Galleria Continua presenta a Roma Carlos Garaicoa: una mostra sulla tensione tra natura e spazio urbano

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Tra architetture sospese, piante carnivore e rovine urbane, l’artista cubano porta negli spazi del The St. Regis Rome una riflessione poetica e politica sul rapporto tra natura, memoria e città contemporanea.

Galleria Continua presenta a Roma Carlos Garaicoa: una mostra sulla tensione tra natura e spazio urbano
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Roma torna al centro dell’arte contemporanea internazionale con I giardini di Piranesi, la nuova mostra personale di Carlos Garaicoa ospitata da Galleria Continua negli spazi dello storico hotel 5 stelle The St. Regis Rome. Un progetto immersivo che, fino all’8 agosto, invita il pubblico a osservare lo spazio urbano da una prospettiva inedita: quella della fragilità.

Disegni, acquerelli, dipinti e una grande installazione site-specific costruiscono un percorso visivo in cui l’architettura urbana, da sempre al centro della ricerca di Garaicoa, diventa terreno di confronto tra utopia e decadenza, controllo e natura, ordine e collasso.

Il titolo della mostra richiama apertamente Giovanni Battista Piranesi, figura fondamentale per l’artista cubano. “Piranesi è una fonte sempre di ispirazione per me”, ha raccontato Garaicoa all'anteprima, sottolineando il legame con il maestro veneziano che attraverso il disegno e l’incisione documentava la città trasformandola in una costruzione mentale, visionaria e politica. Un’eredità che ritorna nelle opere esposte a Roma, dove la monumentalità dell’architettura si intreccia continuamente con l’idea della rovina.

Fulcro del progetto è una nuova serie di lavori in cui piante velenose e carnivore invadono paesaggi urbani segnati dal degrado. Le vegetazioni, volutamente fuori scala, convivono con edifici fatiscenti ispirati alle architetture dell’Avana, creando immagini sospese tra realtà e immaginazione. La natura non è più elemento decorativo ma presenza dominante, quasi minacciosa, capace di mettere in discussione l’idea stessa di modernità.

Nelle opere di Garaicoa il verde si espande come una forza silenziosa che riconquista gli spazi costruiti dall’uomo, suggerendo una riflessione attualissima sulle tensioni politiche e ambientali che attraversano le città contemporanee. “L’idea è raccontare la tensione politica tra la natura e lo spazio urbano, qualcosa che si vede all’Avana ma anche in molte altre parti del mondo”, ha spiegato l'artista.

Anche dal punto di vista tecnico il lavoro si muove tra linguaggi differenti. Le opere nascono infatti da fotografie impresse sul legno e successivamente rielaborate a olio: una stratificazione visiva che amplifica il senso di memoria e trasformazione.

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A catturare immediatamente lo sguardo è poi Contrapeso (Ciudad Plomada), grande installazione composta da piccoli pesi metallici simili a edifici in miniatura, ancorati al suolo, e da elementi in ottone sospesi nello spazio. Il risultato è una città immaginaria in bilico costante tra armonia e minaccia, dove ogni equilibrio sembra precario. 

Questa mostra conferma, ancora una volta, il ruolo di Galleria Continua come ponte tra arte contemporanea e nuovi contesti culturali. Fondata a San Gimignano e oggi presenza internazionale, la galleria ha inaugurato la sede romana nel 2020 nella sala Diocleziano del The St. Regis Rome, trasformando l’iconico albergo progettato da César Ritz in una prestigiosa piattaforma culturale dedicata all’arte contemporanea. Negli anni gli spazi dell’hotel hanno infatti accolto opere e installazioni di artisti della portata di Ai Weiwei, Hans Op De Beeck e Pascale Marthine Tayou.

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“Quando Galleria Continua ha aperto a Roma osservavo lo spazio scelto con un po’ di diffidenza”, ha ammesso Garaicoa parlando dell’idea iniziale di esporre in un hotel di lusso. “Poi però si è sviluppato un programma molto interessante e sono contento di trovarmi qui oggi”. Un percorso che trova espressione anche attraverso il festival Arte di Vivere e una serie di progetti culturali dedicati alla città di Roma, tra residenze d’artista, workshop e incontri aperti al pubblico.

Photo - Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA - Photographer: Giorgio Benni

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Romadiffusa e Soho House raccontano una nuova Roma

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Tra studi, performance e gallerie, l’arte contemporanea ha aperto le sue porte al pubblico per le vie del quartiere San Lorenzo.

C’è una Roma che non si svela nei percorsi usuali, quella che non si lascia catturare dalle luci dei monumenti, ma che pulsa nei cortili nascosti, nelle vie di quartiere, nei laboratori e negli studi, dove la sperimentazione è sempre in atto. È in questi interstizi quotidiani che Romadiffusa ha trovato la sua voce per questa edizione e che, per due giorni, ha trasformato il quartiere di San Lorenzo in un palcoscenico vivo, dove l’arte non si è solo osservata, ma vissuta. 

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Courtesy of Romadiffusa/Ludovica De Santis

 

Una nuova Roma 

L’obiettivo di Romadiffusa, festival itinerante ideato nel 2022 da Sara D’Agati e co-curato da Vittoria de Petra per ridefinire gli immaginari contemporanei della Città Eterna, non è semplicemente offrire eventi, ma modificare la narrazione di Roma e superare la retorica del “museo a cielo aperto”, restituendo al pubblico una città che respira arte e creatività ogni giorno. Camminare per il quartiere durante il festival è quindi come seguire un filo invisibile che collega performance, installazioni, studi aperti e incontri, superando le consuete gerarchie espositive e privilegiando un contatto diretto e spontaneo con la creazione artistica. 

Così, nel weekend del 21 e 22 marzo, si è tenuta quella che è sembrata una lunga passeggiata dentro la contemporaneità, con oltre 50 studi d’artista, spazi indipendenti e gallerie, che hanno spalancato le loro porte agli occhi curiosi dei passanti e partecipanti. 

Tra i tanti appuntamenti, immancabile è stato quello con Pietro Ruffo e i suoi universi di carta, così come le visioni digitali di Quayola. Non meno coinvolgente è stata la chiacchierata con Gianni Politi, che ha accolto i visitatori nel suo studio e si è anche insinuato, insieme ai suoi studenti e alle loro opere, nella routine urbana di osterie, bar e strade. E ancora, le gallerie, da Monitor a MATÈRIA, da Monti8 a Gilda Lavia, non sono state viste solo come sedi espositive, ma come spazi di dialogo e confronto. 

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18_Studio visit Pietro Ruffo_Credits_ Ludovica De Santis
Courtesy of Romadiffusa/Priscilla Benedetti/Ludovica De Santis

Così come in una grande casa aperta, ogni luogo di San Lorenzo si è trasformato in scenografia e al contempo protagonista, invitando i presenti a lasciarsi sorprendere, complici anche i progetti collettivi. In ANIMA RIBELLE di Numero Cromatico, il tessuto urbano è diventato parte attiva dell’opera, coinvolgendo il pubblico in un archivio visivo condiviso. 

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Courtesy of Romadiffusa/Valentina Lo Conte

Soho House: un ponte tra arte e città 

Al centro di questa esperienza c’è stata Soho House Rome, la prima sede italiana del celebre members’ club nato per connettere persone creative e favorire lo scambio di idee e progetti. Situata nel cuore di San Lorenzo e distribuita su dieci piani, la House combina ristorante, club bar e spa con spazi dedicati a screening, talk e attività culturali. Grazie a un programma costante di performance e mostre, si è affermata come punto di riferimento per artisti, curatori e creativi. È camminando tra corridoi e aree comuni che i visitatori possono scorgere opere di Numero Cromatico, Silvia Giambrone, Edoardo Servadio e Rä di Martino, un chiaro segnale dell’attenzione dello spazio verso il talento e la scena artistica locali.

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Courtesy of Romadiffusa/Giulia Venzani

 

Durante il weekend, Studio San Lorenzo – lo spazio espositivo interno alla House – ha accolto anche i non membri, proponendo tour guidati e workshop per far conoscere l’ecosistema creativo del quartiere. Per la prima volta, le opere della vasta collezione d’arte della House – oltre 6.000 lavori distribuiti nelle sedi internazionali – sono state accessibili al pubblico. Un’apertura che supera l’esclusività del club, rafforzandone il ruolo di ponte tra comunità creative, cittadini e vita culturale del quartiere.

