I momenti che ricorderemo della Haute Couture Primavera-Estate 2023 di Parigi

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A Parigi va in scena l'Alta Moda: dalle atmosfere clubbing di Valentino alle celebrities in prima fila, ecco cosa ricorderemo di questa settimana di sfilate

Si conclude la settimana parigina dedicata all'Haute Couture e siamo qui, immancabilmente, a raccontarvi quali sono le collezioni Primavera-Estate 2023 che ci hanno colpito di più, cos'è successo in queste giornate di show, chi c'era e tanto altro ancora.
Il calendario degli show, che si concentrati in quattro giorni nonostante il nostro ostinarci a chiamarla "settimana dell'alta moda", si è aperto con Schiaparelli, forse uno dei momenti fashion di cui avrete letto e sentito parlare maggiormente a mezzo social e che approfondiremo per primo. C'entrano degli abiti, una testa di leone (e le polemiche social dei fan del "commento facile" poco inclini a documentarsi). Scorrono tranquille, senza intoppi, le collezioni di Dior e Chanel, e prendono i consueti applausi i primi della classe couture come Elie Saab, Zuhair Murad e Giambattista Valli.

Fanno il pieno di consensi Viktor & Rolf e Valentino. Il duo olandese gioca a separare i corpi dagli abiti, trasportando l'osservatore in un universo paradossale, fantastico e nonsense che cela però una riflessione più ampia e profonda. Pierpaolo Piccioli porta in passerella il mix perfetto tra alta moda e stile clubbing, con colori, texture e silhouette che sanno di un glamour tutto nuovo, contemporaneo, in 89 uscite che vorresti non finissero mai.

Oltre agli show c'è di più, ci sono le celebrities. In prima fila e in posa ai photocall non si sono fatti attendere tantissimi volti noti. A emergere sono stati alcuni nomi in particolare: Doja Cat, che ha portato la sua capacità di travestirsi e trasformarsi a un livello altissimo, Apple Martin e Deva Cassel, che hanno portato avanti il topic più caldo del momento, quello dei nepo-babies.
C'erano anche loro, Sabrina Impacciatore, Beatrice Grannò e Simona Tabasco, le tre italiane della fortunata serie The White Lotus, che sono diventate delle vere stelle a livello internazionale.

Da queste premesse avrete capito che sono stati quattro giorni pieni e intensi e che le cose da sapere sono tantissime. Non aspettate oltre...


Schiaparelli, l'omaggio a Dante e le immancabili polemiche

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Sopra: Kylie Jenner, ospite di Schiaparelli, indossa uno degli abiti della collezione. Credits: Getty Images

Non ha fatto in tempo a svuotarsi il front row che già il mondo social tuonava contro Schiaparelli e il suo direttore creativo, Daniel Roseberry, reo secondo l'audience giudicante, di aver portato in passerella un vero e proprio atto di propaganda nei confronti della caccia, un'esaltazione dell'animale come trofeo.
Se questa frase vi ha lasciato perplessi tutto bene, significa che non siete cascati nell'ennesima polemica, una di quelle che nascono ancor prima di indagare, di informarsi, di sapere insomma. Roseberry, per questa Primavera-Estate 2023, ha scelto di ispirarsi all'Inferno di Dante, un'opera che racconta di aver rispolverato di recente. Oltre a portare in passerella tre look per ciascuno dei nove gironi dell'inferno, si è ispirato direttamente ad alcune figure che appartengono alla narrazione. Ed è qui che gli abiti, adornati dalle teste di un leopardo, un leone e una lupa (a rappresentare la lussuria, l'orgoglio e l'avarizia) hanno scatenato l'impensabile e mosso accuse che possono solo sbalordire chi le incontra. Teste finte, realizzate in schiuma, resina e ricoperte di una peluria di lana e seta, paragonate a un mezzo di istigazione alla caccia e all'esaltazione dell'animale come trofeo, in una polemica inutile che ha messo in ombra una collezione, non delle migliori rispetto alle precedenti stagioni, ok, ma che è comunque degna di nota e ricca in termini di narrazione.

