Altro che superfood: 10 cibi della nonna che fanno bene alla pelle e alla linea

visore-cibi-nonna-deskvisore-cibi-nonna-mobile

Sono alimenti comuni, tipici della cucina casereccia: ecco 10 cibi che fanno bene a pelle, linea e salute come i superfood alla moda. Ma costano un decimo

Ci sono tanti alimenti comuni e poco costosi che si rivelano ottimi alleati di bellezza, facendo bene sia alla pelle sia alla silhouette.

Per essere “belli, belli in modo assurdo” à la Zoolander, infatti, non bisogna per forza riempire la dispensa di costosi superfood esotici ma basta chiedere consiglio a chi faceva la spesa prima dell’avvento di blog di cucina ayurvedica e tuttologi di benessere a più zeri: le nostre mamme o, meglio, le loro mamme.

I rimedi della nonna non valgono solo per contrastare la cattiva digestione o le imperfezioni ma andrebbero seguiti a monte, scegliendo gli alimenti che più si addicono al nostro benessere (e che quindi non provocano né problemi di stomaco né problemi di pelle).

Questi elisir di lunga vita (e di lunga bellezza) sono proprio le comunissime proposte gastronomiche che da sempre si consumano sulle nostre tavole durante i pranzi in famiglia.

Cipolle, patate, broccoli… alla faccia di curcuma, zenzero e di tutto ciò che oggi non manca nel cestello di un wellness addict con il pallino per l’esotismo!

Ricordandoci che la dieta mediterranea è sempre sul podio, ancora con la sua corona da reginetta di bellezza & salute mai deposta, ecco i 10 cibi comuni che fanno bene alla pelle, alla linea e alla salute.

(Continua dopo la foto)

01

Patate

Non patatine fritte, quindi mettete subito via quel pacchetto! Stiamo parlando delle patate al nature, quelle che fin dalla notte dei tempi hanno alimentato i nostri antenati.

Da cuocere con la buccia, al vapore o al forno (e no, ve l’abbiamo già detto: non fritte!), sono un concentrato di benefici per la pelle e per il benessere generale.

L’ideale sarebbe consumarne anche la buccia, ricca di elementi nutritivi ottimi.

Il curriculum vitae della patata strabilia: ricca d’acqua, di amido e di sali minerali come potassio, magnesio, calcio, fosforo; contiene vitamina B e C; dulcis in fundo, c’è poco sale, motivo per cui è un’ottima alleata per combattere la ritenzione idrica.

02

Photo by Gaelle Marcel on Unsplash

Cipolle

Una delle migliori amiche che possiamo avere è proprio lei: la cipolla.

Magari non da portarsi dietro al primo appuntamento galante (del resto come faremmo con qualsiasi migliore amica, tanto più se vagamente piacente), la cipolla è una panacea dai tempi della Mesopotamia.

Il suo unico neo, se proprio vogliamo, è il fatto che renda un tantino pestilenziale l’alito di chi l’ha mangiata, cosuccia che le perdoniamo visti gli altri innumerevoli benefici che apporta.

Costituita per il 90 % d’acqua, è ricca di fibre alimentari, di vitamine di tutto l’alfabeto (dei gruppi A, B, C, D ed E), di minerali, oli essenziali e flavonoidi.

Ha inoltre proprietà antibiotiche e antibatteriche, aiuta ad abbassare i livelli di colesterolo cattivo e a tenere sotto controllo l’ipertensione, è diuretica e quindi ottima contro gli inestetismi cutanei quali la pelle a buccia d’arancia causata dalla ritenzione idrica.

03

Photo by Jasmine Waheed on Unsplash

Fagioli

Il fagiolo capita a fagiuolo sempre.

Il motivo per cui andrebbero assunti spesso e volentieri sono molteplici: sono ricchi di vitamine A, B, C, ed E nonché di sali minerali; contengono la lecitina, un fosfolipide che impedisce l’accumulo di grassi nel sangue; apportano buone dosi di proteine vegetali (al punto da essere considerati validi sostituti della carne); hanno tantissime fibre.

04

Mela

A parte a Biancaneve non c’è donna (ed essere animato in generale) che non tragga tantissimi benefici dal mangiare le mele.

L’errore in cui cadiamo spesso è quello di sbucciarle ma in realtà la mela concentra la maggiore quantità di nutrienti proprio nella buccia quindi andrebbero consumate intere.