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Courtesy of Romadiffusa/Giulia Venzani

Quello che resta dopo 24 ore di Romadiffusa, e degli spazi che l'hanno animata, è l’impressione di una città che non si limita più a raccontare la sua storia, ma che la voglia vivere ogni giorno nei gesti di chi la attraversa.

In un’epoca in cui l’arte contemporanea spesso si nasconde dentro formule rigide o circuiti chiusi, San Lorenzo ha mostrato così un altro volto: una Roma che si lascia scoprire, dove l’arte non è un monumento da contemplare da lontano, ma un luogo di relazione, esperienza e riflessione. 

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Courtesy of Romadiffusa/Giulia Venzani
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Le mostre d'arte più belle da non perdere in Italia quest’anno

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Da Milano a Roma, da Venezia a Firenze, ecco le più belle mostre d'arte del 2026 da scoprire nei musei italiani

Amanti dell'arte e della cultura, prendete carta e penna perché vi stiamo per suggerire le migliori mostre d'arte del 2026 in Italia. 

Tra grandi retrospettive, anniversari importanti e nuovi dialoghi tra passato e contemporaneità, i musei d’Italia si trasformano in una mappa da attraversare lentamente, città dopo città.

Da Milano a Roma, da Venezia a Firenze, passando anche per città come Forlì e Brescia, il calendario espositivo offre occasioni perfette per un weekend fuori porta o per riscoprire luoghi già amati con occhi nuovi.

Ecco allora una guida alle mostre d’arte 2026 più interessanti da segnare in agenda.

**10 musei da visitare (almeno) una volta nella vita**

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Palazzo Reale Milano

Milano 

Mapplethorpe. Le forme del desiderio

Palazzo Reale, dal 29 gennaio al 17 maggio 2026

Milano apre il 2026 con una delle mostre più attese e potenti dell’anno. La retrospettiva dedicata a Robert Mapplethorpe indaga il corpo, il desiderio e l’identità attraverso una selezione ampia e curata dei suoi scatti più iconici. Non solo fotografia, ma un vero discorso estetico sul rapporto tra bellezza classica e provocazione contemporanea. L’allestimento mette in dialogo nudi, ritratti e nature morte, restituendo tutta la complessità di uno sguardo che ha segnato la storia dell’arte visiva. Una mostra che promette di far discutere e riflettere, perfettamente in linea con lo spirito delle mostre d’arte 2026.

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Over, Under and In Betweetn. Mona Hatoum 

Fondazione Prada, dal 29 gennaio al 6 novembre 2026

Tra le mostre più lunghe e stratificate dell’anno, il progetto espositivo dedicato a Mona Hatoum occupa gli spazi della Fondazione Prada con installazioni, sculture e opere ambientali. Il percorso ruota attorno ai temi del confine, dell’instabilità e del corpo come luogo politico. Le opere dialogano con l’architettura industriale della Fondazione, creando un’esperienza immersiva e spesso spiazzante. Una mostra che conferma Milano come capitale del contemporaneo e che si impone come una delle mostre d’arte 2026 più concettuali e intense.

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Kiefer. Le alchimiste

Sala delle Cariatidi, Palazzo Reale, dal 7 febbraio al 27 settembre 2026

Con questa grande esposizione, Milano rende omaggio a Anselm Kiefer, uno degli artisti più influenti del secondo Novecento. Il titolo richiama l’alchimia come metafora di trasformazione, memoria e distruzione, temi centrali nella sua opera. Le monumentali tele e installazioni dialogano con la Sala delle Cariatidi, spazio carico di storia e simbolismo. Il risultato è una mostra potente, quasi fisica, che invita il visitatore a confrontarsi con le ferite della storia europea. Una delle mostre d’arte 2026 più spettacolari per scala e impatto emotivo.

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Luciano Fabro

Pirelli HangarBicocca, dall’8 ottobre 2026 al 21 febbraio 2027

A chiudere l’anno milanese è una grande retrospettiva dedicata a Luciano Fabro, figura centrale dell’Arte Povera. L’esposizione ripercorre decenni di ricerca attraverso sculture, installazioni e materiali eterogenei, mettendo in luce il rapporto tra arte, spazio e identità italiana. Negli spazi monumentali dell’HangarBicocca, le opere assumono una nuova forza, dialogando con l’architettura industriale. Una mostra che consolida il ruolo di Milano nel panorama delle mostre d’arte 2026 più rilevanti a livello internazionale.

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cosa fare a roma

Roma

Caravaggio. Il contemporaneo - Galleria Borghese

Da marzo 2025 prolungata fino al 6 luglio 2026

In corso dal marzo scorso e prolungata fino al 6 luglio di quest'anno, Palazzo Barberini ospita Caravaggio 2025, uno dei progetti espositivi più ambiziosi mai dedicati a Michelangelo Merisi, detto appunto Caravaggio. La mostra riunisce un numero eccezionale di dipinti autografi, accostando capolavori celebri a opere raramente visibili e a nuove scoperte. Il percorso ripercorre la rivoluzione artistica e culturale di Caravaggio, mettendo in luce l’impatto dirompente del suo linguaggio nel contesto artistico, religioso e sociale del tempo. Tra i prestiti più attesi, il Ritratto di Maffeo Barberini, l’Ecce Homo dal Museo del Prado, la Santa Caterina dal Thyssen-Bornemisza e Marta e Maddalena dal Detroit Institute of Arts, esposti per la prima volta insieme in uno dei luoghi simbolo del rapporto tra l’artista e i suoi mecenati.

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Bernini e Barberini, Gallerie Nazionali di Arte Antica – Palazzo Barberini

Dal 12 febbraio al 14 giugno 2026

Dal 12 febbraio al 14 giugno 2026, le Gallerie Nazionali di Arte Antica di Palazzo Barberini ospitano Bernini e i Barberini, una mostra che racconta il legame decisivo tra Gian Lorenzo Bernini e Maffeo Barberini, divenuto papa Urbano VIII, suo primo e più influente mecenate. Curata da Andrea Bacchi e Maurizia Cicconi, l’esposizione rilegge le origini del Barocco romano attraverso il dialogo umano, artistico e intellettuale tra due figure chiave del Seicento. Il progetto si inserisce nel calendario delle celebrazioni per i 400 anni dalla consacrazione della Basilica di San Pietro, momento simbolico della Roma barocca e vertice della produzione berniniana. 

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Cartier e il mito, Musei Capitolini

Dal 14 novembre 2025 al 15 marzo 2026

Fino al 15 marzo 2026, i Musei Capitolini ospitano Cartier e il mito, una mostra che mette in dialogo l’eleganza senza tempo dei gioielli Cartier con l’eredità dell’arte classica. L’esposizione rende esplicito il legame tra le creazioni della maison e i modelli dell’antica Grecia e di Roma, accostando collane, bracciali e spille a busti romani e iconografie mitologiche provenienti dalla collezione del cardinale Alessandro Albani. Nel suggestivo contesto del Palazzo Nuovo, il percorso racconta come il mito e la scultura antica abbiano contribuito a plasmare il linguaggio estetico europeo, influenzando ancora oggi il design e l’immaginario del lusso contemporaneo.

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venezia

Venezia 

Biennale Arte 2026. In Minor Keys, Biennale di Venezia

Dal 9 maggio al 22 novembre 2026

La 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, intitolata In Minor Keys, si svolgerà dal 9 maggio al 22 novembre 2026 tra Giardini, Arsenale e sedi diffuse in città. La mostra segue la visione della curatrice Koyo Kouoh, scomparsa nel maggio scorso, e prende ispirazione dalle “tonalità minori” come metafora di ascolto, cura e trasformazione. Artisti, performer e filmmaker sono chiamati a esplorare frequenze più basse e narrazioni alternative, in una partitura collettiva che invita a osservare i cambiamenti radicali già in atto. I dettagli del progetto saranno presentati ufficialmente il 25 febbraio 2026 a Venezia.

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Marina Abramović. Transforming Energy, Gallerie dell'Accademia

Dal 6 maggio al 19 ottobre 2026

Nel 2026 Venezia celebra gli 80 anni di Marina Abramović con Transforming Energy, la prima mostra alle Gallerie dell’Accademia dedicata a una donna artista vivente. Il progetto attraversa spazi permanenti e temporanei, intrecciando performance storiche e nuove opere in un dialogo tra corpo, energia e spiritualità. Il pubblico è invitato a interagire con i “transitory objects”, mentre lavori iconici come Rhythm 0, Balkan Baroque e Imponderabilia riaffiorano attraverso installazioni e video. Cuore simbolico dell’esposizione è Pietà (with Ulay), posta in dialogo con l’ultima Pietà di Tiziano, in un confronto che attraversa 450 anni di storia dell’arte.

