Cosa fare a Roma a dicembre: luci, mercatini e tanti altri appuntamenti imperdibili

Cosa fare a Roma il mese di dicembre? Gli appuntamenti sono davvero tantissimi.
Per non perdersi nulla, ecco un’agenda aggiornata con tutte le iniziative più interessanti organizzate nella Capitale e dintorni, dall’enogastronomia all’arte, dal teatro allo sport, dai festival alla cultura.
Sempre con un occhio alle nuove aperture, per restare aggiornati sulle ultime novità.
Vi raccontiamo tutto, di seguito i dettagli.
Cosa fare a Roma a dicembre
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Natale all’Auditorium
All’Auditorium Parco della Musica torna la rassegna Natale all’Auditorium con un cartellone ricchissimo che unisce musica, teatro, circo contemporaneo e spettacoli per famiglie. Tra i grandi protagonisti di questa edizione, in programma fino al prossimo 6 gennaio: Luca Barbarossa (26 dicembre), Giovanni Allevi (27 dicembre), Carmen Consoli (28 dicembre), Gipsy Kings (30 dicembre), Edoardo Leo (31 dicembre) e Nicola Piovani (2 gennaio).
Dal 27 dicembre al 6 gennaio torna OPS!, la rassegna di circo contemporaneo che porterà in scena poesia, acrobazie, teatro e musica. Novità di quest’anno, l’anteprima speciale di Libri Come con Alberto Angela e il suo volume Cesare. La conquista dell’eternità, il 13 dicembre in Sala Sinopoli.
Ad arricchire il programma due mostre: Sette tele di Caterina Silva, dal 20 dicembre all’8 febbraio, e la collettiva Invocazioni. Un suono in fondo all’orecchio, fino al 6 gennaio. E per tutto dicembre il Sound Corner presenta Le Sette Meraviglie del Mondo del gruppo artisti§innocenti, un percorso sonoro immersivo dedicato alle sette attrazioni del mondo antico. Il cartellone completo sulla pagina dedicata a Natale all’Auditorium 2025.
Indirizzo: viale Pietro de Coubertin
Musica
Dicembre sarà ricco di grandi appuntamenti musicali a Roma. Dopo i concerti di Baustelle, Elodie e Coez, il 10 dicembre Francesco De Gregori sarà al Palazzo dello Sport; stessa location per Marracash il 12 e il 13 dicembre, per Noemi (20 dicembre) e per Antonello Venditti il 21 (sold out) e il 23 dicembre.
Il 14 dicembre alle 20:30 l’Auditorium della Conciliazione ospiterà Charlie Parker 70, un evento speciale in omaggio al leggendario sassofonista nel settantesimo anniversario della sua scomparsa. Il concerto rievoca il celebre live del 1953 alla Massey Hall di Toronto, considerato uno dei più straordinari della storia del jazz.
Sul palco, per ricreare quell’atmosfera unica, si esibiranno Fabrizio Bosso (tromba), Francesco Cafiso (sassofono), Andrea Pozza (pianoforte), Rosario Bonaccorso (contrabbasso) e Roberto Gatto (batteria e direzione musicale), sotto la direzione artistica di Claudio Rizzo.
Biglietti: a partire da 20 euro
Indirizzo: Via della Conciliazione 4
E a Natale, tornano i concerti Candlelight, spettacoli dal vivo illuminati da migliaia di candele con quartetti d’archi che eseguono i classici canti e melodie delle feste.
A Roma, gli appuntamenti si terranno nel Salone Bernini dell'hotel cinque stelle Palazzo Ripetta: si comincia il 19 dicembre con I classici del Natale, si prosegue il 20 dicembre con le Colonne sonore del Natale, per arrivare al 21 dicembre con nuove repliche de I classici del Natale.
Indirizzo: Via di Ripetta 231
Mostra screen has no edges
A Monteverde il 10 dicembre (ore 18:00) inaugura A screen has no edges, personale di Emanuela Moretti e primo appuntamento ufficiale di Studio Orma, il nuovo spazio romano dedicato all’arte contemporanea pensato per valorizzare la giovane scena under 30 e i linguaggi che sfidano le convenzioni. Al centro del progetto – a cura di Gianlorenzo Chiaraluce – c’è l’idea di esplorare e trasformare lo spazio, interrogandosi sui limiti stessi di una stanza.
