7 compiti per 7 giorni: vi rimettiamo in sesto dopo il rientro dalle vacanze

Il rientro dalle vacanze rappresenta, oltre che uno shock ogni volta in cui suona la sveglia, una sorta di inizio di nuovo anno: un’occasione perfetta, quindi, per definire nuovi propositi e obiettivi.
** Secondo voi l'anno inizia a Gennaio o a Settembre? Vi diciamo cosa significa **
Secondo una ricerca commissionata da HelloFresh – il rivoluzionario servizio di box ricette a domicilio – oltre l’80% degli italiani afferma che settembre il momento ideale per introdurre una nuova routine di vita più salutare (come ad esempio la pratica di attività fisica e di una dieta più varia ed equilibrata), che possa aiutare ad affrontare la ripartenza con una dose in più di energia.
** Settembre detox: 5 trucchi per rimettersi in riga dopo i meritati sgarri estivi **
Ma nel fare ciò sono diverse le sfide che possono palesarsi: dall’imparare a liberarsi delle cattive abitudini al riuscire a ritagliare del tempo per se stessi, passando per il saper individuare il momento e il punto esatto da cui partire con i buoni propositi, fino a non lasciarsi fagocitare dalla frenesia della vita quotidiana.
L’obiettivo da porsi allora? Imparare a mettere in pratica semplici attività, che possano rendere la routine quotidiana vita più sana, sia per il corpo che per la mente.
Ecco perché HelloFresh ha stilato, insieme a Chiara Cecutti – Mental-Life-Business Coach e Counsellor, autrice di libri per l’Empowerment – una lista di 7 tips, uno per ogni giorno della settimana, utili dopo le ferie per ritornare alla quotidianità con grinta, energia e voglia di fare.
7 obiettivi per rimettersi in sesto in 7 giorni
(Continua sotto la foto)
Lunedì - Pianificate una routine “familiare”
Se durante le ferie avete mandato in vacanza anche doveri e buone (e sane) regole quotidiane, al rientro è fondamentale ristabilire la giusta routine casalinga, coinvolgendo tutti i partecipanti.
Decidete insieme chi apparecchierà e sparecchierà la tavola, laverà i piatti nei giorni pari e chi nei giorni dispari. Chi si occuperà di stendere la lavatrice e il giorno in cui cambierete le lenzuola. In questo modo, il ritorno alle abitudini sarà più gestibile.
Martedì - Staccate la spina!
In vacanza vi siete lasciati andare a qualche eccesso di gola e... di Feed social? Allora, è tempo di fare un po’ di digital detox staccando la spina (anche fisicamente) a smartphone, computer, tablet e tv.
** 3 esercizi per provare il digital detox (e perché farlo) **
L’ideale sarebbe farlo qualche ora alla settimana o, in alternativa, almeno durante i pasti. Un piccolo gesto utilissimo per tornare al mondo digitale con maggiore consapevolezza e minor ossessività.
Mercoledì - Mens sana…
Per riiniziare alla grande, uno dei segreti principali è riallenare la mente.
Qualche idea? Giocate un po’ con la matematica facendo addizioni e moltiplicazioni a mente, associate parole a catena, o fate qualche gioco enigmistico.
Per restare in detox digitale compratevi una Settimana enigmistica o una raccolta di sudoku.
Giovedì - … in corpore sano
Un po’ di regolare esercizio fisico è fondamentale per il benessere: anche solo un quarto d’ora al giorno basta per risvegliare il metabolismo e riattivare la muscolatura assopita dalle troppe ore passate sdraiati al sole.
Per rivivere ancora qualche sorso di estate potete usare come sottofondo le hit che vi hanno accompagnati durante le vacanze.
Venerdì - Parola d’ordine: pianificare
Ansia da rientro e da “OddiooooDevoFareMilleCose!”? Donʼt worry!
Ad aiutarci c’è una super alleata: la pianificazione.
La sera, prima di andare a dormire o la mattina presto, dedicate qualche minuto a stilare una pratica to-do list, partendo dalle cose più importanti da fare durante la giornata. In questo modo riuscirete a fare più cose, senza dimenticare nulla.
