Le migliori serie tv del 2018

Le migliori serie tv alla prima stagione nel 2018 da vedere (non solo) in streaming su Netflix, Sky, Amazon Prime Video, TIMvision e RAI
Non è facile orientarsi nel mare di serie tv disponibili oggi in streaming.
*** Cosa guardare su netflix ***
Quest'anno ci sono stati diversi ritorni super-attesi di serie come The Handmaid’s Tale, Glow, Jessica Jones, ma soprattutto Westworld.
Ma la verità è che le serie tv è meglio vederle quando iniziano, prima che tutti diano per scontato che tu le abbia già viste e ti rovinino la visione con spoiler più o meno cruciali della trama.
E parlando di nuove serie tv, il 2018 è ricco di titoli davvero imperdibili.
Ecco dunque le prime stagioni da vedere in streaming su Netflix, Amazon Prime Video, Sky Atlantic e TIMvision.
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Il Miracolo, Sky Atlantic
La prima grande sorpresa del 2018 è stata la serie scritta e diretta da Niccolò Ammaniti, Il Miracolo, un lavoro splendido che non solo apre le porte della serialità italiana verso un nuovo tipo di narrativa legata al mistero, ma che riesce anche a utilizzare come base di partenza l’ormai trito rapporto Stato-Chiesa per costruire qualcosa d’inedito, raccontato e interpretato alla perfezione.
Italia: nel covo di un boss dell’ ’ndrangheta, la Polizia rinviene la statua di una Madonna che piange nove litri di sangue umano all’ora.
Portata al sicuro in una ex-piscina abbandonata, ne viene informato il Presidente del Consiglio.
Fabrizio Pietromarchi (Guido Caprino) non è un uomo religioso e prova a dare una spiegazione razionale ai fatti, grazie anche a un team di scienziati accorsi in loco.
Ma questa versione sembra non esistere.
Mentre il paese imperversa in una profonda crisi di governo, Pietromarchi deve decidere se coinvolgere o meno la Chiesa nel ritrovamento, col rischio di portare una nazione già allo sbando verso la nascita di pericolosi fanatismi.
Oltre a lui, intorno alla statua, iniziano a girare una serie di personaggi le cui vite vengono completamente travolte dalla scoperta.
The Terror, Amazon Prime Video
La serie antologica (una seconda stagione verrà ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale) Amazon Prime Video è una serie thriller con sfumature horror.
La prima stagione, ispirata a una storia vera, è stata tratta dall’omonimo best-seller di Dan Simmons.
Presentato alla scorsa Berlinale, The Terror è uno show ad alto budget prodotto da Ridley Scott, David W. Zucker (The Man In The High Castle) e Guymon Casady (Game of Thrones).
1847, Inghilterra: due navi della flotta britannica, la Erebus e la Terror, partono alla ricerca del famoso passaggio a Nord-Ovest.
Mentre le due imbarcazioni sono in viaggio verso l’Artico, le condizioni climatiche intorno a loro peggiorano notevolmente, senza però che il capitano dell’equipaggio, Sir John Franklin (Ciaran Hinds), decida di cambiare rotta.
Quando le due gigantesche navi rimangono incastrate tra i ghiacci, i loro marinai dovranno capire come affrontare le calamità naturali e i problemi dettati da una forzata convivenza, ma anche una spaventosa creatura arrivata dai ghiacci mettendoli sotto assedio.
Killing Eve, TIMvision
La serie creata da Phoebe Waller-Bridge (Fleabag) è una spy story inedita con protagoniste il detective Eve Polastri (Sarah Oh) e il feroce sicario Villanelle (Jodie Comer).
Due personaggi femminili catapultati in un classico intreccio di caccia all’uomo, in cui viene aggiunto un tocco di commedia attraverso le loro caratterizzazioni.
Il rapporto tra Eve e Villanelle, inoltre, sfocia in un thriller psicologico dai rivolti inaspettati che inizia con l’ingiustificata ma forte attrazione tra le due protagoniste, per motivi legati sia al proprio passato affettivo sia al proprio presente professionale.
Una delle serie più interessanti e divertenti del 2018, che è già stata rinnovata per la seconda stagione.
Kidding, Sky Atlantic
Il regista Michel Gondry e Jim Carrey tornano a lavorare insieme quattordici anni dopo il meraviglioso Se mi lasci ti cancello, per una serie dal sapore struggente e malinconico.
Scritta da Dave Holstein, Kidding racconta la storia di Jeff e del suo alter ego televisivo: Mr. Pickles, il personaggio più amato da tutti i bambini d’America.
Mentre per lavoro Jeff deve continuare a infondere buonumore e felicità al suo pubblico, lontano dal set la sua vita sta andando a rotoli: dopo la perdita di uno dei suoi due gemelli ha visto naufragare il suo matrimonio e il rapporto con l’altro figlio.