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Il club democratico di Valentino

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Ai piedi del ponte Alexandre III, emblema di Parigi, si aprono le porte di Le Club Valentino, non un circolo per pochi, ma uno spazio aperto a tutti gli individui che vogliano celebrare la propria unicità attraverso l'arte gioiosa del vestirsi e del travestirsi (come vi abbiamo raccontato qui). Con colori acidi mixati a note delicate, paillettes, trasparenze, fiocchi e platform dalle altezze vertiginose, va in scena un incontro inaspettato e splendidamente riuscito, quello tra gli stilemi dell'alta moda e i codici dello stile clubbing. E ancora una volta Pierpaolo Piccioli fa il pieno di applausi.

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In alto e sopra, due momenti della sfilata Valentino Haute Couture 2023. Credits: Getty Images

Le creazioni surreali di Viktor&Rolf

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La Primavera-Estate 2023 di Viktor & Rolf, si è presentata come un tuffo in un mondo surreale e ha portato con sé una riflessione interessante. La couture è nell'immaginazione comune, un foglio bianco a disposizione del creativo, un mondo parallelo che non conosce esigenze di marketing, logiche di business, ma solo pura fantasia. Dire che sia ancora così al giorno d'oggi fa quasi sorridere. Ma con questi abiti-scultura che immaginereste solo in una fiaba, il duo olandese ha ribaltato le regole della moda, proponendo abiti che non si indossano nel senso pratico del termine, che si allontanano dal corpo, che vivono quasi di una vita propria. E hanno dimostrato che alla fine la fantasia e la voglia di giocare vincono su tutto.

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In alto e sopra, tre momenti dallo show Haute Couture di Viktor&Rolf. Credits: Getty Images

I maestri che non deludono mai

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Sopra: alcune creazioni della collezione Haute Couture Primavera-Estate 2023 di Elie Saab nel backstage della sfilata. Credits: Getty Images

Abbiamo visto poco fa come ci siano dei concetti ben precisi che è facile ricondurre all'idea di couture. Allo stesso modo ci sono dei canoni estetici, dei tratti inconfondibili. Tulle, chiffon, pizzo. Ruches, paillettes. Silhouette a sirena o maxi gonne principesche e ultimo, non per importanza ma per ordine di uscita, l'abito bianco dalle vibes sposalizie. Tutti questi ingredienti vengono mescolati con sapienza, a ogni stagione, da dei talenti che davvero non ci lasciano mai senza una certezza. Elie Saab, Zuhair Murad, Giambattista Valli sono dei veri campioni di alta moda, fedeli alla propria estetica ma mai banali o noiosi.

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Sopra e a seguire: Zuhair Murad Haute Couture Primavera-Estate 2023. Credits: Getty Images

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Sopra: Giambattista Valli Haute Couture Primavera-Estate 2023. Credits: Getty Images

E quelli che...

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Passano un po' sordina a questo giro, altri nomi altisonanti che sono soliti creare grandi aspettative. Dior e Chanel portano in scena narrazioni più vicine a un pret-a-porter che al sognante laboratorio di un couturière. Nell'insieme, però, emergono le uscite finali di Maria Grazia Chiuri, tra drappeggi di velluto e lunghi scivolati dal finish brillante.

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Il capolavoro couture di Haider Ackermann per Jean Paul Gaultier

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Da quando ha scelto di andare "in pensione", Jean Paul Gaultier assegna la propria collezione stagionalmente a un designer, e per la Primavera-Estate 2023 è stato il turno di Haider Ackermann. Un'intuizione a dir poco perfetta, perché in passerella si è visto il vero concetto di alta moda. In termini di design, di attitude, di atmosfera. Il nostro primo pensiero? Speriamo non sia solo una collaborazione spot perché uno spettacolo così lo vorremmo rivedere.

