I migliori aperitivi a Roma: 12 indirizzi da non perdere

Gli aperitivi a Roma, soprattutto nella bella stagione, sono un vero piacere, anche per la vista!
La vita torna a svolgersi all’aperto e, tra un calice di vino o di bollicine, si può trascorrere una serata godendo delle bellezze della Città Eterna.
Non solo centro ma anche Parioli, Trastevere, Prati, Eur: dodici posti imperdibili per un’uscita tra amici o un’occasione romantica.
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Barnaba – Aventino
All’Aventino l’aperitivo (e non solo) è da Barnaba, wine bar con cucina a due passi dalla Piramide Cestia.
Fino alle 20.00 si possono assaggiare varie sfiziosità tra cui Cartocci di moscardini fritti o di gamberi, Vitello tonnato, Pan y tomate, Crostini con baccalà mantecato, friggitelli e ‘nduja o con hummus, feta, cetrioli e harissa, Cocktail di gamberi.
Al bancone l’esperienza è “su misura”: ci si può sedere anche per cena o dopo e continuare a ordinare tapas, salumi, formaggi, oltre primi e secondi dalla cucina.
E da bere la selezione si concentra in particolare su vini naturali di piccoli produttori, per lo più francesi, e sugli champagne, grande passione del proprietario Fabrizio che ne è esperto conoscitore.
Una chicca in carta è il Jose Ardinat Carte d’Or Brut, biologico e originario della Vallée de la Marne.
Ma qui l’importante è affidarsi e lasciarsi consigliare alla scoperta di etichette di nicchia. Ne verranno fuori anche aneddoti affascinanti e curiosi, come quello sull’Hurluberlu di Sebastien David: Cabernet Franc della Val de Loire che, imbottigliato in vetro con etichetta e tappo rosso, fa il verso alla Coca Cola.
Orari: dal lunedì al venerdì dalle 18.00 alle 00.30; sabato e domenica dalle 12.30 alle 00.30.
Indirizzo: via della Piramide Cestia 45.
Il Giardino, Hotel Eden – Pinciano
Per un’occasione speciale con tanto di vista mozzafiato su Roma Il Giardino Bar, all’interno del lussuoso Hotel Eden, è il posto giusto: a due passi da via Veneto, ha ampie vetrate da cui si possono ammirare il Vittoriano, San Pietro, Villa Medici, Villa Borghese.
Se è vero che tre è il numero perfetto, altrettanti aggettivi gli si addicono: romantico, raffinato, ricercato. E lo si nota non solo dalla location ma anche dal menu che annovera cocktail artigianali – come La Grande Bellezza (aperitivo rosato infuso al tamarindo, mandarino, Los Siete Misterios mezcal) o Ricordi di Roma (Ketel One, lamponi, ananas, Veuve Clicquot rosé) – e una selezione di cicchetti preparati dall’executive chef Fabio Ciervo.
Tra questi Gamberi croccanti, Fiore di zucchina in tempura, Arancino di riso su fonduta di pomodoro e molto altro.
Orari: tutti i giorni dalle 7.00 alle 00.30.
Indirizzo: via Ludovisi 49.
The Hoxton – Parioli
Un’aura anni '50 avvolge il The Hoxton Rome, hotel che per l’aperitivo accoglie nella sua lobby vintage anche ospiti esterni.
Aperto un anno fa tra il quartiere Parioli e il Salario, fa parte di una catena inglese che conta strutture in altre città del mondo, tra le varie, Parigi, Amsterdam e Chicago.
Tra i migliori aperitivi a Roma, grazie a cocktail di ispirazione tropical ma realizzati con liquori italiani da accompagnare a piccoli bites, inclusi con i drink, che cambiano ogni giorno: dal Baby cheeseburger con cetriolo, ketchup e pancetta croccante al Taco con polpo, guacamole, cipolla rossa (anche nella versione veggie con salsa brava, cavolfiore, cipolla rossa).
E a proposito di tortilla messicane il martedì (per tutta l’estate) è tempo di “Taco Tuesday!”: tacos fai da te in versione all you can eat (manzo, polpo o cavolfiore) con frozen margarita e dj set di sottofondo.
Orari: venerdì e sabato sera, oltre all’aperitivo, dj set dalle 19.30 alle 23.30.
Indirizzo: Largo Benedetto Marcello 220.
Enoteca Bortone – Centro
Dove fare aperitivo in Roma centro? L’Enoteca Bortone non si può che definire una piccola gemma: si trova in una fascinosa via del centro storico – che tocca angoli di Roma come piazza Farnese e piazza de’ Ricci, tra botteghe di artisti e artigiani – ed è gestita da una sommelière appassionata che qualche anno fa ha aperto il suo “salottino del buon bere”, intimo e accogliente.
