5 trucchi per produrre meno ormoni della fame (e dimagrire senza dieta)

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La produzione eccessiva di ormoni della fame ci fa mangiare più del necessario e non in modo equilibrato. Ecco come tenerli nei giusti regimi

La sensazione di fame e sazietà sono regolate da quelli che vengono comunemente definiti gli ormoni della fame, messaggeri chimici che influenzano l’appetito e la voglia di cibo.

Per esempio, fare pasti sani ed equilibrati in cui siano presenti cibi che contengono fibre favorisce una minore produzione di insulina, un ormone prodotto dal pancreas che stimola la voglia di assunzione di cibo.

Un altro ormone che influenza la sazietà è la serotonina.

Viene prodotta per lo più nell’intestino a partire dal triptofano, un aminoacido essenziale presente nei cereali integrali, nei legumi, nel pesce, nelle uova, nei latticini e nella carne magra.

Il suo vantaggio? La sua produzione riduce la quantità di cibo ingerito.

Ecco allora cosa fare per produrre meno ormoni della fame e sentirsi più sazi.

Come produrre meno ormoni della fame

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Mangiate meno snack e dolciumi per limitare la produzione di ormoni della fame

Tutti i cibi ricchi di carboidrati raffinati come pane, pasta, fette biscottate, dolci e in generale tutti i prodotti da forno sono in grado di provocare picchi di glicemia, responsabili di una produzione eccessiva dell’insulina, che stimola gli attacchi di fame improvvisi.

Hanno infatti un effetto craving. In altre parole più ne mangiate, più avete voglia di consumarli.

Attenzione poi anche alle bevande come i succhi e gli alcolici. Hanno lo stesso effetto perché apportano zuccheri facilmente assimilabili dall’organismo.

La pasta? Meglio al dente

Cotta al dente, la pasta ha un indice glicemico più basso perché l’amido è meno assimilabile dall’organismo.

Tradotto: ha un effetto migliore sulla glicemia, il livello di zuccheri nel sangue e stimola di meno la produzione di insulina.

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Consumate più verdura

La verdura e gli ortaggi sono ottime fonti di fibre solubili che rallentano l’assimilazione degli zuccheri e aiutano a contrastare la produzione eccessiva di insulina.

Dormite di più

Diversi studi hanno messo in evidenza che la qualità del sonno è in grado di influenzare il rapporto con il cibo, agendo sul senso di sazietà.

** Quante ore bisogna dormire per dimagrire? Ecco la risposta degli esperti **

La carenza di sonno, per esempio, aumenta la produzione di grelina, l’ormone dell’appetito e riduce invece quella della leptina, l’ormone della sazietà.

** Dormire bene fa dimagrire? Ecco cosa c'è di vero **

Stressatevi di meno

Tensioni nervose, irritabilità, stress stimolano una maggiore produzione di cortisolo da parte delle ghiandole surrenali.

** Uno studio conferma che lo stress fa ingrassare: ecco perché **

Questo ormone a sua volta stimola l’assunzione di cibi in particolare quelli ricchi di zuccheri e grassi che favoriscono un’eccessiva produzione dell’insulina, l’ormone che agevola la fame.

 

 

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In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

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Il piatto delle Feste per eccellenza vi stupirà: ecco perché.

Non è Capodanno senza il Cotechino con le lenticchie, un abbinamento tradizionale che, se mangiato alla mezzanotte, si dice porti fortuna e prosperità per l'anno nuovo.

Ma allora perché concederselo solo durante le Feste? Il Cotechino Modena IGP è un ottimo prodotto italiano che si presta perfettamente anche a ricette gourmet, da servire non solo durante la stagione fredda, soprattutto perché meno calorico di quanto si pensi.

In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

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Ogni anno, arriva puntuale il momento di scegliere il menu per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. L’usanza (ma anche l’indubitabile bontà e gusto) vuole che il Cotechino sia sempre e comunque presente a tavola e, per abitudine, siamo soliti proporlo con i classici abbinamenti lenticchie e purea di patate. 

Ma per stupire parenti e amici sappiate che ci sono ricette raffinate e innovative che combinano insieme tradizione e modernità.

Proprio il Consorzio di tutela Zampone e Cotechino Modena IGP – che oggi conta 13 aziende, tra i principali produttori dei due prodotti insigniti dell’ambito riconoscimento “Indicazione Geografica Protetta” – ha deciso di lanciare una sfida ai consueti luoghi comuni.

E così, grazie al coinvolgimento dello chef Luca Marchini del ristorante stellato L’erba del Re di Modena, sono venuti fuori piatti insoliti e originali come il Cotechino croccante accompagnato con zabaione semi salato, cipolle all’aceto balsamico di Modena ed emulsione oppure la Pasta all’uovo con un ragù di Zampone, fondo bruno e cioccolato fondente.

Ricette che fanno venire l’acquolina ancora prima di sentire il profumino che sprigionano in pentola e – ottima notizia! – contrariamente ai pregiudizi, si possono gustare senza grandi sensi di colpa. Sì perché il Cotechino ha meno calorie di quanto si pensi: un etto corrisponde a circa 250 calorie, un apporto inferiore a quello di un piatto di pasta scondita ed equivalente a quello di una mozzarella. 

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Altro mito da sfatare: il colesterolo è presente in quantità simili a quello contenuto nel pollo o nella spigola e comunque inferiori a quelle presenti in tanti alimenti che consumiamo abitualmente come le uova, frutti di mare o formaggio grana.

Questo prodotto dalla lunga storia e tradizione – una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale e pepe intero e/o a pezzi – rispetto al passato, ha visto ridursi il contenuto di grassi e sodio e oggi è in linea con i suggerimenti della moderna scienza nutrizionale.

Lo dicono gli esperti, e in particolare le recenti analisi dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (ex INRAN ora CREA NUT): il Cotechino non solo ha un elevato contenuto di proteine nobili e un moderato contenuto di grassi (perché persi in parte con la cottura) ma anche più grassi insaturi rispetto a quelli saturi ed è ricco di vitamine del gruppo B e di minerali, soprattutto ferro e zinco.

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Si tratta poi di un prodotto costantemente controllato proprio perché tutelato da un Consorzio, ormai attivo da oltre 20 anni, che ne garantisce la produzione nel territorio previsto dal disciplinare (Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Lodi, Pavia, Milano, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Mantova, Verona e Rovigo), secondo l’originale e tradizionale ricetta (determinati ingredienti, proporzioni e spezie) e rispettando precise caratteristiche qualitative (colore, sapore e soprattutto un contenuto minimo di proteine e massimo di grassi).

E poi, ultimo ma non per importanza, da considerare la velocità di preparazione di questo piatto. Quanto quella di un piatto di pasta, tra ebollizione e cottura: proprio così. Grazie al packaging in alluminio della versione precotta, che richiede una cottura in acqua bollente, ci vogliono solo 20 minuti. Quindi, cos’altro aspettare? Se già state sognando un bel piatto di Cotechino fumante, il conto alla rovescia è già partito e da questo momento avrete meno di un quarto d’ora per sbizzarrivi!

Se volete cimentarvi in ricette alternative con il Cotechino Modena IGP – un prodotto la cui origine risale addirittura al Cinquecento – potete consultare la sezione ricette del sito web del Consorzio con un’ampia serie di proposte che vanno dal brunch all’aperitivo. 

Pubblicazione finanziata con la Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n. 16/95