Attenzione ai cibi che fanno invecchiare: ecco quali sono (e perché starne alla larga)

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Cosa mangiare per non invecchiare? Ecco 10 alimenti da depennare dalla lista della spesa se volete rimandare le rughe prima del tempo

Cosa mangiare per non invecchiare?

Innanzitutto è bene iniziare subito a stare alla larga da quelli che ci fanno invecchiare più velocemente.

** 10 errori (che probabilmente fate) che vi stanno rovinando la pelle **

** 10 cibi che rallentano l'invecchiamento (e allungano la vita) **

Alcuni alimenti infatti danneggiano i telomeri, i frammenti finali dei cromosomi che sono i marcatori dell'età cellulare. Con il risultato tanto temuto: ossidazione cellulare, rilassamento cutaneo, rughe e chi più ne ha più ne metta.

** Cosa mangiare a 30 anni per continuare a sembrare una ventenne **

** Altro che superfood: 10 cibi della nonna che fanno bene alla pelle e alla linea **

Per sconfiggere il nemico, è bene conoscerlo a fondo quindi ecco a voi la lista della spesa da depennare (o ridurre al minimo).

** Cosa mangiare per avere una bella pelle **

Cosa mangiare per non invecchiare prima del tempo (e da cosa stare alla larga)

(Continua dopo la foto)

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Cosa mangiare per non invecchiare: i cereali integrali

Le farine bianche sono ricche di carboidrati che incrementano il glucosio più dello zucchero stesso.

** Mangiare integrale fa dimagrire e fa bene alla salute: ecco perché **

La pasta, il pane e i prodotti da forno in generale causano un aumento degli zuccheri nel sangue che velocizzano l’invecchiamento.

Inoltre i prodotti a base di farina raffinata contengono sostanze chimiche cancerogene che rischiano di danneggiare seriamente le cellule.

Questo non significa bandire i cereali, anzi, ma sceglierli integrali.

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Attenzione ai prodotti a base di mais

Anche il mais aumenta i livelli di zuccheri nel sangue, favorendo l’invecchiamento cellulare.

I prodotti derivati come l’olio o lo sciroppo di mais apportano pure un’enorme quantità di acidi grassi omega 3. Voi direte: ma sono i grassi buoni! Eppure se in eccesso non fanno affatto bene, perché provocano ossidazione cellulare e infiammazione.

Ricordiamoci che i derivati del mais si trovano in parecchi alimenti e non solo: dalle bibite ai piatti pronti fino alle medicine, il mais è come il prezzemolo e finisce in tutto. Evitiamolo, leggendo con attenzione le etichette di cibi, bevande e medicinali.

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Cibi che fanno invecchiare: lo zucchero

Lo zucchero è una delle sostanze più nocive che ci siano. Innanzitutto crea i meccanismi tipici delle droghe, assuefacendoci all’uso e provocando addirittura sintomi di astinenza quando il livello di zucchero si abbassa nel sangue.

** 9 segnali per capire se state mangiando troppi zucchero **

Il sovraccarico di zucchero può portare a un processo chiamato glicazione per cui le molecole dello zucchero in eccesso si legano con le proteine creando i cosiddetti “prodotti finali di glicazione avanzata” (AGES) che possono danneggiare il collagene.

** Cosa succede al corpo se si smette di mangiare zucchero **

Il collagene, come ben sappiamo, è quella sostanza prodotta dall'epidermide (e presente in tante creme anti-age) che rende elastica e compatta la pelle. Insomma, più giovane.

Se il collagene diminuisce (cosa che accade naturalmente con l’avanzare dell’età), la pelle risulterà meno tonica, dal colorito spento e segnata da più rughe.

Non fatevi però trarre in inganno da alcuni sostituti dello zucchero che sono ugualmente dannosi.

È il caso dello sciroppo d’agave, un dolcificante naturale ma non per questo più sano dello zucchero.

Benché a base vegetale, lo sciroppo d’agave contiene livelli di fruttosio più elevati rispetto allo sciroppo di mais (che già è presente in questa black list di cibi).

Il risultato è che i livelli di collagene scenderanno, portando a pelle spenta, rugosa, disidratata e - diciamo una volta per tutte come stanno le cose - vecchia.

