Cosa fare a Roma nel weekend del 21 e 22 settembre

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Cosa fare a Roma nel weekend: musica, eventi e ristoranti da provare, ecco 11 idee per organizzare il fine settimana del 21 e 22 settembre

Ecco dieci consigli per decidere cosa fare a Roma nel fine settimana tra fiere, iniziative culturali e suggerimenti per gite fuori porta.

L’Auditorium Parco della Musica ospiterà l’edizione 2019 del “Taste of Roma” con tanti e prestigiosi chef pronti a far assaggiare le loro proposte gourmet tra degustazioni e assaggi.

Questo fine settimana da segnalare in particolare l’iniziativa del Touring Club Italiano “Un giorno per bene” e la mostra florovivaistica “La Conserva della Neve” al Museo Orto Botanico.

Da provare il nuovo dim sum bar del ristorante cinese Dao dove fermarsi per un aperitivo dal gusto orientale nel quartiere di Montesacro.

Per i buongustai, non perdetevi la Sagra del Fungo Porcino di Lariano, la manifestazione “Tartufo e Cioccolato” a Subiaco e l’iniziativa “Cantine aperte in vendemmia” nel Lazio: tutti ottimi spunti per gite fuori porta tanto la dieta inizia sempre di lunedì!

Ecco tutti i dettagli che vi servono.

(Continua sotto la foto)

la conserva delle neve roma

La Conserva della Neve al Museo Orto Botanico

Da venerdì a domenica al Museo Orto Botanico di Roma, torna il tradizionale appuntamento con “La Conserva della Neve”, giunto alla diciassettesima edizione.

Si tratta di una mostra-mercato florovivaistica che ospita esclusivamente vivai da collezione scelti tra i migliori del panorama italiano ed europeo.

Per tre giorni il verde sarà protagonista: si potranno acquistare piante, trovare tutte le novità del settore e scambiare informazioni difficilmente reperibili nei circuiti tradizionali così da rendere questa manifestazione un evento unico in Italia e in Europa.

Quest’anno la manifestazione darà speciale rilievo alla botanica con conferenze e presentazioni di libri.

La manifestazione comprende anche visite guidate all’Orto Botanico per i visitatori della mostra.

Biglietto intero 10 euro. www.laconservadellaneve.it.

un giorno per bene roma

“Un giorno per bene” del Touring Club

“Un giorno per bene” è un’interessante iniziativa del Touring Club Italiano che avrà luogo questo fine settimana.

L’intento è molto nobile: restituire alla comunità beni comuni che necessitano di cure e attenzioni, tutto questo grazie al supporto concreto di soci del Touring Club e dei cittadini.

Luoghi d’arte, parchi, spiagge, piste ciclabili, monumenti, sentieri e percorsi pedonali patrimonio culturale, artistico e naturalistico del nostro Paese hanno bisogno dell’aiuto di tutta la comunità per essere valorizzati e resi accessibili.

I riflettori saranno puntati sui “beni comuni” di 26 città in tutta Italia ma i veri protagonisti dell’iniziativa saranno i cittadini in veste di volontari.

Tutti sono chiamati a partecipare attivamente a “Un giorno per bene” prendendosi cura della propria città per renderla più accogliente: a Roma l’appuntamento è a Villa dei Sette Bassi (Parco Archeologico dell'Appia Antica) e al Parco del Forte Ardeatino.

Per scoprire tutti i luoghi oggetto di intervento e diventare volontario: touringclub.it/ungiornoperbene.

taste of roma 2019

Taste of Roma 2019

All’Auditorium Parco della Musica c’è tempo fino a domenica per partecipare all’edizione 2019 del “Taste of Roma”, manifestazione dedicata ai foodies e ai curiosi che, per l’occasione, avranno la possibilità di vivere un’esperienza unica all’insegna della grande ristorazione.

