Cosa fare a Roma nel weekend del 16 e 17 febbraio

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Cosa fare a Roma questo weekend tra mostre, eventi e musica. Ecco dieci idee per accontentare i gusti di tutti nel fine settimana del 16 e 17 febbraio

Ecco dieci consigli per decidere cosa fare a Roma nel fine settimana tra manifestazioni vinicole, mercatini e spettacoli a teatro.

Fino a domenica da Eataly si festeggia… la patata! Giunta alla terza edizione, la kermesse dedicata al tubero arrivato dalle Ande avrà in programma degustazioni, attività didattiche e show cooking.

Preferite svagarvi per mercatini? Allora non perdetevi gli appuntamenti, tra sabato e domenica, con il “Country Fest” da Serra Madre e il Mercatino Giapponese al Caffè Letterario

E se avete voglia di farvi una cultura sui vini allora non lasciatevi scappare l’occasione di partecipare a degustazioni e laboratori dedicati in occasione della kermesse “I Migliori Vini Italiani” al Salone delle Fontane dell’Eur.

Cercate un posto nuovo per un aperitivo tra amici, una cena informale oppure un pranzo veloce ma con tanta scelta e di qualità? Allora provate il nuovo “Ungaria”, storica caffetteria ai Parioli riaperta dopo una lunga ristrutturazione che vi stupirà!

Vi piace la musica? All’Officina Pasolini tornano gli appuntamenti con artisti ed esperti del settore: questa domenica è il turno del rapper e cantautore romano Carl Brave.

(Continua sotto la foto)

patata eataly

Festa della Patata da Eataly

Eataly Roma dedica, fino a domenica, una rassegna incentrata su uno dei cibi più completi, gustosi e utilizzati nelle cucine di tutto il mondo: la patata.

Sarà un vero e proprio viaggio che prenderà il via dalle Ande, luogo d'origine della patata.

Per l’occasione, oltre ai piatti del ristorante Mi Tierra, sarà possibile apprezzare le tante e coloratissime varietà di patate peruviane. 

Non mancheranno racconti, aneddoti, corsi di cucina, incontri a cura di esperti del settore e degustazioni gratuite il tutto accompagnato da musica e djset.

Tantissime poi le ricette degli chef proposte nei ristoranti di Eataly!

Le patate saranno anche protagoniste dell’Area Mercato di Eataly Roma dove i produttori aiuteranno i consumatori a comprendere le differenze fra le varie qualità e dove si potranno vedere le varietà andine provenienti dal Perù. 

Ci saranno anche showcooking e dimostrazioni a cura di chef!

Per maggiori info www.eataly.net.

i migliori vini italiani

I migliori vini italiani al Salone delle Fontane dell’Eur

Anche quest’anno torna la kermesse vinicola “I migliori vini italiani”, al Salone delle Fontane dell’Eur, per quattro serate di degustazioni libere e illimitate, laboratori, spettacoli, degustazioni guidate, ospiti d’onore e il meglio della produzione vinicola d’Italia premiata da Luca Maroni.

Un’occasione imperdibile per tutti gli appassionati ed esperti che vogliono assaporare e conoscere da vicino i prodotti dell'eccellenza vinicola italiana. 

E per chi volesse approfondire, da non perdere le degustazioni guidate e i laboratori a numero chiuso.

Per tutti i dettagli e scoprire le cantine che parteciperanno: www.imiglioriviniitaliani.com.

Carl Brave notti brave

Carl Brave all’Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini

Sarà un febbraio ricco di nuovi appuntamenti all’Officina Pasolini – Regione Lazio, Laboratorio di Alta Formazione Artistica e HUB Culturale.

Questa domenica alle ore 21 è in programma l’evento “Notti Brave - Incontro con Carl Brave”: per l’occasione il cantante e produttore discografico Carl Brave e il critico musicale Gino Castaldo incontrano il pubblico di Officina Pasolini in una serata dedicata alla musica.

Il rapper e cantautore romano racconterà la sua personalissima esperienza dai singoli su You Tube fino al suo primo album da solista e alla collaborazione con Max Gazzè. Non mancheranno anche esecuzioni di brani dal vivo.

Ingresso gratuito.

caffe ungaria roma

Riaperture – Caffè Hungaria

Da qualche giorno ha riaperto i battenti, sotto una nuova gestione, il mitico Caffè Hungaria nel cuore dei Parioli.

