Ecco cosa mangia la regina Elisabetta ogni giorno da quando ha 5 anni

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Considerando la sua veneranda età, è lecito chiedersi che cosa mangia la regina Elisabetta per mantenersi in salute: ecco la risposta

La regina ha regole molto rigide quando si tratta di cibo. 

Nota per il suo gusto tradizionale e per l'amore verso la semplice cucina britannica, Elisabetta II segue un programma di pasti prestabilito con menu pre-programmati e scritti in francese, lingua che lei parla fluentemente.

Si tratta di una dieta semplice e salutare, creata ad hoc per la monarca più longeva del Regno Unito.

Lo chef personale della regina le invia infatti tre suggerimenti di menù per ogni pasto della settimana e lei sceglie quali di questi la aggrada di più. 

**L'ingegnoso trucco usato per evitare che la Regina Elisabetta venga avvelenata**

Allora, cosa c'è nel menù di Sua Maestà? Ecco cosa mangia la regina in una giornata tipo.

**5 cibi vietati che la Regina Elisabetta non può mangiare**

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Cosa mangia la regina a colazione

La giornata della regina inizia alle 7:30, quando le vengono portati tè e biscotti direttamente nella sua camera da letto.

Secondo le indiscrezioni, una cameriera le porta un vassoio con due teiere in argento massiccio, una con le foglie di tè Earl Grey e l'altra con l'acqua calda, una tazza e un piattino in porcellana e un tovagliolo di lino ricamato con le sue iniziali reali. 

È solo dopo un bagno mattutino che la regina fa colazione nella sua sala da pranzo privata alle 8:30: cereali e frutta fresca per il pasto più importante della giornata. Secondo l'ex chef reale, i cereali Special K sono i preferiti della regina. 

A volte invece capita che la Sua Maestà scelga di mangiare pane tostato e marmellata, e occasionalmente anche uova strapazzate con salmone affumicato e del tartufo grattugiato

Cosa mangia la regina a pranzo 

Prima di pranzo, solitamente servito all'una, la regina si gode un bicchiere di gin and Dubonnet (un aperitivo a base di vino dolce) con una fetta di limone e molto ghiaccio. 

L'ex chef ha raccontato che purtroppo la regina non è una buongustaia ma "mangia per vivere".

Il pranzo allora è molto semplice: solitamente un pasto a base di pesce e verdure, come una sogliola di Dover alla griglia con spinaci o zucchine, o un semplice pollo alla griglia con insalata. 

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L'appuntamento che non può mai mancare

Il tè del pomeriggio è un appuntamento fisso a palazzo.

Viene spesso servito con una fetta di torta fatta con biscotti al cioccolato, la preferita dalla regina, che è stata servita anche al ricevimento di nozze del principe William del 2011.

Non mancano anche finger sandwich con ripieni come tonno e cetriolo, salmone affumicato, uova e maionese o prosciutto e senape; che vengono serviti senza la crosta. 

Cosa mangia la regina a cena 

Le preferenza della monarca riguardo la cena variano spesso, e includono una combinazione di carne o pesce e verdure. Ma mai carboidrati.

** A Kate Middleton è vietato mangiare la pasta **

Come piatto principale, ha rivelato lo chef, la regina ama la selvaggina; cose come la bistecca gaelica, il filetto con salsa di whisky ai funghi, e carne di cervo.

Il team che lavora in cucina ha un repertorio di piatti, principalmente cibo britannico e francese, che piacciono molto a Elisabetta II. 

E se c'è una cosa che Sua Maestà non si fa mai mancare è il dessert. Si dice infatti che la regina ami le fragole di Balmoral e le pesche bianche coltivate al Castello di Windsor. Ma ha anche un debole per il cioccolato. 

**Volete cenare con la Regina Elisabetta? Allora memorizzate queste 5 regole**

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In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

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Il piatto delle Feste per eccellenza vi stupirà: ecco perché.

Non è Capodanno senza il Cotechino con le lenticchie, un abbinamento tradizionale che, se mangiato alla mezzanotte, si dice porti fortuna e prosperità per l'anno nuovo.

