10 mestieri che nessuno faceva più e invece stanno tornando di moda

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Dal maggiordomo al barbiere passando per il lustrascarpe e l’arrotino: 10 mestieri di un tempo che oggi sono tornati attualissimi

Vecchi mestieri che tornano alla ribalta, lavori retrò che diventano attualissimi: in periodo di crisi, il vintage va di moda anche nel Curriculum.

No, non stiamo parlando del mestiere più antico del mondo (che non è mai andato in pensione e pare non conosca periodi di magra).

Ci sono tante professioni che non sono più relegate al “C’era una volta”, ossia lavori d’antan che vengono recuperati e riadattati alla nuova società, perfetti per ripartire da zero e riscoprire l’artigiano (o la mondina) che c’è in noi.

Ecco i 10 mestieri che erano gettonatissimi ai tempi dei nostri nonni e che stanno assistendo a un nuovo incredibile boom. Direttamente dagli anni Cinquanta o giù di lì!

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maggiordomo

Il maggiordomo

Oramai è bene investire non più in una laurea ma semmai in un attestato rilasciato dalle migliori Butler Academy sparse per il mondo. Pare infatti che il maggiordomo sia tra le figure professionali attualmente più ricercate e remunerate, altro che calciatore o CEO di multinazionali!

Non crediate che le scuole per formare i maggiordomi costino meno delle Università, anzi: per la maggior parte si spende un occhio della testa, talmente tanto che la Bocconi vi sembrerà più che d’economia, economica!

E, oltre alle rette, anche l’impegno richiesto agli allievi non è da meno: alcune istituzioni come l’International Butler Academy di Simpelveld, in Olanda, prevedono training talmente tosti da fare passare l‘addestramento del sergente Hartman di Full Metal Jacket come ricreazione.

Tutta la fatica che il wannabe-butler è costretto a sudare però ripaga alla grande, dato che i milionari americani, quelli russi e pure gli asiatici tengono al proprio household manager più che alla moglie.

Sarà perché sono gli ideali sostituti della moglie perfetta, tra pranzi organizzati magnificamente e pulizia della casa a prova di luminol di CSI, fatto sta che una consorte la si lascia mentre un butler con i contro-guanti è come un diamante o un tatuaggio: per sempre.

E in questo caso il “finché morte non vi separi” assicura al maggiordomo fedele un’eredità maggiore di quella che può sperare un’ex moglie fedifraga: oltre a stipendi da capogiro e regali inanellati di zeri, non è raro che il magnate morente decida di lasciare tutto proprio a lui, al braccio destro di una vita.

Se la serie televisiva Downton Abbey ha rilanciato la figura del butler, è però a un film che bisogna guardare per sapere a cosa si va incontro: fare il maggiordomo è una missione, una scelta di vita tanto quanto prendere i voti ecclesiastici e chi intraprende questa strada deve essere disposto a tutto.

L’archetipo del butler odierno è insomma Mr. Wolf di Pulp Fiction, pronto a risolvere problemi.


barbiere

Il barbiere

Non che sia mai tramontata l’era del parrucchiere per uomo, tuttavia la nuova ondata hipster che ha rilanciato la cura maniacale del pelo facciale ha contribuito a rendere quella del barbiere una professione honoris causa. Nel senso che, oggi come oggi, ingellare ciuffi rockabilly e scolpire baffi à la Gomez Addams fa più onore che vincere una causa da avvocato, per dire.

Il sogno di tanti studenti che escono dal liceo non è più quello di iscriversi a Giurisprudenza o diventare scrittori: ciò che attira le nuove generazioni è il profumo di brillantina, l’afrore della lozione after shave nonché destreggiarsi tra lame e rasoi che neanche Edward mani di forbice.

Aprire un barber shop è la massima aspirazione di chi vede nel narcisismo e nell’hipsterismo la chiave di volta del business, motivo per cui armarsi di intraprendenza oltre che di pennello e macchinetta tosatrice vi permetterà di assicurarvi un lavoro con i baffi.

Non solo a Siviglia fare il barbiere è un classico: ormai dappertutto il taglio di barba & capelli è più richiesto di quello chirurgico a cuore aperto.

Perché l’uomo perde tutto ma non certo il vizio del pelo.


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Il lustrascarpe

Credevate che lo sciuscià fosse tramontato con la fine del neorealismo?

Macché! La mania del recupero in chiave vintage di qualsiasi cosa ha fatto sì che dall’armadio dei nonni si tirassero fuori sia le scarpe della domenica (di pelle pregiata e trattate con i guanti) sia la professione di chi le ha mantenute come nuove.