Nonostante l’universo surreale in cui lavora sembra non essergli di nessun aiuto, Jeff dovrà riuscire a non sporcarlo col pessimismo del reale che sta vivendo.
Una serie splendidamente scritta, girata e interpretata.
L’amica geniale, Rai 1
La serie tratta dalla famosa quadrilogia di Elena Ferrante è uno dei prodotti televisivi più completi e importanti usciti quest’anno.
Prodotta da HBO, RaiFiction e TIMVISION, L’amica geniale è stata interamente girata da Saverio Costanzo (La solitudine dei numeri primi) e ripercorre in modo totalmente aderente al romanzo la lunga e travagliata amicizia di Elena e Lila, due figure femminili molto diverse tra loro, che insieme attraversano circa sessant’anni di storia del nostro paese.
Cresciute in un rione della campagna napoletana nei primi anni ’50, le due inizialmente bambine, poi adolescenti e infine donne, rimangono legate nel tempo da un’amicizia indissolubile, anche se non priva di alti e bassi, mentre si compiono i loro destini come singole.
Una mega-produzione che vi lascerà a bocca aperta.
Maniac, Netflix
Creata da Cary Fukunaga (True Detective - prima stagione), Maniac è una serie folle con protagonisti Emma Stone e Jonah Hill.
Ambientata in un futuro prossimo, racconta di una strana sperimentazione farmaceutica atta ad ‘aggiustare’ la mente delle persone.
Vi partecipano Owen e Annie, due ragazzi con evidenti nevrosi che vogliono rimuovere alcuni ricordi dolorosi legati al proprio passato nella speranza di tornare a star meglio. Il trattamento a cui si sottopongono consiste nell’assunzione di una serie di pillole che agiscono sulla persona in stato catartico, mentre questa compie viaggi mentali di vario tipo.
I due personaggi finiscono così nella Long Island anni Ottanta, ma anche in una favola di elfi, in un noir a sfondo sentimentale o in una storia di gang newyorchesi.
Maniac è la serie più volutamente fuori dalle righe che abbiamo visto quest’anno: divertente, emozionante, riflessiva, citazionista, cinematografica, commuovente.
Patrick Melrose, Sky Atlantic
Benedict Cumberbatch è Patrick Melrose nella miniserie britannica creata dal noto scrittore David Nicholls (Un giorno) partendo dai romanzi di Edward St Aubyn.
La storia è ispirata alla vita del suo autore: un misantropo narcisista dell’alta borghesia inglese con gravi dipendenze da droghe e alcol, costretto ad affrontare i fantasmi del suo passato dopo la morte del padre.
Nei cinque episodi - ciascuno da circa un’ora - che compongono la serie, infatti, conosciamo Patrick e le sue nevrosi in un viaggio che parte dai traumi della sua infanzia borghese e infelice, per poi esplorare le ripercussioni che questi hanno nel presente.
Una serie che parla delle cosiddette ‘colpe dei padri’: vorticosa, logorroica e messa in scena in modo impeccabile.
Hill House, Netflix
Chi ama i film horror non può perdersi questa sorprendente serie tratta dall’omonimo romanzo di una della grandi maestre di genere: Shirley Jackson.
Hill House è ambientata in una classica casa infestata, dove una coppia si trasferisce a vivere insieme ai cinque figli.
Quei ragazzi, ormai diventati adulti, si trovano ad affrontare i traumi legati al proprio passato in quella dimora, mentre nuovi e inquietanti fantasmi si riaffacciano nelle loro vite.
Hill House fa paura: ci sono la suspense, tutti i meccanismi votati allo spavento (ombre, riflessi, spettri, cigolii, botole…), un mistero da ricostruire e da esorcizzare.
Una delle migliori sorprese del 2018.
Homecoming, Amazon Prime Video
Julia Roberts è protagonista di questa serie thriller nata dall’abile penna di Sam Ismael, già creatore di Mr. Robot.
Nelle sue dieci puntate da circa mezz’ora l’una - perfette per un binge watching da weekend - si snoda la storia di Heidi Bergman, tra un passato di consulente presso Homecoming, un centro di supporto per soldati di ritorno da missioni di guerra, e un presente da cameriera in una tavola calda che di quell’esperienza lavorativa sembra non ricordare nulla.
Cosa è accaduto? Quando un agente del Dipartimento della Difesa si presenta da lei per un’indagine, Heidi capisce che è arrivato il momento di ricostruire quel momento dimenticato della sua vita.
The Romanoffs, Prime Video
The Romanoffs è la nuova serie di Matthew Weiner, il geniale creatore di Mad Men.
È una serie antologica e ogni episodio racconta una storia a sé stante, ovviamente di fantasia, di uno degli eredi - o presunti tali - della celebre famiglia russa estintasi per mano bolscevica in seguito alla rivoluzione d’ottobre (1917).