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In alto e sopra due momenti dalla sfilata Jean Paul Gaultier Haute Couture 2023. Credits: Getty Images

L'alta moda è leggerezza per Kim Jones

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Haute Couture non sottintende metri di pesanti tessuti e costruzioni ingombranti e principesche. Kim Jones, per la collezione 2023 di Fendi, ha mostrato un esercizio di leggerezza. "Mi sono voluto concentrare sulla tecnica e sull'arte della couture con la leggerezza, la fluidità e l'attitude di oggi" spiega il designer che ha scelto una palette colore delicata, materiali impalpabili (tra i quali spicca il Fuuga, uno speciale e prestigioso mohair giapponese), e ha portato in primo piano la lingerie attraverso morbide aperture cut-out.

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In alto e sopra, tre momenti della sfilata Haute Couture di Fendi. Credits: Getty Images

Fiocchi, guanti e volant alla conquista di Parigi

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Sopra da sinistra: Valentino Haute Couture - Armani Privé. Credits: Getty Images

Temi ricorrenti di queste collezioni sono stati i fiocchi, i colletti ricchi di volant e i guanti, in pelle o il maglia metallica, sono un must da indossare con l'abito lungo come vorrebbe la tradizione, ma anche con mini dress o sotto a un blazer sartoriale d'ispirazione maschile.

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Sopra da sinistra: Armaniv Privé - Valentino. Sotto da sinistra: Valentino - Fendi. Credits: Getty Images

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I travestimenti di Doja Cat

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Le celebrities catturano sempre l'attenzione durante questi eventi e tutti gli occhi e i flash, per la couture PE 2023 sono stati per Doja Cat. Dalla prima apparizione sul front row di Schiaparelli, ricoperta con 34 mila cristalli Swarovski rossi al total black quasi morigerato scelto per Valentino, questa è stata senza dubbio la sua settimana. Il look più divertente? Quello indossato da Viktor&Rolf, che si dice sia nato come risposta agli haters scatenati sui social. In riferimento al suo look total red infatti, su Twitter hanno iniziato a comparire commenti riguardanti la "mancanza di ciglia" e quindi di espressività. La sua risposta? Un bel po' di ciglia finte, come sopracciglia, affetti, pizzetto. Ce ne fossero come lei.

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In prima fila, tra nepo-babies e nuove superstar

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Tanti i flash e gli strilli in copertina per due splendide e giovanissime figlie di. Deva Cassel, primogenita di Monica Bellucci e Vincent Cassel, e Apple Martin, frutto (scusate il gioco di parole) dell'unione tra Chris Martin e Gwyneth Paltrow. La loro apparizione, da Dior la prima e da Chanel la seconda, ha dato ancor più fiato a uno dei dibattiti più caldi del momento, quello riguardante i nepo-babies, i figli dei famosi che trovano posto ai vertici di svariate industrie proprio perché figli di qualcuno. Una storia vecchia e già scritta, che mai come in questo momento aveva catalizzato tanto l'attenzione. A torto o a ragione non lo diremo loro, ma il talento che queste e tante altre fanciulle dimostreranno di avere. Sempre che venga loro richiesto...

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Un talento che, al contrario, si è già palesato, è quello delle tre star italiane della fortunata serie The White Lotus. Sabrina Impacciatore, un nome e una garanzia del brillante cinema italiano, Beatrice Grannò e Simona Tabasco hanno conquistato il pubblico americano e internazionale. Un successo da favola il loro, che dopo aver presenziato sui front row delle recenti sfilate milanesi sono volate anche a Parigi riempiendoci di orgoglio. E qui non c'è nepo-baby che possa reggere il confronto.

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Tale madre, tale figlia! Matilde Lucidi grande protagonista in passerella alla Milano Fashion Week

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Da Fendi a Max Mara, da Roberto Cavalli a Boss: Matilde Lucidi, l’astro nascente della moda italiana, è la star indiscussa di questa edizione della Milano Fashion Week.

È una delle giovani promesse del mondo della moda e già lo scorso ottobre, dopo il debutto da Dior e Miu Miu, avevamo intuito che avremmo sentito molto parlare di lei. 

Ora che l’abbiamo rivista sfilare per altri grandi big della Milano Fashion Week abbiamo avuto l’ennesima conferma: Matilde Lucidi è uno dei nomi destinati a dominare le passerelle nei prossimi anni.