La mostra riflette su un tema centrale: quale immagine del corpo sopravvive oggi, divisa tra frammenti digitali e presenza fisica? Attraverso elementi modulari e superfici replicabili, Moretti allude alla continua costruzione delle identità nel mondo ipermediale, dove reale e artificiale si intrecciano fino a confondersi.
Orari: giovedì, venerdì, sabato dalle 17 alle 20 o su appuntamento
Indirizzo: via Francesco Amici 10
Merende di Natale
A dicembre, il bistrot Madeleine diventa una tappa irrinunciabile per chi ama l’incanto del tè delle cinque. Nel cuore di Prati, il locale celebra i suoi dieci anni con una speciale merenda di Natale, un incontro tra charme parigino e i dolci d’autore della pastry chef Francesca Minnella.
Aperto dalle 7.30 all’1 di notte, Madeleine accompagna ogni momento della giornata: colazioni profumate, pranzi e cene firmati dallo chef Simone Maddaleni, fino al tè pomeridiano e al dopocena, tra ricette italiane con un tocco francese.
Tra tè, infusi e cioccolate calde, arrivano in tavola gingerbread, cioccolatini artigianali e una madeleine natalizia creata per l’occasione, con note di arancia, cannella e spezie delicate.
Indirizzo: Via Monte Santo 64
L’Hotel de’ Ricci, delizioso “wine boutique hotel” – sì, avete capito bene. Questo epiteto perché in cantina sono custodite ben 1.500 etichette – da 8 suite, tra Campo de’ Fiori e Piazza Navona, celebra le festività con un afternoon tea esclusivo. La proposta unisce una selezione dolce e salata curata nei minimi dettagli: dai biscotti artigianali al maritozzo gourmet, fino ai formaggi di Pienza e al pão de queijo con culatta.
Indirizzo: via della Barchetta 14
Nel Salone Eva dello storico Hotel Hassler torna l’appuntamento con l’afternoon tea firmato dallo chef Marcello Romano: un elegante rituale pomeridiano disponibile dalle 15.00 alle 19.00, che propone scones appena sfornati con panna montata fresca e confettura di fragole, una selezione di biscotti Hassler, sandwich assortiti – dal salmone affumicato al cetriolo, dal pollo al prosciutto cotto fino all’uovo sodo – e una miscela esclusiva di tè pregiati. Il percorso può essere accompagnato da un flute di Champagne.
Indirizzo: piazza della Trinità dei Monti, 6
A due passi dal Pantheon, Orient Express La Minerva – primo hotel al mondo del celebre brand (sì, proprio lo stesso dell’iconico treno di lusso), inaugurato lo scorso aprile in un palazzo seicentesco dopo un restauro firmato dall’architetto-artista Hugo Toro – celebra la stagione delle feste tra decorazioni scintillanti e atmosfere che richiamano l’incanto del periodo natalizio.
Per l’occasione, La Minerva Bar – oltre alle cene della Vigilia e di Capodanno – fino al 6 gennaio (ogni weekend e nei giorni festivi) ospiterà il Festive Afternoon Tea Time con tè pregiati, sandwich e pasticceria artigianale. Tra le creazioni più evocative, il choux al gel di mandarino e crema speziata e gli scones serviti caldi.
Oltre alle proposte di Gigi Rigolatto Roma, ristorante sul rooftop con vista a 360 gradi su Roma, la festa continua anche nei cocktail bar dell’hotel: al Bellini Bar vengono proposti i cocktail natalizi Christmas Star, Jingle Foam e Santa’s Negroni, mentre a La Minerva Bar si possono degustare Winter Cuddle, Jingle Spice e Feu de Noël, tra spezie invernali e aromi avvolgenti.
Indirizzo: piazza della Minerva 69
Mercatini
Unique Market torna alle Industrie Fluviali per due weekend speciali dedicati ai regali di Natale: 13-14 dicembre e 20-21 dicembre. Nella splendida location a due passi dal Gazometro, illuminata e decorata per le feste, oltre 50 espositori da tutta Italia presenteranno pezzi di artigianato come ceramiche, accessori per la casa, macramè, paralumi, sottopiatti colorati, lampade create con materiali riciclati, arredi, gioielli artigianali, cappotti sartoriali, sciarpe e selezioni vintage.
Non mancheranno musica, uno spazio dedicato ai più piccoli, con accessori per la prima infanzia e bambole di stoffa cucite a mano, e un’area food: sulla terrazza, aperta per l’occasione, si troverà una cucina vegetale con piatti caldi, dolci homemade, birra artigianale, vino biologico, kombucha e cocktail.
