Come scegliere la giusta crema viso in base al tipo di esigenze e pelle

Per una skincare routine senza errori la prima cosa da fare è trovare la giusta crema per il viso in base alla propria pelle. Ecco come fare a individuare quella perfetta.
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La prima vera sfida di ogni skincare lover è scegliere la giusta crema viso in base al tipo di esigenze e pelle. Le proposte sul mercato sono davvero tantissime e, se non si capisce la topologia di cute e ciò che necessita per essere sana e luminosa, si potrebbe rischiare di scatenare l’effetto contrario peggiorandone la situazione.

Abbiamo provato a raggruppare alcuni consigli per scegliere la crema perfetta e impostare una skincare ad hoc, sia mattino che sera, per un viso compatto e pieno e, soprattutto, dalla grana compatta e luminosa.

Come riconoscere di che tipo è la propria pelle

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Il primo step riguarda riconoscere il tipo di pelle e, per farlo, oltre a un’attenta osservazione visiva è anche bene vedere come questa reagisce durante il giorno e con il cambiare delle condizioni climatiche o eventuali agenti esterni.

La pelle, sana e non con problematiche, si suddivide in quattro tipologie:

Secca: sensibile e che si arrossa spesso. Ha bisogno di tanta idratazione perché, per natura, produce poco sebo che la protegge dagli agenti esterni. Oltre ad infiammarsi facilmente, lascia una sgradevole sensazione di tensione e, a volte, possono formarsi delle antiestetiche pellicine ai lati del naso.

Mista: è una condizione molto comune ed è caratterizzata da una zona a T, composta da mento, naso e fronte, tendenzialmente grassa e che si lucida durante il passare delle ore. Il resto del viso, invece, è secco o normale e, per questo motivo, ha bisogno di più idratazione rispetto al resto.

Grassa: da non confondere con la pelle acneica, la pelle grassa è caratterizzata da una sovrapproduzione di sebo che tende a lucidare il viso e far scivolare i prodotti di make-up. Pesante al tatto, ha spesso pori molto dilatati e può presentare anche diverse impurità nelle varie zone del viso (ma non è una condizione necessaria).

Normale: chi ha questo tipo di pelle rientra nella categoria più fortunata. Non ha particolari necessità e non presenta problematiche di nessun tipo. Ovviamente, anche in questo caso, possono essere presenti alcune impurità o piccoli brufoli che possono essere causati, anche, da problemi ormonali o da agenti esterni.

Crema viso per la pelle secca

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La pelle secca è una condizione davvero poco piacevole e, con l’andare del tempo, può diventare davvero fastidiosa. Ancor più secca in inverno e facilmente irritabile in estate, ha bisogno e necessita di una crema viso dall’alto potere idratante e che riesca a difenderla dagli agenti esterni ricreando un film lipidico sulla pelle stessa:

  • Cera d’api
  • Burro di cacao
  • Olio di jojoba
  • Avocado
  • Latte
  • Burro di karité
  • Olio di mandorle
  • Avocado
  • Olio d’oliva

È anche bene sapere che, le pelli più secche, sono soggette a un invecchiamento cutaneo più veloce e repentino, proprio a causa della mancanza e non produzione di grasso da parte dei pori. Per questo è bene scegliere prodotti pensati ad hoc e che contengano anche acido ialuronico, una molecola altamente idratante che “trattiene l’acqua” evitando che la pelle si disidrati e lasciandola elastica e liscia.

Crema viso per la pelle grassa

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Scegliere una crema idratante non occlusiva è la soluzione migliore per la pelle grassa. Questa tipologia di cute, infatti, è soggetta a una forte produzione di sebo e, per questo motivo, ha bisogno di una doppia azione: astringente e anti batterica.

Le formulazioni ad hoc, ovviamente, devono assolutamente contenere acqua perché anche le pelli che producono troppo sebo hanno bisogno di idratazione e, l’acqua, è la soluzione perfetta per evitare formulazioni più grasse e pesanti.

Per chi è alla ricerca di un effetto opacizzante, perfetto per le pelli che tendono a lucidarsi, gli ingredienti naturali sono un’ottima scelta ed è bene scegliere tra: Acqua

  • Tea tree
  • Aloe vera 
  • Camomilla
  • Acqua di rose

Ovviamente, in questo caso, anche alcuni tipi di acidi possono aiutare a purificare la pelle. Come l’acido azelaico, perfetto per combattere i batteri che causano i brufoli e spesso contenuto nei prodotti dedicati all’acne.