In un tempo neanche troppo remoto, schiere di lustrascarpe lavoravano senza sosta nelle stazioni dei treni, nelle piazze e in qualsiasi luogo di aggregazione sociale.

In tutti i non luoghi antelitteram c’era un lustrino pronto a tirare a lucido la punta di un mocassino ma poi la nuova moda della moda-usa-e-getta e del consumismo vorace (per cui di scarpe non se ne possiede più un solo paio buono ma si fa straripare la scarpiera) hanno fatto estinguere questa figura mitologica dell’epos italiano.

Ma l’estinzione era solamente un tiepido letargo: dopo neanche mezzo secolo, gli sciuscià sono tornati in tutto il loro splendore.

Anche stavolta “galeotto fu il baffo”, nel senso che è ancora una volta il dandismo di matrice hipster a fare resuscitare questo vecchio mestiere.

Tant’è che a Palermo è nata la cooperativa Shoeshine 2.0, un aggregatore professionale e sociale che riunisce giovani e aitanti lustrascarpe (belli, curatissimi, tatuatissimi… insomma, fedeli al canone hipster) che si sono reinventati un old job rendendolo super contemporaneo.

Dalla loro idea innovativa - ma al contempo conservativa, quasi archeologica - si è diffusa a macchia d’olio la moda dell’odierno sciuscià (il cui termine è la storpiatura dell’inglese shoe-shine).


sarta

Il sarto

Messo in ombra dal cugino francese più snob (lo stilista), quello del sarto è un lavoro che non è mai tramontato ma ha conosciuto semmai un periodo di declassamento.

Fiore all’occhiello dell’artigianalità italiana, l’arte dell’ago e filo è da sempre un vero orgoglio nazionale (come Oldenburg ha omaggiato con la sua scultura a Cadorna) e oggi torna a essere sulla bocca di tutti.

La sartoria sta vivendo una nuova Primavera-Estate: tra accademie di fashion pratico e work-shop per imbastirsi il guardaroba da sé, il sarto è tornato alla ribalta.

Armatevi dunque di ferri del mestiere e riappropriatevi di quella etichetta Made in Italy che oramai viene apposta pure sul prosciutto: il sarto non è più una reliquia del Belpaese che fu.

Sarto subito!


contadino

Il contadino

Anche l’agricoltura è diventata un terreno fertile per la professionalità contemporanea.

Chi l’avrebbe mai detto che saremmo tornati a coltivare la passione per la genuinità del cibo e a metterla in pratica, pronti a destarci dal letto con il canto del gallo al posto della sveglia dell’iPhone?

Moltissimi giovani hanno abbandonato i campi della matematica, dell’informatica e pure quelli da tennis, optando per quelli da arare e innaffiare.

Con lo stress ai massimi livelli che la società capitalistica ha maturato, il ritorno alla campagna e ai ritmi circadiani è un antidoto che pare funzioni alla grande.

Inoltre l’ondata tsunamica del bio ha fatto aprire i battenti a tantissime aziende agricole ecosostenibili in cui si lavora con più benefit e agi rispetto a Google.

Qui non c’è bisogno del corso di yoga aziendale né del boccione d’acqua detox con zenzero e lime: la mindfullness ti viene naturale, basta svegliarsi all’alba con gli animali da rifocillare, e l’acqua detox è quella che bevi dal tubo di gomma dopo avere innaffiato acri e acri di campi.

La fatica però ripaga: il contadino è il nuovo business man, parola della strabiliante crescita che il settore agricolo sta registrando da noi.

Al posto di “braccia rubate all'agricoltura” c’è da incominciare a dire “braccia rubate alla fisica nucleare”, insomma.


pasticcere

Il pasticciere

Nell’era low carb, low fat, low cal… (low tutto, insomma) si dava per morto e invece il pasticciere è risorto.

E non soltanto a Pasqua, quando sforna colombe e fonde uova di cioccolato ancora richiestissime, ma tutto l’anno, settimane della moda comprese.

Colui che fino a qualche anno fa era considerato come uno dei più temibili attentatori alla linea, vero e proprio terrorista della silhouette, oggi è invece uno dei fornitori ufficiali di chi ama essere sempre alla moda.

Sulla scia coloratissima dei variopinti macaron di Ladurée, sfoggiati dalle trend setter come accessori importanti tanto quanto una clutch o un foulard, la pasticceria ha finalmente ritrovato pane per i suoi denti. O meglio: pasta per i denti sbiancati della gente più in.

Dai cupcake ai waffle fino ad arrivare agli smoothie bowl, la lista di dolciumi sdoganati dalla crème de la crème è più lunga di quanto un dietologo possa immaginare.

