Beauty stories: 10 brand e volti da tenere d'occhio

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Quale storia (e quale volto) c'è dietro un marchio beauty? Vi presentiamo 10 brand e dieci nomi che stanno facendo la differenza

Che il mondo della bellezza sia in continua evoluzione è innegabile. E non è soltanto una questione di tendenze. Oggi le appassionate di beauty chiedono ai brand molto di più che offrire ottimi prodotti.
Ecco perché i racconti delle donne (e degli uomini) che sono dietro ai marchi emergenti diventano fondamentali.

Abbiamo raccolto 10 testimonianze, 10 storie diverse unite da uno stesso mix di valori: la passione, l'impegno, la determinazione, l'inclusività, l'amore per gli altri e per l'ambiente. 

Ecco dieci bellissime beauty stories, da leggere tutte d'un fiato!

Nuria Val e la bellezza sostenibile

Modella, influencer, art director, appassionata di fotografia e beauty addicted: Nuria Val (@frecklesnur), originaria di Barcellona, non si ferma mai. Ultima avventura di questo personaggio poliedrico è la sua linea di bellezza Rowse, un gioco di parole tra “ra2” - tradotto: puro – e “rose” ovvero rosa, a indicare l'obiettivo di offrire qualcosa di semplice e ispirato alla natura e, soprattutto, amico dell'ambiente: una collezione di skincare essentials racchiusi in un pack trasparente e minimal, con un allure vagamente vintage. Uno dei must è il Winter Body Oil che è anche un bestseller. Sul sito eCommerce, però, troviamo anche una raccolta di altri oli vegetali e polveri oltre che ricette e tutorial per una beauty homemade. Se la sostenibilità è una vostra priorità e desiderate un prodotto semplice da usare, la linea di Nuria è quello che fa per voi.
Da seguire perché: è paladina di una bellezza allo stato puro attenta a tutti i tipi di pelle.

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EspressOh: il make-up goloso e autentico

Nasce un anno fa da un incontro casuale tra due “amici di amici”: Giuseppe Damato, direttore della comunicazione, e Chiara Cascella, milanese d'adozione, con anni di esperienza in L'Oréal. Entrambi giovanissimi – lui 31enne, lei 29enne – hanno dato vita a un brand che esalta una delle passioni italiane per eccellenza: il caffè. Sia nella scelta del nome, EspressOh, che evoca il gesto quotidiano al quale nessuno rinuncia, il caffè «che come sanno fare in Italia non sanno fare da nessun’altra parte», sia nelle formule in cui è presente l'olio essenziale di caffè arabica, infine nella profumazione. I prodotti sono 100% italiani e nello storytelling questa caratteristica emerge con forza dalla scelta del linguaggio («Ciao belle») e dagli scatti pubblicati su Instagram il cui mood è proprio valorizzare i tratti dell'italianità «ma senza scadere negli stereotipi o seguire le tendenze del momento – racconta Damato –. Vogliamo solo raccontare quello che siamo». EspressOh è un brand indie cruelty free che usa l'ironia scegliendo per i prodotti come i rossetti (noi li adoriamo!, ndr) nomi evocativi che vanno da Aroma Mok' Amour ad Aroma Corretto. Tutta la comunicazione gioca su questo mix giocoso, a tratti irriverente. Un esempio è il pranzo a base di bucatini, nel cuore di Roma, per “testare”, insieme a un gruppo di donne, la durata del rossetto.
Da seguire perché: è un brand semplice ma diretto, gustoso, autentico, positivo.

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Face D: la solidarietà come valore d'impresa