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Peggy Guggenheim a Londra. Nascita di una collezionista, Collezione Peggy Guggenheim

Dal 25 aprile al 19 ottobre 2026 

La Collezione Peggy Guggenheim dedica una mostra all’avventura londinese di Peggy Guggenheim, periodo decisivo nella formazione del suo sguardo di collezionista e mecenate. Al centro del racconto c’è la galleria Guggenheim Jeune, attiva tra il 1938 e il 1939, che divenne un punto di riferimento per le avanguardie europee. Opere, documenti d’archivio e materiali inediti ricostruiscono una rete di incontri e influenze che va da Marcel Duchamp a Samuel Beckett, restituendo il clima di sperimentazione che precedette lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.

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Firenze

Rothko a Firenze, Palazzo Strozzi

Dal 14 marzo al 23 agosto 2026

Firenze rende omaggio a Mark Rothko con la più ampia mostra mai dedicata all’artista in Italia, ripercorrendo quarant’anni di produzione, dal 1930 al 1970. Un ritorno simbolico nella città che Rothko visitò nel 1950 e che segnò profondamente il suo modo di intendere il colore come esperienza quasi sacra. Il progetto espositivo si espande oltre Palazzo Strozzi, mettendo in dialogo le sue opere con gli affreschi di Beato Angelico al Museo di San Marco e con l’architettura michelangiolesca della Biblioteca Medicea Laurenziana. Firenze diventa così una mappa emotiva attraversata dalle vibrazioni del colore.

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Bologna

John Giorno. The Performative Word, MAMbo

Dal 5 febbraio al 3 maggio 2026

Bologna dedica la prima grande retrospettiva italiana a John Giorno, figura chiave tra poesia, performance e arti visive. Allestita nella Sala delle Ciminiere del MAMbo, la mostra ripercorre una pratica radicale che ha trasformato la parola in azione e rete di comunicazione. Al centro, il dialogo con artisti come Andy Warhol, William Burroughs e Patti Smith, in un percorso che racconta come il linguaggio poetico abbia contaminato media, politica e cultura pop. Una riscoperta destinata a durare.

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Genova

Van Dyck l’europeo, Palazzo Ducale

Dal 20 marzo al 19 luglio 2026

Palazzo Ducale celebra Anthony van Dyck come artista profondamente europeo, attraverso un percorso di 58 opere provenienti dai maggiori musei del continente. La mostra racconta il suo viaggio tra Anversa, Genova e Londra, intrecciando arte, politica ed economia del Seicento. Ampio spazio è dedicato al periodo italiano, con Genova al centro, e alla produzione sacra, tra capolavori noti e importanti inediti. Evento eccezionale è l’esposizione della monumentale Crocifissione di Rapallo, unica pala pubblica ligure dell’artista, presentata per la prima volta a un pubblico internazionale.

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Forlì

Barocco. Il Gran Teatro delle Idee, Museo Civico San Domenico

Dal 21 febbraio al 28 giugno 2026

Con oltre 200 opere, Forlì propone una grande mostra dedicata al Barocco come nascita della modernità europea. Il percorso prende avvio da Roma, cuore pulsante del Seicento, per poi estendersi all’Europa, seguendo la diffusione di un linguaggio carico di tensione, movimento e teatralità. Da Gian Lorenzo Bernini a Peter Paul Rubens, fino a Francis Bacon, la mostra costruisce un dialogo sorprendente tra il Barocco storico e la sua riscoperta novecentesca. Due epoche lontane, unite dalla stessa inquietudine formale ed esistenziale.

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Brescia

Liberty. L’arte dell’Italia moderna, Palazzo Martinengo

Dal 24 gennaio al 14 giugno 2026

A Brescia, una grande mostra ripercorre il Liberty italiano attraverso oltre cento capolavori provenienti da collezioni private, molte delle quali raramente esposte. Il percorso attraversa le grandi esposizioni tra fine Ottocento e primo Novecento, dalle Biennali di Venezia all’Esposizione di Torino del 1902, restituendo la complessità di un’epoca in trasformazione. Pittura, scultura, grafica, fotografia e cinema dialogano tra loro, con un focus sul nascente fenomeno del divismo. Un’occasione per rileggere l’arte italiana moderna da prospettive nuove e inattese.

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Le più belle mostre d'arte in Italia che non potete assolutamente perdervi quest'autunno

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Dalla magia di Leonora Carrington ai surrealismi di Dalí, dalle ceramiche di Fontana: un viaggio tra le esposizioni d'arte più attese della stagione

Con l’arrivo dell’autunno e lo scivolare verso l’inverno, l’Italia si trasforma in un magnifico palcoscenico dell’arte con mostre tutte da scoprire.

Grandi maestri, avanguardie e mondi visionari si intrecciano in un calendario denso di esposizioni, pronto a soddisfare gli appassionati più esigenti e a incuriosire chi vuole lasciarsi sorprendere. Ecco gli appuntamenti da non perdere tra ottobre 2025 e i primi mesi del 2026.

Mostre d'arte autunno-inverno 2025/2026

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Milano - Leonora Carrington

Palazzo Reale, 20 Settembre 2025 - 11 Gennaio 2026

Palazzo Reale a Milano accende i riflettori su una delle figure più originali del surrealismo: Leonora Carrington.

Oltre 60 opere, tra dipinti, disegni, fotografie e documenti, raccontano il mondo ribelle e fantastico dell’artista, sospeso tra radici celtiche, avanguardie europee e l’immaginario magico del Messico. La mostra esplora non solo la sua pittura, ma anche scrittura, teatro e pensiero critico, con un’attenzione speciale ai legami con l’Italia.

Venezia - Lucio Fontana. Mani-fattura

Collezione Peggy Guggenheim, 11 ottobre 2025 – 2 marzo 2026

Per la prima volta le ceramiche di Fontana diventano assolute protagoniste.

Circa 70 opere, molte inedite, mostrano come l’artista abbia trasformato l’argilla in un linguaggio scultoreo audace e innovativo, rivelando la sua “seconda anima”.

Roma - Dalí. Rivoluzione e tradizione

Palazzo Cipolla, 17 ottobre 2025 – 1 febbraio 2026

Sessanta opere per un viaggio dentro la mente del maestro surrealista. La mostra mette in luce il rapporto di Dalí con i grandi del passato - da Velázquez a Vermeer - e con i suoi contemporanei, in primis Picasso, tra rivalità e ammirazione.

Gallarate - Kandinskij

MAGA, 30 novembre 2025 – 12 aprile 2026

Un’occasione unica per ammirare l’evoluzione del padre dell’astrattismo. Il MAGA di Gallarate ospita un percorso che racconta la forza visionaria di Kandinskij, dalle prime influenze figurative fino alla piena esplosione del linguaggio astratto.

Mestre – Munch e la rivoluzione espressionista

Centro Culturale Candiani, 29 ottobre 2025 – 1 marzo 2026

Dopo il restyling degli spazi, Mestre riapre con un’esposizione dedicata a Munch e alla sua influenza sull’espressionismo europeo. Opere originali, grafiche e confronti con Ensor, Beckmann, Dix e altri protagonisti, fino a risonanze contemporanee con Abramović, Neshat e Guttuso.

Torino - Guido Reni

Galleria Sabauda (Musei Reali) 11 ottobre 2025 – 18 gennaio 2026

Un grande evento dedicato a Guido Reni, uno dei protagonisti assoluti del Seicento italiano. Torino celebra l’artista con un’esposizione che ripercorre i momenti più significativi della sua carriera, tra classicismo e straordinaria capacità narrativa.

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Cos’è l’Art Journal e come iniziare a creare pagine bellissime (anche se non sapete disegnare)

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Scopri cos'è un art journal, come iniziare a creare pagine creative e i benefici di questa pratica per il benessere mentale

Avete presente quel bisogno impellente di rallentare e ritagliarvi uno spazio solo vostro, dove parole, immagini e pensieri possano incontrarsi liberamente? L’art journal è esattamente questo: un diario creativo dove scrittura, disegno, collage e pittura si intrecciano per raccontare emozioni, idee e momenti di vita.

Una trend in crescita – soprattutto tra chi ama la mindfulness, l’arte e la self-expression – che sta conquistando anche chi non si è mai definito “artista”.

Non serve infatti essere pittori provetti o designer da manuale: bastano carta, penna, qualche pennarello e la voglia di ascoltarsi.