Crema viso per la pelle mista

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Chi ha questo tipo di pelle, proprio come dice la parola stessa, ha bisogno di uniformare l’incarnato andando a ristabilire un equilibrio tra la zona più secca (solitamente le guance) e quella più grassa (identificata nella zona T). Qui bisogna optare per prodotto idratanti, ma non troppo pesanti perché potrebbero agire in malo modo su fronte e naso. Sì a formule delicate, per non aggravare la situazione delle parti più sensibili, come la camomilla.

In questo caso, poi, sarà bene agire per zona sfruttando altri prodotti da applicare in sequenza con la skincare, come tonico, detersione e via dicendo.

La crema per la pelle normale

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La pelle normale è sicuramente già un buon punto di partenza e, in questo caso, si può optare per prodotti nutrienti e non eccessivamente aggressivi visto che, sui brufoli e impurità, si può agire con prodotti mirati.

Sì alle formule fresche come gel e mousse in estate e creme più corpose in inverno per lasciare una sensazione piacevole al viso durante tutta la giornata.  

Autore: Gaia Magenis / Credits photo: Pexels

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Le playlist perfette per accompagnare la skincare e ritrovare il proprio ritmo

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Skincare, musica e lentezza: perché una playlist può trasformare il rituale beauty nel momento più rilassante della giornata

La skincare è sempre un momento di pausa, un piccolo intervallo che può avere effetti benefici su pelle e mente. Dieci minuti, talvolta anche meno, bastano per rimetterci in sesto e farci iniziare – o finire – la giornata nel modo migliore possibile, grazie a un rituale personale che può essere profondamente rigenerante. Dopo le ferie, però, questo momento assume un valore ancora più importante perché segna il passaggio dal tempo delle vacanze al ritorno alla routine quotidiana. Lasciarsi accompagnare dalla musica in questo momento è la scelta migliore che potete fare. Una playlist ben costruita è, infatti, più che un semplice sottofondo musicale; è la cornice di uno spazio protetto e tutto vostro, impermeabile dall’esterno.

Come scegliere la playlist per la skincare

L’ideale nella scelta della playlist migliore è puntare su una lentezza che non sia però eccessiva: sì a musiche capaci di calmare ma senza farci sbadigliare (soprattutto la mattina), di accompagnare in modo tranquillo senza trascinarci nella tristezza. Pianoforti, archi, jazz, colonne sonore di film, tutto può funzionare a patto di fare una selezione anche pensando alla durata del vostro rituale beauty. Generalmente una playlist di 15–20 minuti è perfetta: abbastanza lunga da coprire tutte le fasi – detersione, trattamento, maschera in posa, massaggio per applicare la crema – ma non troppo lunga da farvi eccessivamente distrarre nel rituale. Ovviamente, si può anche puntare su playlist di cinque minuti scegliendo semplicemente un paio di brani.

Come mixare i brani

Anche il modo in cui i brani vengono mixati è fondamentale. È preferibile evitare cambi troppo netti di volume, genere o intensità emotiva. Le transizioni devono essere fluide, quasi impercettibili, così che la musica segua il rituale senza richiamare attenzione su di sé. Alternare pezzi strumentali a brani con una presenza vocale discreta può aiutare a mantenere il coinvolgimento, ma senza spezzare la concentrazione. L’obiettivo non è “ascoltare” la musica, ma lasciarsi accompagnare da essa.

Indecise? Vi diamo una mano noi con tre diverse proposte (che potete smontare e rimontare a vostro piacimento).

Playlist dal mood calmo e minimal

Una progressione morbida che conduce dalla concentrazione iniziale a una quiete sempre più profonda.

Ludovico Einaudi – Nuvole Bianche
Ólafur Arnalds – Near Light
Chilly Gonzales – White Keys
Max Richter – Vladimir’s Blues
Ben Chappell, Katherine Jenkinson, Peter Gregson, Reinoud Ford, Richard Harwood, Tim Lowe – Prelude
Perché funziona: i diversi strumenti e ritmi si alternano con naturalezza, creando uno spazio mentale ordinato e continuo, ideale per accompagnare ogni fase della skincare.

Playlist per la skincare di chi ama il jazz

Un flusso caldo ed elegante, perfetto per gesti lenti e precisi e per una skincare che si chiude con un tocco di energia.

