Profumi di primavera: come scegliere il nuovo guardaroba olfattivo

Cambio d'armadio. Olfattivo s'intende. Messi da parte gli ingredienti più intensi, per la primavera si punta sulla freschezza, il senso di pulito e su bouquet inebrianti
Floreale, decisamente. Sarà scontato e banale ma quando si pensa a un profumo per la primavera i fiori sono la prima cosa che vengono in mente. E se le note classiche della stagione sono iris e mughetto, si può variare anche scegliendo il neroli, adattissimo per la tarda primavera, il fiore di ciliegio, un po’ più difficile da trovare e non scontato, oppure una fragranza ispirata ai giardini, perfetta per chi non può fare a meno di queste note verdi.
Neroli
Simile al bergamotto, il neroli è un olio essenziale ottenuto per distillazione ad acqua dai fiori di arancio amaro. Il nome deriva dalla duchessa Marie Anne de La Trémoille, principessa di Nerola, che iniziò a usare questo olio nel XVII secolo. Pur derivando da un fiore, la nota di neroli è leggermente agrumata ed è spesso affiancata da questi frutti, limone e arance in particolare.
Molto luminosa ed estiva, simboleggia la bella stagione e dona una certa dolcezza a tutta la struttura della fragranza. Spesso è presente in profumi ispirati al Mediterraneo e ai suoi giardini.
Fior di Ciliegio
Questo fiore rosato che segna l’arrivo della primavera appartiene alla categoria “fiori del frutteto”. Il fiore di ciliegio è una nota molto delicata, non invadente, per questo spesso rafforzata da altri ingredienti più corposi, come altri fiori, frutti o legni. Da notare il fatto che può trovarsi anche in profumi maschili, proprio per la sua leggerezza e il senso di freschezza.
Legato soprattutto all’Hanami, il momento di massima fioritura di questo albero celebrato in Giappone con eventi all’aria aperta, questo fiore è molto delicato. La sua fioritura dura pochissimi giorni e, proprio per questo, nella cultura nipponica simboleggia la caducità della vita stessa. Decisamente romantica, la si trova spesso accanto a note floreali di tarda primavera come il gelsomino oppure a quelle fruttate croccanti come la pera e il melograno.
Giardino
Suggestioni: è su questa idea che molti nasi si basano per creare le loro fragranze ispirate ai giardini, veri o immaginati, in giro per il mondo. Che sia la versione più classica dell’english garden o quella lussureggiante di un palazzo nel sud-est asiatico o ancora un cortile nascosto e inaspettato nel cuore di una città, queste fragranze profumano di primavera.
Veri e propri bouquet pieni di narcisi, mimosa, gelsomini, fresie, tuberose, rose e tutti i fiori che sbocciano con la bella stagione; a fare da contrappeso i muschi, magari le note marine che raccontano di paesaggi affacciati su mari o fiumi, o ancora i legni quando si parla di giardini in ville immerse nella natura.
Mughetto
Lily of the Valley o “Giglio di Maggio delle valli”: il nome mughetto nasconde tanti significati e tutti legati alla sua fioritura di metà primavera. Simbolo di innocenza e purezza, tant’è che è spesso scelto dalle spose nel loro bouquet, dona candore e freschezza anche al profumo stesso.
Una particolarità di questo fiore è però la sua difficoltà nell’estrarne l’aroma, oltre a essere poco intenso, per questo in profumeria il suo odore è ricreato con un sapiente mix di note verdi. Presente nelle note di testa, è un ingrediente che dona freschezza e soprattutto un senso di pulito alla fragranza.
Iris
Iris Fiorentina, la più pregiata, oppure Iris Pallida: sono queste le due varianti usate in profumeria quando si parla di questo fiore. L’essenza è ottenuta dal rizoma, la cui raccolta artigianale inizia a fine luglio in Toscana; amatissimo da Caterina de Medici, da qui il nome “Acqua della Regina”, l’iris è tra le note olfattive di maggior pregio nella profumeria ed è molto costoso.