Ci sono episodi più potenti per trama, altri meno, ma ogni vicenda si sviluppa intorno a una serie d’intrighi familiari scatenati dai comportamenti dei singoli quali desiderio, orgoglio, fragilità, egoismo o poca umanità intellettuale.
Nel cast: Corey Stoll, Aaron Eckhart, Isabelle Huppert, Kathryn Hahn, John Slattery, Christina Hendricks e molti altri.
Aggretsuko, Netflix
Aggretsuko, la serie Sanrio (la compagnia di Hello Kitty) in streaming su Netflix, propone il personaggio femminile più moderno e fresco del 2018.
Retsuko è un panda rosso di 25 anni che, dopo la laurea e le conseguenti grandi speranze per il proprio futuro, si trova a lavorare nel reparto contabilità di una grande azienda di Tokyo.
Qui Retsuko passa le sue giornate ad archiviare pratiche e a subire la presenza di Ton, il suo capo con le sembianze di un grosso maiale, che non perde l’occasione di metterla in imbarazzo con la sua aggressività o la sua misoginia.
Per fortuna Retsuko ha alcune colleghe su cui contare, tra cui le all’apparenza inavvicinabili super manager in tacchi a spillo Washimi e Gori, ma soprattutto un inusuale hobby con cui sfogarsi: il karaoke death metal, che la trasforma nell’irriconoscibile Aggretsuko.
Aggretsuko è formata da 10 episodi da 15 minuti l’uno: guardatela, non ve ne pentirete.
Jack Ryan, Amazon Prime Video
John Krasinski (A Quiet Place, The Office - la serie) è Jack Ryan, il protagonista della celebre saga di romanzi di Tom Clancy, da cui negli anni sono stati tratti numerosi film con protagonisti Harrison Ford (Giochi di potere), Alec Baldwin (Caccia a ottobre rosso) o Chris Pine (Jack Ryan: l’iniziazione).
La serie piacerà soprattutto a chi ama i complessi intrighi internazionali che sfociano in missioni sul campo stile Homeland.
Jack Ryan è un analista della C.I.A. con un passato traumatico di soldato in Afghanistan. Non vuole più tornare a combattere, ma dopo aver scoperto un misterioso giro di denaro che potrebbe avere a che fare con una pericolosa cellula del terrorismo internazionale, viene costretto a entrare in azione.
Altered Carbon, Netflix
Non è stato il capolavoro annunciato, ma comunque un buon sci-fi poliziesco adatto soprattutto a chi ama le atmosfere futuristiche alla Philip K. Dick e le ipotesi riguardo i possibili risvolti del futuro umano dettati dal progresso, soprattutto tecnologico.
I diritti del romanzo da cui è tratta la serie, Bay City di Richard Morgan, prima di passare nelle mani di Netflix, erano stati acquistati da Joel Silver, famoso per aver prodotto il capolavoro di genere Matrix.
Altered Carbon è ambientata nel 2348 a San Francisco (Bay City nella storia) e inizia con uno strano caso d’omicidio su cui viene chiamato a indagare un ex-rivoluzionario ‘addormentato’ da circa 250 anni.
Gli interrogativi su cui si basa la serie non rimangono solo a livello dell’indagine poliziesca, ma si spostano su piani più profondi, come quello del rapporto evoluzione-estinzione nato a sua volta dal famoso binomio uomo-macchina.
Altered Carbon ci fa riflettere su come gli esseri umani grazie alla tecnologia si stiano sempre più avvicinando al proprio sogno d’immortalità, mentre a nulla possono di fronte a sentimenti basici come amore, gelosia, odio, rabbia, dolore.
Una prima stagione che promette una serialità dal futuro roseo.
The Looming Tower, Amazon Prime Video
Tratta dall’omonimo saggio di Lawrence Wright (edito in Italia da Adelphi), The Looming Tower racconta il pre-11 settembre dall’interno delle due intelligence coinvolte nel monitoraggio delle cellule di Al-Qaeda, l’FBI e la CIA.
La serie si focalizza sulla storia vera delle rivalità politiche e personali tra le due parti che innescarono un effetto domino di (ir)responsabilità e inadempienze, a cui seguì la catastrofica miopia riguardo gli attacchi terroristici del 2001.
Jeff Daniels e Peter Sarsgaard interpretano i rappresentati delle due agenzie: sono due figure molto diverse tra loro nell’approccio al lavoro e alla vita, due uomini dediti al proprio paese, ma con filosofie in antitesi sulle strategie da adottare ‘in guerra’.
