Dove mangiare all'aperto a Milano

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In cerca di ristoranti dove mangiare all'aperto a Milano? Tra cortili nascosti, giardini e oasi di pace ecco gli indirizzi da provare

Quando arriva la bella stagione iniziamo tutti a spremerci le meningi per ricordare i più bei posti che avevamo scoperto l'anno scorso dove mangiare all'aperto a Milano.

** Qui tutte le nostre selezioni di ristoranti a Milano **

Che si tratti di cortili nascosti, giardini rigogliosi, verande o spazi industriali arredati con gusto, i posti dove mangiare all'aperto a Milano non mancano - e qui e là ci sono delle vere e proprie chicche.

Tra nuove aperture, come Bistrot Ventura o 10_11, e i classici - come Ceresio 7, Vietnam mon amour, Terrazza Palestro, Gallia - non c'è che l'imbarazzo della scelta.

Ma ecco una lista per tutte le occasioni da spuntare nei prossimi mesi suggerita da chi di ristoranti se ne intende parecchio, TheFork, ognuno col suo link per sbirciare le foto di piatti, location e menù, leggere le recensioni di chi ci è già stato e prenotare.

10 ristoranti dove mangiare all'aperto a Milano

(Continua sotto la foto)

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Cactus Kitchen Bar

Un ristorante Bio & Healthy, che promuove stili di vita più salutari e plastic-free trasmettendo l’idea di un’alimentazione nutriente, sana e gustosa 

Via Varese, 4

Acanto

Acanto è il ristorante gourmet del 5 stelle Hotel Principe di Savoia, con ingresso indipendente rispetto a quello dell'hotel. I tavoli in veranda, con vista sul bel giardino all'italiana, sono un ulteriore plus per una pausa super romantica.

Piazza della Repubblica, 17

Bistrot Dolce Luna

Alle porte di Milano, è all’interno di una tenuta agricola biologica di 11 ettari. I menù propongono ricette tipiche della cucina italiana, utilizzando per la maggiore i prodotti della terra e i prodotti delle cascine agricole. 

Via Gaetano Airaghi, 131

Note di cucina

Pasta fresca e grigliate di carne in un tipico cortile milanese, ma con cucina emiliana.

Viale Monza, 16

Jodok pizza e cucina

Nel rilassante verde del parco dell'ex casa di cura Paolo Pini. cucina prevalentemente mediterranea con qualche tocco personale, tante alternative tra i piatti di carne, pesce, vegetariani e vegani e pizze.

Via Ippocrate, 47

Braci e taci

Ampio dehor esterno per piacevoli serate all'aperto in compagnia, specializzato in pizze napoletane e carni cotte con il forno X-oven .

Piazza Rosa Scolari, 3

Valtellina Osteria con giardino

Giardino romantico, con piatti di sostanza.

Via Privata Taverna, 34

Antica Osteria Cavallini

Ristorante storico milanese attivo dal 1934 con cucina tipica di carne e di pesce e un ampio giardino con tavoli all'aperto.

Via Mauro Macchi, 2

10 Corso Como Café

Un angolo di pace nella via della movida per eccellenza. 

Corso Como, 10

Al Fresco

Location suggestiva in un vecchio spazio industriale con tavoli in un ampio giardino e cucina italiana contemporanea.

Via Savona, 50

  • IN ARRIVO

In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

Progetto-senza-titoloNatale Cotechino
Il piatto delle Feste per eccellenza vi stupirà: ecco perché.

Non è Capodanno senza il Cotechino con le lenticchie, un abbinamento tradizionale che, se mangiato alla mezzanotte, si dice porti fortuna e prosperità per l'anno nuovo.

Ma allora perché concederselo solo durante le Feste? Il Cotechino Modena IGP è un ottimo prodotto italiano che si presta perfettamente anche a ricette gourmet, da servire non solo durante la stagione fredda, soprattutto perché meno calorico di quanto si pensi.