Molto usato nella profumeria di nicchia, il suo aroma ricorda quello delle ciprie di una volta e molti nasi hanno dedicato a questo fiore differenti creazioni. Nella piramide olfattiva si trovano soprattutto note muschiate e legnose come il legno di cedro o di sandalo, di meno quelle floreali; i profumi con l’iris infatti tendono a essere più corposi che freschi.
Fragranze che profumano di primavera
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Photo Credit: Jo Malone London / Unsplash
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Chanel Haute Couture 2026: la fiaba contemporanea (d'Alta Moda) di Matthieu Blazy

Si apre sulle note di un classico Disney la prima sfilata Chanel Haute Couture firmata da Matthieu Blazy, sul canto che Aurora, protagonista de La bella addormentata nel bosco intona mentre passeggia nel bosco, felice, circondata dalle colorate creature che lo abitano. Una scelta che, unita alla location che fa da sfondo, rende ancora più evidente l'intento del designer: trasportare il suo pubblico in una vera e propria fiaba.
L'ambientazione della sfilata Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images
Tra funghi colorati che scandiscono la passerella, abbracciata da una cascata di rami piangenti tinti di rosa, il caos della città e della quotidianità rimane momentaneamente sospeso per fare spazio a una dimensione leggera, apparentemente senza tempo. Il tempo, in realtà, c'è eccome, ed è quello che viviamo oggi: il mondo delle fiabe incontra la contemporaneità e a raccontarlo sono le forme e le linee, spogliate di quelle costruzioni tipiche della couture, i materiali scelti, trasparenti e impalpabili come una seconda pelle, e il casting, che mostra la bellezza delle sue tante età.
Il look di apertura della sfilata Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Courtesy of Chanel
Nelle note che accompagnano la collezione, Blazy condivide la sua visione emozionale dell'haute couture, intesa come uno scambio tra chi crea e chi indossa, dove l'abito intende celebrare chi lo indossa, la sua individualità. Al centro di ogni abito c'è la donna anzi, ce ne sono tante: tantissime donne diverse, che il designer immagina vivano una vera e propria metamorfosi; le vede trasformarsi in uccelli colorati (proprio come quelli che accompagnano la nostra Aurora nel suo canto nel bosco) e volare via, libere.
Il look di chiusura della sfilata Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Courtesy of Chanel
Volare via dalla quotidianità non è facile e non è sempre possibile, soprattutto mantenendo i piedi per terra: questa donna, pur inseguendo la libertà, riesce a farlo, rimanendo ancorata a una dimensione reale e portabile. Dal classico tailleur rivisitato alle borse in tulle, passando per le celebrities in prima fila, vi raccontiamo di seguito la prima collezione Chanel Haute Couture firmata da Matthieu Blazy.
Parola chiave: leggerezza
La couture torna all'essenziale e anche il tailleur e le borse iconiche della Maison "si spogliano": diventano leggere, svelano la loro costruzione. Lo stesso vale per blue e abiti, sui quali anche un dettaglio come una cintura diventa un impalpabile layer.
Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images
Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images
Le borse puntano sulla leggerezza e anche un tema riconoscibile e caro come quello della catena abbandona il metallo in favore di un filo dorato e sottile.
Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images
Piume, per volare via
Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Courtesy of Chanel
Applicate e voluminose o disegnate, ricreate attraverso sfumature e riflessi: le piume non possono mancare, in quanto segno di leggerezza e libertà e il modo in cui vengono proposte è fresco, mai pomposo. Anche quando creano volume sul fondo di un abito, lo fanno in contrasto a trame di tweed capaci di bilanciare e alleggerire l'insieme trasportandolo nella quotidianità.
Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Courtesy of Chanel
Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images
I gioielli, come quelli delle fiabe
Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images
Ogni fiaba che si rispetti ha la sua principessa, o futura regina, mai prima della sua corona. Così i gioielli sono ricchi, elaborati, pieni di colore e non solo: anche di piccoli elementi giocosi, del tutto inaspettati.
Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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Dua Lipa, A$AP Rocky e tutti gli ospiti in prima fila
Dua Lipa e A$AP Rocky in prima fila alla sfilata Haute Couture di Chanel.