Tra i produttori di The Looming Tower - nonché regista di alcuni episodi - c’è Alex Gibney, autore di documentari come Going Clear: Scientology la prigione della fede e Taxi To The Dark Side, che alla serie infonde un modo di raccontare che parte dalla genesi degli eventi - le esplosioni alle ambasciate statunitensi di Nigeria e Tanzania nel 1998 - oltre che un linguaggio sempre ancorato alla realtà. Senza però dimenticare d'intrattenerci.
Duelli verbali e intrighi di spionaggio, ma anche una ricostruzione approfondita di una pagina recente di storia, rendono The Looming Tower una delle migliori serie di quest’anno.
Trust, Sky Atlantic
Sul rapimento del giovane John Paul Getty III, uno dei fatti di cronaca più hot degli anni ’70, quest’anno abbiamo visto anche il film Tutti i soldi del mondo di Ridley Scott, ma la serie - anche per la dilatazione temporale su cui ha la possibilità di lavorare - ci ha dato qualche emozione in più.
L’ha realizzata Danny Boyle (Trainspotting, The Millionaire) e l’hanno interpretata Donald Sutherland, nei panni del ricco misantropo John Paul Getty Sr., Harris Dickinson, in quelli del giovane nipote hippy rapito, Hilary Swank, in quelli della madre del ragazzo, e Brendan Fraser, uno strano agente della CIA in abiti texani.
Per chi non conoscesse la storia: il 10 luglio del 1973, a Roma, scompare John Paul Getty III, nipote minorenne di uno degli imprenditori del petrolio più ricchi al mondo.
È stato rapito.
Alla famiglia viene chiesto un riscatto, che però il nonno-magnate si rifiuta di pagare ritenendo il nipote un motivo insufficiente per perdere parte dei suoi averi.
Per la parte italiana di cast, nel ruolo dei malavitosi che organizzano il colpo, sono stati scelti Giuseppe Battiston e Luca Marinelli. Quest’ultimo, fra l’altro, così bravo in questo nuovo ruolo da villain, da essere uno dei motivi principali per cui vedere la serie di Danny Boyle.
Trust è un concentrato del famoso stile tutto quadri e musica alta in formato trip del regista inglese, oltre che una intrigante storia vera che ha toccato anche il nostro paese.
The End of the F***ing World, Netflix
The End of the F***ing World è l’avventura romantica di due adolescenti psicopatici, che con un marcato linguaggio da graphic novel - da cui d'altronde è tratta, realizzata da Charles Forsman - affronta profonde questioni universali che caratterizzano il passaggio dall’infanzia all’età adulta, come problemi familiari, sessuali e percezione di sé.
James (Alex Lawther) pensa solo alla morte e non vede l’ora di uccidere qualcuno.
Alyssa (Jessica Barden) è una spavalda compagna di scuola che lo persuade a scappare con lei in cerca di una nuova vita, non sostenendo più la propria situazione domestica.
Due pazzi che insieme affronteranno una serie di avventure assurde, ma assolutamente in linea - dark - con le loro esistenze. Come quando ‘occupano’ per la notte la villa di quello che si rivelerà essere un maniaco serial-killer.
The End of the F***ing World è un'inedita dramedy con punte thriller di messa in scena, con protagonisti due indimenticabili casi umani.
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Addio binge watching: perché siamo tornati a “gustare” le serie

Per anni il binge watching è stato raccontato come la grande conquista dello spettatore moderno. Niente più appuntamenti fissi, niente più attese, niente più cliffhanger lasciati in sospeso per una settimana. Le piattaforme di streaming avevano promesso un consumo libero e illimitato delle storie. A metà degli anni Duemila, guardare una serie “a puntate” sembrava una reliquia del passato, un gesto anacronistico. Noi pubblico seriale abbiamo iniziato ad abbuffarci di contenuti, passando da un titolo all'altro con la stessa frequenza con cui Carrie Bradshaw cambiava un paio di scarpe. Oggi, però, quel modello mostra i suoi limiti e sta lasciando spazio a una nuova – vecchia – forma di fruizione: il ritorno all’episodio come evento. Proviamo a capire perché.
Qui, intanto, le serie tv da vedere a gennaio su Netflix.
Stranger Things 5 e il ritorno alla frammentazione
Il segnale più evidente arriva proprio da Netflix, la piattaforma che più di ogni altra aveva legato la propria identità al rilascio in blocco delle stagioni e al concetto di binge watching. L’ultima stagione finale di Stranger Things è stata suddivisa in tre parti, distribuite in momenti diversi e non casuali: il primo atto a fine novembre, il secondo il 26 dicembre e l'ultimo episodio, della durata di un film, il primo di gennaio.
Tradotto strategicamente: vacanze, famiglie riunite, tempo libero, social accesi. Tre finestre perfette per far esplodere la conversazione. In pratica Netflix ha trasformato Stranger Things in una trilogia di eventi, quasi un festival più che una semplice stagione tv. Una scelta che riguarda un titolo di punta – certo - ma riflette anche una trasformazione più ampia nel modo in cui le storie vengono pensate, promosse e consumate.
