Il dettaglio beauty della Regina Letizia che fa sembrare il viso subito più luminoso
Il 23 ottobre, ai Premios Princesa de Asturias, la regina Letizia è apparsa con un incarnato luminoso e riposato che ha fatto il giro delle foto di agenzia. Merito di una tecnica precisa: il cosiddetto blonzing, quell’effetto guance baciate dal sole che le make-up artist considerano l’alleato più intelligente delle pelli mature.
Dopo i 50 anni molte di voi cercano di cancellare occhiaie, macchie e rughe aumentando coprenza e polveri. Il paradosso è che questo spesso indurisce i tratti e aggiunge anni, invece di toglierli. Secondo i truccatori professionisti, la chiave di un viso meno stanco è alleggerire la base e lavorare di strategia su colore e luce. La make-up artist spagnola Paula Aroca, che firma spesso i look reali, riassume così il metodo Letizia: «L’obiettivo non è scolpire il viso, ma dare calore, luminosità e vitalità». E insiste: le texture leggere «sono quelle che funzionano meglio sulle rughe».
Perché dopo i 50 anni il trucco pesante invecchia il viso
Con l’età la pelle perde idratazione, il film lipidico si assottiglia e le linee di espressione diventano più evidenti. Quando sopra si stende uno strato spesso di fondotinta coprente, il prodotto tende a depositarsi proprio in quei solchi che si vorrebbero nascondere. Il risultato? La famosa “maschera” che segna nasolabiali, contorno occhi e fronte.
Anche le polveri troppo opache possono trasformarsi in nemiche. Assorbono tutta la luce naturale del viso, appiattiscono i volumi e mettono in risalto pori dilatati e micro-rughe. Lo stesso vale per il contouring molto marcato, costruito con terre fredde e righe nette sotto lo zigomo: su una pelle giovane scolpisce, su una pelle matura indurisce.
I make-up artist concordano: su un viso sopra i 50 funzionano meglio basi sottili, correttore solo dove serve e prodotti cremosi che si fondono con la pelle anziché restare in superficie.
Che cos’è il blonzing e perché la regina Letizia lo sceglie
Il blonzing nasce dalla fusione di due prodotti che avete già nella vostra trousse trucco: blush e terra abbronzante. Invece di usarli separati, si applicano e si sfumano insieme nelle zone dove il sole colpisce naturalmente il volto: parte alta degli zigomi, tempie, contorno della fronte, a volte dorso del naso.
La logica, spiega Paula Aroca, è diametralmente opposta al contouring tradizionale: «Non vogliamo ridisegnare il viso con ombre dure, ma ricreare l’effetto del sole sulla pelle». La terra porta calore, il blush aggiunge colore e freschezza, la sfumatura accurata elimina ogni stacco. Il risultato è morbido, vitale, tridimensionale.
È la firma dei look di Letizia degli ultimi mesi, premi compresi. Agli Asturias la regina ha abbinato questo effetto bonne mine a una base trasparente e a un trucco occhi discreto. Il risultato è un viso regalmente curato, ma non “truccato di fatica”.
Blonzing dopo i 50 anni: guida pratica per un viso meno stanco
Per replicare il metodo Letizia la preparazione è fondamentale. Iniziate con una buona crema idratante e, se la pelle è secca, con un siero ricco di ingredienti rimpolpanti. Aspettate che si assorba e stendete un fondotinta leggero o una crema colorata, lavorandola con le dita o con una spugnetta umida. Il correttore va usato in piccole dosi solo su occhiaie e discromie. La cipria, se serve, solo sulla zona T e con un pennello grande, in velo sottilissimo.
Ora arriva il blush abbinato alla terra abbronzante. Scegliete due prodotti della stessa famiglia di texture, meglio se cremosi o satinati. Con un pennello morbido passate prima la terra sulla parte alta degli zigomi, sulle tempie e lungo l’attaccatura dei capelli. Senza aggiungere troppo prodotto, picchiettate il blush sulle gote e sfumate verso l’alto, in diagonale, quasi a unirvi alle tempie. Il movimento ascendente dà un leggero effetto lifting e “tira su” i tratti. Mai scendere sotto la linea del naso: il colore trascinato in basso appesantisce.
Per le tonalità puntate sui caldi: pesca e rosa bruciato per gli incarnati chiari, corallo delicato e terracotta per quelli medi, bronzo caldo per le pelli olivastre. Evitate marroni troppo freddi, grigi o aranciati intensi. Un tocco finale di illuminante cremoso sull’osso dello zigomo basta a dare luce. L’importante è restare lontane dalle zampe di gallina e scegliere formule sottili, senza glitter grossi che mettono in evidenza la grana della pelle.
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