E tra i suoi cavalli di battaglia non poteva mancare di certo lui… il Completissimo, l’hamburger con formaggio, cipolle, uovo, bacon e salse d’accompagnamento.

Non mancano anche primi, romani, insalatone e piatti veloci per un pausa pranzo all’insegna del gusto.

Aperto anche a cena per una piacevole cena tra amici in un’atmosfera retrò e chic, per l’aperitivo e il dopocena.

Da provare anche la pasticceria con prodotti tradizionali e altre proposte più ricercate.

Caffè Hungaria, piazza Ungheria/viale Liegi 57.

serra madre

Country Fest da Serra Madre

“Country Fest” torna da Serra Madre questo sabato e domenica dalle ore 10.00 alle ore 21.00 per passare il fine settimana tra il mercatino artigiano, produttori agricoli, food trucks, birra di qualità, punto bar, area ludica e uno spazio dedicato ai bambini.

vincenzo salemme al sistina

Vincenzo Salemme al Teatro Sistina

Dopo lo straordinario successo e ogni record d’incasso battuto, Vincenzo Salemme torna con una sua nuova divertentissima commedia dal titolo “Con tutto il cuore” in scena al Teatro Sistina venerdì e sabato.

Stavolta al centro della vicenda c’è il mite insegnante di lettere antiche Ottavio Camaldoli che subisce un trapianto di cuore.

Il prof. non sa però che il cuore che gli è stato donato è in realtà quello di un feroce delinquente morto ammazzato che prima di morire ha espresso, come sua ultima volontà, che il proprio cuore possa continuare a pulsare anche dopo la sua morte affinché colui che lo riceverà in dono (Ottavio appunto) possa vendicarlo.

Biglietti a partire da 27 euro.

Cavalli a Roma fiera di roma

Cavalli a Roma alla Fiera di Roma

Il cavallo è stato per millenni accanto all’uomo, aiutandolo a essere più veloce negli spostamenti, compagno di viaggio e di lavoro. 

Oggi il cavallo è considerato anche un "maestro di lentezza" che ci aiuta nel percorso di riscoperta della natura e di noi stessi.

Per la nuova edizione di “Cavalli a Roma”, alla Fiera di Roma da venerdì a domenica, il partner di tante avventure diventa anche maestro di uno stile di vita.

Visitando i padiglioni della Fiera si potranno ammirare i cavalli impegnati nelle più popolari e spettacolari discipline sportive e scoprire in quanti altri modi i cavalli possono aprirci le porte della natura, dei suoi ritmi lenti e costanti.

La novità di questa edizione sarà il nuovo padiglione “Slow life” dedicato allo stile di vita che coltiva sostenibilità, sobrietà e convivialità nella quale ripensare il rapporto con noi stessi, con l'ambiente circostante, con la natura di cui tutti facciamo parte.

Orari: dalle 9 alle 22; domenica dalle 9 alle 20.

Per tutte le info www.cavalliaroma.it.

mercatino giapponese caffe letterario

Mercatino Giapponese al Caffè Letterario

Questa domenica torna il Mercatino Giapponese al Caffè Letterario: sessanta espositori offriranno una selezionata panoramica sulla cultura giapponese e le sue molteplici sfumature dal classico dei Kimono e Ukyoe alla cultura Manga e Cosplay, giapponeserie varie, kokeshi, fumetteria e collezionismo.

Caffè Letterario, via Ostiense 95. Dalle 10.30 alle 20.30, ingresso libero.

canapa mundi al Palacavicchi

Canapa Mundi al Palacavicchi

Tra le più grandi fiere del settore in Europa, “Canapa Mundi, la Fiera Internazionale della Canapa”, è il punto di riferimento per gli specialisti del settore, per chi vorrebbe entrare in questo mercato ma anche per curiosi e famiglie che vorrebbero conoscere questo mondo.

Per la sua V Edizione, la manifestazione torna al Palacavicchi da venerdì a domenica.

Dopo le 30.000 presenze dello scorso anno, “Canapa Mundi 2019” si presenta in 10.000 metri quadri e con 250 espositori, un ricco calendario di eventi e appuntamenti, approfondimenti e market con spazio bimbi, area food, spettacoli, mostre e momenti culturali per conoscere da vicino i differenti utilizzi della canapa e il valore potenziale di questa pianta.