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La figlia di Bianca Balti e Christian Lucidi, anche se è ancora giovanissima, ha tutte le carte in regola per lasciare il segno e grazie al suo portamento e alla sua forza espressiva è già richiestissima dalle grandi maison.

Chi è Matilde Lucidi

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Matilde è cresciuta tra Milano e Los Angeles e la moda ha sempre fatto parte della sua vita. Da bambina Bianca Balti la portava sempre con sé ed è proprio il tempo trascorso sui set fotografici e nel backstage delle sfilate che ha fatto crescere ancora di più la sua passione per la moda.

Dopo qualche apparizione in front row, qualche intervista al fianco della madre e un paio di campagne, adesso la modella è pronta a fare il grande salto e a seguire sì le orme della mamma ma anche a farsi apprezzare per il suo talento e non solo in quanto “figlia di”.

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In questi giorni l’abbiamo vista tornare in passerella confermando il suo ruolo da protagonista tra i volti emergenti di questa Milano Fashion Week.

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L’abbiamo notata da Fendi, durante il debutto di Maria Grazia Chiuri. Poi è riapparsa da Max Mara e da Boss per poi calcare nuovamente la catwalk ieri sera, in occasione dello show di Roberto Cavalli.

Ma la settimana della moda milanese non è ancora giunta al termine e ci sono ottime chance di rivederla presto sfilare anche per altre maison.

Foto: GettyImage

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Il debutto di Meryll Rogge da Marni: 5 punti chiave dello show FW26

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Marni ha svelato la prima collezione realizzata dalla nuova direttrice creativa Meryll Rogge: ecco 5 highlight della sfilata.

Era uno dei momenti più attesi di questa edizione della Settimana della moda milanese e il suo debutto ha segnato uno dei passaggi più interessanti della terza giornata di sfilate: l’arrivo di Meryll Rogge alla guida di Marni ha portato con sé una grande aria di cambiamento  pur mantenendo intatta l’identità riconoscibile del marchio.

La collezione FW26 della nuova direttrice creativa rappresenta un ritorno all’essenza di Marni pur aprendo a nuove interpretazioni estetiche.

Il passato non si ripete, si reinterpreta. I segni distintivi del brand tornano in una veste rinnovata ed è così che pattern, proporzioni alterate e ornamenti diventano espressione della nuova visione contemporanea di Marni.

Ma ecco 5 punti salienti della sfilata di ieri.

01. L'allestimento

Per la sfilata Fall Winter 2026 di Marni, la Direttrice Creativa Meryll Rogge ha collaborato con Formafantasma a un allestimento che riflette un calore intrinseco, un’atmosfera familiare fatta di ambienti avvolgenti che invitano a restare. "Lo spazio è costruito attorno a una serie di superfici specchiate, parzialmente dipinte a mano con frammenti tratti dalla vita di tutti i giorni: un faro di auto, una sedia da ufficio, avanzi di cibo su un tavolo, una telecamera a circuito chiuso, una scheda aperta sul computer" si legge sul profilo Instagram del brand. 

02. La collezione FW26 di Marni

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La collezione FW26 è un omaggio alle radici del brand e una reinterpretazione delle silhouette d’archivio. Le montagne che circondano Milano suggeriscono un immaginario da alpinista ed è così che per la prossima stagione lo sportswear viene reinterpretato da Marni in chiave couture. Pelle biker insieme a ciré industriale, organza e seta accanto a materiali tecnici: sono opposti che non si annullano, ma si completano. Tessuti, volumi e dettagli funzionali si combinano con elementi più raffinati, per assumere una nuova formalità, in uno scambio sempre attuale. Ci sono le gonne a tubino tempestate di maxi paillettes, i parka sportivi indossati con le cravatte, le camicie a stampa check che si abbinano a gilet e trench in pelle. E poi ancora le maglia in lana grossa, le gonne a vita alta fissate con clip metalliche e gli abiti midi con le cuciture a vista.