Idratano la pelle perché contengono tantissima acqua (l’85% circa del peso della mela è proprio dato dall’acqua); contengono alcune vitamine che non pensavamo nemmeno esistessero da quanto sono rare, ossia (a parte la A, B1, B2 e C) la PP.

E rimanendo in tema di PP, l’alto contenuto di acqua le rende diuretiche, facendoci fare appunto tanta PP.

Ma non è finita qui: acidi organici, sali minerali, oligoelementi, pectina, addirittura antiossidanti con proprietà antitumorali e antinvecchiamento.

Abbassa anche il colesterolo cattivo, protegge l’apparato cardiovascolare e aiuta a tenere sotto controllo la glicemia. E pure l’appetito! 

05

Photo by Keegan Houser on Unsplash

Asparagi

L'asparago è un elisir portentoso di lunga bellezza: contiene pochissime calorie, pochissimissimi carboidrati e invece abbonda in vitamina K.

Mangiando tanti asparagi, l’elasticità della pelle migliora così come la silhouette.

06

Photo by Jude Infantini on Unsplash

Peperoni

Sia a livello di gusto sia a livello di benefici, il peperone (rosso o giallo che sia. Ma anche verdone!) è eccezionale.

Il motivo per cui danno un’impennata al benessere generale è il loro alto contenuto di antiossidanti e vitamina C.

Dunque, se il vostro stomaco ve lo permette, fate incetta di peperoni e vi risparmierete non pochi trattamenti beauty.

07

Photo by Max Delsid on Unsplash

Broccoli

A dispetto del nome, il broccolo è un super secchione in materia di benefici per la pelle e per il corpo.

Fonte di fibre, di vitamina K e di vitamina C, contiene anche una discreta quantità di proteine, molto più elevata rispetto ai suoi colleghi ortaggi.

Quindi non storcete il naso se la nonna vi dice che vi ha preparato la pasta con i broccoli: è come farsi una scorpacciata di olio d’argan con contorno di acido ialuronico per la pelle!

Per un effetto davvero incredibile andrebbero consumati crudi. 

08

Photo by Jennifer Schmidt on Unsplash

Cavolfiore

Mettete dei cavolfiori nei vostri cannoni! O per lo meno nei vostri menù, non tanto per amore del pacifismo ma per essere in pace con se stesse (il che significa spesso amare il proprio involucro, a partire dalla pelle che ci avvolge).

Altro ortaggio della famiglia delle crocifere - il clan a cui appartiene anche il broccolo - il cavolfiore è un cocktail di tutto ciò che di più virtuoso un orto potrebbe offrire.

Ricco di ferro, acido folico, vitamina C, potassio, calcio e fosforo, è una sorta di Gin Tonic che però fa davvero bene.

E tonifica molto più di un Mojito! 

09

Photo by Elle Hughes on Unsplash

Sardine

Alla faccia del surimi, della polpa di granchio, del caviale e dell’aragosta, per avere un’ondata di benefici che arrivano direttamente dal mare basta procurarsi un alimento comunissimo e di tradizione non certo da alta cucina: la sardina.

Si tratta del principe dei pesci azzurri e, come tale, contiene grassi buoni.

Questi grassi insaturi e Omega 3 sono molto simili a quelli vegetali e aumentano il colesterolo buono aiutando così a prevenire le malattie cardiovascolari.

Veniamo al dunque: l’apporto calorico è pari a circa 150 calorie per 100 grammi, quindi ben associabile con diete ipocaloriche. Insomma: la sardina ti rende sano come un pesce. E magro come una acciuga!

10

Photo by Gaelle Marcel on Unsplash

Lenticchie

Alimento cardine dell’alimentazione dei nostri trisavoli, per anni le lenticchie sono state ingiustamente relegate solamente al cenone di Capodanno.

Fortunatamente un’inversione di marcia salutista ha incominciato a sdoganare la lenticchia dalla sua deprecabile ghettizzazione sugli scaffali esclusivamente dicembrini e oggi è libera di circolare dappertutto.

In particolare sulle tavole più attente al benessere psicofisico.

Ricca di sali minerali, vitamine, fibre, proteine, carboidrati e contenente invece pochi grassi, ha innumerevoli assi nella manica quali la prevenzione dell'arteriosclerosi, il mantenimento di un buon funzionamento intestinale e il controllo del colesterolo.

