Chi (e come si) decide il vincitore di Sanremo? Ecco le (nuove) regole

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Come si elegge il vincitore di Sanremo? E perché il meccanismo di voto cambia ogni anno? Facciamo chiarezza sui voti 2025

La scelta del vincitore di Sanremo divide (quasi) sempre l'opinione pubblica - sui social e alla macchinetta del caffè in ufficio.

Durante quella che viene definita in modo in po' blasfemo la settimana santa, infatti, è difficile non incappare in conversazioni - se non vere e proprie discussioni - sull'argomento, su chi merita di vincere, chi si è vestito meglio (o peggio), chi ha fatto più punti al Fantasanremo.

Ma come viene eletto chi vince? Chi sceglie davvero il vincitore di Sanremo? 

Sul sito della Rai si trova piuttosto facilmente un comodo pdf di 50 pagine con il regolamento di questa 75esima edizione, ma non tutti hanno ben capito come funzioni e soprattutto perché i giornalisti parlino tanto del bilanciamento dei voti della finale. 

Per comprendere bene la questione è necessario fare un salto indietro nel tempo e capire le differenze con gli altri anni. Intanto un primo spoiler: non esiste più la celeberrima giuria demoscopica (celeberrima nonostante nessuno abbia mai capito bene cosa significasse).

Chi decide il vincitore di Sanremo?

(Continua sotto la foto)

Sanremo 25 Scotti Clerici Conti

Come funzionava prima

Partiamo dallo spiegare cos'era la giuria demoscopica. Si trattava di un campione di persone che ascoltano abitualmente musica, selezionate da una società esperta in sondaggi. L'ultima edizione in cui la demoscopica è stata tra le giurie con voce in capitolo è stata quella del 2023, in cui il campione era rappresentato da 300 persone. 

Nel 2024 la rivoluzione. Addio alla tanto incomprensibile demoscopica e via a televoto, voto dei giornalisti accreditati al Festival (carta stampata, televisioni e web, eccetto web radio), giuria delle radio (formata da emittenti radiofoniche, nazionali e locali, individuate secondo criteri di rappresentanza dell’intero territorio italiano). Le tre giurie votavano alternativamente nel corso delle prime 3 serate, tutte insieme invece nella serata delle cover (il venerdì) e per la finale. 

I tre sistemi di votazione avevano un peso percentuale sul risultato complessivo della votazione così ripartito: Televoto 34%: Giuria della Sala Stampa, Tv e Web 33%, Giuria delle Radio 33%.

Al termine della finale, i primi cinque classificati venivano sottoposti a un'ulteriore votazione. I voti precedenti venivano azzerati e le tre giurie venivano chiamate a esprimersi semplicemente nei confronti dei cinque artisti rimasti in gara.

Angelina Mango Geolier

Perché le polemiche dello scorso anno

Lo scorso anno ha vinto Angelina Mango, ma non senza polemiche. Il motivo? Nei giorni in cui si era espresso il pubblico a casa attraverso il televoto era emersa una netta predilizione per Geolier. Una volta proclamati i cinque preferiti e riaperta la votazione tra Angelina Mango, Geolier, Irama, Annalisa e Ghali, si dava quasi per scontata la vittoria del rapper napoletano. Il voto delle radio e dei giornalisti ha in qualche modo ribaltato i pronostici e determinato la vittoria di Angelina Mango. 

In molti hanno gridato al complotto. E dunque ecco che quest'anno il regolamento è nuovamente cambiato, nel tentativo di ribilanciare i pesi delle diverse giurie. 

Chi decide il vincitore di Sanremo 2025

Quest'anno nella prima serata si sono esibiti tutti e 29 i cantanti in gara e ha votato solo la Sala stampa, tv e web. Nel corso di seconda e terza serata si esibiscono rispettivamente 15 e 14 artisti e il voto spetta a pubblico da casa (col televoto) e alle radio. 

Una prima differenza riguarda la serata delle cover del venerdì che non avrà un peso ai fini della classifica finale. 

Per la serata finale di sabato voteranno tutte e tre le giurie, con la consueta suddivisione delle percentuali: Televoto 34%: Giuria della Sala Stampa, Tv e Web 33%, Giuria delle Radio 33%. 

