La pasta non fa ingrassare (se la mangiate così)

Abbiamo buone notizie: la pasta non fa ingrassare.
** 5 trucchi per mangiare pasta senza ingrassare **
Una volta chiarito questo, va precisato che un piatto di pasta può essere sì super calorico e pericoloso per la linea, ma non per colpa sua.
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Piuttosto, perché spesso la pasta viene scelta, preparata e condita in modo sbagliato.
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Il problema è che viene considerata da molti un nemico giurato della dieta e della bilancia, da eliminare drasticamente dal proprio regime alimentare a costo di mantenere la linea.
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Ma rinunciare alla pasta non solo è difficile: è anche inutile e dannoso.
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Ecco dunque come mangiarla serenamente senza temere per il girovita.
La pasta non fa ingrassare, ma va scelta, abbinata e preparata nel modo giusto: ecco come
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Abbassate l'indice glicemico con la cottura
La pasta ha un indice glicemico (IG) medio-alto.
Ciò significa che, dopo averla ingerita e indipendentemente dal condimento utilizzato, i valori della glicemia nel sangue si innalzano notevolmente e l'insulina prodotta dal pancreas fa fatica a smaltire lo zucchero in eccesso.
Si tratta di un fenomeno pericoloso che nell'immediato porta a disidratazione, accumulo di adipe e aumento dell'appetito ma a lungo andare può favorire anche la comparsa di diabete.
Tuttavia, esiste un trucco per abbassare l'indice glicemico della pasta: basta mangiarla al dente.
Infatti, più il tempo di cottura viene prolungato e maggiore è l'IG; al contrario, meno si fa cuocere tagliatelle e orecchiette e più questo valore è basso.
In questo modo si tengono a bada gli zuccheri nel sangue.
Sceglietela sempre integrale
Oltre ai tempi di cottura, anche la scelta della tipologia è fondamentale: la pasta da portare in tavola dovrebbe essere sempre integrale.
** Mangiare integrale fa dimagrire e fa bene alla salute: ecco perché **
La versione integrale, infatti, rallenta l'assimilazione degli zuccheri e favorisce il senso di sazietà.
Questa varietà, inoltre, contiene quantità elevate di antiossidanti, che combattono le infiammazioni, fibre, che stimolano il benessere intestinale, e sali minerali, importanti per ossa e muscoli.
Come mangiare la pasta senza ingrassare: attenzione al condimento
Il segreto sta tutto nelle fibre e nelle proteine: entrambe, infatti, sono in grado di abbassare in maniera significativa l'indice glicemico, senza incidere sulla linea.
Per questo motivo bisognerebbe accompagnare spaghetti, fusilli e penne o con delle verdure (le migliori sono zucchine, melanzane, broccoli, cime di rapa) o con un sugo di carne magra o pesce.
Il tutto addolcito con un solo cucchiaio di olio extravergine d'oliva, possibilmente aggiunto a crudo a fine cottura.
Attenzione alle porzioni
Il consiglio è sempre quello di pesare la pasta e non di andare a occhio, come facevano le nostre nonne.
Il rischio, in quest'ultimo caso, è di eccedere con le dosi e fare la fine di Alberto Sordi nel film Un americano a Roma.
La porzione giusta è di 80 grammi, da consumare all'interno di un solo pasto.
Poiché però il fabbisogno giornaliero dei carboidrati si aggira intorno al 45-60%, nell'arco della giornata si possono consumare anche altri cereali, che possono accompagnare la colazione (ad esempio i corn flakes), lo spuntino (una barretta), la cena (un paio di fette di pane integrale, magari ricco di semi).
Si può mangiare la pasta a cena senza ingrassare?
Sarebbe meglio mangiare la pasta a pranzo per dare all'organismo il tempo per smaltirla e digerirla.
Tuttavia, non è una regola assoluta: consumarla a cena, infatti, in alcuni casi può rivelarsi anche utile.
Chi soffre di disturbi del sonno, ad esempio, può inserire pasta, pane, orzo e riso integrali nella propria dieta serale, almeno 2-3 volte a settimana.
Questi cibi sono particolarmente ricchi di triptofano, una sostanza che stimola la produzione di serotonina, l'ormone che favorisce il rilassamento, e migliora la qualità del sonno.