Anche quest’anno non mancheranno 14 chef (tra i vari, Heinz Beck, Cristina Bowerman, Giulio Terrinoni, Angelo Troiani) che proporranno un menù degustazione da 4 portate gourmet inoltre ci sarà anche la possibilità di scoprire le “eccellenze italiane” degli espositori e di provare ai Wine Bar Trimani una speciale selezione di etichette scelte ad hoc per esaltare al meglio le 56 portate gourmet.

Grande ritorno per la Scuola di Cucina e Il Salotto del Vino e tra le novità la fiammante BBQ Academy. 

Il colore e il suo abbinamento al cibo sarà il tema di questa edizione di Taste of Roma che prenderà vita nel piatto icona che ogni chef realizzerà ad hoc per raccontare l’evoluzione della propria cucina, permettendo a tutti di percorrere un viaggio che risveglierà tutti i 5 sensi.

Biglietto intero 17 euro, www.tasteofroma.it.

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Tartufo e cioccolato a Subiaco

Dopo il successo della prima edizione, torna la manifestazione gastronomica “Tartufo e cioccolato” nella magnifica cornice di Subiaco, località a pochi chilometri da Roma e nota per i suoi monasteri benedettini.

L’evento, ospitato nella Rocca Abbaziale, avrà come grandi protagonisti il tartufo (nero e bianco) e il cioccolato tra showcooking, menù degustazioni, e streetfood il tutto accompagnato da vino e birre artigianali.

Non mancherà anche un mercatino dell’artigianato.

Per conoscere il programma nel dettaglio www.tartufoecioccolato.it.

roma europa festival

RomaEuropa Festival 2019

Torna il “Roma Europa Festival” con tanti eventi in programma tra danza, teatro e musica fino al 24 novembre sotto il titolo “Landascape”.

La kermesse, giunta alla 34esima edizione, sarà ospitata in 20 location della Capitale che accoglieranno 377 artisti e 126 eventi.

Anche quest’anno gli spazi del Mattatoio, insieme a Palazzo Merulana e la sala Santa Rita, ospiteranno “Digitalive”, la quattro giorni dedicata alle arti visive, nonché la sezione kids, con laboratori dedicati ai più piccoli.

Per scoprire il programma nel dettaglio romaeuropa.net.

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Mostra sulla Dolce Vita da McArthurGlen 

Gli appassionati di fotografia non potranno lasciarsi sfuggire l'occasione di una piccola fuga dalla città: al McArthurGlen Designer Outlet di Castel Romano, fino al 13 ottobre è aperta al pubblico la mostra fotografica: “40 scatti della mia Dolce Vita”, rassegna di immagini del "re dei paparazzi" Rino Barillari. 

Una carrellata di foto in bianco e nero che ritraggono "stelle" italiane e internazionali come Grace Kelly, Mina, Audrey Hepburn e Frank Sinatra nell'epoca d'oro della Dolce Vita, a cavallo tra gli anni '50 e '60. 

Per celebrare l'esposizione, il 18 settembre, il centro ha organizzato un evento speciale con una protagonista d'eccezione: l'attrice italiana Gina Lollobrigida, una delle dive "immortalate" proprio da Barillari nelle sue foto. 

La "Lollo" è stata la madrina della serata, firmando autografi e raccontando il suo legame speciale con Rino: "I paparazzi erano una risorsa, un po’ li sfuggivo un po’ li aiutavo... ma Rino Barillari è sempre stato una persona squisita”.

Per info: McArthurGlen Castel Romano Designer Outlet, Via Pontina, uscita Castel Romano

sagra fungo porcino

Sagra del fungo porcino di Lariano

Ultimo weekend per partecipare a una delle sagre più rinomate nei dintorni di Roma, quella del fungo porcino di Lariano che ogni anno richiama migliaia di visitatori.

Oltre al grande protagonista di questa kermesse gastronomica, non mancheranno eventi e musica ad accompagnare i piatti e le degustazioni organizzate.