03. I dettagli

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I dettagli della collezione riflettono uno spirito giocoso e raffinato: si spazia dai ricami naïf ai pois delicati e alla broderie anglaise, segni distintivi della brand. Accanto a loro, righe irregolari, check in sbieco, patchwork e poi ancora cuciture rovesciate, paillettes oversize ricamate su cotone e applicazioni in madreperla.

04. Gli accessori

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Al centro della collezione FW26, stivali stringati e décolleté con il tacco altissimo, accessori in pellami spazzolati e gioielli dipinti a mano. Insieme a due grandi icone di Marni: il sandalo Fussbett, la borsa Trunk, ripensate e riprogettate con dettagli che ridefiniscono i codici di Marni con uno sguardo nuovo.

05. Il front row

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In front row, ad assistere al debutto della nuova direttrice creativa, tanti amici del brand come Arianna Alessi e Renzo Rosso, Miyeon, Tamu McPherson, Eva Chen, Gala Gonzales, Alexandre Pato e molti altri.

Credits: GettyImage / Courtesy of press office

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WHITE riparte da “Tabula Rasa”: la nuova visione internazionale al centro della Milano Fashion Week

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Dalle Secret Rooms alla nuova area WHITE Accessories: la CEO Brenda Bellei racconta la trasformazione del salone simbolo della Milano Fashion Week.

Nel cuore del Tortona Fashion District, dal 26 febbraio al 1° marzo, WHITE torna protagonista della Milano Fashion Week con un’edizione che segna un vero cambio di paradigma. Oltre 300 brand (con una crescita del +10% rispetto allo scorso febbraio e un 46% di presenze internazionali) animano il Superstudio Più, confermando il salone come piattaforma strategica per il womenswear contemporaneo.

Con 130 nuovi marchi e un significativo potenziamento dei buyer esteri, sostenuto anche dal supporto di ICE–Agenzia e dalle istituzioni, WHITE rafforza il proprio ruolo nel processo di internazionalizzazione del Made in Italy.

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Credits: Courtesy of Press Office

Ma il dato numerico racconta solo una parte della storia. L’edizione di febbraio introduce una visione più netta e consapevole, sintetizzata nel concept “Tabula Rasa”: si tratta di un invito a ripartire dall’essenza del prodotto, dalla qualità e da un brand mix capace di coniugare ricerca estetica e concrete prospettive di business.

Dalle rinnovate Secret Rooms alla nuova area WHITE Accessories nella sala Daylight, fino allo sviluppo internazionale del progetto The Circle a Riyadh, WHITE non si limita a essere un hub espositivo, ma evolve in una piattaforma globale in dialogo con mercati emergenti e culture differenti.

Ne abbiamo parlato con Brenda Bellei, CEO di WHITE che ci ha raccontato la nuova visione del salone e le strategie per rafforzarne il posizionamento internazionale.

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Brenda Bellei

Credits: Courtesy of Press Office

WHITE torna a febbraio con una visione molto forte. In che modo questa edizione rappresenta un nuovo punto di partenza per il salone e per la sua identità internazionale?

«Questa edizione segna un nuovo punto di partenza perché abbiamo completamente ridefinito il concetto di ricerca. Non parliamo più solo di prodotti particolari, ma di collezioni molto attuali e in linea con le richieste dei buyer. Proponiamo brand innovativi, ma con il giusto rapporto qualità-prezzo, così da consentire ai retailer internazionali di trovare a Milano il meglio dei prodotti nazionali e internazionali: creazioni giuste da acquistare e rivendere, capaci di incontrare l’estetica e il prezzo richiesto dal cliente finale».

“Tabula Rasa” è il cuore narrativo della nuova campagna. Cosa significa, oggi, per WHITE “ripartire da zero” e quali cambiamenti concreti porta questa filosofia nel progetto?

«Tabula Rasa è una dichiarazione di intenti. Ripartire da zero significa liberarsi dalle sovrastrutture e tornare all’essenza: prodotto, qualità, identità, ma al giusto prezzo. Per WHITE vuol dire ampliare i format, alleggerire ciò che è superfluo e rafforzare ciò che genera valore reale. È un invito a ripensare il sistema in modo più consapevole, sia dal punto di vista creativo sia commerciale. Oggi il mondo è globale e le opportunità sono molteplici: con “Tabula Rasa” siamo pronti a coglierle tutte, senza pregiudizi».

