Cosa fare a Roma nel weekend del 12 e 13 ottobre

Tra mostre, eventi e mercatini, ecco tutti gli appuntamenti in programma per decidere cosa fare a Roma nel fine settimana del 12 e 13 ottobre
Torna un appuntamento imperdibile per gli amanti del Giappone: il festival “Via Japan 2019”, ospitato alle Officine Farneto per tutto il fine settimana con tante proposte culinarie in un’atmosfera da tipica strada affollata di Tokyo.
E ancora, per i più golosi, la Sagra del pesce fritto e del baccalà da Eataly: una vera e propria festa per tutti gli appassionati della frittura nelle sue varie declinazioni.
Domenica torna anche il Festival Hippie, mercatino a tema anni ’60 e ’70 al Circolo degli Illuminati.
Tra le mostre da poco inaugurate, segnaliamo “Frida Kahlo – Caos dentro” allo Spazio Tirso dove vi attenderà una “esposizione sensoriale” per conoscere meglio l’artista messicana, le sue vibranti lettere, le fotografie e le opere grazie ad una tecnologia immersiva e coinvolgente; e poi “Jan Fabre - The rhythm of the brain” a Palazzo Merulana con oltre trenta opere dell’artista belga tra sculture in bronzo e cera, disegni e film-performance.
Anche le "Giornate Fai d'Autunno" meritano una mezione speciale con tanti luoghi insoliti e affascinanti aperti in via del tutto eccezionale al pubblico.
Sotto la foto, tutti i dettagli che vi servono.
(Continua sotto la foto)
Giornate Fai d’Autunno
Da non perdere sabato e domenica le “Giornate FAI di Autunno”, evento in cui luoghi solitamente chiusi al pubblico apriranno le loro porte in ben 260 città in tutta Italia.
Grazie a questa iniziativa di successo del Fondo Ambientale Italiano a Roma sarà possibile visitare l’Avvocatura Dello Stato e Biblioteca Angelica, la Corte di Cassazione, il Museo storico dell’Arma dei Carabinieri, il Tribunale supremo militare, S. Onofrio al Gianicolo e Museo Tassiano.
Per maggiori info e per conoscere le modalità di accesso collegarsi al sito www.fondoambiente.it.
Via Japan alle Officine Farneto
Dopo il successo dell’anno scorso, torna a Roma il primo festival italiano dedicato al vero street food giapponese: per tutto il weekend le Officine Farneto si trasformeranno in una via di Tokyo con 15 veri izakaya (tipici locali giapponesi dove si beve birra e sakè accompagnati da “tapas”) e 15 chef che arriveranno da ogni parte del Giappone, ognuno con la sua specialità e la sua storia.
Gyoza, onigiri, ramen, yakitori, okonomiyaki, sono solo alcune delle delizie che si potranno assaggiare alla manifestazione che, da venerdì a domenica, vedrà due turni: pranzo (dalle 12 alle 17) e cena (dalle 19 alle 00).
Acquistare il biglietto d’ingresso in prevendita (6 euro) su Ticketone dà diritto al “salta fila”. www.viajapan.it.
Mostra “Jan Fabre - The rhythm of the brain” a Palazzo Merulana
Palazzo Merulana inaugura la stagione espositiva autunnale con una mostra dedicata all’artista belga Jan Fabre, “The rhythm of the brain”, a cura di Achille Bonito Oliva e Melania Rossi.
Il progetto vede esposte oltre trenta opere dell’artista belga, tra sculture in bronzo e cera, disegni e film-performance, molte delle quali mai esposte in Italia e alcune realizzate appositamente per la mostra.
All’interno degli spazi espositivi dell’ex Ufficio di Igiene, la mostra si sviluppa in due capitoli: il primo si concentra su un dialogo diretto con la collezione permanente e il suo percorso espositivo; l’altro consiste in una selezione di lavori dell’artista sul tema del cervello e del rapporto tra arte e scienza.
Biglietto intero 10 euro; indirizzo, via Merulana 121, www.palazzomerulana.it.
Sagra del Pesce Fritto e del Baccalà da Eataly
Eataly dedicherà un intero weekend, da venerdì a domenica, alla frittura di pesce in tutte le sue golose declinazioni: dalle alici alla paranza, dai calamari ai gamberi fino all’immancabile filetto di baccalà.