Binge watching, da pregio a difetto
Per comprendere quanto siamo cambiati bisogna fare un passo indietro. Quando Netflix è arrivato in Italia eravamo abituati a guardare le serie o in televisione, con le pubblicità, o su payperview come Sky. Piattaforme come Raiplay e Mediaset Infinity venivano poco sfruttate, sia dal pubblico che dagli editori.
Le reali serie evento si contavano sulle dita di una mano. Chi ha vissuto l’epoca di Lost ricorda bene cosa significasse attendere un episodio. Ogni puntata era un appuntamento, ogni pausa una moltiplicazione di teorie, discussioni, aspettative. L'arrivo dello streaming e delle intere serie a disposizione ha placato la fame, ha consentito di assecondare il capriccio. Ma col tempo ha lasciato un po' di amaro in bocca.
Con Lost e in generale con l'appuntamento settimanale, la serie non esisteva solo nei quaranta minuti di messa in onda, ma nello spazio che li separava. Quel tempo di attesa costruiva legami tra gli spettatori e dava profondità al racconto. Un senso di comunità che con il binge watching certo non è mancato, ma che veniva esaurito nello spazio di un weekend. E questo è stato forse il più grande boomerang: titoli da centinaia di milioni di dollari che restano al centro della conversazione per pochi giorni, subito sostituiti dall’uscita successiva.
Tra milioni di titoli, la vera risorsa è l'attenzione
In un ecosistema sempre più competitivo, in cui, negli anni, si sono affacciati sempre più player, da Amazon Prime Video a Disney+, fino al recentissimo HBO Max, perdere in fretta l'attenzione del pubblico significa perdere valore. E mentre ci sono piattaforme, come Amazon Prime Video appunto, che strategicamente hanno diverse leve, lo stesso non può dirsi per Netflix o altri, che quindi hanno bisogno che se ne parli.
Disney+ lo ha capito prima di molti altri. Fin dal lancio ha puntato sul rilascio settimanale delle sue serie di punta, soprattutto quelle legate ai grandi franchise. HBO negli Usa non è mai sceso a patti con il binge watching, mantenendo l'appuntamento settimanale anche per Il trono di spade o – recentemente – lo spin-off House of the Dragon.
La pubblicazione frammentata risponde a questa logica. Una serie di punta distribuita in più blocchi resta visibile più a lungo, alimenta il dibattito e mantiene vivo l’interesse per settimane, se non mesi.
C’è però anche un altro fattore in gioco, che riguarda il pubblico. Dopo anni di maratone notturne e stagioni divorate in pochi giorni, qualcosa si è incrinato. Il binge watching ha reso le storie più rapide, ma anche più effimere. Si guarda di tutto, si commenta poco, si dimentica in fretta. Le cose belle vanno gustate. E invece la tendenza a volere sempre di più e a guardare tutto insieme porta a non godersi i dettagli. L’esperienza collettiva, quella che trasformava una serie in un fenomeno culturale, si è progressivamente assottigliata.
Lo streaming aveva cancellato tutto questo in nome dell’immediatezza. Ora, paradossalmente, sta cercando di recuperarlo. Non perché il pubblico voglia tornare alla televisione di una volta, ma perché le storie hanno bisogno di tempo per depositarsi nella mente, per creare immaginario, per diventare davvero parte della cultura pop. E in questo, ancora una volta, Stranger Things ha fatto scuola.
Cosa sarà, quindi, del binge watching?
In questo contesto, il binge watching non scomparirà. Resterà una modalità di consumo, utile per recuperare serie del passato o per chi preferisce una fruizione continua (una volta che tutti gli episodi saranno usciti, a rischio di spoiler).
Le grandi produzioni, quelle su cui le piattaforme investono davvero, hanno bisogno di essere accompagnate nel tempo, da una comunicazione che crei hype (tradotto: l'attesa) e da un lancio che consenta di seguirle e metabolizzare. In poche parole, di gustarle.
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Annullata la terza stagione di “With Love, Meghan” di Meghan Markle

Non ci sarà una terza stagione di With Love, Meghan.
Dopo mesi di indiscrezioni e risultati altalenanti, la serie televisiva lifestyle di Meghan Markle non tornerà su Netflix nella sua forma originale. A confermarlo sono più fonti vicine alla produzione, secondo cui la duchessa del Sussex avrebbe deciso di chiudere (almeno per ora) un capitolo lavorativo che lei stessa ha definito «molto impegnativo».
Una scelta che non segna però un addio definitivo al mondo lifestyle, ma piuttosto un cambio di strategia, più in linea con le nuove priorità personali e professionali di Meghan.
