Bubble Tea: tutto quello che dovete sapere sulla mania del tè da masticare

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La bibita colorata a base di tè, latte e palline inventata negli anni Ottanta a Taiwan sta vivendo un boom incredibile: cosa c'è da sapere sul Bubble Tea

Se vedete in giro dei bicchieroni di plastica trasparenti pieni di liquido fluorescente e palline multicolor, non fatevi ingannare dalle apparenze: non c’è nessun raduno di Cosplayer nei paraggi, è solo il Bubble Tea.

Si tratta di una bibita che sembra uscita da un cartone animato giapponese ed è per questo che risulta gettonatissima tra chi ama il food bello e buono, quello perfetto da postare sui Social per ottenere parecchi like.

Ma oltre ai like dei follower, anche le papille gustative approveranno, parola di chi l'ha provato e adesso non può più fare a meno di bramarne un sorso.

Un sorso, ma anche un morso a ben vedere, dato che questo tè con palline non solo si beve ma si mastica anche.

A definirlo chewy (da masticare) è stata una testimonial d’eccezione, ossia Hillary Clinton.

L’ex First Lady - e aspirante First Lady President - ha sperimentato durante un giro elettorale nel Queens newyorkese questo snack drink, in voga tra gli asiatici fin dalla fine degli anni Ottanta ed esploso nell'ultimo anno negli USA.

Da noi sta arrivando soltanto adesso e visto che il Bubble Tea va un casino quest’anno (cit. Mugatu di Zoolander), ecco tutto quello che c’è da sapere su questa bibita da trend setter.

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Che cos’è esattamente il Bubble Tea

Innanzitutto per conoscere questo elisir kitsch è necessario sapere cosa contiene.

Gli ingredienti che stanno alla base di un Bubble Tea sono il , il latte (oppure un mix di entrambi) e uno sciroppo (di frutta o alla crema).

Dulcis in fundo (in senso proprio letterale in questo caso), sul fondo si trovano delle palline gommose che definire zuccherose sarebbe riduttivo.

Queste mini-balls vengono chiamate “topping” e possono essere pezzetti di tapioca (un tubero originario del Sudamerica dal colore nero), sfere di frutta, striscioline di gelatina aromatizzata o infine le cosiddette “popping boa”.

Quest’ultime vanno un casino, sempre per dirla à la Mugatu: sono perle trasparenti ripiene di sciroppi cremosi e dolcissimi, pronti a esplodere sul palato e a cariarvi anche il cuore.

Il galateo dei Millenials impone di succhiare con una cannuccia larga queste microsfere per poi schiacciarle con i denti o farle esplodere sulla lingua senza freni inibitori.

Insomma, la crème de la crème della società 2.0 non si fa problemi a masticare e sorbire rumorosamente il Bubble Tea, quindi sbizzarritevi pure nel rumoreggiare hardcore.

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Perché si chiama Bubble Tea

Per non sfigurare con l’amica che ne sa sempre una più del diavolo (e veste Prada), è bene che conosciate l’etimologia di Bubble Tea.

In inglese significa letteralmente “tè con bolle” ma in realtà bubble deriva da una storpiatura di boba, termine taiwanese usato per indicare le perle di tapioca.

Vi è però un’altra scuola di pensiero secondo cui bubble deriverebbe invece dalla forma del coperchio del bicchierone di plastica tipico di questa bevanda, che presenta una strana cupola nella parte superiore che effettivamente ricorda una bolla.

Più semplicemente, Bubble Tea potrebbe riecheggiare Bubble Gum, la gomma da masticare coloratissima con cui si fanno i palloncini, dato che in entrambi i casi la definizione di Hillary calza a pennello: chewy!

Negli States a volte viene chiamato anche pearl milk tea, boba milk tea, boba juice o semplicemente boba ma la sostanza rimane la stessa. Solo che a Williamsburg dire Bubble Tea è troppo mainstream.