Sabato - Ispirazione, questa sconosciuta…
Quante volte vi siete detti “Ci vorrebbe un’idea!” ma questa non arrivava? Capita sul lavoro, in famiglia, nella vita di tutti i giorni.
Si chiama ispirazione e spesso, per via degli impegni, la perdiamo per strada. Per ritrovarla vi basterà, una volta a settimana, immergervi in un’atmosfera rilassante e silenziosa e far viaggiare liberamente la mente. La creatività ritornerà in un batter d’occhio.
Domenica - Chef per un giorno
Accendete i motori, anzi i fornelli, e preparatevi a una sfida deliziosa.
Fate vestire i panni di chef a un membro della famiglia, scegliete un piatto per ciascuno, procuratevi gli ingredienti (per comodità potete scegliere le ricette dalle box HelloFresh, così vi arriverà a casa direttamente il necessario con anche le istruzioni), cucinatelo e… conquistate i palati dei giudici più intransigenti: amici, compagni, figli, vicini.
Il premio, stabilitelo voi.
© Riproduzione riservata
5 curiosità su Eileen Gu, l'atleta (e modella) più chiacchierata delle Olimpiadi

C’è chi alle Olimpiadi arriva per vincere e chi, oltre a vincere, riesce a catalizzare l’attenzione ben oltre il campo di gara. Eileen Gu appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
A soli 22 anni è già una delle sciatrici freestyle più vincenti di sempre, ma anche una delle figure più osservate (e commentate ) del panorama sportivo internazionale. Atleta, modella, studentessa universitaria, icona social: la sua storia sembra scritta per raccontare una nuova idea di successo femminile, capace di unire performance e personal branding.
Tra medaglie, passerelle e dibattiti sulla sua scelta di nazionalità sportiva, Eileen Gu è diventata molto più di una campionessa sulla neve. È un fenomeno culturale che parla di identità, ambizione e libertà di reinventarsi.
Ecco cinque curiosità che aiutano a capire perché il suo nome è oggi tra i più chiacchierati delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026.
(Continua sotto al foto)
Ha iniziato a sciare a tre anni
Nata a San Francisco nel 2003 da madre cinese e padre statunitense, Eileen Gu è cresciuta sulle piste innevate. È stata proprio la madre, ex atleta di short track, a metterla sugli sci quando aveva appena tre anni, a Lake Tahoe. Il talento si è manifestato presto, ma è durante l’adolescenza che la sua carriera prende una direzione decisiva.
A 18 anni entra nella storia diventando la prima donna ad atterrare un forward double cork 1440 in gara, una delle manovre più tecniche e spettacolari del freeski. Nello stesso periodo conquista ori agli X Games e ai Campionati Mondiali, imponendosi come una delle giovani promesse più solide dello sci freestyle.
È nata negli Stati Uniti ma gareggia per la Cina
Uno degli aspetti più discussi della sua carriera riguarda la scelta di rappresentare la Cina nelle competizioni internazionali. Cresciuta in California, nel 2019 ha annunciato di voler gareggiare per il Paese d’origine della madre, la Cina appunto.
Una decisione che ha generato dibattiti, soprattutto negli Stati Uniti, ma che lei ha sempre raccontato come un modo per onorare entrambe le sue identità culturali.
La sua storia personale è profondamente intrecciata a questo doppio sguardo sul mondo. Parla fluentemente inglese e mandarino, si muove con naturalezza tra contesti internazionali e usa la propria visibilità per promuovere lo sport tra le giovani generazioni.
In un’epoca in cui le identità sono sempre più fluide e globali, Eileen Gu incarna una nuova idea di appartenenza, meno rigida e più complessa.
È la freeskier più medagliata nella storia olimpica
Se Pechino 2022 è stato il suo grande debutto olimpico, Milano-Cortina ha consolidato il suo status. Ai Giochi invernali del 2022 ha vinto due medaglie d’oro (nel big air e nell’halfpipe) e un argento nello slopestyle, diventando l’unica atleta ad aver conquistato tre medaglie in tre discipline diverse del freestyle nella stessa Olimpiade.