Inoltre fanno bene alla memoria, quindi non dimenticatevi di metterle nel carrello durante la spesa. E se ve ne dimenticate, motivo in più per procuravene un bel pugnetto.

Un tempo le lenticchie venivano definite “cibo dei poveri” perché potevano sostituire il pasto completo dei ricchi. Non ditelo mai a Baby George che ne va pazzo!

  • IN ARRIVO

Le fibre sono il segreto per restare in forma e in salute: vi spieghiamo come mangiarne di più

dieta alimentazione benesseredieta alimentazione benessere hero
Favoriscono la salute dell’intestino e aiutano a stare alla larga da attacchi di fame, chili in più e cattivo umore: ecco come mangiare più fibre

Per assicurarsi una buona salute è fondamentale sapere come mangiare più fibre.

Questo perché le fibre sono preziose per il corretto funzionamento dell’organismo: aiutano a eliminare le sostanze di scarto in eccesso che se si accumulano e favoriscono gonfiore e chili in più.

In più, hanno un’eccezionale azione saziante. Danno un maggiore senso di pienezza al pasto e di conseguenza, fanno mangiare di meno.

Prolungano inoltre la sazietà e contrastano gli attacchi di fame, a tutto vantaggio della linea e della salute.

Un consumo regolare di fibre nella dieta aiuta infatti a stare alla larga dal sovrappeso e dall'insorgenza del diabete di tipo 2, delle malattie cardiovascolari e da tanti altri disturbi.

Le fibre, in particolare quelle solubili, sono delle ottime alleate del buonumore.

Hanno un'azione prebiotica: nutrono i batteri buoni che favoriscono la salute dell'intestino, che è coinvolto a sua volta nella produzione di serotonina, l'ormone della felicità. 

Ecco le dritte e gli abbinamenti migliori per mangiare più fibre

(Continua dopo la foto)

spesa frutta e verdura

Per mangiare più fibre non fatevi mai mancare verdura e frutta

Per consumare a tavola più fibre la prima mossa da seguire consiste nel mangiare più verdura, in particolare quella a foglia verde, come spinaci, bietola, lattuga.

Anche la frutta di stagione, meglio ancora se biologica ne è una buona fonte.

Mele e pere bio, per esempio, possono essere consumate con tutta la buccia, che ne è ricca.

succo mirtilli

Al posto dei succhi consumate frutta intera

La frutta intera rispetto a quella in versione succo contiene fibre.

Spremute ed estratti invece ne sono privi perché la polpa rimane nell'apparecchio.

Hanno poi più zuccheri semplici facilmente assimilabili dall'organismo.

riso nero

Abbinate i cereali integrali ai legumi

Sono entrambi fonte di fibre che agevolano il senso di pienezza.

Rallentano infatti la velocità dello svuotamento gastrico e rallentano l’assorbimento degli zuccheri e dei grassi e gli attacchi di fame improvvisi.

pasta verdure piatto

Mangiate la pasta con le verdure

La pasta integrale contiene una piccola quota di fibre.

Per potenziarne l’effetto saziante abbinatela alle verdure di stagione che ne sono particolarmente ricche.

Rallentano l’assorbimento degli zuccheri e assicurano un maggiore senso di sazietà.

lattuga yogurt noci

Aggiungete la frutta secca alle insalate

Mandorle, noci e in generale la frutta secca a guscio contengono fibre solubili e insolubili, alleate della salute.

Le prime hanno un’azione prebiotica: favoriscono la crescita dei batteri buoni intestinali.

Le fibre insolubili invece hanno effetti positivi sulla regolarità dell’intestino.

Photo Credit: Unsplash

  • IN ARRIVO

"Se siete a dieta ma non dimagrite, probabilmente state commettendo uno di questi errori", parola di nutrizionista

eorri dieta alimentazione heroeorri dieta alimentazione
Quali sono le cose da non fare a dieta? Ecco i comportamenti che potrebbero farvi prendere peso anziché dimagrire

Saltare i pasti, mangiare tanta frutta secca, esagerare con i cibi light, muoversi poco. La lista degli errori più comuni quando si fa una dieta è infinita. Esistono, infatti, diversi comportamenti che potrebbero rivelarsi dei passi falsi e favorire l’aumento di peso.

