8 errori che fate in ufficio e vi fanno ingrassare

La sedentarietà è il peggior nemico del peso forma, ma non l'unico errore che commettiamo senza farci caso: ecco le abitudini sbagliate che fanno ingrassare
Nonostante schiviate le fette di torta offerte dal collega (che osa compiere gli anni proprio quando voi siete a dieta, che sfacciataggine!) e rifiutiate pranzi luculliani nel baretto sotto l'ufficio, non perdete neanche mezzo etto ma – beffa delle beffe – il vostro girovita tende addirittura a lievitare in maniera anomala.
Beh, sappiate che moderare l'assunzione di zuccheri, grassi e carboidrati non assicura una perdita di peso immediata, specialmente se questa pratica non è accompagnata da sane abitudini comportamentali.
Presidiare la postazione lavorativa per 8-10 ore consecutive (manco fosse il caveau della Banca d'Italia), pranzare in un nano-secondo, premere compulsivamente su F5 per aggiornare la posta elettronica e fare due passi solo per andare alla toilette (che dista dai 5 ai 10 metri da voi) può avere delle pesanti (mai parola fu più azzeccata) ripercussioni sulla silhouette.
Ecco, dunque, gli 8 errori che fanno ingrassare più commessi all'interno dell'ambiente lavorativo.
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Andate in macchina fin sotto all'ufficio
Pur di non muovere un muscolo in più (sia mai!), parcheggereste l'auto anche nella hall dell'ufficio, tra la stampante e la pianta che nessuno mai annaffia.
Visto che spesso la parola lavoro fa rima con sedentarietà e chili di troppo, i medici dello sport e i nutrizionisti di tutto il mondo suggeriscono di uscire da casa un po' prima, lasciare la macchina almeno (!) a un chilometro di distanza dal luogo in cui si lavora e percorrere questo breve tragitto a piedi, a una velocità sostenuta (e non come se si steste facendo un tour delle vetrine).
La stessa cosa vale nel caso in cui ci si sposti coi mezzi di trasporto: ritardi permettendo, l'ideale sarebbe scendere a una fermata prima (di metrò, tram o bus che dir si voglia) e farsi una bella passeggiata.
“Non ho tempo! Faccio colazione al bar”
Fateci caso: voi sarete pure in ritardo ma pronunciate questa frase con una puntualità da fare invidia agli svizzeri. Sicure che a mancarvi è proprio il tempo e non la voglia di prepararvi una colazione sana, nella cucina di casa?
Il vero problema, in questi casi, si chiama croissant. Quelle orecchiette “bruciacchiate” fanno gola a molti, per non parlare del ripieno che spesso straborda dalla pasta dorata.
Eppure bisogna ricordare che questo alimento, che contiene circa 400 kcal, è un concentrato di grassi saturi che minano la salute e, perché no, anche la linea.
L'unica soluzione è ritagliarsi un quarto d'ora tra le mura domestiche, prepararsi una colazione abbondante, ricca di cereali integrali, yogurt bianco e intero, frutta fresca, caffè, tè o latte.
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Prendete l'ascensore invece di fare le scale
Che siano 2, 5 o 10 piani, non c'è giramento di testa che tenga: bisogna preferire sempre le scale all'ascensore.
Una vecchia ricerca, infatti, ha dimostrato che ogni 20 scalini si bruciano a 8 calorie... Non sarà molto, ma è sempre meglio di niente (specie se si lavora in alto, molto in alto).
Cedete al richiamo delle macchinette
Il luogo della perdizione. Si potrebbero definire così le famose macchinette che, oltre a contenere acqua e bevande di ogni tipo, forniscono anche una ricca selezione di snack salatissimi, croccanti patatine, merendine e biscotti burrosi che, grazie ai grassi saturi e alle grandi quantità di zuccheri aggiunti, a lungo andare possono arrotondare il girovita.
Ciò non significa rinunciare allo spuntino di metà mattinata o alla merenda pomeridiana, anzi: in questi due momenti della giornata l'organismo necessita più che mai di uno spezza-fame, per evitare che nello stomaco si formino voragini incolmabili.
