Chiara Caretoni

Sono cocciuta, vulcanica, impulsiva e scarsamente diplomatica (per gli amici una vera “rompiballe”, insomma), come ogni Ariete che si rispetti. Segni (e carattere) a parte, ho sempre avuto un sogno nel cassetto, anzi, nel taccuino: scrivere, scrivere e ancora scrivere. Ma digitare compulsivamente sulla tastiera solo nei ritagli di tempo non mi bastava e alla fine ho deciso di trasformare la mia passione in lavoro, diventando giornalista (dopo una laurea in saccoccia e tanta, tantissima, tantissimissima gavetta). Dopo qualche incursione nell'attualità, oggi mi occupo di benessere a 360 gradi, pur non essendo una vera sport-addicted: al tapis roulant preferisco di gran lunga i gialli e le saghe familiari e se devo “rinchiudermi” da qualche parte mi infilo in un cinema e non certamente in palestra. Ma amo camminare nella mia verde Brianza, ballare (di recente ho scoperto lo Zumba) esfrecciare in sella alla mia mountain bike. Due piccole note conclusive (e, a mio parere, fondamentali): nelle mie vene scorre sangue rossonero (allo stadio mi trasformo stile Dr Jekyll and Mr Hyde... Non per niente, se fossi un uomo farei sicuramente il calciatore) e il mio “scheletro” nell'armadio si chiama Max Pezzali (chiedetemi una canzone e io ve la canterò dalla prima all'ultima parola).