Se volete avere le mani in pasta in un affare sicuro, aprite una pasticceria che abbia un occhio di riguardo per il cake design. Dovrete farvi largo a gomitate tra fashioniste e stylist.


menestrello

Il menestrello

Era il famoso suonatore di corte, andato in pensione con la caduta della monarchia in Italia.

Eppure anche oggi è attiva una sua versione meno obsoleta, anch’essa legata alla corte (nei casi in cui il menestrello 2.0 venga ingaggiato per fare la serenata a qualcuno).

Si tratta dei tanti musicisti resident che vengono assunti da ristoranti e locali per intrattenere i propri ospiti. Solitamente sono one man band (suonano la chitarra oppure il pianoforte e intanto cantano. Nei casi più eccezionali, il piede batte pure su una grancassa facendo da accompagnamento ritmico) e si occupano di intessere il tappeto sonoro del locale.

Molto eclettici come primo requisito, sono in grado di passare da una canzone di Sufjan Stevens a Sciolgo le trecce ai cavalli. Un Balsamo per le orecchie.


arrotino

L’arrotino

Un tempo la frase “Donne, è arrivato l'arrotino!” riecheggiava in ogni strada, mentre negli ultimi due decenni è diventata più che altro un pretesto narrativo da film porno.

Oggi l’arrotino torna a essere sulla bocca di tutte, senza ricorrere a doti osé.

Gli arrotini più avanti si sono attrezzati con Apecar decorate ad arte e specializzazioni in coltellini Victorinox super hipster o coltelli da cucina Opinel, quelli dal manico colorato che vanno tantissimo nelle cucine più trendy.

Nell’epoca in cui gastronomia e arte culinaria sono salite sul podio delle attrazioni umane, era prevedibile che la filatura dei coltelli ne risentisse. Così l’arrotino ha ritrovato finalmente il proprio posto a bordo piazza, pronto a dare nuova vita a un coltello da carne esattamente come è successo a lui.


fabbro

Il fabbro

Uno dei settori professionali in cui si sente meno la crisi è quello del fabbro.

Lungi dal pronunciare le proverbiali parole “non si batte chiodo”, nella bottega del maniscalco gli straordinari sono all’ordine del giorno.

Per finire i tantissimi lavori commissionati da chi vuole un cancello, chi un’inferriata, chi un portaombrelli e chi un lampadario imponente, le otto ore canoniche non bastano.

Inoltre la mania del design esplosa negli ultimi tempi ha rinvigorito questa figura professionale che fa del pezzo unico la sua cifra stilistica. Che quasi sempre costa una cifra!


liutaio

Il liutaio

È l’artigiano che si occupa della riparazione e del restauro degli strumenti a corda. Il nome deriva dal liuto, un antichissimo strumento ad arco nella cui revisione i primi liutai erano specializzati, ma oggi il liutaio si occupa di qualsiasi strumento musicale presenti delle corde.

Violini, violoncelli, viole, contrabbassi, chitarre, bassi, mandolini… sul suo bancone si trovano pezzi e carcasse di tutti i tipi di strumento a corde, che puntualmente il Liutaio con la L maiuscola rimette a nuovo.

Oggi l’amore per l’artigianalità e il vade retro automatizzazione hanno fatto rinascere questa splendida professione targata XVII secolo.

Per aprire un laboratorio di liuteria ci vogliono come minimo venticinquemila euro per le spese fisse e per l’attrezzatura di base (lime, scalpelli, seghe eccetera). Il legno si acquista periodicamente e si tiene a stagionare per un po’, come si fa per i salami; quando il materiale è pronto, si può incominciare, attrezzandosi innanzitutto di pazienza: per costruire un violino, ad esempio, sono necessari oltre due mesi di lavoro.

D’altronde lavorare con lentezza è una delle caratteristiche precipue dei “nuovi vecchi lavori” tornati alla ribalta.

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Questi sono i 6 segni più fortunati dell'anno del Cavallo

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È iniziato l'anno del Cavallo, simbolo di libertà, movimento ed energia vitale, sopratutto per questi segni (cinesi) più fortunati

Il 17 febbraio 2026 inizia l’anno del Cavallo di Fuoco, una delle combinazioni più intense e dinamiche dello zodiaco cinese. Energia, iniziativa, voglia di libertà e cambiamento saranno le parole chiave dei prossimi mesi.

Ma se è vero che ogni anno porta con sé opportunità per tutti, è altrettanto vero che alcuni segni saranno particolarmente in sintonia con questa vibrazione ardente, pronta a premiare chi avrà il coraggio di osare.

Ecco quali sono i sei segni che, secondo l’oroscopo cinese, potranno contare su una marcia in più nel 2026.