L'ideale sarebbe portare da casa frutta secca, yogurt intero, frutta fresca e semi di girasole o di zucca, da lasciare in un cassetto o in un armadietto, sempre a portata di mano.
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Pranzate alla scrivania (che tristezza!)
Se il sedere è ancorato alla sedia, i gomiti sono ben saldi sulla scrivania e gli occhi rimangono incollati sullo schermo anche durante la pausa-pranzo, è normale che alla fine le forme si ammorbidiscano e cedano qua e là.
Mangiare senza prestare attenzione a ciò che si ha nel piatto – e ciò vale anche nel caso si avesse di fronte una dietetica insalatona – non consente di percepire le quantità e i sapori degli alimenti.
In questo modo il senso di sazietà tarda ad arrivare e si tende a fare man bassa di tutto ciò che si ha sotto tiro (tornate al punto precedente).
Il consiglio è quello di concedersi almeno 30 minuti per pranzare con calma, lontano dai continui alert lavorativi.
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Digiunate a pranzo
Mangiare in 30 secondi per mancanza di tempo, con panino in una mano e mouse in un'altra, è pericoloso tanto quanto digiunare completamente.
Il rischio è quello di trascinarsi stoicamente fino a sera, ignorando la fame atavica che attanaglia sin dalle prime ore della giornata, e poi correre a casa e cenare come se si steste celebrando il Thanksgiving Day (con la scusa: "Tanto a pranzo non ho mangiato nulla").
Tradotto: si assumono nutrienti a caso, senza ragionare sugli abbinamenti e lasciandosi guidare solo ed esclusivamente da quella sensazione famelica incontrollabile.
Siete sedentari
La sedentarietà è il peggior nemico del peso-forma, ormai lo sanno anche i muri.
Se il lavoro che si svolge costringe a un'assenza forzata di movimento, quantomeno si potrebbero trovare degli escamotage per non sembrare un orso in letargo a tutti gli effetti.
Il consiglio è quello di fare una pausa di 5 minuti ogni ora, allontanandosi dalla propria postazione (andare a fumare una sigaretta o correre alle macchinette, però, non vale) e fare quattro passi, meglio ancora se all'aria aperta.
Quando si riceve una telefonata al cellulare, si potrebbe cogliere l'occasione per alzarsi dalla sedia e camminare avanti e indietro (a costo di sembrare ansiose o irrequiete).
E quando si va alla toilette, lontano da occhi indiscreti, ci si potrebbe sgranchire le gambe facendo una serie veloce di 5 squat.
Troppi caffè zuccherati
Chi si sveglia all'alba per raggiungere il luogo di lavoro lo sa bene: per carburare e mantenere alta la concentrazione non c'è cosa migliore di un bel caffè nero fumante. Che poi diventano due. Poi tre. E alla fine quattro o più.
Stando ad alcune ricerche, la dose massima consigliata è di 5 caffè al giorno che, bevuti con regolarità, stimolano l'attenzione e il buonumore.
Ma attenzione: se in ogni tazzina (o bicchierino) ci si versa un'intera bustina di zucchero, salute e silhouette iniziano a risentirne.
Meglio abituarsi, giorno dopo giorno, a bere il caffè amaro.
Se proprio non si riesce, via libera alla stevia, un dolcificante naturale (con zero calorie) che sostituisce in tutto e per tutto lo zucchero (e non fa ingrassare).
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«Questi sono i cibi che migliorano l'umore», parola della scienza

Quante volte ci capita di avere giornate no; spesso quando la concentrazione sul lavoro vacilla, la voglia e la determinazione di fare qualcosa, qualsiasi cosa, calano e l’irritabilità aumenta senza un motivo preciso.
Non sempre è questione di grandi problemi o eventi traumatici. A volte il nostro equilibrio emotivo dipende da fattori molto più quotidiani; come il sonno, il livello di stress e, sì, anche ciò che mettiamo nel piatto.