** 10 alternative (sane, buone e light) allo zucchero **

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Alla larga dagli alcolici, che fanno invecchiare la pelle e l'organismo

Anche l’alcol è un acerrimo nemico della giovinezza, in tutti i sensi.

Gli alcolici (e i superalcolici ancora di più) intossicano il fegato e potrebbero provocare seri danni epatici, in più possono favorire la comparsa della rosacea e di inestetismi come acne o rughe.

Il vino bianco danneggia lo smalto dei denti a causa degli acidi che contiene (il rosso invece fa meno male in ottica anti-age, ma i denti rischiano di restare "macchiati" e perdere il loro candore).

I superalcolici velocizzano incredibilmente l’invecchiamento cellulare. Avete presente lo stato della vostra pelle dopo una serata in cui avete festeggiato un po’ troppo? Ecco.

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Cosa mangiare per non invecchiare prima del tempo: state lontani dai salumi

Salame, pancetta, prosciutto e pure i würstel andrebbero limitati per non dire eliminati proprio.

Si tratta di carni lavorate che contengono solfiti e altri conservanti dannosi, tali da innescare un processo di infiammazione della pelle e favorirne l’ossidazione cellulare.

Anche il loro alto contenuto di sale li rende amici dell’invecchiamento e nemici della giovinezza (e della salute). 

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Bevande con caffeina

La caffeina rientra nelle sostanze che danneggiano la pelle, velocizzandone l’invecchiamento.

** 6 cose che contengono caffeina (e non l'avreste detto) **

Le bevande a base di caffeina sono diuretiche e provocano dunque disidratazione.

La pelle di conseguenza sarà più secca e in quello stato non riuscirà a produrre molto collagene. Meno collagene = più rughe. 

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Cosa mangiare per non invecchiare: i legumi al posto del riso bianco

Essendo composto da carboidrati semplici che fanno schizzare alle stelle i livelli di zucchero nel sangue, il riso provoca la tanto odiata ossidazione cellulare.

Mangiatene poco, preferendo sempre la variante integrale.

Al posto del riso, potete scegliere i legumi: un piatto di lenticchie, di fagioli o di ceci è un'altrenativa più sana e ugualmente gustosa. 

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Cibi salati

I cibi troppo sapidi favoriscono il processo di ossidazione e possono pure contribuire all’insorgenza di problemi vascolari e circolatori.

Il sale provoca ritenzione idrica e quindi cellulite, portando con sé cuscinetti, depositi adiposi e inestetismi cutanei che non sono di certo apprezzati.

** 5 regole per combattere la ritenzione idrica **

Provate a eliminare il sale per un po’ e noterete che la vostra pelle rinascerà (la stessa cosa vale per lo zucchero). Dal colorito roseo alla luminosità, dalla grana più compatta alle imperfezioni che spariranno come per magia, vedrete una metamorfosi epidermica incredibile.

Chi invece proprio non riesce a farne a meno, opti per il sale iodato che è molto più salutare e amico della giovinezza.

In alternativa provate il gomasio, un mix di sale marino integrale e semi di sesamo tostati tritati (a volte ci sono anche un po' di alghe) che viene utilizzato dalla cucina giapponese per insaporire in maniera salutare.

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Carne rossa alla griglia

La carne rossa alla griglia non è nel menù di chi vuole un aspetto giovane per due motivi.

Innanzitutto il collagene si danneggia se la carne risulta viene cotta troppo, specialmente se la cottura è tale da annerirla e bruciacchiarla un po’.

Dopo di che perché in generale anche la carne rossa andrebbe limitata perché i suoi grassi sono in grado di innescare i radicali liberi, accelerando l’invecchiamento cutaneo.

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Le patatine fritte

Le patatine fritte sono ricche di acidi grassi trans, grassi insaturi che producono l'interleuchina 6, un marker d’infiammazione che innesta un processo di invecchiamento precoce.

Come se non bastasse, poi, l’olio fritto che sta alla base della cottura delle french fries può compromettere la respirazione delle cellule, riducendo le difese immunitarie.

L’essere affogate nell’olio non va bene ma forse peggio ancora è la spolveratina di sale.