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Com’è nato il Bubble Tea

Tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio del decennio successivo, in una sala da tè di Taichung (a Taiwan) è successo un fatto strano: il proprietario del locale ha sperimentato una novità, aggiungendo delle palline di tapioca nel tè da servire ai clienti.

Se già il tè alla maniera taiwanese è rigorosamente miscelato con il latte, la pallina è stata la ciliegina sulla torta sui generis, mandando in visibilio tutta la clientela.

Da allora la pallina di tapioca nel tè è diventata come l’oliva nel Martini e Liu Han-Chieh, il proprietario della Chun Shui Tang Teahouse, è passato alla storia come il padre del Bubble Tea (benché altri barman taiwanesi ne rivendichino la paternità).

Nell’isola di Taiwan sono poi sbocciati tanti piccoli localini specializzati in questa bevanda e nel giro di pochi anni il Bubble Tea ha incominciato a fiorire rigoglioso in tutta la Cina, in Giappone, negli Stati Uniti e da qualche mese anche in Europa.

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Qual è la versione originale

L’archetipo dei Bubble Tea è ovviamente quello servito da Liu Han-Chieh presso la Chun Shui Tang Teahouse.

A base di tè nero e latte a cui si aggiungono perle di tapioca, nere e gommose, ha un retrogusto che ricorda vagamente la liquirizia.

Le varianti più richieste sono quelle con l'Earl Grey, il matcha e il tè al gelsomino mentre si opta per il tè alla pesca e il passion fruit tea solo durante l’estate, stagione in cui molti preferiscono mischiare al Bubble Tea yogurt freschi, granite e palline di gelato.

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E in Italia? Dove bere i migliori Bubble Tea nostrani

Da noi le novità spesso arrivano quando non sono più tali ma ci piace salutarle comunque con lo stesso entusiasmo di chi le ha inventate.

La febbre multicolore del Bubble Tea è esplosa negli ultimi mesi anche nelle metropoli italiane, registrando un sonoro boom soprattutto a Milano.

Qui i Bubble Tea tricolori (sia nel senso di italiani sia nel senso di coloratissimi) stupirebbero addirittura Mugatu. E pure Liu Han-Chieh, l’inventore.

Tra i tantissimi locali specializzati che stanno spuntando come funghi (allucinogeni, stando alle tinte fluo della bevanda), i migliori in cui sorseggiare un tè delle cinque che lascerebbe attonita la Regina Elisabetta sono i seguenti:

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Nel cuore di Paolo Sarpi, questo locale è la Mecca di chi adora il Bubble Tea. Le varianti di gusti tendono all’infinito e vanno dal mango alla fragola fino ad arrivare al litchi.

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Qui si serve (e si consegna a domicilio) un nuovo concept di drink, un Bubble Tea 3.0 in versione classica o vegana con ingredienti di qualità - come il tè in foglia Assam e Jasmine - che arrivano direttamente da Taiwan.

Frankly Bubble Tea & Coffee

È ormai un’istituzione in materia di Bubble Tea. Qui potrete trovare anche il matcha latte e il chai latte.

Boba Bubble Tea and Coffee

Da scegliere freddo, shakerato con ghiaccio oppure calda, il Bubble Tea di Boba è da provare in ogni stagione.

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DIY Bubble Tea: ricetta per il fai-da-te homemade

Non c’è bisogno di essere sous-chef per preparare un Bubble Tea.

Per chi volesse farselo a casa, ecco una ricetta for dummies, con semplici passaggi a prova di mammone che non ha mai caricato nemmeno una moka:

- preparate una grossa tazza di tè nero (o verde) e zuccheratelo a piacere;

- mettete in ammollo 50 gr di perle in acqua fredda per un’ora, poi sciacquatele e cuocetele per dieci minuti in 500 ml di acqua;

- lasciate raffreddare le perle, scolatele e aggiungetele al tè caldo;

- aggiungete il latte (vaccino, di riso, di soia, di mandorla… quello che volete);

- sorseggiate la bevanda tiepida con la cannuccia.