Sono oltre duecento le etichette disponibili, in particolare italiane, da abbinare a taglieri di salumi e formaggi, bruschette vegetariane, crostini con burro e alici del Cantabrico, caviale e mozzarella di bufala.
D’inverno, seduti tra scaffali ricolmi di bottiglie e botti a mo’ di tavolini, si respira un’atmosfera familiare; d’estate ci si rilassa all’esterno, tra lucine, piante, fiori. Tra le moltitudini di locali turistici del centro, davvero un posto speciale.
Orari: tutti i giorni dalle 12.30 alle 23.00; fine settimana fino alle 24.00.
Indirizzo: via di Monserrato 4.
ViVi Le Serre – Monte Mario
Per aperitivi a Roma dal sapore bucolico c'è ViVi Le Serre, botanical garden restaurant ricavato da un antico vivaio alla fine di via della Camilluccia.
Il concept architettonico è rimasto lo stesso: si mangia (e si beve) nel verde, circondati da piante, fiori e alberi – un grande ulivo secolare si trova proprio all’entrata – all’interno di Villa Blumensthil.
L’arredamento è stato curato nel dettaglio con pezzi unici provenienti da diverse parti del mondo, come le coloratissime sedie africane realizzate con il nylon riciclato dalle canne dei pescatori o le lampade di seta cinese, e vecchie macchine da cucire Stinger utilizzate come base per tavoli.
La Head Bartender ha creato una drink list variegata e originale con protagoniste spezie, liquori e sciroppi fatti in casa. I nomi evocano territori lontani come i cocktails La Regina di Saba, Al Mercato di Nassau, Elisir di Malabar, Tè nel deserto, L’oro delle Molucche.
La lista dei vini invece prevede più di ottanta etichette di vini biologici.
Orari: martedì-domenica dalle 9.00 alle 24.00.
Indirizzo: Via Decio Filipponi 1.
Chapter Hotel – Ghetto
Dai primi di maggio è ricominciata la stagione dell’Hey Guey, la terrazza panoramica del Chapter Hotel (albergo moderno e vocato al design, aperto appena un paio di anni fa non lontano da Torre Argentina). Le sembianze sono quelle di un giardino subtropicale tra fiori di cactus, fichi d’India e piante grasse. Il tutto con vista meravigliosa che spazia fino all’Altare della Patria.
I menu food e drink hanno l'anima messicana. In carta sono previste varie versioni di Margarita a base di tequila Patrón, oltre a signature cocktail con mezcal e vini alla mescita. Birra? Corona, claro!
Quanto all'offerta culinaria non potevano mancare un'ampia gamma di Tacos (con pollo, manzo, polpo e una versione veggie con melanzana), Empanadas e Quesadillas.
Da non perdere anche Hey Baby, il cocktail bar subito dopo la lobby dove accomodarsi al bancone o sui divani di velluto e farsi consigliare dai preparatissimi bartender.
Orari: dalle 17.30 alle 01.30.
Ercoli - Trastevere
Dopo Parioli e Prati Ercoli, da qualche mese, è sbarcato anche a Trastevere con i suoi 700 metri quadri di salumeria, formaggeria, gastronomia, ittica, ristorante, cocktail bar a cui si aggiungono nuovi corner. La bakery con pane e pizze, la caffetteria con diverse miscele, la drogheria con spezie, legumi e cereali e la cioccolateria.
Dalle 18.00 alle 20.00 si può usufruire dello sconto (-50%) su cocktail classici e sul menu aperitivo che prevede, tra i vari piatti, Burratina affumicata e pomodori secchi, Tartare di manzo, Tartare di tonno, Pan e tomato con chorizo.
Non mancano i classici taglieri con eccellenze italiane e straniere, in particolare spagnole.
Da provare i Tini’s, drink shakerati in stile Martini cocktail a base di tequila, vodka, gin e whiskey con frutta e spezie.
Orari: tutti i giorni dalle 7.30 all'1.00.
Indirizzo: via Zanazzo Giggi 4.
Santo – Trastevere
Tra i migliori indirizzi per gli aperitivi a Roma non può mancare qualche locale a Trastevere. In quella che prima era una vecchia carrozzeria oggi c’è un locale alla moda: Santo, ristorante e cocktail bar.
Il suo punto forte? L’offerta di gin, più di 140. Oltre ai grandi classici è possibile degustare cocktail originali realizzati con distillati e prodotti di alta qualità realizzati da bartender esperti di mixology and food pairing.
