Attenzione ai cibi che fanno invecchiare: ecco quali sono (e perché starne alla larga)

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Cosa mangiare per non invecchiare? Ecco 10 alimenti da depennare dalla lista della spesa se volete rimandare le rughe prima del tempo

Cosa mangiare per non invecchiare?

Innanzitutto è bene iniziare subito a stare alla larga da quelli che ci fanno invecchiare più velocemente.

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** 10 cibi che rallentano l'invecchiamento (e allungano la vita) **

Alcuni alimenti infatti danneggiano i telomeri, i frammenti finali dei cromosomi che sono i marcatori dell'età cellulare. Con il risultato tanto temuto: ossidazione cellulare, rilassamento cutaneo, rughe e chi più ne ha più ne metta.

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Per sconfiggere il nemico, è bene conoscerlo a fondo quindi ecco a voi la lista della spesa da depennare (o ridurre al minimo).

** Cosa mangiare per avere una bella pelle **

Cosa mangiare per non invecchiare prima del tempo (e da cosa stare alla larga)

(Continua dopo la foto)

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Cosa mangiare per non invecchiare: i cereali integrali

Le farine bianche sono ricche di carboidrati che incrementano il glucosio più dello zucchero stesso.

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La pasta, il pane e i prodotti da forno in generale causano un aumento degli zuccheri nel sangue che velocizzano l’invecchiamento.

Inoltre i prodotti a base di farina raffinata contengono sostanze chimiche cancerogene che rischiano di danneggiare seriamente le cellule.

Questo non significa bandire i cereali, anzi, ma sceglierli integrali.

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Attenzione ai prodotti a base di mais

Anche il mais aumenta i livelli di zuccheri nel sangue, favorendo l’invecchiamento cellulare.

I prodotti derivati come l’olio o lo sciroppo di mais apportano pure un’enorme quantità di acidi grassi omega 3. Voi direte: ma sono i grassi buoni! Eppure se in eccesso non fanno affatto bene, perché provocano ossidazione cellulare e infiammazione.

Ricordiamoci che i derivati del mais si trovano in parecchi alimenti e non solo: dalle bibite ai piatti pronti fino alle medicine, il mais è come il prezzemolo e finisce in tutto. Evitiamolo, leggendo con attenzione le etichette di cibi, bevande e medicinali.

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Cibi che fanno invecchiare: lo zucchero

Lo zucchero è una delle sostanze più nocive che ci siano. Innanzitutto crea i meccanismi tipici delle droghe, assuefacendoci all’uso e provocando addirittura sintomi di astinenza quando il livello di zucchero si abbassa nel sangue.

** 9 segnali per capire se state mangiando troppi zucchero **

Il sovraccarico di zucchero può portare a un processo chiamato glicazione per cui le molecole dello zucchero in eccesso si legano con le proteine creando i cosiddetti “prodotti finali di glicazione avanzata” (AGES) che possono danneggiare il collagene.

** Cosa succede al corpo se si smette di mangiare zucchero **

Il collagene, come ben sappiamo, è quella sostanza prodotta dall'epidermide (e presente in tante creme anti-age) che rende elastica e compatta la pelle. Insomma, più giovane.

Se il collagene diminuisce (cosa che accade naturalmente con l’avanzare dell’età), la pelle risulterà meno tonica, dal colorito spento e segnata da più rughe.

Non fatevi però trarre in inganno da alcuni sostituti dello zucchero che sono ugualmente dannosi.

È il caso dello sciroppo d’agave, un dolcificante naturale ma non per questo più sano dello zucchero.

Benché a base vegetale, lo sciroppo d’agave contiene livelli di fruttosio più elevati rispetto allo sciroppo di mais (che già è presente in questa black list di cibi).

Il risultato è che i livelli di collagene scenderanno, portando a pelle spenta, rugosa, disidratata e - diciamo una volta per tutte come stanno le cose - vecchia.

** 10 alternative (sane, buone e light) allo zucchero **

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Alla larga dagli alcolici, che fanno invecchiare la pelle e l'organismo

Anche l’alcol è un acerrimo nemico della giovinezza, in tutti i sensi.