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In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

Non è Capodanno senza il Cotechino con le lenticchie, un abbinamento tradizionale che, se mangiato alla mezzanotte, si dice porti fortuna e prosperità per l'anno nuovo.
Ma allora perché concederselo solo durante le Feste? Il Cotechino Modena IGP è un ottimo prodotto italiano che si presta perfettamente anche a ricette gourmet, da servire non solo durante la stagione fredda, soprattutto perché meno calorico di quanto si pensi.
In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP
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Ogni anno, arriva puntuale il momento di scegliere il menu per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. L’usanza (ma anche l’indubitabile bontà e gusto) vuole che il Cotechino sia sempre e comunque presente a tavola e, per abitudine, siamo soliti proporlo con i classici abbinamenti lenticchie e purea di patate.
Ma per stupire parenti e amici sappiate che ci sono ricette raffinate e innovative che combinano insieme tradizione e modernità.
Proprio il Consorzio di tutela Zampone e Cotechino Modena IGP – che oggi conta 13 aziende, tra i principali produttori dei due prodotti insigniti dell’ambito riconoscimento “Indicazione Geografica Protetta” – ha deciso di lanciare una sfida ai consueti luoghi comuni.
E così, grazie al coinvolgimento dello chef Luca Marchini del ristorante stellato L’erba del Re di Modena, sono venuti fuori piatti insoliti e originali come il Cotechino croccante accompagnato con zabaione semi salato, cipolle all’aceto balsamico di Modena ed emulsione oppure la Pasta all’uovo con un ragù di Zampone, fondo bruno e cioccolato fondente.
Ricette che fanno venire l’acquolina ancora prima di sentire il profumino che sprigionano in pentola e – ottima notizia! – contrariamente ai pregiudizi, si possono gustare senza grandi sensi di colpa. Sì perché il Cotechino ha meno calorie di quanto si pensi: un etto corrisponde a circa 250 calorie, un apporto inferiore a quello di un piatto di pasta scondita ed equivalente a quello di una mozzarella.
Altro mito da sfatare: il colesterolo è presente in quantità simili a quello contenuto nel pollo o nella spigola e comunque inferiori a quelle presenti in tanti alimenti che consumiamo abitualmente come le uova, frutti di mare o formaggio grana.
Questo prodotto dalla lunga storia e tradizione – una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale e pepe intero e/o a pezzi – rispetto al passato, ha visto ridursi il contenuto di grassi e sodio e oggi è in linea con i suggerimenti della moderna scienza nutrizionale.
Lo dicono gli esperti, e in particolare le recenti analisi dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (ex INRAN ora CREA NUT): il Cotechino non solo ha un elevato contenuto di proteine nobili e un moderato contenuto di grassi (perché persi in parte con la cottura) ma anche più grassi insaturi rispetto a quelli saturi ed è ricco di vitamine del gruppo B e di minerali, soprattutto ferro e zinco.
Si tratta poi di un prodotto costantemente controllato proprio perché tutelato da un Consorzio, ormai attivo da oltre 20 anni, che ne garantisce la produzione nel territorio previsto dal disciplinare (Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Lodi, Pavia, Milano, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Mantova, Verona e Rovigo), secondo l’originale e tradizionale ricetta (determinati ingredienti, proporzioni e spezie) e rispettando precise caratteristiche qualitative (colore, sapore e soprattutto un contenuto minimo di proteine e massimo di grassi).
E poi, ultimo ma non per importanza, da considerare la velocità di preparazione di questo piatto. Quanto quella di un piatto di pasta, tra ebollizione e cottura: proprio così. Grazie al packaging in alluminio della versione precotta, che richiede una cottura in acqua bollente, ci vogliono solo 20 minuti. Quindi, cos’altro aspettare? Se già state sognando un bel piatto di Cotechino fumante, il conto alla rovescia è già partito e da questo momento avrete meno di un quarto d’ora per sbizzarrivi!
Se volete cimentarvi in ricette alternative con il Cotechino Modena IGP – un prodotto la cui origine risale addirittura al Cinquecento – potete consultare la sezione ricette del sito web del Consorzio con un’ampia serie di proposte che vanno dal brunch all’aperitivo.
Pubblicazione finanziata con la Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n. 16/95
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