Al termine delle esibizioni dei 29 artisti verranno resi noti i cinque più votati e si darà il via a una nuova votazione. E qui arrivano le differenze principali con lo scorso anno: i voti precedenti ottenuti dai cinque finalisti non saranno azzerati, ma andranno ad aggiungersi ai voti ottenuti nelle serate precedenti (esclusa quella delle cover) e alla nuova votazione del rush finale. 

Inoltre, cambia il modo in cui giornalisti e radio voteranno. Mentre lo scorso anno dovevano esprimere una sola preferenza tra i cinque finalisti, quest'anno sono chiamati a esprimersi su tutti e cinque i finalisti con un punteggio da 1 a 5.

** Qui tutte le nostre news sul Festival di Sanremo **

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Cosa guardare su Amazon Prime Video: catalogo aggiornato a Febbraio 2026

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Cosa guardare su Amazon Prime Video: la nostra selezione dal catalogo di film e serie tv da vedere in streaming aggiornata a Febbraio 2026

Cosa guardare su Amazon Prime Video? Domanda fondamentale per una serata d'intrattenimento e relax sul divano nelle fredde sere invernali. 

L'offerta di film e serie tv in catalogo che meritano di essere visti è ampissima. Talmente ampia da rendere difficile la scelta.

Ecco perché di mese in mese aggiorniamo la nostra selezione di film e serie tv da vedere su Amazon Prime Video, con tutte le novità in catalogo, indicandovi quello che vale la pena guardare (o recuperare).

Tra i titoli da non perdere questo mese c'è l'attesa seconda stagione della commedia Gigolò per caso con Christian De Sica, Sabrina Ferilli, Pietro Sermonti e Ambra Angiolini. Molto diversa, ma altrettanto interessante è Steal - La rapina, serie thriller su una delle rapine del secolo. 

Per il resto, nelle gallery qui sotto dedicate a film e serie tv in catalogo, trovate tutte le trame dei nostri titoli preferiti in assoluto disponibili su Amazon Prime Video.

NAVIGAZIONE RAPIDA

- Film da vedere su Prime Video

- Serie TV da vedere su Prime Video

- Come funziona Amazon Prime Video

Commedie, drammi, thriller psicologici o politici: nella prima gallery trovate la nostra selezione di film da vedere su Amazon Prime.

Più in basso c'è quella dedicata alle serie tv più belle presenti su Prime Video.

Film da vedere su Prime Video

Il catalogo dei film da vedere su Amazon Prime Video è notevole e in costante aggiornamento. 

Tra gli ultimi arrivi meritevoli c'è il nuovo film dei fratelli Russo (Avengers: Endgame, Avengers: Secret War) intitolato The Bluff e il post-apocalittico In The Lost Lands con Dave Bautista e Milla Jovovich.

Non solo: per i più giovani in arrivo il romantico Love Me Love Me, tratto dal caso editoriale young adult di Stefania S. 

Sfogliate la gallery per le trame: i primi titoli sono quelli che verranno aggiunti a Febbraio, andando avanti ci sono quelli già in streaming a oggi.

Serie TV da vedere su Prime

Sempre più produzioni originali Amazon tengono il pubblico incollato allo schermo, affiancati a numerosi titoli famosi e non, da recuperare d'un fiato.

** Le migliori serie tv del 2024 (per ora) **

Commedie, drammi, thriller psicologici o politici: abbiamo selezionato i titoli da non perdere che aggiorniamo di mese in mese con le nuove uscite.

All'inizio della gallery le più nuove.

Come funziona Amazon Prime Video

Per guardare Prime Video basta avere un account Amazon Prime. Anche i dati di accesso sono i medesimi.

Tutti i contenuti Amazon Original, oltre che i film e le serie tv saranno così a vostra disposizione su PC, Mac, smartphone, tablet, ma non solo.

Controindicazioni? L’unica è che potreste non uscire più di casa in estatica overdose da streaming.

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Cenerentola diventa hot nella quarta stagione di Bridgerton

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Il 29 gennaio 2026 Bridgerton 4 arriva su Netflix con le prime quattro puntate, a cui ne seguiranno altre quattro il 26 febbraio

Bridgerton 4 arriva (finalmente) su Netflix.

Dopo Anthony e Colin, è arrivato il turno del più libertino Benedict - interpretato da Luke Thompson - di prendere moglie in casa Bridgerton. E anche se lui all’inizio non ne vuole sapere, a dispetto dei desideri materni e delle speranze reali di un uomo non banale a cui affidare i pettegolezzi di Lady Whistledown - che ormai tutti sanno e hanno accettato sia Penelope, novella sposa di Colin - anche per lui non ci sarà scampo nell’incontro con il tanto agognato “true love” della serie tv firmata ShondaLand. 

