La Vitamina C aumenta le difese immunitarie: cosa mangiare per farne il pieno

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In questo periodo è bene aumentare l'apporto di vitamina C per rinforzare il sistema immunitario. Ecco i 10 alimenti che ne sono più ricchi.

La vitamina C è una sostanza fondamentale per la salute, da integrare tutto l’anno e in particolare in questo periodo di emergenza Coronavirus.

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Grazie ai suoi forti poteri antiossidanti, l’acido ascorbico (ossia la vitamina C) innalza le barriere del sistema immunitario e aiuta l’organismo a neutralizzare i radicali liberi.

** Cosa mangiare per aumentare le difese immunitarie **

Ecco i 10 alimenti più ricchi di vitamina C, ottimi per integrare questa preziosa sostanza.

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Uva

L’uva è tra gli alimenti più ricchi di vitamina C, con un apporto di ben 340 mg/100 g.

Ha un elevato contenuto anche di vitamine A e B6, di folati e di molti minerali essenziali come potassio, calcio, ferro, fosforo, magnesio e selenio.

Nell'uva sono presenti anche i preziosissimi flavonoidi, antiossidanti in grado di ridurre i danni causati dai radicali liberi e rallentare così l’invecchiamento cellulare.

Ribes

Anche il ribes presenta un elevato contenuto di vitamina C, 200 mg per 100g.

Contiene anche acido citrico, acido malico, flavonoidi, antociani, acidi polinsaturi e oligolementi che garantiscono un’azione astringente, rinfrescante e protettiva nei confronti della retina, dei vasi e dei capillari.

Hanno pure proprietà diuretiche e depurative, motivo per cui combattono la ritenzione idrica e la cellulite. Infine non sono da sottovalutare le sue proprietà antifiammatorie: pare che le gemme di ribes nero abbiano un’azione simile a quella del cortisone.

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Peperoni

Anche i peperoni apportano un’ottima quantità di vitamina C.
Quelli rossi e gialli 166 mg/100 g mentre la varietà verde un po’ meno, 127 mg.

Il peperone è in grado di idratare a fondo l’organismo, reintegrando l'acqua essendone composto al 92%. Ha anche molti sali minerali quali fosforo, magnesio, potassio, ferro e calcio, irrobustisce i muscoli e favorisce l’assorbimento del ferro.

Presenta un buon contenuto anche di vitamina A e previene dai radicali liberi grazie alle proprietà antiossidanti di entrambe le vitamine, A e C. Ma non mancano nemmeno quelle del gruppo B, E, J e K.

Il potassio e il carotene contenuti hanno proprietà diuretiche, utili alla funzioni urinarie e detox.

Prezzemolo

Il prezzemolo contiene 162 mg/100g di vitamina C e andrebbe consumato preferibilmente crudo per preservare tutte le sue benefiche proprietà. Il calore della cottura, infatti, deteriora vitamine e sali minerali contenuti nelle foglie.

Consumare regolarmente prezzemolo crudo stimola l’aumento delle difese immunitarie, rinforza il sistema circolatorio e fluidifica il sangue. Inoltre è anche un’ottima fonte di betacarotene dall’azione antiossidante, utile quindi per proteggere la pelle.

Contiene anche parecchio calcio, fondamentale per la remineralizzazione delle ossa, dei capelli e delle unghie.

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Rucola

La rucola ne contiene 110 mg per etto ed è ricca di acqua (91%), proteine, carboidrati e fibre. 

Ha un buon contenuto di calcio (utile per la salute di ossa, unghie, denti, capelli) e anche di potassio, fosforo, zinco e magnesio.

Contiene molto ferro che, in sinergia con la vitamina C, viene maggiormente assorbito. Infatti è proprio la vitamina C che riesce a fare assimilare il ferro all'organismo se consumati contemporaneamente.
Presenti anche le vitamine E, A, J, B, F e K (queste ultime sono utili per rinforzare le funzioni del fegato); contiene betacarotene, utile all'organismo per le proprietà antiossidanti e e protettive della pelle.

