Come non ingrassare (di nuovo) in quarantena

Come non ingrassare (di nuovo) se si torna a lavorare in smart working, a studiare con la didattica a distanza e a stare in quarantena (più o meno light)?
** Dieta della quarantena: 9 trucchi per dimagrire in quarantena **
Il segreto è seguire alcuni accorgimenti (che in molti non abbiamo adottato in Primavera) che permettono di mangiare in modo sano ed equilibrato.
** Perché tutti fanno dolci in quarantena? La risposta della psicologia **
Abbiamo stilato 10 regole facili da seguire (e per niente limitanti) per non ingrassare e assicurarsi un’alimentazione corretta.
Come non ingrassare in quarantena: 10 regole
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Come non ingrassare in smartworking: tenete snack sani e croccanti a portata di mano
Anziché farcire il frigorifero e la dispensa con dolciumi, fritti e alimenti confezionati ipercalorici, puntate sugli snack sani.
Verdura da sgranocchiare, una mela, noci e nocciole saranno alleati perfetti della silhouette e della concentrazione che richiedono smart working e didattica a distanza.
** 9 segnali per capire se stai mangiando troppi zuccheri **
Optate per alimenti croccanti, ad esempio carote, finocchi, sedano e frutta secca: i cibi che emettono un crac-crac sotto ai denti si rivelano maggiormente efficaci dal punto di vista psicologico. Danno soddisfazione e ci fanno passare la fame nervosa, quell’odioso appetito dettato dalla noia.
Al supermercato tenete per ultime le golosità
La spesa al supermercato è un’acerrima nemica della linea, in generale sempre ma soprattutto in caso di lockdown.
L’isolamento in casa, infatti, è indissolubilmente legato a un aumento di noia e a un sentimento di insoddisfazione, dettati dalla mancanza di rapporti sociali. E sappiamo bene quanto la noia ci porti ad aprire continuamente il frigo…
Come non ingrassare dunque? Evitate di riempire il carrello di dolci e schifezze, puntando invece su verdura, frutta e alimenti sani e magri.
Cerchiamo anche di acquistare prodotti italiani di qualità così aiuteremo i nostri produttori, in grave difficoltà a causa della pandemia.
Dato che lo stress e l’ansia che ci caratterizzano in questo delicato momento storico ci portano a desiderare zuccheri, diamo pure qualche contentino al nostro cervello però cerchiamo di imporci una cosa: passare dal reparto dolci solo alla fine della spesa.
Dato che il carrello sarà già pieno, avremo meno spazio sia fisico sia mentale per procurarci cioccolato e caramelle, provare per credere.
Anche la cara vecchia regola dell’andare al supermercato a pancia piena è da seguire sempre: l’appetito ci porterebbe a esagerare nelle quantità e a farci attrarre dagli alimenti ipercalorici.
Come non ingrassare in quarantena grazie a un ricettario light
In quarantena cucinare è fondamentale. Ci serve per rilassarci, per fare passare il tempo, eventualmente per stare assieme alla famiglia e pure per mangiare bene. Meglio evitare i pasti pronti e i prodotti confezionati perché sono sempre molto calorici e inoltre non hanno i nutrienti essenziali per il fabbisogno quotidiano.
Quindi sì ai fornelli ma sì anche a un ricettario light. Preparatevi il vostro diario da cucina, prefissandovi di sperimentare ogni giorno una ricetta leggera nuova.
Oltre a scegliere piatti ipocalorici, seguite qualche accortezza come meno sale, poche salse (la senape è la meno calorica e la più salutare però controllate che non ci siano zuccheri aggiunti), zero fritture e pochi condimenti ricchi.
Crearsi un ricettario light è fondamentale anche per quando si uscirà a fare la spesa perché potremo fare una lista ad hoc.
Quando esagerate, state leggeri per i due pasti seguenti
Se vi dovesse capitare di esagerare durante un pasto, niente paura: basterà stare leggeri per i due seguenti e bilancerete subito gli effetti negativi dell’iperalimentazione.
Anzi, a volte un pasto più abbondante è bene farlo per riattivare il metabolismo, quindi non abbiate nessun senso di colpa.
