Pancia piatta: 6 esercizi da fare tutti i giorni per vedere i risultati in un mese

Avere pancia piatta e addominali scolpiti è un po’ il sogno di tutti.
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Tanto gli uomini quanto le donne, però, invece della pancia piatta si trovano a fare i conti con centimetri di adipe in più, che finiscono per accumularsi proprio nella zona dell’addome e sui fianchi (le famose maniglie dell’amore).
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Eppure, tonificare e rendere più forte la muscolatura addominale, oltre che per l’aspetto estetico di una pancia piatta, è importante perché assicura un maggior sostegno alla schiena e migliora la postura.
** 10 esercizi da fare a casa per tenersi in forma in appena 15 minuti al giorno **
Volete provare?
Ecco 6 esercizi che, se eseguiti con costanza, vi assicureranno la pancia piatta più in fretta di quanto pensiate.
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Crunch in isometria
Seduti in equilibrio con le gambe piegate, leggermente sollevate da terra, e la schiena inclinata all'indietro quasi a formare una V, eseguite delle micro rotazioni del busto a destra e a sinistra, avendo cura di tenere gli addominali ben contratti (la contrazione isometrica serve per allenare i muscoli del ventre ma anche per proteggere la zona lombare).
Per aumentare l'intensità dell'esercizio è possibile impugnare un peso o una palla medica, ma senza esagerare per non rischiare di perdere il controllo.
Eseguite 12 movimenti e solo al termine del set fate una pausa di un minuto.
Ripetere il set per tre volte e non dimenticatevi di respirare durante l'esercizio!
Bicicletta
L’esercizio si esegue con la schiena ben adesa a terra e le gambe leggermente sollevate.
Simulate il movimento della pedalata, avendo cura di non inarcare la zona lombare durante il movimento così da non sovraccaricare la schiena.
Più la pedalata sarà ampia, più l’esercizio sarà efficace.
Per aumentare l'intensità vi basterà aumentare l'angolo di lavoro. Come? Spingete e ruotate leggermente l'anca all'esterno nella fase di ritorno e tenete la gamba il più radente possibile al pavimento.
Una versione alternativa dell'esercizio si esegue con le mani dietro la nuca e la testa leggermente sollevata, con la zona addominale in contrazione isometrica.
Eseguite almeno tre serie da un minuto l’una, con una breve pausa tra l'una e l'altra.
Plank
Questo esercizio addominale si esegue in posizione prona (pancia a terra) e consiste nel disegnare una linea retta tra la testa, le spalle, la schiena, il bacino, le ginocchia e le caviglie.
Fa parte della famiglia di esercizi isometrici, ovvero di tenuta statica, e se svolto correttamente allena la forza e la resistenza dell’addome (ma non solo, in quanto tutto il corpo è coinvolto).
Dalla posizione prona, sollevatevi sui gomiti e sugli avambracci puntando a terra le punte dei piedi.
Non oscillate e non inarcate la schiena o il bacino nella fase di tenuta.
Mantenete la posizione corretta (come un’asse rigida) per almeno un minuto. Ripetete il plank per tre volte.
Navasana (la barca)
Si tratta di un esercizio molto efficace per allenare gli addominali preso a prestito dallo yoga.
La barca (navasana, in sanscrito) è considerata una delle posture di forza nella prima serie di ashtanga yoga e per essere eseguita richiede una buona dose di forza e, soprattutto, di concentrazione sul respiro.
Con i glutei ben posizionati a terra, sollevare le gambe unite e, contemporaneamente, portare leggermente il busto all’indietro come a disegnare una “v” con il copro.
Le braccia dritte verso le gambe, con i palmi rivolti l’uno verso l’altro, aiutano a mantenere il balancing, la testa non è abbandonata all’indietro e il collo si mantiene in posizione neutra.
Una volta presa la posizione, mantenerla per cinque respirazioni complete (in e out), al termine di ciascuna rilassare qualche secondo e riprendere immediatamente la posizione.
Ripetere per cinque volte
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Crunch inversi
I crunch inversi prevedono l’appoggio a terra della parte alta della schiena (zona dorsale e cervicale), delle braccia e dei dorsi delle mani.
