I buoni propositi dell'anno nuovo ci fanno bene anche se non li realizziamo

Gennaio arriva sempre con un certo aplomb con i suoi buoni propositi. Si presenta infatti come se avesse tutte le risposte, come se bastasse voltare pagina sul calendario per diventare immediatamente una versione migliore di noi stessi. Più organizzata, più centrata, più in forma, più tutto. E invece, puntualmente, ci troviamo a guardarlo con un misto di aspettativa e sospetto, come si fa con chi promette troppo.
È il mese dei buoni propositi, certo. Ma anche quello in cui iniziamo a capire che non tutti i propositi hanno davvero voglia di essere mantenuti. E va bene così.
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Perché, sotto sotto, lo sappiamo: quelli che ci raccontiamo a voce alta - “quest’anno mi rimetto in forma”, “sarò più produttiva”, “meno tempo sui social” - convivono con un’altra categoria molto più sincera, ovvero i propositi non dichiarati. Quelli che non finiscono su nessuna lista, ma che ci accompagnano silenziosamente per tutto l’anno.
Come il desiderio, mai confessato, di non cambiare poi così tanto. Di smettere di trattare ogni gennaio come un esame di maturità emotiva. Di concederci il lusso di restare imperfette, magari un po’ disordinate, sicuramente stanche, ma finalmente meno in guerra con noi stesse.
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C’è il proposito segreto di continuare a dire “quest’anno penso di più a me”, anche se sappiamo già che risponderemo alle mail alle dieci di sera, con il telefono appoggiato sul cuscino e la sensazione di dover recuperare qualcosa che non sappiamo nemmeno bene cosa sia. Non perché qualcuno ce lo imponga, ma perché staccare davvero è ancora una delle cose più difficili da imparare.
Alcune penseranno di mangiare meglio, sì, ma è importante non trasformare ogni pasto in una seduta di autocritica. Bisogna imparare a smettere di considerare il cibo come una prova morale, di fare pace con l’idea che un’insalata e una pizza possano coesistere nella stessa settimana senza bisogno di spiegazioni o sensi di colpa. Magari persino nello stesso giorno.
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Poi c’è il grande classico: muoversi di più. Che non significa necessariamente iscriversi a una maratona o postare stories in palestra con la scritta “back on track”. A volte vuol dire camminare senza auricolari, fare un giro più lungo per tornare a casa, ricordarsi che il corpo non è un progetto da ottimizzare ma uno spazio da abitare.
E in mezzo a tutto questo, c’è il proposito più sottile: mettere un po’ d’ordine emotivo. Non diventare improvvisamente equilibrate e zen, ma imparare a riconoscere cosa pesa davvero e cosa è solo rumore di fondo. Capire quali conversazioni tenere in vita e quali lasciare andare senza drammi, dire qualche no in più, senza sentire il bisogno di giustificarsi, spiegarsi o scusarsi.
Gennaio, dopotutto, non chiede di essere straordinario con i suoi buoni propositi. Chiede solo un minimo di onestà. Ammettere che l’entusiasmo va e viene, che la motivazione non è costante, che la voglia di cambiare convive spesso con quella di restare esattamente dove siamo. E che va bene così.
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Un "Corpo Libero" dall'obesità: un documentario racconta (senza retorica) la malattia

Iris ha una compagna invadente, da sempre con lei, in ogni fase della sua vita, fin dall’adolescenza: è l’obesità, una prigione da cui riesce ad evadere nel momento in cui impara a volersi bene, a cercare una strada per riprendere in mano la propria vita.
Marco, dopo una carriera sportiva agonistica, comincia a prendere peso, finché non capisce che quel corpo gli impedisce di vivere la vita che vuole e non trova il coraggio di chiedere aiuto e di prendersi cura della sua salute fisica e mentale.
Maria inizia a prendere peso dopo le gravidanze e non riesce più a perderlo; dopo molte diete e molti fallimenti, si rivolge ad uno specialista, iniziando un percorso di rinascita fatto di sforzi e sacrifici, che la porta nuovamente a stare bene con il suo corpo in salute.