Un vero e proprio evento nell’evento, tra nuove tecnologie e utilizzi, sostenibilità e nuove frontiere – ma anche legalità, nutraceutica, medicina e biobonifica, facendo anche una panoramica sulla legislazione vigente in materia, in Italia e in Europa – che chiama a raccolta media e addetti ai lavori, medici e scienziati, insieme agli artisti e agli artigiani, che hanno scelto la canapa come risorsa versatile e polifunzionale, facendone il perno della propria attività e del proprio reddito.

Dalle ore 11 alle 20; Palacavicchi, Via Ranuccio Bianchi Bandinelli.

Marcello Mastroianni all Ara Pacis

Marcello Mastroianni in mostra all’Ara Pacis

“Una vita tra parentesi”: così Marcello Mastroianni amava definire la sua vita.

Le parentesi tra un set e l’altro, tra un palcoscenico e l’altro, lungo una carriera fatta di un’infinità di film, di spettacoli, di personaggi.

I fili intrecciati di quella vita e di quel cammino artistico sono ora ripercorsi dalla mostra "Marcello Mastroianni", inaugurata in occasione della Festa del Cinema di Roma, al Museo dell’Ara Pacis che la ospiterà fino a questa domenica.

L’esposizione ripercorre la carriera straordinaria di Mastroianni: dagli esordi con Riccardo Freda nel 1948 alla collaborazione con Federico Fellini, di cui diventò un vero e proprio alter ego. 

Più di cento film tra gli anni Quaranta e la fine dei Novanta, e molti riconoscimenti internazionali: tre candidature all’Oscar come Miglior Attore, due Golden Globe, otto David di Donatello, due premi per la migliore interpretazione maschile al Festival di Cannes e due Coppa Volpi al Festival di Venezia.

Biglietto intero 9 euro.

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Quiz: che ruolo avresti al Festival di Sanremo? Giudice, conduttore o cantante?

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Un quiz per scoprire quale sarebbe il vostro ruolo al Festival di Sanremo: giudice, cantante o conduttore?

C’è una settimana all’anno in cui l’Italia si sincronizza.Le chat di famiglia esplodono, le stories diventano un commento live permanente, e persino chi “non guarda la tv” improvvisamente ha un’opinione fortissima su outfit, acuti e standing ovation. È la settimana "santa" del Festival di Sanremo.

Nato nel 1951 e ospitato nello storico Teatro Ariston, il Festival è molto più di una gara canora: è uno specchio culturale, nonché un termometro emotivo e salotto pop dove si mescolano musica, moda e momenti destinati a diventare storia.

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Credits: Getty Images

Negli anni, il palco dell’Ariston ha consacrato carriere, rilanciato icone e generato scene impossibili da dimenticare. Da Domenico Modugno che nel 1958 fece volare “Nel blu dipinto di blu”, fino all’esplosione globale dei Måneskin dopo la vittoria e l’onda lunga dell’Eurovision.E poi le edizioni più recenti, capaci di trasformare il Festival in un evento davvero cross-generazionale e cross-piattaforma.

Con il ritorno di Carlo Conti alla conduzione e un parterre di ospiti che promette momenti memorabili - da Laura Pausini a Tiziano Ferro, passando per Pilar Fogliati e Achille Lauro, la 76ª edizione si prepara a confermare una certezza: il Festival di Sanremo non è mai solo uno show, ma un rituale che siamo pronti a vivere, ancora!

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Credits: Getty Images

Perché Sanremo non è solo nel cast, ma è nell’attesa, nella discussione tra amici, nella capacità di reinventarsi restando fedele a se stesso. Ed è soprattutto in una domanda che, sotto sotto, ci facciamo tutti: se fossi al Festival di Sanremo… chi saresti?

Giudice? Conduttore o Cantante? Scoprilo con il nostro quiz!

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Credits: Getty Images

Rispondi d’istinto e annota le tue risposte (A, B o C). Alla fine scopri il tuo alter ego sanremese.

1. Ti invitano all’Ariston. La tua prima reazione è:

A. “Ok, ma voglio avere l’ultima parola.”
B. “Perfetto, organizziamo tutto nei minimi dettagli.”
C. “Dov’è il palco? Ho già il look in mente.”

2. Sotto pressione tu:

A. Analizzi tutto e dai giudizi lucidissimi (anche se pungenti).
B. Sdrammatizzi con ironia e tieni il ritmo.
C. Ti accendi. È il tuo momento.