La forza esercitata da questi ultimi contro il pavimento sarà funzionale alla buona riuscita dell'esercizio: la spinta delle mani contro il pavimento vi permetterà, infatti, di mantenere un maggior controllo del busto e della schiena, di salvaguardare la zona cervicale e agevolerà la contrazione addominale.
Il movimento è semplice, prevede il sollevamento delle gambe ben tese in alto (quasi a candela), una seconda fase in cui le gambe vengono rovesciate all'indietro (fino a toccare il pavimento per chi è molto elastico e allungato) e una fase di ritorno delle gambe tese a terra.
Inspirando, alzare le gambe, ed espirando riportare le gambe a terra, avendo cura di non inarcare la zona lombare.
Ripetere 12 movimenti e solo al termine del set fare una pausa di un minuto. Ripetere il set per tre volte.
Crunch alti
I crunch alti si eseguono in posizione supina, con la zona lombare bene adesa al pavimento, le ginocchia flesse e i piedi a terra.
Mettere le mani all’occipite (o accanto alle orecchie), salire fino a sollevare le scapole e la parte alta della schiena, inspirando quando si è fermi, espirando e contraendo l’addome in fase di movimento.
Non forzare sul collo e mantenere la testa allineata alla colonna vertebrale, cercando di non staccare la parte bassa della schiena dal pavimento.
Per questi cosiddetti addominali di base il consiglio è di eseguirne quanti più possibile in maniera continuativa.
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I segni zodiacali del cast di Bridgerton spiegano perché siamo così ossessionate dalla serie

Corsetti e piume, sguardi rubati e scandali sussurrati tra un valzer e l’altro. Bridgerton non è solo una serie in costume: è un universo emotivo che mescola romanticismo e desiderio alla tensione sociale, con una forza magnetica difficile da ignorare.
Ma cosa rende davvero irresistibili i suoi protagonisti? Oltre ai costumi sontuosi e alle scenografie opulente, c’è un elemento meno visibile ma altrettanto intrigante: la loro energia personale.
Guardare il cast di Bridgerton attraverso la lente dell’astrologia è un gioco affascinante: molti attori centrali della serie incarnano tratti tipici dei personaggi da loro interpretati.
Non è un caso che il mondo creato da Shonda Rhimes sia così sensuale, concreto, quasi tattile. Analizzare i segni zodiacali Bridgerton aiuta a comprendere meglio il carisma degli attori e la chimica che si sprigiona sullo schermo.
Ecco allora cosa raccontano le stelle sui protagonisti della serie.
**Questi 5 attori si sono rifiutati di tornare nella serie Bridgerton**
**10 curiosità su Bridgerton che (probabilmente) non sapete**
I segni zodiacali del cast di Bridgerton: l’astrologia della serie Netflix
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Jonathan Bailey (aka Anthony Bridgerton) - Toro
Jonathan Bailey, l’indimenticabile Anthony Bridgerton, è del segno del Toro. E si vede. Governato da Venere, il Toro è il segno della sensualità, del piacere e della presenza magnetica. Bailey incarna perfettamente quell’intensità silenziosa che rende Anthony tanto tormentato quanto irresistibile.
I Toro sono noti per il loro carisma naturale e per un fascino che non ha bisogno di eccessi. La loro energia è stabile e concreta; proprio come l’evoluzione del visconte, che da spirito inquieto diventa uomo consapevole del proprio cuore. Tra i segni zodiacali Bridgerton, il Toro è forse quello che meglio rappresenta l’estetica opulenta e passionale della serie.
Nicola Coughlan (aka Penelope Featherington, aka Lady Whistledown) - Capricorno
Nicola Coughlan, volto di Penelope Featherington, è un Capricorno. Disciplinata, ironica, incredibilmente determinata: qualità che si riflettono sia nell’attrice sia nel suo personaggio.
Il Capricorno è governato da Saturno, pianeta della responsabilità e dell’ambizione. Dietro l’apparente ingenuità di Penelope si nasconde una mente brillante e strategica, proprio come quella tipica di questo segno di Terra.
Adjoa Andoh (aka Lady Danbury) - Capricorno
Anche Adjoa Andoh, la maestosa Lady Danbury, è nata sotto il segno del Capricorno. La sua presenza scenica autorevole, la postura regale, lo sguardo fermo: tutto parla di leadership naturale.
