Cosa fare a Roma a Capodanno per iniziare bene il 2019

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Ecco cosa fare a Roma a Capodanno tra festeggiamenti in piazza e musica, e cosa fare nel resto del weekend lungo tra mostre, eventi e feste

Fine settimana e fine dell'anno a Roma, con la Capitale pronta a offrire concerti, fiere e mostre.

La notte di Capodanno il Circo Massimo ospita una serie di festeggiamenti e musica con protagonisti Vinicio Capossela e il rapper Achille Lauro.

Per chi vuole festeggiare l’ultimo dell’anno all’insegna della comicità, Gigi Proietti sarà sul palco dell’Auditorium Parco della Musica con il suo spettacolo “Cavalli di Battaglia”. E poi per una serata speciale, regalatevi una cena giapponese da Zuma con un menù pensato per l’occasione.

Continuate a leggere per i dettagli.

Ecco tutto quello che c'è in programma.

(Continua sotto la foto)

capodanno concerto roma

Concerto di Capodanno al Circo Massimo

Anche quest’anno non mancherà il concerto di Capodanno al Circo Massimo: protagonisti dell’edizione 2019, Vinicio Capossela e Achille Lauro.

Alle 21.30 si esibirà la Piccola Orchestra di Tor Pignattara, con un concerto eseguito da 20 ragazzi provenienti da 14 diversi Paesi del mondo (Italia, Polonia, Egitto, Senegal, Eritrea, Tunisia, Nigeria, Cuba, Argentina, Colombia, Filippine, Bangladesh, Cina, Guatemala).

Alle 22.15 sarà il turno di Vinicio Capossela con il suo spettacolo intitolato "In difesa della Luna, breve viaggio di andata e ritorno dal Circo Massimo alla Luna in tributo a Guido Ceronetti, ai lunatici, ai seleniti, ai gladiatori, agli allunanti".

Alle 22.45 salirà sul palco la compagnia Kitonb, che presenterà la performance Carillon, Il volo del tempo, "un grande spettacolo di teatro urbano che si sviluppa tra la terra e il cielo, con un innovativo allestimento in cui spettacolari macchine sceniche in movimento, gigantesche scenografie volanti manovrate da autogrù idrauliche e azioni coreografiche dei danzatori-acrobati creano uno spettacolo tridimensionale che coinvolge lo spettatore a 360°".

Dopo il brindisi di mezzanotte con i fuochi d'artificio ci sarà il dj set e live del rapper romano Achille Lauro.

La chiusura, fino alle 3, è affidata ai dj di Dimensione Suono Roma.

we run rome

Ultimo dell'anno con We Run Rome

Lunedì 31 torna l'”Atleticom We Run Rome 2018”, la corsa competitiva di 10 km e non competitiva (10 e 5 km) giunta all'ottava edizione.

La manifestazione è a numero chiuso e tra le diverse categorie sono previsti circa 10.000 atleti vestiti di rosso.

Il villaggio dedicato sarà alle Terme di Caracalla e poi dal Circo Massimo si passerà per piazza Venezia, via dal Corso, piazza di Spagna, piazza del Popolo, il Pincio, Villa Borghese, via Veneto, via dei Fori Imperiali.

Per tutte le info www.werunrome.com.

gigi proietti

Capodanno con Gigi Proietti

A grande richiesta il 31 dicembre, Gigi Proietti torna in scena con il suo spettacolo “Cavalli di Battaglia” all’Auditorium Parco della Musica, un excursus del proprio repertorio: popolare, drammaturgico, canoro, mimico, poetico, parodistico, comico , umano, multiculturale.

Biglietti a partire da 83 euro. www.auditorium.com.

zuma capodanno cena

Capodanno da Zuma

Se cercate un indirizzo speciale per concludere l’ultimo dell’anno con una cena di alto livello Zuma è quello che fa per voi.

La proposta gastronomica prevede una raffinata cucina giapponese realizzata con ingredienti ricercati in chiave contemporanea ma autentica. 

Il menu per questo cenone in puro stile Izakaya (approccio al cibo informale e conviviale che prevede la condivisione delle pietanze con tutti i commensali) è firmato dal nuovo chef di Zuma Roma, Dario Schiavo.