Il bello di un art journal è proprio questo: non ha regole. È un rifugio visivo e personale, un luogo sicuro dove trasformare pensieri confusi in tracce visibili. E in un mondo che corre veloce, è anche un modo per rallentare, ritrovare sé stessi e, perché no, allenare la creatività.

**Cos'è il Bullet Journal, l'agenda delle persone super organizzate**

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Come iniziare a tenere un art journal

L’art journal non richiede doti artistiche né materiali professionali. Bastano un quaderno (anche riciclato o fatto a mano), una penna, qualche colore e la voglia di mettersi in gioco.

Il formato è completamente libero: c'è chi preferisce lavorare su pagine sciolte, chi su quaderni a spirale, chi addirittura su libri vecchi trasformati in supporti artistici. L’importante è creare uno spazio fisico che sentite vostro, dove poter tornare quando avete bisogno di esprimervi o riconnettervi.

Gli strumenti? Si può spaziare da pastelli e acquerelli a penne gel, stickers, timbri, fotografie, foglie secche. Tutto è lecito.

Per iniziare, il consiglio migliore è abbandonare ogni aspettativa di perfezione: non si tratta di creare qualcosa di "bello" secondo standard estetici, ma qualcosa di autentico.

Le prime pagine possono essere semplici: un collage di ritagli di riviste che parlano dell’umore del giorno, una poesia scritta a mano libera, uno schizzo fatto d’impulso. L'importante è lasciarsi guidare dall’intuizione. Anche una frase appuntata al volo, accompagnata da un colore o da una texture, può diventare un potente esercizio di espressione.

Idee e spunti per le vostre pagine di visual journaling

Quando si parla di visual journaling, non esistono limiti se non quelli della vostra fantasia. Potete iniziare con una pagina ispirata all’umore del giorno: scegliete colori che rispecchino il vostro stato d’animo, incollate immagini che vi attraggono, aggiungete parole chiave o brevi frasi che vi attraversano la mente. È un ottimo esercizio per connettersi con il presente e dare una forma concreta a ciò che spesso resta solo un pensiero sfuggente.

Un altro spunto creativo è partire da una canzone che amate, da un ricordo d’infanzia, o da una parola significativa (come “rinascita”, “libertà”, “trasformazione”). Potete anche lasciarvi guidare dalle stagioni o dalle tappe del mese: un art journal può diventare il vostro compagno nei momenti di passaggio, registrando emozioni legate a cambiamenti, sogni, progetti o semplici giornate da ricordare.

Chi ama le liste può divertirsi a realizzare pagine con i propri “film del cuore”, “desideri per il futuro”, “luoghi in cui sentirsi vivi”. Oppure, se preferite restare in ascolto del momento, potete creare pagine astratte, usando soltanto forme e colori che vi attraggono. Nessuna direzione è sbagliata: anche lasciarsi andare al gesto senza sapere dove si finirà può rivelarsi liberatorio.

E se un giorno non sapete da dove iniziare, provate con un prompt creativo – una frase guida che stimoli la riflessione – come ad esempio: “Oggi mi sento…”, “Se avessi tempo, farei…”, “Mi prendo cura di me quando…”. Questi piccoli inneschi possono aprire varchi inaspettati nella narrazione di voi stessi.

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I benefici di tenere un art journal

Tenere un art journal non è solo un passatempo creativo, ma una vera e propria pratica di benessere.

**Journaling: tenere un diario segreto aiuta a essere più felici**

Diversi studi confermano che le attività artistiche e manuali, anche se svolte in modo amatoriale, riducono i livelli di stress e favoriscono la regolazione emotiva. Quando si crea, ci si concentra sul momento presente: un ottimo antidoto all’ansia e al multitasking quotidiano.

L’art journal può diventare uno strumento di autoascolto, permettendo di esplorare emozioni complesse o periodi di cambiamento. È anche un modo efficace per stimolare la creatività, in ogni ambito della vita.

Non è un caso che sia spesso utilizzato in contesti terapeutici o educativi: il suo potenziale è tanto espressivo quanto trasformativo. Anche solo 10 minuti al giorno dedicati all’art journal possono fare la differenza nell'umore, nella chiarezza mentale, nella connessione con sé stessə.

Un altro grande vantaggio? Non esistono regole fisse. Ogni art journal è diverso, unico come chi lo tiene. E sfogliarlo dopo mesi è come rileggere un diario visivo: racconta evoluzioni, momenti felici, crisi superate. Pagina dopo pagina, si scopre che c'è sempre un modo nuovo per raccontarsi. E forse è proprio questo il segreto del suo fascino.

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Dominique White è la vincitrice della nona edizione del Max Mara Art Prize for Women

07 Gilane Tawadros, Dominique White, Luigi Maramotti -©Dan Weil (1)
Dominique White presenta "Deadweight" il gruppo di opere che ha come parole chiave ribellione e trasformazione

Deadweight comprende quattro grandi sculture che proseguono l’interesse dell’artista Dominique White per la creazione di nuovi mondi attorno al concetto di “Blackness”, al fascino della potenza metaforica e della forza rigenerante del mare.

Il titolo Deadweight deriva da un termine nautico, ossia tonnellaggio di portata lorda, che calcola il carico complessivo di una nave per determinare la sua capacità di galleggiare e funzionare come previsto. Dominque White inverte volutamente questo significato, sfidando la nozione canonica di stabilità e indicando la possibilità di emancipazione attraverso la distruzione.

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Le opere combinano forza e fragilità. Forme materiali perdute o abbandonate che, attraverso il trattamento di White, diventano simboli di sfida. Parte del procedimento ha comportato l’immersione delle sculture nel Mar Mediterraneo. Le opere che ne risultano mostrano la ruggine, l’ossidazione dei metalli e la frammentazione degli elementi organici.

La nuova commissione intreccia i concetti di afro-futurismo, afro-pessimismo e idrarchia, filosofie centrali nella ricerca e nella pratica artistica di White.

Deadweight è sviluppato a partire dalla proposta di Dominique White per la nona edizione del Max Mara Art Prize for Women

Deadweight è stato sviluppato per la nona edizione del Max Mara Art Prize for Women e realizzato durante il periodo di sei mesi di residenza in Italia organizzato da Collezione Maramotti.

L’artista Dominique ha collaborato con accademici, ricercatori e specialisti di storia navale e di tratta mediterranea degli schiavi. Ha inoltre visitato fonderie storiche e botteghe artigiane. 

10 Luigi Maramotti, Gilane Tawadros, Dominique White, Bina Von Stauffenberg, Sara Piccinini, Katrina Schwarz -©Dan Weil (1)

La giuria della nona edizione del Max Mara Art Prize for Women è composta: dalla curatrice Bina von Stauffenberg, dalla gallerista Rózsa Farkas, dall’artista Claudette Johnson, dalla scrittrice Derica Shields, dalla collezionista Maria Sukkar e dalla direttrice di Whitechapel Gallery, Gilane Tawadros.

Dopo la sua presentazione presso la Whitechapel Gallery, il gruppo di opere Deadweight sarà esposto alla Collezione Maramotti a Reggio Emilia.

La presentazione presso Whitechapel Gallery è curata da Katrina Schwarz, curatrice dei progetti speciali di Whitechapel Gallery. Presente un breve documentario che segue l’esperienza di White durante la sua residenza di sei mesi in Italia sarà proiettato durante la mostra presso Whitechapel Gallery. Infine accompagna la mostra un catalogo di scritti di Alexis Pauline Gumb, un saggio di Olamiju Fajemisin, una conversazione tra l’artista e Bina von Stauffenberg e tre poesie di June Jordan.

Courtesy of Press Office

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Swatch x Tate Gallery Collection: un viaggio attraverso il tempo

Swatch collabora con le gallerie Tate per diffondere la nuova collezione da portare al polso nell’ambito della sua Swatch Art Journey
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Quest’anno Swatch collabora con le rinomate gallerie Tate per diffondere a un pubblico sempre più vasto una nuovissima gamma di capolavori nell’ambito della sua Swatch Art Journey.

L’arte ha il potere di portarci in luoghi diversi e accadono cose straordinarie quando ci si prende il tempo di fermarsi e osservare. La Swatch x Tate Gallery Collection riflette l’essenza del marchio Swatch come non era ancora successo. La collaborazione rappresenta non solo un viaggio attraverso il tempo, ma anche attraverso il genere e l’espressione di sé.