Oltre ai menù dei ristoranti che partecipano alla manifestazione, sono in programma show cooking e corsi di cucina, per scoprire i segreti della frittura perfetta e trasformare così una cena con gli amici in una vera festa.
E poi la birra artigianale di Beerfellas, le selezioni di vino e bollicine e tanta musica dal vivo.
Per tutte le info www.eataly.net.
Frida Kahlo a Spazio Eventi Tirso
I più grandi fotografi del tempo che hanno immortalato Frida Kahlo, i suoi abiti, le sue lettere, i film che la vedono protagonista, la ricostruzione degli spazi in cui visse, come lo studio e la camera da letto, racchiusi in una mostra affascinante in cui la realtà immersiva metterà tutti in contatto con lo straordinario mondo dell’artista messicana.
All’interno dell’esposizione dal titolo “Il caos dentro” sarà possibile seguire dei percorsi tematici per immergersi completamente nel mondo di Frida Kahlo e accedere a focus dedicati alle singole opere. Si tratta di una modalità nuova per approfondire la conoscenza dell’artista grazie a contenuti originali che spaziano dal suo rapporto con il corpo, alle relazioni con la politica, fino al valore di una pittura che va ben oltre la leggenda pop.
Oltre alle opere d’arte proposte in formato modlight (forma di retroilluminazione omogenea di pannelli), la collezione presenta anche centinaia di fotografie personali, ritratti d’autore, lettere, pagine di diario, abiti e gioielli ispirati all’artista per un viaggio a 360 gradi nell’universo di Frida.
Biglietto intero 13,50 euro; www.mostrafridakahlo.it.
Crash Roma – Da provare
Interessanti proposte enogastronomiche in un’atmosfera accogliente, intima e suggestiva accompagnate da musica live: tutto questo è il Crash Roma, locale dietro piazza Istria (quartiere Trieste).
Si tratta di un vero e proprio tempio del gusto che, accanto a una selezionata offerta food, wine e mixology, propone anche un nuovo concept di musica live.
Sarà una stagione di concerti ricca di artisti e proposte originali in un unico e straordinario concept unplugged perfettamente incastonato nell’atmosfera intima e familiare del locale.
Sul sito e sui canali social di Crash Roma è disponibile il calendario in continuo aggiornamento con tutte le date live e i concerti in agenda.
Un cartellone ricco e variegato, che spazia per generi, influenze, stili e atmosfere per offrire al pubblico un’attenta e sempre più ampia proposta di qualità.
Giornata del Contemporaneo
Dopo il successo delle passate edizioni, anche quest’anno AMACI (Associazione dei musei d’arte contemporanea italiana) organizza la “Giornata del Contemporaneo”, iniziativa per la promozione dell’arte contemporanea.
Per questa quindicesima edizione, sabato 12 ottobre apriranno gratuitamente le porte i 24 musei AMACI e un migliaio di realtà in Italia e all'estero con un programma multiforme che di anno in anno ha saputo regalare al vasto pubblico una importante occasione per visitare musei, gallerie, fondazioni, associazioni, accademie, studi d'artista, spazi espositivi, luoghi d'arte pubblici e privati, che liberamente decidono di aderire.
Tra questi il MAXXI (Museo nazionale delle arti XXI secolo), il Macro, Palazzo Merulana e molti altri. www.amaci.org.
Tennis & Friends al Foro Italico
Tutto pronto per la 9^ edizione di “Tennis & Friends – Salute e Sport … Sport è Salute”, uno dei più importanti eventi sociali nell’ambito della prevenzione in Italia.
Al Foro Italico sabato e domenica, dalle 10 alle 18, torna il weekend interamente dedicato alla salute con lo scopo di promuovere un corretto stile di vita, una diagnosi precoce e permettere a tutti i cittadini di effettuare check-up gratuiti e visite specialistiche.
L’ambiente accogliente del Villaggio della Salute e un rinnovato Villaggio dello Sport, alla presenza di personaggi del mondo della cultura, dello sport e dello spettacolo impegnati nel Torneo Tennis Celebrity, intratterranno il pubblico in attesa del proprio check-up gratuito.
Tra i tanti testimonial invitati Lorella Cuccarini, Rosario Fiorello, Maria Grazia Cucinotta, Albano Carrisi, Maria De Filippi, Milly Carlucci, Beppe Fiorello, Carlo Verdone e Enrico Brignano.