Tra le proposte previste, tartare di wagyu con tartufo bianco, tartare di ricciola e gambero rosso di mazara, cracker di riso piccante, tempura di rana pescatrice con salsa dashi piccante, filetto di angus con foie gras, salsa al vino di prugne e tartufo bianco. 

E, dopo cena, sul rooftop panoramico di Zuma, spettacolo dei fuochi d'artificio e il DJ set.

musei capitolini

Natale nei musei in festa

A Natale i Musei Civici di Roma fanno festa con un ricco programma di mostre, eventi, spettacoli e attività didattiche con l’apertura straordinaria il 1° gennaio.

Eccezionalmente, i Musei Capitolini, i Mercati di Traiano, il Museo dell’Ara Pacis, il Museo di Roma, il Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, il Museo Napoleonico e il Museo di Roma in Trastevere saranno aperti il 1° gennaio dalle 14 alle 20 e l’area archeologica del Circo Massimo sarà aperta dalle 10 alle 16.

Il 31 dicembre saranno aperti i Musei Capitolini, i Mercati di Traiano e il Museo dell’Ara Pacis dalle 9.30 alle 14.

Jackson Pollock

Pollock e la Scuola di New York in mostra al Museo del Vittoriano

Ultimo fine settimana per ammirare, al Complesso del Vittoriano - Ala Brasini, uno dei nuclei più preziosi della collezione del Whitney Museum di New York: Jackson Pollock, Mark Rothko, Willem de Kooning, Franz Kline e molti altri rappresentati della Scuola di New York con tutta l’energia e quel carattere di rottura che fece di loro eterni e indimenticabili “Irascibili”.

Anticonformismo, introspezione psicologica e sperimentazione sono le tre linee guida che accompagnano lo spettatore della mostra Pollock e la Scuola di New York.

Attraverso circa 50 capolavori, – tra cui il celebre Number 27, la grande tela di Pollock lunga oltre 3m resa iconica dal magistrale equilibrio fra le pennellate di nero e la fusione dei colori più chiari – colori vividi, armonia delle forme, soggetti e rappresentazioni astratte immergono gli osservatori in un contesto artistico magnifico: l’espressionismo astratto.

Biglietto intero 15 euro.

mostra impressionisti francesi

Impressionisti Francesi al Palazzo degli Esami

Ultimo weekend per assistere all’esposizione multimediale “Impressionisti francesi - Da Monet a Cézanne” che rende omaggio a quegli artisti che hanno cambiato la storia dell'arte grazie al loro nuovo approccio verso la natura circostante e il loro modo di rappresentare l'immediatezza attraverso un uso incredibile di luce e ombra.

Il percorso espositivo appositamente studiato per il Palazzo degli Esami vi porterà indietro nell'Ottocento parigino, dove un centro bohémien di creatività e innovazione è destinato a cambiare per sempre il volto dell'arte europea.

Circondati da un ambiente ricco e dinamico di luci, colori e suoni, gli impressionisti francesi tornano in vita. 

I dipinti mozzafiato sono proiettati su una scala enorme con dettagli vividi per riportare, più grandi della vita, le audaci pennellate di Monet, Pissarro, Renoir, Cézanne e altri ancora. Visitare la mostra vi porterà negli ambienti multischermo più eccitanti del mondo. Enormi immagini cristalline, così reali da toccarle, illuminano una vasta gamma di schermi e superfici appositamente adattati allo spazio espositivo. 

www.impressionistiroma.it.

musei vaticani

Ingresso gratuito ai Musei Vaticani

Anche questa domenica, 30 dicembre, i Musei Vaticani, saranno aperti al pubblico gratuitamente fino alle 14 (ultimo orario disponibile per l’accesso le 12.30).

Non sarà però possibile effettuare la prenotazione.

Da non perdere assolutamente una visita alla Cappella Sistina.

www.museivaticani.va.

max gazze

Max Gazzè all’Auditorium Parco della Musica

Correva l'anno 1998, quando uno dei più apprezzati cantastorie dei nostri giorni, Max Gazzè, raccontava con ironia la sua prima Favola, quella di Adamo ed Eva, accompagnato da un basso che scandiva un tempo sempre attuale.

Ora, a distanza di 20 anni esatti, La favola di Adamo ed Eva Tour” rivivrà con sole tre date a Roma: 28, 29 e 30 dicembre all’Auditorium Parco della Musica.