Il Capricorno ama il potere inteso come responsabilità, non come ostentazione. E Lady Danbury incarna esattamente questo: una donna che conosce le regole del gioco e sa come usarle. È il lato più maturo e strategico dei segni zodiacali del cast di Bridgerton.
Golda Rosheuvel (aka Regina Charlotte) - Toro
Golda Rosheuvel, la regina Charlotte, è Toro. Ancora una volta, Venere domina la scena. Lusso, eleganza, amore per la bellezza e una presenza che impone rispetto: caratteristiche tipicamente taurine.
Il Toro non ha bisogno di alzare la voce per farsi notare. La sua forza è nella solidità, nel senso estetico, nella capacità di rendere ogni spazio più armonioso. In un mondo come quello di Bridgerton, dove il dettaglio visivo è fondamentale, questa energia è perfettamente coerente.
Simone Ashley (aka Kate Sharma) - Ariete
Simone Ashley, l’indomita Kate Sharma, è Ariete. Segno di Fuoco governato da Marte, l’Ariete è audace, diretto, competitivo. Kate non teme il confronto, anzi lo cerca.
Quell’energia combattiva, quell’intensità nei dialoghi con Anthony, quella passione che esplode sotto la superficie: sono tratti marcatamente arietini. Tra i segni zodiacali di Bridgerton, l’Ariete rappresenta l’impulso, il desiderio che brucia senza filtri.
Luke Thompson (aka Benedict Bridgerton) - Cancro
Luke Thompson, interprete di Benedict Bridgerton, è del segno del Cancro. Sensibile, intuitivo, profondamente legato agli affetti. Il Cancro è un segno d’Acqua che vive di emozioni sottili e di connessioni autentiche.
Benedict è l’artista della famiglia, il sognatore. La sua ricerca di identità e amore riflette la natura emotiva di questo segno zodiacale, che sente prima ancora di capire.
Claudia Jessie (aka Eloise Bridgerton) - Scorpione
Claudia Jessie, la ribelle Eloise Bridgerton, è dello Scorpione. Intensa, anticonvenzionale, profondamente indipendente. Le persone nate sotto questo segno zodiacale non accettano le regole imposte, bensì le mettono in discussione.
Eloise sfida la società Regency con spirito critico e coraggio intellettuale. La sua forza trasformativa, in grado di rompere gli schemi.
Luke Newton (aka Colin Bridgerton) - Acquario
Luke Newton, che interpreta Colin Bridgerton, è nato sotto il segno dell'Acquario. Visionario, curioso, amante della libertà: l’Acquario osserva il mondo con uno sguardo originale, spesso fuori dagli schemi.
Colin incarna quell’energia leggera ma profonda, capace di sorprendere. È il segno dell’innovazione e del cambiamento, qualità che rendono il suo percorso romantico imprevedibile.
Hannah Dodd (aka Francesca Bridgerton) - Toro
Elegante e avvolta da un’aura di mistero affascinante, il segno del Toro conferisce ad Hannah Dodd una presenza stabile, sensuale e rassicurante, qualità che si sposano perfettamente con il ruolo di Francesca Bridgerton.
Personaggio silenzioso ma profondamente riflessivo, Francesca valorizza comfort, stabilità, emozioni e gioie autentiche della vita; elementi a cui i Toro non rinunciano mai.
Yerin Ha (aka Sophie Baek) - Capricorno
Riservata ma tenace, l’essenza del segno del Capricorno di Yerin Ha, che interpreta la protagonista della quarta stagione Sophie Baek, le dona una maturità precoce, ideale per il suo ruolo nella serie.
Il suo personaggio mantiene compostezza ed eleganza mentre affronta le complessità dell’alta società, trovando infine la propria versione di una fiaba romantica. Il Capricorno non è diverso: è noto per costruire forza e successo con pazienza e determinazione nel tempo
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Chi è nato in questi 6 giorni del mese (di solito) ha più successo nella vita

C’è chi consulta l’oroscopo ogni mattina e chi, invece, si affida alla numerologia. Quest'antica disciplina esoterica affascina da sempre perché promette di svelare qualcosa di più profondo rispetto al semplice segno zodiacale: attraverso i numeri legati alla nostra data di nascita, racconta tratti della personalità, inclinazioni naturali e perfino potenzialità di successo economico.