Gli alcolici (e i superalcolici ancora di più) intossicano il fegato e potrebbero provocare seri danni epatici, in più possono favorire la comparsa della rosacea e di inestetismi come acne o rughe.

Il vino bianco danneggia lo smalto dei denti a causa degli acidi che contiene (il rosso invece fa meno male in ottica anti-age, ma i denti rischiano di restare "macchiati" e perdere il loro candore).

I superalcolici velocizzano incredibilmente l’invecchiamento cellulare. Avete presente lo stato della vostra pelle dopo una serata in cui avete festeggiato un po’ troppo? Ecco.

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Cosa mangiare per non invecchiare prima del tempo: state lontani dai salumi

Salame, pancetta, prosciutto e pure i würstel andrebbero limitati per non dire eliminati proprio.

Si tratta di carni lavorate che contengono solfiti e altri conservanti dannosi, tali da innescare un processo di infiammazione della pelle e favorirne l’ossidazione cellulare.

Anche il loro alto contenuto di sale li rende amici dell’invecchiamento e nemici della giovinezza (e della salute). 

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Bevande con caffeina

La caffeina rientra nelle sostanze che danneggiano la pelle, velocizzandone l’invecchiamento.

** 6 cose che contengono caffeina (e non l'avreste detto) **

Le bevande a base di caffeina sono diuretiche e provocano dunque disidratazione.

La pelle di conseguenza sarà più secca e in quello stato non riuscirà a produrre molto collagene. Meno collagene = più rughe. 

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Cosa mangiare per non invecchiare: i legumi al posto del riso bianco

Essendo composto da carboidrati semplici che fanno schizzare alle stelle i livelli di zucchero nel sangue, il riso provoca la tanto odiata ossidazione cellulare.

Mangiatene poco, preferendo sempre la variante integrale.

Al posto del riso, potete scegliere i legumi: un piatto di lenticchie, di fagioli o di ceci è un'altrenativa più sana e ugualmente gustosa. 

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Cibi salati

I cibi troppo sapidi favoriscono il processo di ossidazione e possono pure contribuire all’insorgenza di problemi vascolari e circolatori.

Il sale provoca ritenzione idrica e quindi cellulite, portando con sé cuscinetti, depositi adiposi e inestetismi cutanei che non sono di certo apprezzati.

** 5 regole per combattere la ritenzione idrica **

Provate a eliminare il sale per un po’ e noterete che la vostra pelle rinascerà (la stessa cosa vale per lo zucchero). Dal colorito roseo alla luminosità, dalla grana più compatta alle imperfezioni che spariranno come per magia, vedrete una metamorfosi epidermica incredibile.

Chi invece proprio non riesce a farne a meno, opti per il sale iodato che è molto più salutare e amico della giovinezza.

In alternativa provate il gomasio, un mix di sale marino integrale e semi di sesamo tostati tritati (a volte ci sono anche un po' di alghe) che viene utilizzato dalla cucina giapponese per insaporire in maniera salutare.

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Carne rossa alla griglia

La carne rossa alla griglia non è nel menù di chi vuole un aspetto giovane per due motivi.

Innanzitutto il collagene si danneggia se la carne risulta viene cotta troppo, specialmente se la cottura è tale da annerirla e bruciacchiarla un po’.

Dopo di che perché in generale anche la carne rossa andrebbe limitata perché i suoi grassi sono in grado di innescare i radicali liberi, accelerando l’invecchiamento cutaneo.

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Le patatine fritte

Le patatine fritte sono ricche di acidi grassi trans, grassi insaturi che producono l'interleuchina 6, un marker d’infiammazione che innesta un processo di invecchiamento precoce.

Come se non bastasse, poi, l’olio fritto che sta alla base della cottura delle french fries può compromettere la respirazione delle cellule, riducendo le difese immunitarie.

L’essere affogate nell’olio non va bene ma forse peggio ancora è la spolveratina di sale.

Se la tentazione delle patatine fritte è troppo forte, preferite quelle a basso contenuto di sodio, cotte al forno altrimenti cucinate con una friggitrice ad aria.

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In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

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Il piatto delle Feste per eccellenza vi stupirà: ecco perché.