«Face D nasce per liberare dall'eterna dicotomia “mi curo o mi trucco?”, quando non hai tempo, sei di corsa e non sai se devi coprirti con il make-up o prenderti cura della pelle seriamente». Il punto di partenza? Rendere la vita più facile a tutti: le parole sono della fondatrice Chiara Sormani, che ha sempre sognato di creare una cosa tutta sua e ci è riuscita con questo brand tutto italiano. «Quando sono rientrata dall'estero – racconta – dovevo decidere se cercare lavoro o buttarmi in una impresa nuova. Ho iniziato con 10mila euro e l'aiuto di quei fornitori italiani che mi hanno dato fiducia». Pensando al futuro e alle prossime sfide, Chiara crede che fondamentale sia «ritornare alla propria comunità, creando valore tramite sostenibilità, azioni di charity e solidarietà»: non a caso, nel 2020, «una parte del fatturato di faced.com sarà devoluto all'associazione Ebano, che lotta contro la tratta femminile sul territorio locale». «Le donne – conclude Sormani – sono le prime destinatarie dei nostri prodotti: se anche un solo euro di Face D dovesse arrivare da lì, avrei fallito non solo come brand ma come essere umano e come imprenditore, quindi credo sia giusto restituire il valore in misura di quanto possiamo».
Da seguire perché: ha un approccio molto positivo al mondo della bellezza e alla cura delle donne.

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Honieh: per una bellezza naturale e inclusiva

Dopo l'esperienza con EspressOh, Giuseppe Damato ha incontrato Erika Boldrin che aveva un'ambizione: lanciare una collezione di prodotti per la cura della pelle naturali, biologici e vegani. Il motivo: la nota influencer, oggi imprenditrice, ha sperimentato per anni uno stile di vita sano e vegan, quindi era naturale ricercare questi valori nel mondo del beauty. Così è nato il nome del marchio – online da poche settimane - acronimo di “Healthy, Organic, Natural, Italian, Ethical”. Il claim “We believe in your skin” esprime chiaramente l'idea alla base, come ci racconta Damato: «La bellezza della pelle è il risultato di un benessere interiore. Stare bene fuori e dentro». In più: i prodotti – tre sieri, due maschere, una crema viso e un mousse – sono pensati per tutti.
Da seguire perché: ha una visione inclusiva del beauty. «Vogliamo vivere – dicono - in un mondo in cui la bellezza non ha standard: deve essere naturale e reale e rappresentare sicurezza e forza. Sappiamo bene che l’aspetto fisico gioca un ruolo significativo nella vita quotidiana e non negheremo mai questa evidenza. Nonostante ciò, siamo convinti che una pelle sana derivi da un cuore e una mente sani: nutrendo la tua parte interiore anche quella esteriore sarà più bella!».

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“Work Hard, Dream Big”, la ricetta del successo secondo Mireia Trepat

Ha iniziato a lavorare nel settore chimico a 23 anni dopo una laurea in ingegneria chimica conseguita in Spagna ma poi, con due amici - Miquel Antolín e Joan Miralles – ha deciso di aprire una propria azienda nel settore cosmetico: così è nata Freshly Cosmetics, da poco sbarcata anche sul mercato italiano. Grazie a una strategia digital, il brand è ormai diventato un punto di riferimento per il mercato della cosmesi naturale. «La chiave del successo – ci racconta Mireia - è stata ascoltare i nostri clienti, prendersi cura della nostra community sempre in crescita e innovare continuamente le nostre formule per creare prodotti buoni ed efficaci. Ma non è tutto. Lavoriamo anche molto alla coesione nel team, che ha il controllo completo dell’intero processo di ricerca e sviluppo». Tre i “tag” del successo: desiderio, ovvero passione, determinazione e lavoro duro. “Work Hard, Dream Big", «perché solo così è possibile ottenere quello che si vuole».
Da seguire perché: ambiziosa, attenta ai dettagli e determinata, Mireia ci ha colpito subito e con il suo carattere continuerà ancora a stupirci.

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Prati Magri: la linea bio nata da un'amicizia speciale