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Kiwi

Il kiwi contiene 85 mg di vitamina C per 100 g, oltre a vitamina E, rame e ferro. La combinazione tra queste sostanze determina le proprietà antisettiche di questo frutto.

Oltre a essere rinfrescante, dissetante e diuretico, il kiwi riesce a potenziare le difese immunitarie proprio grazie al contenuto di vitamina C.

L’acido ascorbico contenuto nel kiwi è in grado di trasformare il colesterolo in sali biliari, espellendolo dall’organismo e riequilibrando funzioni fisiologiche importanti, con un effetto detox potentissimo.

Spinaci

Gli spinaci contengono 54 mg per 100g, se consumati crudi. La cottura, ricordiamoci, altera e deteriora la composizione nutrizionale degli alimenti.

La presenza di vitamina C comporta un maggiore assorbimento del ferro contenuto negli spinaci (e per un’assimilazione ancora più ottimale, il condimento con limone è l’ideale).

Hanno anche molta vitamina A, acido folico, nitrato (in gradi di aumentare la forza dei muscoli), luteina (protettiva della retina) e offrono un valido aiuto in caso di stipsi.

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Clementine

Fate scorta anche di clementine, dato che contengono 54 mg di vitamina C per 100 g.

Ricche come sono di acqua, sali minerali, zuccheri e fibre sono un vero elisir di salute e bellezza. Consumatene un paio al giorno e il vostro sistema immunitario ne risentirà positivamente, così come le ossa e la pelle.

Si tratta di un ottimo spuntino per sportivi e per chi sta seguendo una dieta ipocalorica.

Fragole

Le fragole hanno un contenuto di vitamina C di 54 mg/100 g.
Sono diuretiche, rinfrescanti, depurative e ricche di nutrienti quali fosforo, ferro, calcio e vitamine A, B1, B2, oltre alla C.

Sono poco caloriche e ricche di fibre, perfette da consumare quando si è a dieta. E non è tutto: contengono lo xilitolo, una sostanza capace di prevenire la formazione della placca dentale, combattere l’alitosi e, udite udite, sbiancare naturalmente i denti!

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Arance e limoni

A sorpresa, arance e limoni non sono affatto gli alimenti con il contenuto maggiore di vitamina C. Ne contengono comunque una buona percentuale, pari a 50 mg per 100 g.

Gli agrumi aiutano a contrastare e ad alleviare disturbi di stagione quali raffreddore, tosse, mal di gola, stati influenzali e malattie infettive.

L’elevato contenuto di acqua contribuisce a una buona idratazione e stimola l’azione diuretica e drenante, con un effetto depurativo notevole.

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Le fibre sono il segreto per restare in forma e in salute: vi spieghiamo come mangiarne di più

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Favoriscono la salute dell’intestino e aiutano a stare alla larga da attacchi di fame, chili in più e cattivo umore: ecco come mangiare più fibre

Per assicurarsi una buona salute è fondamentale sapere come mangiare più fibre.

Questo perché le fibre sono preziose per il corretto funzionamento dell’organismo: aiutano a eliminare le sostanze di scarto in eccesso che se si accumulano e favoriscono gonfiore e chili in più.

In più, hanno un’eccezionale azione saziante. Danno un maggiore senso di pienezza al pasto e di conseguenza, fanno mangiare di meno.

Prolungano inoltre la sazietà e contrastano gli attacchi di fame, a tutto vantaggio della linea e della salute.

Un consumo regolare di fibre nella dieta aiuta infatti a stare alla larga dal sovrappeso e dall'insorgenza del diabete di tipo 2, delle malattie cardiovascolari e da tanti altri disturbi.

Le fibre, in particolare quelle solubili, sono delle ottime alleate del buonumore.

