Villa Milano: quando il gioiello è un racconto da indossare, generazione dopo generazione!

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C’è un indirizzo nel cuore dei milanesi DOC, un nome associato a momenti speciali e a ricordi preziosi... Siamo entrati nel mondo dello storico marchio di gioielleria Villa Milano.

Nonostante da qualche anno la sua “casa ufficiale” si sia spostata dall’indirizzo storico della centralissima via Manzoni, alla più intima ma non meno affascinante via San Carpoforo, nel cuore di Brera, Villa Milano ha mantenuto quell'aura di "milanesità" che ne ha sempre contraddistinto l'anima e le sue creazioni preziose. 

Nato del lontano 1876, per i milanesi doc (ma non solo) è ancora oggi l'indirizzo giusto se si è alla ricerca di un gioiello speciale, lontano dalle fugaci tendenze della moda e dei grandi brand, che cattura lo sguardo per i dettagli inattesi, l'utilizzo di materiali innovativi e l'approccio personalizzato che si esprime attraverso il laboratorio artigianale interno dove prendono vita piccoli capolavori.

 

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Fondata nel 1876, Villa Milano è un brand che oggi vive e prospera grazie alla quinta generazione, grazie alle pronipoti Alice e Francesca Villa, la prima interamente femminile alla guida del marchio. Ed è proprio Alice a guidarci in un viaggio speciale nell'universo del marchio e nella sua storia, nel duo delicato equilibrio tra tradizione e sperimentazione. 
Alice ci accoglie nel negozio di via San Carpoforo, a mostrarci pezzi d'archivio, aprire astucci che costudiscono gemme preziose, trasportandoci nella grotta magica di una fiaba. Ci racconta del fondatore Benvenuto Villa che fondò il marchio e che nel 1889 ottenne una medaglia d’oro all’Esposizione di Parigi per una scultura modulare in argento a forma di cubo: un’opera sorprendentemente moderna, che racconta quanto la tensione verso l’innovazione fosse già allora parte del DNA del marchio. 

Negli anni Venti del Novecento sarà poi Giuseppe Villa a introdurre una delle innovazioni più importanti della maison: il “Tessuto Villa”, una trama di sottilissimi fili d’oro capace di adattarsi al corpo come un velluto prezioso. Una tecnica brevettata, non replicabile, che diventa sinonimo di comfort e raffinatezza e che viene richiesta anche da altre importanti gioiellerie dell’epoca. È in questi anni che il nome Villa Milano entra nei salotti "giusti", quelli dove il lusso non è mai ostentazione ma misura, cultura, dettaglio.



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(In foto: l'esterno della boutique Villa Milano in via San Carpoforo e il laboratorio orafo che si trova a pochi passi)

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, con Adelio Villa – terza generazione, formazione artistica all’Accademia di Brera – la maison diventa un punto di riferimento per una clientela sofisticata, alla ricerca di gioielli capaci di unire gemme importanti e design originale. Adelio porta nel gioiello una sensibilità quasi pittorica, un gusto per la composizione e per il movimento che ancora oggi si ritrova nelle creazioni storiche della maison. È a lui che si deve, ad esempio, la celebre collana Spray: un’esplosione di luce e dinamismo, dove le pietre sembrano fluttuare nello spazio, anticipando linguaggi decisamente contemporanei.

Negli anni Ottanta, con la quarta generazione, Villa Milano continua il suo percorso senza strappi, rafforzando la produzione artigianale e il legame con una clientela internazionale attenta, colta, esigente. Infine l'arrivo alla guida creativa di Alice e Francesca Villa, in prima linea nel definire una visione capace di parlare al presente senza tradire il passato.

Alice porta con sé un doppio sguardo: quello di chi è cresciuta tra banco da orafo e pietre preziose, e quello di chi ha una formazione manageriale solida e contemporanea. Il risultato è una maison che sceglie di non rincorrere le tendenze, ma di costruire un linguaggio proprio. I gioielli Villa Milano di oggi sono oggetti dal forte carattere, dove materiali inaspettati come il carbonio o il titanio dialogano con l’oro e le gemme, creando contrasti netti ma armonici. Il design è deciso, talvolta architettonico, sempre pensato però per essere vissuto e indossato e non solo ammirato e... chiuso in un cassetto!