E quindi? Quindi, proprio come accade in Cenerentola, Colin incontra una ragazza misteriosa a un ballo in maschera, ma lei fugge allo scoccare della mezzanotte lasciandolo inesaudito e ammaliato. Di lei non è riuscito a sapere nulla, ha solo un guanto. Chi è la misteriosa ragazza che tutte le giovani dell’alta società stanno invidiando? 

I primi quattro episodi di Bridgerton 4 (quelli che abbiamo visto anche noi in anteprima) escono oggi, 29 gennaio. I prossimi quattro usciranno il 26 febbraio. È incredibile come, sebbene appoggiando lo scheletro della sua trama su quello di una favola nota, e nonostante sappiamo che in generale ogni stagione propone una storia romantica a lieto fine, la serie tv riesca comunque a tenerci col fiato sospeso, dosando sapientemente tutti i momenti di rincorsa e abbandono sentimentale, i non detti, gli errori, ma anche tutte le storie secondarie legate ai rapporti di coppia. 

Il pubblico di Bridgerton ne sarà ampiamente soddisfatto.

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Bridgerton 4

La trama principale di Bridgerton 4: Benedict e Sophie

Benedict Bridgerton (Luke Thompson), il più libertino di famiglia, si rifiuta di mettere la testa a posto e, nonostante le suppliche della madre, non è disposto a scendere a patti e cercare moglie.

Tutto però cambia durante il ballo in maschera organizzato a casa Bridgerton per l’inizio della stagione. Una misteriosa ragazza vestita d’argento entra nel suo cuore e nella sua mente ossessionandolo. Il problema è che di lei, lui non è riuscito a sapere nulla durante la serata.

Con l’aiuto di Eloise (Claudia Jessie), Benedict prova a cercarla nell’alta società, inconsapevole del fatto che non è nei salotti che la troverà. Dietro alla maschera della donna dei suoi sogni si cela infatti Sophie Baek (Yerin Ha), al servizio di una terribile padrona-matrigna disposta a tutto per mantenere per sé e per le sue figlie il proprio privilegio. 

Bridgerton 4

Le storie secondarie: Eloise, Francesca e Lady Violet

Eloise, Francesca e Lady Violet Bridgerton sono le protagoniste - almeno per il momento - delle storie secondarie di questa quarta stagione della serie. Eloise (Claudia Jessie) è alle prese con il suo non volere un partner nonostante i ripetuti “attacchi” materni e delusa dall’aver perso Benedict come compagno di disavventure da single convinti. Francesca, novella sposa, sta cercando di capire come funziona - in tutti i sensi - il matrimonio. Lady Violet Bridgerton è di nuovo innamorata e non vede l’ora di concedersi, ma tra figli e domestici, non è facile trovare un po’ di privacy. 

Bridgerton 4

La servitù: un nuovo racconto in Bridgerton 4

I fan di serie come Downton Abbey avranno il piacere di constatare come in Bridgerton 4, grazie anche alla presenza di una protagonista femminile che fa parte di quel mondo, finalmente si percepisca cosa accada nelle case della nobiltà non solo ai piani alti. La servitù, con le sue mille mansioni di preparazione pasti, vestizioni, rammendi, pulizia… entra a fare parte della narrazione. 

Bridgerton 4

E la parte hot?

Beh… non manca, quello ve lo possiamo dire, anche se secondo noi “l’apice” (cit.) andrà in crescendo verso la fine. Ma con Colin e Penelope assatanati da inizio matrimonio e avendo la quarta stagione come protagonista Benedict, che non ha mai fatto mistero della sua voglia di sperimentare sessualmente (e non inizierà di certo ora), potete immaginare che ci sarà di che divertirsi.

Anche in Bridgerton 4 quello che stupisce è la capacità degli autori di dosare tempi di racconto e situazioni romantiche intrigando lo spettatore che, potendo, si farebbe un binge da occhiaie per vederlo fino alla fine. E invece toccherà aspettare...