Tre appuntamenti unici per festeggiare il compleanno di quell’album che fu una svolta per la carriera dell’artista, e portò alla musica italiana uno dei lavori pop più amati e sperimentali dell'ultimo ventennio, tra testi ironici, surreali e poetici e suoni a tratti avveniristici.

Per “La Favola di Adamo ed Eva Tour” Max sarà accompagnato dalla sua band storica, e riproporrà esattamente la scaletta di quel disco, riprendendo il suo basso dopo i concerti sinfonici di Alchemaya Tour della scorsa estate.

Biglietti a partire da 26 euro.

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Visita guidata gratuita al Maxxi

Partendo dal nuovo allestimento della Collezione MAXXI. Lo Spazio dell’Immagine, si prosegue la visita guidata approfondendo la grande mostra dedicata al fotografo Paolo Pellegrin che nei decenni ha intrecciato la visione del reporter con l’intensità visiva dell’artista.

Vincitore di dieci edizioni del World Press Photo Award e membro dell’agenzia Magnum dal 2005, l’opera di Pellegrin è approfondita in mostra attraverso due grandi sezioni: la prima dedicata all’essere umano, la seconda focalizzata sulla sua visione della natura.

Martedì 1 gennaio, 12:00 - 13:30.

www.maxxi.art.

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Quiz: che ruolo avresti al Festival di Sanremo? Giudice, conduttore o cantante?

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Un quiz per scoprire quale sarebbe il vostro ruolo al Festival di Sanremo: giudice, cantante o conduttore?

C’è una settimana all’anno in cui l’Italia si sincronizza.Le chat di famiglia esplodono, le stories diventano un commento live permanente, e persino chi “non guarda la tv” improvvisamente ha un’opinione fortissima su outfit, acuti e standing ovation. È la settimana "santa" del Festival di Sanremo.

Nato nel 1951 e ospitato nello storico Teatro Ariston, il Festival è molto più di una gara canora: è uno specchio culturale, nonché un termometro emotivo e salotto pop dove si mescolano musica, moda e momenti destinati a diventare storia.

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Credits: Getty Images

Negli anni, il palco dell’Ariston ha consacrato carriere, rilanciato icone e generato scene impossibili da dimenticare. Da Domenico Modugno che nel 1958 fece volare “Nel blu dipinto di blu”, fino all’esplosione globale dei Måneskin dopo la vittoria e l’onda lunga dell’Eurovision.E poi le edizioni più recenti, capaci di trasformare il Festival in un evento davvero cross-generazionale e cross-piattaforma.

Con il ritorno di Carlo Conti alla conduzione e un parterre di ospiti che promette momenti memorabili - da Laura Pausini a Tiziano Ferro, passando per Pilar Fogliati e Achille Lauro, la 76ª edizione si prepara a confermare una certezza: il Festival di Sanremo non è mai solo uno show, ma un rituale che siamo pronti a vivere, ancora!

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Credits: Getty Images

Perché Sanremo non è solo nel cast, ma è nell’attesa, nella discussione tra amici, nella capacità di reinventarsi restando fedele a se stesso. Ed è soprattutto in una domanda che, sotto sotto, ci facciamo tutti: se fossi al Festival di Sanremo… chi saresti?

Giudice? Conduttore o Cantante? Scoprilo con il nostro quiz!

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Credits: Getty Images

Rispondi d’istinto e annota le tue risposte (A, B o C). Alla fine scopri il tuo alter ego sanremese.

1. Ti invitano all’Ariston. La tua prima reazione è:

A. “Ok, ma voglio avere l’ultima parola.”
B. “Perfetto, organizziamo tutto nei minimi dettagli.”
C. “Dov’è il palco? Ho già il look in mente.”

2. Sotto pressione tu:

A. Analizzi tutto e dai giudizi lucidissimi (anche se pungenti).
B. Sdrammatizzi con ironia e tieni il ritmo.
C. Ti accendi. È il tuo momento.