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(In foto: la collana Spray e Alice Villa, alla guida creativa del marchio di famiglia)

Sono numerosi i clienti che arrivano nella boutique proprio con un gioiello "di famiglia" a cui dare nuova vita, da rendere più contemporaneo, recuperandone la gemma magari. Ed è proprio dalla pietra che nasce tutto, ci rivela Alice Villa, l'elemento che "guida" la creatività e su cui si costruisce il disegno, elaborato a mano o su iPad, per poi essere passato a moderni programmi di progettazione. Da lì, il lavoro passa al laboratorio artigianale, che si trova a pochi passi dalla boutique, affacciato al cortile di una vecchia casa di ringhiera di Brera, dove le mani e gli occhi attenti degli orafi gioiellieri di Villa Milano (alcuni anche under 25!) plasmano e cesellano il gioiello, piegando la materia e realizzando sogni. 

L'identità forte e coerente di Villa Milano l'ha portato anche in contesti dell’arte e del design internazionale, come il PAD London 2025 – fiera di riferimento per il design storico e contemporaneo – dove il gioiello diventa forma d’arte da indossare, capace di dialogare con il mondo del collezionismo e della ricerca estetica.

Allo stesso tempo, il brand non perde il legame con la sua memoria. Due dei modelli storici di Villa Milano sono stati infatti selezionati per il Museo del Gioiello di Vicenza: la collana Spray e il bracciale Corona Ferrea – è un riconoscimento che sancisce il ruolo della maison nella storia del gioiello italiano. Da un lato, la rilettura colta e simbolica della Corona Ferrea, commissionata negli anni Venti per una principessa di Casa Savoia.


Oggi a quasi centocinquant’anni dalla sua fondazione, il brand non vive di nostalgia, ma di continuità, ha attraversato le epoche senza perdere identità e creduto nella forza del gesto artigianale ma anche nella necessità di sperimentare. E dimostra come il gioiello, quando è davvero pensato, è molto più di un ornamento, diventa un racconto da indossare, capace di parlare a generazioni diverse con la stessa, rara intensità. 

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Gucci presenta “La Famiglia”: la nuova campagna che inaugura l’era Demna

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Sensuale, audace e profondamente italiana: la collezione anticipa la visione del nuovo direttore creativo attraverso personaggi iconici e guardaroba carichi di identità

Gucci svela “Gucci: La Famiglia”, la nuova campagna che segna ufficialmente l’inizio di una nuova era per la Maison sotto la direzione creativa di Demna Gvasalia. Presentata per la prima volta lo scorso settembre, la collezione rappresenta un ponte tra passato e futuro: un racconto visivo e stilistico che rilegge gli archivi e i codici storici di Gucci attraverso un linguaggio contemporaneo, sensuale e decisamente audace.

Scattata dalla fotografa Catherine Opie, la campagna mette in scena una famiglia allargata di personaggi, ognuno portatore di una personalità distinta ma unita da un’attitudine comune. È questa la vera essenza della “Gucciness”: un’identità collettiva fatta di carattere, disinvoltura e codici iconici reinterpretati con spontaneità.

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Credits: Courtesy of Press Office

Gesti, styling e presenza raccontano storie diverse ma complementari. C’è Incazzata, che cattura lo sguardo con il suo cappottino rosso anni ’60, simbolo di un temperamento ardente. Gallerista incarna invece un’eleganza sofisticata in total black, completata dalla Bamboo 1947 rivisitata in nuove proporzioni. Ogni look diventa un tassello di un immaginario condiviso, dove il guardaroba contribuisce a costruire un senso di appartenenza.

