5 curiosità su Eileen Gu, l'atleta (e modella) più chiacchierata delle Olimpiadi

C’è chi alle Olimpiadi arriva per vincere e chi, oltre a vincere, riesce a catalizzare l’attenzione ben oltre il campo di gara. Eileen Gu appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
A soli 22 anni è già una delle sciatrici freestyle più vincenti di sempre, ma anche una delle figure più osservate (e commentate ) del panorama sportivo internazionale. Atleta, modella, studentessa universitaria, icona social: la sua storia sembra scritta per raccontare una nuova idea di successo femminile, capace di unire performance e personal branding.
Tra medaglie, passerelle e dibattiti sulla sua scelta di nazionalità sportiva, Eileen Gu è diventata molto più di una campionessa sulla neve. È un fenomeno culturale che parla di identità, ambizione e libertà di reinventarsi.
Ecco cinque curiosità che aiutano a capire perché il suo nome è oggi tra i più chiacchierati delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026.
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Ha iniziato a sciare a tre anni
Nata a San Francisco nel 2003 da madre cinese e padre statunitense, Eileen Gu è cresciuta sulle piste innevate. È stata proprio la madre, ex atleta di short track, a metterla sugli sci quando aveva appena tre anni, a Lake Tahoe. Il talento si è manifestato presto, ma è durante l’adolescenza che la sua carriera prende una direzione decisiva.
A 18 anni entra nella storia diventando la prima donna ad atterrare un forward double cork 1440 in gara, una delle manovre più tecniche e spettacolari del freeski. Nello stesso periodo conquista ori agli X Games e ai Campionati Mondiali, imponendosi come una delle giovani promesse più solide dello sci freestyle.
È nata negli Stati Uniti ma gareggia per la Cina
Uno degli aspetti più discussi della sua carriera riguarda la scelta di rappresentare la Cina nelle competizioni internazionali. Cresciuta in California, nel 2019 ha annunciato di voler gareggiare per il Paese d’origine della madre, la Cina appunto.
Una decisione che ha generato dibattiti, soprattutto negli Stati Uniti, ma che lei ha sempre raccontato come un modo per onorare entrambe le sue identità culturali.
La sua storia personale è profondamente intrecciata a questo doppio sguardo sul mondo. Parla fluentemente inglese e mandarino, si muove con naturalezza tra contesti internazionali e usa la propria visibilità per promuovere lo sport tra le giovani generazioni.
In un’epoca in cui le identità sono sempre più fluide e globali, Eileen Gu incarna una nuova idea di appartenenza, meno rigida e più complessa.
È la freeskier più medagliata nella storia olimpica
Se Pechino 2022 è stato il suo grande debutto olimpico, Milano-Cortina ha consolidato il suo status. Ai Giochi invernali del 2022 ha vinto due medaglie d’oro (nel big air e nell’halfpipe) e un argento nello slopestyle, diventando l’unica atleta ad aver conquistato tre medaglie in tre discipline diverse del freestyle nella stessa Olimpiade.
Con le medaglie più recenti ottenute in Italia, il suo bottino olimpico è salito a cinque complessive: due ori e tre argenti. Un record che la rende la sciatrice freestyle più decorata nella storia dei Giochi. E tutto questo a soli 22 anni.
È una delle atlete più pagate al mondo (grazie anche alla moda)
Se sul piano sportivo è una campionessa, su quello economico è un vero e proprio caso di studio. Secondo diverse stime internazionali, Eileen Gu guadagna circa 23 milioni di dollari l’anno, ma solo una piccola parte di questa cifra proviene dalle competizioni. Il grosso arriva da sponsorizzazioni, collaborazioni e contratti nel mondo della moda.
Rappresentata da IMG Models, ha sfilato a Milano e Parigi e posato per brand come Louis Vuitton, Gucci, Tiffany e Victoria’s Secret. È apparsa sulle copertine di Vogue, Harper’s Bazaar ed Elle, dimostrando che sport e fashion non sono più mondi separati. Il suo volto è diventato sinonimo di una femminilità potente, atletica e contemporanea.
In questo equilibrio tra disciplina e glamour sta forse uno dei segreti del suo fascino mediatico. Eileen Gu riesce a passare dagli scarponi da sci ai tacchi a spillo con la stessa sicurezza, ridefinendo l’immagine dell’atleta donna nel 2026.
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