Se siete fan del digiuno intermittente, potete concedervi quotidianamente un pasto ricco purché sia seguito dalle 16 ore di non alimentazione che prevede questo tipo di regime.
Ad esempio, dopo una cena in cui vi siete concessi di tutto prolungate il naturale digiuno notturno saltando la colazione: mangerete a pranzo e le 16 ore di stop non saranno poi una tragedia.
Altrimenti c’è la Dinner cancelling, la strategia che prevede di mangiare a colazione e a pranzo evitando invece la cena.
Non mangiate davanti al computer o alla tv
Una cosa molto importante quando si tratta di capire come non ingrassare è quella di non mangiare mentre si sta lavorando né guardando la tv.
Quando stiamo facendo altre attività, infatti, non ci accorgiamo di ciò che ingurgitiamo e tendiamo così a mangiare troppo, anche ben oltre la sazietà.
Bisogna concentrarsi su quello che si sta facendo, sul boccone che si sta portando alle labbra, soffermandoci sui gusti, sulla masticazione lenta e sulla sensorialità legata al pasto.
Sono da bandire anche lo smartphone e il tablet, chiaramente. Un recente studio ha rivelato che mangiare mentre si guarda il cellulare fa ingrassare il doppio quindi vedete voi...
** Mangiare con il cellulare sul tavolo fa ingrassare, lo dice la scienza **
Piatti piccoli e colorati
Volete un trucchetto semplice e anche divertente che funziona davvero? Usate piatti piccoli per mangiare.
Procuratevi piattini, ad esempio quelli da frutta o da dessert, magari corredandoli di forchette da dolce anziché di quelle normali.
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Vi verrà voglia di mangiare meno perché il vostro cervello sarà ingannato: il piatto è pieno quindi ci fa sentire sazi ma se lo scegliamo piccolino le calorie introdotte saranno meno.
Anche i colori accesi di piatti e posate distolgono l’attenzione dal cibo, facendoci passare quella golosità che ci porta a esagerare.
Cucinate in maniera energica
Stando a casa, la sedentarietà aumenterà inevitabilmente. Quindi fate più esercizio fisico possibile, magari declinandolo alle faccende domestiche per prendere due piccioni con una fava.
Anche in cucina si può dimagrire. Come? Cucinando in maniera energica.
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Quindi no a piatti pronti da mettere nel microonde perché non brucerete nemmeno una caloria.
Sì invece a verdure da tagliuzzare, lavare a fondo, ricette che ci fanno correre dal forno ai fornelli e viceversa, preparazioni che ci fanno stare tanto in piedi e via dicendo.
La dieta sana che fa anche da scudo a batteri e virus
Intanto che ci siete, cercate anche di rinforzare il vostro sistema immunitario. Un modo efficace è quello di seguire un’alimentazione che abbia come protagonisti alimenti vegetali (verdura, frutta, tofu e seitan, ad esempio) e pochi prodotti animali. Di questi ultimi, meglio prediligere i latticini, il pesce, i crostacei e i frutti di mare.
** Cosa mangiare per aumentare le difese immunitarie **
Sappiate però che non basta seguire dall’oggi al domani una dieta sana per avere un super sistema immunitario: ci vuole circa un mese perché il microbiota intestinale sia messo nelle condizioni idonee per aumentare le difese immunitarie. Quindi abbiate pazienza.
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Mangiate con calma
Se prima del Covid-19 eravamo abituati a mangiare in piedi al bar un panino al volo oppure un trancio di pizza in ufficio, davanti al computer, adesso le cose sono cambiate.
Ora siamo a casa e abbiamo più tempo a disposizione, quindi non abbiate fretta, specialmente a tavola.
Gustate i pasti con lentezza, soffermandovi sui sapori e sugli odori, sulla consistenza del cibo e sulle sensazioni che vi provoca.
Così facendo, tenderete a mangiare di meno perché l’esperienza culinaria vi soddisferà di più. Inoltre quando fagocitate il metabolismo rallenta mentre se mangiate lentamente assimilerete di meno.
Annoiati? Bevete un bicchiere d'acqua!