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Credits: Courtesy of Press Office

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L’italianità emerge con forza attraverso il concetto di sprezzatura, quell’eleganza naturale e senza sforzo che si ritrova nei mule in pelle indossati con il tallone schiacciato o nei completi sartoriali maschili. Dal look impeccabile di Direttore al carisma magnetico di Principino, anche il menswear diventa terreno di sperimentazione e desiderio.

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Credits: Courtesy of Press Office

“La Famiglia” non è solo una collezione, ma una dichiarazione d’intenti: un’anticipazione della visione di Demna per Gucci, che sarà svelata ufficialmente a febbraio. La collezione sarà disponibile dall’8 gennaio nelle boutique Gucci di tutto il mondo e su gucci.com.

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Louis Vuitton celebra i 130 anni del Monogram: l’icona che ha fatto la storia del lusso

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Dalla nascita nel 1896 alle nuove collezioni anniversario, il simbolo più iconico della Maison inaugura un anno di celebrazioni tra heritage e innovazione

Ogni leggenda nasce da una firma. Per Louis Vuitton, quella firma è il Monogram: il motivo creato nel 1896 da Georges Vuitton come tributo al padre Louis e come risposta visionaria alle imitazioni dell’epoca.

A 130 anni dalla sua nascita, la Maison inaugura un anno di celebrazioni dedicato a quello che è diventato molto più di un decoro: un vero linguaggio universale di eleganza, savoir-faire e modernità.

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Credits: Courtesy of Press Office

Registrato come brevetto nel 1897, il Monogram - con le iniziali LV intrecciate e i fiori stilizzati ispirati al neogotico e al giapponismo - rappresentò uno dei primi esempi di logo moderno.

Nato per proteggere l’autenticità dei bauli Louis Vuitton, si trasformò rapidamente in un’icona capace di attraversare epoche, culture e stili, accompagnando l’evoluzione del viaggio e della moda.

Dai bauli storici alle borse simbolo della Maison, il Monogram ha segnato la nascita di icone intramontabili come Speedy, Keepall, Noé, Alma e Neverfull, diventate compagne di vita e di viaggio per generazioni.

Nel tempo, il motivo si è anche aperto al dialogo con l’arte contemporanea grazie a collaborazioni leggendarie con artisti come Takashi Murakami, Yayoi Kusama, Jeff Koons e Urs Fischer, confermandosi una tela creativa sempre in movimento.

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Credits: Courtesy of Press Office

Per celebrare questo anniversario storico, Louis Vuitton presenta tre collezioni speciali che reinterpretano il Monogram tra memoria e innovazione.

Monogram Origine rilegge il canvas originale in chiave vintage con nuove tonalità pastello; VVN rende omaggio alla pelle naturale, simbolo del savoir-faire della Maison; mentre Time Trunk trasforma l’eredità dei bauli in un sorprendente trompe-l’œil contemporaneo.

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Credits: Courtesy of Press Office

Con collezioni dedicate, vetrine speciali e nuove creazioni in edizione limitata a partire da gennaio 2026, Louis Vuitton invita il mondo a riscoprire il Monogram non solo come un motivo iconico, ma come una leggenda vivente.

Un codice senza tempo che continua a definire l’arte del viaggio e del lusso contemporaneo.

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Valentino torna a Roma: la sfilata Autunno Inverno 2026/27 fuori calendario

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Alessandro Michele riporta Maison Valentino nella Città Eterna per un défilé-evento il 12 marzo 2026

Roma chiama, Valentino risponde. Maison Valentino infatti, presenterà la collezione Autunno Inverno 2026/27 a Roma, eccezionalmente fuori dal calendario ufficiale della Paris Fashion Week. L’appuntamento è fissato per il 12 marzo 2026, mentre la location resta (per ora) top secret.

Questa è sicuramente una scelta fortemente simbolica, che segna un ritorno alle origini: Roma è parte fondante della storia di Valentino, la città dove Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti fondarono la maison nel 1960 e dove ancora oggi batte il suo cuore creativo. Con questa sfilata-evento, Alessandro Michele rende omaggio all’eredità storica del brand, intrecciando memoria, identità e visione contemporanea.