Hanno un'azione prebiotica: nutrono i batteri buoni che favoriscono la salute dell'intestino, che è coinvolto a sua volta nella produzione di serotonina, l'ormone della felicità. 

Ecco le dritte e gli abbinamenti migliori per mangiare più fibre

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spesa frutta e verdura

Per mangiare più fibre non fatevi mai mancare verdura e frutta

Per consumare a tavola più fibre la prima mossa da seguire consiste nel mangiare più verdura, in particolare quella a foglia verde, come spinaci, bietola, lattuga.

Anche la frutta di stagione, meglio ancora se biologica ne è una buona fonte.

Mele e pere bio, per esempio, possono essere consumate con tutta la buccia, che ne è ricca.

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Al posto dei succhi consumate frutta intera

La frutta intera rispetto a quella in versione succo contiene fibre.

Spremute ed estratti invece ne sono privi perché la polpa rimane nell'apparecchio.

Hanno poi più zuccheri semplici facilmente assimilabili dall'organismo.

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Abbinate i cereali integrali ai legumi

Sono entrambi fonte di fibre che agevolano il senso di pienezza.

Rallentano infatti la velocità dello svuotamento gastrico e rallentano l’assorbimento degli zuccheri e dei grassi e gli attacchi di fame improvvisi.

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Mangiate la pasta con le verdure

La pasta integrale contiene una piccola quota di fibre.

Per potenziarne l’effetto saziante abbinatela alle verdure di stagione che ne sono particolarmente ricche.

Rallentano l’assorbimento degli zuccheri e assicurano un maggiore senso di sazietà.

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Aggiungete la frutta secca alle insalate

Mandorle, noci e in generale la frutta secca a guscio contengono fibre solubili e insolubili, alleate della salute.

Le prime hanno un’azione prebiotica: favoriscono la crescita dei batteri buoni intestinali.

Le fibre insolubili invece hanno effetti positivi sulla regolarità dell’intestino.

Photo Credit: Unsplash

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"Se siete a dieta ma non dimagrite, probabilmente state commettendo uno di questi errori", parola di nutrizionista

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Quali sono le cose da non fare a dieta? Ecco i comportamenti che potrebbero farvi prendere peso anziché dimagrire

Saltare i pasti, mangiare tanta frutta secca, esagerare con i cibi light, muoversi poco. La lista degli errori più comuni quando si fa una dieta è infinita. Esistono, infatti, diversi comportamenti che potrebbero rivelarsi dei passi falsi e favorire l’aumento di peso.

Per tornare in piena forma per prima cosa è necessario stare alla larga dalle diete fai da te. Per perdere peso in modo sano e mantenere i risultati nel tempo è bene farsi guidare nella scelta di cosa mangiare da un nutrizionista.  

Ecco poi altri errori assai comuni quando si fa una dieta da non sottovalutare se si vuole raggiungere il proprio risultato.  

**I 5 errori più comuni che ci fanno abbandonare la dieta**

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Mangiare tutto senza condimento

Eliminare completamente i condimenti e consumare tutto rigorosamente scondito non è la strategia migliore per evitare gli sgarri alimentari.

Ad esempio, l’olio extravergine d’oliva, se usato con moderazione, è un valido alleato della dieta: è ricco di acidi grassi essenziali che aiutano a sentirsi sazi più a lungo.

Via libera anche a erbe aromatiche e spezie, ottimi sostituti naturali di sale e zucchero, che rendono i piatti più gustosi senza compromettere la linea.

Sostituire i pasti con una macedonia di frutta

Consumare a pranzo o cena solo una macedonia di frutta può sembrare leggero, ma rischia di portare a sgarri successivi.

La frutta, infatti, contiene molti zuccheri semplici che forniscono energia immediata ma causano sbalzi glicemici se consumata in grandi quantità soprattutto a digiuno.

Inoltre, non si tratta di un pasto completo: mancano proteine, carboidrati complessi e grassi buoni, fondamentali per un’alimentazione equilibrata.