Orario: sabato 11-20 e domenica 10-19.30
Indirizzo: via del Porto Fluviale 35
Il weekend del 13 e 14 dicembre (dalle 12:00 alle 19:00), il rooftop del W Rome ospiterà The Winter Edit Market. Per tutti i gusti le proposte: dal design upcycled di SpringLab alle borse crochet di Fliv, dalle candele vegetali di Luluartcandles ai gioielli poetici di ECATE, fino alle illustrazioni di Gianni Puri, ai fiori in carta di Fabridicarta, alle ceramiche contemporanee di Clay Base e alle grafiche pop dedicate a Roma firmate H501.
Non mancheranno workshop adatti a ogni età – crochet, gioielli in resina e pittura libera a cura de Il Collettivo, oltre al laboratorio di pittura su ceramica guidato da Camilla Mulieri (Babubombo) – e tanta musica. Il 13 dicembre sarà la volta di Vinyl DJ set & Sax di Federico Zanghì e Federico d’Angelo, seguiti da Tahnee Rodriguez e DJ Serena Thunderbolt; il 14 dicembre di Vinyl DJ set & Percussioni di Zanghì e Francesco Lato, fino al gran finale con The Shakes band e DJ Mantis, tra funk, soul e sonorità contemporanee.
E poi, imperdibile, la proposta gastronomica firmata W Rome: i più golosi potranno sbizzarrirsi tra street food siciliano di Giano, pizza espressa, dolci d’autore di Fabrizio Fiorani, Spritz corner, vin brulè e cioccolata calda.
Indirizzo: Via Liguria 26-36
Dopo il primo weekend di dicembre, sabato 13 e domenica 14 torna GIFTLAND – La Città del Regalo, il più grande market natalizio al coperto dedicato allo shopping sostenibile, ideato da Vintage Market Roma. Negli ampi spazi del San Paolo District, ex deposito ATAC trasformato per l’occasione in un vero regno delle feste, oltre 200 espositori da tutta Italia proporranno artigianato, illustrazioni, ceramiche, abbigliamento, decorazioni, home decor, vinili, libri, piante, fiori e specialità gastronomiche.
Nei 6000 metri quadrati del market non mancherà un’imponente area vintage con capi iconici, né l’area food con proposte dolci, salate e vin brulè. Per i più piccoli, GIFTLAND dedica un’intera kids area con laboratori creativi gratuiti, letture animate, giochi e la presenza di Babbo Natale.
Il programma comprende inoltre numerosi workshop per adulti: cartoline in letterpress, tote bag kawaii, cosmetici naturali, candele profumate, tufting e molti altri progetti da realizzare con artigiani esperti, insieme a presentazioni di libri e incontri culturali.
Orari: Dalle 11 alle 20
Indirizzo: Via Alessandro Severo 48
Per tutto il mese di dicembre, art’otel Rome Piazza Sallustio proporrà un ricco calendario di eventi tra food, creatività e momenti dedicati alle famiglie.
Si comincia sabato 13 e domenica 14, dalle 12:00 alle 18:00: l’Art Gallery ospita il Christmas Pop-Up, un mercatino di abiti e gioielli natalizi con consulenze di styling e armocromia. In programma anche un aperitivo con cocktail delle feste il sabato e lo Yum Cha Brunch in versione natalizia la domenica (ingresso libero).
E sempre l’art’otel, mercoledì 18 dicembre alle 20:00, nel ristorante YEZI presenterà un nuovo appuntamento Chef & Guest: il resident chef Giordano Gianforchetti accoglie Luciano Monosilio per un menu esclusivo che intreccia cucina romana e pan-asiatica.
Domenica 21 dicembre, alle 12:30, tornano i Ginger Art Kids: un laboratorio di biscotti allo zenzero dedicato ai più piccoli, con pranzo incluso, mentre i genitori possono godersi lo Yum Cha Brunch di YEZI.
Infine, martedì 23 dicembre, dalle 18:00 alle 19:00, YEZI Restaurant ospita una Dim Sum Masterclass con lo chef Gianforchetti, seguita da una degustazione finale.
Indirizzo: Piazza Sallustio 18
La tavola di Natale con Maria Carè
Ha aperto a Roma, in via Magliano Sabina 54, nel quartiere Salario–Trieste, Maria Carè, un nuovo spazio dedicato all’arte della tavola con uno speciale allestimento dedicato alle feste tra tessuti naturali, luci calde, ceramiche materiche, vetri incisi e dettagli preziosi mai ostentati, evocando un’atmosfera intima ed elegante.