Negli ultimi anni la scienza ha chiarito sempre di più quanto il legame tra alimentazione e benessere mentale sia profondo. Il cervello, infatti, ha bisogno di nutrienti specifici per funzionare al meglio, regolare gli ormoni e sostenere la produzione dei neurotrasmettitori legati al buon umore.
Non esistono cibi miracolosi capaci di cambiare l’umore in un istante, ma esistono scelte alimentari che, inserite con costanza nella routine, possono aiutare a sentirsi più stabili, energiche e centrate.
Ecco allora 10 alimenti da portare in tavola per nutrire corpo e mente.
**5 cose da fare in cucina per essere sempre di buonumore**
Buon umore e alimentazione: gli alimenti da inserire nella dieta
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Cioccolato fondente
La voglia di qualcosa di dolce quando siamo giù di tono non è solo un capriccio. Il cioccolato fondente, soprattutto quello con almeno l’85% di cacao, è ricco di polifenoli e antiossidanti che contribuiscono a ridurre il cortisolo, l’ormone dello stress. Inoltre, contiene prebiotici che favoriscono la salute del microbiota intestinale, sempre più considerato un alleato del benessere psicologico.
Una piccola porzione al giorno (circa 30 grammi) può trasformarsi in un gesto di piacere che sostiene il buon umore senza eccessi.
Salmone e pesce azzurro
Salmone, sgombro, sardine e aringhe sono fonti preziose di omega-3, grassi essenziali che svolgono un ruolo chiave nella salute cerebrale. Gli omega-3 hanno proprietà antinfiammatorie e interagiscono con i neurotrasmettitori legati alla regolazione dell’umore.
Inserire una o due porzioni di pesce azzurro alla settimana aiuta a sostenere concentrazione ed equilibrio emotivo, favorendo una sensazione di stabilità e benessere.
Pane e cereali integrali
I cereali integrali, dall’avena al riso integrale, sono ricchi di fibre, vitamine del gruppo B e triptofano, un amminoacido necessario per la produzione di serotonina, il cosiddetto “ormone della felicità”. Grazie al loro basso indice glicemico, rilasciano energia in modo graduale, evitando sbalzi che possono incidere sull’irritabilità.
Colazioni e pranzi a base di integrali rappresentano una base solida per sostenere il buon umore durante la giornata.
Frutti di bosco
Mirtilli, lamponi e fragole non sono solo colorati e deliziosi, ma anche ricchi di flavonoidi, sostanze che proteggono il cervello dallo stress ossidativo. I mirtilli, in particolare, sono stati associati a un miglioramento della memoria e della concentrazione.
Una porzione al giorno, magari sotto forma di composta fatta in casa o aggiunta allo yogurt, è un modo semplice per unire gusto e benessere.
Frutta secca
Mandorle, noci, pistacchi e anacardi sono piccoli concentrati di nutrienti. Contengono grassi mono e polinsaturi utili al cervello, oltre a magnesio, vitamina E e triptofano. Consumare circa 40 grammi di frutta secca cinque volte a settimana contribuisce a proteggere la funzione cognitiva e a favorire una maggiore resilienza allo stress.
In questo senso, una manciata come snack pomeridiano può aiutare a mantenere il buon umore anche nei giorni più impegnativi.
Semi di chia e lino
Per chi non ama il pesce, semi di chia e semi di lino rappresentano un’ottima alternativa vegetale agli omega-3. Il loro contributo alla salute del microbiota intestinale rafforza il legame tra intestino e cervello, sostenendo l’equilibrio emotivo.
Possono essere aggiunti a smoothie, yogurt o insalate e offrono anche un buon apporto di fibre.
Yogurt e kefir
Gli alimenti fermentati come yogurt naturale e kefir contengono probiotici che favoriscono la diversità del microbiota. Un intestino in equilibrio è associato a minori livelli di ansia e a una migliore regolazione dell’umore.
Inserire quotidianamente una porzione di questi prodotti può contribuire a creare le condizioni ideali per sentirsi più leggeri anche mentalmente.
Uova
Spesso sottovalutate, le uova sono una fonte completa di proteine e contengono colina, una sostanza importante per la funzione cerebrale. Forniscono anche vitamina D, fondamentale soprattutto nei mesi con meno esposizione solare.