3. Il tuo rapporto con le critiche?

A. Le fai meglio di chiunque altro.
B. Le gestisci con diplomazia.
C. Le trasformi in energia creativa.

4. Look per la prima serata:

A. Elegante, statement, un po’ autorità.
B. Iconico ma rassicurante.
C. Wow factor. Deve far parlare.

5. La frase che ti rappresenta:

A. “Io la penso così.”
B. “Tranquilli, ci penso io.”
C. “Sentite questa.”

RISULTATI

Maggioranza di A : Il/La GIUDICE

Sei l’opinione che conta. Analitico/a, magnetico/a, non hai paura di esporti. Ti immaginiamo dietro un banco (o con una penna in mano) pronto/a a decretare il tormentone dell’anno. Ami la musica, ma ami ancora di più interpretarla. Saresti quello/a che il giorno dopo tutti citano.

Maggioranza di B : Il/La CONDUTTORE/TRICE

Sei equilibrio, ritmo e gestione del caos. Sai tenere insieme personalità diverse, momenti intensi e imprevisti in diretta. Hai il dono della presenza: quando entri in una stanza, l’energia si stabilizza. Sanremo per te è orchestrazione, non solo performance.

Maggioranza di C: Il/La CANTANTE

Il palco è casa tua. Vivi di emozioni, vibrazioni, applausi. Hai qualcosa da dire e lo dici senza filtri.
Sanremo per te non è competizione: è espressione pura. E sì, probabilmente il giorno dopo sei già in trend su tutte le piattaforme.

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Chi vincerà Sanremo 2026 (secondo oroscopo e astrologia)

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A voler credere all'oroscopo la rosa di papabili vincitori di Sanremo 2026 si restringe: ecco chi sono i favoriti (dalle stelle)

Se c'è un'annata dove intercettare la vittoria a Sanremo è difficile, è proprio quest'anno. Quindi tanto vale guardare agli oroscopi.

L'edizione in onda dal 24 al 28 febbraio condotta da Carlo Conti e Laura Pausini arriva in un ritardo dovuto all'Olimpiadi e si incastra in una situazione astrale complicatissima e a suo modo unica.

Dal 25 febbraio con Mercurio retrogrado sarà necessario bilanciare per molti segni la volontà di "spaccare": la resa dei conti richiederà per loro una prova di self control non da poco.

Quest'anno al Teatro Ariston vincerà chi saprà dominare a proprio vantaggio l'emotività.

Ecco quindi, divisi per segno zodiacale, come potrebbe andare questo Festival per loro. Un consiglio generale a tutti gli oltre 30 artisti è di non rincorrere un copione ma abbandonarsi al potere della spontaneità.

Chi vince Sanremo 2026 (secondo l'oroscopo)

(Continua dopo la foto)

sayf segno zodiacale

Ariete a Sanremo 2026

È il segno di Francesco Renga, Sayf, LDA, Sal Da Vinci, Chiello e Patty Pravo

La sfida sul palco: giù le maschere. L'invito per questo segno dal 25 febbraio è a voltare pagina, disancorandosi dal passato e da quel senso di nebbia che potrebbero percepire attorno a loro in questi giorni. Soprattutto negli artisti conosciuti da più generazioni è importante non cercare solo una conferma, ma quasi un punto di rottura che possa risultare sorprendente. I più giovani invece dovranno lasciare in camerino le apparenze e puntare sulla vulnerabilità, che a volte tendono a nascondere.

Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Abbastanza alte

Toro a Sanremo 2026

È il segno di Ermal Meta, Mara Sattei, Serena Brancale e Elettra Lamborghini

La sfida sul palco: abbracciare l'imprevisto. Per questo segno, il 27 febbraio potrebbe portare ad alcuni di loro qualcosa di inaspettato. Nessun problema davvero concreto, ma sarà utile la capacità di reagire a un possibile imprevisto in modo flessibile. In fondo l'imprevisto non è spesso il prologo di una leggenda? L'importante è non cullarsi nell'arrendevolezza che potrebbe colpirli di tanto in tanto: se lo spirito "urla" ferie, voi rispondete con eleganza. Sarete magnetici.

Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Molto alte

Gemelli a Sanremo 2026

È il segno di Levante e Enrico Nigiotti

La sfida sul palco: dirsi qui e ora, cambierà tutto. Tra i segni più esposti alla tempesta di questi giorni, ci sono proprio i Gemelli. Dotati di enorme intelligenza emotiva, dovranno concentrarsi sul pubblico e meno sulla stampa e sugli addetti ai lavori, focalizzandosi su chi li guarderà in teatro e a casa, per quanto difficile possa essere. È una questione di prospettiva: sarà la loro occasione per costruire un ponte fatto di sentimenti con chi non sa ancora di amarli. La vittoria magari non sarà toccando il podio, ma dopo.

Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Nella media.

tommaso paradiso segno zodiacale

Cancro a Sanremo 2026

È il segno di Tommaso Paradiso e di Cleo de Le bambole di pezza

La sfida sul palco: cavalcare l'onda senza farsi travolgere. Per quanto siano diversi questi artisti, il consiglio è univoco secondo le stelle: non trattenetevi. Per il segno del Cancro questi saranno giorni emotivamente ricchi ma non devono diventare più complessi di quello che sono. Il pubblico non è abituato a vederli in tv ma si aspettano da loro qualcosa di imprevedibile. L'atteggiamento li renderà vincenti.

Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Molto alte

Leone a Sanremo 2026

È il segno di J-Ax, Arisa, Tredici Pietro e Colombre

La sfida sul palco: parola d'ordine, intimità. A questo segno viene chiesto di dare i messaggi giusti con il "volume" giusto, concentrandosi tantissimo sulle intenzioni del brano. Per loro non sarà la "voce" a fare la differenza, ma quello che si leggerà "tra le righe" della loro presenza sul palco. Massima serenità e focus su quello che di loro rimarrà quando il Festival sarà giunto alla fine.

Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Nella media.

Vergine a Sanremo 2026

È il segno di Marco Masini, Fulminacci e Maria Antonietta

La sfida sul palco: puntare sull'empatia. Questa volta gli astri chiedono al segno della Vergine di lasciare per una settimana in cantina il perfezionismo puntando su una cosa che a loro non riesce benissimo: guardare con serenità all'imperfezione. L'invito è a lasciarsi andare qualsiasi cosa accada evitando come la peste ogni forma di irrigidimento. La sinergia di Marco Masini con Fedez si confermerà tale. Quella di Maria Antonietta con Colombre sarà sorprendente.

Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Non molto alte.

raf segno zodiacale

Bilancia a Sanremo 2026

È il segno di Fedez, Raf e Samurai Jay

La sfida sul palco: ritrovarsi. È invito che vale sempre, ma che con i bilancia va rinnovato perché fanno finta di dimenticarselo: vogliatevi un po' più bene, per favore. Per loro l'obbiettivo non è vincere, ma risplendere, bucare lo schermo e il modo per farlo stavolta è arrendersi al pubblico. Se lo faranno, avranno grandi soddisfazioni.

Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Nella media.

Scorpione a Sanremo 2026

È il segno di Aka 7even, Nayt e Eddie Brock

La sfida sul palco: saltare oltre il burrone. In questa settimana lo scorpione non si deve aspettare la debacle che forse dentro il loro cuore vedono. La loro sarà una sfida di fiducia nei propri mezzi. Gli astri consigliano agli scorpione di sorridere, di gettare sé stessi e il cuore oltre l'ostacolo. Sarà un'occasione enorme di crescita se riusciranno a godersi il momento senza compromessi.

Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Alte

Sagittario a Sanremo 2026

È il segno di Leo Gassmann, Dargen D'Amico e Michele Bravi

La sfida sul palco: ascoltarsi. Sembra incredibile detta così, ma per loro la prima volta che porteranno il loro brano su quel palco, quella canzone sarà una canzone nuova. Sarà una grande prova per loro e una prova di maturità che potrà colpire nel segno, è proprio il caso di dirlo, se sapranno "sintonizzarsi" su quel cambiamento. Da loro non aspettatevi solo "intrattenimento" ma qualcosa di più.

Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Nella media.

malika ayane segno zodiacale

Capricorno a Sanremo 2026

È il segno di Luchè

La sfida sul palco: solidità che diventa raffinatezza. Il palco più importante d'Italia dovrà diventare per l'artista come un esordio assoluto. Ogni parola avrà un peso specifico importante se saprà in qualche modo "ammorbidirsi" rimodellando la percezione di sé. Il pubblico in quel caso, sarà dalla sua parte.

Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Non molto alte.

Acquario a Sanremo 2026

È il segno di Malika Ayane e Ditonellapiaga

La sfida sul palco: ribellione, ribellione, ribellione. Non c'è cosa più bella di andare oltre le convenzioni o forse una c'è, essere provocatori con un senso. Le artiste sono artiste ma anche manifesto dei loro valori e per quanto la parola "icona" possa essere scomoda, hanno tutte le carte in regola per mettere un mattone in più per costruire questo status agli occhi del pubblico.