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Addio binge watching: perché siamo tornati a “gustare” le serie

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Dopo anni di serie divorate in due giorni, torna la frammentazione e la voglia di godersi un po' più a lungo le stagioni e gli episodi: la decadenza del binge watching è ormai un dato di fatto

Per anni il binge watching è stato raccontato come la grande conquista dello spettatore moderno. Niente più appuntamenti fissi, niente più attese, niente più cliffhanger lasciati in sospeso per una settimana. Le piattaforme di streaming avevano promesso un consumo libero e illimitato delle storie. A metà degli anni Duemila, guardare una serie “a puntate” sembrava una reliquia del passato, un gesto anacronistico. Noi pubblico seriale abbiamo iniziato ad abbuffarci di contenuti, passando da un titolo all'altro con la stessa frequenza con cui Carrie Bradshaw cambiava un paio di scarpe. Oggi, però, quel modello mostra i suoi limiti e sta lasciando spazio a una nuova – vecchia – forma di fruizione: il ritorno all’episodio come evento. Proviamo a capire perché.

Qui, intanto, le serie tv da vedere a gennaio su Netflix.

Stranger Things 5

Stranger Things 5 e il ritorno alla frammentazione

Il segnale più evidente arriva proprio da Netflix, la piattaforma che più di ogni altra aveva legato la propria identità al rilascio in blocco delle stagioni e al concetto di binge watching. L’ultima stagione finale di Stranger Things è stata suddivisa in tre parti, distribuite in momenti diversi e non casuali: il primo atto a fine novembre, il secondo il 26 dicembre e l'ultimo episodio, della durata di un film, il primo di gennaio.

Tradotto strategicamente: vacanze, famiglie riunite, tempo libero, social accesi. Tre finestre perfette per far esplodere la conversazione. In pratica Netflix ha trasformato Stranger Things in una trilogia di eventi, quasi un festival più che una semplice stagione tv. Una scelta che riguarda un titolo di punta – certo - ma riflette anche una trasformazione più ampia nel modo in cui le storie vengono pensate, promosse e consumate.

Lost serie tv

Binge watching, da pregio a difetto

Per comprendere quanto siamo cambiati bisogna fare un passo indietro. Quando Netflix è arrivato in Italia eravamo abituati a guardare le serie o in televisione, con le pubblicità, o su payperview come Sky. Piattaforme come Raiplay e Mediaset Infinity venivano poco sfruttate, sia dal pubblico che dagli editori.

Le reali serie evento si contavano sulle dita di una mano. Chi ha vissuto l’epoca di Lost ricorda bene cosa significasse attendere un episodio. Ogni puntata era un appuntamento, ogni pausa una moltiplicazione di teorie, discussioni, aspettative. L'arrivo dello streaming e delle intere serie a disposizione ha placato la fame, ha consentito di assecondare il capriccio. Ma col tempo ha lasciato un po' di amaro in bocca.

Con Lost e in generale con l'appuntamento settimanale, la serie non esisteva solo nei quaranta minuti di messa in onda, ma nello spazio che li separava. Quel tempo di attesa costruiva legami tra gli spettatori e dava profondità al racconto. Un senso di comunità che con il binge watching certo non è mancato, ma che veniva esaurito nello spazio di un weekend. E questo è stato forse il più grande boomerang: titoli da centinaia di milioni di dollari che restano al centro della conversazione per pochi giorni, subito sostituiti dall’uscita successiva.

Trono di Spade

Tra milioni di titoli, la vera risorsa è l'attenzione

In un ecosistema sempre più competitivo, in cui, negli anni, si sono affacciati sempre più player, da Amazon Prime Video a Disney+, fino al recentissimo HBO Max, perdere in fretta l'attenzione del pubblico significa perdere valore. E mentre ci sono piattaforme, come Amazon Prime Video appunto, che strategicamente hanno diverse leve, lo stesso non può dirsi per Netflix o altri, che quindi hanno bisogno che se ne parli.

Disney+ lo ha capito prima di molti altri. Fin dal lancio ha puntato sul rilascio settimanale delle sue serie di punta, soprattutto quelle legate ai grandi franchise. HBO negli Usa non è mai sceso a patti con il binge watching, mantenendo l'appuntamento settimanale anche per Il trono di spade o – recentemente – lo spin-off House of the Dragon.

