Il 76% dei bambini si annoia in aereo: ecco le 6 idee che ogni genitore dovrebbe conoscere

bambini noia aereo
Una ricerca rivela che il 76% dei bambini si annoia durante il volo. Ecco 6 attività semplici e consigli pratici per rendere il viaggio in aereo più sereno e divertente per tutta la famiglia.

Una ricerca di Booking.com su mille bambini italiani tra 6 e 11 anni, riportata dal Corriere della Sera, racconta che il 52% ama volare, ma il 76% dei bambini in aereo non sa cosa fare e il 45% è convinto che il viaggio sia più divertente per gli adulti. Tradotto: loro sognano le nuvole, voi sudate freddo al pensiero di tenerli occupati per ore in un tubo di metallo volante.

La noia in aereo, in cabina, arriva in fretta. Dopo i primi “wow” al decollo iniziano i “quanto manca?”, i piedini che scalpitano sul sedile davanti e le occhiatacce del vicino di posto. Eppure, con un minimo di organizzazione del viaggio, il volo con bambini può diventare un momento di gioco e complicità, non solo una prova di resistenza.

Secondo gli psicologi dell’età evolutiva, i bambini vivono meglio l’aereo con bambini se vengono coinvolti in modo attivo: se hanno qualcosa da fare con le mani, la testa e la fantasia. E non serve riempire il bagaglio a mano di giochi: bastano pochi oggetti furbi e qualche idea strutturata.

Le attività che trovate qui funzionano soprattutto dai 2 anni in su, quando i piccoli hanno il loro posto, ma molte si adattano anche ai bimbi in braccio, con qualche variante soft.

Preparare il mini kit salva-noia

Prima di parlare di giochi, serve la base: un piccolo zainetto personale per vostro figlio, preparato insieme a lui. Coinvolgerlo già a casa fa parte dell’intrattenimento dei bambini durante il volo.

Dentro potete mettere:

  • un pupazzo o doudou preferito
  • un gioco nuovo, piccolo, incartato (effetto regalo in quota)
  • blocchetto e matite colorate
  • uno o due libretti leggeri
  • qualche snack pratico e caramelle o lecca-lecca

Gli esperti di pediatria ricordano che masticare, succhiare e deglutire aiuta anche a ridurre il fastidio alle orecchie in decollo e atterraggio. Nel kit potete aggiungere cuffie per bambini e un tablet con pochi contenuti selezionati offline.

Attività 1: laboratorio creativo sul tavolino

Il tavolino del sedile è un mini atelier. Tirate fuori fogli e colori e date “missioni artistiche”: disegnare l’aereo visto da fuori, la destinazione come se fosse un pianeta, l’assistente di volo trasformata in supereroina.

Per i più piccoli vanno benissimo scarabocchi liberi e adesivi da attaccare e staccare. Per i più grandi potete inventare il “fumetto del viaggio”: ogni fase del volo diventa una vignetta, da completare durante la traversata.

Attività 2: storie in volo

Con i libri in aereo il tempo passa diversamente. Leggete una storia e poi chiedete di cambiare il finale, di ambientarla tra le nuvole, di far salire i personaggi sull’aereo. Il racconto diventa interattivo e il bambino non è solo ascoltatore.

Senza libri, usate quello che accade intorno: il carrello dei pasti, le lucine che si accendono, la voce del comandante. Potete inventare una storia a turno, una frase ciascuno. Per i più piccoli funziona benissimo la versione abbraccio più sussurri: tenerli in braccio e raccontare calma spesso li rilassa fino al sonno.

Attività 3: giochi dal finestrino

Se avete il posto lato finestrino, avete anche un cinema personale. Potete organizzare una caccia al tesoro visiva in aereo: chi vede per primo il mare, una montagna, le strade illuminate, le barche nel porto mentre si atterra.

Quando si vedono solo nuvole, trasformatele in gioco: cercare forme (animali, oggetti, facce buffe) e inventare la storia della “città delle nuvole”. Per i bambini più grandi potete spiegare le fasi del volo come sfida: contare i secondi del decollo, indovinare quando rientrerà il carrello, osservare come cambiano le luci in cabina.

Bagno dell’aereo off limits: il motivo nascosto che molti scoprono solo in volo.

Attività 4: movimento soft in corridoio

Stare fermi per ore è difficile. Quando la spia delle cinture è spenta, una breve passeggiata nel corridoio dell’aereo può salvare l’umore di tutti. L’idea è trasformarla in gioco, non in corsa sfrenata.

Potete chiedere di contare i passi fino in fondo, cercare oggetti di un certo colore (una borsa rossa, una giacca blu), salutare l’equipaggio di volo come se fossero “i guardiani dell’aereo”. Se non ci si può alzare, proponete mini esercizi da seduti: toccare le ginocchia con le mani, fare il “mimo dell’aereo” con le braccia, muovere le dita dei piedi come se fossero passeggeri impazienti.