Visto? Non c’è da essere Walter White di Breaking Bad per preparare un Bubble Tea.

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Sì, ma quante calorie ha il Bubble Tea?!

Nota dolente: le calorie del Bubble Tea.

Amaris in fundo, questo bibitone è tanto dulcis quanto caloricus.

Un bicchiere da 200 ml contiene dalle 300 alle 500 calorie, quindi attenzione a non abusarne.

Esiste anche una versione con zero calorie, priva di zucchero e con i semi di chia al posto della tapioca, perfetta per chi teme le Bubble di cellulite.

I detrattori della bevanda la tacciano anche come concentrato di coloranti, conservanti e additivi, ben lontana dalla filosofia slow e bio food in voga.

Per appagare anche i palati più salutisti, sono nate versioni più salubri come il matcha bubble tea (che ha un ottimo valore nutritivo, ricco com’è di vitamine, minerali e polifenoli) che al posto della tapioca usa il taro, un tubero originario delle Filippine a cui sono attribuite proprietà eupeptiche.

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Ora sapete tutto quello che c’è da sapere. Dopo la teoria, non vi rimane che la pratica: buon Bubble Tea Time!

Ricordatevi di esprimere un desiderio se è il primo che sorseggiate.

Vi renderete conto che il desiderio sarà quello di prenderne subito un altro.

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«Questi sono i cibi che migliorano l'umore», parola della scienza

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Ecco quali cibi favoriscono il buon umore grazie a omega-3, triptofano, antiossidanti e altri nutrienti fondamentali per l’equilibrio mentale

Quante volte ci capita di avere giornate no; spesso quando la concentrazione sul lavoro vacilla, la voglia e la determinazione di fare qualcosa, qualsiasi cosa, calano e l’irritabilità aumenta senza un motivo preciso.

Non sempre è questione di grandi problemi o eventi traumatici. A volte il nostro equilibrio emotivo dipende da fattori molto più quotidiani; come il sonno, il livello di stress e, sì, anche ciò che mettiamo nel piatto.

Negli ultimi anni la scienza ha chiarito sempre di più quanto il legame tra alimentazione e benessere mentale sia profondo. Il cervello, infatti, ha bisogno di nutrienti specifici per funzionare al meglio, regolare gli ormoni e sostenere la produzione dei neurotrasmettitori legati al buon umore.

Non esistono cibi miracolosi capaci di cambiare l’umore in un istante, ma esistono scelte alimentari che, inserite con costanza nella routine, possono aiutare a sentirsi più stabili, energiche e centrate.

Ecco allora 10 alimenti da portare in tavola per nutrire corpo e mente.

**5 cose da fare in cucina per essere sempre di buonumore**

Buon umore e alimentazione: gli alimenti da inserire nella dieta

(Continua sotto la foto)

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Cioccolato fondente

La voglia di qualcosa di dolce quando siamo giù di tono non è solo un capriccio. Il cioccolato fondente, soprattutto quello con almeno l’85% di cacao, è ricco di polifenoli e antiossidanti che contribuiscono a ridurre il cortisolo, l’ormone dello stress. Inoltre, contiene prebiotici che favoriscono la salute del microbiota intestinale, sempre più considerato un alleato del benessere psicologico.

Una piccola porzione al giorno (circa 30 grammi) può trasformarsi in un gesto di piacere che sostiene il buon umore senza eccessi.

Salmone e pesce azzurro

Salmone, sgombro, sardine e aringhe sono fonti preziose di omega-3, grassi essenziali che svolgono un ruolo chiave nella salute cerebrale. Gli omega-3 hanno proprietà antinfiammatorie e interagiscono con i neurotrasmettitori legati alla regolazione dell’umore.