Chet Baker – Almost Blue (Instrumental)
Miles Davis – Blue in Green
Bill Evans – Peace Piece
Stan Getz – Voce de Saudade (Instrumental)
Michael Nyman – The Heart Asks Pleasure First
Perché funziona: timbri vellutati e melodie contemplative accompagnano il rituale e vi aiutano a tenere una concentrazione rilassata.

Playlist per la skincare per chi ama la meditazione

Una sequenza che porta dall’energia morbida alla sospensione totale, ideale per maschere e pause più lunghe.

Anoushka Shankar – Land of Gold (Instrumental)
Claude Debussy – Clair de Lune
Brian Eno – An Ending (Ascent)
Ennio Morricone – Gabriel’s Oboe (The Mission)
Léo Delibes – The Flower Duet (Lakmé)
Perché funziona: unisce colonne sonore, classica e ambient in un’unica esperienza sensoriale, trasformando il tempo dell’attesa in uno spazio luminoso e rigenerante.

Credit ph: Foto di Antoni Shkraba Studio

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L'olio di cocco per la pelle funziona? Sì, a queste condizioni

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Olio di cocco per la pelle: tra tradizione, studi recenti e limiti, il vero identikit di un ingrediente amatissimo nella cosmetics

L’olio di cocco per la pelle è ormai entrato fra le nostre abitudini quotidiane grazie al suo profumo e alla sua capacità di idratare e nutrire – in sostanza grazie alla sua versatilità. Ricavato dalla polpa essiccata della noce di cocco, grazie alla presenza di acidi grassi saturi come l’acido laurico, si contraddistingue per la sua texture corposa che fa da barriera protettiva. Questa particolare caratteristica lo rende un ottimo alleato skincare durante l’inverno, quando l’epidermide tende a perdere acqua più rapidamente.

Olio di cocco per la pelle, tra tradizioni e scienza

Non è (soltanto) una questione di tradizioni che arrivano dall’Oriente, perché le ricerche più recenti ci dicono che l’olio di cocco ha un’efficacia scientificamente provata come emolliente e come coadiuvante in alcune forme lievi di secchezza cutanea. Anche l’attività antibatterica legata all’acido laurico è stata oggetto di studio, anche se va gestita con prudenza quando si parla di pelle sensibile o irritata. Ciò che sappiamo con certezza, però, è che l’olio di cocco per la pelle è un ingrediente ottimo, tranne quando siamo di fronte a condizioni cutanee più complesse.

Olio di cocco per la cute secca

Una delle questioni più discusse riguarda, infatti, la sua comedogenicità. La ricchezza lipidica che tanto fa bene alla pelle secca può essere un ostacolo per chi ha problemi di sebo in eccesso o una pelle predisposta alle impurità, per esempio. In questi casi, l’olio di cocco potrebbe occludere i pori e accentuare eventuali condizioni indesiderate. Se invece si parla di pelle molto secca, screpolata o impoverita da trattamenti aggressivi, l’olio di cocco agisce come un balsamo creando una barriera che intrappola l’umidità e permette ai processi di rigenerazione, in particolare durante la notte, di procedere indisturbati.

Ecco alcuni prodotti a base di olio di cocco per la pelle che potrebbero fare la differenza nella vostra skincare quotidiana.

Phytorelax Laboratories Cocco Vegan & Organic Olio Secco Multiuso

Olio secco multiuso per viso, corpo e capelli, a base di olio vergine di cocco biologico, nutre e ripara senza ungere, lasciando la pelle morbida e i capelli disciplinati.

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Olio di Cocco di Botany Room

Leggero e non unto, l’olio di cocco biologico frazionato resta liquido e si assorbe rapidamente, ideale per pelle e capelli senza lasciare residui. Bastano 2-3 gocce per nutrire viso, punte e cuticole. Puro e certificato, a base di trigliceridi caprilico/caprico, rafforza la barriera cutanea e dona idratazione.

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Bottega Verde Olio di Cocco

Questo olio di cocco naturale, estratto tramite spremitura a freddo, è un autentico elisir di bellezza capace di nutrire, proteggere e riparare pelle e capelli. È la scelta ideale se desiderate un trattamento efficace e completamente naturale.

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ST BARTH olio di cocco pelle e capelli

La sua fragranza cremosa, attraversata da una lieve nota di vaniglia, accompagna le proprietà nutrienti degli acidi grassi insaturi, capaci di offrire sollievo immediato a gomiti, mani e piedi screpolati. Qualche goccia amplifica l’idratazione di maschere, lozioni e bagni.