Per saperne di più www.tennisandfriends.it.
Radio2 Social Club all’Auditorium Parco della Musica
Venerdì lo studio di Radio2 Social Club si trasferirà per una notte da via Asiago all’Auditorium Parco della Musica.
L’11 ottobre infatti Luca Barbarossa, Andrea Perroni e la Social Band formata da Stefano Cenci (tastiere e arrangiamenti), Frances Alina Ascione (voce), Meki Marturano (batteria), Emanuele Ciampichetti (basso) e Claudio Trippa (chitarra) andranno in scena per il pubblico dell’Auditorium e non mancheranno tanti ospiti come da tradizione a Social Club.
Sarà una vera e propria puntata della striscia quotidiana tra le più amate dagli ascoltatori di Radio2: Social Club aprirà dunque le porte al pubblico che diventerà parte vera e propria dello show.
Biglietto intero 25 euro, www.auditorium.com.
Festival Hippie al Circolo degli Illuminati
Domenica, dalle 11.30 alle 21.30, la musica e le atmosfere anni '60 e '70 faranno da sfondo al Circolo degli Illuminati (Via Libetta 1) in occasione del Festival Hippie.
Più di 200 fra artigiani, musicisti, ballerine, acrobati, operatori olistici, trampolieri saranno pronti a far rivivere le atmosfere frizzanti dell’epoca dei “figli dei fiori”.
Saranno oltre 60 gli espositori provenienti da tutta Italia e tra i classici outfit non mancheranno i crop top, gli shorts di jeans a vita alta, le maxi mantelle, le canotte accompagnate da giacche con le frange, vestitini in pizzo bianco e copricapi piumati.
Ci saranno anche cristalli, profumatori per ambienti e brucia essenze realizzati in cera di soia con inclusioni di fiori bacche hand made, candle tarts da sciogliere nel brucia essenze o per profumare cassetti, prodotti ecobio per il corpo come saponi, detergenti, creme, oli.
Presente in esposizione anche abbigliamento veg realizzato con l’utilizzo di tinture e fibre vegetali; rimedi naturali ottenuti dalla lavorazione di erbe e spezie essenziali, ceramica, lavorazioni di cuoio, arte del riciclo e oggettistica per l’arredamento.
Ingresso libero.
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Quiz: che ruolo avresti al Festival di Sanremo? Giudice, conduttore o cantante?

C’è una settimana all’anno in cui l’Italia si sincronizza.Le chat di famiglia esplodono, le stories diventano un commento live permanente, e persino chi “non guarda la tv” improvvisamente ha un’opinione fortissima su outfit, acuti e standing ovation. È la settimana "santa" del Festival di Sanremo.
Nato nel 1951 e ospitato nello storico Teatro Ariston, il Festival è molto più di una gara canora: è uno specchio culturale, nonché un termometro emotivo e salotto pop dove si mescolano musica, moda e momenti destinati a diventare storia.
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Negli anni, il palco dell’Ariston ha consacrato carriere, rilanciato icone e generato scene impossibili da dimenticare. Da Domenico Modugno che nel 1958 fece volare “Nel blu dipinto di blu”, fino all’esplosione globale dei Måneskin dopo la vittoria e l’onda lunga dell’Eurovision.E poi le edizioni più recenti, capaci di trasformare il Festival in un evento davvero cross-generazionale e cross-piattaforma.
Con il ritorno di Carlo Conti alla conduzione e un parterre di ospiti che promette momenti memorabili - da Laura Pausini a Tiziano Ferro, passando per Pilar Fogliati e Achille Lauro, la 76ª edizione si prepara a confermare una certezza: il Festival di Sanremo non è mai solo uno show, ma un rituale che siamo pronti a vivere, ancora!
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Perché Sanremo non è solo nel cast, ma è nell’attesa, nella discussione tra amici, nella capacità di reinventarsi restando fedele a se stesso. Ed è soprattutto in una domanda che, sotto sotto, ci facciamo tutti: se fossi al Festival di Sanremo… chi saresti?
Giudice? Conduttore o Cantante? Scoprilo con il nostro quiz!
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Rispondi d’istinto e annota le tue risposte (A, B o C). Alla fine scopri il tuo alter ego sanremese.