Non solo aperitivi e dopo cena, Santo è anche bistrot con proposte di carne, pesce e vegetariane, tra rivisitazioni della tradizione e accostamenti dal sapore internazionale.
Orari: martedì - domenica dalle 18.00 alle 02.00.
Indirizzo: via della Paglia 40.
Salotto42 - Centro
Fermarsi al Salotto42 e bere un drink con vista sul Tempio di Adriano sorprende sempre: si rimane senza parole di fronte la bellezza della piazza e del suo monumento simbolo dedicato all’Imperatore romano con le sue undici colonne alte 15 metri.
Una volta varcato l’ingresso, con le buganvillee in fiore ad adornarlo, si scopre un locale piccolino e di design con qualche tavolino, poltroncine in pelle e scaffali colmi di riviste di fotografia e moda.
Ma l’ideale è appunto accomodarsi fuori e godersi il panorama.
Perfetto per l’aperitivo ma anche per il dopo cena, quando si trasforma in music & lounge bar.
Orari: tutti i giorni dalle 10.30 alle 2.00.
Indirizzo: piazza di Pietra 42.
Hotel Locarno - Centro
Il fascino dell’Hotel Locarno è unico, location perfetta per gli aperitivi a Roma. Già come si mette piede nella hall sembra di tornare indietro nel tempo e si può respirare tutto lo charme degli anni ’30.
Sono due le location per l’aperitivo, una più bella dell’altra: la corte interna del Bar Locarno o la panoramica Terrazza Locarno con vista sulle cupole di Piazza del Popolo e su Trinità dei Monti (quest’ultima aperta dal 15 maggio, si consiglia la prenotazione).
Uno dei cocktail proposti nella drink list si intitola “1925”, proprio come l’anno di apertura di questo 5 stelle che riprende il nome della città originaria dei fondatori: i suoi ingredienti sono Gin Old Tom, Bitter Campari, Barolo Chinato, Cardamom Bitter.
Il sabato e la domenica dalle 12.30 ci si può fermare anche per il brunch.
Orari: tutti i giorni dalle 7.00 all'1.00.
Indirizzo: via della Penna 22.
Duke’s – Parioli
Nome storico del quartiere Parioli, il Duke’s propone una formula happy hour per cui viene applicato il 50% di sconto sul totale (ad esclusione di birra e vino alla mescita, a prezzo fisso) fino alle ore 20.00 su snacks o cocktail.
La carta dei vini propone una selezione internazionale (Argentina, Cile, California, Australia, Nuova Zelanda, Sud Africa) con il meglio del panorama enologico da accompagnare a proposte sfiziose come Gamberi argentini in crosta di Panko, Sticks di patate dolci e Chicken pop croccanti, glassati con salsa speziata.
E per chi avesse voglia di fermarsi anche a cena d’estate viene aperto lo splendido giardino interno.
Orari bar: dal martedì al sabato dalle 18.00 alle 2.00.
Indirizzo: viale Parioli 200.
W Rome – Pinciano
La Dolce Vita è tornata a rianimare via Veneto. Proprio a due passi c’è un ultimo arrivato in tema di hôtellerie di lusso: il W Rome (gruppo Marriott Bonvoy) che gioca sul mix antico/moderno grazie al tocco dello studio di design Meyer Davis.
Al Giardino Clandestino, ospitato nella corte interna ricavata tra i due palazzi ottocenteschi su cui si sviluppa l’albergo, vi aspetta uno tra i più chic aperitivi a Roma, l’Aperitivo Eterno con street food siciliano e da Otto Rooftop Bar cocktail, crudo, pizza, musica e vista su Roma.
Orari: dalla colazione alla cena il Giardino Clandestino e da pranzo a cena Otto Rooftop Bar.
Indirizzo: via Liguria 26-36.
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10 ristoranti italiani da provare a Milano

Se sognate i sapori genuini dei (buoni) ristoranti italiani Milano ha di che farvi contenti.
Laboratorio gastronomico in costante movimento, Milano tiene comunque molto alle sue origini e ai sapori della tradizione e accanto ai grandi classici che hanno fatto la storia della ristorazione cittadina, nascono nuovi progetti capaci di riportare al centro il valore della cucina italiana fatta bene, delle ricette di casa e delle materie prime.
Ecco una selezione di ristoranti italiani a Milano da provare, tra locali di recente apertura e indirizzi iconici, posti da segnare in agenda per chi cerca autenticità, identità e qualità.
