziali, la sessualità e il recente suicidio di suo padre.
Locke & Key
Riverdale
Ambientato nella città immaginaria di Riverdale, questa serie tv segue un gruppo di adolescenti che hanno deciso di indagare sull'omicidio di Jason Blossom.
Segreti e misteri fanno da filo conduttore dell'intera serie e le avventure di Riverdale arrivano a limiti del sovrannaturale.
Lo show ha attualmente sei stagioni (con l'ultima che andrà in onda all'inizio del 2023) ed è uno dei più grandi successi di Netflix fino ad oggi.
The Umbrella Academy
Un altro successo Netflix che racconta la storia dei sette membri dell'Academy, tutti nati lo stesso giorno da donne che non erano incinte quella mattina.
Sono "fratelli di laboratorio" adottati e addestrati da un miliardario masochista, che lascia i bambini con cicatrici con cui devono fare i conti da adulti. Ma le ombre e i misteri del passato non tarderanno ad arrivare.
Lost
Sicuramente questa è una serie tv di cui avete già sentito parlare. Disponibile su Amazon Prime, mette insieme segreti e misteri con il paranormale e una serie innumerevole di plot twists.
Nonostante la sua natura un po' meno lineare, Lost possiede tutto ciò che un amante di Stranger Things può ricercare.
Dark
Dark è il primo show in lingua tedesca di Netflix e segue le vicende di quattro famiglie che vivono in una città dove molti bambini stanno misteriosamente scomparendo.
A differenza di Stranger Things, in Dark non ci sono mostri alieni o un altro mondo. Piuttosto, questa serie fa perno su i viaggi nel tempo, la fantascienza e altre teorie e temi complessi che vi faranno mettere in discussione la vita, l'universo e tutto ciò che conoscete.
Lo spettacolo, lungo 3 stagioni, vanta una narrativa potente e mantiene la promessa di stimolare costantemente la vostra psiche.
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