Per tornare in piena forma per prima cosa è necessario stare alla larga dalle diete fai da te. Per perdere peso in modo sano e mantenere i risultati nel tempo è bene farsi guidare nella scelta di cosa mangiare da un nutrizionista.  

Ecco poi altri errori assai comuni quando si fa una dieta da non sottovalutare se si vuole raggiungere il proprio risultato.  

**I 5 errori più comuni che ci fanno abbandonare la dieta**

(Continua dopo la foto)

olio insalata piatto

Mangiare tutto senza condimento

Eliminare completamente i condimenti e consumare tutto rigorosamente scondito non è la strategia migliore per evitare gli sgarri alimentari.

Ad esempio, l’olio extravergine d’oliva, se usato con moderazione, è un valido alleato della dieta: è ricco di acidi grassi essenziali che aiutano a sentirsi sazi più a lungo.

Via libera anche a erbe aromatiche e spezie, ottimi sostituti naturali di sale e zucchero, che rendono i piatti più gustosi senza compromettere la linea.

Sostituire i pasti con una macedonia di frutta

Consumare a pranzo o cena solo una macedonia di frutta può sembrare leggero, ma rischia di portare a sgarri successivi.

La frutta, infatti, contiene molti zuccheri semplici che forniscono energia immediata ma causano sbalzi glicemici se consumata in grandi quantità soprattutto a digiuno.

Inoltre, non si tratta di un pasto completo: mancano proteine, carboidrati complessi e grassi buoni, fondamentali per un’alimentazione equilibrata.

Mangiare solo un’insalata

Verdure come lattuga, rucola e radicchio sono salutari. Apportano vitamine, minerali, antiossidanti e fibre.Tuttavia, mangiarle da sole non basta per dimagrire.

L’ideale è abbinarle a una fonte proteica come il pesce, la carne o i legumi e a carboidrati complessi come i cereali integrali, che aumentano il senso di sazietà e forniscono l’energia necessaria al corpo.

Avere fretta a tavola

Mangiare troppo in fretta riduce la percezione di sazietà e porta spesso a esagerare con le quantità.

Al contrario, masticare lentamente e assaporare ogni boccone permette al cervello di ricevere in tempo il segnale di “stop”, aiutando a mangiare meno e meglio.

Photo Credits: Unsplash

  • IN ARRIVO

10 ristoranti italiani da provare a Milano

cover ristoranti italiani milano desktopcover ristoranti italiani milano mobile
Tra nuove aperture, trattorie contemporanee e indirizzi storici: una guida aggiornata dei migliori ristoranti italiani a Milano

Se sognate i sapori genuini dei (buoni) ristoranti italiani Milano ha di che farvi contenti.

Laboratorio gastronomico in costante movimento, Milano tiene comunque molto alle sue origini e ai sapori della tradizione e accanto ai grandi classici che hanno fatto la storia della ristorazione cittadina, nascono nuovi progetti capaci di riportare al centro il valore della cucina italiana fatta bene, delle ricette di casa e delle materie prime.

Ecco una selezione di ristoranti italiani a Milano da provare, tra locali di recente apertura e indirizzi iconici, posti da segnare in agenda per chi cerca autenticità, identità e qualità.

I ristoranti italiani a Milano da provare

(Continua sotto la foto)

Veramente Milano

Veramente

Nel cuore di Brera nasce il progetto firmato da Gianmarco Venuto e Filippo Sironi, già founder de Il Mannarino. Il payoff “Abitudini Italiane” racconta perfettamente lo spirito del locale: un luogo pensato per far sentire gli ospiti a casa, tra atmosfere da salotto anni Settanta e Ottanta, cucina ampia a vista e piatti che parlano di memoria collettiva.

In carta si trovano grandi classici come la parmigiana di melanzane, gli spaghettoni alla Nerano con provolone del Monaco (buonissimi), i pici fatti in casa al ragù mantecati al tavolo e l’arancina alla milanese ripiena di ossobuco e gremolada. E poi i dolci, fatti in casa. Alla prima visita d'obbligo il gelato alla vaniglia servito dal carrello e personalizzabile con crunch e topping. 