3. Il tuo rapporto con le critiche?

A. Le fai meglio di chiunque altro.
B. Le gestisci con diplomazia.
C. Le trasformi in energia creativa.

4. Look per la prima serata:

A. Elegante, statement, un po’ autorità.
B. Iconico ma rassicurante.
C. Wow factor. Deve far parlare.

5. La frase che ti rappresenta:

A. “Io la penso così.”
B. “Tranquilli, ci penso io.”
C. “Sentite questa.”

RISULTATI

Maggioranza di A : Il/La GIUDICE

Sei l’opinione che conta. Analitico/a, magnetico/a, non hai paura di esporti. Ti immaginiamo dietro un banco (o con una penna in mano) pronto/a a decretare il tormentone dell’anno. Ami la musica, ma ami ancora di più interpretarla. Saresti quello/a che il giorno dopo tutti citano.

Maggioranza di B : Il/La CONDUTTORE/TRICE

Sei equilibrio, ritmo e gestione del caos. Sai tenere insieme personalità diverse, momenti intensi e imprevisti in diretta. Hai il dono della presenza: quando entri in una stanza, l’energia si stabilizza. Sanremo per te è orchestrazione, non solo performance.

Maggioranza di C: Il/La CANTANTE

Il palco è casa tua. Vivi di emozioni, vibrazioni, applausi. Hai qualcosa da dire e lo dici senza filtri.
Sanremo per te non è competizione: è espressione pura. E sì, probabilmente il giorno dopo sei già in trend su tutte le piattaforme.

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Chi vincerà Sanremo 2026 (secondo oroscopo e astrologia)

teatro ariston sanremo 2026sanremo 2026 ch vincera
A voler credere all'oroscopo la rosa di papabili vincitori di Sanremo 2026 si restringe: ecco chi sono i favoriti (dalle stelle)

Se c'è un'annata dove intercettare la vittoria a Sanremo è difficile, è proprio quest'anno. Quindi tanto vale guardare agli oroscopi.

L'edizione in onda dal 24 al 28 febbraio condotta da Carlo Conti e Laura Pausini arriva in un ritardo dovuto all'Olimpiadi e si incastra in una situazione astrale complicatissima e a suo modo unica.

Dal 25 febbraio con Mercurio retrogrado sarà necessario bilanciare per molti segni la volontà di "spaccare": la resa dei conti richiederà per loro una prova di self control non da poco.

Quest'anno al Teatro Ariston vincerà chi saprà dominare a proprio vantaggio l'emotività.

Ecco quindi, divisi per segno zodiacale, come potrebbe andare questo Festival per loro. Un consiglio generale a tutti gli oltre 30 artisti è di non rincorrere un copione ma abbandonarsi al potere della spontaneità.

Chi vince Sanremo 2026 (secondo l'oroscopo)

(Continua dopo la foto)

sayf segno zodiacale

Ariete a Sanremo 2026

È il segno di Francesco Renga, Sayf, LDA, Sal Da Vinci, Chiello e Patty Pravo

La sfida sul palco: giù le maschere. L'invito per questo segno dal 25 febbraio è a voltare pagina, disancorandosi dal passato e da quel senso di nebbia che potrebbero percepire attorno a loro in questi giorni. Soprattutto negli artisti conosciuti da più generazioni è importante non cercare solo una conferma, ma quasi un punto di rottura che possa risultare sorprendente. I più giovani invece dovranno lasciare in camerino le apparenze e puntare sulla vulnerabilità, che a volte tendono a nascondere.

Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Abbastanza alte

Toro a Sanremo 2026

È il segno di Ermal Meta, Mara Sattei, Serena Brancale e Elettra Lamborghini

La sfida sul palco: abbracciare l'imprevisto. Per questo segno, il 27 febbraio potrebbe portare ad alcuni di loro qualcosa di inaspettato. Nessun problema davvero concreto, ma sarà utile la capacità di reagire a un possibile imprevisto in modo flessibile. In fondo l'imprevisto non è spesso il prologo di una leggenda? L'importante è non cullarsi nell'arrendevolezza che potrebbe colpirli di tanto in tanto: se lo spirito "urla" ferie, voi rispondete con eleganza. Sarete magnetici.

Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Molto alte

Gemelli a Sanremo 2026

È il segno di Levante e Enrico Nigiotti

La sfida sul palco: dirsi qui e ora, cambierà tutto. Tra i segni più esposti alla tempesta di questi giorni, ci sono proprio i Gemelli. Dotati di enorme intelligenza emotiva, dovranno concentrarsi sul pubblico e meno sulla stampa e sugli addetti ai lavori, focalizzandosi su chi li guarderà in teatro e a casa, per quanto difficile possa essere. È una questione di prospettiva: sarà la loro occasione per costruire un ponte fatto di sentimenti con chi non sa ancora di amarli. La vittoria magari non sarà toccando il podio, ma dopo.

Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Nella media.

tommaso paradiso segno zodiacale

Cancro a Sanremo 2026

È il segno di Tommaso Paradiso e di Cleo de Le bambole di pezza

La sfida sul palco: cavalcare l'onda senza farsi travolgere. Per quanto siano diversi questi artisti, il consiglio è univoco secondo le stelle: non trattenetevi. Per il segno del Cancro questi saranno giorni emotivamente ricchi ma non devono diventare più complessi di quello che sono. Il pubblico non è abituato a vederli in tv ma si aspettano da loro qualcosa di imprevedibile. L'atteggiamento li renderà vincenti.

Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Molto alte

Leone a Sanremo 2026

È il segno di J-Ax, Arisa, Tredici Pietro e Colombre

La sfida sul palco: parola d'ordine, intimità. A questo segno viene chiesto di dare i messaggi giusti con il "volume" giusto, concentrandosi tantissimo sulle intenzioni del brano. Per loro non sarà la "voce" a fare la differenza, ma quello che si leggerà "tra le righe" della loro presenza sul palco. Massima serenità e focus su quello che di loro rimarrà quando il Festival sarà giunto alla fine.

Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Nella media.

Vergine a Sanremo 2026

È il segno di Marco Masini, Fulminacci e Maria Antonietta

La sfida sul palco: puntare sull'empatia. Questa volta gli astri chiedono al segno della Vergine di lasciare per una settimana in cantina il perfezionismo puntando su una cosa che a loro non riesce benissimo: guardare con serenità all'imperfezione. L'invito è a lasciarsi andare qualsiasi cosa accada evitando come la peste ogni forma di irrigidimento. La sinergia di Marco Masini con Fedez si confermerà tale. Quella di Maria Antonietta con Colombre sarà sorprendente.

Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Non molto alte.

raf segno zodiacale

Bilancia a Sanremo 2026

È il segno di Fedez, Raf e Samurai Jay

La sfida sul palco: ritrovarsi. È invito che vale sempre, ma che con i bilancia va rinnovato perché fanno finta di dimenticarselo: vogliatevi un po' più bene, per favore. Per loro l'obbiettivo non è vincere, ma risplendere, bucare lo schermo e il modo per farlo stavolta è arrendersi al pubblico. Se lo faranno, avranno grandi soddisfazioni.

Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Nella media.

Scorpione a Sanremo 2026

È il segno di Aka 7even, Nayt e Eddie Brock

La sfida sul palco: saltare oltre il burrone. In questa settimana lo scorpione non si deve aspettare la debacle che forse dentro il loro cuore vedono. La loro sarà una sfida di fiducia nei propri mezzi. Gli astri consigliano agli scorpione di sorridere, di gettare sé stessi e il cuore oltre l'ostacolo. Sarà un'occasione enorme di crescita se riusciranno a godersi il momento senza compromessi.

Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Alte

Sagittario a Sanremo 2026

È il segno di Leo Gassmann, Dargen D'Amico e Michele Bravi

La sfida sul palco: ascoltarsi. Sembra incredibile detta così, ma per loro la prima volta che porteranno il loro brano su quel palco, quella canzone sarà una canzone nuova. Sarà una grande prova per loro e una prova di maturità che potrà colpire nel segno, è proprio il caso di dirlo, se sapranno "sintonizzarsi" su quel cambiamento. Da loro non aspettatevi solo "intrattenimento" ma qualcosa di più.

Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Nella media.

malika ayane segno zodiacale

Capricorno a Sanremo 2026

È il segno di Luchè

La sfida sul palco: solidità che diventa raffinatezza. Il palco più importante d'Italia dovrà diventare per l'artista come un esordio assoluto. Ogni parola avrà un peso specifico importante se saprà in qualche modo "ammorbidirsi" rimodellando la percezione di sé. Il pubblico in quel caso, sarà dalla sua parte.

Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Non molto alte.