Attività 5: giochi di società e di ruolo

I classici senza materiali funzionano benissimo in cabina. Giochi per bambini in aereo come “Vedo vedo” versione aereo (solo cose che si trovano in cabina), indovinelli sugli animali, “chi sono?” in cui il bambino pensa a un personaggio e voi fate domande sì/no.

Se avete un pupazzo, diventa il protagonista. Può essere il passeggero da tranquillizzare perché ha paura, il controllore dei biglietti improvvisato, il comandante segreto che dà istruzioni. Il gioco di ruolo per bambini aiuta a rielaborare l’esperienza del volo e tiene occupata la fantasia più della durata del volo stesso.

Attività 6: schermi sì, ma con criterio

Film e cartoni animati in aereo sono un alleato, non un nemico, se li usate con misura. Molti genitori preferiscono tenerli come “asso nella manica” per i momenti critici, dopo aver provato attività creative per bambini più coinvolgenti.

Prima di partire potete scaricare pochi episodi del cartone preferito, qualche app per bambini offline e, soprattutto, audio-storie per bambini, meno eccitanti e perfette per conciliare il sonno. Stabilite una regola chiara: per esempio due episodi e poi si cambia gioco. Cuffie per bambini, luminosità bassa e contenuti già conosciuti riducono il rischio di sovrastimolazione.

giochi bambini aereo

Mini-checklist prima di decollare

Per non dimenticare nulla, potete fare una mini lista mentale per il viaggio in aereo con bambini:

  • zainetto del bambino con gioco preferito e sorpresa nuova
  • blocchetto, colori e adesivi per intrattenere i piccoli
  • libri per bambini da portare in viaggio
  • snack per bambini in aereo, acqua, caramelle o lecca-lecca
  • cuffie per bambini e dispositivo carico con pochi contenuti

Poi il segreto è alternare le attività, senza fissarsi sull’idea del volo perfetto con bambini. Un po’ di noia, qualche capriccio e magari qualche lacrima fanno parte del pacchetto. L’importante è sentirvi preparati: questo, più di tutto, aiuta i bambini a vivere il viaggio in aereo come una piccola avventura e non come una maratona di sopravvivenza.

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Cosa mettere in valigia per le vacanze? La checklist ideale, meta per meta

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Dal mare alla montagna, passando per borghi e città d'arte, ecco gli essenziali da mettere in valigia per affrontare la partenza senza stress (e con tanto stile).

Out of office: impostato. Itinerario di viaggio: pianificato. Non resta che pensare alla valigia. Facile a dirsi, un po' meno a farsi. Già, perché ogni estate il copione si ripete. Facciamo liste, ci ripromettiamo di portare solo lo stretto indispensabile e di resistere agli immancabili "e se poi mi serve?". Poi, però, ci ritroviamo davanti all'armadio e finiamo - puntualmente - per convincerci che tutto sia indispensabile.

Insomma, il rischio di esagerare è sempre dietro l'angolo. Eppure evitare di ritrovarsi alle prese con un trolley che fatica a chiudersi non è poi così difficile. Preparare il bagaglio perfetto non significa infatti doversi portare dietro tante cose, ma scegliere quelle giuste. Tenendo ben presente quella che è la destinazione.

Del resto, il guardaroba ideale per una vacanza al mare non sarà lo stesso di una fuga in montagna o di un road trip tra borghi e città d'arte. Abbiamo fatto il lavoro sporco per voi, selezionando i capi e gli accessori indispensabili da mettere in valigia in base alla meta, per partire senza stress e con il look giusto per ogni occasione. Pronte? Via!

Cosa mettere in valigia per una vacanza al mare

First things first: i costumi da bagno. Se la meta è il mare, sono loro a meritarsi il primo posto in valigia. Via libera ai bikini come ai costumi interi, da sfruttare anche lontano dalla spiaggia come body, abbinati a bermuda o pantaloni in lino. Tra gli essentials per una vacanza on the beach non può poi mancare il pareo, capo passepartout per eccellenza: annodatelo in vita come gonna o abbinatelo a una camicia oversize per spostarvi con nonchalance dal lettino al lungomare. Sì anche a shorts di jeans, jelly shoes - alternativa cool alle classiche ciabattine - una borsa in paglia o a rete, occhiali da sole maxi e cappello. Per l'ora dell'aperitivo (e non solo), puntate invece su abiti leggeri, infradito con tacco kitten, una mini bag a sacchetto - chic e salvaspazio - e qualche bijoux impreziosito da conchiglie o dettagli marini.