Purtroppo però la fame per noia è sempre dietro l’angolo. Per ingannarla però c’è un escamotage: bere un bicchiere d'acqua!
** Perché seguire la dieta dell'acqua (che fanno le star) **
(Non alcolici, ovviamente, che anzi vanno centellinati in quarantena per evitare di mettere su peso).
** Cosa succede al corpo se si beve poca acqua **
Tutte le volte che vi verrà voglia di aprire il frigorifero, indirizzatevi verso la bottiglia di acqua naturale.
Spesso confondiamo il senso di sete con quello della fame, quindi bere potrebbe davvero toglierci lo stimolo di sgranocchiare.
Lo stomaco avrà una sensazione di pienezza simile a quella della sazietà e in più ci idrateremo a fondo, scongiurando così ritenzione idrica, cellulite e pelle spenta.
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Cioccolata, salmone e... 5 cibi da mangiare contro la tristezza

A volte per migliorarsi l'inverno basta sapere cosa mangiare per essere più felici.
Con le giornate corte e il freddo pungente, infatti, l’umore può risentirne più di quanto pensiamo. Non è solo una sensazione passeggera: per molte persone l’inverno porta con sé stanchezza mentale, malinconia e una sorta di rallentamento emotivo che gli esperti chiamano winter blues (cioè tristezza invernale).
La buona notizia è che, accanto a uno stile di vita equilibrato, anche ciò che mettiamo nel piatto può fare la differenza nel nostro umore.
L’alimentazione, infatti, non influisce solo sul corpo ma ha un ruolo diretto anche sul benessere mentale, sull’energia e sulla stabilità dell’umore. Alcuni cibi, più di altri, possono infatti diventare veri alleati nei mesi più bui dell’anno.
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Cosa mangiare per essere più felici
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Cioccolata calda fatta in casa
Il cioccolato viene inserito istintivamente al primo posto quando si cerca cosa mangiare per essere più felici - giustamente: non è solo una coccola, ma un alimento con effetti positivi documentati sull’umore. Consumarlo con moderazione può aiutare a sentirsi più sereni grazie alla sua ricchezza di polifenoli, potenti antiossidanti che contribuiscono a ridurre i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress.
Inoltre, il cacao è una fonte naturale di prebiotici, fibre che nutrono il microbiota intestinale: un intestino in salute è sempre più spesso associato a un miglior equilibrio emotivo.
Per beneficiare di queste proprietà, è importante scegliere cioccolato con almeno l’85% di cacao e limitarsi a piccole quantità quotidiane, meglio ancora se sotto forma di una cioccolata calda preparata in casa, calda e avvolgente.
Salmone e pesce azzurro
Il pesce grasso è uno degli alimenti più studiati per il benessere mentale. Salmone, sgombro, sardine e trota sono ricchi di omega-3, acidi grassi essenziali per il funzionamento del cervello.
Questi nutrienti hanno proprietà antinfiammatorie e interagiscono con i neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione dell’umore. Inserire una o due porzioni di pesce azzurro a settimana può aiutare a contrastare la sensazione di apatia e affaticamento mentale tipica dei mesi invernali.
Per chi non ama il pesce, una valida alternativa può essere rappresentata da noci e semi di chia, anch’essi fonti vegetali di omega-3.
Cereali integrali
Pane integrale, avena, riso integrale, quinoa e farro sono spesso sottovalutati, ma svolgono un ruolo chiave nel supporto del benessere mentale. I cereali integrali sono ricchi di fibre, vitamine del gruppo B e antiossidanti, nutrienti fondamentali per il sistema nervoso.
Contengono inoltre triptofano, un amminoacido necessario per la produzione di serotonina, l’ormone che contribuisce alla sensazione di felicità. Grazie al loro basso indice glicemico, rilasciano energia in modo graduale, evitando i picchi e i cali che possono influire negativamente sull’umore.
Inserirli regolarmente nei pasti aiuta a sentirsi più equilibrati e concentrati durante la giornata.
Frutti di bosco
Mirtilli, lamponi e more sono un concentrato di benefici. Ricchi di flavonoidi, aiutano a proteggere il cervello dallo stress ossidativo e dall’infiammazione, due fattori collegati anche ai disturbi dell’umore.