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Gli artisti iconici e le opere uniche scelte per la collezione di quest’anno riflettono la capacità di superare i limiti, l’innovazione, la provocazione positiva e la gioia di vivere per cui Swatch è rinomata. Swatch è nota anche per il suo lungo connubio con l’arte, per la diffusione di importanti opere a un vasto pubblico e per offrire l’opportunità di esprimersi attraverso le sue impareggiabili creazioni ispirate all’arte. La Tate è il partner perfetto, noto per collezioni che spaziano in ogni epoca e genere e per l’esclusivo programma Tate Modern Lates: un invito aperto a tutti a partecipare alla vita del museo.

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Con i suoi capolavori da indossare, Swatch offre l’opportunità di esprimersi attraverso la scelta dell’orologio, proprio come gli artisti si esprimevano attraverso le loro opere, e di entrare così in contatto con gli altri avviando piacevoli conversazioni.

La Tate celebra la più grande arte moderna e contemporanea del mondo insieme a Swatch

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La Tate celebra il meglio dell’arte britannica, dal 1500 ad oggi. Ogni anno accoglie milioni di visitatori, che vi giungono per ammirare mostre indimenticabili ed eventi unici, nelle sue quattro gallerie: Tate Britain, Tate Modern, Tate Liverpool e Tate St. Ives.

Al centro delle sue attività c’è una sempre più una nutrita collezione di oltre 70.000 opere d’arte, che spazia da dipinti e sculture ad installazioni e performance. La Tate cura questa collezione per conto del pubblico e, in qualità di maggior finanziatore d’arte al mondo, la condivide con i musei e le gallerie del Regno Unito e del mondo intero. Scopri di più sul loro sito online

PH. PRESS OFFICE SWATCH / DANIELA LOSINI

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Cosa fare a Roma a Marzo: mostre, eventi e appuntamenti

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Cosa fare a Roma nel mese di marzo? Ecco tutti gli appuntamenti in programma tra cultura, spettacoli e concerti.

Gli eventi di marzo a Roma da non mancare.

Un’agenda aggiornata con tutte le iniziative più interessanti organizzate nella Capitale e dintorni, dall’enogastronomia all’arte, dal teatro allo sport, dai festival alla cultura.

Sempre con un occhio alle nuove aperture, per restare aggiornati sulle ultime novità.

Vi raccontiamo tutto, di seguito i dettagli.

Cosa fare a Roma a marzo

(Continua sotto la foto)

Festival del verde e del paesaggio auditorium

Festival

 

Festival del Verde e del Paesaggio

Si aprirà venerdì 31 marzo la più grande esposizione-evento in Italia dedicata al verde in città e al paesaggio urbano nel giardino pensile dell’Auditorium Parco della Musica fino al 2 aprile.

In occasione di questa XII edizione del Festival del verde e del paesaggio non mancheranno installazioni di giovani progettisti, la consueta mostra-mercato (con circa 200 espositori, tra piante, arredi e artigianato), lezioni, laboratori e workshop gratuiti, pic-nic gourmet e tante altre iniziative dedicate agli appassionati.

Tema conduttore di quest’anno sarà La Casa Felice con architetti, interior, flower e garden designer, paesaggisti e giardinieri, vivaisti e accademici, creativi ed esponenti della cultura, provenienti da tutta Italia per illustrare le tendenze del domani.

Orari: dalle 10.00 alle 19.00

Indirizzo: viale Pietro De Coubertin 30

 

Sport

Roma-Ostia

Domenica 5 marzo è in programma la 48 esima edizione della mezza maratona Roma-Ostia.

La partenza, all’Eur, è prevista in via Cristoforo Colombo all’altezza del Palazzetto dello Sport alle ore 9.00 con arrivo a Ostia a Piazzale Cristoforo Colombo.

Attesi circa novemila iscritti tra atleti e atlete che si sfideranno sulla distanza di 21,097 chilometri.

Maggiori info sul sito della manifestazione.

Fori imperiali di notte

Cultura

 

Musei civici gratis

Domenica 5 marzo, in quanto prima del mese, i musei civici, l’area archeologica del Circo Massimo (dalle ore 9.30 alle 16.00, ultimo ingresso alle 15.00) e quella dei Fori Imperiali (ingresso dalla Colonna Traiana dalle ore 9.00 alle 16.30, ultimo ingresso un’ora prima) saranno a ingresso gratuito per residenti e non residenti a Roma.

Ecco i musei che aderiranno all’iniziativa promossa da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali: Musei Capitolini, Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali, Museo dell’Ara Pacis, Centrale Montemartini, Museo di Roma, Museo di Roma in Trastevere, Galleria d’Arte Moderna, Musei di Villa Torlonia, Museo Civico di Zoologia, Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese, Museo Napoleonico, Museo Pietro Canonica a Villa Borghese, Museo della Repubblica Romana e della Memoria garibaldina, Museo di Casal de’ Pazzi, Museo delle Mura e Villa di Massenzio.

Prenotazione obbligatoria solo per i gruppi al contact center di Roma Capitale 060608 (orario 9.00 - 19.00).

fabrizio Moro

Spettacoli

 

Vinicio Marchioni – In vino veritas

Vinicio Marchioni arriva all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone per due appuntamenti, il 4 (ore 21.00) e il 5 marzo (ore 18.00), nel segno di racconti personali, poesie, pezzi di teatro-canzone, storie riprese dai miti classici ispirati al vino, accompagnato dalle musiche originali eseguite dal vivo da Pino Marino e Alessandro D’Alessandro.

Biglietti: a partire da 29 euro

Indirizzo: via Pietro de Coubertin 30

Fabrizio Moro

Lunedì 20 marzo, alle ore 21.00, Fabrizio Moro si esibirà in Sala Santa Cecilia per uno spettacolo intimo e coinvolgente in occasione di Live 2023 - Racconti Unplugged che porterà il cantautore romano in giro per i teatri di tutta Italia.

Biglietti a partire da 35 euro

Indirizzo: via Pietro de Coubertin 30

La Cosacca a Roma (Ph. Romanogmt)

Ristoranti da provare e nuove aperture

 

Clementina

Appena varcato l’ingresso si intuisce subito che da Clementina la faccenda si fa interessante: l’occhio non può che cadere sulla serie di targhe e riconoscimenti appesi alla parete come i Tre Spicchi Gambero Rosso della guida Pizzerie d’Italia 2023, oltre che segnalazioni tra I Ristoranti d'Italia 2022 de L’Espresso e Roma de La Pecora Nera Editore.

Una volta superato il corridoio si apre il regno di Luca Pezzetta, the “King of pizza romana”, per stare in sintonia (o meglio in sinfonia) con the The King of Rock 'n' Roll, Elvis Presley, la cui musica risuona nella playlist anni Cinquanta che accompagna in sottofondo questo locale aperto un paio di anni fa lungo la darsena di Fiumicino insieme al socio Jacopo Rocchi.

Prima di aprire Clementina – come il nome della strada in cui si trova, via della Torre Clementina, omaggio all’omonima rocca distrutta durante la Seconda guerra mondiale - Pezzetta (classe 1989) ha iniziato prima come cuoco nei ristoranti di famiglia per poi specializzarsi in pizza e panificazione maturando importanti esperienze da Pizzarium, al Panificio Bonci e all’Osteria di Birra del Borgo.

Per chiunque sia appassionato della materia questo è senz’altro un indirizzo da provare per due ragioni: da Clementina si può assaggiare la vera pizza tradizionale romana, stesa a mattarello e cotta nel forno a legno, con impasto realizzato con lievito madre vivo e un mix di farine macinate a pietra ideato da Pezzetta.

Inoltre le materie prime sono a km zero considerato che vengono acquistate giornalmente a due passi: all'asta del pesce di Fiumicino, da piccole barche di pescatori locali e da aziende del territorio (come Ammano a Tragliatella).

Le creazioni di Pezzetta debuttano già agli antipasti: in carta si trovano subito il Quadruccio di focaccia agricola (a lievitazione naturale con mix di farine di avena, segale e frumento e semi biologici) con mazzancolle locali lardellate e scottate al barbecue e lo Spicchio di pizza (a lievitazione naturale con mix di farine macinate a pietra con doppia cottura, prima in padellino al vapore e poi in forno statico) con topping di crudo di pesce.

Altra particolarità che caratterizza l’offerta gastronomica di Clementina sono i “salumi di mare” artigianali realizzati con materie prime freschissime e di qualità che farciscono ad esempio il Cornetto all’italiana salato (bresaola di tonno, crema di parmigiano e misticanza) e i fritti realizzati con panatura fatta in casa, come il Supplì sfera di pescato alla cacciatora panato al nero di seppia.