Una colazione salata o un pranzo che includano uova può sostenere energia e lucidità, due elementi che influiscono direttamente sulla percezione del benessere.
Verdure a foglia verde
Spinaci, cavolo riccio e bietole apportano folati e magnesio, nutrienti coinvolti nella regolazione del buon umore. Una carenza di folati è stata associata a sintomi depressivi, motivo per cui integrare queste verdure nella dieta quotidiana può avere un impatto significativo.
Saltate in padella o aggiunte a zuppe e insalate, sono un alleato prezioso per il buon umore.
Acqua e tè verde
Anche l’idratazione gioca un ruolo fondamentale per il buon umore. Una lieve disidratazione può influire negativamente su concentrazione e tono emotivo.
Bere circa due litri di acqua al giorno aiuta a mantenere il cervello attivo. Il tè verde, inoltre, contiene L-teanina, un amminoacido che favorisce rilassamento e attenzione.
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Le fibre sono il segreto per restare in forma e in salute: vi spieghiamo come mangiarne di più

Per assicurarsi una buona salute è fondamentale sapere come mangiare più fibre.
Questo perché le fibre sono preziose per il corretto funzionamento dell’organismo: aiutano a eliminare le sostanze di scarto in eccesso che se si accumulano e favoriscono gonfiore e chili in più.
In più, hanno un’eccezionale azione saziante. Danno un maggiore senso di pienezza al pasto e di conseguenza, fanno mangiare di meno.
Prolungano inoltre la sazietà e contrastano gli attacchi di fame, a tutto vantaggio della linea e della salute.
Un consumo regolare di fibre nella dieta aiuta infatti a stare alla larga dal sovrappeso e dall'insorgenza del diabete di tipo 2, delle malattie cardiovascolari e da tanti altri disturbi.
Le fibre, in particolare quelle solubili, sono delle ottime alleate del buonumore.
Hanno un'azione prebiotica: nutrono i batteri buoni che favoriscono la salute dell'intestino, che è coinvolto a sua volta nella produzione di serotonina, l'ormone della felicità.
Ecco le dritte e gli abbinamenti migliori per mangiare più fibre
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Per mangiare più fibre non fatevi mai mancare verdura e frutta
Per consumare a tavola più fibre la prima mossa da seguire consiste nel mangiare più verdura, in particolare quella a foglia verde, come spinaci, bietola, lattuga.
Anche la frutta di stagione, meglio ancora se biologica ne è una buona fonte.
Mele e pere bio, per esempio, possono essere consumate con tutta la buccia, che ne è ricca.
Al posto dei succhi consumate frutta intera
La frutta intera rispetto a quella in versione succo contiene fibre.
Spremute ed estratti invece ne sono privi perché la polpa rimane nell'apparecchio.
Hanno poi più zuccheri semplici facilmente assimilabili dall'organismo.
Abbinate i cereali integrali ai legumi
Sono entrambi fonte di fibre che agevolano il senso di pienezza.
Rallentano infatti la velocità dello svuotamento gastrico e rallentano l’assorbimento degli zuccheri e dei grassi e gli attacchi di fame improvvisi.
Mangiate la pasta con le verdure
La pasta integrale contiene una piccola quota di fibre.
Per potenziarne l’effetto saziante abbinatela alle verdure di stagione che ne sono particolarmente ricche.
Rallentano l’assorbimento degli zuccheri e assicurano un maggiore senso di sazietà.
Aggiungete la frutta secca alle insalate
Mandorle, noci e in generale la frutta secca a guscio contengono fibre solubili e insolubili, alleate della salute.
Le prime hanno un’azione prebiotica: favoriscono la crescita dei batteri buoni intestinali.
Le fibre insolubili invece hanno effetti positivi sulla regolarità dell’intestino.
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10 ristoranti italiani da provare a Milano

Se sognate i sapori genuini dei (buoni) ristoranti italiani Milano ha di che farvi contenti.