Probabilità di vittoria secondo l'oroscopo? Piuttosto alte

Pesci a Sanremo 2026

Non ci sono artisti del segno dei Pesci e la cosa curiosa è che questa sarebbe proprio la loro settimana perfetta secondo gli astri. Chissà che musicisti, maestri d'orchestra o addetti ai lavori di questo segno possano portare ai loro artisti fortuna e le giuste "vibes".

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Ferrari, la musica e il mito della performance: a Modena le auto leggendarie delle icone della musica 

formato EVIDENZA
C’è una parola che torna spesso quando si parla di Ferrari: performance.
Ma la performance, prima ancora di essere un dato tecnico, è un fatto culturale. 

Dal 18 febbraio 2026, al Museo Enzo Ferrari, la mostra The Greatest Hits – Music Legends and their Ferraris prende questa parola e la sposta di campo. Non più solo pista, cavalli e velocità, ma palco, voce e presenza scenica. Così, un’operazione che potrebbe sembrare puramente celebrativa – rockstar e supercar, un binomio quasi automatico – diventa un’indagine sulla costruzione dell’identità pubblica. 

Cosa succede quando un oggetto industriale diventa autobiografia? 

La 250 GTO di Nick Mason, cofondatore e batterista dei Pink Floyd, non è soltanto una delle Ferrari più rare al mondo, è l’auto di un musicista che ha fatto del tempo, del ritmo e della tensione la propria grammatica espressiva. Nelle sue scelte collezionistiche si riconosce lo stesso approccio con cui i Pink Floyd costruivano paesaggi sonori stratificati: precisione, controllo dell’intensità, equilibrio tra potenza e misura. La GTO, con la sua aura quasi mitologica, diventa così una naturale estensione di quell’estetica. 

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Ferrari 250 GTO di Nick Mason 
Photo Courtesy of Ferrari Style Press Office

Diversa è la traiettoria con cui, negli anni Ottanta, l’immaginario Ferrari entra in uno dei videoclip più iconici della storia del pop: Material Girl di Madonna. Qui l’automobile smette di essere semplice oggetto di lusso e diventa elemento scenico in una riflessione ironica sul rapporto tra desiderio, potere e indipendenza economica. In un universo culturale in cui la Ferrari è stata a lungo letta come simbolo di affermazione maschile, Madonna ne ribalta il codice: non è un premio da conquistare, ma uno strumento narrativo sotto il controllo dell’artista. 

Con Eric Clapton il discorso cambia ancora. La SP12 commissionata a Maranello non è semplicemente una Ferrari, ma una one-off costruita su misura. Come una chitarra modificata fino a restituire il timbro desiderato, l’auto nasce da un’esigenza personale. Clapton non sceglie un modello: costruisce un progetto. E in questo gesto c’è un’idea profondamente artistica, quella per cui l’oggetto deve aderire alla propria identità, non il contrario. 

Altrettanto significativo è il legame con Cher. In un percorso costruito sulla trasformazione continua, la Ferrari entra come simbolo di permanenza dentro il cambiamento, restare iconica mentre tutto muta. Se per generazioni di uomini il cavallino rampante è stato certificato di conquista e successo, per un’artista come Cher diventa superficie di autorappresentazione, parte di una regia consapevole della propria immagine. 

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Ferrari 250 LM di Cher
Photo Courtesy of Ferrari Style Press Office

Per decenni, del resto, la Ferrari è stata narrata come emblema di potere maschile: successo economico, controllo, dominio della velocità. La mostra non cancella questa stratificazione simbolica, ma la complica. La mette in dialogo con corpi, voci e immaginari che ne ridefiniscono il significato. L’automobile non è più soltanto un trofeo, è un linguaggio. 
Ed è attraverso la narrazione che questo linguaggio prende forma. 

Il percorso espositivo intreccia immagini d’archivio e contenuti sonori, e le storie delle auto e dei loro proprietari diventano suono in un podcast realizzato da Chora Media, con la partecipazione di Federico Buffa. Non semplici didascalie audio, ma racconti che restituiscono profondità e contesto emotivo. La voce – elemento centrale nella vita degli artisti – diventa così anche strumento curatoriale, un’ulteriore forma di performance.