Per l’occasione, l’11 dicembre alle ore 11:30 è previsto un corso dedicato alla Tavola di Natale, un momento conviviale tra tè, pasticcini e cioccolata calda per imparare a realizzare una mise en place ricercata e allo stesso tempo accogliente.
Il viaggio della Fiamma Olimpica di Milano Cortina
Il 6 dicembre la Fiamma Olimpica è partita ufficialmente dal cuore di Roma per iniziare il suo viaggio verso le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 – il 6 febbraio la cerimonia d’apertura allo Stadio San Siro di Milano – e per l’occasione, si è tenuto un grande evento celebrativo allo Stadio dei Marmi: il Coca-Cola Music Fest.
Uno spettacolo all’insegna di musica e sport con Mahmood, Noemi, The Kolors, Tananai e Carl Brave che si sono alternati sul palco regalando al pubblico i loro successi più amati. “Il Coca-Cola Music Fest è stato il modo perfetto per accendere l’entusiasmo attorno al Viaggio della Fiamma Olimpica”, ha spiegato Luca Santandrea, General Manager Olympic and Paralympic Winter Games Milano Cortina 2026 di Coca-Cola. “Vogliamo che ogni tappa di questo percorso sia un’occasione per celebrare l’Italia nella sua autenticità, portando energia, condivisione e un senso collettivo di appartenenza. Dal 1928 al fianco del Movimento Olimpico, Coca-Cola continua a credere nel potere dello sport e della musica come linguaggi universali capaci di unire le comunità e ispirare le nuove generazioni”.
Qui per seguire tutte le tappe, che toccheranno ogni regione d’Italia, del viaggio della Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026 e vivere l’emozione di uno dei momenti più simbolici dei Giochi.
Gli appuntamenti di WeMeet
WeMeet, la nuova app di WeRoad pensata per far incontrare persone che non si conoscono e condividere esperienze autentiche, porta anche a Roma un calendario di appuntamenti perfetto per entrare nello spirito delle feste.
Si comincia l’11 dicembre con il Workshop di cucito creativo – Christmas Edition: una serata per imparare a realizzare un centrotavola natalizio, tra chiacchiere e aperitivo.
Il mese prosegue il 13 dicembre con un Workshop di fotografia al Pigneto: quattro ore dedicate alle basi della fotografia, girando per il quartiere. Il 18 dicembre arriva invece una serata tutta da ridere con il Workshop di improvvisazione teatrale al Centro Multidisciplinare delle Arti. Il 19 dicembre sarà il momento di Corsetta, Aperitivo & DJ set in collaborazione con RUNCORE; e ancora, il 20 dicembre Viaggio nel tempo – Rione Monti, un percorso esclusivo nei sotterranei del quartiere. Gran finale il 31 dicembre con il party Shine & Dine – Capodanno 2026 negli spazi di Amazonia Piazza Bologna.
The Nippon Bar Experience al Nite Kong
Giovedì 11 dicembre il Nite Kong ospita il terzo appuntamento di The Nippon Bar Experience, la rassegna dedicata ai maestri del bartending giapponese: protagonista della serata sarà Satoshi Sugiura.
Le serate, a ingresso libero dalle 21.30 all’01.00, permettono di degustare i signature cocktail dell’ospite di turno (uno ogni mese) al bancone del Nite Kong insieme a Patrick Pistolesi, ideatore della rassegna, e a Yasuhiro Kawakubo, ambasciatore del progetto e protagonista dell’appuntamento conclusivo previsto a maggio.
Indirizzo: Piazza San Martino ai Monti 8
The Christmas Dinner da Eataly Roma Ostiense
The Christmas Dinner sarà l’evento esclusivo firmato Eataly che, venerdì 12 dicembre e giovedì 18 dicembre, riunirà oltre 1500 persone in contemporanea in 13 ristoranti Eataly in Italia e in Europa, tra cui Eataly Roma Ostiense, per celebrare insieme la magia del periodo natalizio.
Per l’occasione, Eataly proporrà un menu speciale tra tradizione e creatività, attraverso l’uso di ingredienti eccellenti e abbinamenti ricercati.
Indirizzo: piazzale 12 Ottobre 1492
Giuffrè – Forno & Gelato
La storica insegna romana Giuffrè – Forno & Gelato inaugurerà il suo nuovo punto vendita in via Cantore, a Prati, sabato 12 dicembre (dalle 10:00 alle 20:00), occasione in cui si potrà scoprire il format che ha reso famoso il marchio: il gelato artigianale come protagonista, affiancato da una proposta di forno che accompagna la giornata dalla colazione alla sera.