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In prima fila in una Parigi piovosa i tanti volti legati alla Maison: quelli nuovi, come A$AP Rocky e Dua Lipa e quelli storici, come Nicole Kidman, Tilda Swinton e Penelope Cruz. Tutti, attraverso i loro look, perfetti ambassador del nuovo corso del marchio.
Da sinistra: Nicole Kidman, Fernanda Torres e TIlda Swinton.
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Da sinistra: Margaret Qualley, Penelope Cruz, Carole Bouquet con Charlotte Casiraghi.
Credits: Getty Images
Da sinistra: Claire Foy, Gracie Abrams e Paloma Elsesser.
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SPRING SUMMER 2026 HAUTE COUTURE
I beauty look CHANEL esaltano l’essenza luminosa di ogni donna: un incarnato radioso, guance delicatamente arrossate e una forma di espressione di sé naturale.

MAKEUP STEP BY STEP
SKINCARE
Applicare una piccola quantità di SUBLIMAGE L’EXTRAIT DE NUIT su guance, fronte e collo. Con entrambe le mani, stendere il prodotto dal centro del viso verso l’esterno; per il collo, seguire la linea della mandibola.
Applicare SUBLIMAGE LA CRÈME TEXTURE UNIVERSELLE ed eseguire LE GESTE SUBLIME RADIANCE: piegare le dita e massaggiare il viso con ampi movimenti circolari, dal centro verso l’esterno.
Per un momento extra di comfort, applicare SUBLIMAGE L’EXTRAIT HUILE LÈVRES durante la giornata. L’applicatore in metallo dorato si adatta perfettamente alle labbra e rilascia la giusta quantità di prodotto, per una sensazione immediata di nutrimento.
Applicare SUBLIMAGE LA BRUME sotto o sopra il make-up. Vaporizzare su entrambi i lati del viso e sulla fronte, quindi favorire l’assorbimento con una leggera pressione verso l’alto, lavorando dal centro verso l’esterno con le nocche.
INCARNATO:
Applicare LES BEIGES WATER-FRESH COMPLEXION TOUCH con il 2-IN-1 FOUNDATION BRUSH 101.
Correggere le imperfezioni solo dove necessario con ULTRA LE TEINT LE CORRECTEUR, utilizzando il RETRACTABLE DUAL-ENDED CONCEALER BRUSH N°105.
Applicare JOUES CONTRASTE INTENSE – Rose Radiant oppure Beige Éclatant (in base all’incarnato) al centro della guancia, sfumando delicatamente verso l’alto in direzione degli zigomi.
Prelevare una piccola quantità di BAUME ESSENTIEL ROUGE NOIR – Cute oppure BAUME ESSENTIEL – Sculpting (a seconda dell’incarnato) e applicarla con leggeri tocchi sulla parte alta degli zigomi. Picchiettare delicatamente per fondere il prodotto con la pelle.
SOPRACCIGLIA:
Ridefinire la forma delle sopracciglia con STYLO SOURCILS HAUTE PRÉCISION.
OCCHI:
Applicare BAUME ESSENTIEL – Sculpting al centro della palpebra.
LABBRA:
In base all’incarnato, applicare ROUGE COCO BAUME – 912 Dreamy White oppure ROUGE COCO BAUME – 752 Honey Bliss direttamente sulle labbra, con un unico gesto.
UNGHIE
Preparare le unghie con uno strato di LA BASE CAMÉLIA.
Aggiungere brillantezza con LE GEL COAT.
Completare con LA CRÈME MAIN per mani morbide e idratate.