Se la tentazione delle patatine fritte è troppo forte, preferite quelle a basso contenuto di sodio, cotte al forno altrimenti cucinate con una friggitrice ad aria.

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Le fibre sono il segreto per restare in forma e in salute: vi spieghiamo come mangiarne di più

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Favoriscono la salute dell’intestino e aiutano a stare alla larga da attacchi di fame, chili in più e cattivo umore: ecco come mangiare più fibre

Per assicurarsi una buona salute è fondamentale sapere come mangiare più fibre.

Questo perché le fibre sono preziose per il corretto funzionamento dell’organismo: aiutano a eliminare le sostanze di scarto in eccesso che se si accumulano e favoriscono gonfiore e chili in più.

In più, hanno un’eccezionale azione saziante. Danno un maggiore senso di pienezza al pasto e di conseguenza, fanno mangiare di meno.

Prolungano inoltre la sazietà e contrastano gli attacchi di fame, a tutto vantaggio della linea e della salute.

Un consumo regolare di fibre nella dieta aiuta infatti a stare alla larga dal sovrappeso e dall'insorgenza del diabete di tipo 2, delle malattie cardiovascolari e da tanti altri disturbi.

Le fibre, in particolare quelle solubili, sono delle ottime alleate del buonumore.

Hanno un'azione prebiotica: nutrono i batteri buoni che favoriscono la salute dell'intestino, che è coinvolto a sua volta nella produzione di serotonina, l'ormone della felicità. 

Ecco le dritte e gli abbinamenti migliori per mangiare più fibre

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Per mangiare più fibre non fatevi mai mancare verdura e frutta

Per consumare a tavola più fibre la prima mossa da seguire consiste nel mangiare più verdura, in particolare quella a foglia verde, come spinaci, bietola, lattuga.

Anche la frutta di stagione, meglio ancora se biologica ne è una buona fonte.

Mele e pere bio, per esempio, possono essere consumate con tutta la buccia, che ne è ricca.

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Al posto dei succhi consumate frutta intera

La frutta intera rispetto a quella in versione succo contiene fibre.

Spremute ed estratti invece ne sono privi perché la polpa rimane nell'apparecchio.

Hanno poi più zuccheri semplici facilmente assimilabili dall'organismo.

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Abbinate i cereali integrali ai legumi

Sono entrambi fonte di fibre che agevolano il senso di pienezza.

Rallentano infatti la velocità dello svuotamento gastrico e rallentano l’assorbimento degli zuccheri e dei grassi e gli attacchi di fame improvvisi.

pasta verdure piatto

Mangiate la pasta con le verdure

La pasta integrale contiene una piccola quota di fibre.

Per potenziarne l’effetto saziante abbinatela alle verdure di stagione che ne sono particolarmente ricche.

Rallentano l’assorbimento degli zuccheri e assicurano un maggiore senso di sazietà.

lattuga yogurt noci

Aggiungete la frutta secca alle insalate

Mandorle, noci e in generale la frutta secca a guscio contengono fibre solubili e insolubili, alleate della salute.

Le prime hanno un’azione prebiotica: favoriscono la crescita dei batteri buoni intestinali.

Le fibre insolubili invece hanno effetti positivi sulla regolarità dell’intestino.

Photo Credit: Unsplash

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"Se siete a dieta ma non dimagrite, probabilmente state commettendo uno di questi errori", parola di nutrizionista

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Quali sono le cose da non fare a dieta? Ecco i comportamenti che potrebbero farvi prendere peso anziché dimagrire

Saltare i pasti, mangiare tanta frutta secca, esagerare con i cibi light, muoversi poco. La lista degli errori più comuni quando si fa una dieta è infinita. Esistono, infatti, diversi comportamenti che potrebbero rivelarsi dei passi falsi e favorire l’aumento di peso.

Per tornare in piena forma per prima cosa è necessario stare alla larga dalle diete fai da te. Per perdere peso in modo sano e mantenere i risultati nel tempo è bene farsi guidare nella scelta di cosa mangiare da un nutrizionista.  

Ecco poi altri errori assai comuni quando si fa una dieta da non sottovalutare se si vuole raggiungere il proprio risultato.  