Roberto si rifugia nel cibo quando i suoi genitori si separano: un evento che segna la sua adolescenza portandolo all’isolamento e alla solitudine. Ma quando nasce sua nipote qualcosa scatta dentro di lui, vuole ricominciare a vivere, e ci riesce, grazie a un supporto nutrizionale e psicologico.
Oltre lo stigma e i luoghi comuni
Quattro storie diverse, quattro persone ciascuna con il proprio vissuto personale, unico e speciale. Tutte accomunate da una stessa patologia: l’obesità. Una vera e propria malattia cronica, complessa e multifattoriale, affrontata e raccontata con una semantica nuova, oltre lo stigma della grassofobia, attraverso il documentario “Corpo libero”, scritto e diretto da Donatella Romani e Roberto Amato, prodotto da Telomero Produzioni con il patrocinio dell’Associazione pazienti Amici Obesi e realizzato con il contributo non condizionante di Lilly.
Il film vuole superare i luoghi comuni associati a questa malattia e incoraggiare le persone che ne soffrono a intraprendere un percorso di cura.
«Volevamo trovare un equilibrio nella narrativa sull’obesità», dicono Donatella Romani è Roberto Amato. «Da un lato c’è una società intrisa di grassofobia che giudica e stigmatizza i corpi non conformi agli standard di bellezza, generando una profonda solitudine e frustrazione in chi non riesce a perdere peso, dall’altra c’è il rischio che la pur giusta accettazione di sé, lega ta al “body positivity”, faccia dimenticare che il peso in eccesso non è una mera questione estetica, ma un problema di salute che può avere gravi conseguenze nel tempo. L’obesità come ogni patologia va diagnosticata e curata e oggi la ricerca scientifica per la prima volta mette a disposizione terapie che possono ridurre i fattori di rischio e le patologie legate all’obesità».
Le voci degli esperti
Alle voci di Iris, Marco, Maria e Roberto si affiancano quelle della professoressa Anna Maria Colao e del dottor Edoardo Mocini. I due specialisti illustrano i meccanismi biologici alla base dell'obesità e spiegano le nuove possibilità terapeutiche che possono aiutare le persone alle prese con questa malattia cronica a ritrovare la propria salute.
Togliersi un peso e vivere felici
“Corpo libero” è un racconto corale, appassionato, vero, intimo e sincero. E insieme, ispirazionale: passo dopo passo i quattro protagonisti e i due clinici dimostrano che con il giusto approccio e grazie a un supporto nutrizionale e psicologico è possibile guarire dall’obesità e quindi ritrovare la propria salute, la libertà di vivere appieno e con gioia. «Speriamo che il docufilm possa aiutare chi in questo momento non ha la forza di reagire», dicono i protagonisti. «Speriamo soprattutto che la società possa diventare più inclusiva e accogliente con chi ha problemi di peso».
Il primo ottobre l’Italia ha varato, primo Paese al mondo, una legge che definisce l’obesità una patologia cronica, una condizione che riguarda, solo nel nostro Paese, oltre 6 milioni di persone.
La voce narrante è quella di Stefania Rocca, attrice icona del cinema italiano, che accompagna lo storytelling con riflessioni intime e potenti. «Non tutti nascono farfalle e i bruchi non sono consapevoli che un giorno diventeranno farfalle e soprattutto i cambiamenti sono faticosi, richiedono tempo e fanno un po’ paura», dice Rocca, che nel film guida lo spettatore a riflettere sui corpi imprigionati dall’obesità.
Dopo l’anteprima alla Festa del Cinema di Roma (guarda il video story alla Festa del Cinema su YouTube), il documentario “Corpo libero” è andato in onda su LA7 ed è ora disponibile su Rivedi LA7 e su Amazon Prime Video.
"Corpo Libero", il trailer
Dall'alto, sotto la foto di copertina, alcuni volti del docufilm "Corpo Libero" (su Prime Video): Iris Sani, Presidente della Onlus AMICI OBESI, che ha patrocinato l'opera; Marco; Maria; Roberto.
Nella foto di gruppo, il cast e la produzione del docufilm Corpo Libero sul tappeto rosso della festa del cinema di Roma. Sotto, l'attrice Stefania Rocca, voce narrante nel lungometraggio.