Mangiare solo un’insalata

Verdure come lattuga, rucola e radicchio sono salutari. Apportano vitamine, minerali, antiossidanti e fibre.Tuttavia, mangiarle da sole non basta per dimagrire.

L’ideale è abbinarle a una fonte proteica come il pesce, la carne o i legumi e a carboidrati complessi come i cereali integrali, che aumentano il senso di sazietà e forniscono l’energia necessaria al corpo.

Avere fretta a tavola

Mangiare troppo in fretta riduce la percezione di sazietà e porta spesso a esagerare con le quantità.

Al contrario, masticare lentamente e assaporare ogni boccone permette al cervello di ricevere in tempo il segnale di “stop”, aiutando a mangiare meno e meglio.

Photo Credits: Unsplash

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10 ristoranti italiani da provare a Milano

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Tra nuove aperture, trattorie contemporanee e indirizzi storici: una guida aggiornata dei migliori ristoranti italiani a Milano

Se sognate i sapori genuini dei (buoni) ristoranti italiani Milano ha di che farvi contenti.

Laboratorio gastronomico in costante movimento, Milano tiene comunque molto alle sue origini e ai sapori della tradizione e accanto ai grandi classici che hanno fatto la storia della ristorazione cittadina, nascono nuovi progetti capaci di riportare al centro il valore della cucina italiana fatta bene, delle ricette di casa e delle materie prime.

Ecco una selezione di ristoranti italiani a Milano da provare, tra locali di recente apertura e indirizzi iconici, posti da segnare in agenda per chi cerca autenticità, identità e qualità.

I ristoranti italiani a Milano da provare

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Veramente Milano

Veramente

Nel cuore di Brera nasce il progetto firmato da Gianmarco Venuto e Filippo Sironi, già founder de Il Mannarino. Il payoff “Abitudini Italiane” racconta perfettamente lo spirito del locale: un luogo pensato per far sentire gli ospiti a casa, tra atmosfere da salotto anni Settanta e Ottanta, cucina ampia a vista e piatti che parlano di memoria collettiva.

In carta si trovano grandi classici come la parmigiana di melanzane, gli spaghettoni alla Nerano con provolone del Monaco (buonissimi), i pici fatti in casa al ragù mantecati al tavolo e l’arancina alla milanese ripiena di ossobuco e gremolada. E poi i dolci, fatti in casa. Alla prima visita d'obbligo il gelato alla vaniglia servito dal carrello e personalizzabile con crunch e topping. 

Via Palermo, 11

Sandì

In zona Città Studi si trova una delle aperture più interessanti e recenti di questi ultimi mesi. Un progetto coerente, curato nei dettagli e nella proposta gastronomica. La cucina attinge alle tradizioni regionali italiane con una dichiarata influenza francese. Tra i piatti più riusciti spiccano la zuppa imperiale con aringa affumicata, la tarte di cipolle con puntarelle, la verza ripiena di maiale e gamberi e il cordon bleu di lombata. La formula pranzo rende il locale particolarmente competitivo anche nei giorni feriali.

Via Francesco Hayez, 13

CreDa Milano

CreDa

CreDa nasce dall’incontro tra Crescenzo Morlando e Dario Pisani, due chef campani che hanno trasformato la cucina partenopea in un progetto gastronomico riconoscibile. L’atmosfera è informale, con banco gastronomia e sala dal gusto rétro, tra stoviglie d’epoca e dettagli recuperati nei mercatini. In menu spiccano piatti simbolo come parmigiana di melanzane, friarielli, polpette al ragù di “nonna Maria”, la celebre pasta e patate e la pasta “con voto”, arricchita dai ricci di mare. Tutto è disponibile anche da asporto, senza perdere identità e qualità.