Con le medaglie più recenti ottenute in Italia, il suo bottino olimpico è salito a cinque complessive: due ori e tre argenti. Un record che la rende la sciatrice freestyle più decorata nella storia dei Giochi. E tutto questo a soli 22 anni.
È una delle atlete più pagate al mondo (grazie anche alla moda)
Se sul piano sportivo è una campionessa, su quello economico è un vero e proprio caso di studio. Secondo diverse stime internazionali, Eileen Gu guadagna circa 23 milioni di dollari l’anno, ma solo una piccola parte di questa cifra proviene dalle competizioni. Il grosso arriva da sponsorizzazioni, collaborazioni e contratti nel mondo della moda.
Rappresentata da IMG Models, ha sfilato a Milano e Parigi e posato per brand come Louis Vuitton, Gucci, Tiffany e Victoria’s Secret. È apparsa sulle copertine di Vogue, Harper’s Bazaar ed Elle, dimostrando che sport e fashion non sono più mondi separati. Il suo volto è diventato sinonimo di una femminilità potente, atletica e contemporanea.
In questo equilibrio tra disciplina e glamour sta forse uno dei segreti del suo fascino mediatico. Eileen Gu riesce a passare dagli scarponi da sci ai tacchi a spillo con la stessa sicurezza, ridefinendo l’immagine dell’atleta donna nel 2026.
© Riproduzione riservata
Terremoto a Buckingham Palace: il principe Andrea è stato arrestato in relazione al caso Epstein

© Riproduzione riservata
Come partecipare al Fantasanremo: guida completa al fantasy game del Festival di Sanremo

C’è un momento, ogni anno, in cui il Festival di Sanremo smette di essere solo una gara canora e diventa un campionato parallelo fatto di strategie, bonus improbabili, scelte azzardate e gruppi WhatsApp che esplodono di notifiche. È il momento del Fantasanremo, il fantasy game che negli ultimi anni ha trasformato la kermesse più amata della televisione italiana in un’esperienza collettiva, ironica e sorprendentemente competitiva.
Nato quasi per gioco da un gruppo di amici e diventato un fenomeno culturale con milioni di squadre iscritte, il Fantasanremo ha cambiato il modo in cui guardiamo il Festival.
Non si tratta più solo di tifare il proprio artista preferito, ma di analizzare outfit, scalette, possibilità di standing ovation, potenziali scivoloni sulla scalinata dell’Ariston e perfino la probabilità che qualcuno canti senza toccare il microfono nei primi trenta secondi. Insomma, di tutto e di più.
Il successo del Fantasanremo sta proprio qui: nella capacità di trasformare ogni dettaglio in un potenziale colpo di scena e di rendere il pubblico parte attiva dello spettacolo. Perché partecipare significa vivere Sanremo in modo più intenso, più ironico e, diciamolo, molto più divertente.
(Continua sotto la foto)
Come funziona il Fantasanremo
Il meccanismo del Fantasanremo ricalca quello dei fantasy game sportivi, ma applicato al mondo della musica. Ogni partecipante può creare fino a cinque squadre, ciascuna composta da sette artisti in gara: cinque titolari e due riserve.
Per costruire la propria formazione si hanno a disposizione 100 Baudi, la “moneta” ufficiale del gioco, omaggio al grande Pippo Baudo.
Ogni artista ha una quotazione diversa: i favoriti costano di più, le scommesse meno. E qui entra in gioco la strategia. Conviene puntare su un big dal costo elevato o distribuire il budget su artisti più “imprevedibili”, magari capaci di conquistare bonus inattesi?
I cinque titolari sono quelli che incidono maggiormente sul punteggio serale, perché accumulano bonus e malus legati alle esibizioni e agli eventi che accadono durante la diretta (e anche al DopoFestival). Le riserve contribuiscono solo attraverso bonus e malus extra. A uno dei titolari va poi assegnato il ruolo di Capitano: una scelta cruciale, perché alcuni punteggi legati al piazzamento vengono raddoppiati.
Le regole
Le regole base sono semplici: si compone la squadra entro la chiusura delle iscrizioni (lunedì 23 febbraio), si schierano i titolari prima dell’inizio delle serate secondo le finestre previste dal regolamento e poi si segue il Festival in attesa di scoprire come stanno andando le proprie scelte.