Acquario a Sanremo 2026

È il segno di Malika Ayane e Ditonellapiaga

La sfida sul palco: ribellione, ribellione, ribellione. Non c'è cosa più bella di andare oltre le convenzioni o forse una c'è, essere provocatori con un senso. Le artiste sono artiste ma anche manifesto dei loro valori e per quanto la parola "icona" possa essere scomoda, hanno tutte le carte in regola per mettere un mattone in più per costruire questo status agli occhi del pubblico.

Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Piuttosto alte

Pesci a Sanremo 2026

Non ci sono artisti del segno dei Pesci e la cosa curiosa è che questa sarebbe proprio la loro settimana perfetta secondo gli astri. Chissà che musicisti, maestri d'orchestra o addetti ai lavori di questo segno possano portare ai loro artisti fortuna e le giuste "vibes".

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Ferrari, la musica e il mito della performance: a Modena le auto leggendarie delle icone della musica 

formato EVIDENZA
C’è una parola che torna spesso quando si parla di Ferrari: performance.
Ma la performance, prima ancora di essere un dato tecnico, è un fatto culturale. 

Dal 18 febbraio 2026, al Museo Enzo Ferrari, la mostra The Greatest Hits – Music Legends and their Ferraris prende questa parola e la sposta di campo. Non più solo pista, cavalli e velocità, ma palco, voce e presenza scenica. Così, un’operazione che potrebbe sembrare puramente celebrativa – rockstar e supercar, un binomio quasi automatico – diventa un’indagine sulla costruzione dell’identità pubblica. 

Cosa succede quando un oggetto industriale diventa autobiografia? 

La 250 GTO di Nick Mason, cofondatore e batterista dei Pink Floyd, non è soltanto una delle Ferrari più rare al mondo, è l’auto di un musicista che ha fatto del tempo, del ritmo e della tensione la propria grammatica espressiva. Nelle sue scelte collezionistiche si riconosce lo stesso approccio con cui i Pink Floyd costruivano paesaggi sonori stratificati: precisione, controllo dell’intensità, equilibrio tra potenza e misura. La GTO, con la sua aura quasi mitologica, diventa così una naturale estensione di quell’estetica. 

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Ferrari 250 GTO di Nick Mason 
Photo Courtesy of Ferrari Style Press Office

Diversa è la traiettoria con cui, negli anni Ottanta, l’immaginario Ferrari entra in uno dei videoclip più iconici della storia del pop: Material Girl di Madonna. Qui l’automobile smette di essere semplice oggetto di lusso e diventa elemento scenico in una riflessione ironica sul rapporto tra desiderio, potere e indipendenza economica. In un universo culturale in cui la Ferrari è stata a lungo letta come simbolo di affermazione maschile, Madonna ne ribalta il codice: non è un premio da conquistare, ma uno strumento narrativo sotto il controllo dell’artista. 

Con Eric Clapton il discorso cambia ancora. La SP12 commissionata a Maranello non è semplicemente una Ferrari, ma una one-off costruita su misura. Come una chitarra modificata fino a restituire il timbro desiderato, l’auto nasce da un’esigenza personale. Clapton non sceglie un modello: costruisce un progetto. E in questo gesto c’è un’idea profondamente artistica, quella per cui l’oggetto deve aderire alla propria identità, non il contrario. 

Altrettanto significativo è il legame con Cher. In un percorso costruito sulla trasformazione continua, la Ferrari entra come simbolo di permanenza dentro il cambiamento, restare iconica mentre tutto muta. Se per generazioni di uomini il cavallino rampante è stato certificato di conquista e successo, per un’artista come Cher diventa superficie di autorappresentazione, parte di una regia consapevole della propria immagine. 

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Ferrari 250 LM di Cher
Photo Courtesy of Ferrari Style Press Office

Per decenni, del resto, la Ferrari è stata narrata come emblema di potere maschile: successo economico, controllo, dominio della velocità. La mostra non cancella questa stratificazione simbolica, ma la complica. La mette in dialogo con corpi, voci e immaginari che ne ridefiniscono il significato. L’automobile non è più soltanto un trofeo, è un linguaggio. 
Ed è attraverso la narrazione che questo linguaggio prende forma. 

Il percorso espositivo intreccia immagini d’archivio e contenuti sonori, e le storie delle auto e dei loro proprietari diventano suono in un podcast realizzato da Chora Media, con la partecipazione di Federico Buffa. Non semplici didascalie audio, ma racconti che restituiscono profondità e contesto emotivo. La voce – elemento centrale nella vita degli artisti – diventa così anche strumento curatoriale, un’ulteriore forma di performance.