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3 cose da fare in 5 minuti appena svegli per essere più produttivi

Secondo i sondaggi, il 77% degli italiani si sveglia già stanco e con poca energia. Non stupisce, quindi, che la “morning routine” sia diventata un argomento centrale, in particolare sui social, dove non mancano i consigli più disparati per iniziare la giornata carichi e riuscire a essere più produttivi. Spesso raccontata come un rituale rigido, fatto di ore di attività da manuale, è più fonte di ansia da prestazione che di reale benessere.
La verità è che non servono maratone mattutine, né sveglie all’alba per essere performanti. È più che sufficiente seguire una routine, semplice e sostenibile, capace di impostare la giornata sul giusto binario.
“Al risveglio, il nostro cervello è in una fase di transizione in cui la neuroplasticità è al suo apice: i primi minuti sono decisivi per stabilire se a guidarci sarà il nostro centro strategico (corteccia prefrontale) o l'amigdala, centro della reazione istintiva” spiegano Alessandro Da Col e Alessandro Pancia, fondatori di Accademia Crescita Personale – Meritidiesserefelice.
“Controllare lo smartphone appena svegli significa consegnare il controllo della giornata al caos. Bastano invece pochi gesti mirati per proteggere le nostre risorse cognitive all’insegna del giusto focus”.
3 pratiche da fare in 5 minuti al risveglio per essere più produttivi tutto il giorno
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Il Protocollo Minimo Efficace (PME)
Idratazione e luce
Addio alle docce gelate come test di resistenza. Bere un bicchiere d'acqua per reidratarci ed esporsi 2-3 minuti alla luce naturale – anche dalla finestra – consente di bloccare la produzione di melatonina, l’ormone del sonno.
Il "Brain Dump" strategico per essere più produttivi
Non serve dedicarsi a lunghi diari della gratitudine o a routine di bellezza che possono generare stress. Basta scrivere su un foglio la risposta a una sola domanda: "Qual è l'unica cosa che, se completata oggi, renderà la mia giornata un successo?". Questo sposta il cervello dalla modalità "reagire a tutto" a quella di "focalizzarsi sull'essenziale".
Silenzio deliberato
Oggi la sfida più complessa è saper resistere alla sovrabbondanza di stimoli. Non servono App costose o tecniche di meditazione complesse, basta concedersi 3-5 minuti di silenzio, seduti, senza input, per allenare la nostra capacità di non farci dirottare da ogni impulso.
“Il Protocollo Minimo Efficace è molto più potente di un'ora di rituali complessi che aggiungono solo stress. Per affrontare le nostre sfide quotidiane, non dimentichiamo anche il potere della visualizzazione, strumento prezioso per allenare il nostro sistema nervoso al successo, riducendo l'ansia da prestazione.
Visualizzare in modo vivido noi stessi mentre teniamo una presentazione, ad esempio, permette al cervello di attivare le stesse aree motorie che si attiverebbero realmente in quella circostanza.
La vera self-leadership non si basa, in definitiva, su processi astratti e complessi, bensì sul preparare noi stessi per affrontare al meglio la realtà quotidiana” concludono Da Col e Pancia.
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I segni zodiacali più fortunati di gennaio sono questi 4

Gennaio si apre con un cielo che promette nuovi inizi e buone opportunità per alcuni segni zodiacali più fortunati, pronti a dare il via all’anno con il piede giusto.
È il mese dei bilanci e delle ripartenze, in cui le stelle favoriscono chi ha il coraggio di guardare avanti e di trasformare le intenzioni in azioni concrete.
L’inizio dell’anno coincide infatti con una fase di maggiore chiarezza, nuova energia e la possibilità di crescita personale (e, in alcuni casi, anche professionale).
Senza ulteriori indugi, scopriamo allora quali sono i segni zodiacali più fortunati di gennaio e come potranno sfruttare al meglio questa fase così promettente.