Forniscono vitamina C e fibre, utili per la regolazione della glicemia e dell’energia mentale. Le ricerche suggeriscono che i mirtilli, in particolare, possano supportare memoria e concentrazione, aiutando a contrastare la tipica tristezza invernale.
Consumati sotto forma di composta calda, magari a colazione o come dessert leggero, diventano un alleato ideale durante l’inverno.
Frutta secca e granola
Mandorle, noci, anacardi e pistacchi sono una fonte preziosa di grassi buoni, vitamine e minerali fondamentali per il cervello. La frutta secca contiene triptofano, magnesio e vitamine del gruppo B, tutti nutrienti coinvolti nei meccanismi che regolano l’umore.
Consumata con regolarità, in quantità moderate, può contribuire a migliorare la risposta allo stress e a sostenere le funzioni cognitive.
Inserita in una granola fatta in casa, diventa una colazione nutriente e appagante, perfetta per iniziare le giornate invernali con più energia.
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«Non tutte le barrette proteiche fanno bene, ecco come sceglierle»: parola agli esperti

Negli ultimi anni, specie per chi fa una vita sportiva, la ricerca di proteine è diventata una piacevole ossessione. Così, il mondo dei cibi a base proteica si sono diffusi enormemente, creando un'offerta vastissima di barrette proteiche dove sembra quasi impossibile trovare quelle davvero salutari.
Il loro essere in formato “snack” le ha portate con successo ovunque: dalle farmacie (che per primi le hanno adottate) ai supermercati, fino addirittura ai negozi di articoli da regalo e igiene per la casa.
Le barrette proteiche sono un oceano nel quale è facile perdersi, per questo abbiamo gettato un salvagente chiedendo a figure con grande esperienza nel campo (nella nutrizione con grande vita sportiva) per comprendere meglio cosa scegliere quando le compriamo, partendo subito a gamba tesa su tutto ciò che sarebbe meglio evitare.
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Quali sono le barrette proteiche da evitare?
«La prima importante “red flag” è il contenuto proteico» ci racconta la dietista Elisa Rosso «se navighiamo sotto i 15 grammi di proteine per barretta, non è così proteica, è quindi più che altro uno snack». L’altro aspetto da considerare sono gli zuccheri. «Se ne trovate più di 10 o 12 grammi in totale di zuccheri, che equivale già a un cucchiaio di zucchero, c’è già di certo un rapporto poco equilibrato». È concorde anche il nutrizionista sportivo Marco Tancredi, che sottolinea l’importanza di guardare sempre ai grammi totali di prodotto: «È importante fare attenzione al peso della barretta, guardando i valori percentuali, facendo occhio poi che non abbia un’alta dose di grassi, in genere sopra il 10%. Farei attenzione anche all’eccessiva presenza di sciroppi che rendono il prodotto più gustoso, ma meno utile allo scopo».
Vanno bene anche per chi non fa fitness?
Tendenzialmente sì. Ma se usati come “alternativa rapida” a spuntini in mancanza di alternative. «Chi per vari motivi ha bisogno di un surplus di proteine, può usarlo come approccio d’emergenza» racconta Elisa Rosso «ma spesso ne fanno uso persone che magari non fanno sport ma che hanno bisogno di prendere peso, magari concentrando l’uso di barrette in un periodo specifico dell'anno. Con l’aiuto di uno specialista, si va a inquadrare ogni singola posizione. «Può essere molto utile a chi è non più giovanissimo» racconta Marco Tancredi «in modo tale da tutelare la tonicità muscolare e alcuni processi fisiologici dovuti all’avanzare dell’età, a prescindere che faccia sport o meno».
Da quali valori ingredienti si riconosce una barretta di valore?
«È importante controllare l’origine delle proteine: possono essere di origine animale, come le proteine del siero del latte o dall’uovo, oppure di origine vegetale, come quelle che arrivano dai legumi e dalla frutta secca» spiega Marco Tancredi. «La barretta va guardata in base al “valore” che può dare a noi che la mangiamo: ad esempio se una persona è in definizione per "vedere" meglio la propria muscolatura, non consiglierei una barretta con più di 250 calorie o magari considererei una possibilità che molti escludono, ovvero quello di mangiarne solo metà» chiarisce Elisa Rosso.