Via Orti, 12

Trattoria all'Antica

Un nome che è già una dichiarazione d’intenti. Trattoria All’Antica riporta in primo piano la cucina italiana tradizionale, fatta di porzioni generose, ricette riconoscibili e un’atmosfera che privilegia la convivialità. Il ristorante si trova a due passi dal parco Solari, quasi ad angolo con quella via Savona che ha visto nascere e morire nel giro di poco tanti locali. La cucina di Lucio Conti, però, sa il fatto suo. Qui si viene per mangiare piatti rassicuranti, preparati con rispetto delle stagioni e delle materie prime, in un contesto che conserva il sapore delle trattorie di una volta, reinterpretato con sobrietà contemporanea. Un menù stampato ogni giorno, con alcune proposte fisse come la cotoletta - alta, con l'osso - e il risotto e altre che variano a seconda della disponibilità e qualità del prodotto. E una lista dei vini da enoteca specializzata.

Via Montevideo, 4

Al vecchio porco Milano

Al Vecchio Porco

Un’osteria lombarda dichiaratamente carnivora, dove il maiale diventa protagonista anche nell’arredo, tra oggetti a tema, scritte ironiche e atmosfera calda. Al Vecchio Porco è un'istituzione in città, qui capita spesso di incontrare volti noti che cercano un rifugio in cui sentirsi a casa. Gli ingredienti punta su piatti tradizionali ben eseguiti: salumi di qualità, risotti stagionali, paste rustiche e secondi di carne costruiscono una proposta concreta e coerente. La taverna sotterranea è ideale per cene conviviali e occasioni speciali.

Via Messina, 8

Speciale Osteria

Una trattoria in chiave contemporanea, dall'ambiente curato ma che mette subito a proprio agio. Uno staff cordiale ed efficiente e una cucina sincera e curata. Il menù è stagionale, con alcuni piatti sempre disponibili e altri che cambiano durante l'anno. Ad accomunarli, l'idea che la tradizione possa essere sempre attuale pur senza snaturarla. Dai pizzoccheri alle tagliatelle al ragù, dal galletto alla guancia - tenerissima - fino ai dolci. Nei dessert si riassume la cura per i dettagli e l'autenticità di questo locale: cannoncini alla crema serviti su un trenino di legno, il tiramisù cremosissimo portato al tavolo e servito direttamente con una sorta di cazzuola, la tarte tatin d'altri tempi.

Via Pastrengo, 11

Sant Ambroeus Milano

St. Ambroeus

St. Ambroeus tra i ristoranti italiani a Milano è senza dubbio uno dei nomi simbolo della tradizione. Un indirizzo che attraversa generazioni mantenendo uno stile riconoscibile, fatto di eleganza discreta e cucina italiana borghese. Tra colazioni iconiche, pranzi di lavoro e piatti storici, resta una tappa obbligata per chi cerca un’esperienza classica, curata e senza tempo.

Corso Giacomo Matteotti, 7

Trattoria del Ciumbia

In via Fiori Chiari, nel cuore di Brera, si trova questo locale che rappresenta uno dei primi investimenti - riusciti - di Leonardo Maria Del Vecchio nella ristorazione. Un luogo che unisce design e tradizione. Il progetto di interni firmato Dimorestudio richiama le storiche trattorie milanesi degli anni Sessanta, tra boiserie in noce, bancone in peltro e dettagli rétro. In cucina l’executive chef Paolo Rollini propone una lettura contemporanea della tradizione lombarda: risotto alla monzese, costoletta alta, trippa, lumache valtellinesi, insieme a reinterpretazioni come la lasagnetta al bollito e i mondeghili in foglia di verza.