Venendo alle pizze, il menu si suddivide in “Classiche” e “Interpretazioni dalla terra al mare”: tra le prime da provare sono la Cosacca a Roma (pomodoro pelato, parmigiano reggiano stagionato 40 mesi, pecorino romano, basilico e olio evo) e la Marinara del futuro (pomodoro migliarese, capperi, olive, origano, alici di Fiumicino, pomodori confit e aglio nero fermentato).

Tra le seconde la Capricciosa di mare con prosciutto di tonno o ricciola, bottarga di muggine, stracotto di datterino, stracci di mozzarella, olive e carciofo alla giudia.

I dolci sono in collaborazione con la Pasticceria Rustichelli di Rocchi e in questo periodo vale davvero la pena lasciarsi uno spazio per assaggiare l’ottima colomba pasquale accompagnata da zabaione, una prelibatezza artigianale che è possibile anche acquistare.

La carta dei vini, curata dal direttore di sala e sommelier Daniele Mari, si compone di piccole cantine (con particolare riguardo all’agricoltura biodinamica) e ha un’insolita suddivisione con “sfide” Italia-Francia quanto a vitigni, tra i protagonisti, Pinot Nero, Sauvignon e Riesling, oltre che una sezione dedicata alle bottiglie del Lazio.

La passione e l’entusiasmo per questo progetto si respira anche nel servizio e nell’accoglienza riservata ai clienti che con l’arrivo della primavera potranno anche sedersi all’aperto nel dehors.

Orari: aperto a cena tutti i giorni; la domenica anche a pranzo. Si consiglia la prenotazione, specialmente nel weekend con formula doppio turno.

Indirizzo: via della Torre Clementina 158

https://www.pizzeriaclementina.it

MISTER ZHANG CHOY @Flavia Fiengo

Nodo

Piazza delle Coppelle, piccolo “salotto open air” del centro storico, si arricchisce di un nuovo indirizzo per l’aperitivo e il dopocena: Nodo, acronimo di Non-Ordinary Drinks Organization.

Luce soffusa, divani e poltrone in velluto, carta da parati in stile jungle: in questo cocktail bar di recente ristrutturazione si può scegliere se accomodarsi all’interno (una trentina di posti) oppure ai tavolini fuori che con l’arrivo della bella stagione permettono di godersi questo magnifico angolo di Roma.

La drink list è affidata al bartender sardo Maurizio Musu il cui intento è quello di proporre incontri tra aromi e sentori diversi in base alle richieste dei clienti e nei vari twist in carta: immancabili Spritz e Americano, oltre a ricette originali come i “Classici Nodo”, dal più fresco Frida (cordiale salvia e limone, tequila infusa al peperoncino, sciroppo di more) al più strutturato Regno di Nortambia (Dewar’s 12Y, Mezcal Ilegal, Martini bitter riserva, Noilly Prat e profumo di distillato di albicocca).

Le essenze di Oscar Quagliarini (bartender e profumiere di fama internazionale), il tocco di spezie (polvere di mela e ananas, noce moscata, solo per citarne alcune), la scelta accurata dei bicchieri dove servire i drink completano l’esperienza beverage da accompagnare alle tapas preparate dallo chef Francesco Giovanelli.

Non mancano piatti dalle influenze orientali, come Mister Zhang Choy (polpo marinato in salsa teriyaki home made e pack choi allo zenzero su crostino di pane ai semi) e No Rolls No Party (rolls in croccante sfoglia di riso con verza, cipolla, carote, zenzero e Cajun) e omaggi alla nostra tradizione come le focacce, in versione puntarelle e alici o mortadella e prugne, che provengono dal Forno Roscioli.

A completare l’offerta food anche taglieri, tartare, pastrami e una selezione di dolci.

A proposito, da Nodo si può venire anche per bere un tè, un infuso o un caffè da accompagnare a una selezione di biscotti oppure a tiramisù piuttosto che a una cheesecake.

Orari: aperto dal lunedì al giovedì dalle 17.00 alle 01.00; venerdì e sabato dalle 17:00 alle 02.00; chiuso la domenica.

Indirizzo: piazza delle Coppelle 52

www.nodoroma.it

Treefolk Public House

Eventi

 

Formaticum

Sabato 4 e domenica 5 marzo torna il primo salone del formaggio italiano e delle rarità casearie, Formaticum, che in questa quarta edizione andrà in scena in una nuova location: la Città dell’Altra Economia (Testaccio).

L’appuntamento, ideato da La Pecora Nera Editore e dall’esperto Vincenzo Mancino, si rivolge a semplici appassionati e operatori del settore che per l’occasione potranno degustare e acquistare le specialità di piccoli produttori italiani.

In programma anche una serie di seminari (a ingresso gratuito) rivolti a grandi e piccoli, assaggi guidati e abbinamenti birra e formaggio a cura di maestri assaggiatori e mastri casari.

Orari: sabato 4 marzo dalle 10:00 alle 20:00; domenica 5 marzo dalle 10:00 alle 19:00.

Biglietto: 5 euro

Indirizzo: Largo Dino Frisullo

 

Londinium

 

Dal 2 al 5 marzo al pub Treefolk Public House di Trastevere si terrà Londinium, evento che vedrà sfidarsi birrifici italiani e britannici nel segno della tipica birra inglese Real Ale.

Una competizione tra 50 birre diverse (25 inglesi e 25 italiane) dedicata a tutti gli appassionati che avranno modo così di conoscere questa antica tecnica di produzione che vede nel cask, tipico fusto da circa 40 litri, un simbolo senza tempo che rimanda ai tradizionali pub d’oltremanica.

Tra le caratteristiche delle Real Ale, oltre al cask, l’assenza all’interno di anidride carbonica aggiunta (e quindi di schiuma) e il fatto che venga servita a temperatura ambiente per favorirne la peculiare maturazione.

E se in Italia è ancora poco conosciuta, con un numero ridotto di birrifici che vi si cimentano, Londinium sarà l’occasione giusta non solo per saperne di più ma anche per assaggiare un’ampia selezione di food tipicamente inglese: dall’English breakfast alle ribs, passando per il fish and chips.

Orari: dalle 12 alle 02.00.

Indirizzo: viale di Trastevere 192

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Cosa fare a Roma: mostre, eventi e appuntamenti di Ottobre

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Cosa fare a Roma nel mese di ottobre? Ecco tutti gli appuntamenti in programma tra cibo, festival e spettacoli.

Gli eventi di ottobre a Roma da non mancare.

Un’agenda aggiornata con tutte le iniziative più interessanti organizzate nella Capitale e dintorni, dall’enogastronomia all’arte, dagli spettacoli allo sport, dai festival alla cultura.

Sempre con un occhio alle nuove aperture, per restare aggiornati sulle ultime novità.

Vi raccontiamo tutto, di seguito i dettagli.

Cosa fare a Roma a Ottobre

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Arte e cultura

Giornate Fai di Autunno

Sabato 15 e domenica 16 ottobre tornano le Giornate Fai di Autunno, organizzate in tutta Italia dal Fondo Ambientale Italiano in luoghi unici d'arte e natura solitamente chiusi al pubblico come chiese, giardini, palazzi storici e aree archeologiche.

Nella Capitale si sveleranno a turisti e romani Palazzo Firenze (sede Unesco e della Società Dante Alighieri), il Teatro dell’Opera, il Palazzo della Radio (sede dell’EIAR e poi della Rai), la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme, il complesso monumentale di San Cosimato e molti altri.

Alcuni di questi sono aperti solo agli iscritti Fai ma la tessera di adesione può essere effettuata anche in loco.

Sul sito della manifestazione si possono consultare gli altri siti nella provincia di Roma che aderiscono.

 

Van Gogh a Palazzo Bonaparte

Palazzo Bonaparte dall’8 ottobre ospita una grande mostra dedicata a Van Gogh - Capolavori dal Kröller-Müller Museum alla vigilia dei 170 anni dalla nascita del pittore olandese (Zundert, 30 marzo 1853).

Per l’occasione fino al prossimo 23 marzo saranno in esposizione, con la curatela di Maria Teresa Benedetti e Francesca Villanti, 50 opere – tra cui il suo famosissimo Autoritratto (1887) – provenienti dal Museo Kröller-Müller di Otterlo e tante testimonianze biografiche che ne ricostruiscono la vicenda umana e artistica secondo un percorso cronologico che fa riferimento ai periodi e ai luoghi dove il maestro visse.