Laboratorio gastronomico in costante movimento, Milano tiene comunque molto alle sue origini e ai sapori della tradizione e accanto ai grandi classici che hanno fatto la storia della ristorazione cittadina, nascono nuovi progetti capaci di riportare al centro il valore della cucina italiana fatta bene, delle ricette di casa e delle materie prime.
Ecco una selezione di ristoranti italiani a Milano da provare, tra locali di recente apertura e indirizzi iconici, posti da segnare in agenda per chi cerca autenticità, identità e qualità.
I ristoranti italiani a Milano da provare
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Veramente
Nel cuore di Brera nasce il progetto firmato da Gianmarco Venuto e Filippo Sironi, già founder de Il Mannarino. Il payoff “Abitudini Italiane” racconta perfettamente lo spirito del locale: un luogo pensato per far sentire gli ospiti a casa, tra atmosfere da salotto anni Settanta e Ottanta, cucina ampia a vista e piatti che parlano di memoria collettiva.
In carta si trovano grandi classici come la parmigiana di melanzane, gli spaghettoni alla Nerano con provolone del Monaco (buonissimi), i pici fatti in casa al ragù mantecati al tavolo e l’arancina alla milanese ripiena di ossobuco e gremolada. E poi i dolci, fatti in casa. Alla prima visita d'obbligo il gelato alla vaniglia servito dal carrello e personalizzabile con crunch e topping.
Via Palermo, 11
Sandì
In zona Città Studi si trova una delle aperture più interessanti e recenti di questi ultimi mesi. Un progetto coerente, curato nei dettagli e nella proposta gastronomica. La cucina attinge alle tradizioni regionali italiane con una dichiarata influenza francese. Tra i piatti più riusciti spiccano la zuppa imperiale con aringa affumicata, la tarte di cipolle con puntarelle, la verza ripiena di maiale e gamberi e il cordon bleu di lombata. La formula pranzo rende il locale particolarmente competitivo anche nei giorni feriali.
Via Francesco Hayez, 13
CreDa
CreDa nasce dall’incontro tra Crescenzo Morlando e Dario Pisani, due chef campani che hanno trasformato la cucina partenopea in un progetto gastronomico riconoscibile. L’atmosfera è informale, con banco gastronomia e sala dal gusto rétro, tra stoviglie d’epoca e dettagli recuperati nei mercatini. In menu spiccano piatti simbolo come parmigiana di melanzane, friarielli, polpette al ragù di “nonna Maria”, la celebre pasta e patate e la pasta “con voto”, arricchita dai ricci di mare. Tutto è disponibile anche da asporto, senza perdere identità e qualità.
Via Orti, 12
Trattoria all'Antica
Un nome che è già una dichiarazione d’intenti. Trattoria All’Antica riporta in primo piano la cucina italiana tradizionale, fatta di porzioni generose, ricette riconoscibili e un’atmosfera che privilegia la convivialità. Il ristorante si trova a due passi dal parco Solari, quasi ad angolo con quella via Savona che ha visto nascere e morire nel giro di poco tanti locali. La cucina di Lucio Conti, però, sa il fatto suo. Qui si viene per mangiare piatti rassicuranti, preparati con rispetto delle stagioni e delle materie prime, in un contesto che conserva il sapore delle trattorie di una volta, reinterpretato con sobrietà contemporanea. Un menù stampato ogni giorno, con alcune proposte fisse come la cotoletta - alta, con l'osso - e il risotto e altre che variano a seconda della disponibilità e qualità del prodotto. E una lista dei vini da enoteca specializzata.
Via Montevideo, 4
Al Vecchio Porco
Un’osteria lombarda dichiaratamente carnivora, dove il maiale diventa protagonista anche nell’arredo, tra oggetti a tema, scritte ironiche e atmosfera calda. Al Vecchio Porco è un'istituzione in città, qui capita spesso di incontrare volti noti che cercano un rifugio in cui sentirsi a casa. Gli ingredienti punta su piatti tradizionali ben eseguiti: salumi di qualità, risotti stagionali, paste rustiche e secondi di carne costruiscono una proposta concreta e coerente. La taverna sotterranea è ideale per cene conviviali e occasioni speciali.
