Dieta Carb Cycling: come funziona la dieta che fa dimagrire senza rinunciare alla pasta

La Dieta Carb Cycling alterna cibi con molti carboidrati ad alimenti che ne sono poveri: ecco come funziona e quanto permette di dimagrire
La dieta Carb Cycling torna di tendenza seducendo tutti coloro che anelano una silhouette top ma senza troppi sacrifici.
Impossibile? Nient’affatto! Preparatevi a ricredervi su tutti i pregiudizi relativi alle diete perché la Carb Cycling contempla sì giorni di dieta vera ma li alterna a giornate intere in cui si devono mangiare carboidrati e zuccheri.
Per dimagrire ma anche per stare bene fisicamente e psicologicamente.
Ecco tutto quello che bisogna sapere sulla dieta Carb Cycling.
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Che cos’è la Carb Cycling
La dieta Carb Cycling è un approccio che si basa sulla ciclizzazione dell’introduzione alimentare di glucidi in un periodo breve, in genere i sette giorni della settimana.
Dal lunedì alla domenica ci sarà un’alternanza continua di giorni ad alto apporto glucidico e altri a basso apporto glucidico, in una sorta di andamento a montagne russe.
L’apporto glucidico maggiore si ottiene consumando cibi ad alto contenuto di carboidrati.
Quali vantaggi ha la Carb Cycling
La Carb Cycling si rivela piena di vantaggi.
Innanzitutto allena i muscoli a stoccare meglio le scorte di glicogeno, fondamentali per il buon funzionamento muscolare e per il benessere generale. Il glicogeno è fornito proprio dal consumo di carboidrati, motivo per cui scarseggia nelle diete low carb.
La Carb Cycling evita inoltre la desensibilizzazione insulinica, garantendo una continua e repentina risposta dell’organismo in base ai livelli di insulina.
Fa dimagrire in fretta perché velocizza il metabolismo nei giorni a elevata permissione di carboidrati, facendo bruciare moltissime calorie e grasso superfluo nelle giornate seguenti a bassa introduzione di pasta, pane, frutta e tutto ciò che contiene carboidrati e, quindi, anche glucosio-zucchero.
A livello psicologico, questo regime alimentare aiuta a non darsi allo sconforto tipico di chi ha il piatto che piange.
Con la Carb Cycling non solo si seguiranno i dettami dietetici con il sorriso sulla bocca ma proprio si riuscirà a seguire per periodi più lunghi la dieta, a differenza di quanto accade nelle altre diete ferree: sapendo di avere il permesso di mangiare parecchi carboidrati l’indomani, sarà molto più facile seguire un regime ristretto per un solo giorno.
La Carb Cycling funziona anche come regolatore degli ormoni legati alla fame. Stabilizza infatti i livelli di leptina, l’ormone da cui dipende il senso di sazietà.
Cosa si può mangiare (e quando)
Nell’arco di una settimana, bisogna alternare i giorni low carb a quelli up carb.
Si incomincia con un giorno low, evitando del tutto pane, cereali e frutta (anche frutta secca), poi si passa l’indomani alla reintroduzione di tutti questi alimenti ricchi di carboidrati.
E via dicendo, in una continua alternanza che vi assicurerà sia l’anelata remise en forme sia un benessere psicofisico che solitamente non è contemplato dai regimi dietetici ristretti.
Importante è però scegliere sempre alimenti sani, sia nei giorni di low carb sia in quelli up.
Anche se le giornate ad alto contenuto di carboidrati e zuccheri permettono di consumarne in grandi quantità, bisogna puntare sulla qualità: niente prodotti industriali con zuccheri semplici perché danneggiano soltanto la salute.
L’ispirazione dal bodybuilding
La Carb Cycling trae ispirazione dal mondo del bodybuilding.
Dato che eliminando tutti gli zuccheri (contenuti ad alti livelli nei carboidrati) si perde non solo ciccia ma anche muscoli, i body-builder stanno a dieta ferrea nei giorni di riposo e mangiano carboidrati quando si allenano, altrimenti perderebbero la loro amatissima muscolatura.