Via Palermo, 11

Sandì

In zona Città Studi si trova una delle aperture più interessanti e recenti di questi ultimi mesi. Un progetto coerente, curato nei dettagli e nella proposta gastronomica. La cucina attinge alle tradizioni regionali italiane con una dichiarata influenza francese. Tra i piatti più riusciti spiccano la zuppa imperiale con aringa affumicata, la tarte di cipolle con puntarelle, la verza ripiena di maiale e gamberi e il cordon bleu di lombata. La formula pranzo rende il locale particolarmente competitivo anche nei giorni feriali.

Via Francesco Hayez, 13

CreDa Milano

CreDa

CreDa nasce dall’incontro tra Crescenzo Morlando e Dario Pisani, due chef campani che hanno trasformato la cucina partenopea in un progetto gastronomico riconoscibile. L’atmosfera è informale, con banco gastronomia e sala dal gusto rétro, tra stoviglie d’epoca e dettagli recuperati nei mercatini. In menu spiccano piatti simbolo come parmigiana di melanzane, friarielli, polpette al ragù di “nonna Maria”, la celebre pasta e patate e la pasta “con voto”, arricchita dai ricci di mare. Tutto è disponibile anche da asporto, senza perdere identità e qualità.

Via Orti, 12

Trattoria all'Antica

Un nome che è già una dichiarazione d’intenti. Trattoria All’Antica riporta in primo piano la cucina italiana tradizionale, fatta di porzioni generose, ricette riconoscibili e un’atmosfera che privilegia la convivialità. Il ristorante si trova a due passi dal parco Solari, quasi ad angolo con quella via Savona che ha visto nascere e morire nel giro di poco tanti locali. La cucina di Lucio Conti, però, sa il fatto suo. Qui si viene per mangiare piatti rassicuranti, preparati con rispetto delle stagioni e delle materie prime, in un contesto che conserva il sapore delle trattorie di una volta, reinterpretato con sobrietà contemporanea. Un menù stampato ogni giorno, con alcune proposte fisse come la cotoletta - alta, con l'osso - e il risotto e altre che variano a seconda della disponibilità e qualità del prodotto. E una lista dei vini da enoteca specializzata.

Via Montevideo, 4

Al vecchio porco Milano

Al Vecchio Porco

Un’osteria lombarda dichiaratamente carnivora, dove il maiale diventa protagonista anche nell’arredo, tra oggetti a tema, scritte ironiche e atmosfera calda. Al Vecchio Porco è un'istituzione in città, qui capita spesso di incontrare volti noti che cercano un rifugio in cui sentirsi a casa. Gli ingredienti punta su piatti tradizionali ben eseguiti: salumi di qualità, risotti stagionali, paste rustiche e secondi di carne costruiscono una proposta concreta e coerente. La taverna sotterranea è ideale per cene conviviali e occasioni speciali.

Via Messina, 8

Speciale Osteria

Una trattoria in chiave contemporanea, dall'ambiente curato ma che mette subito a proprio agio. Uno staff cordiale ed efficiente e una cucina sincera e curata. Il menù è stagionale, con alcuni piatti sempre disponibili e altri che cambiano durante l'anno. Ad accomunarli, l'idea che la tradizione possa essere sempre attuale pur senza snaturarla. Dai pizzoccheri alle tagliatelle al ragù, dal galletto alla guancia - tenerissima - fino ai dolci. Nei dessert si riassume la cura per i dettagli e l'autenticità di questo locale: cannoncini alla crema serviti su un trenino di legno, il tiramisù cremosissimo portato al tavolo e servito direttamente con una sorta di cazzuola, la tarte tatin d'altri tempi.

Via Pastrengo, 11

Sant Ambroeus Milano

St. Ambroeus

St. Ambroeus tra i ristoranti italiani a Milano è senza dubbio uno dei nomi simbolo della tradizione. Un indirizzo che attraversa generazioni mantenendo uno stile riconoscibile, fatto di eleganza discreta e cucina italiana borghese. Tra colazioni iconiche, pranzi di lavoro e piatti storici, resta una tappa obbligata per chi cerca un’esperienza classica, curata e senza tempo.