Ogni mattina saranno disponibili gelati e sorbetti, maritozzi ripieni di gelato (anche nella versione invernale allo zabaione), brioche siciliane, biscotti e lievitati.
E in occasione del Natale, Giuffrè presenta una linea completa di prodotti artigianali: panettoni a lievitazione naturale (classico, cioccolato, albicocca & cioccolato, limone), torroni morbidi, creme spalmabili, biscotti “Sanpietrini” e i celebri babà in barattolo. Novità assoluta, lo Zabaione caldo da passeggio con panna solida.
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Come funziona il metodo dei 90 minuti per svegliarsi sempre riposati

Quante volte vi siete svegliate con la sensazione di non aver dormito affatto, nonostante abbiate passato una buona dose di tempo a letto? Il segreto per alzarsi riposati non risiede tanto nella quantità di ore dormite, quanto nella qualità dei cicli del sonno: ed è qui che entra in gioco il metodo 90 minuti.
Secondo gli esperti, il nostro riposo è scandito da fasi che si susseguono in cicli di circa un’ora e mezzo, e sintonizzarsi su questi intervalli può fare la differenza tra svegliarsi stanchi o sentirsi davvero rigenerate.
Non è un trucco di magia, né l’ennesima moda di benessere: è un approccio basato sulla fisiologia del sonno, che può essere facilmente adattato alla routine quotidiana.
Il metodo 90 minuti nasce, infatti, dall’osservazione che il sonno non è un blocco uniforme, ma una successione di fasi (nello specifico dalla leggerezza al sonno profondo, fino al REM, la fase in cui sogniamo) che si ripetono ciclicamente.
Comprendere e rispettare questa dinamica può aiutarci a scegliere l’ora migliore per andare a letto e, soprattutto, per svegliarci nel momento giusto del ciclo.
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Perché dormire a cicli di 90 minuti aumenta il benessere
Il nostro sonno è suddiviso in più fasi: leggera, profonda e REM, ognuna con una funzione precisa. Queste fasi si susseguono in cicli di circa 90 minuti: un periodo biologico naturale durante il quale il cervello e il corpo passano da uno stato all’altro.
Se ci si sveglia nel bel mezzo di un ciclo, per esempio, durante il sonno profondo, è molto più probabile alzarsi con quella spiacevole sensazione di pesantezza e confusione mattutina, spesso definita “inerzia del sonno”.
Il metodo dei 90 minuti sfrutta questa conoscenza: se programmiamo il risveglio alla fine di un ciclo completo, il corpo è già in una fase più leggera e il cervello più pronto a “ripartire”.
Come applicare il metodo 90 minuti nella vita reale
Applicare questo metodo richiede un po’ di pianificazione, ma non è complicato. Il primo passo è capire a che ora volete svegliarvi, e da lì contare i cicli all’indietro. Un esempio pratico? Se vi addormentate alle 23:00:
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un ciclo da 90 minuti vi porta alle 00:30,
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tre cicli (4,5 ore) alle 03:30,
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quattro cicli (6 ore) alle 05:00,
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cinque cicli (7,5 ore) alle 06:30.
Per chi fatica ad addormentarsi, può essere utile avvicinarsi gradualmente al metodo: fissare un orario fisso per andare a letto e puntare a completare, per esempio, quattro o cinque cicli completi. Anche l’uso di app che monitorano i cicli del sonno può dare un’indicazione utile se non siete ancora in sintonia con i vostri ritmi naturali.
Un altro aspetto importante è prepararsi al meglio per un sonno regolare: ridurre l’uso di schermi prima di dormire, limitare caffeina e alcol già dal primo pomeriggio, e creare un ambiente buio, fresco e silenzioso dopo potersi riposare. Queste abitudini non solo favoriscono l’addormentamento, ma aiutano anche a mantenere cicli del sonno più coerenti e regolari.
Infine, è importante ricordare che non esiste una “formula perfetta” valida per tutti: il metodo 90 minuti è uno strumento che può aiutare molte persone a ottimizzare il proprio riposo, ma ogni organismo ha le sue differenze. Tuttavia, ascoltare il proprio corpo, rispettare i ritmi naturali e puntare a cicli di sonno completi può essere un passo concreto verso una sveglia più leggera e più energia per la giornata.