Via Fiori Chiari, 32

Autem Milano

Autem

Gli spaghetti in bianco più buoni che vi capiterà di mangiare (a Milano, ma non solo). Autem lavora sull’equilibrio tra tecnica e identità, da sempre tratti distintivi della cucina dello chef Luca Natalini. Il progetto ruota intorno a una cucina italiana moderna, pulita nei sapori e precisa nelle esecuzioni, con grande attenzione alla qualità degli ingredienti e alla costruzione dei piatti. L’ambiente è essenziale ed elegante, con la cucina a vista e all'ingresso, ad accogliere i commensali. Un menù che, salvo alcuni piatti come gli spaghetti in bianco, appunto, cambia continuamente nel rispetto della stagionalità e reperibilità degli ingredienti. Una scelta che fa sì che ogni cena (o pranzo) da Autem possa essere un'esperienza sempre diversa.

Via Serviliano Lattuada, 2

Il Luogo di Aimo e Nadia

Un’istituzione della cucina italiana contemporanea. Il Luogo di Aimo e Nadia rappresenta uno dei massimi esempi di alta cucina legata al territorio e alla biodiversità italiana. La filosofia del ristorante si fonda sulla valorizzazione delle eccellenze regionali, raccontate attraverso piatti che uniscono ricerca, tecnica e memoria gastronomica. Una tradizione che gli chef Alessandro Negrini e Fabio Pisani portano avanti con consapevolezza, esperienza e passione. Un’idea di eleganza sobria e profonda, che ha reso questo indirizzo un punto di riferimento internazionale.

Via Privata Raimondo Montecuccoli, 6

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«Non tutte le barrette proteiche fanno bene, ecco come sceglierle»: parola agli esperti

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Le barrette proteiche non sono tutte uguali. Gli esperti ci spiegano come riconoscere quelle che fanno bene da quelle che sono solo snack

Negli ultimi anni, specie per chi fa una vita sportiva, la ricerca di proteine è diventata una piacevole ossessione. Così, il mondo dei cibi a base proteica si sono diffusi enormemente, creando un'offerta vastissima di barrette proteiche dove sembra quasi impossibile trovare quelle davvero salutari.

Il loro essere in formato “snack” le ha portate con successo ovunque: dalle farmacie (che per primi le hanno adottate) ai supermercati, fino addirittura ai negozi di articoli da regalo e igiene per la casa.

Le barrette proteiche sono un oceano nel quale è facile perdersi, per questo abbiamo gettato un salvagente chiedendo a figure con grande esperienza nel campo (nella nutrizione con grande vita sportiva) per comprendere meglio cosa scegliere quando le compriamo, partendo subito a gamba tesa su tutto ciò che sarebbe meglio evitare.

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barrette proteiche da evitare

Quali sono le barrette proteiche da evitare?

«La prima importante “red flag” è il contenuto proteico» ci racconta la dietista Elisa Rosso «se navighiamo sotto i 15 grammi di proteine per barretta, non è così proteica, è quindi più che altro uno snack». L’altro aspetto da considerare sono gli zuccheri. «Se ne trovate più di 10 o 12 grammi in totale di zuccheri, che equivale già a un cucchiaio di zucchero, c’è già di certo un rapporto poco equilibrato». È concorde anche il nutrizionista sportivo Marco Tancredi, che sottolinea l’importanza di guardare sempre ai grammi totali di prodotto: «È importante fare attenzione al peso della barretta, guardando i valori percentuali, facendo occhio poi che non abbia un’alta dose di grassi, in genere sopra il 10%. Farei attenzione anche all’eccessiva presenza di sciroppi che rendono il prodotto più gustoso, ma meno utile allo scopo».

Vanno bene anche per chi non fa fitness?

Tendenzialmente sì. Ma se usati come “alternativa rapida” a spuntini in mancanza di alternative. «Chi per vari motivi ha bisogno di un surplus di proteine, può usarlo come approccio d’emergenza» racconta Elisa Rosso «ma spesso ne fanno uso persone che magari non fanno sport ma che hanno bisogno di prendere peso, magari concentrando l’uso di barrette in un periodo specifico dell'anno. Con l’aiuto di uno specialista, si va a inquadrare ogni singola posizione. «Può essere molto utile a chi è non più giovanissimo» racconta Marco Tancredi «in modo tale da tutelare la tonicità muscolare e alcuni processi fisiologici dovuti all’avanzare dell’età, a prescindere che faccia sport o meno».

quali barrette proteiche scegliere

Da quali valori ingredienti si riconosce una barretta di valore?