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Credits: Courtesy of Maison Valentino

Il défilé romano rappresenta una parentesi speciale nel percorso internazionale della maison: dopo la sfilata di marzo, Valentino tornerà regolarmente nel calendario delle sfilate parigine con la collezione successiva. Un gesto che non rompe con Parigi, ma rafforza il dialogo tra le capitali della moda.

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Credits: Courtesy of Maison Valentino

L’ultimo grande show di Valentino a Roma risale al luglio 2022, quando Pierpaolo Piccioli portò l’Haute Couture tra Piazza Mignanelli e Trinità dei Monti. Oggi, sotto la direzione creativa di Michele, la maison sembra voler riscoprire il valore evocativo della Città Eterna, trasformandola ancora una volta in palcoscenico di moda, cultura e immaginazione.

Roma, dopotutto, non è solo una cornice: è un manifesto.

Cover credits: Fabio Lovino

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Fashion Pills: cos'è successo questa settimana nel mondo della moda in 7 news

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Weekend alle porte, mettiamoci comode e scopriamo insieme le fashion news della settimana!

Tra luci di Natale, capsule da collezione e collaborazioni che scaldano l’immaginario, la moda entra nel suo momento più brillante.

Le Fashion Pills di oggi mescolano stile, attitudine e desiderio, perfette da leggere tra un regalo e l’altro. #FashionPills


Fashion Pills: lunedì e Cortina si eleva tra moda, visione e futuro sulle Dolomiti


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(Credits: courtesy of press office) FRANCO SOVILLA e BIANCA LUNA SANTORO

Dal 5 all’8 dicembre 2025 Cortina d’Ampezzo è tornata al centro della scena con la quindicesima edizione del Cortina Fashion Weekend, nel segno di ELEVATE – Rise with Excellence. Quattro giorni in cui moda, lifestyle, sport e cultura si intrecciano per raccontare un Made in Italy che guarda avanti, mentre la Regina delle Dolomiti si prepara alle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026.

Tra talk, concerti, installazioni, Ski Village, party serali e Charity Gala Dinner a favore del Soccorso Alpino, il paese diventa un palcoscenico diffuso e vibrante.

In agenda anche i dialoghi su Olimpiadi, creatività e leadership femminile, con protagonisti del mondo istituzionale e imprenditoriale.

A fare da filo rosso (e da sorriso complice) a questa edizione, anche un "pezzetto" di Grazia: la madrina dell’evento, Bianca Luna Santoro — sì, c’est moi — la vostra editor preferita di Grazia.it, voce delle Fashion Pills, pronta a raccontarvi Cortina tra stile, visione e un po’ di sana autoironia. #ElevateCortina



Fashion Pills: martedì e “Pinko state of mind”

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(Credits: courtesy of press office) 

PINKO accende Milano con PINKOMANIA, un party che è dichiarazione di energia, stile e libertà.

Il Teatro Alcione diventa la cornice perfetta: suggestioni liberty, anima contemporanea, tutto immerso in un rosa vibrante e ipnotico. Ad aprire la serata, il sound magnetico di Calliope, mentre la scena si prepara al momento chiave. Al centro, Paola Iezzi: icona trasversale, spirito libero, protagonista naturale di una visione che parla di empowerment senza etichette.

Tra luci, glitter e installazioni immersive, la pinkification si trasforma in esperienza totale, giocosa e consapevole.

Il live set riporta agli anni Duemila, tra carisma e pura energia, prima di lasciare spazio al DJ set di Silvie Loto che accompagna la notte fino all’ultimo beat.

Una serata che non si racconta: si vive. #Pinkomania



Fashion Pills: mercoledì e l’eleganza del balletto con VIVAIA

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(Credits: courtesy of press office)

Per celebrare i 15 anni di Black Swan, VIVAIA firma la sua prima collaborazione cinematografica insieme a Searchlight Pictures. Ne nasce la Black Swan × VIVAIA Satin Sneakerina, una capsule in edizione limitata che traduce l’immaginario del film in un oggetto da indossare.