Biglietto intero: 18 euro

Indirizzo: piazza Venezia 5 (angolo via del Corso)

I Love Sushi all’Istituto giapponese di Cultura

L’Istituto di giapponese di Cultura nel quartiere Parioli organizza fino al prossimo 22 novembre la rassegna I Love Sushi per scoprirne tutti i segreti: dalle origini alle varianti passando per la sua storia.

Il sushi oggigiorno ha varcato i confini nazionali ed è ormai apprezzato in tutto il mondo, eppure se ne conoscono solo alcune varianti e caratteristiche.

La mission della mostra è dunque quella di guidare il visitatore in un percorso che ne racconti l’evoluzione per riflettere anche sulla cultura contemporanea e sulle prospettive future.

La mostra include anche l’esperienza virtuale di un autentico sushi-shop nipponico.

Ingresso gratuito

Indirizzo: via Antonio Gramsci 74

Lucio Dalla - Anche se il tempo passa

Nel decennale della scomparsa il Museo dell’Ara Pacis fino al 6 gennaio 2023 dedica una personale a uno dei più grandi artisti italiani di tutti i tempi: Lucio Dalla - Anche se il tempo passa.

Un’esperienza immersiva – che si ripete nella Capitale dopo il debutto a Bologna, per poi proseguire con l’anno nuovo a Napoli, Pesaro, Milano e successivamente all’estero – che si compone di un'ampia raccolta di oggetti, documenti, foto, copertine dei dischi, video, abiti di scena, locandine di film, manifesti e una collezione di cappelli e berretti.

In totale più di dieci sezioni (Famiglia-Infanzia-Amicizie-Inizi musicali, Dalla si racconta, Il clarinetto, Il museo Lucio Dalla, la sua musica, il cinema, il teatro, la televisione, Universo Dalla, Dalla e Roversi, Dalla e Roma) di cui l’ultima, inedita, dedicata al rapporto tra il cantautore bolognese e Roma.

Indirizzo: via di Ripetta 180

Biglietto intero: “solo mostra”, 13 euro

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Ristoranti da provare e nuove aperture

 

Muorz

Dal napoletano morso, Muorz è il nuovo indirizzo nel quartiere Africano per burger gourmet da ordinare in modalità asporto e delivery.

Non potevano che essere di origine campana ingredienti e proposte in menu: tra queste lo Scapece di Amalfi (hamburger, zucchine alla scapece, fior di latte di Agerola fresco, salse Muorz alla menta), il Salsicc’N’Friariell con salsiccia campana di maialino nero casertano, fior di latte affumicato di Agerola e friarielli e La Parmigiana della Nonna (salsiccia campana con maialino nero casertano, fior di latte di Agerola affumicato, patate al forno, salsa Muorz al pepe nero).

Non manca anche una versione vegana 100% vegetale. E poi sfizi fritti come le Mozzarelline con ripieno di cubetti di fior di latte affumicato e dolci come il Napamericano, un bun con confettura "Pellecchiella del Vesuvio", bacon croccante e nocciole di Giffoni.

Orari: dal lunedì al sabato 12.00 - 15.00 e 19.00 - 23.00. Domenica 19.00 – 23.00

Indirizzo: via Collalto Sabino 13

 

Sofitel Wine Days

Torna l’edizione 2022 dei Sofitel Wine Days, manifestazione internazionale dedicata al mondo del vino negli hotel di lusso del gruppo Accor.

E a Roma non potevano mancare le iniziative da Settimo, la bellissima terrazza panoramica del Sofitel Roma Villa Borghese, cinque stelle a due passi da via Veneto: le degustazioni e gli abbinamenti cibo-vino saranno a cura della Wine Manager Livia Belardelli e dell’Executive Chef Giuseppe D’Alessio.

Tra le cantine coinvolte quest’anno, al fine di valorizzare il territorio, nomi del panorama viticolo del Lazio come Sergio Mottura, Principe Pallavicini, Silvestri, Marco Carpineti che proporranno le loro etichette nei vari appuntamenti della manifestazione che si celebra proprio nel periodo della vendemmia.

Dopo l’inaugurazione a fine settembre con un menu ispirato ai primi della tradizione romana, si prosegue mercoledì 12 ottobre con la serata Wine & Music (protagoniste le bollicine) e Les Diners, gran finale martedì 25 ottobre tra vini italiani e francesi.

Per l’occasione ci saranno proposte di mare e di terra come, solo per citarne alcune, il Millefoglie croccante con crudité di verdure e sfoglia di manzo e tartufo pregiato Millefeuille croustillant à la crudité de légumes carpaccio de bœuf fin et à la truffe noire da accompagnare allo Champagne Laurent Perrier Millésimé 2012 oppure Risotto Carnaroli Riserva San Massimo mantecato agli agrumi e ristretto di crostacei e Tartar di scampi al naturale con il Roma Doc Bianco di Principe Pallavicini.

 

Baby Bao all’Hoxton

Il bao bar di Trastevere Baby Bao si trasferisce per due giorni al The Hoxton Parioli per un pop-up tutto dedicato ai deliziosi paninetti al vapore cinesi.

L’appuntamento è per il 13 e 14 ottobre al ristorante dell’hotel, Beverly: dalle ore 19.00 si potrà ordinare sia dal menu autunnale che dalla carta proposta da Baby Bao e godersi la serata con tanto dj set (giovedì in consolle i ragazzi di Beat Soup, venerdì Mary Gehnyei).

Indirizzo: largo Benedetto Marcello 120

Serata mixology all'Hotel Vilòn

Si prevede una serata speciale giovedì 20 ottobre all'Hotel Vilòn, 5 stelle a due passi da via Condotti: ospite d'eccezione al lounge bar Salotto di Adelaide il bartender di fama internazionale Oscar Quagliarini che affiancherà la new entry Federico Graziani, per una drink list tutta nuova.

Per l'occasione Quagliarini presenterà tre cocktail signature con ricette a base di essenze, fiori, spezie, distillati, tutti prodotti artigianalmente.

Il Salotto di Adelaide, dalle 18.30 alle 22.00, diventerà così una sorta di speakeasy: basterà suonare un campanello sul muro di cinta dell’ala est di Palazzo Borghese per godersi un evento tutto dedicato al mixology.

Indirizzo: via dell’Arancio 69

Festa del Cinema

Festival

Festa del Cinema di Roma

Torna il red carpet all’Auditorium Parco della Musica: dal 13 al 23 ottobre si terrà la 17esima edizione della Festa del Cinema di Roma che coinvolgerà anche altri luoghi culturali della Capitale.

Alice nella città, sezione autonoma e parallela dedicata alle giovani generazioni, si svolgerà nelle stesse date secondo un proprio regolamento.

Come sempre la struttura dell’archistar Renzo Piano sarà il fulcro della manifestazione e ospiterà proiezioni, incontri, eventi, mostre, installazioni, convegni e dibattiti con registi e attori italiani e internazionali. Il cartellone completo è consultabile sul sito della manifestazione.

Oltre al Concorso, il programma della Festa sarà composto da altre sezioni non competitive: Freestyle ospiterà titoli di formato, durata e stile liberi, dalle serie tv ai videoclip, dai film alla videoarte; Grand Public sarà dedicata al cinema per il grande pubblico; Best of 2022 accoglierà alcuni tra i migliori titoli della stagione provenienti da altri festival internazionali; Restauri e Retrospettive presenteranno capolavori riportati al loro originario splendore e approfondimenti sull’opera di protagonisti del cinema italiano e internazionale.

Ad affiancare il programma, due sezioni dedicate agli Incontri con il pubblico: Paso Doble, che prevede un dialogo tra due autori, e Absolute Beginners, in cui un autore affermato rievocherà la storia del proprio esordio al cinema.

Il Premio alla carriera andrà al regista e sceneggiatore premio Oscar James Ivory.

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Feste

Halloween a Cinecittà World

La notte delle streghe si avvicina e Cinecittà World è pronta ad accogliere bambini e adulti con oltre 40 attrazioni, zombie, fantasmi e vampiri.

Con l’atmosfera di festa portata nella main street dall’Halloween Show inizia il percorso immersivo, pensato per un pubblico di tutte le età, tra animazioni, spettacoli a tema e la spaventosa Zombie Walk.

E visto il successo delle passate edizioni Halloween verrà celebrato per tutto il mese di ottobre e con tre grandi serate conclusive il 29, 30 e 31.

Ma la vera sorpresa saranno le attrazioni a tema come Manikomio aperto per l’occasione dal 29 al 31. Nel frattempo, tutti i giorni, nella Horror House si potrà camminare a fianco dei peggiori incubi cinematografici, da The Ring a Nightmare, da l’Esorcista a Venerdì 13, all’antro di Voldemort ispirato dalla saga di Harry Potter.