Corso Giacomo Matteotti, 7

Trattoria del Ciumbia

In via Fiori Chiari, nel cuore di Brera, si trova questo locale che rappresenta uno dei primi investimenti - riusciti - di Leonardo Maria Del Vecchio nella ristorazione. Un luogo che unisce design e tradizione. Il progetto di interni firmato Dimorestudio richiama le storiche trattorie milanesi degli anni Sessanta, tra boiserie in noce, bancone in peltro e dettagli rétro. In cucina l’executive chef Paolo Rollini propone una lettura contemporanea della tradizione lombarda: risotto alla monzese, costoletta alta, trippa, lumache valtellinesi, insieme a reinterpretazioni come la lasagnetta al bollito e i mondeghili in foglia di verza.

Via Fiori Chiari, 32

Autem Milano

Autem

Gli spaghetti in bianco più buoni che vi capiterà di mangiare (a Milano, ma non solo). Autem lavora sull’equilibrio tra tecnica e identità, da sempre tratti distintivi della cucina dello chef Luca Natalini. Il progetto ruota intorno a una cucina italiana moderna, pulita nei sapori e precisa nelle esecuzioni, con grande attenzione alla qualità degli ingredienti e alla costruzione dei piatti. L’ambiente è essenziale ed elegante, con la cucina a vista e all'ingresso, ad accogliere i commensali. Un menù che, salvo alcuni piatti come gli spaghetti in bianco, appunto, cambia continuamente nel rispetto della stagionalità e reperibilità degli ingredienti. Una scelta che fa sì che ogni cena (o pranzo) da Autem possa essere un'esperienza sempre diversa.

Via Serviliano Lattuada, 2

Il Luogo di Aimo e Nadia

Un’istituzione della cucina italiana contemporanea. Il Luogo di Aimo e Nadia rappresenta uno dei massimi esempi di alta cucina legata al territorio e alla biodiversità italiana. La filosofia del ristorante si fonda sulla valorizzazione delle eccellenze regionali, raccontate attraverso piatti che uniscono ricerca, tecnica e memoria gastronomica. Una tradizione che gli chef Alessandro Negrini e Fabio Pisani portano avanti con consapevolezza, esperienza e passione. Un’idea di eleganza sobria e profonda, che ha reso questo indirizzo un punto di riferimento internazionale.

Via Privata Raimondo Montecuccoli, 6

  • IN ARRIVO

«Non tutte le barrette proteiche fanno bene, ecco come sceglierle»: parola agli esperti

barrette proteichebarrette protecihe consigli
Le barrette proteiche non sono tutte uguali. Gli esperti ci spiegano come riconoscere quelle che fanno bene da quelle che sono solo snack

Negli ultimi anni, specie per chi fa una vita sportiva, la ricerca di proteine è diventata una piacevole ossessione. Così, il mondo dei cibi a base proteica si sono diffusi enormemente, creando un'offerta vastissima di barrette proteiche dove sembra quasi impossibile trovare quelle davvero salutari.

Il loro essere in formato “snack” le ha portate con successo ovunque: dalle farmacie (che per primi le hanno adottate) ai supermercati, fino addirittura ai negozi di articoli da regalo e igiene per la casa.

Le barrette proteiche sono un oceano nel quale è facile perdersi, per questo abbiamo gettato un salvagente chiedendo a figure con grande esperienza nel campo (nella nutrizione con grande vita sportiva) per comprendere meglio cosa scegliere quando le compriamo, partendo subito a gamba tesa su tutto ciò che sarebbe meglio evitare.

(Continua dopo la foto)

barrette proteiche da evitare

Quali sono le barrette proteiche da evitare?

«La prima importante “red flag” è il contenuto proteico» ci racconta la dietista Elisa Rosso «se navighiamo sotto i 15 grammi di proteine per barretta, non è così proteica, è quindi più che altro uno snack». L’altro aspetto da considerare sono gli zuccheri. «Se ne trovate più di 10 o 12 grammi in totale di zuccheri, che equivale già a un cucchiaio di zucchero, c’è già di certo un rapporto poco equilibrato». È concorde anche il nutrizionista sportivo Marco Tancredi, che sottolinea l’importanza di guardare sempre ai grammi totali di prodotto: «È importante fare attenzione al peso della barretta, guardando i valori percentuali, facendo occhio poi che non abbia un’alta dose di grassi, in genere sopra il 10%. Farei attenzione anche all’eccessiva presenza di sciroppi che rendono il prodotto più gustoso, ma meno utile allo scopo».

Vanno bene anche per chi non fa fitness?