Inserire una o due porzioni di pesce azzurro alla settimana aiuta a sostenere concentrazione ed equilibrio emotivo, favorendo una sensazione di stabilità e benessere.

Pane e cereali integrali

I cereali integrali, dall’avena al riso integrale, sono ricchi di fibre, vitamine del gruppo B e triptofano, un amminoacido necessario per la produzione di serotonina, il cosiddetto “ormone della felicità”. Grazie al loro basso indice glicemico, rilasciano energia in modo graduale, evitando sbalzi che possono incidere sull’irritabilità.

Colazioni e pranzi a base di integrali rappresentano una base solida per sostenere il buon umore durante la giornata.

Frutti di bosco

Mirtilli, lamponi e fragole non sono solo colorati e deliziosi, ma anche ricchi di flavonoidi, sostanze che proteggono il cervello dallo stress ossidativo. I mirtilli, in particolare, sono stati associati a un miglioramento della memoria e della concentrazione.

Una porzione al giorno, magari sotto forma di composta fatta in casa o aggiunta allo yogurt, è un modo semplice per unire gusto e benessere.

Frutta secca

Mandorle, noci, pistacchi e anacardi sono piccoli concentrati di nutrienti. Contengono grassi mono e polinsaturi utili al cervello, oltre a magnesio, vitamina E e triptofano. Consumare circa 40 grammi di frutta secca cinque volte a settimana contribuisce a proteggere la funzione cognitiva e a favorire una maggiore resilienza allo stress.

In questo senso, una manciata come snack pomeridiano può aiutare a mantenere il buon umore anche nei giorni più impegnativi.

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Semi di chia e lino

Per chi non ama il pesce, semi di chia e semi di lino rappresentano un’ottima alternativa vegetale agli omega-3. Il loro contributo alla salute del microbiota intestinale rafforza il legame tra intestino e cervello, sostenendo l’equilibrio emotivo.

Possono essere aggiunti a smoothie, yogurt o insalate e offrono anche un buon apporto di fibre.

Yogurt e kefir

Gli alimenti fermentati come yogurt naturale e kefir contengono probiotici che favoriscono la diversità del microbiota. Un intestino in equilibrio è associato a minori livelli di ansia e a una migliore regolazione dell’umore.

Inserire quotidianamente una porzione di questi prodotti può contribuire a creare le condizioni ideali per sentirsi più leggeri anche mentalmente.

Uova

Spesso sottovalutate, le uova sono una fonte completa di proteine e contengono colina, una sostanza importante per la funzione cerebrale. Forniscono anche vitamina D, fondamentale soprattutto nei mesi con meno esposizione solare.

Una colazione salata o un pranzo che includano uova può sostenere energia e lucidità, due elementi che influiscono direttamente sulla percezione del benessere.

Verdure a foglia verde

Spinaci, cavolo riccio e bietole apportano folati e magnesio, nutrienti coinvolti nella regolazione del buon umore. Una carenza di folati è stata associata a sintomi depressivi, motivo per cui integrare queste verdure nella dieta quotidiana può avere un impatto significativo.

Saltate in padella o aggiunte a zuppe e insalate, sono un alleato prezioso per il buon umore.

Acqua e tè verde

Anche l’idratazione gioca un ruolo fondamentale per il buon umore. Una lieve disidratazione può influire negativamente su concentrazione e tono emotivo.

Bere circa due litri di acqua al giorno aiuta a mantenere il cervello attivo. Il tè verde, inoltre, contiene L-teanina, un amminoacido che favorisce rilassamento e attenzione. 

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Le fibre sono il segreto per restare in forma e in salute: vi spieghiamo come mangiarne di più

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Favoriscono la salute dell’intestino e aiutano a stare alla larga da attacchi di fame, chili in più e cattivo umore: ecco come mangiare più fibre

Per assicurarsi una buona salute è fondamentale sapere come mangiare più fibre.