Ma a parte l’estetica di chi pratica bodybuilding ed esige che i muscoli siano presenti e ben visibili, indubbio è il fatto che i carboidrati non vadano assolutamente eliminati perché sono la fonte principale di energia e alimentano il muscolo, che è il nostro motore numero uno.
Privarsi per lunghi periodi di carboidrati, seguendo diete low carb e dicendo addio alla pasta per mesi, non solo è totalmente inutile sul piano dimagrante (evitare i carboidrati non fa dimagrire perché i carboidrati sono la benzina che fa bruciare i grassi, ricordiamocelo) ma è anche pericolosamente nocivo per la salute.
Però bisogna fare anche esercizio fisico
Una raccomandazione per chi vuole seguire la Carb Cycling è quella di fare esercizio fisico nei giorni di up carb.
Questo perché è importante bruciare un po’ dell’energia che accumuleremo mangiando gli zuccheri.
Se non viene utilizzato come energia, lo zucchero in eccesso infatti viene immagazzinato sotto forma di grasso.
Dunque è necessario fare un po’ di sport: jogging, qualche nuotata, passeggiate energiche o anche sessioni di shopping con le amiche, magari durante svendite per cui è bene darsi una mossa per accaparrarsi i migliori capi.
Ogni occasione per stimolare i muscoli e sudare un pochino sarà perfetta.
Esempi di menù up carb
La dieta Carb Cycling si segue alternando a un giorno ad alto contenuto di carboidrati (up carb) uno invece totalmente privo, iperproteico e a basso contenuto di grassi (low carb).
Un esempio di menù da seguire nei giorni up carb può essere il seguente.
Per colazione, un panino e un uovo. I palati che adorano i risvegli dolci, possono mangiare brioche (meglio se integrali e vuote). Come spuntino a metà mattinata, uno yogurt magro accompagnato da una manciata di muesli sarà l’ideale.
Per pranzo, sbizzarritevi tra carboidrati complessi, puntando sempre su pane e pasta integrali; proteine magre facilmente digeribili come quelle del pollo, della bresaola o del tonno sono consigliabili. Verdure a volontà, condite con un po’ di olio extravergine di oliva e aceto oppure limone, a seconda dei gusti.
Concessa anche la merenda, preferibilmente a base di fiocchi di avena e yogurt magri alla frutta.
Per cena, un bel piatto di pasta (scegliete sempre quella integrale che fa bene all’intestino e di conseguenza al benessere generale), carne (manzo o pollo), pesce di ogni tipo (anche quelli considerati più grassi, come il salmone) andranno benissimo.
Anche di sera, verdure a piacimento (ma sappiate che broccoli e funghi sono il top per chi segue la Carb Cycling).
Esempi di menù low carb
Nei giorni a basso contenuto di carboidrati si può seguire una dieta che vada a toccare quasi il no carb, la totale assenza di pasta, pane e frutta, ossia di tutto ciò che contiene zucchero convertibile in glucosio.
L’importante è che non si eliminino i carboidrati per periodi più lunghi rispetto alle 24 ore. Totalmente incompatibile con chi soffre di diabete, disturbi di salute o è in stato interessante. Assolutamente vietata anche per i bambini e gli anziani.
Per un’alimentazione temporaneamente low carb, fate una colazione a base di proteine (petto di pollo, bresaola o albume d’uovo) e verdure crude, o con yogurt magri e frullati proteici.
Lo stesso vale per lo spuntino di metà mattina.
A pranzo, carne magra o pesce di ogni tipo, insalata verde e avocado (che è ricco di grassi buoni che non fanno ingrassare e saziano parecchio).
Come merenda, qualche pezzetto di formaggio magro e un gambo di sedano mentre per cena carne, pesce o uova e verdure a volontà.
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In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

Non è Capodanno senza il Cotechino con le lenticchie, un abbinamento tradizionale che, se mangiato alla mezzanotte, si dice porti fortuna e prosperità per l'anno nuovo.