Tendenzialmente sì. Ma se usati come “alternativa rapida” a spuntini in mancanza di alternative. «Chi per vari motivi ha bisogno di un surplus di proteine, può usarlo come approccio d’emergenza» racconta Elisa Rosso «ma spesso ne fanno uso persone che magari non fanno sport ma che hanno bisogno di prendere peso, magari concentrando l’uso di barrette in un periodo specifico dell'anno. Con l’aiuto di uno specialista, si va a inquadrare ogni singola posizione. «Può essere molto utile a chi è non più giovanissimo» racconta Marco Tancredi «in modo tale da tutelare la tonicità muscolare e alcuni processi fisiologici dovuti all’avanzare dell’età, a prescindere che faccia sport o meno».

quali barrette proteiche scegliere

Da quali valori ingredienti si riconosce una barretta di valore?

«È importante controllare l’origine delle proteine: possono essere di origine animale, come le proteine del siero del latte o dall’uovo, oppure di origine vegetale, come quelle che arrivano dai legumi e dalla frutta secca» spiega Marco Tancredi. «La barretta va guardata in base al “valore” che può dare a noi che la mangiamo: ad esempio se una persona è in definizione per "vedere" meglio la propria muscolatura, non consiglierei una barretta con più di 250 calorie o magari considererei una possibilità che molti escludono, ovvero quello di mangiarne solo metà» chiarisce Elisa Rosso.

Le barrette proteiche più “sane” sono quelle meno buone?

«Supponendo che una barretta sia come la stiamo descrivendo finora, ovvero con pochi zuccheri e pochi grassi, ecco, magari potrebbe risultare meno golosa. Ma la domanda da farsi è un’altra e la trovo più interessante» spiega Marco Tancredi «non è che forse il sapore di una barretta risulta buono o cattivo se le nostre abitudini alimentari sono buone o cattive? È chiaro che una persona abituata a ingerire cibi molto zuccherati e molti grassi, troverà alcune barrette meno buone». «Il mercato delle barrette è sconfinato, basta fare un po’ di tentativi e saper scegliere, anche perché è molto soggettivo» chiarisce invece Elisa Rosso «ormai però ci sono barrette equiparabili a dolci veramente dolci in termini di gusto, pur essendo molto più contenuti negli zuccheri, quindi basta provare».

migliori barrette proteiche

Qual è la differenza con le barrette energetiche?

«Se parliamo di barrette energetiche» spiega Marco Tancredi «sono tendenzialmente ricche di carboidrati e spesso sono utilizzate da chi fa endurance, ovvero attività sportiva per un tempo prolungato, integrando per non avere cali di energie. Mangiarle durante l’allenamento fornisce energia sul breve e medio termine e permettono di non avere cali di zuccheri». «Consiglio di fare attenzione alle barrette non proteiche che magari si pongono come “barrette light” o “sostitutive del pasto”» racconta Elisa Rosso «spesso queste barrette “vestite per la dieta” hanno pochissimi nutrienti utili. Se bisogna fare attenzione a quelle proteiche, bisogna fare ancora più attenzione a quelle che non lo sono».

Se le barrette proteiche sono poco digeribili

«Le proteine del latte isolate o idrolizzate sono in genere quelle più assimilabili» spiega Elisa Rosso «ma la differenza vera, anche se è un discorso soggettivo, la fanno i dolcificanti. Lo dico perché alcuni tipi di dolcificanti, in base alle quantità, potrebbero diventare lassativi. Quindi io spesso prediligo quelli con zucchero o miele rispetto ai dolcificanti che finiscono in -oli, ma ovviamente è sempre personale. A quel punto meglio una barretta digeribile anche se meno “leggera”: la tolleranza intestinale è un fattore importante».

barrette proteiche se non fai sport

Si possono fare da soli?

«Assolutamente sì» spiega Marco Tancredi «si possono fare con fiocchi d’avena, proteine del siero del latte, burro di arachidi o mandorle, latte e miele. Ci sono parecchie ricette davvero valide on line, vale la pena fare dei tentativi». «È molto più facile fare quelle da “endurance”, da integrare negli allenamenti lunghi, fatte con avena, riso soffiato, datteri, frutta secca o essiccata, tritati con il miele e conservate in frigo» spiega Elisa Rosso «quelle proteiche possono essere fatte addirittura anche con l’albume. Diciamo che è un ottimo modo per risparmiare e avere controllo sugli ingredienti, quindi perché non provare?»