Si chiamano Claudia e Beatrice e sono due imprenditrici agricole. La prima produce miele di acacia, castagno e millefiori con le sue arnie stanziali ed è appassionata di Biodinamica e di musica celtica. La seconda, invece, ha una passione per i vini biologici e per gli antichi terrazzamenti che ha salvato dall’abbandono e rivitalizzato dopo un lungo ventennale lavoro. Dall'amore per il territorio in cui vivono, la Valle del Curone, un'area naturale protetta situata nella Brianza lecchese, è nato un percorso di rivalutazione di erbe spontanee e di erbe aromatiche, tra le quali il Rosmarino di Montevecchia, prodotto tradizionale, che ha portato alla nascita di una prima linea di prodotti: Prati Magri. La linea comprende una crema viso, un latte corpo, un sapone mani e corpo e un burro cacao ed è prodotta e testata per offrire i benefici di Miele e Rosmarino, il primo dalle proprietà idratanti, antiossidanti e antibatteriche, il secondo noto per le proprietà purificanti, tonificanti e rivitalizzanti. A oggi Prati Magri conta circa 2.500 piante di Rosmarino e 60 arnie.
Da seguire perché: per l'obiettivo ambizioso che le due imprenditrici si sono prefissate ovvero coinvolgere altri produttori locali e fare rete per ampliare la linea di prodotti beauty ma anche per consentire il mantenimento dei terrazzamenti e rilanciare le economie locali pulite.

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Lilly Ghalichi, la self made woman nel mondo del beauty

Un'etica del lavoro ferrea - «mai rimandare a oggi quello che puoi fare domani» - non spaventarsi del primo step, creare un buon networking. Il segreto del successo secondo Madame Ghalichi, founder del brand di ciglia finte Lilly Lashes – apprezzato da star come le sorelle Kardashian – è tutto qui. Facile? No. Perché le ore, durante la giornata, che restano da dedicare a sé stessi sono sempre poche («non ho il tempo di pensare a me», ha detto durante un'intervista a Beauty Bay) eppure vedere su Internet migliaia di post di donne soddisfatte dei suoi prodotti «mi riempie il cuore di gioia».
Da seguire perché: ha un mantra a prova d'errore. «Fai tutto quello che ti fa sentire bellissima e più sicura perché se sei sicura di te stessa, conquisterai il mondo».

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Jo Baker, creatività e audacia di una make-up artist

Era una pittrice e passare dal pennello su tela a mescolare polveri e creme per creare make-up artistici è stato per lei un passaggio naturale. Oggi, questa artista inglese based in LA colpisce non solo per gli accostamenti cromatici originali ma anche per la sua capacità di unire creatività e audacia nei look per le celeb. Un esempio? L'ultimo sfoggiato da Lucy Byton alla Mostra di Venezia. Lucy è la sua musa ma non è certamente l'unico volto che troviamo ritratto sul suo Instagram (Jo posta tutti i suoi lavori): scorrendo incontriamo Mackenzie Davis, Sharon Stone, Naomi Scott, Bryce Dallas Howard, Margaret Qualley e tante altre.
Da seguire perché: i suoi make-up non sono mai scontati, a volte irriverenti, a primo impatto quanto di più lontano si possa immaginare per un classico red carpet. Il trucco, secondo Jo Baker, è un modo di esprimere se stessi anche se sempre studiato con chi deve indossarlo. 

Michelle Phan, la star di YouTube

Per un po' era scomparsa da Internet – nessuno sapeva perché, neanche le persone che lavoravano per il brand beauty da lei creato, emcosmetics – fino a quando, all'improvviso, è riapparsa come se nulla fosse successo con un video dal titolo “Hello”, generando panico. Questo perché Michelle non è una delle tante youtuber: Phan è LA youtuber per eccellenza, la prima a fare nascere il fenomeno dei videotutorial beauty. Generazioni di subscriber hanno imparato da lei a scegliere il fondotinta o a creare un look naturale: è quello che Michelle ama sfoggiare anche quando appare in video. Naturale è stato anche il passaggio dalla stanzetta dove girava i tutorial agli uffici dell'azienda di make-up da lei fondata: «Dal primo momento in cui ho disegnato la prima linea sui miei occhi – racconta – ho capito che il make-up era il mezzo più potente per esprimere se stessi. EM Cosmetics è nata per dare a tutti gli strumenti giusti per esprimere se stessi attraverso i colori, le linee e ogni forma di creatività. Attraverso EM Cosmetics, incoraggio tutti a rivendicare il proprio potere e soprattutto a ripensare la bellezza».
Da seguire perché: il suo è un bellissimo manifesto, positivo, inclusivo e potente.