Ma allora perché concederselo solo durante le Feste? Il Cotechino Modena IGP è un ottimo prodotto italiano che si presta perfettamente anche a ricette gourmet, da servire non solo durante la stagione fredda, soprattutto perché meno calorico di quanto si pensi.

In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

(Continua sotto la foto)

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Ogni anno, arriva puntuale il momento di scegliere il menu per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. L’usanza (ma anche l’indubitabile bontà e gusto) vuole che il Cotechino sia sempre e comunque presente a tavola e, per abitudine, siamo soliti proporlo con i classici abbinamenti lenticchie e purea di patate. 

Ma per stupire parenti e amici sappiate che ci sono ricette raffinate e innovative che combinano insieme tradizione e modernità.

Proprio il Consorzio di tutela Zampone e Cotechino Modena IGP – che oggi conta 13 aziende, tra i principali produttori dei due prodotti insigniti dell’ambito riconoscimento “Indicazione Geografica Protetta” – ha deciso di lanciare una sfida ai consueti luoghi comuni.

E così, grazie al coinvolgimento dello chef Luca Marchini del ristorante stellato L’erba del Re di Modena, sono venuti fuori piatti insoliti e originali come il Cotechino croccante accompagnato con zabaione semi salato, cipolle all’aceto balsamico di Modena ed emulsione oppure la Pasta all’uovo con un ragù di Zampone, fondo bruno e cioccolato fondente.

Ricette che fanno venire l’acquolina ancora prima di sentire il profumino che sprigionano in pentola e – ottima notizia! – contrariamente ai pregiudizi, si possono gustare senza grandi sensi di colpa. Sì perché il Cotechino ha meno calorie di quanto si pensi: un etto corrisponde a circa 250 calorie, un apporto inferiore a quello di un piatto di pasta scondita ed equivalente a quello di una mozzarella. 

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Altro mito da sfatare: il colesterolo è presente in quantità simili a quello contenuto nel pollo o nella spigola e comunque inferiori a quelle presenti in tanti alimenti che consumiamo abitualmente come le uova, frutti di mare o formaggio grana.

Questo prodotto dalla lunga storia e tradizione – una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale e pepe intero e/o a pezzi – rispetto al passato, ha visto ridursi il contenuto di grassi e sodio e oggi è in linea con i suggerimenti della moderna scienza nutrizionale.

Lo dicono gli esperti, e in particolare le recenti analisi dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (ex INRAN ora CREA NUT): il Cotechino non solo ha un elevato contenuto di proteine nobili e un moderato contenuto di grassi (perché persi in parte con la cottura) ma anche più grassi insaturi rispetto a quelli saturi ed è ricco di vitamine del gruppo B e di minerali, soprattutto ferro e zinco.

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Si tratta poi di un prodotto costantemente controllato proprio perché tutelato da un Consorzio, ormai attivo da oltre 20 anni, che ne garantisce la produzione nel territorio previsto dal disciplinare (Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Lodi, Pavia, Milano, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Mantova, Verona e Rovigo), secondo l’originale e tradizionale ricetta (determinati ingredienti, proporzioni e spezie) e rispettando precise caratteristiche qualitative (colore, sapore e soprattutto un contenuto minimo di proteine e massimo di grassi).

E poi, ultimo ma non per importanza, da considerare la velocità di preparazione di questo piatto. Quanto quella di un piatto di pasta, tra ebollizione e cottura: proprio così. Grazie al packaging in alluminio della versione precotta, che richiede una cottura in acqua bollente, ci vogliono solo 20 minuti. Quindi, cos’altro aspettare? Se già state sognando un bel piatto di Cotechino fumante, il conto alla rovescia è già partito e da questo momento avrete meno di un quarto d’ora per sbizzarrivi!

Se volete cimentarvi in ricette alternative con il Cotechino Modena IGP – un prodotto la cui origine risale addirittura al Cinquecento – potete consultare la sezione ricette del sito web del Consorzio con un’ampia serie di proposte che vanno dal brunch all’aperitivo. 

Pubblicazione finanziata con la Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n. 16/95