Le barrette proteiche più “sane” sono quelle meno buone?
«Supponendo che una barretta sia come la stiamo descrivendo finora, ovvero con pochi zuccheri e pochi grassi, ecco, magari potrebbe risultare meno golosa. Ma la domanda da farsi è un’altra e la trovo più interessante» spiega Marco Tancredi «non è che forse il sapore di una barretta risulta buono o cattivo se le nostre abitudini alimentari sono buone o cattive? È chiaro che una persona abituata a ingerire cibi molto zuccherati e molti grassi, troverà alcune barrette meno buone». «Il mercato delle barrette è sconfinato, basta fare un po’ di tentativi e saper scegliere, anche perché è molto soggettivo» chiarisce invece Elisa Rosso «ormai però ci sono barrette equiparabili a dolci veramente dolci in termini di gusto, pur essendo molto più contenuti negli zuccheri, quindi basta provare».
Qual è la differenza con le barrette energetiche?
«Se parliamo di barrette energetiche» spiega Marco Tancredi «sono tendenzialmente ricche di carboidrati e spesso sono utilizzate da chi fa endurance, ovvero attività sportiva per un tempo prolungato, integrando per non avere cali di energie. Mangiarle durante l’allenamento fornisce energia sul breve e medio termine e permettono di non avere cali di zuccheri». «Consiglio di fare attenzione alle barrette non proteiche che magari si pongono come “barrette light” o “sostitutive del pasto”» racconta Elisa Rosso «spesso queste barrette “vestite per la dieta” hanno pochissimi nutrienti utili. Se bisogna fare attenzione a quelle proteiche, bisogna fare ancora più attenzione a quelle che non lo sono».
Se le barrette proteiche sono poco digeribili
«Le proteine del latte isolate o idrolizzate sono in genere quelle più assimilabili» spiega Elisa Rosso «ma la differenza vera, anche se è un discorso soggettivo, la fanno i dolcificanti. Lo dico perché alcuni tipi di dolcificanti, in base alle quantità, potrebbero diventare lassativi. Quindi io spesso prediligo quelli con zucchero o miele rispetto ai dolcificanti che finiscono in -oli, ma ovviamente è sempre personale. A quel punto meglio una barretta digeribile anche se meno “leggera”: la tolleranza intestinale è un fattore importante».
Si possono fare da soli?
«Assolutamente sì» spiega Marco Tancredi «si possono fare con fiocchi d’avena, proteine del siero del latte, burro di arachidi o mandorle, latte e miele. Ci sono parecchie ricette davvero valide on line, vale la pena fare dei tentativi». «È molto più facile fare quelle da “endurance”, da integrare negli allenamenti lunghi, fatte con avena, riso soffiato, datteri, frutta secca o essiccata, tritati con il miele e conservate in frigo» spiega Elisa Rosso «quelle proteiche possono essere fatte addirittura anche con l’albume. Diciamo che è un ottimo modo per risparmiare e avere controllo sugli ingredienti, quindi perché non provare?»
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Altro che integratori! Ecco gli alimenti da inserire nella dieta per sostenere la salute in modo naturale

Negli ultimi anni abbiamo imparato a guardare alla salute con occhi diversi: meno scorciatoie, più consapevolezza. E così, accanto a una crescente offerta di integratori, cresce anche una domanda semplice ma cruciale: è davvero necessario ricorrere a capsule e polveri, o possiamo sostenere la salute partendo da ciò che mettiamo ogni giorno nel piatto?
Sempre più esperti concordano su un punto: quando l’alimentazione è varia, bilanciata e ricca di nutrienti, il cibo resta la prima e più efficace forma di prevenzione.
Alcuni micronutrienti, in particolare, svolgono un ruolo chiave nel supportare il sistema immunitario, il metabolismo e il benessere generale. E la buona notizia è che si trovano in alimenti comuni, accessibili e spesso già presenti nella nostra cucina.