I ristoranti italiani a Milano da provare
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Veramente
Nel cuore di Brera nasce il progetto firmato da Gianmarco Venuto e Filippo Sironi, già founder de Il Mannarino. Il payoff “Abitudini Italiane” racconta perfettamente lo spirito del locale: un luogo pensato per far sentire gli ospiti a casa, tra atmosfere da salotto anni Settanta e Ottanta, cucina ampia a vista e piatti che parlano di memoria collettiva.
In carta si trovano grandi classici come la parmigiana di melanzane, gli spaghettoni alla Nerano con provolone del Monaco (buonissimi), i pici fatti in casa al ragù mantecati al tavolo e l’arancina alla milanese ripiena di ossobuco e gremolada. E poi i dolci, fatti in casa. Alla prima visita d'obbligo il gelato alla vaniglia servito dal carrello e personalizzabile con crunch e topping.
Via Palermo, 11
Sandì
In zona Città Studi si trova una delle aperture più interessanti e recenti di questi ultimi mesi. Un progetto coerente, curato nei dettagli e nella proposta gastronomica. La cucina attinge alle tradizioni regionali italiane con una dichiarata influenza francese. Tra i piatti più riusciti spiccano la zuppa imperiale con aringa affumicata, la tarte di cipolle con puntarelle, la verza ripiena di maiale e gamberi e il cordon bleu di lombata. La formula pranzo rende il locale particolarmente competitivo anche nei giorni feriali.
Via Francesco Hayez, 13
CreDa
CreDa nasce dall’incontro tra Crescenzo Morlando e Dario Pisani, due chef campani che hanno trasformato la cucina partenopea in un progetto gastronomico riconoscibile. L’atmosfera è informale, con banco gastronomia e sala dal gusto rétro, tra stoviglie d’epoca e dettagli recuperati nei mercatini. In menu spiccano piatti simbolo come parmigiana di melanzane, friarielli, polpette al ragù di “nonna Maria”, la celebre pasta e patate e la pasta “con voto”, arricchita dai ricci di mare. Tutto è disponibile anche da asporto, senza perdere identità e qualità.
Via Orti, 12
Trattoria all'Antica
Un nome che è già una dichiarazione d’intenti. Trattoria All’Antica riporta in primo piano la cucina italiana tradizionale, fatta di porzioni generose, ricette riconoscibili e un’atmosfera che privilegia la convivialità. Il ristorante si trova a due passi dal parco Solari, quasi ad angolo con quella via Savona che ha visto nascere e morire nel giro di poco tanti locali. La cucina di Lucio Conti, però, sa il fatto suo. Qui si viene per mangiare piatti rassicuranti, preparati con rispetto delle stagioni e delle materie prime, in un contesto che conserva il sapore delle trattorie di una volta, reinterpretato con sobrietà contemporanea. Un menù stampato ogni giorno, con alcune proposte fisse come la cotoletta - alta, con l'osso - e il risotto e altre che variano a seconda della disponibilità e qualità del prodotto. E una lista dei vini da enoteca specializzata.
Via Montevideo, 4
Al Vecchio Porco
Un’osteria lombarda dichiaratamente carnivora, dove il maiale diventa protagonista anche nell’arredo, tra oggetti a tema, scritte ironiche e atmosfera calda. Al Vecchio Porco è un'istituzione in città, qui capita spesso di incontrare volti noti che cercano un rifugio in cui sentirsi a casa. Gli ingredienti punta su piatti tradizionali ben eseguiti: salumi di qualità, risotti stagionali, paste rustiche e secondi di carne costruiscono una proposta concreta e coerente. La taverna sotterranea è ideale per cene conviviali e occasioni speciali.
Via Messina, 8
Speciale Osteria
Una trattoria in chiave contemporanea, dall'ambiente curato ma che mette subito a proprio agio. Uno staff cordiale ed efficiente e una cucina sincera e curata. Il menù è stagionale, con alcuni piatti sempre disponibili e altri che cambiano durante l'anno. Ad accomunarli, l'idea che la tradizione possa essere sempre attuale pur senza snaturarla. Dai pizzoccheri alle tagliatelle al ragù, dal galletto alla guancia - tenerissima - fino ai dolci. Nei dessert si riassume la cura per i dettagli e l'autenticità di questo locale: cannoncini alla crema serviti su un trenino di legno, il tiramisù cremosissimo portato al tavolo e servito direttamente con una sorta di cazzuola, la tarte tatin d'altri tempi.
