I 3 motivi più comuni per cui non si riesce a perdere peso (e come rimediare)

Siete a dieta, o comunque attenti a quello che mangiate perché per un motivo o per l'altro volete ridurre il vostro peso, e vi ritrovate sulla bilancia a chiedervi "Perché non riesco a perdere peso?".
**5 trucchi per dimagrire senza mettersi a dieta**
Una situazione molto frequente, ma altrettanto facile da risolvere.
Ci sono infatti tre errori, molto comuni, che vengono fatti durante un periodo di dieta. Ma che - fortunatamente - sono risolvibili con altrettanti piccoli accorgimenti.
**Ecco qual è la dieta migliore per la salute e per tenersi in forma**
Eccoli.
"Perché non riesco a perdere peso?"
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1. Nei vostri piatti manca l'equilibrio
Secondo la nutrizionista Lyndi Cohen, autrice del libro The Nude Nutritionist, il segreto di ogni dieta è seguire la tecnica della tripletta.
«Ogni singolo piatto che serviamo dovrebbe contenere una porzione di grassi sani come l'avocado, alcuni carboidrati a combustione lenta come le patate dolci e alcune proteine magre».
«Mettere sempre nel piatto grassi sani, carboidrati e proteine magre aiuterà a sentirsi soddisfatti per molto più tempo e assicura anche di ricevere i nutrienti di cui il corpo ha bisogno per essere sano».
Se il vostro piatto è perfettamente bilanciato, è più probabile che anche i nutrienti e i gruppi di alimenti che state consumando siano bilanciati. Questo vi aiuterà a evitare di indulgere in pasti e spuntini malsani.
**I 5 errori più comuni che ci fanno abbandonare la dieta**
Costruire un piatto equilibrato è semplice: per metà dovrà essere riempito di verdura, per un quarto di proteine e per l'altro quarto di carboidrati.
2. Mangiate sempre le solite cose
Quando si cerca di perdere peso è facile cadere in una sorta di routine semplificata. A colazione sempre le stesse cose, a pranzo un'insalatona e a cena pollo con verdure.
Sebbene programmare i pasti sia un ottimo modo per garantire una perdita di peso, la nutrizionista Lyndi Cohen ha spiegato che così facendo potrebbe venirci fame dopo i pasti perché il nostro corpo ha bisogno di una gamma di sapori diversa.
«C'è una cosa chiamata sazietà sensoriale specifica, e ha a che fare con il motivo per cui si ha sempre spazio per il dessert».
**5 trucchi per riuscire a stare a dieta e perdere peso senza fatica**
In sostanza, se mettiamo nel piatto sempre le stesse cose, il nostro corpo non riconoscerà alcuna differenza quando mangiamo. La nutrizionista ha spiegato che la varietà è fondamentale e ha aggiunto che anche un boccone di un nuovo sapore potrebbe essere sufficiente per soddisfare il palato e tenere a bada la fame.
Ma fate attenzione: introdurre nuovi sapori nei pasti non deve significare farli diventare malsani.
3. Vi sentite privati dei piccoli piaceri
Ammettiamolo, le diete non sono mai una passeggiata, e spesso possono farci sentire come se stessimo perdendo le cose belle (o perlomeno buone) della vita.
«Ci sono giorni in cui abbiamo più fame che altri. Soprattutto prima delle mestruazioni o quando ci si allena duramente potreste sentirvi più affamati e desiderosi di un piatto in particolare che magari non rientra nella vostra dieta».
«Non combattete questo desiderio - ha continuato Lyndi Cohen - Scegliete semplicemente alcune opzioni che faranno sentire bene il corpo. Dopo aver mangiato, chiediti: ho ancora fame? Se è così, mangia pure qualcos'altro. Ma continua a controllare con te stesso».
** Cheat meal: perché è importante sgarrare alla dieta una volta a settimana **
Privarsi in modo categorico di un alimento è sbagliato, qualsiasi esso sia.
Come ha detto la nutrizionista, finché si consuma tutto con moderazione, dovreste comunque essere in grado di perdere peso.