Questo perché le fibre sono preziose per il corretto funzionamento dell’organismo: aiutano a eliminare le sostanze di scarto in eccesso che se si accumulano e favoriscono gonfiore e chili in più.

In più, hanno un’eccezionale azione saziante. Danno un maggiore senso di pienezza al pasto e di conseguenza, fanno mangiare di meno.

Prolungano inoltre la sazietà e contrastano gli attacchi di fame, a tutto vantaggio della linea e della salute.

Un consumo regolare di fibre nella dieta aiuta infatti a stare alla larga dal sovrappeso e dall'insorgenza del diabete di tipo 2, delle malattie cardiovascolari e da tanti altri disturbi.

Le fibre, in particolare quelle solubili, sono delle ottime alleate del buonumore.

Hanno un'azione prebiotica: nutrono i batteri buoni che favoriscono la salute dell'intestino, che è coinvolto a sua volta nella produzione di serotonina, l'ormone della felicità. 

Ecco le dritte e gli abbinamenti migliori per mangiare più fibre

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Per mangiare più fibre non fatevi mai mancare verdura e frutta

Per consumare a tavola più fibre la prima mossa da seguire consiste nel mangiare più verdura, in particolare quella a foglia verde, come spinaci, bietola, lattuga.

Anche la frutta di stagione, meglio ancora se biologica ne è una buona fonte.

Mele e pere bio, per esempio, possono essere consumate con tutta la buccia, che ne è ricca.

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Al posto dei succhi consumate frutta intera

La frutta intera rispetto a quella in versione succo contiene fibre.

Spremute ed estratti invece ne sono privi perché la polpa rimane nell'apparecchio.

Hanno poi più zuccheri semplici facilmente assimilabili dall'organismo.

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Abbinate i cereali integrali ai legumi

Sono entrambi fonte di fibre che agevolano il senso di pienezza.

Rallentano infatti la velocità dello svuotamento gastrico e rallentano l’assorbimento degli zuccheri e dei grassi e gli attacchi di fame improvvisi.

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Mangiate la pasta con le verdure

La pasta integrale contiene una piccola quota di fibre.

Per potenziarne l’effetto saziante abbinatela alle verdure di stagione che ne sono particolarmente ricche.

Rallentano l’assorbimento degli zuccheri e assicurano un maggiore senso di sazietà.

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Aggiungete la frutta secca alle insalate

Mandorle, noci e in generale la frutta secca a guscio contengono fibre solubili e insolubili, alleate della salute.

Le prime hanno un’azione prebiotica: favoriscono la crescita dei batteri buoni intestinali.

Le fibre insolubili invece hanno effetti positivi sulla regolarità dell’intestino.

Photo Credit: Unsplash

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10 ristoranti italiani da provare a Milano

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Tra nuove aperture, trattorie contemporanee e indirizzi storici: una guida aggiornata dei migliori ristoranti italiani a Milano

Se sognate i sapori genuini dei (buoni) ristoranti italiani Milano ha di che farvi contenti.

Laboratorio gastronomico in costante movimento, Milano tiene comunque molto alle sue origini e ai sapori della tradizione e accanto ai grandi classici che hanno fatto la storia della ristorazione cittadina, nascono nuovi progetti capaci di riportare al centro il valore della cucina italiana fatta bene, delle ricette di casa e delle materie prime.

Ecco una selezione di ristoranti italiani a Milano da provare, tra locali di recente apertura e indirizzi iconici, posti da segnare in agenda per chi cerca autenticità, identità e qualità.

I ristoranti italiani a Milano da provare

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Veramente Milano

Veramente

Nel cuore di Brera nasce il progetto firmato da Gianmarco Venuto e Filippo Sironi, già founder de Il Mannarino. Il payoff “Abitudini Italiane” racconta perfettamente lo spirito del locale: un luogo pensato per far sentire gli ospiti a casa, tra atmosfere da salotto anni Settanta e Ottanta, cucina ampia a vista e piatti che parlano di memoria collettiva.