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Fashion Pills: cos'è successo questa settimana nel mondo della moda in 7 news

Una campagna sospesa tra arte e moda, una collaboration che sa già d’estate, nuovi volti che riscrivono il linguaggio delle maison e mostre che intrecciano sport, cultura e memoria. Insomma, il panorama fashion e artistico è più vivo che mai e noi siamo qui per raccontarvelo. #FashionPills
Fashion Pills: lunedì e Loewe presenta Isla Johnston come nuova musa
(Credits: courtesy of press office)
L’amatissima maison spagnola LOEWE inaugura il 2026 con l’arrivo di una musa d’eccezione: Isla Johnston. La nuova era creativa, firmata Jack McCollough e Lazaro Hernandez, parte da lei: un talentuoso volto che non ci si aspetta, lontano dai riflettori urlati. L’attrice prestata alla moda incarna un’eleganza naturale che dialoga perfettamente con l’estetica LOEWE del nuovo anno: linee pure, artigianalità colta, il tutto condito da tocchi di colore pop che conquistano. Non tutti sanno che presto la vedremo vestire i panni di Giovanna d’Arco nel nuovo, attesissimo film di Baz Luhrmann e accanto a Nicolas Cage nel thriller The Carpenter’s Son, ruoli che segnano un’ulteriore svolta nella sua ascesa. Insomma, un volto in piena evoluzione, capace di incarnare Loewe by Jack e Lazaro con misura e intensità. Perché di questi tempi il vero lusso non è l’eccesso, ma la personalità. #ReinventingCraftAndLeather
Fashion Pills: martedì e il DNA di Jil Sander nel panel “Acts of Learning”
(Credits: courtesy of press office)
In un tempo in cui comunichiamo sempre meno – e spesso in modo poco umano – Jil Sander riscopre il valore prezioso della conversazione con Acts of Learning, il panel che accompagna il debutto di Simone Bellotti alla direzione creativa. Alla Marian Goodman Gallery di New York, la maison mette al centro la parola, aprendo un dialogo tra moda e pensiero. Con Bellotti, anche Guinevere Van Seenus e Sara Moonves, che insieme intrecciano riflessioni su rigore ed emozione, controllo e libertà. Un confronto che approfondisce e riafferma il DNA minimalista del brand e il suo lusso sussurrato, in perfetta sintonia con l’estetica degli ultimi anni. Un momento culturale che intercetta un’identità in evoluzione, nel delicato passaggio di consegne. Ci piace perché riporta la moda alla sua dimensione più autentica: la ricerca. #MinimalistConversation
Fashion Pills: mercoledì e la nuova boutique Recarlo
(Credits: courtesy of press office)
I gioielli Recarlo scelgono la Capitale, Roma, e una delle sue vie più eleganti – via del Babuino – per aprire una nuova boutique che racconta storia e stile. La maison piemontese, dopo i flagship di Milano e Bari, porta nel cuore della città la sua maestria artigianale e il suo Made in Italy, fatti di diamanti naturali di altissima qualità. Uno spazio curato nel dettaglio, proprio come da sempre contraddistingue il brand. Un ambiente intimo e raffinato per accogliere le donne in cerca dei loro migliori amici — quelli che brillano più di chiunque altro. #Since1967
Fashion Pills: giovedì e MCARTHURGLEN Noventa Di Piave Designer Outlet presenta una bellissima mostra
(Credits: courtesy of press office)
Con le Olimpiadi diffuse Milano Cortina 2026 più vive che mai, siamo tutti un po’ più sportivi, un po’ più coinvolti. Per questo, dal 31 gennaio al 15 marzo, McArthurGlen Noventa di Piave Designer Outlet inaugura la mostra open air Cortina 1956. Le prime Olimpiadi bianche in Italia. Una selezione di foto iconiche, realizzata in collaborazione con Marsilio Arte e Fondazione Cortina, prende forma in gigantografie tra le vie e le piazze del luxury outlet. Così, mentre si passeggia o si fa shopping, ci si ritrova immersi nelle storie dei VII Giochi Olimpici Invernali. Un percorso che intreccia memoria e cultura sportiva, arricchito dalla presenza di un autentico bob d’epoca — disciplina in cui noi italiani abbiamo conquistato l’oro anche quest’anno. McArthurGlen ci ricorda che certe imprese non si guardano soltanto, si rivivono. #DestinationJoy
Fashion Pills: venerdì e la collab GIA X Silvia Tcherassi
