Perché siamo tutti ossessionati dai profumi arabi? Lo abbiamo chiesto a chi li conosce davvero

Riconosciamo immediatamente il flacone rosa di Yara, i sentori magnetici dell'oud, il calore delle spezie e le note gourmand più accattivanti delle fragranze più famose su TikTok. Ma quanto sappiamo davvero della profumeria e dei profumi arabi? Nell'immaginario occidentale, i profumi arabi sono spesso associati a composizioni opulente, intense e particolarmente persistenti. Una definizione che, però, racconta soltanto una parte di una tradizione olfattiva vastissima, fatta di culture, territori e rituali differenti. Dall'Oman all'Arabia Saudita, fino agli Emirati Arabi Uniti, il profumo occupa da secoli un posto importante nella vita quotidiana: si indossa, si stratifica, si utilizza per profumare gli ambienti e anche per accogliere gli ospiti. Anche l'espressione «profumi arabi», diventata ormai familiare in Europa, finisce così per riunire sotto un'unica etichetta realtà molto diverse.
Profumi arabi, un fenomeno in ascesa
A trasformare questo universo in un fenomeno globale hanno contribuito soprattutto i social media. Su TikTok, in particolare, le fragranze mediorientali sono diventate protagoniste di recensioni, classifiche e video dedicati alla loro straordinaria persistenza, alle note dolci e avvolgenti e a un rapporto qualità-prezzo spesso molto competitivo. Marchi come Lattafa e Swiss Arabian hanno raggiunto un pubblico ben più ampio degli appassionati di profumeria, mentre l'interesse per oud, incenso e accordi ambrati ha continuato a crescere anche tra le grandi maison internazionali. La viralità ha certamente accelerato questa diffusione, ma ha anche alimentato qualche luogo comune: non tutti i profumi arabi sono infatti potenti, dolcissimi o costruiti per lasciare una scia monumentale.
In questo senso, i numeri restituiscono dati sorprendenti. Secondo Euromonitor International, le vendite al dettaglio di profumi arabi nel mondo sono passate da 2,8 miliardi di dollari nel 2023 a 4,9 miliardi nel 2025. Un'analisi di Market Defense e Charm.io, riportata da WWD nel 2025, ha inoltre rilevato un aumento del 1.281% su base annua delle ricerche di «Arabian fragrance» su Amazon. Anche nel nostro Paese il fenomeno ha ormai superato i confini della profumeria di nicchia. Secondo quanto dichiarato da Coty a Beauty Business in un'intervista del dicembre 2025, le fragranze d'ispirazione mediorientale e le note olfattive arabe arrivano a rappresentare il 18% del canale drugstore italiano.
Profumi arabi: rituali, note inedite e fascino, l'intervista a OMANLUXURY
Per comprendere che cosa si nasconda dietro questa popolarità, e quanto della cultura olfattiva mediorientale rimanga ancora da scoprire, abbiamo intervistato Muadh Al Sinawi, cofondatore e direttore commerciale e marketing di OMANLUXURY. Nata in Oman, la maison interpreta attraverso la profumeria contemporanea il patrimonio culturale e i paesaggi del Paese, dall'incenso alle rose di montagna, fino ai villaggi in fiore. Con lui abbiamo parlato di identità, rituali, materie prime e di come il successo internazionale stia cambiando il modo in cui guardiamo alla profumeria araba.
Grazia.it: Fino a pochi anni fa, in Europa, l'origine mediorientale di una fragranza era quasi un dettaglio noto soltanto agli appassionati di profumeria. Oggi i «profumi arabi» sono diventati qualcosa che i consumatori cercano attivamente. Secondo lei, che cosa stanno cercando davvero?
Muadh Al Sinawi: Credo che stiano cercando un rapporto più personale con il profumo: qualcosa che abbia carattere, profondità emotiva e un senso di appartenenza a un luogo. L'intensità e la persistenza possono inizialmente attirare la loro attenzione, ma c'è anche curiosità verso una cultura in cui il profumo occupa un posto significativo nella vita quotidiana.
Dal mio punto di vista di cofondatore, l'opportunità consiste nel trasformare questa curiosità in un legame duraturo. Una fragranza può far conoscere a qualcuno un paesaggio, un gesto di ospitalità o un modo diverso di intendere la bellezza. Quando questi legami sono autentici, il fascino va ben oltre una tendenza.
G.: Parliamo spesso di «profumeria araba» come se rappresentasse un unico linguaggio olfattivo, quando in realtà comprende culture, territori e tradizioni molto diversi. Qual è la voce distintiva dell'Oman all'interno di questo racconto e che cosa la rende riconoscibile?