**I 5 errori più comuni che ci fanno abbandonare la dieta**

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Mangiare tutto senza condimento

Eliminare completamente i condimenti e consumare tutto rigorosamente scondito non è la strategia migliore per evitare gli sgarri alimentari.

Ad esempio, l’olio extravergine d’oliva, se usato con moderazione, è un valido alleato della dieta: è ricco di acidi grassi essenziali che aiutano a sentirsi sazi più a lungo.

Via libera anche a erbe aromatiche e spezie, ottimi sostituti naturali di sale e zucchero, che rendono i piatti più gustosi senza compromettere la linea.

Sostituire i pasti con una macedonia di frutta

Consumare a pranzo o cena solo una macedonia di frutta può sembrare leggero, ma rischia di portare a sgarri successivi.

La frutta, infatti, contiene molti zuccheri semplici che forniscono energia immediata ma causano sbalzi glicemici se consumata in grandi quantità soprattutto a digiuno.

Inoltre, non si tratta di un pasto completo: mancano proteine, carboidrati complessi e grassi buoni, fondamentali per un’alimentazione equilibrata.

Mangiare solo un’insalata

Verdure come lattuga, rucola e radicchio sono salutari. Apportano vitamine, minerali, antiossidanti e fibre.Tuttavia, mangiarle da sole non basta per dimagrire.

L’ideale è abbinarle a una fonte proteica come il pesce, la carne o i legumi e a carboidrati complessi come i cereali integrali, che aumentano il senso di sazietà e forniscono l’energia necessaria al corpo.

Avere fretta a tavola

Mangiare troppo in fretta riduce la percezione di sazietà e porta spesso a esagerare con le quantità.

Al contrario, masticare lentamente e assaporare ogni boccone permette al cervello di ricevere in tempo il segnale di “stop”, aiutando a mangiare meno e meglio.

Photo Credits: Unsplash

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10 ristoranti italiani da provare a Milano

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Tra nuove aperture, trattorie contemporanee e indirizzi storici: una guida aggiornata dei migliori ristoranti italiani a Milano

Se sognate i sapori genuini dei (buoni) ristoranti italiani Milano ha di che farvi contenti.

Laboratorio gastronomico in costante movimento, Milano tiene comunque molto alle sue origini e ai sapori della tradizione e accanto ai grandi classici che hanno fatto la storia della ristorazione cittadina, nascono nuovi progetti capaci di riportare al centro il valore della cucina italiana fatta bene, delle ricette di casa e delle materie prime.

Ecco una selezione di ristoranti italiani a Milano da provare, tra locali di recente apertura e indirizzi iconici, posti da segnare in agenda per chi cerca autenticità, identità e qualità.

I ristoranti italiani a Milano da provare

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Veramente Milano

Veramente

Nel cuore di Brera nasce il progetto firmato da Gianmarco Venuto e Filippo Sironi, già founder de Il Mannarino. Il payoff “Abitudini Italiane” racconta perfettamente lo spirito del locale: un luogo pensato per far sentire gli ospiti a casa, tra atmosfere da salotto anni Settanta e Ottanta, cucina ampia a vista e piatti che parlano di memoria collettiva.

In carta si trovano grandi classici come la parmigiana di melanzane, gli spaghettoni alla Nerano con provolone del Monaco (buonissimi), i pici fatti in casa al ragù mantecati al tavolo e l’arancina alla milanese ripiena di ossobuco e gremolada. E poi i dolci, fatti in casa. Alla prima visita d'obbligo il gelato alla vaniglia servito dal carrello e personalizzabile con crunch e topping. 

Via Palermo, 11

Sandì

In zona Città Studi si trova una delle aperture più interessanti e recenti di questi ultimi mesi. Un progetto coerente, curato nei dettagli e nella proposta gastronomica. La cucina attinge alle tradizioni regionali italiane con una dichiarata influenza francese. Tra i piatti più riusciti spiccano la zuppa imperiale con aringa affumicata, la tarte di cipolle con puntarelle, la verza ripiena di maiale e gamberi e il cordon bleu di lombata. La formula pranzo rende il locale particolarmente competitivo anche nei giorni feriali.