Nel fine settimana la sagra è aperta anche a pranzo; l’ingresso è gratuito e si può poi scegliere tra diverse formule per assaggiare le specialità a base di funghi porcini. www.sagrafungoporcinolariano.it.

cantine aperte in vendemmia

Cantine aperte in vendemmia

A settembre tornano le “Cantine aperte in vendemmia” nell’ambito del Movimento Turismo del Vino.

È il momento in cui le aziende si animano del lavoro incessante in vigna e della selezione dei grappoli migliori, un periodo suggestivo per visitare i vigneti, partecipare insieme ai vignaioli alla raccolta dell'uva e alle prime fasi di lavorazione.

Per accogliere al meglio gli appassionati, le aziende organizzano eventi speciali come mostre d'arte, spettacoli, concerti e molto altro.

Per scoprire tutte le 11 cantine aderenti nel Lazio, tra degustazioni e passeggiate in vigna, basta collegarsi a www.movimentoturismovino.it.

mercato antiquariato ponte milvio

Antiquariato a Ponte Milvio

Questa domenica torna a Ponte Milvio (dalle 9 alle 18) la mostra mercato dell’antiquariato e dell’artigianato con più di 200 espositori di antiquariato, oggettistica e collezionismo tra mobili, argenti, oggetti d’epoca, collezionismo e modernariato.

gianicolo in musica

Gianicolo in musica

Domenica calerà il sipario su “Gianicolo in musica”, manifestazione nell’ambito dell’“Estate Romana” ospitata in uno degli angoli più suggestivi della Capitale e soprattutto dalla vista spettacolare.

Questo fine settimana in cartellone non solo apertivi e musica ma anche una serata a passo di tango per una milonga sotto le stelle. www.ilgianicolo.it.

dao dim sum bar roma

Dim Sum Bar - da provare

A otto anni dall’apertura, il ristorante cinese Dao in viale Jonio si presenta con una nuova proposta gastronomica e un restyling del locale.

Grande novità è l’arrivo del Dim Sum Bar (aperto tutti i giorni dalle ore 18), un’area dedicata agli involtini, baozi e ravioli perfetti per l’aperitivo in abbinamento a una selezione di cocktail.

In carta se ne contano circa 35 tipologie per tutti i gusti, cotti al vapore o fritti, dolci oppure fritti.

A pranzo e a cena si mangia à la carte e la cucina, ricercata e autentica, si basa solo su un’ottima scelta delle materie prime.

Tra le proposte più interessanti, negli antipasti troviamo gli jaozi, i wonton, i ravioli e gli xiao mai, involtini di farina di grano aperti sulla sommità.

Tra i primi il riso di yang zou con piselli, carote, uova, funghi cinesi, prosciutto e gamberi e gli spaghetti di farina di soia con i gamberi, con le verdure o con il manzo.

Passando ai secondi di carne da menzionare il gu iao rou, l’arista di suino con fagioli rossi, pachino e cipolla e la pancetta di maiale piccante con funghi cinesi, peperoni, cipolle e cipolline.

Indirizzo Viale Jonio, 328/330; www.daorestaurant.it.

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Quiz: che ruolo avresti al Festival di Sanremo? Giudice, conduttore o cantante?

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Un quiz per scoprire quale sarebbe il vostro ruolo al Festival di Sanremo: giudice, cantante o conduttore?

C’è una settimana all’anno in cui l’Italia si sincronizza.Le chat di famiglia esplodono, le stories diventano un commento live permanente, e persino chi “non guarda la tv” improvvisamente ha un’opinione fortissima su outfit, acuti e standing ovation. È la settimana "santa" del Festival di Sanremo.

Nato nel 1951 e ospitato nello storico Teatro Ariston, il Festival è molto più di una gara canora: è uno specchio culturale, nonché un termometro emotivo e salotto pop dove si mescolano musica, moda e momenti destinati a diventare storia.

