La ricetta da provare a settembre: il cous cous al pesto di agrumi di Filippo La Mantia

Cous Cous pesto di Agrumi by Filippo la Mantia desktopCous Cous pesto di Agrumi by Filippo la Mantia

Lo chiamano il cuoco che frulla tutto e in effetti un punto fisso nel successo di Filippo La Mantia, che dalla Sicilia l'ha portato prima in televisione e poi ad aprire un ristorante che porta il suo nome a Milano, è stato proprio il frullatore.

Foodstar al quadrato grazie anche alla relazione con la regina dei fornelli social Chiara Maci, aka Chiara in pentola, lo chef che non vuole essere definito chef, ma oste e cuoco, ci ha insegnato a preparare uno dei suoi piatti più famosi, il cous cous con pesto di agrumi.

L'occasione, il XX Cous Cous Fest a San Vito Lo Capo, dove, proprio 20 anni fa, Filippo ha aperto un cous cous bar e ha fatto il fortunato incontro con un Minipimer.

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filippo la mantia pesto agrumi

Come preparare il cous cous con pesto di agrumi

Ingredienti per quattro persone:

- cous cous

- 4 arance pelate a vivo

- un lime

- radice di zenzero

- un mazzetto di basilico

- 200 g di mandorle pelate

- 200 g di pomodorini

- 50 g di capperi sotto sale

- filetti di acciughe

- olio d'oliva

Il procedimento

Bagnate il cous cous e copritelo, nel frattempo sbucciate le arance, mondate e lavate il basilico e mettete tutti gli ingredienti nel mixer. Frullate con un Minipimer per 2 minuti circa, fin quando non otterrete un pesto dall'aspetto omogeneo. Una volta pronto, unite la semola di cous cous e servite.

A PROPOSITO DEL COUS COUS FEST

Il Cous Cous Fest si terrà dal 15 al 24 settembre a San Vito Lo Capoprotagonista indiscusso sarà Filippo La Mantia: il 23 e il 24 settembre due cooking show targati #iofrullotutto Braun animeranno il PalaBia.

Tutti i cuochi e gli appassionati che parteciperanno alla manifestazione avranno a disposizione un Braun Multiquick 9.

Il progetto #iofrullotutto si sposterà poi dal 27 settembre a Milano con una serie di appuntamenti aperti gratuitamente al pubblico nello Store De’Longhi di Via Borgogna.

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In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

Progetto-senza-titoloNatale Cotechino
Il piatto delle Feste per eccellenza vi stupirà: ecco perché.

Non è Capodanno senza il Cotechino con le lenticchie, un abbinamento tradizionale che, se mangiato alla mezzanotte, si dice porti fortuna e prosperità per l'anno nuovo.

Ma allora perché concederselo solo durante le Feste? Il Cotechino Modena IGP è un ottimo prodotto italiano che si presta perfettamente anche a ricette gourmet, da servire non solo durante la stagione fredda, soprattutto perché meno calorico di quanto si pensi.

In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

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Cotechino Modena IGP_1_1

Ogni anno, arriva puntuale il momento di scegliere il menu per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. L’usanza (ma anche l’indubitabile bontà e gusto) vuole che il Cotechino sia sempre e comunque presente a tavola e, per abitudine, siamo soliti proporlo con i classici abbinamenti lenticchie e purea di patate. 

Ma per stupire parenti e amici sappiate che ci sono ricette raffinate e innovative che combinano insieme tradizione e modernità.

Proprio il Consorzio di tutela Zampone e Cotechino Modena IGP – che oggi conta 13 aziende, tra i principali produttori dei due prodotti insigniti dell’ambito riconoscimento “Indicazione Geografica Protetta” – ha deciso di lanciare una sfida ai consueti luoghi comuni.

E così, grazie al coinvolgimento dello chef Luca Marchini del ristorante stellato L’erba del Re di Modena, sono venuti fuori piatti insoliti e originali come il Cotechino croccante accompagnato con zabaione semi salato, cipolle all’aceto balsamico di Modena ed emulsione oppure la Pasta all’uovo con un ragù di Zampone, fondo bruno e cioccolato fondente.

Ricette che fanno venire l’acquolina ancora prima di sentire il profumino che sprigionano in pentola e – ottima notizia! – contrariamente ai pregiudizi, si possono gustare senza grandi sensi di colpa. Sì perché il Cotechino ha meno calorie di quanto si pensi: un etto corrisponde a circa 250 calorie, un apporto inferiore a quello di un piatto di pasta scondita ed equivalente a quello di una mozzarella. 

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Altro mito da sfatare: il colesterolo è presente in quantità simili a quello contenuto nel pollo o nella spigola e comunque inferiori a quelle presenti in tanti alimenti che consumiamo abitualmente come le uova, frutti di mare o formaggio grana.

Questo prodotto dalla lunga storia e tradizione – una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale e pepe intero e/o a pezzi – rispetto al passato, ha visto ridursi il contenuto di grassi e sodio e oggi è in linea con i suggerimenti della moderna scienza nutrizionale.

Lo dicono gli esperti, e in particolare le recenti analisi dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (ex INRAN ora CREA NUT): il Cotechino non solo ha un elevato contenuto di proteine nobili e un moderato contenuto di grassi (perché persi in parte con la cottura) ma anche più grassi insaturi rispetto a quelli saturi ed è ricco di vitamine del gruppo B e di minerali, soprattutto ferro e zinco.

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Si tratta poi di un prodotto costantemente controllato proprio perché tutelato da un Consorzio, ormai attivo da oltre 20 anni, che ne garantisce la produzione nel territorio previsto dal disciplinare (Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Lodi, Pavia, Milano, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Mantova, Verona e Rovigo), secondo l’originale e tradizionale ricetta (determinati ingredienti, proporzioni e spezie) e rispettando precise caratteristiche qualitative (colore, sapore e soprattutto un contenuto minimo di proteine e massimo di grassi).

E poi, ultimo ma non per importanza, da considerare la velocità di preparazione di questo piatto. Quanto quella di un piatto di pasta, tra ebollizione e cottura: proprio così. Grazie al packaging in alluminio della versione precotta, che richiede una cottura in acqua bollente, ci vogliono solo 20 minuti. Quindi, cos’altro aspettare? Se già state sognando un bel piatto di Cotechino fumante, il conto alla rovescia è già partito e da questo momento avrete meno di un quarto d’ora per sbizzarrivi!

Se volete cimentarvi in ricette alternative con il Cotechino Modena IGP – un prodotto la cui origine risale addirittura al Cinquecento – potete consultare la sezione ricette del sito web del Consorzio con un’ampia serie di proposte che vanno dal brunch all’aperitivo. 

Pubblicazione finanziata con la Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n. 16/95