**Numeri angelici: guida pratica per decifrare i segnali segreti che ci manda l'universo**
Secondo alcune recenti interpretazioni diventate virali sui social, esisterebbero sei giorni del mese particolarmente favorevoli dal punto di vista finanziario.
Naturalmente, nessuna data di nascita garantisce automaticamente ricchezza o realizzazione professionale. La numerologia, più che predire il futuro, offre una lente attraverso cui osservare inclinazioni e potenzialità. Eppure è affascinante pensare che il giorno in cui siamo venute al mondo possa raccontare qualcosa del nostro rapporto con l’ambizione, il denaro e la realizzazione personale.
Forse i numeri non scrivono il destino, ma possono suggerire quali qualità coltivare per trasformare le opportunità in successo duraturo.
Curiosi di saperne di più? Ecco allora quali sono le date considerate più promettenti.
**Se volete avere più successo nella vita seguite queste 8 regole d'oro**
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Chi è nato l’1 o il 4 del mese ha più leadership e disciplina
Chi nasce il primo giorno del mese, secondo la numerologia, possiede un’energia da pioniere. È indipendente, visionario, naturalmente portato alla guida. Non ama ricevere ordini e tende a costruire il proprio percorso con determinazione. Questo spirito imprenditoriale, unito a una forte capacità di resilienza, può trasformarsi in un potente alleato quando si parla di carriera e crescita personale. Il desiderio di autonomia spesso si traduce in scelte audaci che, nel tempo, possono portare al successo.
Diverso ma complementare il profilo di chi nasce il quattro del mese. Qui dominano concretezza e affidabilità. Sono persone metodiche, costanti, abituate a lavorare sodo senza cercare scorciatoie. Se l’1 accende l’intuizione, il 4 costruisce le fondamenta. In ambito economico, questa combinazione di disciplina e perseveranza è spesso la chiave per risultati solidi e duraturi. Il successo, per loro, non arriva per caso ma come conseguenza di un impegno continuo.
Chi è nato il 7 o il 9 del mese ha più intuito e fortuna
Il sette è tradizionalmente legato all’introspezione e alla profondità mentale. Chi nasce in questa data viene descritto come intuitivo, brillante, dotato di una spiccata capacità analitica. L’intelletto è la sua risorsa principale, ma per trasformarlo in successo è fondamentale canalizzare le energie in un’unica direzione. La dispersione può essere il suo punto debole. Quando invece riesce a specializzarsi e a coltivare un talento preciso, i risultati possono essere sorprendenti.
Il nove, invece, porta con sé un’aura più emotiva e carismatica. Empatia, generosità e spirito umanitario sono le sue caratteristiche distintive. Curiosamente, proprio questa attitudine altruista sembra attrarre opportunità economiche in modo quasi naturale. Chi nasce il nove tende a non inseguire ossessivamente il denaro, ma a considerarlo uno strumento. E forse è proprio questo distacco a favorire il successo, spesso accompagnato da entrate inattese o occasioni fortunate.
Chi è nato il 18 o il 19 ha più ambizione e potere decisionale
Le date 18 e 19 sono considerate tra le più potenti in ambito finanziario. Chi nasce il 18 combina ambizione e visione strategica. Ha capacità organizzative sviluppate e una naturale autorevolezza che lo rende un leader credibile. Tuttavia, la fretta può essere un’insidia: scegliere con attenzione il proprio percorso professionale è fondamentale per trasformare il talento in successo concreto.
Il 19, invece, è associato a una personalità audace e indipendente. Il desiderio di affermazione è forte, così come la propensione a correre rischi calcolati. Questa sicurezza interiore, unita alla creatività, può tradursi in traguardi importanti, soprattutto in ambiti imprenditoriali o innovativi. Il successo, in questo caso, nasce dalla capacità di osare senza perdere lucidità.
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5 cose che (probabilmente) non sapete di Can Yaman

La sua apparizione alla prima serata del Festival di Sanremo ha riacceso immediatamente i riflettori su di Can Yaman. Elegante, magnetico, con quel mix di fascino internazionale e intensità mediterranea che lo ha reso uno dei volti più amati delle serie tv degli ultimi anni.
Attore, modello, ex avvocato, star globale capace di far impazzire le fan tra Turchia, Italia e Spagna, Can Yaman è molto più di un volto da copertina (o di un ospite sul palco dell'Ariston). È uno dei protagonisti più discussi e seguiti del panorama entertainment contemporaneo.