Via Pastrengo, 11
St. Ambroeus
St. Ambroeus tra i ristoranti italiani a Milano è senza dubbio uno dei nomi simbolo della tradizione. Un indirizzo che attraversa generazioni mantenendo uno stile riconoscibile, fatto di eleganza discreta e cucina italiana borghese. Tra colazioni iconiche, pranzi di lavoro e piatti storici, resta una tappa obbligata per chi cerca un’esperienza classica, curata e senza tempo.
Corso Giacomo Matteotti, 7
Trattoria del Ciumbia
In via Fiori Chiari, nel cuore di Brera, si trova questo locale che rappresenta uno dei primi investimenti - riusciti - di Leonardo Maria Del Vecchio nella ristorazione. Un luogo che unisce design e tradizione. Il progetto di interni firmato Dimorestudio richiama le storiche trattorie milanesi degli anni Sessanta, tra boiserie in noce, bancone in peltro e dettagli rétro. In cucina l’executive chef Paolo Rollini propone una lettura contemporanea della tradizione lombarda: risotto alla monzese, costoletta alta, trippa, lumache valtellinesi, insieme a reinterpretazioni come la lasagnetta al bollito e i mondeghili in foglia di verza.
Via Fiori Chiari, 32
Autem
Gli spaghetti in bianco più buoni che vi capiterà di mangiare (a Milano, ma non solo). Autem lavora sull’equilibrio tra tecnica e identità, da sempre tratti distintivi della cucina dello chef Luca Natalini. Il progetto ruota intorno a una cucina italiana moderna, pulita nei sapori e precisa nelle esecuzioni, con grande attenzione alla qualità degli ingredienti e alla costruzione dei piatti. L’ambiente è essenziale ed elegante, con la cucina a vista e all'ingresso, ad accogliere i commensali. Un menù che, salvo alcuni piatti come gli spaghetti in bianco, appunto, cambia continuamente nel rispetto della stagionalità e reperibilità degli ingredienti. Una scelta che fa sì che ogni cena (o pranzo) da Autem possa essere un'esperienza sempre diversa.
Via Serviliano Lattuada, 2
Il Luogo di Aimo e Nadia
Un’istituzione della cucina italiana contemporanea. Il Luogo di Aimo e Nadia rappresenta uno dei massimi esempi di alta cucina legata al territorio e alla biodiversità italiana. La filosofia del ristorante si fonda sulla valorizzazione delle eccellenze regionali, raccontate attraverso piatti che uniscono ricerca, tecnica e memoria gastronomica. Una tradizione che gli chef Alessandro Negrini e Fabio Pisani portano avanti con consapevolezza, esperienza e passione. Un’idea di eleganza sobria e profonda, che ha reso questo indirizzo un punto di riferimento internazionale.
Via Privata Raimondo Montecuccoli, 6
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Cioccolata, salmone e... 5 cibi da mangiare contro la tristezza

A volte per migliorarsi l'inverno basta sapere cosa mangiare per essere più felici.
Con le giornate corte e il freddo pungente, infatti, l’umore può risentirne più di quanto pensiamo. Non è solo una sensazione passeggera: per molte persone l’inverno porta con sé stanchezza mentale, malinconia e una sorta di rallentamento emotivo che gli esperti chiamano winter blues (cioè tristezza invernale).
La buona notizia è che, accanto a uno stile di vita equilibrato, anche ciò che mettiamo nel piatto può fare la differenza nel nostro umore.
L’alimentazione, infatti, non influisce solo sul corpo ma ha un ruolo diretto anche sul benessere mentale, sull’energia e sulla stabilità dell’umore. Alcuni cibi, più di altri, possono infatti diventare veri alleati nei mesi più bui dell’anno.
**A che ora cenare in inverno per restare in forma e in salute**
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Cosa mangiare per essere più felici
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Cioccolata calda fatta in casa
Il cioccolato viene inserito istintivamente al primo posto quando si cerca cosa mangiare per essere più felici - giustamente: non è solo una coccola, ma un alimento con effetti positivi documentati sull’umore. Consumarlo con moderazione può aiutare a sentirsi più sereni grazie alla sua ricchezza di polifenoli, potenti antiossidanti che contribuiscono a ridurre i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress.
Inoltre, il cacao è una fonte naturale di prebiotici, fibre che nutrono il microbiota intestinale: un intestino in salute è sempre più spesso associato a un miglior equilibrio emotivo.
Per beneficiare di queste proprietà, è importante scegliere cioccolato con almeno l’85% di cacao e limitarsi a piccole quantità quotidiane, meglio ancora se sotto forma di una cioccolata calda preparata in casa, calda e avvolgente.