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Marianna Miola, la giovane imprenditrice

Make-up artist, Master Lash Artist, visagista e founder della Marianna Miola Academy, che si occupa di formazione e consulenza: tutto a soli 26 anni. E, soprattutto, con le idee molto chiare. «Prendersi cura di sé – dice - non è un vezzo, ma fa parte del concetto di benessere globale della persona. Oggi, più di ieri, il mondo della bellezza è un settore in continua evoluzione». Per questo motivo ha voluto includere nei servizi di consulenza estetica anche un percorso dedicato alle donne in terapia oncologica.
Da seguire perché: per Marianna la bellezza non è solo business ma anche un modo per dare un aiuto concreto a chi ne ha bisogno.

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Credit ph: GettyImages
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Danha Beauty e Zeffy portano la Corea a Milano

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Danha Beauty e Zeffy uniscono skincare coreana e activewear in un esclusivo pop-up store a Milano, aperto dal 10 al 21 febbraio 2026

Bellezza, moda e benessere si uniscono grazie alla visione della designer coreana Danha Kim, che ha vestito alcune delle icone pop più riconoscibili del pianeta, come BLACKPINK e Itzy. La sua cifra stilistica parte da un concetto importante: la reinterpretazione contemporanea dell’hanbok, l’abito tradizionale coreano, trasformato in un linguaggio visivo moderno. Un’estetica che oggi si estende al mondo beauty con Danha Beauty e all’activewear con il nuovo brand Zeffy, presentato per la prima volta a livello globale nel pop-up di Milano dal 10 al 21 febbraio 2026.

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Danha Beauty: la skincare come estensione culturale

Già protagonista delle scorse edizioni di Milan Loves Soul, Danha Beauty non è solo un brand di K-beauty ma un progetto culturale che nasce come estensione di Maison Danha per rileggere l’heritage coreano nella moda così come nella skincare. La filosofia del brand è racchiusa nel motto Embrace the Liveliness, che in sé racchiude vitalità e armonia tra natura, emozioni e stile di vita contemporaneo.

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Danha Beauty unisce tradizione e innovazione lavorando sulla barriera cutanea grazie a una tecnologia distintiva a base di collagene a 167 Dalton, un peso molecolare così basso da permettere una penetrazione profonda negli strati della pelle. Il cuore della linea è Daily Collagen, una routine in tre step che idrata e rigenera la pelle conferendole un aspetto extra luminoso.

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Tre step pensati per lavorare in profondità sulla pelle:
OMO Toner, lozione che prepara e riequilibra la pelle;
Jin-Zza (Jinjja) Serum, pensato per rigenerare e stimolare elasticità e luminosità
Dae-Bak Cream, crema viso che rinforza la barriera con ceramidi, squalano e 11 tipi di acido ialuronico.

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A questo trio si aggiunge uno dei prodotti emblematici della skincare coreana, la protezione solare. T Sun Serum SPF50+ è un siero solare con PDRN vegetale derivato da peonia e coral-safe, che unisce protezione, idratazione e rigenerazione in un unico gesto. Come anticipato però, per Danha, la bellezza non si ferma alla pelle, ma continua nel movimento.

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Zeffy, il nuovo marchio di activewear

Dalla mente di Danha Kim nasce anche Zeffy, una linea di activewear femminile coreana pensata per andare oltre i confini dell’abbigliamento tecnico tradizionale. Guidato dal motto Let’s get a little crazy, before we get really crazy, Zeffy si distingue per tessuti ultra-leggeri e traspiranti, ideali anche nei climi più caldi, e per una versatilità che accompagna con naturalezza il passaggio dall’allenamento alla quotidianità. A rendere la collezione ancora più performante è il contributo di ballerini, yogi e ginnasti coinvolti nello sviluppo dei capi, pensati per offrire comfort e libertà di movimento.

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Questo approccio trasforma i capi sportivi in pezzi distintivi, capaci di incorporare i motivi heritage propri dell’estetica di Danha e di elevare l’athleisure a espressione di stile quotidiano.

In questo il contesto punto non è semplicemente praticare attività fisica, ma interpretare il movimento come parte integrante del proprio stile di vita. Proprio come la skincare di Danha non è solo trattamento, ma un vero rituale di benessere.