Che anno sarà l'anno del Cavallo

Il Cavallo incarna indipendenza, vitalità, spirito di esplorazione e desiderio di movimento. Con l’elemento Fuoco e la polarità Yang a rafforzarne le caratteristiche, il 2026 si preannuncia come un anno di slanci improvvisi, nuove direzioni e cambiamenti decisi.

Sarà un periodo favorevole per chi vuole reinventarsi, lanciare un progetto, cambiare lavoro o prendere finalmente una decisione rimandata. L’energia sarà potente, quasi dirompente: entusiasmo, socialità e voglia di mettersi in gioco saranno incoraggiati.

La sfida? Non lasciarsi travolgere dall’impulsività. Il Fuoco brucia, illumina e scalda, ma può anche consumare in fretta. Chi saprà trovare un equilibrio tra passione e consapevolezza potrà trasformare questo anno in un momento di svolta.

**Capodanno cinese 2026: che anno sarà l’anno del Cavallo di fuoco**

I segni zodiacali cinesi che avranno più fortuna nell'anno del Cavallo

(Continua sotto la foto)

Capodanno cinese 2023 anno del Coniglio (3)

Cavallo (anni: 1954, 1966, 1978, 1990, 2002, 2014, 2026)

Essere nati sotto il segno del Cavallo significa vivere sotto la protezione del segno protagonista dell’anno, e nel 2026 questo si traduce in un’accelerazione naturale verso il successo.

Sarà un periodo di affermazione personale, con tante nuove opportunità professionali e decisioni importanti da prendere. L’energia sarà alta, la voglia di sperimentare ancora di più. Attenzione però a non disperdere le forze: scegliere una direzione chiara sarà fondamentale per non correre in troppe direzioni contemporaneamente.

Tigre (anni: 1950, 1962, 1974, 1986, 1998, 2010, 2022)

La Tigre è uno dei segni più in sintonia con il Cavallo, perché condivide coraggio, spirito libero e desiderio di azione.

Il 2026 porterà occasioni di crescita e possibilità di mettersi in mostra per i nati sotto questo segno. Nuovi incarichi, viaggi, relazioni stimolanti: tutto ciò che rompe la routine sarà particolarmente favorito. La fortuna sarà dalla vostra parte, ma servirà strategia per non lasciarsi guidare solo dall’istinto.

Cane (anni: 1946, 1958, 1970, 1982, 1994, 2006, 2018)

Coloro nati sotto il segno del Cane vivranno un 2026 meno rumoroso ma estremamente significativo. Se per altri segni l’anno sarà fatto di slanci improvvisi, per voi sarà soprattutto un periodo di consolidamento.

Relazioni, collaborazioni e progetti iniziati negli anni scorsi troveranno una nuova stabilità. Potrebbero arrivare riconoscimenti o responsabilità maggiori, ma sempre su basi solide. La vostra lealtà e coerenza saranno premiate. È un anno in cui si costruisce, non si improvvisa.

Capra (anni: 1955, 1967, 1979, 1991, 2003, 2015)

Per la Capra, l’anno del Cavallo rappresenta una spinta creativa importante. Il 2026 accende infatti l’ispirazione, ma vi chiede anche di uscire da una certa timidezza.

Se avete un talento, un’idea o un progetto nel cassetto, questo è l’anno giusto per mostrarsi. La fortuna arriva quando decidete di esporvi, non quando restate in disparte. La sensibilità naturale del segno si unisce all’energia del Fuoco, generando ispirazione e nuove visioni. Sul piano emotivo, sarà importante trovare equilibrio tra bisogno di protezione e desiderio di indipendenza.

Drago (anni: 1952, 1964, 1976, 1988, 2000, 2012, 2024)

I segni del Drago e del Cavallo insieme creano un mix potente, che quest'anno mette tali segni al centro della scena: leadership, visibilità, occasioni di crescita professionale.

Potreste essere chiamati a guidare un progetto, a prendere una decisione importante o a rappresentare un gruppo. L’ambizione sarà alta, così come le aspettative. La vera sfida? Restare generosi e collaborativi. Il successo condiviso sarà più duraturo di quello individuale.

Scimmia (anni: 1944, 1956, 1968, 1980, 1992, 2004, 2016)

Per la Scimmia il 2026 sarà un anno brillante, dinamico e sorprendente. L’energia del Cavallo stimola la vostra mente veloce e la vostra capacità di adattamento.

Nuovi incontri, idee improvvise, opportunità che nascono quasi per caso: la fortuna arriverà spesso attraverso connessioni sociali e networking. Tuttavia, sarà fondamentale non disperdere l’attenzione in troppi progetti contemporaneamente. Concentrarsi su una priorità vi permetterà di trasformare il potenziale in risultato concreto.