Via Messina, 8
Speciale Osteria
Una trattoria in chiave contemporanea, dall'ambiente curato ma che mette subito a proprio agio. Uno staff cordiale ed efficiente e una cucina sincera e curata. Il menù è stagionale, con alcuni piatti sempre disponibili e altri che cambiano durante l'anno. Ad accomunarli, l'idea che la tradizione possa essere sempre attuale pur senza snaturarla. Dai pizzoccheri alle tagliatelle al ragù, dal galletto alla guancia - tenerissima - fino ai dolci. Nei dessert si riassume la cura per i dettagli e l'autenticità di questo locale: cannoncini alla crema serviti su un trenino di legno, il tiramisù cremosissimo portato al tavolo e servito direttamente con una sorta di cazzuola, la tarte tatin d'altri tempi.
Via Pastrengo, 11
St. Ambroeus
St. Ambroeus tra i ristoranti italiani a Milano è senza dubbio uno dei nomi simbolo della tradizione. Un indirizzo che attraversa generazioni mantenendo uno stile riconoscibile, fatto di eleganza discreta e cucina italiana borghese. Tra colazioni iconiche, pranzi di lavoro e piatti storici, resta una tappa obbligata per chi cerca un’esperienza classica, curata e senza tempo.
Corso Giacomo Matteotti, 7
Trattoria del Ciumbia
In via Fiori Chiari, nel cuore di Brera, si trova questo locale che rappresenta uno dei primi investimenti - riusciti - di Leonardo Maria Del Vecchio nella ristorazione. Un luogo che unisce design e tradizione. Il progetto di interni firmato Dimorestudio richiama le storiche trattorie milanesi degli anni Sessanta, tra boiserie in noce, bancone in peltro e dettagli rétro. In cucina l’executive chef Paolo Rollini propone una lettura contemporanea della tradizione lombarda: risotto alla monzese, costoletta alta, trippa, lumache valtellinesi, insieme a reinterpretazioni come la lasagnetta al bollito e i mondeghili in foglia di verza.
Via Fiori Chiari, 32
Autem
Gli spaghetti in bianco più buoni che vi capiterà di mangiare (a Milano, ma non solo). Autem lavora sull’equilibrio tra tecnica e identità, da sempre tratti distintivi della cucina dello chef Luca Natalini. Il progetto ruota intorno a una cucina italiana moderna, pulita nei sapori e precisa nelle esecuzioni, con grande attenzione alla qualità degli ingredienti e alla costruzione dei piatti. L’ambiente è essenziale ed elegante, con la cucina a vista e all'ingresso, ad accogliere i commensali. Un menù che, salvo alcuni piatti come gli spaghetti in bianco, appunto, cambia continuamente nel rispetto della stagionalità e reperibilità degli ingredienti. Una scelta che fa sì che ogni cena (o pranzo) da Autem possa essere un'esperienza sempre diversa.
Via Serviliano Lattuada, 2
Il Luogo di Aimo e Nadia
Un’istituzione della cucina italiana contemporanea. Il Luogo di Aimo e Nadia rappresenta uno dei massimi esempi di alta cucina legata al territorio e alla biodiversità italiana. La filosofia del ristorante si fonda sulla valorizzazione delle eccellenze regionali, raccontate attraverso piatti che uniscono ricerca, tecnica e memoria gastronomica. Una tradizione che gli chef Alessandro Negrini e Fabio Pisani portano avanti con consapevolezza, esperienza e passione. Un’idea di eleganza sobria e profonda, che ha reso questo indirizzo un punto di riferimento internazionale.
Via Privata Raimondo Montecuccoli, 6
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Cioccolata, salmone e... 5 cibi da mangiare contro la tristezza

A volte per migliorarsi l'inverno basta sapere cosa mangiare per essere più felici.
Con le giornate corte e il freddo pungente, infatti, l’umore può risentirne più di quanto pensiamo. Non è solo una sensazione passeggera: per molte persone l’inverno porta con sé stanchezza mentale, malinconia e una sorta di rallentamento emotivo che gli esperti chiamano winter blues (cioè tristezza invernale).