Lanciato con grande clamore nel marzo 2025, With Love, Meghan nasceva con l’ambizione di competere con regine del settore come Martha Stewart e Gwyneth Paltrow, portando sullo schermo una visione intima e domestica fatta di cucina, ospitalità e creatività quotidiana. Ma, nonostante una promozione massiccia, la seconda stagione, uscita ad agosto, non è riuscita a entrare nella Top 10 dei programmi più visti negli Stati Uniti, un dato che ha inevitabilmente pesato sulle decisioni future.
Secondo quanto riferito da alcuni insider, Netflix e Meghan Markle avrebbero comunque discusso la possibilità di realizzare speciali a tema festivo, dal 4 luglio a San Valentino. Al momento, però, non c’è nulla di ufficialmente in produzione.
La piattaforma, nonostante i numeri non esaltanti, considera comunque il progetto «un successo», anche grazie allo speciale natalizio del 2025, che avrebbe ottenuto buoni risultati a livello globale.
**Ecco cosa pensa (davvero) il principe Harry del successo dei nuovi progetti di Meghan Markle**
(Continua sotto la foto)
Dal set al brand: perché Meghan Markle guarda oltre la serie
Più che una battuta d’arresto, la fine della serie sembra segnare una ridefinizione dell’identità pubblica di Meghan Markle, sempre più orientata verso il suo brand lifestyle As Ever.
**Cosa sapere sul brand As Ever di Meghan Markle**
Secondo fonti vicine alla duchessa, i contenuti di lifestyle, food e benessere non scompariranno, ma verranno proposti in una forma più agile, soprattutto attraverso i social. «Stesse passioni, ma in formato più breve e diretto», spiegano gli insider.
Nel frattempo, comunque, il rapporto con Netflix resta attivo: la piattaforma continua a collaborare con Meghan per As Ever e mantiene un accordo “first look” con lei e con il marito, il principe Harry, dopo la fine del loro contratto esclusivo multimilionario.
Per ora, dunque, With Love, Meghan si ferma qui. Ma per Meghan Markle il racconto lifestyle è tutt’altro che finito: cambia solo il formato, e forse anche il modo di parlare - e mostrarsi - al pubblico.
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I film più attesi al cinema nel 2026

Nuovo anno, nuovi film da vedere al cinema.
Dagli attesi ritorni di Christopher Nolan con la sua versione dell’Odissea e di Steven Spielberg con il film di fantascienza Disclosure Day, ai citatissimi Il diavolo veste Prada 2 e Cime Tempestose di Emerald Fennell: tanti titoli super hot per un 2026 al cinema che si preannuncia davvero ricco e interessante.
Tra i film italiani? Imperdibili saranno La grazia di Paolo Sorrentino e Le cose non dette di Gabriele Muccino, ma ci attendono anche i nuovi lavori di Antonio Albanese (Lavoreremo da grandi in sala dal 5 febbraio), Paolo Genovese (Il rumore delle cose) e Nanni Moretti (Succederà questa notte).
Ecco quali sono, secondo noi, i film più attesi al cinema il prossimo anno.
I nuovi film da vedere al cinema nel 2026
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La grazia di Paolo Sorrentino
Presentato all’82ma Mostra del Cinema di Venezia, La Grazia ha come protagonista Mariano De Santis (Beppe Servillo), presidente della Repubblica Italiana, arrivato al termine del suo mandato. La richiesta d'indulto per due persone condannate per omicidio e la decisione se promulgare o meno una legge sull’eutanasia, sono gli ultimi compiti che si trova a svolgere, mentre da cattolico ed ex giurista è assediato da domande e dubbi che condivide con la figlia Dorotea (Anna Ferzetti), anch’essa giurista.
Al cinema dal 15 gennaio.
Marty Supreme di Josh Safdie
Diretto da Josh Safdie (Diamanti Grezzi) e interpretato da Timothée Chalamet, il film segue le vicende di Marty Mauser un giovane venditore di scarpe con un talento prodigioso e un’ossessione divorante per il ping-pong. È proprio per finanziare il suo sogno di diventare un campione mondiale che Marty si addentra nel mondo delle sale gioco e delle scommesse, sfidando avversari di ogni tipo, ma trascurando legami affettivi e principi morali. Sulla sua strada incontra Kay Stone (Gwyneth Paltrow), una ex stella hollywoodiana, che diventerà una figura centrale nella sua turbolenta vita privata.
Al cinema dal 22 gennaio.