1. Ti invitano all’Ariston. La tua prima reazione è:
A. “Ok, ma voglio avere l’ultima parola.”
B. “Perfetto, organizziamo tutto nei minimi dettagli.”
C. “Dov’è il palco? Ho già il look in mente.”
2. Sotto pressione tu:
A. Analizzi tutto e dai giudizi lucidissimi (anche se pungenti).
B. Sdrammatizzi con ironia e tieni il ritmo.
C. Ti accendi. È il tuo momento.
3. Il tuo rapporto con le critiche?
A. Le fai meglio di chiunque altro.
B. Le gestisci con diplomazia.
C. Le trasformi in energia creativa.
4. Look per la prima serata:
A. Elegante, statement, un po’ autorità.
B. Iconico ma rassicurante.
C. Wow factor. Deve far parlare.
5. La frase che ti rappresenta:
A. “Io la penso così.”
B. “Tranquilli, ci penso io.”
C. “Sentite questa.”
RISULTATI
Maggioranza di A : Il/La GIUDICE
Sei l’opinione che conta. Analitico/a, magnetico/a, non hai paura di esporti. Ti immaginiamo dietro un banco (o con una penna in mano) pronto/a a decretare il tormentone dell’anno. Ami la musica, ma ami ancora di più interpretarla. Saresti quello/a che il giorno dopo tutti citano.
Maggioranza di B : Il/La CONDUTTORE/TRICE
Sei equilibrio, ritmo e gestione del caos. Sai tenere insieme personalità diverse, momenti intensi e imprevisti in diretta. Hai il dono della presenza: quando entri in una stanza, l’energia si stabilizza. Sanremo per te è orchestrazione, non solo performance.
Maggioranza di C: Il/La CANTANTE
Il palco è casa tua. Vivi di emozioni, vibrazioni, applausi. Hai qualcosa da dire e lo dici senza filtri.
Sanremo per te non è competizione: è espressione pura. E sì, probabilmente il giorno dopo sei già in trend su tutte le piattaforme.
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Chi vincerà Sanremo 2026 (secondo oroscopo e astrologia)

Se c'è un'annata dove intercettare la vittoria a Sanremo è difficile, è proprio quest'anno. Quindi tanto vale guardare agli oroscopi.
L'edizione in onda dal 24 al 28 febbraio condotta da Carlo Conti e Laura Pausini arriva in un ritardo dovuto all'Olimpiadi e si incastra in una situazione astrale complicatissima e a suo modo unica.
Dal 25 febbraio con Mercurio retrogrado sarà necessario bilanciare per molti segni la volontà di "spaccare": la resa dei conti richiederà per loro una prova di self control non da poco.
Quest'anno al Teatro Ariston vincerà chi saprà dominare a proprio vantaggio l'emotività.
Ecco quindi, divisi per segno zodiacale, come potrebbe andare questo Festival per loro. Un consiglio generale a tutti gli oltre 30 artisti è di non rincorrere un copione ma abbandonarsi al potere della spontaneità.
Chi vince Sanremo 2026 (secondo l'oroscopo)
(Continua dopo la foto)
Ariete a Sanremo 2026
È il segno di Francesco Renga, Sayf, LDA, Sal Da Vinci, Chiello e Patty Pravo
La sfida sul palco: giù le maschere. L'invito per questo segno dal 25 febbraio è a voltare pagina, disancorandosi dal passato e da quel senso di nebbia che potrebbero percepire attorno a loro in questi giorni. Soprattutto negli artisti conosciuti da più generazioni è importante non cercare solo una conferma, ma quasi un punto di rottura che possa risultare sorprendente. I più giovani invece dovranno lasciare in camerino le apparenze e puntare sulla vulnerabilità, che a volte tendono a nascondere.
Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Abbastanza alte
Toro a Sanremo 2026
È il segno di Ermal Meta, Mara Sattei, Serena Brancale e Elettra Lamborghini
La sfida sul palco: abbracciare l'imprevisto. Per questo segno, il 27 febbraio potrebbe portare ad alcuni di loro qualcosa di inaspettato. Nessun problema davvero concreto, ma sarà utile la capacità di reagire a un possibile imprevisto in modo flessibile. In fondo l'imprevisto non è spesso il prologo di una leggenda? L'importante è non cullarsi nell'arrendevolezza che potrebbe colpirli di tanto in tanto: se lo spirito "urla" ferie, voi rispondete con eleganza. Sarete magnetici.
Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Molto alte
Gemelli a Sanremo 2026
È il segno di Levante e Enrico Nigiotti
La sfida sul palco: dirsi qui e ora, cambierà tutto. Tra i segni più esposti alla tempesta di questi giorni, ci sono proprio i Gemelli. Dotati di enorme intelligenza emotiva, dovranno concentrarsi sul pubblico e meno sulla stampa e sugli addetti ai lavori, focalizzandosi su chi li guarderà in teatro e a casa, per quanto difficile possa essere. È una questione di prospettiva: sarà la loro occasione per costruire un ponte fatto di sentimenti con chi non sa ancora di amarli. La vittoria magari non sarà toccando il podio, ma dopo.
Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Nella media.
Cancro a Sanremo 2026
È il segno di Tommaso Paradiso e di Cleo de Le bambole di pezza
La sfida sul palco: cavalcare l'onda senza farsi travolgere. Per quanto siano diversi questi artisti, il consiglio è univoco secondo le stelle: non trattenetevi. Per il segno del Cancro questi saranno giorni emotivamente ricchi ma non devono diventare più complessi di quello che sono. Il pubblico non è abituato a vederli in tv ma si aspettano da loro qualcosa di imprevedibile. L'atteggiamento li renderà vincenti.
Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Molto alte
Leone a Sanremo 2026
È il segno di J-Ax, Arisa, Tredici Pietro e Colombre
La sfida sul palco: parola d'ordine, intimità. A questo segno viene chiesto di dare i messaggi giusti con il "volume" giusto, concentrandosi tantissimo sulle intenzioni del brano. Per loro non sarà la "voce" a fare la differenza, ma quello che si leggerà "tra le righe" della loro presenza sul palco. Massima serenità e focus su quello che di loro rimarrà quando il Festival sarà giunto alla fine.
Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Nella media.
Vergine a Sanremo 2026
È il segno di Marco Masini, Fulminacci e Maria Antonietta
La sfida sul palco: puntare sull'empatia. Questa volta gli astri chiedono al segno della Vergine di lasciare per una settimana in cantina il perfezionismo puntando su una cosa che a loro non riesce benissimo: guardare con serenità all'imperfezione. L'invito è a lasciarsi andare qualsiasi cosa accada evitando come la peste ogni forma di irrigidimento. La sinergia di Marco Masini con Fedez si confermerà tale. Quella di Maria Antonietta con Colombre sarà sorprendente.
Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Non molto alte.
Bilancia a Sanremo 2026
È il segno di Fedez, Raf e Samurai Jay
La sfida sul palco: ritrovarsi. È invito che vale sempre, ma che con i bilancia va rinnovato perché fanno finta di dimenticarselo: vogliatevi un po' più bene, per favore. Per loro l'obbiettivo non è vincere, ma risplendere, bucare lo schermo e il modo per farlo stavolta è arrendersi al pubblico. Se lo faranno, avranno grandi soddisfazioni.
Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Nella media.
Scorpione a Sanremo 2026
È il segno di Aka 7even, Nayt e Eddie Brock
La sfida sul palco: saltare oltre il burrone. In questa settimana lo scorpione non si deve aspettare la debacle che forse dentro il loro cuore vedono. La loro sarà una sfida di fiducia nei propri mezzi. Gli astri consigliano agli scorpione di sorridere, di gettare sé stessi e il cuore oltre l'ostacolo. Sarà un'occasione enorme di crescita se riusciranno a godersi il momento senza compromessi.
Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Alte
Sagittario a Sanremo 2026
È il segno di Leo Gassmann, Dargen D'Amico e Michele Bravi
La sfida sul palco: ascoltarsi. Sembra incredibile detta così, ma per loro la prima volta che porteranno il loro brano su quel palco, quella canzone sarà una canzone nuova. Sarà una grande prova per loro e una prova di maturità che potrà colpire nel segno, è proprio il caso di dirlo, se sapranno "sintonizzarsi" su quel cambiamento. Da loro non aspettatevi solo "intrattenimento" ma qualcosa di più.
Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Nella media.
Capricorno a Sanremo 2026
È il segno di Luchè
La sfida sul palco: solidità che diventa raffinatezza. Il palco più importante d'Italia dovrà diventare per l'artista come un esordio assoluto. Ogni parola avrà un peso specifico importante se saprà in qualche modo "ammorbidirsi" rimodellando la percezione di sé. Il pubblico in quel caso, sarà dalla sua parte.
Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Non molto alte.
Acquario a Sanremo 2026
È il segno di Malika Ayane e Ditonellapiaga
La sfida sul palco: ribellione, ribellione, ribellione. Non c'è cosa più bella di andare oltre le convenzioni o forse una c'è, essere provocatori con un senso. Le artiste sono artiste ma anche manifesto dei loro valori e per quanto la parola "icona" possa essere scomoda, hanno tutte le carte in regola per mettere un mattone in più per costruire questo status agli occhi del pubblico.
Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Piuttosto alte
Pesci a Sanremo 2026
Non ci sono artisti del segno dei Pesci e la cosa curiosa è che questa sarebbe proprio la loro settimana perfetta secondo gli astri. Chissà che musicisti, maestri d'orchestra o addetti ai lavori di questo segno possano portare ai loro artisti fortuna e le giuste "vibes".
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Ferrari, la musica e il mito della performance: a Modena le auto leggendarie delle icone della musica
Ma la performance, prima ancora di essere un dato tecnico, è un fatto culturale.
Dal 18 febbraio 2026, al Museo Enzo Ferrari, la mostra The Greatest Hits – Music Legends and their Ferraris prende questa parola e la sposta di campo. Non più solo pista, cavalli e velocità, ma palco, voce e presenza scenica. Così, un’operazione che potrebbe sembrare puramente celebrativa – rockstar e supercar, un binomio quasi automatico – diventa un’indagine sulla costruzione dell’identità pubblica.
Cosa succede quando un oggetto industriale diventa autobiografia?
La 250 GTO di Nick Mason, cofondatore e batterista dei Pink Floyd, non è soltanto una delle Ferrari più rare al mondo, è l’auto di un musicista che ha fatto del tempo, del ritmo e della tensione la propria grammatica espressiva. Nelle sue scelte collezionistiche si riconosce lo stesso approccio con cui i Pink Floyd costruivano paesaggi sonori stratificati: precisione, controllo dell’intensità, equilibrio tra potenza e misura. La GTO, con la sua aura quasi mitologica, diventa così una naturale estensione di quell’estetica.
Ferrari 250 GTO di Nick Mason
Photo Courtesy of Ferrari Style Press Office
Diversa è la traiettoria con cui, negli anni Ottanta, l’immaginario Ferrari entra in uno dei videoclip più iconici della storia del pop: Material Girl di Madonna. Qui l’automobile smette di essere semplice oggetto di lusso e diventa elemento scenico in una riflessione ironica sul rapporto tra desiderio, potere e indipendenza economica. In un universo culturale in cui la Ferrari è stata a lungo letta come simbolo di affermazione maschile, Madonna ne ribalta il codice: non è un premio da conquistare, ma uno strumento narrativo sotto il controllo dell’artista.
Con Eric Clapton il discorso cambia ancora. La SP12 commissionata a Maranello non è semplicemente una Ferrari, ma una one-off costruita su misura. Come una chitarra modificata fino a restituire il timbro desiderato, l’auto nasce da un’esigenza personale. Clapton non sceglie un modello: costruisce un progetto. E in questo gesto c’è un’idea profondamente artistica, quella per cui l’oggetto deve aderire alla propria identità, non il contrario.
Altrettanto significativo è il legame con Cher. In un percorso costruito sulla trasformazione continua, la Ferrari entra come simbolo di permanenza dentro il cambiamento, restare iconica mentre tutto muta. Se per generazioni di uomini il cavallino rampante è stato certificato di conquista e successo, per un’artista come Cher diventa superficie di autorappresentazione, parte di una regia consapevole della propria immagine.
Ferrari 250 LM di Cher
Photo Courtesy of Ferrari Style Press Office
Per decenni, del resto, la Ferrari è stata narrata come emblema di potere maschile: successo economico, controllo, dominio della velocità. La mostra non cancella questa stratificazione simbolica, ma la complica. La mette in dialogo con corpi, voci e immaginari che ne ridefiniscono il significato. L’automobile non è più soltanto un trofeo, è un linguaggio.
Ed è attraverso la narrazione che questo linguaggio prende forma.