La pubblicazione frammentata risponde a questa logica. Una serie di punta distribuita in più blocchi resta visibile più a lungo, alimenta il dibattito e mantiene vivo l’interesse per settimane, se non mesi.
C’è però anche un altro fattore in gioco, che riguarda il pubblico. Dopo anni di maratone notturne e stagioni divorate in pochi giorni, qualcosa si è incrinato. Il binge watching ha reso le storie più rapide, ma anche più effimere. Si guarda di tutto, si commenta poco, si dimentica in fretta. Le cose belle vanno gustate. E invece la tendenza a volere sempre di più e a guardare tutto insieme porta a non godersi i dettagli. L’esperienza collettiva, quella che trasformava una serie in un fenomeno culturale, si è progressivamente assottigliata.

Lo streaming aveva cancellato tutto questo in nome dell’immediatezza. Ora, paradossalmente, sta cercando di recuperarlo. Non perché il pubblico voglia tornare alla televisione di una volta, ma perché le storie hanno bisogno di tempo per depositarsi nella mente, per creare immaginario, per diventare davvero parte della cultura pop. E in questo, ancora una volta, Stranger Things ha fatto scuola.

The mandalorian Groku

Cosa sarà, quindi, del binge watching?

In questo contesto, il binge watching non scomparirà. Resterà una modalità di consumo, utile per recuperare serie del passato o per chi preferisce una fruizione continua (una volta che tutti gli episodi saranno usciti, a rischio di spoiler).

Le grandi produzioni, quelle su cui le piattaforme investono davvero, hanno bisogno di essere accompagnate nel tempo, da una comunicazione che crei hype (tradotto: l'attesa) e da un lancio che consenta di seguirle e metabolizzare. In poche parole, di gustarle.

 

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Annullata la terza stagione di “With Love, Meghan” di Meghan Markle

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Dopo risultati contrastanti e molte critiche, Meghan Markle chiude il capitolo televisivo e guarda al futuro del suo brand As Ever

Non ci sarà una terza stagione di With Love, Meghan.

Dopo mesi di indiscrezioni e risultati altalenanti, la serie televisiva lifestyle di Meghan Markle non tornerà su Netflix nella sua forma originale. A confermarlo sono più fonti vicine alla produzione, secondo cui la duchessa del Sussex avrebbe deciso di chiudere (almeno per ora) un capitolo lavorativo che lei stessa ha definito «molto impegnativo».

Una scelta che non segna però un addio definitivo al mondo lifestyle, ma piuttosto un cambio di strategia, più in linea con le nuove priorità personali e professionali di Meghan.

Lanciato con grande clamore nel marzo 2025, With Love, Meghan nasceva con l’ambizione di competere con regine del settore come Martha Stewart e Gwyneth Paltrow, portando sullo schermo una visione intima e domestica fatta di cucina, ospitalità e creatività quotidiana. Ma, nonostante una promozione massiccia, la seconda stagione, uscita ad agosto, non è riuscita a entrare nella Top 10 dei programmi più visti negli Stati Uniti, un dato che ha inevitabilmente pesato sulle decisioni future.

Secondo quanto riferito da alcuni insider, Netflix e Meghan Markle avrebbero comunque discusso la possibilità di realizzare speciali a tema festivo, dal 4 luglio a San Valentino. Al momento, però, non c’è nulla di ufficialmente in produzione.

La piattaforma, nonostante i numeri non esaltanti, considera comunque il progetto «un successo», anche grazie allo speciale natalizio del 2025, che avrebbe ottenuto buoni risultati a livello globale. 

**Ecco cosa pensa (davvero) il principe Harry del successo dei nuovi progetti di Meghan Markle**

(Continua sotto la foto)

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Dal set al brand: perché Meghan Markle guarda oltre la serie

Più che una battuta d’arresto, la fine della serie sembra segnare una ridefinizione dell’identità pubblica di Meghan Markle, sempre più orientata verso il suo brand lifestyle As Ever.

**Cosa sapere sul brand As Ever di Meghan Markle**

Secondo fonti vicine alla duchessa, i contenuti di lifestyle, food e benessere non scompariranno, ma verranno proposti in una forma più agile, soprattutto attraverso i social. «Stesse passioni, ma in formato più breve e diretto», spiegano gli insider.

Nel frattempo, comunque, il rapporto con Netflix resta attivo: la piattaforma continua a collaborare con Meghan per As Ever e mantiene un accordo “first look” con lei e con il marito, il principe Harry, dopo la fine del loro contratto esclusivo multimilionario.

Per ora, dunque, With Love, Meghan si ferma qui. Ma per Meghan Markle il racconto lifestyle è tutt’altro che finito: cambia solo il formato, e forse anche il modo di parlare - e mostrarsi - al pubblico.