I bonus possono essere legati a elementi artistici (come suonare uno strumento o ricevere una standing ovation) oppure a momenti più imprevedibili e ironici, inclusi dettagli di look o comportamenti sul palco.
I malus, invece, penalizzano inciampi, problemi tecnici, errori di presentazione o altri episodi che possono influire sul punteggio.
La formula è semplice ma non banale: vince chi, alla fine della serata conclusiva, ha totalizzato il punteggio più alto. E spesso la differenza la fanno proprio quei piccoli dettagli che durante la diretta sembrano secondari.
© Riproduzione riservata
Barack Obama: «Gli alieni esistono, ma non li ho mai visti»

C'è una domanda che ci siamo fatti tutti almeno una volta nella vita: gli alieni esistono?
Dai sorrisi dolci di E.T. alle saghe fantascientifiche più inquietanti, l’immaginario collettivo non ha mai smesso di interrogarsi sulla vita oltre la Terra.
Ora a dare (forse) una risposta a questa domanda è un ex presidente degli Stati Uniti, che ha trasformato una battuta in un caso mediatico.
È quello che è successo a Barack Obama durante un’intervista al podcast No Lie di Brian Tyler Cohen, pubblicata il 14 febbraio. Nel corso di un rapido botta e risposta, alla domanda diretta “Gli alieni esistono?”, l’ex presidente ha risposto con disarmante semplicità: «Sono reali, ma non li ho visti».
Una frase che ha immediatamente acceso il dibattito online, alimentando ipotesi e rilanciando (ancora una volta) il mito di Area 51.
Obama ha infatti aggiunto: «Non sono tenuti nell'Area 51. Non c’è alcuna struttura sotterranea - a meno che non esista un’enorme cospirazione e l’abbiano nascosta al Presidente degli Stati Uniti».
Una precisazione ironica, ma sufficiente a trasformare il passaggio in un clip virale.
Nel giro di 24 ore, complice il clamore social, l’ex presidente è dovuto infatti intervenire su Instagram per chiarire il senso delle sue parole:
«Stavo cercando di restare nello spirito del botta e risposta veloce, ma visto che ha attirato attenzione lasciatemi chiarire.
Statisticamente, l’universo è così vasto che è probabile che là fuori ci sia vita. Ma le distanze tra i sistemi solari sono così grandi che le probabilità che siamo stati visitati dagli alieni sono basse, e durante la mia presidenza non ho visto alcuna prova che esseri extraterrestri abbiano avuto contatti con noi. Davvero!».
Cosa sappiamo veramente sulla vita aliena?
Al di là della battuta, la vicenda riapre una questione affascinante: quanto può sapere, e soprattutto rivelare, un presidente su temi come UFO, UAP e alieni? Nell’immaginario popolare, il capo della Casa Bianca avrebbe accesso a ogni segreto custodito dal governo. La realtà, però, è più complessa.
Le informazioni classificate vengono condivise secondo il principio del “need to know”, anche ai massimi livelli istituzionali. Ciò significa che nemmeno un presidente dispone automaticamente di ogni dettaglio su programmi sensibili o dossier riservati. I briefing arrivano dalle agenzie di intelligence e riguardano ciò che è stato verificato e ritenuto rilevante.
Inoltre, le regole sulla segretezza non cessano con la fine del mandato. Anche dopo aver lasciato la Casa Bianca, un ex presidente resta vincolato alle norme sulla classificazione e sulla segretezza di alcuni documenti.
È anche per questo che, su temi delicati come gli alieni, il tono resta spesso prudente, ironico o volutamente generico.
L’interesse pubblico, però, non accenna a diminuire. E in questo clima, anche una frase pronunciata con leggerezza può diventare un titolo. Obama, con il suo «Sono reali, ma non li ho visti», ha intercettato perfettamente lo spirito del tempo: tra curiosità cosmica e bisogno di concretezza.
Per ora, almeno ufficialmente, nessuna prova di visite extraterrestri. Ma la fascinazione per gli alieni, quella sì, sembra più viva che mai.
© Riproduzione riservata