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Intervista a Danha Kim, founder di Danha Beauty e Zeffy

Per addentrarci nell'universo di bellezza, benessere e movimento dei brand Danha Beauty e Zeffy abbiamo posto alcune domande alla designer coreana Danha Kim, che ci ha raccontato la sua filosofia.

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Grazia: Danha ha iniziato reinterpretando l’hanbok in chiave moderna e da allora si è espansa nella skincare e nell’activewear. In che modo il patrimonio culturale e le tradizioni coreane continuano a influenzare oggi il tuo lavoro creativo?

Danha Kim: Per me, la tradizione coreana riguarda meno la forma o l’ornamento e più l’atteggiamento e la sensibilità. Quando lavoravo con l’hanbok, non mi limitavo a riprendere le silhouette, ma mi concentravo su strutture che rispettano il corpo, permettono un movimento naturale, che lasciano spazio al respiro e che diventano sempre più confortevoli con il passare del tempo, man mano che vengono indossate.

Questa prospettiva mi ha accompagnata anche quando mi sono espansa nella skincare e nell’activewear. Vedo la pelle non come qualcosa da “correggere” o controllare, ma come qualcosa con cui conviviamo. Allo stesso modo, invece di enfatizzare il corpo, cerco di progettare seguendone il ritmo e le emozioni. Un approccio che credo nasca naturalmente dalla sensibilità culturale coreana.

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G: Danha Beauty attribuisce grande importanza al concetto di barriera cutanea e alla skincare come una sorta di “rituale”. In che modo questa idea di cura si collega al concetto di benessere radicato da tempo nella cultura coreana?

DK: Nella cultura coreana, la cura riguarda meno i risultati immediati e più la costanza insieme all’equilibrio. Significa ascoltare i segnali che il corpo invia e mantenere piccole abitudini quotidiane senza eccessi: questa, per me, è l’essenza del benessere.

Per questo Danha Beauty pone la barriera cutanea al centro. Invece di cercare di cambiare rapidamente la pelle, ci focalizziamo nella creazione un ambiente in cui la pelle possa recuperare da sola. Considerare la skincare come un rituale va oltre la routine: è pensata come un momento che calma e riequilibra anche la mente. In questo senso, si collega naturalmente all’idea di benessere quotidiano che da sempre fa parte della cultura coreana.

G: Hai scelto Milano come location per il debutto globale del pop-up di Zeffy. Cosa rappresenta Milano per te e perché ti è sembrata la città giusta per raccontare storie di bellezza, moda e movimento?

DK: Milano mi sembra una città in cui tradizione e modernità, funzionalità ed estetica, convivono in modo molto naturale. Pur essendo conosciuta come capitale della moda, possiede anche una profonda comprensione del ritmo della vita e del movimento del corpo.

Poiché Zeffy non è semplicemente activewear, ma un brand che parla di consapevolezza di sé e cura di sé attraverso il movimento, ho sentito che il senso di equilibrio di Milano si allineasse perfettamente con il nostro messaggio. Mi è sembrato il luogo in cui bellezza, moda e movimento potessero davvero esprimersi in un unico linguaggio.

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G: Zeffy è stato creato per andare oltre il concetto convenzionale di activewear. Che tipo di donna avevi in mente quando hai progettato questa collezione e come speri che indossi e viva questi capi nella sua quotidianità?

DK: La donna che ho immaginato per Zeffy è qualcuno per cui i “momenti attivi” e i “momenti quotidiani” non sono separati. È sincera con il proprio corpo e le proprie emozioni, che stia andando a una lezione di yoga, prendendo un caffè o viaggiando.

Piuttosto che aspettarmi che raggiunga qualcosa di straordinario indossando questi abiti, spero che la aiutino a sentirsi più a suo agio nel proprio corpo e a godere del movimento senza pressione. Zeffy non propone solo abbigliamento da allenamento, ma capi che condividono con te i momenti di ogni giorno. È così che spero diventino naturalmente parte della vita quotidiana.

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Con Danha Beauty e Zeffy, Milano diventa il luogo in cui moda, K-beauty e movimento si incontrano per dare vita a un nuovo linguaggio contemporaneo. Per avere maggiori informazioni vi invitiamo a visitare il sito https://en.danhaseoul.com/beauty.