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Perché tutti stanno postando foto e trend del 2016

Il 2026 è il nuovo 2016.
Sicuramente già visto questa frase sulle vostre bacheche social, soprattutto su Instagram e TikTok. Utenti che stanno rispolverando foto, filtri, look e riferimenti dell’anno che ora sembra un’epoca d’oro digitale: il 2016.
Non si tratta solo di una semplice tendenza, di un salto nel passato per gioco, ma di una riflessone culturale, che racconta come molti stiano guardando indietro con nostalgia verso un tempo percepito come più semplice, spontaneo e autentico.
Ma cosa significa davvero il trend 2016 e perché sta prendendo piede proprio ora? Ecco la risposta.
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Che cos’è il trend del 2016
“2026 is the new 2016” è un movimento di nostalgia digitale che sta spopolando sui social da inizio anno. Gli utenti condividono foto e video risalenti a dieci anni fa, spesso con filtri vintage o estetiche che ricordano i primi anni dell’era smartphone, come effetti sgranati e selfie con filtri di Snapchat.
L’hashtag #2016 è tornato virale e conta milioni di post, mentre molte clip includono riferimenti alla cultura pop di quel periodo; dalla mania di Pokémon Go alle hit musicali che definivano l’estate, fino all’abbigliamento iconico con skinny jeans, maxi orecchini, chokers.
Come e perché è nato questo fenomeno
Alla base di questo boom nostalgico ci sono diversi fattori. In primo luogo, il 2016 segna un periodo che molti ricordano come spensierato, soprattutto rispetto all’attuale contesto globale e digitale più frenetico e complesso.
Esperti di social media e cultura digitale sottolineano che per molti utenti, soprattutto millennial e parte della Gen Z, il 2016 rappresenta un tempo precedente alla saturazione degli algoritmi, alla pubblicità invasiva e alla cooptazione dei social da parte dell’intelligenza artificiale. La piattaforma stessa (Instagram, ovviamente) era meno curata, più casual. Un luogo di condivisione semplice piuttosto che uno spazio di branding personale.
Proprio per questo, in un periodo in cui le notizie globali sembrano sempre più pesanti e le piattaforme digitali più performative che mai, guardare al passato è diventato un modo per ritrovare leggerezza e autenticità.
Una nostalgia che va oltre le immagini
Il ritorno al 2016 non è solo un tuffo nei vecchi selfie con filtri: è una risposta emotiva a un presente percepito come frammentato e iper-curato.
Secondo gli esperti di comunicazione, infatti, molti utenti ricordano quel periodo come un’epoca in cui la condivisione era spontanea, l’estetica meno meditata e l’esperienza digitale più leggera, prima delle dinamiche algoritmiche che oggi dominano ogni feed.
La nostalgia si esprime in modo lieve e giocoso, ma al tempo stesso intenso, perché non riguarda solo la memoria personale: riporta in vita un’epoca in cui i social (Instagram in particolare) erano meno performativi, meno perfezionati e più “reali”.
E mentre le conversazioni sulla nostalgia virtuale continuano a dominare i social, c’è chi invita a non dimenticare che il 2016 non era perfetto; e che ogni epoca, per quanto ricordata con affetto, ha le sue complessità. Ma forse è proprio nell’idea di semplicità che tanti stanno trovando, oggi, un piccolo spazio di conforto.
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Una nuova collezione di IKEA prova a guarirci dallo stress facendoci giocare

Storing is boring, a meno che non si usi il gioco per farlo. Lo ha dimostrato Mary Poppins schioccando le dita, lo proclama Ikea a ogni nuova collezione. E ancora di più oggi che lancia GREJSIMOJS, una linea che proprio dal gioco prende spunto per realizzare prodotti che piacciano sia ai grandi che ai piccoli.
33 pezzi dedicati all'importanza del gioco come migliore alleato contro lo stress - una ricerca dell’IKEA Play Report ha dimostrato infatti che il gioco aiuta a ridurre lo stress e stimolare creatività e curiosità anche negli adulti.
Da lì la trasformazione degli oggetti di uso comune in elementi divertenti, che si tratti di un gattino porta oggetti, un pouf che al suo interno nasconde uno spazio di archiviazione (e dei denti da mostro) o di un cactus appendiabiti su cui lanciare il cappello al rientro a casa come un cowboy nei saloon.
O, ancora: cuscini a forma di peluche o colorati e impilabili uno sull'altro, casse bluetooth a forma di porcellino, soprammobili che si montano e smontano per creare forme e animali diversi.