Ma allora perché concederselo solo durante le Feste? Il Cotechino Modena IGP è un ottimo prodotto italiano che si presta perfettamente anche a ricette gourmet, da servire non solo durante la stagione fredda, soprattutto perché meno calorico di quanto si pensi.
In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP
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Ogni anno, arriva puntuale il momento di scegliere il menu per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. L’usanza (ma anche l’indubitabile bontà e gusto) vuole che il Cotechino sia sempre e comunque presente a tavola e, per abitudine, siamo soliti proporlo con i classici abbinamenti lenticchie e purea di patate.
Ma per stupire parenti e amici sappiate che ci sono ricette raffinate e innovative che combinano insieme tradizione e modernità.
Proprio il Consorzio di tutela Zampone e Cotechino Modena IGP – che oggi conta 13 aziende, tra i principali produttori dei due prodotti insigniti dell’ambito riconoscimento “Indicazione Geografica Protetta” – ha deciso di lanciare una sfida ai consueti luoghi comuni.
E così, grazie al coinvolgimento dello chef Luca Marchini del ristorante stellato L’erba del Re di Modena, sono venuti fuori piatti insoliti e originali come il Cotechino croccante accompagnato con zabaione semi salato, cipolle all’aceto balsamico di Modena ed emulsione oppure la Pasta all’uovo con un ragù di Zampone, fondo bruno e cioccolato fondente.
Ricette che fanno venire l’acquolina ancora prima di sentire il profumino che sprigionano in pentola e – ottima notizia! – contrariamente ai pregiudizi, si possono gustare senza grandi sensi di colpa. Sì perché il Cotechino ha meno calorie di quanto si pensi: un etto corrisponde a circa 250 calorie, un apporto inferiore a quello di un piatto di pasta scondita ed equivalente a quello di una mozzarella.
Altro mito da sfatare: il colesterolo è presente in quantità simili a quello contenuto nel pollo o nella spigola e comunque inferiori a quelle presenti in tanti alimenti che consumiamo abitualmente come le uova, frutti di mare o formaggio grana.
Questo prodotto dalla lunga storia e tradizione – una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale e pepe intero e/o a pezzi – rispetto al passato, ha visto ridursi il contenuto di grassi e sodio e oggi è in linea con i suggerimenti della moderna scienza nutrizionale.
Lo dicono gli esperti, e in particolare le recenti analisi dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (ex INRAN ora CREA NUT): il Cotechino non solo ha un elevato contenuto di proteine nobili e un moderato contenuto di grassi (perché persi in parte con la cottura) ma anche più grassi insaturi rispetto a quelli saturi ed è ricco di vitamine del gruppo B e di minerali, soprattutto ferro e zinco.
Si tratta poi di un prodotto costantemente controllato proprio perché tutelato da un Consorzio, ormai attivo da oltre 20 anni, che ne garantisce la produzione nel territorio previsto dal disciplinare (Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Lodi, Pavia, Milano, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Mantova, Verona e Rovigo), secondo l’originale e tradizionale ricetta (determinati ingredienti, proporzioni e spezie) e rispettando precise caratteristiche qualitative (colore, sapore e soprattutto un contenuto minimo di proteine e massimo di grassi).
E poi, ultimo ma non per importanza, da considerare la velocità di preparazione di questo piatto. Quanto quella di un piatto di pasta, tra ebollizione e cottura: proprio così. Grazie al packaging in alluminio della versione precotta, che richiede una cottura in acqua bollente, ci vogliono solo 20 minuti. Quindi, cos’altro aspettare? Se già state sognando un bel piatto di Cotechino fumante, il conto alla rovescia è già partito e da questo momento avrete meno di un quarto d’ora per sbizzarrivi!
Se volete cimentarvi in ricette alternative con il Cotechino Modena IGP – un prodotto la cui origine risale addirittura al Cinquecento – potete consultare la sezione ricette del sito web del Consorzio con un’ampia serie di proposte che vanno dal brunch all’aperitivo.
Pubblicazione finanziata con la Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n. 16/95
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