Ma dietro l’immagine del divo si nasconde un percorso personale e professionale che pochi conoscono. Ecco allora cinque curiosità che raccontano meglio chi è davvero.
5 curiosità su Can Yaman
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1. Prima di diventare attore aveva una carriera da avvocato
Non tutti sanno che Can Yaman ha una formazione accademica solidissima. Laureato in Giurisprudenza all’Università Yeditepe di Istanbul, ha esercitato per un breve periodo la professione di avvocato prima di dedicarsi completamente alla recitazione.
Il diritto, raccontano alcune interviste, gli ha lasciato in eredità rigore e metodo. Qualità che oggi applica sul set, dove è noto per la preparazione maniacale dei ruoli e per l’impegno fisico nelle scene d’azione.
2. Il successo mondiale con le serie romantiche
La popolarità internazionale arriva con le serie turche esportate in Europa e America Latina. Titoli come DayDreamer – Le ali del sogno e Bitter Sweet lo trasformano in un fenomeno globale. Il pubblico si innamora del suo carisma e dell’intensità con cui interpreta personaggi romantici ma complessi. E anche, diciamolo, della sua bellezza.
In Italia, in particolare, il successo è stato travolgente: ospitate televisive, copertine, campagne pubblicitarie e un seguito social impressionante. Questo successo deriva anche dal fatto che parla fluentemente diverse lingue (tra cui turco, italiano, inglese, tedesco e spagnolo).
3. Un legame speciale con l’Italia
Il rapporto tra Can Yaman e l’Italia va oltre il semplice successo televisivo. Negli ultimi anni ha scelto di lavorare stabilmente nel nostro Paese, collaborando con produzioni italiane e partecipando a eventi di grande visibilità, come appunto il Festival di Sanremo.
L’Italia rappresenta per lui un mercato importante ma anche un luogo dove sperimentare nuove sfide artistiche. Non a caso, ha dichiarato più volte di sentirsi accolto e sostenuto dal pubblico italiano, che continua a seguirlo con entusiasmo.
4. L’impegno fisico per i ruoli più action
Se inizialmente il nome di Can Yaman era associato soprattutto ai ruoli romantici, negli ultimi anni ha deciso di cambiare registro. Per la serie storica El Turco e per il progetto internazionale Sandokan, l'attore ha affrontato una trasformazione fisica significativa, sottoponendosi a lunghi allenamenti e a una preparazione atletica intensa.
Allenamento quotidiano, arti marziali, equitazione e una dieta rigidissima: l’attore ha spesso raccontato quanto sia importante per lui calarsi completamente nei personaggi. Un approccio quasi “da atleta”, che contribuisce a rafforzare l’immagine di un professionista determinato a non restare intrappolato in un solo tipo di ruolo.
5. Le polemiche e le vicende giudiziarie
Come spesso accade alle star internazionali, la carriera di Can Yaman non è stata priva di momenti controversi. Negli anni ha fatto discutere per alcune dichiarazioni pubbliche e per episodi legati alla sua vita privata. Più recentemente, notizie provenienti dalla Turchia hanno riportato l’attenzione su vicende giudiziarie che lo hanno coinvolto, generando grande clamore mediatico.
In questi casi, l’attore ha sempre mantenuto una linea di comunicazione piuttosto riservata, lasciando che fossero i suoi legali a chiarire la situazione. Le polemiche, tuttavia, non hanno intaccato in modo significativo il suo seguito internazionale, che resta solido e molto attivo sui social.
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Tradizione e innovazione enologica, storie di persone e di vigne nel calice
Mille soci viticoltori per circa tremila ettari di vigneti, che si estendono dal Nord di Venezia fino alla zona pedemontana della provincia di Treviso. E ancora, 18 milioni di bottiglie prodotte ogni anno distribuite in oltre 30 Paesi nel mondo. La gamma di vini? Bianchi, rossi e rosati, dai fermi ai frizzanti, dagli spumanti ai biologici, tutti accomunati da un elevato standard qualitativo certificato e testimoniato dai numerosi riconoscimenti ricevuti dai più autorevoli interlocutori del settore.