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Credits: Getty Images

Negli anni, il palco dell’Ariston ha consacrato carriere, rilanciato icone e generato scene impossibili da dimenticare. Da Domenico Modugno che nel 1958 fece volare “Nel blu dipinto di blu”, fino all’esplosione globale dei Måneskin dopo la vittoria e l’onda lunga dell’Eurovision.E poi le edizioni più recenti, capaci di trasformare il Festival in un evento davvero cross-generazionale e cross-piattaforma.

Con il ritorno di Carlo Conti alla conduzione e un parterre di ospiti che promette momenti memorabili - da Laura Pausini a Tiziano Ferro, passando per Pilar Fogliati e Achille Lauro, la 76ª edizione si prepara a confermare una certezza: il Festival di Sanremo non è mai solo uno show, ma un rituale che siamo pronti a vivere, ancora!

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Credits: Getty Images

Perché Sanremo non è solo nel cast, ma è nell’attesa, nella discussione tra amici, nella capacità di reinventarsi restando fedele a se stesso. Ed è soprattutto in una domanda che, sotto sotto, ci facciamo tutti: se fossi al Festival di Sanremo… chi saresti?

Giudice? Conduttore o Cantante? Scoprilo con il nostro quiz!

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Credits: Getty Images

Rispondi d’istinto e annota le tue risposte (A, B o C). Alla fine scopri il tuo alter ego sanremese.

1. Ti invitano all’Ariston. La tua prima reazione è:

A. “Ok, ma voglio avere l’ultima parola.”
B. “Perfetto, organizziamo tutto nei minimi dettagli.”
C. “Dov’è il palco? Ho già il look in mente.”

2. Sotto pressione tu:

A. Analizzi tutto e dai giudizi lucidissimi (anche se pungenti).
B. Sdrammatizzi con ironia e tieni il ritmo.
C. Ti accendi. È il tuo momento.

3. Il tuo rapporto con le critiche?

A. Le fai meglio di chiunque altro.
B. Le gestisci con diplomazia.
C. Le trasformi in energia creativa.

4. Look per la prima serata:

A. Elegante, statement, un po’ autorità.
B. Iconico ma rassicurante.
C. Wow factor. Deve far parlare.

5. La frase che ti rappresenta:

A. “Io la penso così.”
B. “Tranquilli, ci penso io.”
C. “Sentite questa.”

RISULTATI

Maggioranza di A : Il/La GIUDICE

Sei l’opinione che conta. Analitico/a, magnetico/a, non hai paura di esporti. Ti immaginiamo dietro un banco (o con una penna in mano) pronto/a a decretare il tormentone dell’anno. Ami la musica, ma ami ancora di più interpretarla. Saresti quello/a che il giorno dopo tutti citano.

Maggioranza di B : Il/La CONDUTTORE/TRICE

Sei equilibrio, ritmo e gestione del caos. Sai tenere insieme personalità diverse, momenti intensi e imprevisti in diretta. Hai il dono della presenza: quando entri in una stanza, l’energia si stabilizza. Sanremo per te è orchestrazione, non solo performance.

Maggioranza di C: Il/La CANTANTE

Il palco è casa tua. Vivi di emozioni, vibrazioni, applausi. Hai qualcosa da dire e lo dici senza filtri.
Sanremo per te non è competizione: è espressione pura. E sì, probabilmente il giorno dopo sei già in trend su tutte le piattaforme.

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Chi vincerà Sanremo 2026 (secondo oroscopo e astrologia)

teatro ariston sanremo 2026sanremo 2026 ch vincera
A voler credere all'oroscopo la rosa di papabili vincitori di Sanremo 2026 si restringe: ecco chi sono i favoriti (dalle stelle)

Se c'è un'annata dove intercettare la vittoria a Sanremo è difficile, è proprio quest'anno. Quindi tanto vale guardare agli oroscopi.