La buona notizia è che, accanto a uno stile di vita equilibrato, anche ciò che mettiamo nel piatto può fare la differenza nel nostro umore.
L’alimentazione, infatti, non influisce solo sul corpo ma ha un ruolo diretto anche sul benessere mentale, sull’energia e sulla stabilità dell’umore. Alcuni cibi, più di altri, possono infatti diventare veri alleati nei mesi più bui dell’anno.
**A che ora cenare in inverno per restare in forma e in salute**
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Cosa mangiare per essere più felici
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Cioccolata calda fatta in casa
Il cioccolato viene inserito istintivamente al primo posto quando si cerca cosa mangiare per essere più felici - giustamente: non è solo una coccola, ma un alimento con effetti positivi documentati sull’umore. Consumarlo con moderazione può aiutare a sentirsi più sereni grazie alla sua ricchezza di polifenoli, potenti antiossidanti che contribuiscono a ridurre i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress.
Inoltre, il cacao è una fonte naturale di prebiotici, fibre che nutrono il microbiota intestinale: un intestino in salute è sempre più spesso associato a un miglior equilibrio emotivo.
Per beneficiare di queste proprietà, è importante scegliere cioccolato con almeno l’85% di cacao e limitarsi a piccole quantità quotidiane, meglio ancora se sotto forma di una cioccolata calda preparata in casa, calda e avvolgente.
Salmone e pesce azzurro
Il pesce grasso è uno degli alimenti più studiati per il benessere mentale. Salmone, sgombro, sardine e trota sono ricchi di omega-3, acidi grassi essenziali per il funzionamento del cervello.
Questi nutrienti hanno proprietà antinfiammatorie e interagiscono con i neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione dell’umore. Inserire una o due porzioni di pesce azzurro a settimana può aiutare a contrastare la sensazione di apatia e affaticamento mentale tipica dei mesi invernali.
Per chi non ama il pesce, una valida alternativa può essere rappresentata da noci e semi di chia, anch’essi fonti vegetali di omega-3.
Cereali integrali
Pane integrale, avena, riso integrale, quinoa e farro sono spesso sottovalutati, ma svolgono un ruolo chiave nel supporto del benessere mentale. I cereali integrali sono ricchi di fibre, vitamine del gruppo B e antiossidanti, nutrienti fondamentali per il sistema nervoso.
Contengono inoltre triptofano, un amminoacido necessario per la produzione di serotonina, l’ormone che contribuisce alla sensazione di felicità. Grazie al loro basso indice glicemico, rilasciano energia in modo graduale, evitando i picchi e i cali che possono influire negativamente sull’umore.
Inserirli regolarmente nei pasti aiuta a sentirsi più equilibrati e concentrati durante la giornata.
Frutti di bosco
Mirtilli, lamponi e more sono un concentrato di benefici. Ricchi di flavonoidi, aiutano a proteggere il cervello dallo stress ossidativo e dall’infiammazione, due fattori collegati anche ai disturbi dell’umore.
Forniscono vitamina C e fibre, utili per la regolazione della glicemia e dell’energia mentale. Le ricerche suggeriscono che i mirtilli, in particolare, possano supportare memoria e concentrazione, aiutando a contrastare la tipica tristezza invernale.
Consumati sotto forma di composta calda, magari a colazione o come dessert leggero, diventano un alleato ideale durante l’inverno.
Frutta secca e granola
Mandorle, noci, anacardi e pistacchi sono una fonte preziosa di grassi buoni, vitamine e minerali fondamentali per il cervello. La frutta secca contiene triptofano, magnesio e vitamine del gruppo B, tutti nutrienti coinvolti nei meccanismi che regolano l’umore.
Consumata con regolarità, in quantità moderate, può contribuire a migliorare la risposta allo stress e a sostenere le funzioni cognitive.
Inserita in una granola fatta in casa, diventa una colazione nutriente e appagante, perfetta per iniziare le giornate invernali con più energia.
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