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NIVEA Crema-Olio Cocco & Olio di Monoi

Offre una formula che unisce la ricchezza di una crema-olio alla leggerezza di una texture che si assorbe rapidamente, lasciando la pelle morbida e vellutata. L’Olio di Monoi si fonde con una delicata fragranza al cocco, avvolgendo la pelle in un profumo tropicale e raffinato.

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Olio Corpo Idratante di Erbe e Virtù

Idratazione profonda e duratura, con un’immediata sensazione di comfort e una luminosità che restituisce vitalità alla pelle. Contrasta secchezza, desquamazione e opacità, ed è ideale anche per un massaggio rilassante dopo la doccia.

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Credit ph: Foto di Tijana Drndarski, Foto di Bogdan Krupin

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Voglia di SPA a casa? Provate i sali da bagno!

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Volete preparare un bagno rilassante?I sali da bagno non possono mancare. Ecco i migliori per godere di un meritato relax at home

Per staccare la spina o per ritrovare relax dopo una giornata intensa. Oppure semplicemente per godere di quella piacevole sensazione di calore sulla pelle quando fuori fa freddo. Sono molte le ragioni per provare i sali da bagno rilassanti o le “bath bomb”, che si sciolgono nell’acqua calda diffondendo un profumo irresistibile. La temperatura dell’acqua ideale per sciogliere i sali dovrebbe avvicinarsi a quella corporea. Ma come si usano i sali da bagno? Basta immergersi e restare in acqua anche per mezz’ora, il tempo di rilassarsi, assaporare la fragranza dei sali e lasciar scivolare via tensioni e stress. Alcuni sali, inoltre, possono potenziare l’effetto detox dell’acqua calda, contribuendo a ridurre gonfiore e favorire il drenaggio.

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Come usare i sali da bagno nella doccia

E se non avete una vasca in casa? Nessun problema: i sali da bagno si possono usare anche sotto la doccia in diversi modi. Per esempio, potete distribuirli sul piatto doccia e far scorrere l’acqua calda mentre vi lavate; così si creerà un vapore profumato con gli stessi effetti dei sali da bagno tradizionali. In questo caso, è meglio scegliere fragranze più intense. In alternativa, potete usarli come scrub corpo, mescolandoli a una tazza di olio - d’oliva, di mandorle o di cocco - per un’esfoliazione delicata e nutriente. Infine, i sali sono perfetti anche per un pediluvio: basta scioglierli in acqua calda e immergere i piedi, una soluzione ideale, ad esempio, dopo lo sport o una lunga giornata.

Possiamo usare i sali da bagno e bagnoschiuma insieme?

Nulla lo vieta, perché il bagnoschiuma ha solo una funzione di detersione mentre i sali rappresentano un vero e proprio trattamento, capace di portare molti benefici. Se possibile, però, in questo momento di massimo relax usate soltanto i sali per poter apprezzare al meglio tutte le loro qualità.

Come devono essere i sali da bagno per idromassaggio?

Nella vasca idromassaggio, i bagnoschiuma non sono particolarmente indicati, perché potrebbero provocare ostruzioni, mentre i sali da bagno sono perfetti. Se volete provare dei sali fai-da-te, potete scegliere il sale rosa dell’Himalaya, noto per le sue proprietà antinfiammatorie e detox, oppure il sale del Mar Morto, che favorisce il rilassamento e aiuta a combattere l’affaticamento muscolare. Per purificare la pelle, un’ottima soluzione è il bicarbonato: basta aggiungere tre o quattro cucchiai all’acqua tiepida e lasciarli sciogliere. Infine, combinando i sali con oli essenziali, è possibile potenziarne gli effetti benefici, rendendo l’esperienza ancora più piacevole e rigenerante.

Migliori sali da bagno

Indecise sui prodotti da usare?Ecco una carrellata di proposte must-try.

Green Pharmacy Damask Rose & White Musk Bath Salt

Prodotto naturale dalla formula delicata, aiuta a migliorare tonicità ed elasticità e dona una piacevole sensazione di benessere e vitalità.

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Greenum Lavender Field

L’elevato contenuto di minerali come magnesio, potassio, sodio, cromo, bromo e selenio favorisce la salute della pelle, rafforza le sue difese naturali e aiuta a eliminare le tossine.

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Kylie skin Lavender Bath Bomb

Con fiori di lavanda naturali, olio di cocco e olio di canola, emana istantaneamente un profumo fresco e rilassante.