La campagna ideata da Massimiliano Bizzi parla di essenzialità e ritorno al valore reale delle collezioni. Quanto è importante, in questa fase di mercato complessa, offrire ai buyer non solo ispirazione ma vere prospettive di business?

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Credits: Courtesy of Press Office

«In una fase di mercato complessa, l’ispirazione da sola non basta. I buyer cercano solidità, affidabilità e visione strategica. Il nostro compito è offrire un brand mix in cui la creatività sia sostenuta da una struttura commerciale concreta. Il valore di una collezione oggi non sta nell’eccesso, ma nella coerenza, nella qualità dei materiali, nella chiarezza del posizionamento. WHITE vuole essere il luogo dove l’estetica incontra il business, creando opportunità internazionali reali per i brand presenti».

Le Secret Rooms tornano con un’evoluzione significativa. Che tipo di creatività troveremo quest’anno e perché quest’area è così centrale nell’esperienza WHITE?

«Le Secret Rooms rappresentano la vetrina delle tendenze di WHITE Milano: uno spazio dedicato ai brand che incarnano l’estetica contemporanea e che, secondo la visione del salone, sono destinati a diventare protagonisti del fashion business. Nel tempo abbiamo intercettato e valorizzato marchi poi affermatisi anche in contesti prestigiosi come il LVMH Prize, tra cui KIDSUPER e BOTTER.

L’edizione di febbraio rafforza questa direzione con una selezione ancora più internazionale. Protagonisti saranno BATAKOVIC BELGRADE, fondato dalla designer Ivana Batakovic; SUSAN FANG, noto per l’estetica eterea e la fusione tra artigianato e tecnologia; LUCILLE THIEVRE, che ha fatto del jersey e del drappeggio la propria cifra stilistica; MII, ponte tra artigianalità indiana ed eleganza francese; e MADALINA CAMINSCHI, nuova realtà del lusso contemporaneo con sede a Milano.

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LUCILLE THIEVRE 

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Credits: Courtesy of Press Office

Le Secret Rooms incarnano la missione del salone: scoprire, sostenere e accompagnare nuove energie creative, facilitando relazioni di valore e l’incontro con buyer internazionali»

Accanto alle Secret Rooms debutta anche “WHITE Accessories” nell’area DAYLIGHT. Che ruolo ha oggi l’accessorio nella strategia di crescita del salone?

«L’accessorio è sempre più strategico e con un potenziale commerciale molto forte. Con WHITE Accessories vogliamo intercettare un pubblico trasversale: dai concept store ai department store internazionali, fino ai retailer specializzati. All’interno di Superstudio, nella sala DAYLIGHT, nasce un’area interamente dedicata agli accessori, con focus sulla calzatura, pensata come una vetrina d’eccellenza ad alto impatto scenografico.

Tra i brand presenti: MORSICA, special guest con il suo design d’avanguardia; CAMPER; STEFANO MUGNAI; MEXICANA; SPERRY; oltre ai label di borse VILLA NICCOLAI e al marchio di cappelli LA STRAMBERIA».

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Credits: Courtesy of Press Office

WHITE rafforza sempre più la sua dimensione internazionale. Quanto è strategico il progetto The Circle a Riyadh?

«Il progetto The Circle a Riyadh è estremamente strategico: apre un dialogo diretto con un mercato in forte espansione e con un pubblico giovane e culturalmente dinamico. Per i brand di WHITE significa accedere a nuove opportunità distributive, partnership locali e maggiore visibilità in un contesto internazionale in evoluzione».

Guardando al futuro, quale sarà la vera sfida per le piattaforme fieristiche come WHITE?