Salmone e pesce azzurro
Il pesce grasso è uno degli alimenti più studiati per il benessere mentale. Salmone, sgombro, sardine e trota sono ricchi di omega-3, acidi grassi essenziali per il funzionamento del cervello.
Questi nutrienti hanno proprietà antinfiammatorie e interagiscono con i neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione dell’umore. Inserire una o due porzioni di pesce azzurro a settimana può aiutare a contrastare la sensazione di apatia e affaticamento mentale tipica dei mesi invernali.
Per chi non ama il pesce, una valida alternativa può essere rappresentata da noci e semi di chia, anch’essi fonti vegetali di omega-3.
Cereali integrali
Pane integrale, avena, riso integrale, quinoa e farro sono spesso sottovalutati, ma svolgono un ruolo chiave nel supporto del benessere mentale. I cereali integrali sono ricchi di fibre, vitamine del gruppo B e antiossidanti, nutrienti fondamentali per il sistema nervoso.
Contengono inoltre triptofano, un amminoacido necessario per la produzione di serotonina, l’ormone che contribuisce alla sensazione di felicità. Grazie al loro basso indice glicemico, rilasciano energia in modo graduale, evitando i picchi e i cali che possono influire negativamente sull’umore.
Inserirli regolarmente nei pasti aiuta a sentirsi più equilibrati e concentrati durante la giornata.
Frutti di bosco
Mirtilli, lamponi e more sono un concentrato di benefici. Ricchi di flavonoidi, aiutano a proteggere il cervello dallo stress ossidativo e dall’infiammazione, due fattori collegati anche ai disturbi dell’umore.
Forniscono vitamina C e fibre, utili per la regolazione della glicemia e dell’energia mentale. Le ricerche suggeriscono che i mirtilli, in particolare, possano supportare memoria e concentrazione, aiutando a contrastare la tipica tristezza invernale.
Consumati sotto forma di composta calda, magari a colazione o come dessert leggero, diventano un alleato ideale durante l’inverno.
Frutta secca e granola
Mandorle, noci, anacardi e pistacchi sono una fonte preziosa di grassi buoni, vitamine e minerali fondamentali per il cervello. La frutta secca contiene triptofano, magnesio e vitamine del gruppo B, tutti nutrienti coinvolti nei meccanismi che regolano l’umore.
Consumata con regolarità, in quantità moderate, può contribuire a migliorare la risposta allo stress e a sostenere le funzioni cognitive.
Inserita in una granola fatta in casa, diventa una colazione nutriente e appagante, perfetta per iniziare le giornate invernali con più energia.
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«Non tutte le barrette proteiche fanno bene, ecco come sceglierle»: parola agli esperti

Negli ultimi anni, specie per chi fa una vita sportiva, la ricerca di proteine è diventata una piacevole ossessione. Così, il mondo dei cibi a base proteica si sono diffusi enormemente, creando un'offerta vastissima di barrette proteiche dove sembra quasi impossibile trovare quelle davvero salutari.
Il loro essere in formato “snack” le ha portate con successo ovunque: dalle farmacie (che per primi le hanno adottate) ai supermercati, fino addirittura ai negozi di articoli da regalo e igiene per la casa.
Le barrette proteiche sono un oceano nel quale è facile perdersi, per questo abbiamo gettato un salvagente chiedendo a figure con grande esperienza nel campo (nella nutrizione con grande vita sportiva) per comprendere meglio cosa scegliere quando le compriamo, partendo subito a gamba tesa su tutto ciò che sarebbe meglio evitare.
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Quali sono le barrette proteiche da evitare?
«La prima importante “red flag” è il contenuto proteico» ci racconta la dietista Elisa Rosso «se navighiamo sotto i 15 grammi di proteine per barretta, non è così proteica, è quindi più che altro uno snack». L’altro aspetto da considerare sono gli zuccheri. «Se ne trovate più di 10 o 12 grammi in totale di zuccheri, che equivale già a un cucchiaio di zucchero, c’è già di certo un rapporto poco equilibrato». È concorde anche il nutrizionista sportivo Marco Tancredi, che sottolinea l’importanza di guardare sempre ai grammi totali di prodotto: «È importante fare attenzione al peso della barretta, guardando i valori percentuali, facendo occhio poi che non abbia un’alta dose di grassi, in genere sopra il 10%. Farei attenzione anche all’eccessiva presenza di sciroppi che rendono il prodotto più gustoso, ma meno utile allo scopo».
Vanno bene anche per chi non fa fitness?