In carta si trovano grandi classici come la parmigiana di melanzane, gli spaghettoni alla Nerano con provolone del Monaco (buonissimi), i pici fatti in casa al ragù mantecati al tavolo e l’arancina alla milanese ripiena di ossobuco e gremolada. E poi i dolci, fatti in casa. Alla prima visita d'obbligo il gelato alla vaniglia servito dal carrello e personalizzabile con crunch e topping. 

Via Palermo, 11

Sandì

In zona Città Studi si trova una delle aperture più interessanti e recenti di questi ultimi mesi. Un progetto coerente, curato nei dettagli e nella proposta gastronomica. La cucina attinge alle tradizioni regionali italiane con una dichiarata influenza francese. Tra i piatti più riusciti spiccano la zuppa imperiale con aringa affumicata, la tarte di cipolle con puntarelle, la verza ripiena di maiale e gamberi e il cordon bleu di lombata. La formula pranzo rende il locale particolarmente competitivo anche nei giorni feriali.

Via Francesco Hayez, 13

CreDa Milano

CreDa

CreDa nasce dall’incontro tra Crescenzo Morlando e Dario Pisani, due chef campani che hanno trasformato la cucina partenopea in un progetto gastronomico riconoscibile. L’atmosfera è informale, con banco gastronomia e sala dal gusto rétro, tra stoviglie d’epoca e dettagli recuperati nei mercatini. In menu spiccano piatti simbolo come parmigiana di melanzane, friarielli, polpette al ragù di “nonna Maria”, la celebre pasta e patate e la pasta “con voto”, arricchita dai ricci di mare. Tutto è disponibile anche da asporto, senza perdere identità e qualità.

Via Orti, 12

Trattoria all'Antica

Un nome che è già una dichiarazione d’intenti. Trattoria All’Antica riporta in primo piano la cucina italiana tradizionale, fatta di porzioni generose, ricette riconoscibili e un’atmosfera che privilegia la convivialità. Il ristorante si trova a due passi dal parco Solari, quasi ad angolo con quella via Savona che ha visto nascere e morire nel giro di poco tanti locali. La cucina di Lucio Conti, però, sa il fatto suo. Qui si viene per mangiare piatti rassicuranti, preparati con rispetto delle stagioni e delle materie prime, in un contesto che conserva il sapore delle trattorie di una volta, reinterpretato con sobrietà contemporanea. Un menù stampato ogni giorno, con alcune proposte fisse come la cotoletta - alta, con l'osso - e il risotto e altre che variano a seconda della disponibilità e qualità del prodotto. E una lista dei vini da enoteca specializzata.

Via Montevideo, 4

Al vecchio porco Milano

Al Vecchio Porco

Un’osteria lombarda dichiaratamente carnivora, dove il maiale diventa protagonista anche nell’arredo, tra oggetti a tema, scritte ironiche e atmosfera calda. Al Vecchio Porco è un'istituzione in città, qui capita spesso di incontrare volti noti che cercano un rifugio in cui sentirsi a casa. Gli ingredienti punta su piatti tradizionali ben eseguiti: salumi di qualità, risotti stagionali, paste rustiche e secondi di carne costruiscono una proposta concreta e coerente. La taverna sotterranea è ideale per cene conviviali e occasioni speciali.

Via Messina, 8

Speciale Osteria

Una trattoria in chiave contemporanea, dall'ambiente curato ma che mette subito a proprio agio. Uno staff cordiale ed efficiente e una cucina sincera e curata. Il menù è stagionale, con alcuni piatti sempre disponibili e altri che cambiano durante l'anno. Ad accomunarli, l'idea che la tradizione possa essere sempre attuale pur senza snaturarla. Dai pizzoccheri alle tagliatelle al ragù, dal galletto alla guancia - tenerissima - fino ai dolci. Nei dessert si riassume la cura per i dettagli e l'autenticità di questo locale: cannoncini alla crema serviti su un trenino di legno, il tiramisù cremosissimo portato al tavolo e servito direttamente con una sorta di cazzuola, la tarte tatin d'altri tempi.