Bianco e nero si rincorrono, il raso cattura la luce, la linea resta essenziale. È una sneaker che si muove come una ballerina: leggera, flessibile, pensata per accompagnare ogni passo, tutto il giorno. L’eleganza del balletto incontra la praticità contemporanea, senza forzature. Al centro, la dualità: forza e grazia, controllo e abbandono, luce e ombra che convivono. #ModernBallet


Fashion pills: giovedì e Amarsi è uno stile

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(Credits: courtesy of press office)

Luisa Spagnoli firma una capsule per donne che non cercano modelli, perché lo sono già. Donne che fanno della vita il proprio mood board, libere, consapevoli, profondamente presenti a sé stesse.

Da questa attitudine nasce Lui.Sa L’Amour: un gioco di parole e di identità, un invito gentile ma deciso all’amore per sé. Il punto di partenza è il mini abito in maglia visto in passerella FW25, che diventa il cuore di una capsule essenziale e simbolica.

Pullover oversize, t-shirt dal sapore college, accessori pensati per il quotidiano: ogni pezzo parla di forza tranquilla e femminilità autentica.

C’è la maglia, firma storica del brand, ma anche dettagli leggeri e funzionali che accompagnano i gesti di ogni giorno. #LuiSaLAmour



Fashion Pills: venerdì e una coperta, un gesto che conta


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(Credits: courtesy of press office) EVELINA KROON

Con l’arrivo delle festività, ARKET sceglie la via più silenziosa e potente del design: quella che scalda davvero. Torna la collaborazione con l’artista svedese Evelina Kroon, questa volta a sostegno di UNHCR. Per l’AW25 nasce una coperta in edizione speciale, essenziale nei toni del blu, bianco e rosso, dove estetica e intenzione viaggiano insieme. Per ogni pezzo venduto, ARKET dona due coperte termiche alle famiglie sfollate: un oggetto domestico che esce di casa e diventa aiuto concreto.

Il blu è quello ufficiale dell’UNHCR, il bianco arriva da paesaggi osservati dall’alto, il rosso è una nota personale di calore e accoglienza. Perché il design, quando è fatto bene, non ha bisogno di spiegarsi troppo.#DesignThatCares



Fashion Pills: sabato e velocità, colore, memoria


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(Credits: courtesy of press office)

Benetton riaccende i motori e torna in pista con Benetton Formula, la capsule che celebra trent’anni di vittorie in Formula 1 e un capitolo irripetibile della storia del brand. Una collezione che traduce l’adrenalina delle corse in linguaggio contemporaneo, tra spirito sportivo e design essenziale. Protagonista il colore, firma storica di Benetton, che corre insieme alla velocità: bomber blu con logo giallo, camicia worker sabbia con patch statement, t-shirt e felpe con la monoposto verde iconica. Capi unisex, diretti, pensati per chi ama lo stile con un passato che pesa — e conta. Non nostalgia, ma attitudine: quella di un brand che è stato il primo, nel mondo della moda, a guidare una scuderia di Formula 1 e a vincere davvero. Drive the color. Ancora una volta. #BenettonFormula


Fashion Pills: domenica e la luce che non fa rumore di Onitsuka Tiger


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(Credits: courtesy of press office)

Onitsuka Tiger debutta nel mondo della profumeria con una prima collezione di Eau de Parfum che sceglie la via della misura. Wearing Quiet Radiance è un esercizio di equilibrio: presenza senza eccesso, intensità trattenuta.

A firmarla è Mark Buxton, che traduce il DNA del brand in quattro composizioni essenziali, costruite sul dialogo costante tra tradizione e modernità.

Le fragranze nascono interamente a Grasse, dove l’artigianalità incontra una visione contemporanea del profumo. I flaconi giallo brillante, scultorei, catturano la luce e la restituiscono in chiaroscuro, riflettendo l’estetica del contrasto cara al marchio. #QuietRadiance