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Capodanno cinese 2026: che anno sarà l’anno del Cavallo di fuoco

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Il 17 febbraio si festeggia il Capodanno cinese 2026 e il primo giorno dell'anno del Cavallo di fuoco. Ecco cosa significa e che anno sarà

Nel 2026 il Capodanno cinese cade oggi, martedì 17 febbraio. Il primo giorno del nuovo anno secondo il calendario lunare cinese dà il via all’anno del Cavallo di Fuoco.

In Cina, nelle Chinatown del mondo e nei paesi asiatici le celebrazioni per accogliere l'anno nuovo durano quindici giorni, più uno: i festeggiamenti, infatti, iniziano ufficialmente la sera della vigilia con la cena in famiglia. E terminano nel quindicesimo giorno del primo mese del calendario lunare con la Festa delle Lanterne.

Ma i preparativi in vista del Capodanno cinese - o Festa di Primavera - fervono sin dalle settimane precedenti. Tra riti propiziatori e preghiere agli spiriti degli antenati, visite ai parenti e scambio di buste rosse portafortuna, il Capodanno Cinese rappresenta infatti una delle festività più sentite dalla comunità cinese.

Inizia l'Anno del Cavallo: cosa significa

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Capodanno cinese 2026: quand’è e come si calcola la data 

Nel 2026 il Capodanno cinese - Chūyī, in cinese, significa "primo giorno" - ha inizio il 17 febbraio. Ma per dare il via ufficiale ai festeggiamenti e "sbarazzarsi della sera" (Chúxī), le famiglie cinesi si ritrovano già nel pomeriggio della vigilia. 

Quindici giorni dopo a chiudere il ciclo delle celebrazioni del Capodanno cinese è la Festa delle Lanterne (Yuanxiaojie), il 3 marzo 2026.

Rispetto al Capodanno occidentale che segue il calendario gregoriano, la data d’inizio del nuovo anno cinese non è fissa, ma varia ogni anno. Viene definita in base all’antico calendario lunare secondo cui ogni nuovo mese dell’anno inizia con la luna nuova.

In base al novilunio, quindi, viene stabilita la data del Capodanno cinese, che coincide con il primo giorno della seconda luna nuova dopo il solstizio d'inverno (il 21 dicembre nel calendario occidentale).

E se è vero che la datazione cambia di anno in anno, è altresì giusto dire che la data si muove ogni volta entro un range di 29 giorni - tra il 21 gennaio e il 19 febbraio -, ovvero il tempo massimo che intercorre tra una luna nuova e la successiva. 

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Capodanno cinese 2026: l’anno del Cavallo di Fuoco

Dei dodici segni zodiacali dell’oroscopo cinese - che si succedono di anno in anno e non ogni mese come nell’astrologia occidentale - il 2026 è l’anno del Cavallo di Fuoco.

Simbolo di libertà, movimento ed energia vitale, il Cavallo nell’oroscopo cinese viene spesso accostato, per temperamento e creatività, al nostro segno dei Gemelli: curioso, dinamico, socievole e sempre pronto a esplorare nuove strade.

Quest’anno, però, la presenza dell’elemento Fuoco e della polarità Yang amplifica ulteriormente queste caratteristiche, rendendole quasi raddoppiate di intensità. Il Fuoco aggiunge passione, impulso, desiderio di mettersi in gioco; lo Yang rafforza l’azione, l’iniziativa e l’estroversione. Il 2026 si prospetta quindi come un anno di grande vitalità, coraggio e innovazione, particolarmente favorevole a chi vorrà cambiare rotta, intraprendere nuovi progetti o affermare con decisione la propria voce.

Non mancano però le sfide. L’energia del Cavallo di Fuoco può risultare impetuosa e talvolta impulsiva: il rischio è quello di eccedere, di rompere con tradizioni e regole senza valutarne fino in fondo il senso. Sarà fondamentale trovare un equilibrio tra entusiasmo e consapevolezza, tra desiderio di libertà e capacità di riflessione, per evitare dispersioni e decisioni affrettate.

Come sono le persone del segno del Cavallo

Simbolo di indipendenza, vitalità e spirito d’avventura, le persone nate sotto il segno del Cavallo sono spesso percepite come carismatiche, energiche e profondamente entusiaste della vita.

Chi nascerà nell’anno del Cavallo di Fuoco sarà caratterizzato da una forte intraprendenza, una grande voglia di esplorare e mettersi in gioco, oltre che da un naturale ottimismo e da una socialità spiccata. Creatività, coraggio e desiderio di libertà saranno tratti distintivi di questa generazione, che tenderà a non accettare facilmente limiti o imposizioni.