Via Pastrengo, 11

Sant Ambroeus Milano

St. Ambroeus

St. Ambroeus tra i ristoranti italiani a Milano è senza dubbio uno dei nomi simbolo della tradizione. Un indirizzo che attraversa generazioni mantenendo uno stile riconoscibile, fatto di eleganza discreta e cucina italiana borghese. Tra colazioni iconiche, pranzi di lavoro e piatti storici, resta una tappa obbligata per chi cerca un’esperienza classica, curata e senza tempo.

Corso Giacomo Matteotti, 7

Trattoria del Ciumbia

In via Fiori Chiari, nel cuore di Brera, si trova questo locale che rappresenta uno dei primi investimenti - riusciti - di Leonardo Maria Del Vecchio nella ristorazione. Un luogo che unisce design e tradizione. Il progetto di interni firmato Dimorestudio richiama le storiche trattorie milanesi degli anni Sessanta, tra boiserie in noce, bancone in peltro e dettagli rétro. In cucina l’executive chef Paolo Rollini propone una lettura contemporanea della tradizione lombarda: risotto alla monzese, costoletta alta, trippa, lumache valtellinesi, insieme a reinterpretazioni come la lasagnetta al bollito e i mondeghili in foglia di verza.

Via Fiori Chiari, 32

Autem Milano

Autem

Gli spaghetti in bianco più buoni che vi capiterà di mangiare (a Milano, ma non solo). Autem lavora sull’equilibrio tra tecnica e identità, da sempre tratti distintivi della cucina dello chef Luca Natalini. Il progetto ruota intorno a una cucina italiana moderna, pulita nei sapori e precisa nelle esecuzioni, con grande attenzione alla qualità degli ingredienti e alla costruzione dei piatti. L’ambiente è essenziale ed elegante, con la cucina a vista e all'ingresso, ad accogliere i commensali. Un menù che, salvo alcuni piatti come gli spaghetti in bianco, appunto, cambia continuamente nel rispetto della stagionalità e reperibilità degli ingredienti. Una scelta che fa sì che ogni cena (o pranzo) da Autem possa essere un'esperienza sempre diversa.

Via Serviliano Lattuada, 2

Il Luogo di Aimo e Nadia

Un’istituzione della cucina italiana contemporanea. Il Luogo di Aimo e Nadia rappresenta uno dei massimi esempi di alta cucina legata al territorio e alla biodiversità italiana. La filosofia del ristorante si fonda sulla valorizzazione delle eccellenze regionali, raccontate attraverso piatti che uniscono ricerca, tecnica e memoria gastronomica. Una tradizione che gli chef Alessandro Negrini e Fabio Pisani portano avanti con consapevolezza, esperienza e passione. Un’idea di eleganza sobria e profonda, che ha reso questo indirizzo un punto di riferimento internazionale.

Via Privata Raimondo Montecuccoli, 6

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Cioccolata, salmone e... 5 cibi da mangiare contro la tristezza

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Dalla cioccolata calda al pesce azzurro: ecco cosa mangiare per essere più felici e contrastare la tristezza invernale

A volte per migliorarsi l'inverno basta sapere cosa mangiare per essere più felici.

Con le giornate corte e il freddo pungente, infatti, l’umore può risentirne più di quanto pensiamo. Non è solo una sensazione passeggera: per molte persone l’inverno porta con sé stanchezza mentale, malinconia e una sorta di rallentamento emotivo che gli esperti chiamano winter blues (cioè tristezza invernale).

La buona notizia è che, accanto a uno stile di vita equilibrato, anche ciò che mettiamo nel piatto può fare la differenza nel nostro umore. 