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La collezione è nata da un appello aperto ai designer: immaginate una casa divertente, che lo sia per i bambini ma anche per i grandi.
Hanno risposto in 20 designer, e le creazioni di 12 di loro sono poi diventate questi 33 prodotti che due anni dopo quell'appello arriveranno nei negozi Ikea di tutto il mondo.
Per realizzarla, i designer hanno reinterpretato gesti e giochi dell'infanzia trasformandoli in oggetti utili quanto divertenti.
«Le nostre giornate sono piene di cose da fare, ricordare, sbrigare. Il nostro intento è stato quello di alleggerire parte di quello stress, cercando di sostituire ai piccoli momenti stressanti piccoli momenti di svago. Tuo figlio entra in casa e butta per terra giacca e cappello? Forse se la sfida è quella di lanciare il cappello sul braccio di un cactus come fosse un cowboy non lo farà più. Riordinare ti annoia? Vedere i denti all'interno di un pouf che si rivelano potrebbe regalarti un sorriso», ci spiega Maria Törn, Range Area Manager di Ikea, «vogliamo che il gioco diventi parte integrante della casa».
E in effetti la collezione, con cui abbiamo giocato che abbiamo visto dal vivo in anteprima, ti porta davvero a giocare.
O ad accarezzare la testa di una lampada a forma di giraffa seduta, che si accende e si spegne schiacciandole il naso.
«Abbiamo visto che la collezione avrebbe funzionato quando abbiamo notato che gli stessi designer si affezionavano ai prodotti che c'erano in ufficio», racconta Akanshka Deo, una delle designer della collezione.
«Ogni prodotto Ikea viene fatto testare nelle case dei dipendenti, per verificarne la qualità, la comodità e il funzionamento, ma in questo caso anche prima di entrare nelle case il feedback era chiaro: chi passava di fianco a una scrivania dove c'era una lampada a forma di cagnolino non poteva fare a meno di accarezzarla».
In questo caso, poi, il test è stato fatto fare anche ai bambini, a cui è stato chiesto di interagire con i prodotti per verificarne la funzionalità.
«Per un adulto il gioco non è più intuitivo come lo è per un bambino mentre volevamo che questi prodotti lo fossero per consentire anche agli adulti di ottenerne i benefici», spiega Maria Törn.
«Anche la scelta dei colori rivela la doppia destinazione dei prodotti: non colori primari ma la loro variante più sabbiosa o elaborata: i cuscini impilabili hanno volontariamente dei toni che piacciono ai bambini ma che stanno bene nelle stanze degli adulti», riprende Akanshka Deo, «proprio perché la destinazione di questa collezione non è necessariamente la stanza dei bambini, ma è un invito per tutti a giocare».
La collezione GREJSIMOJS, che si pronuncia come se le J fossero I (greisimois) e che in svedese significa più o meno piccola cosa divertente, o oggettino divertente, sarà in vendita nei negozi IKEA e online a febbraio 2026
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Come coltivare la resilienza: 7 pratiche per affrontare la vita con più forza e leggerezza

Nel lessico del benessere contemporaneo c’è una parola che torna con insistenza: resilienza. Non perché sia di moda, ma perché risponde a un bisogno concreto. Viviamo in un tempo segnato da cambiamenti rapidi, incertezze diffuse e una stanchezza che non è solo fisica ma anche, e soprattutto, mentale.
E così, più che cercare soluzioni drastiche o trasformazioni improvvise, cresce il desiderio di costruire una forza diversa: meno appariscente, ma più stabile.
Parlare oggi di resilienza significa interrogarsi su come affrontiamo gli imprevisti, lo stress quotidiano, le fasi di passaggio e tutto quanto la vita ci mette davanti. Non si tratta di “tenere duro” a tutti i costi, ma di sviluppare strumenti interiori che permettano di adattarsi, recuperare, ripartire.
Una competenza che non è innata, ma che si può coltivare nel tempo, attraverso abitudini consapevoli e pratiche alla portata di tutti.
Cos’è la resilienza e perché è così importante
La resilienza non è una parola astratta o una moda del momento: è la capacità di affrontare eventi stressanti o difficili e di uscirne con maggiore consapevolezza. Non significa essere immuni alle difficoltà, ma imparare a gestirle con strumenti che potenziano la tranquillità mentale e l’adattamento emotivo. È un processo dinamico che cresce con l’esperienza, la riflessione e la cura di sé, e che ci rende capaci di guardare avanti anche quando il cammino si fa accidentato.
