Esistono due momenti della vita in cui si invecchia di colpo: ecco quali sono e perchè, secondo la scienza
Uno studio pubblicato nel 2024 sulla rivista scientifica Nature Aging ha messo dei numeri a una sensazione molto diffusa: a un certo punto ci si guarda allo specchio e sembra di essere invecchiate di colpo. Non parliamo solo di rughe o capelli bianchi, ma di energia che cala, muscoli meno tonici, digestione che non collabora più. I ricercatori della Stanford University hanno seguito per anni 108 adulti tra 25 e 75 anni, raccogliendo campioni periodici e monitorando ogni cambiamento. Il risultato? Due veri "scalini" nei processi di invecchiamento.
Secondo l’analisi, i nostri sistemi biologici non invecchiano in modo lineare, ma per accelerazioni improvvise. Due di queste accelerazioni cadono intorno ai 44 e ai 60 anni, quando cambiano di colpo metabolismo, sistema immunitario e capacità di riparare i tessuti. Non significa che il giorno del compleanno diventiamo “vecchie”, ma che il corpo cambia marcia e diventa un po’ più vulnerabile. Capire che cosa succede in quei momenti chiave aiuta a prepararsi per tempo, invece di doversi rassegnare al solito “eh, l’età che avanza”.
Lo studio di Stanford e l'idea di invecchiamento biologico
Per arrivare a questi numeri, il team di Stanford ha fatto uno studio multi-omico, osservando contemporaneamente migliaia di molecole diverse. Ha raccolto per anni campioni di sangue, feci e tamponi cutanei, generando centinaia di migliaia di misurazioni su metabolismo, infiammazione, ormoni e microbiota. Circa l’80 per cento delle molecole considerate mostrava segni di deterioramento legati all’età, ma non in modo costante. La maggior parte seguiva andamenti a gradini, con due picchi di cambiamento particolarmente netti.
Qui entra in gioco il concetto di invecchiamento biologico: non conta solo quanti anni abbiamo sulla carta d’identità, ma come funzionano davvero organi e cellule. Due persone di 44 anni possono avere “età biologiche” diverse di parecchi anni, a seconda di stile di vita, genetica e malattie pregresse. Lo studio non dice che siamo tutte condannate a invecchiare uguale, ma indica le fasce d’età in cui i processi interni tendono a cambiare più in fretta. Gli stessi autori ammettono che il campione è piccolo e californiano, e il periodo di osservazione breve: non un oracolo, ma un segnale da prendere sul serio.
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Cosa succede intorno ai 44 anni
Il primo “colpo” di invecchiamento emerge intorno ai 44 anni. È l’età in cui, secondo i dati, cambiano in modo brusco le molecole coinvolte nel metabolismo dei grassi, dell’alcol e della caffeina. Tradotto: l’aperitivo si smaltisce peggio, il sonno è più fragile dopo il caffè delle 17, i valori di colesterolo tendono a salire. Si vedono anche segnali legati al rischio cardiovascolare e alle funzioni di pelle e muscoli.
All’inizio i ricercatori hanno pensato a un effetto della pre-menopausa, ma gli stessi schemi compaiono anche analizzando solo gli uomini. Quindi c’entrano gli ormoni, ma contano molto anche stress cronico, sedentarietà e anni di abitudini poco sane che presentano il conto. A livello visibile, è spesso il momento in cui la pelle perde tono, compariono dolori articolari “nuovi”, ci si sente meno forti e più lente a recuperare dopo gli sforzi.
Cosa succede intorno ai 60 anni
Il secondo scalino arriva attorno ai 60 anni ed è ancora più netto. Qui a cambiare di colpo sono soprattutto le molecole legate al sistema immunitario, al metabolismo dei carboidrati e alla funzione renale. Compare quello che molti geriatri chiamano inflammaging, una infiammazione cronica di basso grado che ci rende più vulnerabili a diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e declino funzionale.
Nello stesso periodo peggiora la capacità di gestire zuccheri e caffeina, e alcuni parametri del sangue mostrano che il trasporto di ossigeno diventa meno efficiente. Sul piano pratico si traduce in stanchezza più facile, infezioni che lasciano strascichi lunghi, muscoli che si sgonfiano se non vengono allenati con costanza. Anche questo picco riguarda sia uomini sia donne, con sfumature diverse ma meccanismi di base molto simili.
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Come prepararsi ai due "scalini" dell'età
Se siete tra i 35 e i 60 anni, questi dati non servono a spaventarvi ma a farvi giocare d’anticipo. Gli esperti di prevenzione ricordano che in questa fascia d’età è utile controllare regolarmente con il medico pressione, colesterolo, glicemia, peso e circonferenza vita. Muoversi ogni giorno, alternando camminata veloce ed esercizi di forza, è una delle strategie più efficaci per proteggere cuore, muscoli e metabolismo. Limitare il fumo, ridurre l’alcol e scegliere una alimentazione vicina alla dieta mediterranea aiutano a contenere l’infiammazione che tende ad aumentare dopo i 60 anni, come indicano vari studi nutrizionali. E poi c’è la mente: coltivare relazioni, interessi e curiosità vale quanto un buon allenamento per restare giovani.
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