Allo stesso tempo, però, l’intensità del Fuoco può portare a una certa impulsività e alla difficoltà di mantenere costanza nel lungo periodo. La sfida per i nati sotto questo segno sarà imparare a canalizzare l’energia in modo costruttivo, coltivando pazienza e profondità interiore senza spegnere quella scintilla di entusiasmo che li rende così magnetici.

Capodanno cinese 2023 anno del Coniglio

Oroscopo cinese: chi sarà più fortunato nell'anno del Cavallo?

Come anticipato, il 2026, l’anno del Cavallo di Fuoco, si preannuncia come un periodo di grande dinamismo, opportunità e cambiamenti coraggiosi per chi saprà cavalcare - è proprio il caso di dirlo - l’energia intensa e vitale di questo segno.

Secondo le previsioni astrologiche, i più favoriti saranno i nati sotto il segno del Cavallo, che vivranno un anno di affermazione personale e nuove iniziative, ma anche quelli della Tigre e del Cane, tradizionalmente in armonia con il Cavallo. Buone prospettive anche per Capra e Drago, che potranno beneficiare di slanci creativi, occasioni professionali e rinnovato entusiasmo.

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Capodanno cinese: riti propiziatori, preparativi, curiosità 

Il ventottesimo giorno del dodicesimo mese è tradizione fare le pulizie di casa. Più che semplici pulizie, si tratta di un vero e proprio rito propiziatorio: si crede infatti che “spazzare via la polvere e lo sporco” sia un modo per allontanare la cattiva sorte e per fare spazio alla fortuna che il nuovo anno porterà con sé. Fortuna che non dovrà essere toccata, almeno per i primi giorni dell’anno, in cui è abitudine non spolverare per evitare di eliminarla.

Tra i preparativi che precedono l'arrivo del nuovo anno, è consuetudine addobbare la casa con nastri e ninnoli di colore rosso, considerato il colore della buona sorte. 

Si preparano, poi, le tradizionali buste rossehongbao, dove verranno messi soldi di carta o monete da dare in dono a parenti e familiari. Si dice che il contenuto non debba mai essere dispari e uguale a quattro: i numeri dispari e il numero "4", infatti, si associano rispettivamente ai funerali e alla morte.

La sera della vigilia inizia la festa vera e propria: la famiglia si riunisce in massa nella casa del parente più anziano per mangiare un abbondante cenone a base di piatti di carne e pesce della tradizione cinese. Aspettando insieme la mezzanotte per scoppiare i petardi. Si pensa che più fragoroso sia il chiasso provocato dai botti più fortunato sarà l’anno nuovo.

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Capodanno Cinese: la Festa delle Lanterne

E con la Festa delle Lanterne (Yuanxiao) si chiude il periodo legato alle celebrazioni del nuovo anno cinese. 

Tradizione vuole che nel giorno del Piccolo Capodanno la gente esca per le strade con una lanterna realizzata in carta di riso e decorata con frasi portafortuna e indovinelli.

Una volta accese le lanterne vengono lasciano libere di fluttuare in cielo, in mare, nei fiumi o nei laghi. L'ultimo dei riti propiziatori per l’anno nuovo: ad esse, infatti, si affidano i sogni e i desideri per i mesi che verranno. 

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Le regole per avere un corpo sano e forte sono solo queste 6

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Le nuove regole del benessere spiegano come avere un corpo più sano puntando su continuità, recupero e abitudini sostenibili nel lungo periodo

Negli ultimi anni abbiamo chiesto moltissimo al nostro corpo. Di essere efficiente, performante, sempre all’altezza di ritmi che raramente rallentano. Abbiamo iniziato allenamenti con entusiasmo per poi abbandonarli, seguito regole rigide salvo sentirci inadeguate quando non riuscivamo a rispettarle, inseguito modelli di benessere spesso poco compatibili con la vita reale.

Il risultato, per molte, è una sensazione diffusa di stanchezza: non solo fisica, ma anche mentale.

Ecco perché parlare oggi di corpo sano e forte significa cambiare linguaggio. Non più in termini di controllo o trasformazione, ma di stabilità e resilienza.

Il corpo che immaginiamo per il 2026 non è quello che “resiste” a una sfida estrema, ma quello che regge il tempo, lo stress quotidiano, le giornate piene e le notti a volte troppo corte. Un corpo che funziona, che sostiene, che non chiede continuamente di essere riparato.