**Questi 5 segni zodiacali hanno più possibilità degli altri di avere successo nella vita**
**8 metodi (verificati) per diventare più fortunati**
I segni zodiacali più fortunati di gennaio sono questi
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Cancro
Per il Cancro, gennaio sarà un mese rassicurante e costruttivo. Le stelle aiutano a ritrovare stabilità e fiducia, soprattutto dopo un periodo emotivamente intenso. Sul piano pratico, tutto procede con maggiore fluidità: le decisioni risultano più semplici e le priorità finalmente chiare.
È un periodo ideale per rimettere ordine nella propria quotidianità e concentrarsi su obiettivi realistici. La sensibilità del Cancro diventa una risorsa preziosa, capace di guidarlo verso scelte più consapevoli e durature.
Bilancia
Per la Bilancia, gennaio rappresenta un mese di riequilibrio e nuove prospettive. Dopo un periodo in cui tutto sembrava richiedere un continuo aggiustamento, le stelle restituiscono chiarezza e una sensazione di maggiore stabilità. Le decisioni prese ora risultano più ponderate e allineate ai propri reali desideri.
È un momento favorevole per riorganizzare priorità e progetti, soprattutto quelli messi in pausa nei mesi precedenti. La Bilancia ritrova fiducia nel proprio giudizio e riesce a muoversi con eleganza e sicurezza verso obiettivi concreti.
Capricorno
Gennaio è il mese del Capricorno, e le stelle non fanno che confermarlo. Questo segno si trova perfettamente in sintonia con l’energia del periodo, che premia disciplina, impegno e visione a lungo termine. Le opportunità non mancano, soprattutto per chi è pronto ad assumersi nuove responsabilità.
È un momento di consolidamento e crescita, in cui il lavoro svolto in passato inizia a dare risultati tangibili. Il Capricorno rientra a pieno titolo tra i segni zodiacali più fortunati del mese, pronto a guidare il nuovo anno con determinazione e concretezza.
Acquario
Gennaio porta ai nati sotto il segno dell'Acquario un’energia stimolante e ricca di idee. Le stelle favoriscono il pensiero creativo e la capacità di guardare al futuro con uno sguardo nuovo, rendendo questo mese ideale per immaginare cambiamenti e iniziare percorsi alternativi.
La mente è attiva e ricettiva, pronta a cogliere opportunità non convenzionali. È un periodo che invita a sperimentare, ma anche a strutturare meglio le intuizioni, trasformandole in progetti reali. L’Acquario apre l’anno con entusiasmo e una rinnovata voglia di evolversi.
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Cosa fare a Roma a gennaio: eventi e appuntamenti in calendario

Cosa fare a Roma a gennaio? Ci sono tantissimi eventi da non mancare.
Un’agenda aggiornata con tutte le iniziative più interessanti organizzate nella Capitale e dintorni, dall’enogastronomia all’arte, dal teatro allo sport, dai festival alla cultura.
Sempre con un occhio alle nuove aperture, per restare aggiornati sulle ultime novità.
Vi raccontiamo tutto, di seguito i dettagli.
Cosa fare a Roma a gennaio
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I Tesori dei Faraoni alle Scuderie del Quirinale
Alle Scuderie del Quirinale è in scena i Tesori dei Faraoni (fino al prossimo 3 maggio), una grande mostra dedicata all’antico Egitto con 130 opere provenienti dai principali musei egiziani, molte delle quali visibili in Italia per la prima volta, capaci di raccontare un arco temporale che va dalle origini della civiltà faraonica fino alle più recenti scoperte archeologiche. Il percorso, articolato in sei sezioni tematiche, approfondisce il potere dei faraoni, la vita quotidiana, le credenze religiose e i rituali funerari, restituendo tutta la complessità e la raffinatezza della cultura egizia attraverso statue monumentali, gioielli reali, oggetti d’uso comune e sarcofagi decorati.