M.A.S.: Per me, la voce dell'Oman esprime un particolare equilibrio tra calore, dignità e apertura. L'incenso è centrale in questa identità, ma il nostro Paese offre molte altre fonti d'ispirazione: le rose di montagna, i villaggi in fiore, la costa e i paesaggi verdi del Dhofar.
Anche la storia degli scambi marittimi dell'Oman conferisce alla nostra identità un carattere aperto verso l'esterno. In OMANLUXURY desidero che questa ricchezza si percepisca nella composizione e nel modo in cui ne raccontiamo la storia. La nostra interpretazione dell'eleganza omanita ha presenza, ma anche misura: profondità, contrasti attentamente calibrati e un invito ad avvicinarsi.
G.: Oud, rosa, ambra, incenso e spezie costituiscono, per molti consumatori occidentali, il vocabolario essenziale della profumeria mediorientale. Se queste fossero soltanto le prime parole di un linguaggio molto più complesso, quali ci mancano ancora?
M.A.S.: Alcune delle parole mancanti appartengono alla sfera sensoriale: la freschezza dell'aria costiera, la morbidezza del muschio, la dolcezza della frutta, il carattere verde di un giardino di montagna. Altre descrivono relazioni: accoglienza, generosità, preparazione e memoria.
Anche le materie prime più familiari hanno molto altro da raccontare. L'incenso può evocare luminosità e chiarezza, oltre all'atmosfera dell'incenso che brucia; la rosa può esprimere la delicatezza di un paesaggio tanto quanto l'opulenza. Comprendere questa profumeria significa guardare oltre un elenco di ingredienti, verso i luoghi, i gesti e le intenzioni che danno loro significato. Il vocabolario diventa molto più ricco quando includiamo il modo in cui il profumo viene vissuto.
« Comprendere questa profumeria significa guardare oltre un elenco di ingredienti »
G.: Oggi assistiamo a un rinnovato desiderio di fragranze intense, persistenti e capaci di lasciare una scia percepibile. Dopo anni caratterizzati anche da profumi minimalisti e skin scents, stiamo riscoprendo il piacere della presenza? E quanto questo sta avvicinando i gusti occidentali a quelli mediorientali?
M.A.S.: Sì, credo che ci sia un rinnovato piacere nell'indossare una fragranza espressiva, capace di lasciare un'impressione memorabile. Questo crea un punto d'incontro con culture in cui una fragranza persistente è apprezzata da tempo come parte della presentazione personale.
Tuttavia, la presenza può assumere molte forme. Una bella scia dipende dall'equilibrio, dalla consistenza e dal modo in cui una composizione si sviluppa, oltre che dalla sua intensità. Esiterei a descrivere il gusto occidentale o quello mediorientale come un'unica preferenza. Ciò che mi interessa è la crescente libertà di scelta: una fragranza intima un giorno, qualcosa di più espansivo il giorno successivo, a seconda dell'umore e dell'occasione.
G.: Sta cambiando anche il nostro modo di usare il profumo: layering, oli profumati, bakhoor e l'abitudine di profumare capelli e tessuti vengono spesso presentati sui social come nuove tendenze, sebbene facciano parte da tempo della cultura mediorientale. Che cosa cambia quando il profumo viene vissuto come un rituale anziché come un singolo prodotto?
M.A.S.: Un rituale assegna al profumo un posto nel ritmo della vita. L'esperienza comincia prima dell'applicazione della fragranza finale: nel prepararsi, nello scegliere un olio o nel profumare uno spazio prima dell'arrivo degli ospiti. Ogni gesto diventa così un atto consapevole, carico di significato.
Nel contesto omanita, il profumo può essere un'espressione di accoglienza e cura. Appartiene all'atmosfera condivisa con gli altri, oltre che all'individuo. Il layering permette inoltre a un profumo familiare di diventare personale. Il risultato è un rapporto che si costruisce nel tempo, in cui il profumo accumula associazioni con persone, occasioni e con la sensazione di sentirsi a casa.
« Un rituale assegna al profumo un posto nel ritmo della vita »
G.: TikTok ha avuto un ruolo importante nella crescente popolarità dei profumi arabi, soprattutto tra i consumatori più giovani. Tuttavia, la viralità tende a privilegiare qualità che possono essere comunicate immediatamente: intensità, persistenza, note gourmand e rapporto qualità-prezzo. Qual è l'aspetto della profumeria mediorientale che semplicemente non può essere raccontato in quindici secondi?