Le cose non dette di Gabriele Muccino
Stefano Accorsi, Miriam Leone, Claudio Santamaria e Carolina Crescentini sono i protagonisti del nuovo film di Gabriele Muccino, che ancora una volta si trova a esplorare le complesse dinamiche di due coppie di amici. Stefano Accorsi è Carlo, un professore universitario e scrittore in crisi. Miriam Leone è Elisa, una giornalista di successo. Quando i due decidono di fare un viaggio in Marocco con gli amici Anna (Crescentini) e Paolo (Santamaria), nonché la loro figlia adolescente, la loro relazione è già agli sgoccioli. Segreti e dinamiche irrisolte emergono durante il viaggio e l’incontro con una misteriosa studentessa di Carlo non fa che accentuare acredini e rompere i già precari equilibri. Scritto sulla carta magari non dice molto, ma Muccino a girare queste ordinarie storie di sclero famigliare è sempre bravissimo.
Al cinema dal 29 gennaio.
Hamnet - Nel nome del figlio di Chloé Zhao
La regista premio Oscar Chloé Zhao (Nomadland) torna al cinema con l’adattamento del famoso romanzo di Maggie O’Farrell. Ambientato nell’Inghilterra rurale di fine XVI secolo, Hamnet si concentra sulla vita della moglie di Shakespeare (Jessie Buckley) e della loro famiglia, comprensiva della figlia Susanna e dei gemelli Judith e Hamnet. È proprio la precoce morte di quest’ultimo a rompere l’equilibrio familiare. È il punto di vista della donna a raccontare i fatti, presentando Shakespeare (Paul Mescal) non tanto come il conosciuto genio letterario, ma come uomo e padre che deve elaborare un lutto, prima di trarne l’ispirazione per scrivere uno dei suoi capolavori assoluti: Amleto.
Al cinema dal 5 febbraio.
Cime tempestose di Emerald Fennell
Film più hype dell’anno, che uscirà proprio per San Valentino, Cime Tempestose di Emerald Fennell è l’adattamento pop-intrigante del classico romanzo di Emily Brontë. Nel film ci saranno Margot Robbie nel ruolo di Catherine Earnshaw e Jacob Elordi in quelli di Heathcliff. Al centro della storia, l’intensa attrazione e poi passione dei due, che sfida le convenzioni sociali e infine si trasforma in vendetta. Va beh… chi non vede l’ora di correre al cinema?
Al cinema dal 12 febbraio.
La sposa! di Maggie Gyllenhaal
Rivisitazione punk del classico horror La sposa di Frankenstein, il nuovo lavoro di Maggie Gyllenhaal dietro alla macchina da presa (il primo era La figlia oscura) è ambientato nella Chicago degli anni Trenta e segue le vicende del mostruoso Frankenstein (Christian Bale) che si rivolge al dottor Euphronious per trovare una compagna. È così che l’uomo decide di rianimare una giovane donna assassinata (Jessie Buckley). Il risultato va oltre le loro aspettative.
Al cinema dal 5 marzo.
Michael di Antoine Fuqua
L’atteso biopic su Michael Jackson, interpretato da Jaafar Jackson, ripercorre la vita e la carriera della celebre star del pop. Dai primi passi nei Jackson 5 alla realizzazione di album cult come Thriller, il film racconta Michael Jackson nella sua vita pubblica, sopra al palco, e anche in quella privata, indagando il suo difficile rapporto col padre e le controversie personali che lo hanno accompagnato fino alla morte nel 2009.
Al cinema dal 24 aprile.
Il diavolo veste Prada 2 di David Frankel
Meryl Streep, Emily Blunt, Anne Hathaway e Stanley Tucci tornano sul grande schermo per mostrarci le sfide dell’editoria e della moda alle prese con il digital. Miranda Priestly (Streep) è ancora al timone di Runway, ma deve far fronte al drastico declino delle vendite della carta stampata e degli investimenti pubblicitari. Per questo decide di rivolgersi alla sua ex assistente Emily (Blunt) diventata una potente dirigente. Da Kenneth Branagh a Lady Gaga passando per Justin Theroux saranno tante le guest star presenti nel film.
Al cinema dal 29 aprile.
Disclosure Day di Steven Spielberg
C’è grande attesa per il nuovo film di Steven Spielberg che segna non solo il suo ritorno alla regia ma anche alla collaborazione per la sceneggiatura con David Koepp (Jurassic Park, La guerra dei mondi). Il film si concentra, come racconta il titolo, sul “disclosure day”, ovvero sul giorno in cui la verità sulla presenza aliena viene rivelata all’umanità. Tra i protagonisti ci sono Emily Blunt, Josh O’Connor, Colin Firth, Colman Domingo e molti altri.
Al cinema dall'11 giugno.
Toy Story 5 di Andrew Stanton
Un po’ come in Il diavolo veste Prada 2, anche i protagonisti del mondo Toy Story si trovano questa volta a doversi confrontare con il digitale. Bonnie, ormai cresciuta, ha appena ricevuto un tablet di ultima generazione: Lilypad, un dispositivo astuto e ammaliante che riesce a catalizzare la sua attenzione. I vecchi giocattoli vivono così una profonda crisi esistenziale, che spinge il gruppo a chiedere l’aiuto di Woody ancora una volta.