Franco Battiato. Un’altra vita al MAXXI
Dal 31 gennaio al 26 aprile, lo Spazio Extra del MAXXI ospiterà Franco Battiato. Un’altra vita: una mostra-evento che, a cinque anni dalla scomparsa, rende omaggio a uno degli artisti più visionari della cultura italiana. L’esposizione ripercorre il percorso umano e creativo del Maestro attraverso materiali rari e contenuti inediti. Il visitatore è guidato in un’esperienza intensa che va oltre la dimensione musicale, toccando poesia, filosofia, ricerca spirituale e sperimentazione artistica. Cuore della mostra è uno spazio immersivo dedicato all’ascolto, affiancato da album storici, fotografie, cimeli, opere pittoriche e lavori cinematografici.
Concerti
Concerti nel mese di gennaio a Roma? L’anno nuovo inizia con quattro date di Franco 126 (9, 10, 11 e 13 gennaio) all’Atlantico in occasione del tour Futuri Possibili Club Tour. All’Atlantico anche Francesco De Gregori, il 31 gennaio.
E prosegue fino al 6 gennaio la rassegna Natale all’Auditorium della Fondazione Musica per Roma, un ricco calendario di concerti e spettacoli all’Auditorium Parco della Musica, tra pop, jazz, rock e gospel, ed eventi dedicati ai bambini, come il circo contemporaneo OPS!
Festa della Befana
A piazza Navona prosegue la Festa della Befana, storica kermesse dedicata a romani e turisti, grandi e piccoli, con tanti eventi speciali in calendario e un mercatino di delizie gastronomiche, addobbi e giocattoli fino a martedì 6 gennaio. Proprio nel giorno del gran finale la Befana arriverà a piazza Navona portando doni e dolciumi a tutti i bambini, in contemporanea a tanti spettacoli, musica e allegria.
Arriva la Befana a Villa Pamphili
Martedì 6 gennaio torna per la sua quinta edizione, Arriva la Befana a Villa Pamphili, dalle 10:30 alle 12:30 da VIVI – Villa Pamphili: un evento gratuito pensato per bambini e famiglie promossa da VIVI – Food & Lifestyle. La mattinata si apre con l’accoglienza dei folletti della Befana, pronti a coinvolgere i più piccoli con le loro calze ancora vuote. Alle 11:00 va in scena lo spettacolo di burattini "Il circo all’improvviso", mentre a mezzogiorno arriva la Befana che distribuisce dolci offerti da VIVI.
Inoltre, da VIVI – Le Serre a Monte Mario, l’afternoon tea festivo sarà proposto in formula buffet tutti i giorni dalle 16:30 alle 18:30 fino a mercoledì 7 gennaio; successivamente sarà solo il sabato e la domenica, mantenendo la stessa formula. Negli altri locali VIVI, invece, l’afternoon tea sarà sempre disponibile con servizio à la carte.
Corsa di Miguel 2026
Domenica 18 gennaio torna La Corsa di Miguel (26esima edizione), manifestazione organizzata dal Club Atletico Centrale in ricordo del poeta podista desaparecido argentino: oltre alle due prove sui 10 chilometri (competitiva e non competitiva), prevista anche una 3 chilometri Strantirazzismo.
Grande novità di quest’anno, la Generazione Miguel, una gara-festa, che si snoda su un percorso di 5 chilometri, con partenza da Ponte Milvio e arrivo allo Stadio Olimpico, pensata insieme a Sport Senza Frontiere.
Ristoranti da provare e nuove aperture
SEU PIZZA ha riaperto in via Angelo Bargoni con un progetto completamente rinnovato: uno spazio minimal e contemporaneo, pensato per offrire un’esperienza più intima e coerente con la proposta gastronomica. L’ambiente è raccolto e avvolgente, con pochi coperti, luci soffuse, tonalità calde e materiali come pietra, resina e pelle. La sala è organizzata in aree riservate, include una saletta privata per piccoli gruppi e un bancone centrale ispirato ai cocktail bar internazionali.
L’offerta gastronomica si articola in tre percorsi degustazione che raccontano l’evoluzione creativa di Pier Daniele Seu: Simple, Extended e Unique, quest’ultimo concepito come un’esperienza a sorpresa. La carta comprende fritti, pizze al piatto, alla pala, classici e dessert, accompagnati da una nuova proposta di cocktail e da una selezione di vini essenziale ma curata, con attenzione all’Italia, allo Champagne e ai rifermentati.
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