A Clownstrofobia, il circo dove tutto può accadere, sono attesi incubi che prendono forma dalle pareti; il sottomarino U-571 Erotika sarà invece infestato da sexy vampiri e marinarette.

Ma Cinecittà World è soprattutto il luogo perfetto per far vivere un viaggio unico anche ai piccoli ospiti coraggiosi: per loro c’è il Baby Halloween.

I personaggi delle favole rivivono nascosti nel Bosco Stregato, mentre i più grandi apprezzeranno il live show comico Trucchi Da Paura, sugli effetti speciali del cinema horror, e Gangs of Halloween, lo spettacolo live al Teatro1 con i più famosi film horror della storia.

L’invito per tutti è di venire al parco travestiti e truccati ma se così non fosse ci pensa il Truccabimbi Mostruoso a disposizione degli ospiti del parco.

Il gran finale è con le tre Halloween Nights del 29, 30 e 31 ottobre: il parco sarà aperto dalle 11.00 di mattina fino a notte fonda con spettacoli dal vivo, cene a tema horror, dj set e i concerti di Noyz Narcos, VillaBanks, DJ Rush, Pan Pot, Paul Ritch, Kolorowa, gli artisti di Undermoon e tantissimi altri ospiti.

Biglietti a partire da 15 euro

Indirizzo: Via Irina Alberti (SS Pontina, uscita Castel Romano)

Halloween a MagicLand

Fino al 31 ottobre scheletri, zombie e streghe saranno a piede libero anche al parco divertimenti MagicLand di Valmontone che per l'occasione organizza spettacoli e attrazioni a tema, per tutte le età. 

Ai più piccoli sono dedicati la Sfilata Gattobaleno Car Magic Halloween con la mascotte di MagicLand che attraverserà il parco a bordo della sua automobile accogliendo gli ospiti in compagnia di assistenti streghette.  

Poi Monster Camp, nell’area picnic verrà allestito un percorso mostruoso per tutti i bambini che si troveranno faccia a faccia con streghe e vampiri, e infine The Bad Band, banda musicale composta da sei mostruosi musicisti che coinvolgeranno tutti gli ospiti con animazioni musicali a ritmo delle colonne sonore di film horror.

I più temerari, tra le molte attività in programma, sono chiamati a varie sfide come Haunted Hotel, un vero e proprio hotel invaso da zombie e dai tanti e terrificanti effetti speciali.

Demonia, la horror house di MagicLand infestata da macabri spiriti, La tomba del Faraone, un percorso dell’orrore in cui sfuggire dalla maledizione del Faraone, inseguiti dai suoi fedeli servitori e
CalaveraLand, un viaggio attraverso il coloratissimo regno dei morti messicano da cui, tra giochi e balli,
va trovata la via d’uscita.

Biglietti: giornaliero online a partire da 19,90 euro

Indirizzo: via della Pace, Valmontone (RM)

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Concerti

Dargen D’Amico

Da X Factor al palco dell’Orion di Ciampino: Dargen D’Amico sarà in concerto giovedì 13 ottobre alle 21.00.

Biglietti a partire da 28 euro

Sangiovanni

La star di Amici Sangiovanni è attesa per mercoledì 19 ottobre (ore 21.00) al Palazzo dello Sport.

Biglietti a partire da 35 euro.

Marco Mengoni

Venerdì 21 ottobre (ore 21.00) Marco Mengoni sarà in concerto al Palazzo dello Sport dopo aver fatto tappa in altre città italiane come Milano. Il suo tour proseguirà poi a Casalecchio di Reno, Torino ed Eboli.

Nelle circa due ore di concerto non mancheranno i brani più iconici e le ultime novità del cantante trentatreenne originario di Ronciglione.

Ultimi biglietti a partire da 63 euro.

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I motivi per cui non sapevate di voler investire in NFT (ma ora non potete farne a meno)

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Nuovo status symbol, gli NFT sono redditizi e l'investimento del futuro: ecco perché dovreste acquistare e collezionare arte in formato digitale

Il termine NFT è esploso su Internet negli ultimi mesi, e l'interesse verso i non-fungible tokes è ora alle stelle.

Siamo stati tutti sorpresi dalle dimensioni, dalla ferocia e dalla velocità con cui il mercato degli NFT si è espanso e si sta continuamente allargando. 

Non sono solo i personaggi famosi (tra cui Elon Musk, Justin Bieber e Emily Ratajkowski) a comprare e vendere NFT: il loro mercato ha conquistato tutti, raggiungendo numeri stratosferici, con collezionisti disposti a spendere somme mai viste prima per un bene digitale. 

Per esempio, il fatto che la prima opera NFT sia stata messa all'asta per ben 69,3 milioni di dollari lascia molti senza parole. 

Nonostante questo continuo e crescente interesse, c'è ancora un po' di scetticismo e qualche domanda: perché spendere tutti quei soldi per un'immagine digitale visualizzabile da chiunque? Qual è lo scopo di acquistare e collezionare arte NFT?

Fortunatamente, abbiamo la risposta a tutte le vostre domande. 

**NFT: tutto quello che c'è da sapere su questo mercato in grande crescita (spiegato con parole semplici)**

5 motivi per cui dovreste investire in NFT 

(Continua sotto la foto) 

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1. Gli NFT sono il nuovo status symbol

Oggi come oggi, nella nostra società occidentale, dire di possedere un NFT è un valore aggiunto. 

Di recente infatti, questi non-fungible token hanno attirato l'attenzione di tutti, dal singolo individuo a compagnie di entertainment come la Marvel. 

Per questo, in veste di cittadini dell'età moderna, diventiamo molto ansiosi per la frenesia di consumare beni senza un valore intrinseco evidente ma molto richiesti all'interno della società.

Ecco allora che gli NFT sono diventati un vero e proprio status symbol. 

Negli ultimi mesi, sono infatti moltissime le persone che hanno acquistato NFT con l'obiettivo di ottenere un certo status che li elevi rispetto alla massa. 

2. Sono l'investimento del futuro 

Sono lontani i giorni in cui le persone erano scettiche del mondo online, e ci pensavano due volte prima di investire in un oggetto digitale invece che in azioni e immobili.

Non è che nessuno più investe in azioni, obbligazioni o immobili, ma in moltissimi ora hanno messo da parte i metodi convenzionali di investimento a favore della nuova pratica di investire in risorse digitali.

Per questo, il mercato degli NFT diventa sempre più grande giorno dopo giorno.

**Tutto quello che c'è da sapere su metaverso, criptovalute e NFT (per fare un figurone a cena)**

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3. Investire in NFT è redditizio 

Ci sono numerose ragioni per cui gli NFT hanno attirato l'attenzione degli investitori e dei collezionisti di tutto il mondo. 

Non è solo una questione d'arte o di status symbol; la cosa più allettante degli NFT risiede nel loro potenziale di redditività.

L'opportunità di guadagnare una grande fortuna sta spingendo sempre più persone a investire negli NFT. E, onestamente, fanno bene!

Alcuni individui hanno infatti guadagnato una notevole quantità di soldi prendendo parte al mercato dei non-fungible token, semplicemente comprando, vendendo e scambiando le proprie risorse digitali.

4. È impossibile prendere una fregatura 

L'aspetto distintivo unico degli NFT garantisce che qualsiasi tipo pirateria o azione illegale non diventerà realtà. 

La tecnologia blockchain sottostante la compravendita di quest'arte digitale consente ai collezionisti di avere una prova più accurata di autenticità e originalità, e al tempo stesso fornisce agli artisti un maggiore controllo sul proprio lavoro.

Ogni token sulla blockchain ha il proprio registro di transazioni e metadati verificabili, attraverso i quali è possibile provare la proprietà dell'opera digitale in questione

Ciò garantisce transazioni sicure e affidabili tra gli utenti.

5. Diversifica il vostro portafoglio di investimenti 

Investire in NFT significa avere un portafoglio molto diversificato di investimenti.

Ci sono migliaia di diverse forme d'arte o di lusso in cui è possibile investire, ma i non-fungible token sono qualcosa di ancora più raro.

Quindi se volete un vero pezzo originale che nessun'altra persona al mondo ha, allora è il momento di investire in NFT.

Non si sa mai cosa potrebbe accadere tra cinque anni, ma finché la tecnologia blockchain continua a crescere, anche questa tendenza dovrebbe continuare a crescere!

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