Via Francesco Hayez, 13

CreDa Milano

CreDa

CreDa nasce dall’incontro tra Crescenzo Morlando e Dario Pisani, due chef campani che hanno trasformato la cucina partenopea in un progetto gastronomico riconoscibile. L’atmosfera è informale, con banco gastronomia e sala dal gusto rétro, tra stoviglie d’epoca e dettagli recuperati nei mercatini. In menu spiccano piatti simbolo come parmigiana di melanzane, friarielli, polpette al ragù di “nonna Maria”, la celebre pasta e patate e la pasta “con voto”, arricchita dai ricci di mare. Tutto è disponibile anche da asporto, senza perdere identità e qualità.

Via Orti, 12

Trattoria all'Antica

Un nome che è già una dichiarazione d’intenti. Trattoria All’Antica riporta in primo piano la cucina italiana tradizionale, fatta di porzioni generose, ricette riconoscibili e un’atmosfera che privilegia la convivialità. Il ristorante si trova a due passi dal parco Solari, quasi ad angolo con quella via Savona che ha visto nascere e morire nel giro di poco tanti locali. La cucina di Lucio Conti, però, sa il fatto suo. Qui si viene per mangiare piatti rassicuranti, preparati con rispetto delle stagioni e delle materie prime, in un contesto che conserva il sapore delle trattorie di una volta, reinterpretato con sobrietà contemporanea. Un menù stampato ogni giorno, con alcune proposte fisse come la cotoletta - alta, con l'osso - e il risotto e altre che variano a seconda della disponibilità e qualità del prodotto. E una lista dei vini da enoteca specializzata.

Via Montevideo, 4

Al vecchio porco Milano

Al Vecchio Porco

Un’osteria lombarda dichiaratamente carnivora, dove il maiale diventa protagonista anche nell’arredo, tra oggetti a tema, scritte ironiche e atmosfera calda. Al Vecchio Porco è un'istituzione in città, qui capita spesso di incontrare volti noti che cercano un rifugio in cui sentirsi a casa. Gli ingredienti punta su piatti tradizionali ben eseguiti: salumi di qualità, risotti stagionali, paste rustiche e secondi di carne costruiscono una proposta concreta e coerente. La taverna sotterranea è ideale per cene conviviali e occasioni speciali.

Via Messina, 8

Speciale Osteria

Una trattoria in chiave contemporanea, dall'ambiente curato ma che mette subito a proprio agio. Uno staff cordiale ed efficiente e una cucina sincera e curata. Il menù è stagionale, con alcuni piatti sempre disponibili e altri che cambiano durante l'anno. Ad accomunarli, l'idea che la tradizione possa essere sempre attuale pur senza snaturarla. Dai pizzoccheri alle tagliatelle al ragù, dal galletto alla guancia - tenerissima - fino ai dolci. Nei dessert si riassume la cura per i dettagli e l'autenticità di questo locale: cannoncini alla crema serviti su un trenino di legno, il tiramisù cremosissimo portato al tavolo e servito direttamente con una sorta di cazzuola, la tarte tatin d'altri tempi.

Via Pastrengo, 11

Sant Ambroeus Milano

St. Ambroeus

St. Ambroeus tra i ristoranti italiani a Milano è senza dubbio uno dei nomi simbolo della tradizione. Un indirizzo che attraversa generazioni mantenendo uno stile riconoscibile, fatto di eleganza discreta e cucina italiana borghese. Tra colazioni iconiche, pranzi di lavoro e piatti storici, resta una tappa obbligata per chi cerca un’esperienza classica, curata e senza tempo.

Corso Giacomo Matteotti, 7

Trattoria del Ciumbia

In via Fiori Chiari, nel cuore di Brera, si trova questo locale che rappresenta uno dei primi investimenti - riusciti - di Leonardo Maria Del Vecchio nella ristorazione. Un luogo che unisce design e tradizione. Il progetto di interni firmato Dimorestudio richiama le storiche trattorie milanesi degli anni Sessanta, tra boiserie in noce, bancone in peltro e dettagli rétro. In cucina l’executive chef Paolo Rollini propone una lettura contemporanea della tradizione lombarda: risotto alla monzese, costoletta alta, trippa, lumache valtellinesi, insieme a reinterpretazioni come la lasagnetta al bollito e i mondeghili in foglia di verza.