L'edizione in onda dal 24 al 28 febbraio condotta da Carlo Conti e Laura Pausini arriva in un ritardo dovuto all'Olimpiadi e si incastra in una situazione astrale complicatissima e a suo modo unica.

Dal 25 febbraio con Mercurio retrogrado sarà necessario bilanciare per molti segni la volontà di "spaccare": la resa dei conti richiederà per loro una prova di self control non da poco.

Quest'anno al Teatro Ariston vincerà chi saprà dominare a proprio vantaggio l'emotività.

Ecco quindi, divisi per segno zodiacale, come potrebbe andare questo Festival per loro. Un consiglio generale a tutti gli oltre 30 artisti è di non rincorrere un copione ma abbandonarsi al potere della spontaneità.

Chi vince Sanremo 2026 (secondo l'oroscopo)

(Continua dopo la foto)

sayf segno zodiacale

Ariete a Sanremo 2026

È il segno di Francesco Renga, Sayf, LDA, Sal Da Vinci, Chiello e Patty Pravo

La sfida sul palco: giù le maschere. L'invito per questo segno dal 25 febbraio è a voltare pagina, disancorandosi dal passato e da quel senso di nebbia che potrebbero percepire attorno a loro in questi giorni. Soprattutto negli artisti conosciuti da più generazioni è importante non cercare solo una conferma, ma quasi un punto di rottura che possa risultare sorprendente. I più giovani invece dovranno lasciare in camerino le apparenze e puntare sulla vulnerabilità, che a volte tendono a nascondere.

Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Abbastanza alte

Toro a Sanremo 2026

È il segno di Ermal Meta, Mara Sattei, Serena Brancale e Elettra Lamborghini

La sfida sul palco: abbracciare l'imprevisto. Per questo segno, il 27 febbraio potrebbe portare ad alcuni di loro qualcosa di inaspettato. Nessun problema davvero concreto, ma sarà utile la capacità di reagire a un possibile imprevisto in modo flessibile. In fondo l'imprevisto non è spesso il prologo di una leggenda? L'importante è non cullarsi nell'arrendevolezza che potrebbe colpirli di tanto in tanto: se lo spirito "urla" ferie, voi rispondete con eleganza. Sarete magnetici.

Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Molto alte

Gemelli a Sanremo 2026

È il segno di Levante e Enrico Nigiotti

La sfida sul palco: dirsi qui e ora, cambierà tutto. Tra i segni più esposti alla tempesta di questi giorni, ci sono proprio i Gemelli. Dotati di enorme intelligenza emotiva, dovranno concentrarsi sul pubblico e meno sulla stampa e sugli addetti ai lavori, focalizzandosi su chi li guarderà in teatro e a casa, per quanto difficile possa essere. È una questione di prospettiva: sarà la loro occasione per costruire un ponte fatto di sentimenti con chi non sa ancora di amarli. La vittoria magari non sarà toccando il podio, ma dopo.

Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Nella media.

tommaso paradiso segno zodiacale

Cancro a Sanremo 2026

È il segno di Tommaso Paradiso e di Cleo de Le bambole di pezza

La sfida sul palco: cavalcare l'onda senza farsi travolgere. Per quanto siano diversi questi artisti, il consiglio è univoco secondo le stelle: non trattenetevi. Per il segno del Cancro questi saranno giorni emotivamente ricchi ma non devono diventare più complessi di quello che sono. Il pubblico non è abituato a vederli in tv ma si aspettano da loro qualcosa di imprevedibile. L'atteggiamento li renderà vincenti.

Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Molto alte

Leone a Sanremo 2026

È il segno di J-Ax, Arisa, Tredici Pietro e Colombre

La sfida sul palco: parola d'ordine, intimità. A questo segno viene chiesto di dare i messaggi giusti con il "volume" giusto, concentrandosi tantissimo sulle intenzioni del brano. Per loro non sarà la "voce" a fare la differenza, ma quello che si leggerà "tra le righe" della loro presenza sul palco. Massima serenità e focus su quello che di loro rimarrà quando il Festival sarà giunto alla fine.

Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Nella media.

Vergine a Sanremo 2026

È il segno di Marco Masini, Fulminacci e Maria Antonietta

La sfida sul palco: puntare sull'empatia. Questa volta gli astri chiedono al segno della Vergine di lasciare per una settimana in cantina il perfezionismo puntando su una cosa che a loro non riesce benissimo: guardare con serenità all'imperfezione. L'invito è a lasciarsi andare qualsiasi cosa accada evitando come la peste ogni forma di irrigidimento. La sinergia di Marco Masini con Fedez si confermerà tale. Quella di Maria Antonietta con Colombre sarà sorprendente.

Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Non molto alte.

raf segno zodiacale

Bilancia a Sanremo 2026

È il segno di Fedez, Raf e Samurai Jay

La sfida sul palco: ritrovarsi. È invito che vale sempre, ma che con i bilancia va rinnovato perché fanno finta di dimenticarselo: vogliatevi un po' più bene, per favore. Per loro l'obbiettivo non è vincere, ma risplendere, bucare lo schermo e il modo per farlo stavolta è arrendersi al pubblico. Se lo faranno, avranno grandi soddisfazioni.

Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Nella media.

Scorpione a Sanremo 2026

È il segno di Aka 7even, Nayt e Eddie Brock

La sfida sul palco: saltare oltre il burrone. In questa settimana lo scorpione non si deve aspettare la debacle che forse dentro il loro cuore vedono. La loro sarà una sfida di fiducia nei propri mezzi. Gli astri consigliano agli scorpione di sorridere, di gettare sé stessi e il cuore oltre l'ostacolo. Sarà un'occasione enorme di crescita se riusciranno a godersi il momento senza compromessi.

Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Alte

Sagittario a Sanremo 2026

È il segno di Leo Gassmann, Dargen D'Amico e Michele Bravi

La sfida sul palco: ascoltarsi. Sembra incredibile detta così, ma per loro la prima volta che porteranno il loro brano su quel palco, quella canzone sarà una canzone nuova. Sarà una grande prova per loro e una prova di maturità che potrà colpire nel segno, è proprio il caso di dirlo, se sapranno "sintonizzarsi" su quel cambiamento. Da loro non aspettatevi solo "intrattenimento" ma qualcosa di più.

Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Nella media.

malika ayane segno zodiacale

Capricorno a Sanremo 2026

È il segno di Luchè

La sfida sul palco: solidità che diventa raffinatezza. Il palco più importante d'Italia dovrà diventare per l'artista come un esordio assoluto. Ogni parola avrà un peso specifico importante se saprà in qualche modo "ammorbidirsi" rimodellando la percezione di sé. Il pubblico in quel caso, sarà dalla sua parte.

Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Non molto alte.

Acquario a Sanremo 2026

È il segno di Malika Ayane e Ditonellapiaga

La sfida sul palco: ribellione, ribellione, ribellione. Non c'è cosa più bella di andare oltre le convenzioni o forse una c'è, essere provocatori con un senso. Le artiste sono artiste ma anche manifesto dei loro valori e per quanto la parola "icona" possa essere scomoda, hanno tutte le carte in regola per mettere un mattone in più per costruire questo status agli occhi del pubblico.

Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Piuttosto alte

Pesci a Sanremo 2026

Non ci sono artisti del segno dei Pesci e la cosa curiosa è che questa sarebbe proprio la loro settimana perfetta secondo gli astri. Chissà che musicisti, maestri d'orchestra o addetti ai lavori di questo segno possano portare ai loro artisti fortuna e le giuste "vibes".

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Ferrari, la musica e il mito della performance: a Modena le auto leggendarie delle icone della musica 

formato EVIDENZA
C’è una parola che torna spesso quando si parla di Ferrari: performance.
Ma la performance, prima ancora di essere un dato tecnico, è un fatto culturale. 