In questo nuovo scenario, anche le regole del benessere si stanno riscrivendo. Diventano meno rigide e decisamente più realistiche. Non promesse di risultati immediati, ma abitudini capaci di accompagnarci nel lungo periodo, adattandosi ai cambiamenti dell’età, del lavoro, delle priorità. Piccoli spostamenti di prospettiva che, messi insieme, possono fare una grande differenza.

Ecco allora alcune regole aggiornate per prendersi cura del proprio corpo nel 2026: non comandamenti da seguire alla lettera, ma punti di riferimento per costruire una forza nuova, più sostenibile, più in sintonia con la vita che facciamo davvero.

**Longevità è la nuova parola d’ordine del fitness: come allenarsi per stare bene tutta la vita**

**Sfida healthy di 15 giorni per diventare più belli, sani e in forma**

6 regole da seguire per avere un corpo più sano e forte 

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Allenate la forza, anche se non amate la palestra

Per anni la forza è stata raccontata come qualcosa di estetico. Oggi sappiamo che è soprattutto una questione di salute. Allenare i muscoli significa proteggere le ossa, sostenere il metabolismo, migliorare postura ed equilibrio.

E no, non serve passare ore in palestra o sollevare pesi impossibili: bastano allenamenti brevi ma regolari, esercizi funzionali, movimenti che rendano il corpo più stabile e resistente nella quotidianità. La forza del 2026 è discreta, ma duratura.

**Allenarsi coi pesi fa dimagrire e migliora l'umore più del cardio**

Smettete di sottovalutare l'importanza del sonno

Dormire bene non è un premio, è la base. Un corpo che riposa male recupera peggio, gestisce con più fatica lo stress e accumula infiammazione. Ecco perché nel 2026 il sonno entra ufficialmente tra le priorità del benessere, al pari dell’attività fisica.

Proteggerlo significa creare rituali serali, ridurre la stimolazione continua, accettare che non tutto si può comprimere. Un corpo forte nasce anche da notti sufficientemente lunghe.

**10 regole per dormire bene**

Mangiate per sostenervi, non per la bilancia 

La relazione con il cibo sta cambiando. Sempre meno diete rigide, sempre più attenzione a ciò che davvero ci sostiene: energia stabile, digestione serena, sazietà reale.

Mangiare bene quindi non significa eliminare, ma costruire pasti che aiutino il corpo a funzionare, senza oscillazioni continue tra restrizione e compensazione. È un approccio più maturo, che guarda al lungo periodo e non all’effetto immediato.

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Muovetevi ogni giorno (al di là dell’allenamento)

C’è una differenza importante tra allenarsi e muoversi. Il corpo più sano non è quello che concentra tutto in due sessioni settimanali intense, ma quello che resta attivo ogni giorno.

Camminare, salire le scale, alzarsi più spesso dalla sedia, allungarsi. Piccoli gesti che, sommati, riducono rigidità e dolori e migliorano la qualità del movimento. Perché il benessere passa anche da ciò che facciamo tra un allenamento e l’altro.

**Perché la camminata lenta è la forma più semplice (ed efficace) di movimento quotidiano**

Riducete il carico mentale per proteggere il corpo

Lo stress non è solo una questione emotiva: si deposita nei muscoli e nei dolori costanti. Per questo una delle regole più importanti riguarda la capacità di recuperare, non solo fisicamente ma anche mentalmente.

Pause vere, respirazione, momenti senza stimoli. Un corpo forte è anche un corpo che non vive sempre in allerta.

**Come ritrovare il benessere (e rigenerarsi) in soli due giorni**

Accettate che il corpo cambia

Forse la regola più difficile, ma anche la più liberatoria. Il vostro corpo di oggi non è identico a quello di cinque o dieci anni fa, e non deve esserlo. Cambiano le esigenze, i ritmi, le priorità.

L’obiettivo non è tornare indietro, ma andare avanti meglio, ascoltando segnali nuovi e adattando le abitudini. La forza, oggi, è anche flessibilità.

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Avete una to do list infinita? Organizzate una Admin Night

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Cos'è e come funziona l'Admin Night: la tendenza di TikTok che trasforma le to do list in una serata produttiva tra amiche

Se le email non lette sembrano moltiplicarsi, le bollette fanno capolino tra le notifiche di lavoro e quell’appuntamento dal dentista da prenotare da settimane torna a bussare alla porta della coscienza e si annida in una to do list sempre più lunga, l'admin night potrebbe essere la soluzione.

La vita adulta, infatti, è fatta anche di questo: micro-compiti noiosi che si accumulano fino a trasformarsi in un macigno mentale.