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Photo Courtesy of Ferrari Style Press Office

Ferrari così non entra nella musica per appropriarsene, ma perché riconosce un terreno comune: la tensione tra rigore e istinto. Un concerto, come una guida ad alte prestazioni, è il risultato di ore di preparazione che devono scomparire nel momento dell’esecuzione. 

Non è un caso che il Museo, dopo aver chiuso il 2025 con oltre 890 mila visitatori, abbia scelto di rafforzare questo dialogo diventando premium sponsor della prima edizione italiana del Jazz Open Modena. Il jazz, più di ogni altro genere, racconta questa dialettica: struttura e improvvisazione, tecnica e libertà, la stessa logica che governa un motore ad alte prestazioni. 

In fondo, il titolo The Greatest Hits non parla soltanto di canzoni celebri, ma di momenti in cui forma e intensità coincidono, di quando un oggetto supera la sua funzione e diventa segno culturale. 

Una Ferrari sarà pur sempre un’auto, ma può anche essere un autoritratto. E forse è questo che la mostra mette davvero in scena: la costruzione del mito, quel territorio ambiguo in cui talento, desiderio e immaginario collettivo si intrecciano fino a trasformare la tecnica in emozione, proprio come accade con la musica. 

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Come rinnovare l'armadio con micro esperimenti di upcycling domestico

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Trasformare i propri capi con creatività è un gesto di stile, ma anche un modo per riscoprirsi: piccoli interventi, grande personalità

Nell’epoca in cui tutto corre veloce -mode, trend, consumi - c’è un gesto che ci riporta al centro: rimettere le mani sui nostri abiti, toccarli, guardarli da vicino, reinventarli. È più di un esercizio creativo: è un modo per rallentare, riscoprire il potere della manualità e dare nuova vita alle cose che abbiamo già.
Così nasce Re-fashion Yourself, un invito contemporaneo a trasformare il proprio guardaroba attraverso micro esperimenti di upcycling domestico: piccoli interventi, zero tecnicismi, massima soddisfazione.

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Perché l’upcycling è la nuova forma di self-care

Upcycling non significa soltanto riciclare: significa trasformare qualcosa in meglio, ridandogli dignità e carattere. È un atto che parla di noi: ci ricorda che possiamo cambiare, migliorare, cambiare forma senza perdere il nostro valore.

Rinnovare un capo, infatti, è anche un gesto emotivo. È il piacere di fare qualcosa con le mani, di creare qualcosa di unico, di vedere nascere bellezza da un oggetto che credevamo “finito”. È un modo per dire: non ho bisogno di comprare sempre, posso creare.

Micro esperimenti creativi (facilissimi) da provare subito

I micro esperimenti di upcycling sono piccoli gesti creativi, facili e immediati, che possono trasformare un capo dimenticato in qualcosa di nuovo e sorprendente. Basta partire da un maglione che non indossate più: potete aggiungere un bordo di pizzo, qualche punto a contrasto o una toppa colorata sul gomito per dargli un’aria poetica e vissuta.

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Anche la camicia bianca, quel classico che abbiamo tutte nell’armadio, può reinventarsi con un nodo in vita, un bottone vintage o le maniche accorciate, diventando un top elegante e trasformabile. I jeans, poi, sono una tela perfetta per sperimentare: una cucitura lasciata a vista, una patch, un piccolo ricamo o un fiore disegnato con la candeggina li rendono immediatamente unici.

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Lo stesso vale per accessori e t-shirt: una borsa cambia anima sostituendo la tracolla o annodando un foulard al manico, mentre una maglietta può diventare un capo speciale con una parola ricamata vicino al cuore o un dettaglio grafico fatto a mano. Sono interventi minimi, quasi istintivi, ma capaci di rinnovare completamente ciò che già avete, e di raccontare una versione più personale e creativa di voi stesse.

Upcycling domestico: reinventare un capo, reinventare se stesse

Re-fashion Yourself non è una tendenza: è una filosofia. È scegliere di creare invece di comprare, di trasformare invece di buttare, di rallentare invece di seguire l’ennesima micro-tendenza. È un atto di libertà, di autonomia e, sì, anche di stile. Perché alla fine, il capo più bello è quello che parla di noi.