«È importante controllare l’origine delle proteine: possono essere di origine animale, come le proteine del siero del latte o dall’uovo, oppure di origine vegetale, come quelle che arrivano dai legumi e dalla frutta secca» spiega Marco Tancredi. «La barretta va guardata in base al “valore” che può dare a noi che la mangiamo: ad esempio se una persona è in definizione per "vedere" meglio la propria muscolatura, non consiglierei una barretta con più di 250 calorie o magari considererei una possibilità che molti escludono, ovvero quello di mangiarne solo metà» chiarisce Elisa Rosso.

Le barrette proteiche più “sane” sono quelle meno buone?

«Supponendo che una barretta sia come la stiamo descrivendo finora, ovvero con pochi zuccheri e pochi grassi, ecco, magari potrebbe risultare meno golosa. Ma la domanda da farsi è un’altra e la trovo più interessante» spiega Marco Tancredi «non è che forse il sapore di una barretta risulta buono o cattivo se le nostre abitudini alimentari sono buone o cattive? È chiaro che una persona abituata a ingerire cibi molto zuccherati e molti grassi, troverà alcune barrette meno buone». «Il mercato delle barrette è sconfinato, basta fare un po’ di tentativi e saper scegliere, anche perché è molto soggettivo» chiarisce invece Elisa Rosso «ormai però ci sono barrette equiparabili a dolci veramente dolci in termini di gusto, pur essendo molto più contenuti negli zuccheri, quindi basta provare».

migliori barrette proteiche

Qual è la differenza con le barrette energetiche?

«Se parliamo di barrette energetiche» spiega Marco Tancredi «sono tendenzialmente ricche di carboidrati e spesso sono utilizzate da chi fa endurance, ovvero attività sportiva per un tempo prolungato, integrando per non avere cali di energie. Mangiarle durante l’allenamento fornisce energia sul breve e medio termine e permettono di non avere cali di zuccheri». «Consiglio di fare attenzione alle barrette non proteiche che magari si pongono come “barrette light” o “sostitutive del pasto”» racconta Elisa Rosso «spesso queste barrette “vestite per la dieta” hanno pochissimi nutrienti utili. Se bisogna fare attenzione a quelle proteiche, bisogna fare ancora più attenzione a quelle che non lo sono».

Se le barrette proteiche sono poco digeribili

«Le proteine del latte isolate o idrolizzate sono in genere quelle più assimilabili» spiega Elisa Rosso «ma la differenza vera, anche se è un discorso soggettivo, la fanno i dolcificanti. Lo dico perché alcuni tipi di dolcificanti, in base alle quantità, potrebbero diventare lassativi. Quindi io spesso prediligo quelli con zucchero o miele rispetto ai dolcificanti che finiscono in -oli, ma ovviamente è sempre personale. A quel punto meglio una barretta digeribile anche se meno “leggera”: la tolleranza intestinale è un fattore importante».

barrette proteiche se non fai sport

Si possono fare da soli?

«Assolutamente sì» spiega Marco Tancredi «si possono fare con fiocchi d’avena, proteine del siero del latte, burro di arachidi o mandorle, latte e miele. Ci sono parecchie ricette davvero valide on line, vale la pena fare dei tentativi». «È molto più facile fare quelle da “endurance”, da integrare negli allenamenti lunghi, fatte con avena, riso soffiato, datteri, frutta secca o essiccata, tritati con il miele e conservate in frigo» spiega Elisa Rosso «quelle proteiche possono essere fatte addirittura anche con l’albume. Diciamo che è un ottimo modo per risparmiare e avere controllo sugli ingredienti, quindi perché non provare?»