Tendenzialmente sì. Ma se usati come “alternativa rapida” a spuntini in mancanza di alternative. «Chi per vari motivi ha bisogno di un surplus di proteine, può usarlo come approccio d’emergenza» racconta Elisa Rosso «ma spesso ne fanno uso persone che magari non fanno sport ma che hanno bisogno di prendere peso, magari concentrando l’uso di barrette in un periodo specifico dell'anno. Con l’aiuto di uno specialista, si va a inquadrare ogni singola posizione. «Può essere molto utile a chi è non più giovanissimo» racconta Marco Tancredi «in modo tale da tutelare la tonicità muscolare e alcuni processi fisiologici dovuti all’avanzare dell’età, a prescindere che faccia sport o meno».
Da quali valori ingredienti si riconosce una barretta di valore?
«È importante controllare l’origine delle proteine: possono essere di origine animale, come le proteine del siero del latte o dall’uovo, oppure di origine vegetale, come quelle che arrivano dai legumi e dalla frutta secca» spiega Marco Tancredi. «La barretta va guardata in base al “valore” che può dare a noi che la mangiamo: ad esempio se una persona è in definizione per "vedere" meglio la propria muscolatura, non consiglierei una barretta con più di 250 calorie o magari considererei una possibilità che molti escludono, ovvero quello di mangiarne solo metà» chiarisce Elisa Rosso.
Le barrette proteiche più “sane” sono quelle meno buone?
«Supponendo che una barretta sia come la stiamo descrivendo finora, ovvero con pochi zuccheri e pochi grassi, ecco, magari potrebbe risultare meno golosa. Ma la domanda da farsi è un’altra e la trovo più interessante» spiega Marco Tancredi «non è che forse il sapore di una barretta risulta buono o cattivo se le nostre abitudini alimentari sono buone o cattive? È chiaro che una persona abituata a ingerire cibi molto zuccherati e molti grassi, troverà alcune barrette meno buone». «Il mercato delle barrette è sconfinato, basta fare un po’ di tentativi e saper scegliere, anche perché è molto soggettivo» chiarisce invece Elisa Rosso «ormai però ci sono barrette equiparabili a dolci veramente dolci in termini di gusto, pur essendo molto più contenuti negli zuccheri, quindi basta provare».
Qual è la differenza con le barrette energetiche?
«Se parliamo di barrette energetiche» spiega Marco Tancredi «sono tendenzialmente ricche di carboidrati e spesso sono utilizzate da chi fa endurance, ovvero attività sportiva per un tempo prolungato, integrando per non avere cali di energie. Mangiarle durante l’allenamento fornisce energia sul breve e medio termine e permettono di non avere cali di zuccheri». «Consiglio di fare attenzione alle barrette non proteiche che magari si pongono come “barrette light” o “sostitutive del pasto”» racconta Elisa Rosso «spesso queste barrette “vestite per la dieta” hanno pochissimi nutrienti utili. Se bisogna fare attenzione a quelle proteiche, bisogna fare ancora più attenzione a quelle che non lo sono».
Se le barrette proteiche sono poco digeribili
«Le proteine del latte isolate o idrolizzate sono in genere quelle più assimilabili» spiega Elisa Rosso «ma la differenza vera, anche se è un discorso soggettivo, la fanno i dolcificanti. Lo dico perché alcuni tipi di dolcificanti, in base alle quantità, potrebbero diventare lassativi. Quindi io spesso prediligo quelli con zucchero o miele rispetto ai dolcificanti che finiscono in -oli, ma ovviamente è sempre personale. A quel punto meglio una barretta digeribile anche se meno “leggera”: la tolleranza intestinale è un fattore importante».
Si possono fare da soli?
«Assolutamente sì» spiega Marco Tancredi «si possono fare con fiocchi d’avena, proteine del siero del latte, burro di arachidi o mandorle, latte e miele. Ci sono parecchie ricette davvero valide on line, vale la pena fare dei tentativi». «È molto più facile fare quelle da “endurance”, da integrare negli allenamenti lunghi, fatte con avena, riso soffiato, datteri, frutta secca o essiccata, tritati con il miele e conservate in frigo» spiega Elisa Rosso «quelle proteiche possono essere fatte addirittura anche con l’albume. Diciamo che è un ottimo modo per risparmiare e avere controllo sugli ingredienti, quindi perché non provare?»
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Altro che integratori! Ecco gli alimenti da inserire nella dieta per sostenere la salute in modo naturale

Negli ultimi anni abbiamo imparato a guardare alla salute con occhi diversi: meno scorciatoie, più consapevolezza. E così, accanto a una crescente offerta di integratori, cresce anche una domanda semplice ma cruciale: è davvero necessario ricorrere a capsule e polveri, o possiamo sostenere la salute partendo da ciò che mettiamo ogni giorno nel piatto?