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In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

Non è Capodanno senza il Cotechino con le lenticchie, un abbinamento tradizionale che, se mangiato alla mezzanotte, si dice porti fortuna e prosperità per l'anno nuovo.
Ma allora perché concederselo solo durante le Feste? Il Cotechino Modena IGP è un ottimo prodotto italiano che si presta perfettamente anche a ricette gourmet, da servire non solo durante la stagione fredda, soprattutto perché meno calorico di quanto si pensi.
In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP
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Ogni anno, arriva puntuale il momento di scegliere il menu per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. L’usanza (ma anche l’indubitabile bontà e gusto) vuole che il Cotechino sia sempre e comunque presente a tavola e, per abitudine, siamo soliti proporlo con i classici abbinamenti lenticchie e purea di patate.
Ma per stupire parenti e amici sappiate che ci sono ricette raffinate e innovative che combinano insieme tradizione e modernità.
Proprio il Consorzio di tutela Zampone e Cotechino Modena IGP – che oggi conta 13 aziende, tra i principali produttori dei due prodotti insigniti dell’ambito riconoscimento “Indicazione Geografica Protetta” – ha deciso di lanciare una sfida ai consueti luoghi comuni.
E così, grazie al coinvolgimento dello chef Luca Marchini del ristorante stellato L’erba del Re di Modena, sono venuti fuori piatti insoliti e originali come il Cotechino croccante accompagnato con zabaione semi salato, cipolle all’aceto balsamico di Modena ed emulsione oppure la Pasta all’uovo con un ragù di Zampone, fondo bruno e cioccolato fondente.
Ricette che fanno venire l’acquolina ancora prima di sentire il profumino che sprigionano in pentola e – ottima notizia! – contrariamente ai pregiudizi, si possono gustare senza grandi sensi di colpa. Sì perché il Cotechino ha meno calorie di quanto si pensi: un etto corrisponde a circa 250 calorie, un apporto inferiore a quello di un piatto di pasta scondita ed equivalente a quello di una mozzarella.
Altro mito da sfatare: il colesterolo è presente in quantità simili a quello contenuto nel pollo o nella spigola e comunque inferiori a quelle presenti in tanti alimenti che consumiamo abitualmente come le uova, frutti di mare o formaggio grana.
Questo prodotto dalla lunga storia e tradizione – una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale e pepe intero e/o a pezzi – rispetto al passato, ha visto ridursi il contenuto di grassi e sodio e oggi è in linea con i suggerimenti della moderna scienza nutrizionale.
Lo dicono gli esperti, e in particolare le recenti analisi dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (ex INRAN ora CREA NUT): il Cotechino non solo ha un elevato contenuto di proteine nobili e un moderato contenuto di grassi (perché persi in parte con la cottura) ma anche più grassi insaturi rispetto a quelli saturi ed è ricco di vitamine del gruppo B e di minerali, soprattutto ferro e zinco.
Si tratta poi di un prodotto costantemente controllato proprio perché tutelato da un Consorzio, ormai attivo da oltre 20 anni, che ne garantisce la produzione nel territorio previsto dal disciplinare (Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Lodi, Pavia, Milano, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Mantova, Verona e Rovigo), secondo l’originale e tradizionale ricetta (determinati ingredienti, proporzioni e spezie) e rispettando precise caratteristiche qualitative (colore, sapore e soprattutto un contenuto minimo di proteine e massimo di grassi).
E poi, ultimo ma non per importanza, da considerare la velocità di preparazione di questo piatto. Quanto quella di un piatto di pasta, tra ebollizione e cottura: proprio così. Grazie al packaging in alluminio della versione precotta, che richiede una cottura in acqua bollente, ci vogliono solo 20 minuti. Quindi, cos’altro aspettare? Se già state sognando un bel piatto di Cotechino fumante, il conto alla rovescia è già partito e da questo momento avrete meno di un quarto d’ora per sbizzarrivi!
Se volete cimentarvi in ricette alternative con il Cotechino Modena IGP – un prodotto la cui origine risale addirittura al Cinquecento – potete consultare la sezione ricette del sito web del Consorzio con un’ampia serie di proposte che vanno dal brunch all’aperitivo.
Pubblicazione finanziata con la Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n. 16/95
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