Ecco allora sette pratiche che aiutano a rafforzare la resilienza e a vivere le difficoltà con maggiore equilibrio e lucidità.
**Il vero segreto della felicità è la resilienza: cos’è e come allenarla**
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1. Coltivare una mentalità di crescita
Avere una mentalità di crescita significa vedere gli ostacoli non come muri invalicabili, ma come opportunità di apprendimento. Invece di pensare “non sono capace”, si impara a dire “sto imparando”.
Questa prospettiva riduce l’ansia, incentiva la curiosità e alimenta la resilienza perché sposta l’attenzione dal fallimento alla scoperta. Alcune strategie includono abbracciare consapevolmente le imperfezioni, accettare critiche costruttive, prendere rischi calcolati e dare a se stessi il tempo di lavorare attraverso le sfide.
2. Prendersi cura di sé con amore
La cura di sé non è un lusso, è una necessità per costruire resilienza. Prendersi cura del corpo e della mente significa individuare ciò che ci nutre davvero (che sia un bagno caldo, una camminata nel parco o semplicemente dieci minuti di respiro profondo) e farne una priorità.
Fondamentale è anche definire limiti sani: dire no quando serve, ascoltare la propria stanchezza e dare valore al riposo. Strategie semplici come tenere un diario delle emozioni, seguire un’alimentazione equilibrata, dormire bene e praticare attività fisica regolare contribuiscono a consolidare un equilibrio profondo.
3. Scegliere obiettivi realistici
Un altro ingrediente della resilienza è la capacità di porsi obiettivi raggiungibili. Suddividere una grande ambizione in piccoli passi concreti permette non solo di registrare progressi reali, ma anche di costruire fiducia in sé stessi. Se il vostro obiettivo è correre una 5 km, ad esempio, non aspettatevi di riuscirci subito: iniziate invece con brevi tratti, celebrate ogni passo avanti e concedetevi la pazienza di crescere gradualmente.
Questo approccio trasforma la frustrazione in motivazione e fa sentire ogni piccolo successo come un mattone solido nella costruzione della vostra resilienza.
4. Accettare il cambiamento con flessibilità
La vita raramente va esattamente come programmato. Accettare che il cambiamento e l’incertezza fanno parte della quotidianità aiuta a rispondere alle difficoltà con meno tensione.
Piuttosto che arrabbiarsi con ciò che sfugge al controllo, provate quindi a vedere il quadro generale e a mantenere uno sguardo flessibile. Imparate a riconoscere i pensieri rigidi, come “non ce la farò mai”, e a sostituirli con frasi più aperte e sostenibili. Coltivare speranza, anche nei momenti complessi, è uno dei modi migliori per rafforzare la resilienza emotiva.
5. Sviluppare capacità di problem solving
Essere resilienti significa anche affrontare gli ostacoli con efficacia. Allenare il problem solving implica costruire una “cassetta degli attrezzi” mentale: imparare a identificare chiaramente un problema, esplorare possibili soluzioni, provarle e valutare i risultati.
Mantenere la calma, chiedere aiuto quando serve e ricordarsi che la prima idea non è sempre la migliore sono tutti comportamenti che aumentano la fiducia nelle proprie risorse. Questo processo, se praticato nel tempo, genera una resilienza più solida e consapevole.
6. Integrare mindfulness e meditazione nella quotidianità
Mindfulness e meditazione non sono rituali complicati, ma modi per ricentrarsi e rafforzare la presenza mentale. Essere consapevoli del momento presente - mentre cucinate, camminate o respirate profondamente - aiuta a ridurre l’ansia e a regolare le emozioni.
La meditazione, sia guidata che libera, favorisce il rilassamento e promuove una maggiore chiarezza mentale. Che scegliate una passeggiata meditativa, yoga dolce o cinque minuti di respiro profondo, integrare queste pratiche nella routine quotidiana favorisce una resilienza che parte dal cuore e arriva alla mente.⁵
7. Tenere un diario e riflettere
Scrivere i propri pensieri, le emozioni e le esperienze è uno strumento potente per aumentare la consapevolezza di sé e coltivare resilienza. Non è necessario essere scrittori: basta annotare ciò che si prova al mattino, elencare le preoccupazioni per liberare la mente la sera o tenere un diario di gratitudine.
Riflettere su ciò che avete imparato dagli eventi della giornata aiuta a riconoscere i vostri progressi e a dare un senso anche alle difficoltà, trasformandole in lezioni preziose.
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