Via Fiori Chiari, 32

Autem Milano

Autem

Gli spaghetti in bianco più buoni che vi capiterà di mangiare (a Milano, ma non solo). Autem lavora sull’equilibrio tra tecnica e identità, da sempre tratti distintivi della cucina dello chef Luca Natalini. Il progetto ruota intorno a una cucina italiana moderna, pulita nei sapori e precisa nelle esecuzioni, con grande attenzione alla qualità degli ingredienti e alla costruzione dei piatti. L’ambiente è essenziale ed elegante, con la cucina a vista e all'ingresso, ad accogliere i commensali. Un menù che, salvo alcuni piatti come gli spaghetti in bianco, appunto, cambia continuamente nel rispetto della stagionalità e reperibilità degli ingredienti. Una scelta che fa sì che ogni cena (o pranzo) da Autem possa essere un'esperienza sempre diversa.

Via Serviliano Lattuada, 2

Il Luogo di Aimo e Nadia

Un’istituzione della cucina italiana contemporanea. Il Luogo di Aimo e Nadia rappresenta uno dei massimi esempi di alta cucina legata al territorio e alla biodiversità italiana. La filosofia del ristorante si fonda sulla valorizzazione delle eccellenze regionali, raccontate attraverso piatti che uniscono ricerca, tecnica e memoria gastronomica. Una tradizione che gli chef Alessandro Negrini e Fabio Pisani portano avanti con consapevolezza, esperienza e passione. Un’idea di eleganza sobria e profonda, che ha reso questo indirizzo un punto di riferimento internazionale.

Via Privata Raimondo Montecuccoli, 6

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«Non tutte le barrette proteiche fanno bene, ecco come sceglierle»: parola agli esperti

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Le barrette proteiche non sono tutte uguali. Gli esperti ci spiegano come riconoscere quelle che fanno bene da quelle che sono solo snack

Negli ultimi anni, specie per chi fa una vita sportiva, la ricerca di proteine è diventata una piacevole ossessione. Così, il mondo dei cibi a base proteica si sono diffusi enormemente, creando un'offerta vastissima di barrette proteiche dove sembra quasi impossibile trovare quelle davvero salutari.

Il loro essere in formato “snack” le ha portate con successo ovunque: dalle farmacie (che per primi le hanno adottate) ai supermercati, fino addirittura ai negozi di articoli da regalo e igiene per la casa.

Le barrette proteiche sono un oceano nel quale è facile perdersi, per questo abbiamo gettato un salvagente chiedendo a figure con grande esperienza nel campo (nella nutrizione con grande vita sportiva) per comprendere meglio cosa scegliere quando le compriamo, partendo subito a gamba tesa su tutto ciò che sarebbe meglio evitare.

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barrette proteiche da evitare

Quali sono le barrette proteiche da evitare?

«La prima importante “red flag” è il contenuto proteico» ci racconta la dietista Elisa Rosso «se navighiamo sotto i 15 grammi di proteine per barretta, non è così proteica, è quindi più che altro uno snack». L’altro aspetto da considerare sono gli zuccheri. «Se ne trovate più di 10 o 12 grammi in totale di zuccheri, che equivale già a un cucchiaio di zucchero, c’è già di certo un rapporto poco equilibrato». È concorde anche il nutrizionista sportivo Marco Tancredi, che sottolinea l’importanza di guardare sempre ai grammi totali di prodotto: «È importante fare attenzione al peso della barretta, guardando i valori percentuali, facendo occhio poi che non abbia un’alta dose di grassi, in genere sopra il 10%. Farei attenzione anche all’eccessiva presenza di sciroppi che rendono il prodotto più gustoso, ma meno utile allo scopo».

Vanno bene anche per chi non fa fitness?