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Photo Courtesy of Ferrari Style Press Office

Ferrari così non entra nella musica per appropriarsene, ma perché riconosce un terreno comune: la tensione tra rigore e istinto. Un concerto, come una guida ad alte prestazioni, è il risultato di ore di preparazione che devono scomparire nel momento dell’esecuzione. 

Non è un caso che il Museo, dopo aver chiuso il 2025 con oltre 890 mila visitatori, abbia scelto di rafforzare questo dialogo diventando premium sponsor della prima edizione italiana del Jazz Open Modena. Il jazz, più di ogni altro genere, racconta questa dialettica: struttura e improvvisazione, tecnica e libertà, la stessa logica che governa un motore ad alte prestazioni. 

In fondo, il titolo The Greatest Hits non parla soltanto di canzoni celebri, ma di momenti in cui forma e intensità coincidono, di quando un oggetto supera la sua funzione e diventa segno culturale. 

Una Ferrari sarà pur sempre un’auto, ma può anche essere un autoritratto. E forse è questo che la mostra mette davvero in scena: la costruzione del mito, quel territorio ambiguo in cui talento, desiderio e immaginario collettivo si intrecciano fino a trasformare la tecnica in emozione, proprio come accade con la musica. 

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Come rinnovare l'armadio con micro esperimenti di upcycling domestico

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Trasformare i propri capi con creatività è un gesto di stile, ma anche un modo per riscoprirsi: piccoli interventi, grande personalità

Nell’epoca in cui tutto corre veloce -mode, trend, consumi - c’è un gesto che ci riporta al centro: rimettere le mani sui nostri abiti, toccarli, guardarli da vicino, reinventarli. È più di un esercizio creativo: è un modo per rallentare, riscoprire il potere della manualità e dare nuova vita alle cose che abbiamo già.
Così nasce Re-fashion Yourself, un invito contemporaneo a trasformare il proprio guardaroba attraverso micro esperimenti di upcycling domestico: piccoli interventi, zero tecnicismi, massima soddisfazione.

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Perché l’upcycling è la nuova forma di self-care

Upcycling non significa soltanto riciclare: significa trasformare qualcosa in meglio, ridandogli dignità e carattere. È un atto che parla di noi: ci ricorda che possiamo cambiare, migliorare, cambiare forma senza perdere il nostro valore.

Rinnovare un capo, infatti, è anche un gesto emotivo. È il piacere di fare qualcosa con le mani, di creare qualcosa di unico, di vedere nascere bellezza da un oggetto che credevamo “finito”. È un modo per dire: non ho bisogno di comprare sempre, posso creare.

Micro esperimenti creativi (facilissimi) da provare subito

I micro esperimenti di upcycling sono piccoli gesti creativi, facili e immediati, che possono trasformare un capo dimenticato in qualcosa di nuovo e sorprendente. Basta partire da un maglione che non indossate più: potete aggiungere un bordo di pizzo, qualche punto a contrasto o una toppa colorata sul gomito per dargli un’aria poetica e vissuta.

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Anche la camicia bianca, quel classico che abbiamo tutte nell’armadio, può reinventarsi con un nodo in vita, un bottone vintage o le maniche accorciate, diventando un top elegante e trasformabile. I jeans, poi, sono una tela perfetta per sperimentare: una cucitura lasciata a vista, una patch, un piccolo ricamo o un fiore disegnato con la candeggina li rendono immediatamente unici.

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Lo stesso vale per accessori e t-shirt: una borsa cambia anima sostituendo la tracolla o annodando un foulard al manico, mentre una maglietta può diventare un capo speciale con una parola ricamata vicino al cuore o un dettaglio grafico fatto a mano. Sono interventi minimi, quasi istintivi, ma capaci di rinnovare completamente ciò che già avete, e di raccontare una versione più personale e creativa di voi stesse.

Upcycling domestico: reinventare un capo, reinventare se stesse

Re-fashion Yourself non è una tendenza: è una filosofia. È scegliere di creare invece di comprare, di trasformare invece di buttare, di rallentare invece di seguire l’ennesima micro-tendenza. È un atto di libertà, di autonomia e, sì, anche di stile. Perché alla fine, il capo più bello è quello che parla di noi.