In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

(Continua sotto la foto)

Cotechino Modena IGP_1_1

Ogni anno, arriva puntuale il momento di scegliere il menu per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. L’usanza (ma anche l’indubitabile bontà e gusto) vuole che il Cotechino sia sempre e comunque presente a tavola e, per abitudine, siamo soliti proporlo con i classici abbinamenti lenticchie e purea di patate. 

Ma per stupire parenti e amici sappiate che ci sono ricette raffinate e innovative che combinano insieme tradizione e modernità.

Proprio il Consorzio di tutela Zampone e Cotechino Modena IGP – che oggi conta 13 aziende, tra i principali produttori dei due prodotti insigniti dell’ambito riconoscimento “Indicazione Geografica Protetta” – ha deciso di lanciare una sfida ai consueti luoghi comuni.

E così, grazie al coinvolgimento dello chef Luca Marchini del ristorante stellato L’erba del Re di Modena, sono venuti fuori piatti insoliti e originali come il Cotechino croccante accompagnato con zabaione semi salato, cipolle all’aceto balsamico di Modena ed emulsione oppure la Pasta all’uovo con un ragù di Zampone, fondo bruno e cioccolato fondente.

Ricette che fanno venire l’acquolina ancora prima di sentire il profumino che sprigionano in pentola e – ottima notizia! – contrariamente ai pregiudizi, si possono gustare senza grandi sensi di colpa. Sì perché il Cotechino ha meno calorie di quanto si pensi: un etto corrisponde a circa 250 calorie, un apporto inferiore a quello di un piatto di pasta scondita ed equivalente a quello di una mozzarella. 

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Altro mito da sfatare: il colesterolo è presente in quantità simili a quello contenuto nel pollo o nella spigola e comunque inferiori a quelle presenti in tanti alimenti che consumiamo abitualmente come le uova, frutti di mare o formaggio grana.

Questo prodotto dalla lunga storia e tradizione – una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale e pepe intero e/o a pezzi – rispetto al passato, ha visto ridursi il contenuto di grassi e sodio e oggi è in linea con i suggerimenti della moderna scienza nutrizionale.

Lo dicono gli esperti, e in particolare le recenti analisi dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (ex INRAN ora CREA NUT): il Cotechino non solo ha un elevato contenuto di proteine nobili e un moderato contenuto di grassi (perché persi in parte con la cottura) ma anche più grassi insaturi rispetto a quelli saturi ed è ricco di vitamine del gruppo B e di minerali, soprattutto ferro e zinco.

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Si tratta poi di un prodotto costantemente controllato proprio perché tutelato da un Consorzio, ormai attivo da oltre 20 anni, che ne garantisce la produzione nel territorio previsto dal disciplinare (Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Lodi, Pavia, Milano, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Mantova, Verona e Rovigo), secondo l’originale e tradizionale ricetta (determinati ingredienti, proporzioni e spezie) e rispettando precise caratteristiche qualitative (colore, sapore e soprattutto un contenuto minimo di proteine e massimo di grassi).

E poi, ultimo ma non per importanza, da considerare la velocità di preparazione di questo piatto. Quanto quella di un piatto di pasta, tra ebollizione e cottura: proprio così. Grazie al packaging in alluminio della versione precotta, che richiede una cottura in acqua bollente, ci vogliono solo 20 minuti. Quindi, cos’altro aspettare? Se già state sognando un bel piatto di Cotechino fumante, il conto alla rovescia è già partito e da questo momento avrete meno di un quarto d’ora per sbizzarrivi!

Se volete cimentarvi in ricette alternative con il Cotechino Modena IGP – un prodotto la cui origine risale addirittura al Cinquecento – potete consultare la sezione ricette del sito web del Consorzio con un’ampia serie di proposte che vanno dal brunch all’aperitivo. 

Pubblicazione finanziata con la Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n. 16/95