**5 superfood che fanno super-bene alla salute**
Il punto non è “mai integratori”, ma prima il cibo
Parlare di salute naturale non significa demonizzare gli integratori, ma rimetterli nel loro giusto contesto. In presenza di carenze diagnosticate o esigenze specifiche, possono essere utili, e comunque sempre dopo una consultazione medica.
Ma nella quotidianità, un’alimentazione ricca, colorata e varia resta lo strumento più potente che abbiamo.
Prima di cercare la soluzione in una pillola, vale la pena guardare il piatto: spesso è lì che si nasconde la risposta più semplice (e più efficace) per prenderci cura del nostro benessere psicofisico ogni giorno.
**5 trucchetti per mangiare meglio (senza che il gusto ne risenta)**
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Omega 3: grassi “buoni” per cuore e cervello
Gli omega 3 sono tra i nutrienti più citati quando si parla di benessere a lungo termine. Contribuiscono alla salute cardiovascolare, supportano la funzione cerebrale e aiutano a modulare i processi infiammatori dell’organismo.
Gli alimenti che ne sono più ricchi sono i pesci grassi – come salmone, sgombro, sardine e alici – ma anche alcune fonti vegetali, tra cui noci, semi di lino e semi di chia. Consumati regolarmente, inseriti in un’alimentazione equilibrata, possono ridurre il bisogno di integrazioni esterne, soprattutto in assenza di carenze specifiche.
Vitamina C: molto più di un alleato contro i malanni
Spesso associata solo ai mesi invernali, la vitamina C è in realtà fondamentale tutto l’anno. Supporta il sistema immunitario, favorisce l’assorbimento del ferro e contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo, con effetti positivi sulla salute generale.
Agrumi, kiwi, fragole, peperoni, broccoli e verdure a foglia verde ne sono ottime fonti. Il consiglio è consumarli freschi e poco lavorati, perché la vitamina C è sensibile al calore e alla conservazione prolungata.
Vitamina D: il nutriente che unisce sole e alimentazione
La vitamina D è essenziale per la salute delle ossa, dei muscoli e del sistema immunitario. Il nostro corpo la produce grazie all’esposizione solare, ma l’alimentazione può contribuire in modo significativo, soprattutto nei mesi in cui il sole scarseggia.
Si trova in alimenti come pesce grasso, uova, latte e yogurt fortificati. Inserirli regolarmente nella dieta aiuta a mantenere livelli adeguati, riducendo il ricorso automatico agli integratori, che andrebbero valutati solo in caso di reale necessità.
Selenio: un piccolo minerale, un grande supporto
Il selenio è un oligoelemento spesso sottovalutato, ma fondamentale per il corretto funzionamento della tiroide e per la protezione delle cellule dai danni ossidativi. Svolge un ruolo importante nel mantenimento della salute metabolica e immunitaria.
Le noci del Brasile ne sono una delle fonti più concentrate, ma si trova anche in pesce, uova, cereali integrali e legumi. Bastano quantità moderate, inserite con regolarità, per coprire il fabbisogno quotidiano.
Magnesio: equilibrio per muscoli, nervi ed energia
Il magnesio è coinvolto in centinaia di reazioni biochimiche nel nostro organismo. Aiuta a regolare la funzione muscolare e nervosa, contribuisce alla produzione di energia e sostiene l’equilibrio emotivo, con effetti positivi anche sulla salute mentale.
È presente in alimenti come verdure a foglia verde, legumi, frutta secca, semi, cereali integrali e cacao amaro. Una dieta ricca di questi cibi può aiutare a prevenire quella sensazione di stanchezza diffusa che spesso porta a cercare soluzioni rapide sotto forma di integratori.
Zinco: un alleato silenzioso del sistema immunitario
Lo zinco contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario e alla sintesi proteica. È importante per la salute della pelle, dei capelli e delle unghie, oltre che per la capacità dell’organismo di rispondere agli stress esterni.
Si trova in alimenti come semi di zucca, legumi, cereali integrali, latticini e carne. Anche in questo caso, la varietà alimentare è la chiave per garantirne un apporto adeguato.