Il percorso espositivo intreccia immagini d’archivio e contenuti sonori, e le storie delle auto e dei loro proprietari diventano suono in un podcast realizzato da Chora Media, con la partecipazione di Federico Buffa. Non semplici didascalie audio, ma racconti che restituiscono profondità e contesto emotivo. La voce – elemento centrale nella vita degli artisti – diventa così anche strumento curatoriale, un’ulteriore forma di performance.
Photo Courtesy of Ferrari Style Press Office
Ferrari così non entra nella musica per appropriarsene, ma perché riconosce un terreno comune: la tensione tra rigore e istinto. Un concerto, come una guida ad alte prestazioni, è il risultato di ore di preparazione che devono scomparire nel momento dell’esecuzione.
Non è un caso che il Museo, dopo aver chiuso il 2025 con oltre 890 mila visitatori, abbia scelto di rafforzare questo dialogo diventando premium sponsor della prima edizione italiana del Jazz Open Modena. Il jazz, più di ogni altro genere, racconta questa dialettica: struttura e improvvisazione, tecnica e libertà, la stessa logica che governa un motore ad alte prestazioni.
In fondo, il titolo The Greatest Hits non parla soltanto di canzoni celebri, ma di momenti in cui forma e intensità coincidono, di quando un oggetto supera la sua funzione e diventa segno culturale.
Una Ferrari sarà pur sempre un’auto, ma può anche essere un autoritratto. E forse è questo che la mostra mette davvero in scena: la costruzione del mito, quel territorio ambiguo in cui talento, desiderio e immaginario collettivo si intrecciano fino a trasformare la tecnica in emozione, proprio come accade con la musica.
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Come rinnovare l'armadio con micro esperimenti di upcycling domestico

Nell’epoca in cui tutto corre veloce -mode, trend, consumi - c’è un gesto che ci riporta al centro: rimettere le mani sui nostri abiti, toccarli, guardarli da vicino, reinventarli. È più di un esercizio creativo: è un modo per rallentare, riscoprire il potere della manualità e dare nuova vita alle cose che abbiamo già.
Così nasce Re-fashion Yourself, un invito contemporaneo a trasformare il proprio guardaroba attraverso micro esperimenti di upcycling domestico: piccoli interventi, zero tecnicismi, massima soddisfazione.
Perché l’upcycling è la nuova forma di self-care
Upcycling non significa soltanto riciclare: significa trasformare qualcosa in meglio, ridandogli dignità e carattere. È un atto che parla di noi: ci ricorda che possiamo cambiare, migliorare, cambiare forma senza perdere il nostro valore.
Rinnovare un capo, infatti, è anche un gesto emotivo. È il piacere di fare qualcosa con le mani, di creare qualcosa di unico, di vedere nascere bellezza da un oggetto che credevamo “finito”. È un modo per dire: non ho bisogno di comprare sempre, posso creare.
Micro esperimenti creativi (facilissimi) da provare subito
I micro esperimenti di upcycling sono piccoli gesti creativi, facili e immediati, che possono trasformare un capo dimenticato in qualcosa di nuovo e sorprendente. Basta partire da un maglione che non indossate più: potete aggiungere un bordo di pizzo, qualche punto a contrasto o una toppa colorata sul gomito per dargli un’aria poetica e vissuta.
Anche la camicia bianca, quel classico che abbiamo tutte nell’armadio, può reinventarsi con un nodo in vita, un bottone vintage o le maniche accorciate, diventando un top elegante e trasformabile. I jeans, poi, sono una tela perfetta per sperimentare: una cucitura lasciata a vista, una patch, un piccolo ricamo o un fiore disegnato con la candeggina li rendono immediatamente unici.
Lo stesso vale per accessori e t-shirt: una borsa cambia anima sostituendo la tracolla o annodando un foulard al manico, mentre una maglietta può diventare un capo speciale con una parola ricamata vicino al cuore o un dettaglio grafico fatto a mano. Sono interventi minimi, quasi istintivi, ma capaci di rinnovare completamente ciò che già avete, e di raccontare una versione più personale e creativa di voi stesse.
Upcycling domestico: reinventare un capo, reinventare se stesse
Re-fashion Yourself non è una tendenza: è una filosofia. È scegliere di creare invece di comprare, di trasformare invece di buttare, di rallentare invece di seguire l’ennesima micro-tendenza. È un atto di libertà, di autonomia e, sì, anche di stile. Perché alla fine, il capo più bello è quello che parla di noi.
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