Non è Capodanno senza il Cotechino con le lenticchie, un abbinamento tradizionale che, se mangiato alla mezzanotte, si dice porti fortuna e prosperità per l'anno nuovo.

Ma allora perché concederselo solo durante le Feste? Il Cotechino Modena IGP è un ottimo prodotto italiano che si presta perfettamente anche a ricette gourmet, da servire non solo durante la stagione fredda, soprattutto perché meno calorico di quanto si pensi.

In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

(Continua sotto la foto)

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Ogni anno, arriva puntuale il momento di scegliere il menu per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. L’usanza (ma anche l’indubitabile bontà e gusto) vuole che il Cotechino sia sempre e comunque presente a tavola e, per abitudine, siamo soliti proporlo con i classici abbinamenti lenticchie e purea di patate. 

Ma per stupire parenti e amici sappiate che ci sono ricette raffinate e innovative che combinano insieme tradizione e modernità.

Proprio il Consorzio di tutela Zampone e Cotechino Modena IGP – che oggi conta 13 aziende, tra i principali produttori dei due prodotti insigniti dell’ambito riconoscimento “Indicazione Geografica Protetta” – ha deciso di lanciare una sfida ai consueti luoghi comuni.

E così, grazie al coinvolgimento dello chef Luca Marchini del ristorante stellato L’erba del Re di Modena, sono venuti fuori piatti insoliti e originali come il Cotechino croccante accompagnato con zabaione semi salato, cipolle all’aceto balsamico di Modena ed emulsione oppure la Pasta all’uovo con un ragù di Zampone, fondo bruno e cioccolato fondente.

Ricette che fanno venire l’acquolina ancora prima di sentire il profumino che sprigionano in pentola e – ottima notizia! – contrariamente ai pregiudizi, si possono gustare senza grandi sensi di colpa. Sì perché il Cotechino ha meno calorie di quanto si pensi: un etto corrisponde a circa 250 calorie, un apporto inferiore a quello di un piatto di pasta scondita ed equivalente a quello di una mozzarella. 

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Altro mito da sfatare: il colesterolo è presente in quantità simili a quello contenuto nel pollo o nella spigola e comunque inferiori a quelle presenti in tanti alimenti che consumiamo abitualmente come le uova, frutti di mare o formaggio grana.

Questo prodotto dalla lunga storia e tradizione – una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale e pepe intero e/o a pezzi – rispetto al passato, ha visto ridursi il contenuto di grassi e sodio e oggi è in linea con i suggerimenti della moderna scienza nutrizionale.

Lo dicono gli esperti, e in particolare le recenti analisi dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (ex INRAN ora CREA NUT): il Cotechino non solo ha un elevato contenuto di proteine nobili e un moderato contenuto di grassi (perché persi in parte con la cottura) ma anche più grassi insaturi rispetto a quelli saturi ed è ricco di vitamine del gruppo B e di minerali, soprattutto ferro e zinco.

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Si tratta poi di un prodotto costantemente controllato proprio perché tutelato da un Consorzio, ormai attivo da oltre 20 anni, che ne garantisce la produzione nel territorio previsto dal disciplinare (Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Lodi, Pavia, Milano, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Mantova, Verona e Rovigo), secondo l’originale e tradizionale ricetta (determinati ingredienti, proporzioni e spezie) e rispettando precise caratteristiche qualitative (colore, sapore e soprattutto un contenuto minimo di proteine e massimo di grassi).

E poi, ultimo ma non per importanza, da considerare la velocità di preparazione di questo piatto. Quanto quella di un piatto di pasta, tra ebollizione e cottura: proprio così. Grazie al packaging in alluminio della versione precotta, che richiede una cottura in acqua bollente, ci vogliono solo 20 minuti. Quindi, cos’altro aspettare? Se già state sognando un bel piatto di Cotechino fumante, il conto alla rovescia è già partito e da questo momento avrete meno di un quarto d’ora per sbizzarrivi!

Se volete cimentarvi in ricette alternative con il Cotechino Modena IGP – un prodotto la cui origine risale addirittura al Cinquecento – potete consultare la sezione ricette del sito web del Consorzio con un’ampia serie di proposte che vanno dal brunch all’aperitivo. 

Pubblicazione finanziata con la Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n. 16/95