M.A.S.: Ciò che è più difficile trasmettere è il tempo: il tempo di cui una fragranza ha bisogno per rivelarsi e gli anni di memoria culturale che si celano dietro un gesto apparentemente semplice. Un breve video può presentare magnificamente un profumo, ma il significato emotivo del preparare una casa per gli ospiti, o del riconoscere una fragranza associata alla famiglia, ha bisogno di più spazio.
C'è anche il lavoro creativo: perfezionare una composizione, valutarne l'equilibrio e decidere se esprime fedelmente la storia che vuole raccontare. Apprezzo la curiosità che i social media riescono a suscitare. La nostra responsabilità, come maison, è offrire alle persone qualcosa di importante da scoprire quando passano dal virtuale al reale.
G.: Allo stesso tempo, molti codici olfattivi un tempo percepiti come tipicamente mediorientali sono entrati nel linguaggio delle grandi maison internazionali. È semplicemente il risultato di un'influenza culturale reciproca oppure sta cambiando la geografia stessa della profumeria?
M.A.S.: Credo che stiano accadendo entrambe le cose. La profumeria si è sempre sviluppata attraverso la circolazione di materie prime, idee e competenze. L'utilizzo sempre più diffuso dell'oud o dell'incenso prosegue questo scambio, mentre una maggiore visibilità internazionale offre alle maison della nostra regione più spazio per esprimere il proprio punto di vista.
Il cambiamento significativo, a mio avviso, è che la conversazione include sempre più spesso le persone e le culture che si trovano dietro queste ispirazioni. In OMANLUXURY, collaborare con profumieri internazionali fa parte di questo dialogo. Noi portiamo la nostra conoscenza dell'Oman; loro apportano la propria sensibilità creativa e competenza tecnica. Il lavoro più interessante nasce da un rapporto in cui entrambi i contributi rimangono perfettamente visibili.
G.: OMANLUXURY è nata per trasformare un luogo e la sua cultura in un linguaggio olfattivo contemporaneo capace di viaggiare nel mondo. Come si può rendere universale qualcosa di profondamente locale senza «tradurlo» fino al punto di fargli perdere la propria identità?
M.A.S.: Partiamo da qualcosa di specifico e autentico: un luogo, una materia prima o un dettaglio culturale che abbia un significato per noi. Questo dà una direzione alla fragranza. Attraverso la composizione esploriamo poi emozioni che chiunque, ovunque, può riconoscere, come serenità, calore, meraviglia o senso di appartenenza.
Come cofondatore, credo che il nostro ruolo commerciale sia rendere accessibile questa storia e garantire che ogni incontro con il marchio la rispecchi. Dovremmo spiegare chiaramente il riferimento all'Oman e lasciare che la fragranza crei il proprio legame. Una persona non deve necessariamente aver visitato l'Oman per essere emozionata da un profumo, pur scoprendo qualcosa di inequivocabilmente legato a quel Paese.
G.: Se dovesse scegliere una fragranza della collezione OMANLUXURY capace di mettere in discussione ciò che un consumatore europeo pensa di sapere sui «profumi arabi», quale sarebbe? E che cosa spererebbe che scoprisse indossandola?
M.A.S.: Sceglierei BELFIORE, ispirata al villaggio montano di Wakan. Il suo carattere di albicocca e fiori, con la morbidezza del suede e del miele, offre un modo diverso di avvicinarsi al paesaggio dell'Oman. Può sorprendere chi associa la profumeria araba soprattutto a legni scuri, fumo e spezie intense.
Spererei che scoprisse la delicatezza e la varietà della nostra identità: un Oman fatto di alberi in fiore, villaggi di montagna e bellezza silenziosa. BELFIORE esprime tutto questo attraverso una composizione contemporanea. Invita chi la indossa a riconsiderare questa categoria e a incuriosirsi delle molte altre storie che una fragranza omanita può raccontare.
G.: La profumeria araba sta vivendo un momento di visibilità internazionale senza precedenti. Secondo lei, il prossimo passo sarà affermare ancora più fortemente la propria identità oppure arriveremo a un punto in cui non avremo più bisogno di distinguere tra profumeria «araba», «francese» o «occidentale», parlando semplicemente di grande profumeria?
M.A.S.: Spero che diventeremo più precisi nel riconoscere le identità e più aperti nel riconoscere l'eccellenza. Conoscere le origini di una fragranza può farcela apprezzare ancora di più, soprattutto quando ci permette di comprendere la cultura e la visione creativa da cui nasce. Allo stesso tempo, l'origine dovrebbe lasciare spazio alla sorpresa.