Tendenzialmente sì. Ma se usati come “alternativa rapida” a spuntini in mancanza di alternative. «Chi per vari motivi ha bisogno di un surplus di proteine, può usarlo come approccio d’emergenza» racconta Elisa Rosso «ma spesso ne fanno uso persone che magari non fanno sport ma che hanno bisogno di prendere peso, magari concentrando l’uso di barrette in un periodo specifico dell'anno. Con l’aiuto di uno specialista, si va a inquadrare ogni singola posizione. «Può essere molto utile a chi è non più giovanissimo» racconta Marco Tancredi «in modo tale da tutelare la tonicità muscolare e alcuni processi fisiologici dovuti all’avanzare dell’età, a prescindere che faccia sport o meno».

quali barrette proteiche scegliere

Da quali valori ingredienti si riconosce una barretta di valore?

«È importante controllare l’origine delle proteine: possono essere di origine animale, come le proteine del siero del latte o dall’uovo, oppure di origine vegetale, come quelle che arrivano dai legumi e dalla frutta secca» spiega Marco Tancredi. «La barretta va guardata in base al “valore” che può dare a noi che la mangiamo: ad esempio se una persona è in definizione per "vedere" meglio la propria muscolatura, non consiglierei una barretta con più di 250 calorie o magari considererei una possibilità che molti escludono, ovvero quello di mangiarne solo metà» chiarisce Elisa Rosso.

Le barrette proteiche più “sane” sono quelle meno buone?

«Supponendo che una barretta sia come la stiamo descrivendo finora, ovvero con pochi zuccheri e pochi grassi, ecco, magari potrebbe risultare meno golosa. Ma la domanda da farsi è un’altra e la trovo più interessante» spiega Marco Tancredi «non è che forse il sapore di una barretta risulta buono o cattivo se le nostre abitudini alimentari sono buone o cattive? È chiaro che una persona abituata a ingerire cibi molto zuccherati e molti grassi, troverà alcune barrette meno buone». «Il mercato delle barrette è sconfinato, basta fare un po’ di tentativi e saper scegliere, anche perché è molto soggettivo» chiarisce invece Elisa Rosso «ormai però ci sono barrette equiparabili a dolci veramente dolci in termini di gusto, pur essendo molto più contenuti negli zuccheri, quindi basta provare».

migliori barrette proteiche

Qual è la differenza con le barrette energetiche?

«Se parliamo di barrette energetiche» spiega Marco Tancredi «sono tendenzialmente ricche di carboidrati e spesso sono utilizzate da chi fa endurance, ovvero attività sportiva per un tempo prolungato, integrando per non avere cali di energie. Mangiarle durante l’allenamento fornisce energia sul breve e medio termine e permettono di non avere cali di zuccheri». «Consiglio di fare attenzione alle barrette non proteiche che magari si pongono come “barrette light” o “sostitutive del pasto”» racconta Elisa Rosso «spesso queste barrette “vestite per la dieta” hanno pochissimi nutrienti utili. Se bisogna fare attenzione a quelle proteiche, bisogna fare ancora più attenzione a quelle che non lo sono».

Se le barrette proteiche sono poco digeribili

«Le proteine del latte isolate o idrolizzate sono in genere quelle più assimilabili» spiega Elisa Rosso «ma la differenza vera, anche se è un discorso soggettivo, la fanno i dolcificanti. Lo dico perché alcuni tipi di dolcificanti, in base alle quantità, potrebbero diventare lassativi. Quindi io spesso prediligo quelli con zucchero o miele rispetto ai dolcificanti che finiscono in -oli, ma ovviamente è sempre personale. A quel punto meglio una barretta digeribile anche se meno “leggera”: la tolleranza intestinale è un fattore importante».

barrette proteiche se non fai sport

Si possono fare da soli?

«Assolutamente sì» spiega Marco Tancredi «si possono fare con fiocchi d’avena, proteine del siero del latte, burro di arachidi o mandorle, latte e miele. Ci sono parecchie ricette davvero valide on line, vale la pena fare dei tentativi». «È molto più facile fare quelle da “endurance”, da integrare negli allenamenti lunghi, fatte con avena, riso soffiato, datteri, frutta secca o essiccata, tritati con il miele e conservate in frigo» spiega Elisa Rosso «quelle proteiche possono essere fatte addirittura anche con l’albume. Diciamo che è un ottimo modo per risparmiare e avere controllo sugli ingredienti, quindi perché non provare?»