Dal 18 febbraio 2026, al Museo Enzo Ferrari, la mostra The Greatest Hits – Music Legends and their Ferraris prende questa parola e la sposta di campo. Non più solo pista, cavalli e velocità, ma palco, voce e presenza scenica. Così, un’operazione che potrebbe sembrare puramente celebrativa – rockstar e supercar, un binomio quasi automatico – diventa un’indagine sulla costruzione dell’identità pubblica. 

Cosa succede quando un oggetto industriale diventa autobiografia? 

La 250 GTO di Nick Mason, cofondatore e batterista dei Pink Floyd, non è soltanto una delle Ferrari più rare al mondo, è l’auto di un musicista che ha fatto del tempo, del ritmo e della tensione la propria grammatica espressiva. Nelle sue scelte collezionistiche si riconosce lo stesso approccio con cui i Pink Floyd costruivano paesaggi sonori stratificati: precisione, controllo dell’intensità, equilibrio tra potenza e misura. La GTO, con la sua aura quasi mitologica, diventa così una naturale estensione di quell’estetica. 

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Ferrari 250 GTO di Nick Mason 
Photo Courtesy of Ferrari Style Press Office

Diversa è la traiettoria con cui, negli anni Ottanta, l’immaginario Ferrari entra in uno dei videoclip più iconici della storia del pop: Material Girl di Madonna. Qui l’automobile smette di essere semplice oggetto di lusso e diventa elemento scenico in una riflessione ironica sul rapporto tra desiderio, potere e indipendenza economica. In un universo culturale in cui la Ferrari è stata a lungo letta come simbolo di affermazione maschile, Madonna ne ribalta il codice: non è un premio da conquistare, ma uno strumento narrativo sotto il controllo dell’artista. 

Con Eric Clapton il discorso cambia ancora. La SP12 commissionata a Maranello non è semplicemente una Ferrari, ma una one-off costruita su misura. Come una chitarra modificata fino a restituire il timbro desiderato, l’auto nasce da un’esigenza personale. Clapton non sceglie un modello: costruisce un progetto. E in questo gesto c’è un’idea profondamente artistica, quella per cui l’oggetto deve aderire alla propria identità, non il contrario. 

Altrettanto significativo è il legame con Cher. In un percorso costruito sulla trasformazione continua, la Ferrari entra come simbolo di permanenza dentro il cambiamento, restare iconica mentre tutto muta. Se per generazioni di uomini il cavallino rampante è stato certificato di conquista e successo, per un’artista come Cher diventa superficie di autorappresentazione, parte di una regia consapevole della propria immagine. 

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Ferrari 250 LM di Cher
Photo Courtesy of Ferrari Style Press Office

Per decenni, del resto, la Ferrari è stata narrata come emblema di potere maschile: successo economico, controllo, dominio della velocità. La mostra non cancella questa stratificazione simbolica, ma la complica. La mette in dialogo con corpi, voci e immaginari che ne ridefiniscono il significato. L’automobile non è più soltanto un trofeo, è un linguaggio. 
Ed è attraverso la narrazione che questo linguaggio prende forma. 

Il percorso espositivo intreccia immagini d’archivio e contenuti sonori, e le storie delle auto e dei loro proprietari diventano suono in un podcast realizzato da Chora Media, con la partecipazione di Federico Buffa. Non semplici didascalie audio, ma racconti che restituiscono profondità e contesto emotivo. La voce – elemento centrale nella vita degli artisti – diventa così anche strumento curatoriale, un’ulteriore forma di performance.

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Photo Courtesy of Ferrari Style Press Office

Ferrari così non entra nella musica per appropriarsene, ma perché riconosce un terreno comune: la tensione tra rigore e istinto. Un concerto, come una guida ad alte prestazioni, è il risultato di ore di preparazione che devono scomparire nel momento dell’esecuzione. 