Sempre più esperti concordano su un punto: quando l’alimentazione è varia, bilanciata e ricca di nutrienti, il cibo resta la prima e più efficace forma di prevenzione.
Alcuni micronutrienti, in particolare, svolgono un ruolo chiave nel supportare il sistema immunitario, il metabolismo e il benessere generale. E la buona notizia è che si trovano in alimenti comuni, accessibili e spesso già presenti nella nostra cucina.
**5 superfood che fanno super-bene alla salute**
Il punto non è “mai integratori”, ma prima il cibo
Parlare di salute naturale non significa demonizzare gli integratori, ma rimetterli nel loro giusto contesto. In presenza di carenze diagnosticate o esigenze specifiche, possono essere utili, e comunque sempre dopo una consultazione medica.
Ma nella quotidianità, un’alimentazione ricca, colorata e varia resta lo strumento più potente che abbiamo.
Prima di cercare la soluzione in una pillola, vale la pena guardare il piatto: spesso è lì che si nasconde la risposta più semplice (e più efficace) per prenderci cura del nostro benessere psicofisico ogni giorno.
**5 trucchetti per mangiare meglio (senza che il gusto ne risenta)**
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Omega 3: grassi “buoni” per cuore e cervello
Gli omega 3 sono tra i nutrienti più citati quando si parla di benessere a lungo termine. Contribuiscono alla salute cardiovascolare, supportano la funzione cerebrale e aiutano a modulare i processi infiammatori dell’organismo.
Gli alimenti che ne sono più ricchi sono i pesci grassi – come salmone, sgombro, sardine e alici – ma anche alcune fonti vegetali, tra cui noci, semi di lino e semi di chia. Consumati regolarmente, inseriti in un’alimentazione equilibrata, possono ridurre il bisogno di integrazioni esterne, soprattutto in assenza di carenze specifiche.
Vitamina C: molto più di un alleato contro i malanni
Spesso associata solo ai mesi invernali, la vitamina C è in realtà fondamentale tutto l’anno. Supporta il sistema immunitario, favorisce l’assorbimento del ferro e contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo, con effetti positivi sulla salute generale.
Agrumi, kiwi, fragole, peperoni, broccoli e verdure a foglia verde ne sono ottime fonti. Il consiglio è consumarli freschi e poco lavorati, perché la vitamina C è sensibile al calore e alla conservazione prolungata.
Vitamina D: il nutriente che unisce sole e alimentazione
La vitamina D è essenziale per la salute delle ossa, dei muscoli e del sistema immunitario. Il nostro corpo la produce grazie all’esposizione solare, ma l’alimentazione può contribuire in modo significativo, soprattutto nei mesi in cui il sole scarseggia.
Si trova in alimenti come pesce grasso, uova, latte e yogurt fortificati. Inserirli regolarmente nella dieta aiuta a mantenere livelli adeguati, riducendo il ricorso automatico agli integratori, che andrebbero valutati solo in caso di reale necessità.
Selenio: un piccolo minerale, un grande supporto
Il selenio è un oligoelemento spesso sottovalutato, ma fondamentale per il corretto funzionamento della tiroide e per la protezione delle cellule dai danni ossidativi. Svolge un ruolo importante nel mantenimento della salute metabolica e immunitaria.
Le noci del Brasile ne sono una delle fonti più concentrate, ma si trova anche in pesce, uova, cereali integrali e legumi. Bastano quantità moderate, inserite con regolarità, per coprire il fabbisogno quotidiano.
Magnesio: equilibrio per muscoli, nervi ed energia
Il magnesio è coinvolto in centinaia di reazioni biochimiche nel nostro organismo. Aiuta a regolare la funzione muscolare e nervosa, contribuisce alla produzione di energia e sostiene l’equilibrio emotivo, con effetti positivi anche sulla salute mentale.
È presente in alimenti come verdure a foglia verde, legumi, frutta secca, semi, cereali integrali e cacao amaro. Una dieta ricca di questi cibi può aiutare a prevenire quella sensazione di stanchezza diffusa che spesso porta a cercare soluzioni rapide sotto forma di integratori.
Zinco: un alleato silenzioso del sistema immunitario
Lo zinco contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario e alla sintesi proteica. È importante per la salute della pelle, dei capelli e delle unghie, oltre che per la capacità dell’organismo di rispondere agli stress esterni.
Si trova in alimenti come semi di zucca, legumi, cereali integrali, latticini e carne. Anche in questo caso, la varietà alimentare è la chiave per garantirne un apporto adeguato.
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