Al cinema dal 17 giugno.
Odissea di Christopher Nolan
Matt Damon è Ulisse nell’adattamento cinematografico dell’opera di Omero firmata Christopher Nolan. La Universal ha definito il film un “epic action” girato in una nuova tecnologia IMAX e racconta il ritorno a casa del re di Itaca che, dopo la fine della guerra di Troia, vuole ricongiungersi con la moglie Penelope (Anne Hathaway), assediata nel frattempo da pretendenti indesiderati, mentre il figlio Telemaco (Tom Holland) è alla sua ricerca. Nel suo viaggio, Ulisse incontrerà figure leggendarie come Calipso, Circe e la dea Atena.
Al cinema dal 16 luglio.
Dune - Parte 3 di Denis Villeneuve
La conclusione della trilogia dedicata a Paul Atreides, interpretato da Timothée Chalamet, arriverà nelle sale in prossimità del Natale 2026 (almeno secondo le voci attuali). La storia scritta da Frank Herbert ci porta a fare un salto in avanti di diversi anni dopo la conclusione del secondo episodio. Paul Atreides siede ora sul trono e come Imperatore si trova ad affrontare una grossa cospirazione mentre gestisce ed è tormentato dalle conseguenze della jihad galattica. Oltre a Chalamet e Zendaya nel film tornano Florence Pugh nei panni della principessa Irulan, Rebecca Ferguson in quelli di Lady Jessica e Anya Taylor-Joy.
Al cinema a dicembre (data da confermare).
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Twin Peaks
Non è solo una delle più popolari serie televisiva horror-misteriosa, ma anche un classico cult al punto che secondo molti alcune parti di Stranger Things trovano ispirazione in Twin Peak.
Sviluppato da Mark Frost e David Lynch, Twin Peaks segue l'agente speciale dell'FBI Dale Cooper e lo sceriffo locale, Harry S. Truman, nella piccola e inquietante cittadina di Twin Peaks, dove iniziano a indagare sull'omicidio di una ragazza del posto.
La serie televisiva originale è iniziata nel 1990 ed è stata cancellata nel 1991. Dopo una pausa di 25 anni, i creatori hanno rianimato lo spettacolo nel 2017 per una terza stagione.
Oltre alla sua lunga storia, Twin Peaks è diventato famoso anche per il suo cast corale che vale la pena vedere all'opera.
I Am Not Okay With This
Se vi piace Undici in Stranger Things, allora dorerete anche Sydney Novak (Sophia Lillis) in I Am Not Okay With This. Ma c'è una grande differenza tra i due spettacoli.
I Am Not Okay With This è una black comedy di formazione; il che significa che la serie originale Netflix è una versione divertente e leggera della storia di un'adolescente che sviluppa poteri telecinetici.
Mentre gestisce le sue nuove abilità, Sydney deve anche affrontare le complessità della sua vita al liceo, le emozioni adolescenziali, la sessualità e il recente suicidio di suo padre.
Locke & Key
Riverdale
Ambientato nella città immaginaria di Riverdale, questa serie tv segue un gruppo di adolescenti che hanno deciso di indagare sull'omicidio di Jason Blossom.
Segreti e misteri fanno da filo conduttore dell'intera serie e le avventure di Riverdale arrivano a limiti del sovrannaturale.
Lo show ha attualmente sei stagioni (con l'ultima che andrà in onda all'inizio del 2023) ed è uno dei più grandi successi di Netflix fino ad oggi.
The Umbrella Academy
Un altro successo Netflix che racconta la storia dei sette membri dell'Academy, tutti nati lo stesso giorno da donne che non erano incinte quella mattina.
Sono "fratelli di laboratorio" adottati e addestrati da un miliardario masochista, che lascia i bambini con cicatrici con cui devono fare i conti da adulti. Ma le ombre e i misteri del passato non tarderanno ad arrivare.
Lost
Sicuramente questa è una serie tv di cui avete già sentito parlare. Disponibile su Amazon Prime, mette insieme segreti e misteri con il paranormale e una serie innumerevole di plot twists.
Nonostante la sua natura un po' meno lineare, Lost possiede tutto ciò che un amante di Stranger Things può ricercare.
Dark
Dark è il primo show in lingua tedesca di Netflix e segue le vicende di quattro famiglie che vivono in una città dove molti bambini stanno misteriosamente scomparendo.
A differenza di Stranger Things, in Dark non ci sono mostri alieni o un altro mondo. Piuttosto, questa serie fa perno su i viaggi nel tempo, la fantascienza e altre teorie e temi complessi che vi faranno mettere in discussione la vita, l'universo e tutto ciò che conoscete.
Lo spettacolo, lungo 3 stagioni, vanta una narrativa potente e mantiene la promessa di stimolare costantemente la vostra psiche.
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