La mia ambizione è che OMANLUXURY venga riconosciuta come una maison omanita che crea profumeria d'eccezione, dando lo stesso peso a entrambi gli aspetti. La grande profumeria può parlare al di là dei confini mantenendo il proprio accento. Il prossimo passo è una conversazione più ampia, in cui vengano ascoltate più voci e in cui qualità, originalità e risonanza emotiva siano riconosciute ovunque abbiano origine.
« La grande profumeria può parlare al di là dei confini mantenendo il proprio accento »
I profumi arabi da conoscere, tra grandi classici e nuove ossessioni
Una selezione di fragranze che raccontano il successo della profumeria araba, tra fenomeni virali e alta profumeria.
1. OMANLUXURY Belfiore, da Finmark
Ispirato a Wakan, villaggio montano dell'Oman famoso per i suoi frutteti, Belfiore rivela il lato più delicato e luminoso della profumeria omanita. L'apertura di albicocca e carota introduce un cuore floreale di gardenia e osmanto, mentre suede, muschio di quercia e cera d'api conferiscono alla composizione una morbidezza calda e leggermente cipriata. Una fragranza raffinata, che brilla dell'eleganza più autentica e lussuosa della profumeria omanita.
2. Lattafa Yara, su Notino
Diventato un fenomeno sui social, Yara è uno dei profumi che hanno contribuito a rendere la profumeria araba popolare presso un pubblico molto ampio. Camminando per le vie del centro, oppure scrollando TikTok, è possibile riconoscerlo con il suo look lezioso e cremoso. A renderlo così desiderabile, oltre al prezzo piuttosto accessibile e oggi, anche alla facile reperibilità nel nostro Paese, è il suo carattere dolce e gourmand, che intreccia con leggerezza note floreali e sfumature tropicali a vaniglia e muschio.
3. Amouage Guidance, da Olfattorio Bar à Parfums
Firmato dal naso Quentin Bisch nel 2023, questo profumo è uno dei grandi riferimenti della profumeria contemporanea. Audace e opulento, ci offre una costruzione olfattiva sorprendente: pera e nocciola incontrano la sensualità della rosa e dell'osmanto, mentre incenso, zafferano, sandalo e vaniglia ne amplificano la profondità. Una composizione dalla scia monumentale, in grado di esprimere puro fascino. Un autentico oggetto di culto della profumeria di nicchia.
4. Kayali Oudgasm Tobacco Oud | 04
Con la collezione Oudgasm, Mona Kattan celebra la propria passione per l'oud e la tradizione mediorientale del layering. CreatA dal profumiere Hamid Merati-Kashani, questa fragranza propone un'interpretazione intensa e avvolgente, in cui le sfumature calde e mielate del tabacco incontrano l'oud, la prugna e il mandarino. A completare il blend, chiodi di garofano e zafferano , che aggiungono una dimensione speziata e ricca.
5. Arabian Oud Madawi
Firmato dal Maestro Dominique Ropion, questo profumo fruttato e floreale è ricco di sfumature. Il dialogo tra pesca e fiori di melo, abbinati a fiori di ananas, e rosa selvatica abbinata a muschio e patchouli gli donano un carattere magnetico, che unisce splendidamente oriente e occidente.
6. ALQÉMI Vanilla Noor
Questa creazione, dolce e corposa, interpreta il fascino delle fragranze d'ispirazione araba attraverso una composizione incentrata su vaniglia, oud, ambra, rosa e cremoso legno di sandalo. Il suo arrivo in esclusiva nelle profumerie Douglas testimonia come questa estetica olfattiva stia influenzando anche le nuove proposte destinate al mercato italiano.
7. Swiss Arabian Shaghaf Oud, su Amazon
In questa creazione budget friendly zafferano, rosa, oud, pralina e vaniglia parlano l'intensa lingua della profumeria mediorientale. Unisex e sensuale, ShagHaf Oud è un piccolo cult che coniuga dolcezza gourmand e profonde note legnose. Tra i profumi arabi più amati, desiderati e indossati, forse ancora non lo sapete, ma sicuramente lo avete già sentito nell'aria.
8. JAWHARA Sweet Dates da dm drogerie markt
Creato da Grégoire Balleydier per Jawhara, il marchio di Coty dedicato alla profumeria d'ispirazione mediorientale, Sweet Dates unisce note legnose e ambrate a caramello e note fruttate di lampone. Un gourmand ricco e zuccherino che porta l'immaginario olfattivo arabo anche nel canale della profumeria accessibile.
Credits Ph: Omanluxury - William Bout & Simply Mersah on Unsplash & Getty Images
Special thanks to Finmark.
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