L’alimentazione, infatti, non influisce solo sul corpo ma ha un ruolo diretto anche sul benessere mentale, sull’energia e sulla stabilità dell’umore. Alcuni cibi, più di altri, possono infatti diventare veri alleati nei mesi più bui dell’anno.

**A che ora cenare in inverno per restare in forma e in salute**

**Come non ammalarsi questo inverno? 8 cibi anti-influenza**

Cosa mangiare per essere più felici

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Bridget Jones piumino

Cioccolata calda fatta in casa

Il cioccolato viene inserito istintivamente al primo posto quando si cerca cosa mangiare per essere più felici - giustamente: non è solo una coccola, ma un alimento con effetti positivi documentati sull’umore. Consumarlo con moderazione può aiutare a sentirsi più sereni grazie alla sua ricchezza di polifenoli, potenti antiossidanti che contribuiscono a ridurre i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress.

Inoltre, il cacao è una fonte naturale di prebiotici, fibre che nutrono il microbiota intestinale: un intestino in salute è sempre più spesso associato a un miglior equilibrio emotivo.

Per beneficiare di queste proprietà, è importante scegliere cioccolato con almeno l’85% di cacao e limitarsi a piccole quantità quotidiane, meglio ancora se sotto forma di una cioccolata calda preparata in casa, calda e avvolgente.

Salmone e pesce azzurro

Il pesce grasso è uno degli alimenti più studiati per il benessere mentale. Salmone, sgombro, sardine e trota sono ricchi di omega-3, acidi grassi essenziali per il funzionamento del cervello.

Questi nutrienti hanno proprietà antinfiammatorie e interagiscono con i neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione dell’umore. Inserire una o due porzioni di pesce azzurro a settimana può aiutare a contrastare la sensazione di apatia e affaticamento mentale tipica dei mesi invernali.

Per chi non ama il pesce, una valida alternativa può essere rappresentata da noci e semi di chia, anch’essi fonti vegetali di omega-3.

Cereali integrali

Pane integrale, avena, riso integrale, quinoa e farro sono spesso sottovalutati, ma svolgono un ruolo chiave nel supporto del benessere mentale. I cereali integrali sono ricchi di fibre, vitamine del gruppo B e antiossidanti, nutrienti fondamentali per il sistema nervoso.

Contengono inoltre triptofano, un amminoacido necessario per la produzione di serotonina, l’ormone che contribuisce alla sensazione di felicità. Grazie al loro basso indice glicemico, rilasciano energia in modo graduale, evitando i picchi e i cali che possono influire negativamente sull’umore.

Inserirli regolarmente nei pasti aiuta a sentirsi più equilibrati e concentrati durante la giornata.

Frutti di bosco

Mirtilli, lamponi e more sono un concentrato di benefici. Ricchi di flavonoidi, aiutano a proteggere il cervello dallo stress ossidativo e dall’infiammazione, due fattori collegati anche ai disturbi dell’umore.

Forniscono vitamina C e fibre, utili per la regolazione della glicemia e dell’energia mentale. Le ricerche suggeriscono che i mirtilli, in particolare, possano supportare memoria e concentrazione, aiutando a contrastare la tipica tristezza invernale.

Consumati sotto forma di composta calda, magari a colazione o come dessert leggero, diventano un alleato ideale durante l’inverno.

Frutta secca e granola

Mandorle, noci, anacardi e pistacchi sono una fonte preziosa di grassi buoni, vitamine e minerali fondamentali per il cervello. La frutta secca contiene triptofano, magnesio e vitamine del gruppo B, tutti nutrienti coinvolti nei meccanismi che regolano l’umore.

Consumata con regolarità, in quantità moderate, può contribuire a migliorare la risposta allo stress e a sostenere le funzioni cognitive.

Inserita in una granola fatta in casa, diventa una colazione nutriente e appagante, perfetta per iniziare le giornate invernali con più energia.