E su TikTok sta prendendo piede una tendenza che ribalta l’idea di “serata tra amici”: niente cocktail bar affollati o cene infinite, ma divano, playlist soft, snack e una lista di cose da fare finalmente affrontata insieme. Una admin night, appunto.

L’idea non è nuova in assoluto, ma è diventata virale dopo che lo scrittore Chris Colin ne ha parlato sul Wall Street Journal, definendola “la festa più noiosa di sempre” - e, proprio per questo, sorprendentemente efficace.

**Per essere felici bisogna avere queste 5 "relazioni"**

(Continua sotto la foto)

Unrecognizable happy young woman wearing a robe sitting on bed writing on journal in cozy bedroom. Copy space.

Cos’è una Admin Night

La Admin Night è esattamente ciò che il nome suggerisce: una serata dedicata a sbrigare tutte quelle incombenze amministrative che rimandiamo da giorni, settimane, a volte mesi.

Email lasciate in sospeso, abbonamenti da disdire, ricevute da archiviare, moduli da compilare, backup del telefono da fare, appuntamenti da prenotare...

Chris Colin l’ha descritta come un “tiny, nerdy act of resistance”, un “piccolo, atto di resistenza nerd” contro “il flusso crescente di compiti amministrativi che prosciugano tempo, energie e vita sociale”.

L’obiettivo? “Occuparci delle cose che abbiamo rimandato” e “rendere divertente qualcosa di oneroso”, trasformando quella che lui ha definito “fatica privata in solidarietà collettiva”.

In un momento storico segnato da ansia finanziaria, burnout e voglia di socialità più lenta e consapevole, la Admin Night intercetta perfettamente il bisogno di incontrarsi senza pressioni performative, ma con un obiettivo comune: rimettere ordine.

Cosa si può fare in questa serata

La lista è infinita, ed è proprio questo il bello. Durante una Admin Night si possono prenotare visite mediche rimandate, pagare bollette, chiamare l’assicurazione per modificare un addebito, aggiornare il curriculum, organizzare Google Drive e iCloud, cancellare iscrizioni a newsletter inutili, sistemare la cartella “Camera Roll” che conta 12.000 foto.

Insomma, si può fare un po' di tutto. 

C’è chi approfitta per pianificare viaggi, chi per compilare moduli fiscali, chi per lavorare a un progetto creativo accantonato da mesi.

L’importante è scegliere attività che non richiedano un carico emotivo troppo alto, così da lasciare spazio anche alla conversazione e alle risate.

Perché funziona

Il segreto della Admin Night non è solo organizzativo, ma psicologico. Secondo gli esperti, infatti, assegnare i compiti a una singola serata può aiutare motivazione e determinazione, mentre svolgerli insieme agli altri aumenta responsabilità sociale e impegno.

Il meccanismo alla base è quello del body doubling, una strategia spesso utilizzata anche da persone con ADHD: lavorare accanto a qualcuno, anche su compiti diversi, aumenta concentrazione e capacità di portare a termine ciò che si è iniziato. La semplice presenza di un’altra persona crea un senso di accountability gentile, che riduce l’evitamento e abbassa la soglia di stress.

In più, cambiare il contesto aggiungendo musica, snack, atmosfera accogliente aiuta il cervello ad associare compiti noiosi a un’esperienza positiva

E in un’epoca in cui, le uscite “low-key” hanno sostituito le notti fuori casa come nuova valuta sociale, la Adming Night appare come la risposta perfetta: economica, intima, produttiva.

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Come organizzare una Admin Night perfetta

Organizzare una Admin Night è più semplice di quanto sembri. In primis è fondamentale mantenere il tono leggero. Non è un bootcamp della produttività, ma uno spazio rilassato e senza giudizio. Se non si completa tutto, va bene comunque.

Secondo: curare l’atmosfera. Candele, divano comodo, snack una playlist (Dua Lipa o lo-fi beats funzionano sempre). Il contesto conta quanto (se non più) della lista di cose da fare.

Terzo: preparare in anticipo un elenco realistico di cose da fare. Meglio puntare su compiti concreti e misurabili, così da poter celebrare piccoli traguardi lungo la serata. Inviare un’email? Fatto. Prenotare un controllo? Fatto. E sì, festeggiare i micro-successi attiva il sistema di ricompensa del cervello, aumentando motivazione e autostima.

Infine, se non è possibile incontrarsi di persona, si può optare per una videochiamata. Anche su Zoom, il principio resta lo stesso: non siete sole davanti alla lista infinita di incombenze.

Forse non sarà la serata più glamour dell’anno. Ma in un mondo che ci chiede di essere sempre performanti, la Adming Night è un piccolo gesto rivoluzionario: affrontare la vita adulta insieme con ironia e solidarietà.