Dietro ai numeri, c'è un nome: Ponte1948, marchio di punta di Viticoltori Ponte, una realtà cooperativa fondata nel 1948 a Ponte di Piave (Treviso). Una cantina dai grandi numeri, e per questo dalle mille attenzioni, dove l’immaginazione è essenziale e la cultura tecnica la guida.
Qualità&Costanza
A rendere diversi i vini Ponte sono due capisaldi imprescindibili: qualità e costanza. E il merito del successo va alle persone che ogni giorno lavorano con il cuore, come una grande famiglia, e sin dall'atto costitutivo hanno rivolto lo sguardo anche all’alto valore sociale che la cantina avrebbe rappresentato nella promozione delle attività culturali, ricreative e sportive volte a promuovere gli ideali comuni di etica, rispetto, passione ed impegno.
La composizione dei vitigni vede la netta prevalenza delle uve a bacca bianca, tra cui primeggiano la DOC Prosecco (base Glera) e la DOC Pinot Grigio delle Venezie, seguiti da Chardonnay e Manzoni. Tra le uve a bacca rossa i principali vitigni sono il Merlot e il Cabernet, oltre alla tipica varietà autoctona dell’area del Piave, il Raboso, per un totale di circa 18 milioni di bottiglie prodotte ogni anno.
Tradizione&Innovazione
Ponte1948 crede nell’importanza della biodiversità. A fine 2023 la Cantina di Ponte di Piave è stata dichiarata ufficialmente sostenibile grazie all'ottenimento della certificazione EQUALITAS che garantisce un corretto sviluppo globale nel rispetto dell'ambiente e dei diritti umani.
Dopo attente analisi e accurate verifiche, CSQA, organismo a controllo pubblico leader nei settori "agricoltura" e "alimenti e bevande", ha certificato che il sistema di gestione della sostenibilità di Viticoltori Ponte è conforme allo standard SOPD EQUALITAS, elaborato in coerenza con i 17 obiettivi (SDGs) stabiliti dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.
Gli obiettivi fanno riferimento a temi fondamentali per lo sviluppo globale e mirano a porre fine alla povertà, a lottare contro l’ineguaglianza, ad affrontare i cambiamenti climatici e costituire società pacifiche che rispettino i diritti umani e volte alla salvaguardia di tutti gli esseri viventi.
Questo concetto, traslato nel microcosmo del vigneto, ha ispirato e guidato la creazione della linea BIO di Ponte1948 composta da tre vini d'eccellenza: Prosecco DOC Extra Dry Biologico, Pinot Grigio DOC delle Venezie Biologico e Merlot IGT Veneto Biologico nati con l'intento di favorire un'agricoltura sempre più sostenibile e amica della natura.
Ma la sostenibilità è da intendersi come un processo continuo. Per questo, oltre al corretto uso delle risorse ambientali la Cantina crede nell'importanza del rispetto della dignità e dei diritti della persona è del loro benessere economico (le cosiddette “Buone Prassi” atte a garantire un approccio il più possibile etico, orientato al benessere del lavoratore e dell'ambiente).
Inoltre, l'azienda si impegna nella riduzione dell'impronta carbonica e idrica attraverso l'utilizzo di fonti rinnovabili - in particolare del fotovoltaico - e il recupero di calore e acqua dagli impianti frigoriferi, coadiuvata da un consistente incremento della coltivazione biologica nel massimo rispetto delle biodiversità
“Unitamente a ciò – commenta Luigi Vanzella, Direttore Generale Viticoltori Ponte – la conoscenza e il rispetto dei diversi suoli, la selezione dei vitigni per la valorizzazione del territorio e il monitoraggio dell’ecosistema vigna sono il punto di partenza per l’ottenimento di risultati eccellenti riducendo al minimo l'impatto ambientale”.
A sigillare il tutto, un'altra certificazione acquisita anch'essa di recente ovvero quella di Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata (SQNPI) emanata dal Ministero dell’Ambiente Agricoltura e foreste, un'ulteriore tutela per il consumatore immediatamente individuabile grazie al logo dell'ape presente sull'etichetta.
“Gli equilibri cambiano velocemente – conclude Vanzella – ricordandoci che nulla è scontato. Solo la cura del nostro Pianeta e una sana coesistenza, volta alla collaborazione piuttosto che all'annullamento, di tutti gli organismi possono permetterci di sognare un futuro migliore”.
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