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Una collab attesa che sa già d’estate: quella tra Gia Borghini e Silvia Tcherassi, che da otto anni condividono amicizia e complicità creativa. Un’unione tutta al femminile che celebra l’incontro tra l’artigianalità fiorentina e la sensibilità colombiana, tra rigore e colore. Due i modelli protagonisti: una mule a tacco medio dalla punta affilata, ultra femminile, e un sandalo flat dall’attitudine leggermente maschile. Entrambi versatili e stilosi, pensati per muoversi con leggerezza nella quotidianità. Linee pulite ed equilibrio tra raffinatezza e nonchalance raccontano un dialogo armonioso tra stili e DNA diversi. Ci piacciono le collaborazioni che nascono da rapporti veri e diventano naturale estensione di una visione condivisa. #FlawlessItalianCraftsmanship
Fashion Pills: sabato e la campagna di Levi’s con Doechii
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Levi’s, il brand storico di jeans più amato di sempre — quello che ha fatto la storia del denim — lancia una nuova campagna diretta da Kim Gehrig che racconta le icone di ieri e di oggi da una prospettiva inedita. Catturate dietro le quinte, in momenti backstage e più intimi, le protagoniste e i protagonisti si mostrano per ciò che sono davvero, anche dalla divertentissima prospettiva del loro iconico lato B — perché sì, quello di Levi’s è unico. Al centro, naturalmente, il denim Levi’s, simbolo di fit perfetto e identità da oltre 150 anni, capace di attraversare musica, sport e cultura senza perdere il suo DNA. Dal Super Bowl al Levi’s Stadium, la campagna intreccia volti e storie come Doechii — protagonista della cover e dell’immagine che vedete — insieme ad altri Originals. Un racconto che celebra l’espressione individuale e la storia di ogni “Original”, che spesso, se ci pensate, inizia proprio dal proprio paio di jeans preferito. #LivingLevis
Fashion Pills: domenica e Valentino presenta Fireflies
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Con la direzione artistica di Alessandro Michele, anche la campagna moda diventa arte. E Fireflies, l’ultima firmata Valentino, ne è la dimostrazione. Michele parte da un’idea potente: la caduta non come incidente, ma come condizione originaria dell’essere. L’equilibrio è fragile, temporaneo, sempre sostenuto da qualcosa o qualcuno. Gli scatti, come quello che vedete sopra, trattengono il tempo in quell’istante sospeso prima della perdita dell’appoggio. I corpi sembrano fluttuare tra controllo e abbandono, tra tensione e grazia. È un racconto visivo che riflette sulla vulnerabilità come parte integrante dell’esistenza. La forza non è nella rigidità, ma nella capacità di restare, di sostenere, di accogliere. Un’immagine poetica e stratificata che lascia spazio all’interpretazione. Perché cadere non significa fallire, ma aprire una nuova postura. #ValentinoFireflies
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SYRN, il brand di lingerie di Sydney Sweeney ha qualche problema ...

Il lancio di SYRN, il brand di lingerie fondato da Sydney Sweeney, è qualcosa di più di un’operazione commerciale.
A prima vista, l’associazione tra un’attrice spesso definita come sex symbol e un marchio di lingerie appare coerente con le aspettative del mercato. Eppure l’operazione non è così scontata.
Dietro la seduzione e il glamour del brand si intravede un lavoro accurato sulla percezione pubblica di Sweeney, che diventa parte integrante della narrazione di SYRN. All’estetica raffinata e alle 44 taglie “pensate per diversi tipi di corpi” - come ha dichiarato la stessa Sweeney - si affianca anche un sostegno imprenditoriale di un certo calibro: secondo Business of Fashion, il progetto riceverebbe un supporto indiretto dai Bezos, elemento che contribuisce a rafforzarne la credibilità finanziaria.
L’interesse di Sweeney per il mondo dell’underwear, del resto, non è una novità. Già nel 2023 l’attrice aveva collaborato con Frankie’s Bikinis per una collezione di costumi da bagno, confermando una certa familiarità con il mondo della lingerie e dello swimwear che sembra averle fornito le basi per un progetto più strutturato e ambizioso come SYRN.
Tante “Sydneys”, una sola visione?