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In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

Non è Capodanno senza il Cotechino con le lenticchie, un abbinamento tradizionale che, se mangiato alla mezzanotte, si dice porti fortuna e prosperità per l'anno nuovo.
Ma allora perché concederselo solo durante le Feste? Il Cotechino Modena IGP è un ottimo prodotto italiano che si presta perfettamente anche a ricette gourmet, da servire non solo durante la stagione fredda, soprattutto perché meno calorico di quanto si pensi.
In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP
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Ogni anno, arriva puntuale il momento di scegliere il menu per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. L’usanza (ma anche l’indubitabile bontà e gusto) vuole che il Cotechino sia sempre e comunque presente a tavola e, per abitudine, siamo soliti proporlo con i classici abbinamenti lenticchie e purea di patate.
Ma per stupire parenti e amici sappiate che ci sono ricette raffinate e innovative che combinano insieme tradizione e modernità.
Proprio il Consorzio di tutela Zampone e Cotechino Modena IGP – che oggi conta 13 aziende, tra i principali produttori dei due prodotti insigniti dell’ambito riconoscimento “Indicazione Geografica Protetta” – ha deciso di lanciare una sfida ai consueti luoghi comuni.
E così, grazie al coinvolgimento dello chef Luca Marchini del ristorante stellato L’erba del Re di Modena, sono venuti fuori piatti insoliti e originali come il Cotechino croccante accompagnato con zabaione semi salato, cipolle all’aceto balsamico di Modena ed emulsione oppure la Pasta all’uovo con un ragù di Zampone, fondo bruno e cioccolato fondente.
Ricette che fanno venire l’acquolina ancora prima di sentire il profumino che sprigionano in pentola e – ottima notizia! – contrariamente ai pregiudizi, si possono gustare senza grandi sensi di colpa. Sì perché il Cotechino ha meno calorie di quanto si pensi: un etto corrisponde a circa 250 calorie, un apporto inferiore a quello di un piatto di pasta scondita ed equivalente a quello di una mozzarella.
Altro mito da sfatare: il colesterolo è presente in quantità simili a quello contenuto nel pollo o nella spigola e comunque inferiori a quelle presenti in tanti alimenti che consumiamo abitualmente come le uova, frutti di mare o formaggio grana.
Questo prodotto dalla lunga storia e tradizione – una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale e pepe intero e/o a pezzi – rispetto al passato, ha visto ridursi il contenuto di grassi e sodio e oggi è in linea con i suggerimenti della moderna scienza nutrizionale.
Lo dicono gli esperti, e in particolare le recenti analisi dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (ex INRAN ora CREA NUT): il Cotechino non solo ha un elevato contenuto di proteine nobili e un moderato contenuto di grassi (perché persi in parte con la cottura) ma anche più grassi insaturi rispetto a quelli saturi ed è ricco di vitamine del gruppo B e di minerali, soprattutto ferro e zinco.
Si tratta poi di un prodotto costantemente controllato proprio perché tutelato da un Consorzio, ormai attivo da oltre 20 anni, che ne garantisce la produzione nel territorio previsto dal disciplinare (Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Lodi, Pavia, Milano, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Mantova, Verona e Rovigo), secondo l’originale e tradizionale ricetta (determinati ingredienti, proporzioni e spezie) e rispettando precise caratteristiche qualitative (colore, sapore e soprattutto un contenuto minimo di proteine e massimo di grassi).
E poi, ultimo ma non per importanza, da considerare la velocità di preparazione di questo piatto. Quanto quella di un piatto di pasta, tra ebollizione e cottura: proprio così. Grazie al packaging in alluminio della versione precotta, che richiede una cottura in acqua bollente, ci vogliono solo 20 minuti. Quindi, cos’altro aspettare? Se già state sognando un bel piatto di Cotechino fumante, il conto alla rovescia è già partito e da questo momento avrete meno di un quarto d’ora per sbizzarrivi!
Se volete cimentarvi in ricette alternative con il Cotechino Modena IGP – un prodotto la cui origine risale addirittura al Cinquecento – potete consultare la sezione ricette del sito web del Consorzio con un’ampia serie di proposte che vanno dal brunch all’aperitivo.
Pubblicazione finanziata con la Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n. 16/95
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