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Lanserhof The Mineral Bath

Lanserhof ha ideato quest sali da bagno detossinanti specificamente formulati per apportare un effetto rigenerante all’intero organismo. Sali di Epsom, burro di cacao, rosmarino e CBD (cannabidiolo) sono i protagonisti di una formulazione che consente di ricreare la piacevole immersività di un’esperienza spa anche a casa.

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I Provenzali Sale da Bagno

Arricchiti con Sali di Magnesio e Sali di Calcio e Vitamina C e profumati con oli essenziali (Menta Piperita, Eucalipto, Cipresso e Lavandino) dalle rivitalizzanti note balsamiche, sono l'alleato perfetto per un rituale distensivo e depurativo a fine giornata.

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Wally Sali da Bagno Pepe Nero

Il Pepe Nero stimola la circolazione e riscalda la pelle. Ideale per il bagno dopo sera.

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Perché abbiamo iniziato a dire basta alla perfezione a tutti i costi

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Ritocchi impercettibili, protocolli rigenerativi e skincare intelligente ridisegnano l’estetica contemporanea: ecco cos'è la undetectable beauty e perché sarà il main trend del 2026

L’idea di perfezione sembra appartenere a un’altra epoca. Almeno secondo quella che sarà una delle principali tendenze beauty del 2026, la undetectable beauty, una filosofia che rifiuta eccessi e standard rigidi per dare spazio a un’estetica personale e naturale. Il ritocco c’è, insomma, ma non deve vedersi; deve soltanto restituire freschezza, luminosità e un senso di benessere – che è tutto soggettivo.

Undetectable beauty e i trend beauty del 2026

A spiegare questa metamorfosi è il professor Raffaele Rauso, vicepresidente FIME (Federazione Italiana Medici Estetici) e già docente dell’Università Vanvitelli di Napoli, che legge i segnali della medicina estetica attuale come indizio di una fase più profonda. “Il 2025 conferma che la medicina estetica sta entrando in una fase più matura: meno trasformativa, più rigenerativa e orientata alla salute e al benessere globale”, osserva Rauso. Le sue parole sintetizzano un processo che sta rivoluzionando il settore: non più la ricerca dell’effetto wow, ma la valorizzazione delle caratteristiche individuali.

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L’espressività diventa la chiave di volta di questa nuova stagione. L’obiettivo non è modificare e rivoluzionare, bensì preservare le linee del viso, ammorbidire i tratti, mantenere intatto ciò che rende un volto unico. Il “less is more” consacrato dal 2025 trova continuità in alcune pratiche che sembrano essere molto gettonate come micro-dosi, mini-ritocchi e tutti quegli interventi soft che costruiscono un miglioramento graduale. I tweakments, protagonisti sui social e nel lessico contemporaneo, incarnano perfettamente questa logica: gesti rapidi, poco invasivi, capaci di potenziare la qualità della pelle senza stravolgere nulla. Un approccio che è più vicino al concetto di mantenimento costante che di metamorfosi.

I trattamenti più gettonati

Interessante anche la riscoperta del resurfacing cutaneo, rivisitato grazie a peeling evoluti e laser non ablativi. Non si punta più a rinnovare la pelle in maniera drastica, ma a innescare una rigenerazione controllata che migliora texture e luminosità senza lunghi tempi di recupero. Parallelamente, si consolidano i protocolli anti-aging integrati, che combinano estetica, nutrizione e medicina funzionale. L’idea alla base di tutto è che la pelle va trattata come un organo vivo, in relazione all’intero organismo, e non come qualcosa che va corretto. Insomma, siamo di fronte a un vero e proprio cambio di paradigma.

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La tendenza trova eco anche nel mondo skincare, dove il concetto di autenticità sembra essere il nuovo orizzonte del beauty 2026. Ne è convinto, per esempio, il marchio Ringana, secondo il quale, la visione dell’“Undetectable Face” risuona con questa nuova sensibilità: non una pelle perfetta, ma una pelle che appare riposata, levigata e nutrita. La freschezza non deriva da un camuffamento strategico, bensì da formule che rafforzano la barriera cutanea e sostengono il glow naturale invece di coprirlo. È un’estetica più vicina alla fisiologia che all’artificio, e proprio per questo più credibile.

Se il passato recente ha celebrato la definizione estrema, i volumi scolpiti e gli angoli acuti, oggi tutto sembra muoversi verso un gioco quasi impercettibile di sfumature che punta sulla qualità della pelle e sulla naturalità. La versione migliore di noi stessi, forse, ma rimanendo sempre e comunque profondamente noi stessi.

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