Il brand si presenta come un guardaroba intimo pensato per esplorare diverse sfaccettature della femminilità, articolato in quattro linee — Comfy, Playful, Romantic e Seductress — che riflettono altrettanti stati d’animo. L’obiettivo dichiarato è offrire lingerie capace di adattarsi non solo a corpi diversi, ma anche a identità e momenti differenti, celebrando una sensualità individuale da “indossare per te stessa”, come recita il messaggio ufficiale del lancio.
È proprio nel passaggio dalla dichiarazione d’intenti alla sua traduzione concreta che emergono le prime criticità. Il target del brand resta infatti poco definito: le campagne promozionali diffuse finora ruotano esclusivamente attorno alla figura di Sydney Sweeney, senza includere altri tipi di corpo o rappresentazioni alternative. Inoltre, il suo bacino di fan, in larga parte maschile, non sembra sovrapporsi in modo evidente al pubblico potenzialmente interessato all’acquisto dei prodotti. Il paradosso è evidente: a fronte di un discorso che richiama empowerment e inclusività, l’immaginario visivo privilegia un’estetica aspirazionale più che effettiva accessibilità per chi compra.
Anche il nome SYRN - stilizzazione tipografica della parola “Siren” - funziona bene sul piano simbolico, ma lo spelling creativo risulta meno immediato nella pronuncia e nella memorizzazione. Dettagli apparentemente minori, come leggibilità e riconoscibilità, che sono però cruciali nel branding e rappresentano, in questo caso, un piccolo ostacolo alla costruzione di un’identità solida.
Il confronto con altri marchi celebrity-led già affermati come SKIMS di Kim Kardashian, diventa quindi inevitabile e mette in evidenza come la definizione di una visione chiara e di una coesione estetica riconoscibile rappresentino ancora alcune delle principali sfide aperte per SYRN.
Controversia come manifesto
A rafforzare la dimensione narrativa del progetto è arrivato il video di lancio, in cui Sweeney scala l’iconica scritta Hollywood di Los Angeles appendendo capi di lingerie. Un gesto volutamente teatrale e iperbolico, pensato per dividere e attirare attenzione. L’operazione ha ottenuto un’eco globale e ha portato al sold out immediato di alcuni capi, ma non è stata priva di polemiche: secondo le autorità locali, non sarebbero state richieste le necessarie autorizzazioni per l’uso di quello spazio pubblico altamente simbolico.
Al di là delle contestazioni, l’obiettivo è stato centrato: SYRN è diventato subito un tema di conversazione, un caso culturale prima ancora che un marchio da valutare esclusivamente sul piano commerciale.
Da anni Sydney Sweeney occupa una posizione ambigua nella cultura pop. Il suo corpo è spesso oggetto di attenzione più dei suoi ruoli, e meme, titoli e polemiche hanno contribuito a rendere la sessualizzazione una componente strutturale del suo personaggio pubblico. Con SYRN, quell’immagine non viene respinta, ma rielaborata. La lingerie diventa linguaggio e strumento narrativo: se lo sguardo è inevitabile, allora vale la pena governarlo, trasformando ciò che arriva dall’esterno in un racconto consapevolmente “brandizzato” e potenzialmente produttivo.
Come spesso accade nel caso dei brand guidati da celebrity, la risposta del pubblico è stata eterogenea. Accanto all’entusiasmo e all’ironia, sono emerse anche perplessità che non riguardano solo l’estetica o l’identità visiva del marchio, ma il significato stesso dell’operazione. La domanda è se SYRN possa essere letto come un uso consapevole della propria immagine oppure finisca per reiterare le stesse logiche da cui vorrebbe emanciparsi.
Il dibattito si inserisce in un clima già polarizzato, alimentato anche da campagne precedenti — come quella con American Eagle, basata sull’assonanza tra “jeans” e “genes” — che hanno diviso l’opinione pubblica tra chi la vede come un’icona sexy consapevole e chi come una figura che rafforza stereotipi problematici, soprattutto se letti alla luce dell’attuale scenario politico e culturale.
Hype sì, ma regge il prodotto?