«La vera sfida sarà continuare a essere non solo un hub espositivo, ma una piattaforma itinerante nel mondo. “Tabula Rasa” è la chiave per ripensare il modello: fare scouting e stringere accordi con piattaforme fuori dal comune, portando i brand verso un’internazionalizzazione sempre più ampia e variegata. Oggi dobbiamo guardare globale. WHITE non vuole solo adattarsi al cambiamento, ma contribuire a guidarlo».

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Prada e l’arte della stratificazione: 5 highlight della sfilata FW26

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Dal ritorno di Bella Hadid in passerella ai pezzi chiave della collezione: 5 highlight della sfilata Autunno-Inverno 2026 di Prada.

Il terzo giorno della Milano Fashion Week è ufficialmente entrato nel vivo con una fitta agenda di show in programma. Ad aprire le sfilate del pomeriggio, Prada che ha portato in passerella la nuova collezione FW26 firmata da Raf Simons e Miuccia Prada

Presentata come sempre negli spazi della Fondazione Prada, la nuova collezione celebra la complessità e le molteplici sfaccettature delle donne e della vita stessa e gioca con la stratificazione dei look che si reinventano e si trasformano a seconda dei vari momenti della giornata.

Durante lo show, ogni modella ha indossato quattro look sovrapposti e ha percorso la passerella quattro volte togliendo a ogni giro uno strato e mostrando così outfit sempre diversi.

Sotto una giacca si nascondeva uno spolverino trasparente che a sua volta celava un tank top. Sotto il cappotto compariva un maglione over sovrapposto a sua volta a un abito midi: le combinazioni erano infinite.

Ed è proprio con questo gioco di layering che i due co-direttori creativi hanno voluto dimostrare come ogni look possa cambiarsi, adattarsi e riflettere le diverse sfumature di chi lo indossa.

Ma ecco 5 punti chiave dello show andato in scena qualche ora fa.

01. La location

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In continuità con la sfilata maschile che è stata presentata lo scorso gennaio, anche la collezione donna del brand è stata svelata nel Deposito della Fondazione Prada, con lo stesso allestimento, tra caminetti e porte d’epoca.

02. Bella Hadid in passerella

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Tra le 15 modelle che hanno interpretato i nuovi look della collezione della prossima stagione, Bella Hadid che è apparsa sulla catwalk in una versione inedita, più autentica e naturale del solito. In passerella, infatti, ha sfoggiato i suoi capelli biondi raccolti in un’acconciatura messy e un beauty look minimale, incarnando un’estetica decisamente più essenziale e meno costruita.

03. I pezzi chiave della collezione FW26 di Prada

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Tra i pezzi cult della nuova collezione FW26 di Prada, i maglioni con la zip che sembrano quasi delle giacche varsity e si portano con gonne colorate, décolleté con kitten heels, calzettoni che si fermano appena sotto il ginocchio e sciarpe in maglia spessa al collo. Accanto a loro, anche cappotti dalla linea dritta, parka a stampa floreale o con dettaglio di pelliccia. Le zip ritornano anche sui nuovi abiti: si aprono fino a svelare le canottiere o le spalle. Grandi protagonisti, oltre ai completi rigorosi giacca-pantaloni, le gonne midi in organza e in satin, che si portano con camicie con i polsini arrotolati e pullover girocollo super basic.

04. Gli accessori

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Al centro della nuova collezione realizzata da Raf Simons e Miuccia Prada, le calzature che spaziano da stringate con la suola robusta e i lacci colorati a contrasto agli stivaletti stringati, fino alle pumps gioiello coloratissime che si portano con calzini lunghi tempestati di applicazioni preziose. Tra le borse da mettere in wishlist, la mini bowling bag a stampa cocco e il secchiello in formato mini effetto snake

05. Il front row

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Ricchissimo come sempre il parterre di ospiti avvistati in front row. Tra loro, Sarah Pidgeon, l’attrice che in “Love Story” veste i panni dell’icona di stile Carolyn Besset, Uma Thurman, Carey Mulligan. Insieme a loro anche la campionessa olimpica Eileen Gu, Anna Sawai, Elodie, Mark Zuckerberg con la moglie, Charli D’Amelio, Benedetta Porcaroli e molti altri.

Foto: GettyImage