Non è un caso che il Museo, dopo aver chiuso il 2025 con oltre 890 mila visitatori, abbia scelto di rafforzare questo dialogo diventando premium sponsor della prima edizione italiana del Jazz Open Modena. Il jazz, più di ogni altro genere, racconta questa dialettica: struttura e improvvisazione, tecnica e libertà, la stessa logica che governa un motore ad alte prestazioni. 

In fondo, il titolo The Greatest Hits non parla soltanto di canzoni celebri, ma di momenti in cui forma e intensità coincidono, di quando un oggetto supera la sua funzione e diventa segno culturale. 

Una Ferrari sarà pur sempre un’auto, ma può anche essere un autoritratto. E forse è questo che la mostra mette davvero in scena: la costruzione del mito, quel territorio ambiguo in cui talento, desiderio e immaginario collettivo si intrecciano fino a trasformare la tecnica in emozione, proprio come accade con la musica. 

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Come rinnovare l'armadio con micro esperimenti di upcycling domestico

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Trasformare i propri capi con creatività è un gesto di stile, ma anche un modo per riscoprirsi: piccoli interventi, grande personalità

Nell’epoca in cui tutto corre veloce -mode, trend, consumi - c’è un gesto che ci riporta al centro: rimettere le mani sui nostri abiti, toccarli, guardarli da vicino, reinventarli. È più di un esercizio creativo: è un modo per rallentare, riscoprire il potere della manualità e dare nuova vita alle cose che abbiamo già.
Così nasce Re-fashion Yourself, un invito contemporaneo a trasformare il proprio guardaroba attraverso micro esperimenti di upcycling domestico: piccoli interventi, zero tecnicismi, massima soddisfazione.

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Perché l’upcycling è la nuova forma di self-care

Upcycling non significa soltanto riciclare: significa trasformare qualcosa in meglio, ridandogli dignità e carattere. È un atto che parla di noi: ci ricorda che possiamo cambiare, migliorare, cambiare forma senza perdere il nostro valore.

Rinnovare un capo, infatti, è anche un gesto emotivo. È il piacere di fare qualcosa con le mani, di creare qualcosa di unico, di vedere nascere bellezza da un oggetto che credevamo “finito”. È un modo per dire: non ho bisogno di comprare sempre, posso creare.

Micro esperimenti creativi (facilissimi) da provare subito

I micro esperimenti di upcycling sono piccoli gesti creativi, facili e immediati, che possono trasformare un capo dimenticato in qualcosa di nuovo e sorprendente. Basta partire da un maglione che non indossate più: potete aggiungere un bordo di pizzo, qualche punto a contrasto o una toppa colorata sul gomito per dargli un’aria poetica e vissuta.

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Anche la camicia bianca, quel classico che abbiamo tutte nell’armadio, può reinventarsi con un nodo in vita, un bottone vintage o le maniche accorciate, diventando un top elegante e trasformabile. I jeans, poi, sono una tela perfetta per sperimentare: una cucitura lasciata a vista, una patch, un piccolo ricamo o un fiore disegnato con la candeggina li rendono immediatamente unici.

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Lo stesso vale per accessori e t-shirt: una borsa cambia anima sostituendo la tracolla o annodando un foulard al manico, mentre una maglietta può diventare un capo speciale con una parola ricamata vicino al cuore o un dettaglio grafico fatto a mano. Sono interventi minimi, quasi istintivi, ma capaci di rinnovare completamente ciò che già avete, e di raccontare una versione più personale e creativa di voi stesse.

Upcycling domestico: reinventare un capo, reinventare se stesse

Re-fashion Yourself non è una tendenza: è una filosofia. È scegliere di creare invece di comprare, di trasformare invece di buttare, di rallentare invece di seguire l’ennesima micro-tendenza. È un atto di libertà, di autonomia e, sì, anche di stile. Perché alla fine, il capo più bello è quello che parla di noi.