Al di là dell’hype iniziale, resta aperta la questione centrale: il prodotto è in grado di reggere nel tempo? SYRN si trova oggi in una fase ancora sperimentale, e il suo futuro dipenderà dalla capacità di superare il rischio più evidente, ovvero restare una semplice estensione della fama della sua fondatrice.
La lingerie, più di molte altre categorie, richiede attenzione a vestibilità, comfort e qualità; per questo il successo non si misura nei sold out iniziali, ma nella volontà dei clienti di tornare a comprare. Se SYRN riuscirà in questo passaggio, saranno i numeri a confermarlo.
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GUESS sceglie Gstaad per la Fall/Winter 2026 Ski Capsule : la nuova passerella tra neve e ghiaccio
Il 4 febbraio 2026 GUESS ha portato la moda in uno dei luoghi "in quota" più suggestivi d’Europa: stiamo parlando dell’Iglu Dorf di Gstaad, in Svizzera. Questo è senza dubbio l'evento centrale del progetto GUESS Winter Takeover, l'iniziativa speciale per celebrare il 45° anniversario del brand, trasformando alcune delle località alpine più iconiche in "manifesti viventi" dello stile GUESS.
Credits: Courtesy of Press Office
Circondata da vette innevate e igloo dalle forme scultoree, la passerella si è snodata direttamente sulla neve, durante la golden hour, quando la luce del tramonto ha reso l’atmosfera davvero cinematografica. GUESS prosegue così il suo viaggio d'amore nei confronti della montagna, dopo lo show dello scorso anno a Glacier 3000 una delle più famose stazioni alpine della Svizzera.
A rendere l’esperienza ancora più esclusiva è stato un pubblico selezionato di circa 60 ospiti, tra cui Chiara Ferragni, Leonie Hanne e Lea Elui, insieme a top influencer e stampa europea.
Credits: Courtesy of Press Office
Una passerella di luce, ghiaccio e cristalli
Le modelle sono apparse attraversando una scultura cristallina di ghiaccio e neve, sfilando tra strutture trasparenti che evocavano quarzi e minerali. Le superfici riflettenti e LED rossi, colore iconico del brand, hanno dialogato con il bianco della neve, creando un gioco di luce incredibile che ha amplificato ogni movimento.
Il tutto è stato accompagnato dalla performance live della violinista Laura Zimmermann, che è riuscita a trasformare lo show in un’esperienza emozionale davvero immersiva.
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Guess sfilata Gstaad : la Fall/Winter 2026 Ski Capsule
GUESS ha svelato la Fall/Winter 2026 Ski Capsule, insieme a una selezione di look fashion ispirati allo spirito après-ski. Si tratta di silhouette iconiche, volumi stratificati e proporzioni interessanti che definiscono un guardaroba invernale rilassato e sofisticato.
Credits: Courtesy of Press Office
Tra i protagonisti: pellicce ecologiche, capispalla scultorei e maglieria avvolgente. Una collezione che unisce comfort e seduzione, pensata in versione smart, per vivere la montagna con un tocco deciso e contemporaneo.
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Un’esperienza totale firmata GUESS
Lo show è stato il centro di una vera e propria GUESS winter experience, che ha coinvolto gli ospiti in momenti esclusivi tra benessere e lifestyle. Tra questi vogliamo citare le sessioni di red light therapy realizzate con Luminous Labs, pensate per preparare corpo e mente all’evento, e le serate in location iconiche come Hotel Bellevue e La Ferme Saint-Amour.
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Il progetto Winter Takeover si è esteso tra Svizzera, Italia e Francia, toccando Zermatt, Bormio, Courchevel e Glacier 3000, con funivie brandizzate, installazioni outdoor e attivazioni esperienziale. «La sfilata 2026 incarna l’essenza stessa di GUESS», ha dichiarato Paul Marciano, Co-fondatore e Chief Creative Officer. «Ci ha permesso di creare un’esperienza immersiva ed emotivamente coinvolgente in una delle destinazioni più ambite al mondo, celebrando il nostro heritage e spingendo la nostra identità in direzioni audaci e inaspettate.»
Con questo show ad alta quota, GUESS ha trasformato la natura in palcoscenico, ridefinendo i confini della passerella
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