Cosa mettere in valigia per una vacanza in montagna

Team montagna? Scelta più che comprensibile (e condivisibile). Con il termometro che continua a salire, qualche giorno tra boschi, sentieri e aria fresca sembra la migliore delle idee. In questo caso, le parole d’ordine da tener presenti sono comfort e praticità. Iniziate dai pezzi tecnici: leggings e pantaloni cargo con tasche e coulisse, t-shirt in quantità (ragionevoli), sneaker da hiking o sandali antiscivolo e una giacca antipioggia leggera da tenere nello zaino, insieme all'immancabile borraccia termica. Spazio poi a qualche alleato di stile per l'aperitivo in rifugio o le passeggiate in paese, come gonna di jeans, top a bretelline, ballerine e maglione a trecce da annodare sulle spalle quando cala il sole.

Cosa mettere in valigia per una vacanza on the road tra borghi e città d'arte

Se la vostra estate ha il sapore di un road trip tra borghi, città d'arte e soste panoramiche, la valigia dovrà essere all'altezza del programma. Meglio quindi puntare su capi versatili, da mixare ai giusti accessori per districarsi con disinvoltura tra monumenti, mostre, piazze assolate e aperitivi con vista. Pantaloni in lino, Capri pants, canotte a costine, polo e abiti smanicati in tessuti naturali costituiscono la base perfetta, insieme a una pratica borsa a tracolla e a un paio di sneakers. Non dimenticate poi un cardigan leggero e una pashmina, indispensabili per far fronte all'aria condizionata di musei e ristoranti. Per la sera bastano pochi accorgimenti: un set in seta stampata - da sfoggiare anche spezzato - una collana gold e una borsa a mano dai toni neutri sono tutto ciò che serve per elevare il look, senza appesantire i bagagli.

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In partenza per le vacanze? Ecco poche semplici regole da seguire per preparare la valigia perfetta (e non scordare nulla a casa!)

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Milioni di viaggiatori partono per le vacanze con l'ansia di dimenticare a casa qualcosa di importante: ecco come fare la valigia perfetta (e non dimenticarsi proprio nulla)

Uno studio statunitense, qualche anno fa, ha rilevato che circa il 70% delle persone trova fare la valigia più stressante del viaggio stesso. Più del volo alle sei del mattino, dei ritardi, perfino dell’ansia da nastro bagagli.

Se vi riconoscete in questa scena - valigia vuota, armadio pieno, panico crescente - questa è la guida per voi. Poche regole chiare, pensate per le vacanze estive 2026, per capire come fare la valigia perfetta per le vacanze senza dimenticare nulla a casa.

Regola 1: partite dalla lista intelligente

Prima di aprire il trolley, aprite le note sullo smartphone. Create una lista in due blocchi: base e specifico.

Nella lista base mettete tutto ciò che vi serve in qualunque viaggio: documenti, soldi e carte, smartphone, caricabatterie, farmaci essenziali, beauty, intimo, occhiali da vista o da sole. È la lista che salverete e riutilizzerete ogni volta, aggiornandola quando vi accorgete di qualcosa che manca.

Nel blocco specifico aggiungete gli elementi legati al tipo di vacanza: costumi e parei per il mare, scarponcini e felpe per la montagna, blazer e un paio di sandali eleganti per la città. Scrivere tutto vi fa risparmiare tempo dopo e riduce drasticamente il rischio di dimenticanze.

Create poi la vostra “tasca dei non negoziabili”: una tasca esterna sempre uguale, dove vanno solo tre cose fondamentali. Documenti, farmaci specifici e caricabatterie. Non escono mai da lì fino al rientro.

Regola 2: scegliete il bagaglio giusto (e pesatelo)

La valigia perfetta inizia dal contenitore. Per una settimana al mare in aereo, il classico trolley da cabina 55×40×20 cm è spesso la scelta più furba, soprattutto con le compagnie aeree low cost. Niente attese al nastro, meno rischio di smarrimento, più controllo.

Se invece partite in auto verso un borgo o la montagna, il borsone morbido occupa meglio ogni angolo del bagagliaio rispetto a un rigido. Per i viaggi itineranti, con molti spostamenti a piedi, valutate uno zaino da viaggio strutturato.

In ogni caso, controllate sul sito della compagnia le misure e il peso consentiti, e pesate la valigia a casa con una bilancia o con un piccolo pesa-valigie. Scoprire il sovrappeso al check-in può costare più di un secondo bagaglio prenotato in anticipo.

Regola 3: selezionate i capi con il metodo dei tre mucchi

Adesso sì, svuotate l’armadio sul letto. Tutto sotto gli occhi: magliette, gonne, “magari mi serve”, “non si sa mai”. Poi dividete in tre mucchi: porto, lascio, forse.

Il trucco è semplice: il mucchio del “forse” in realtà è un “lascio” travestito. Nove volte su dieci, quello che finisce lì può tranquillamente restare a casa.

Per una settimana, una formula che funziona è questa: quattro o cinque maglie, due pantaloni o gonne, un capo per la sera. Intimo e calzini: uno al giorno più uno di scorta. Scarpe: due paia, una da camminata già collaudata (mai scarpe nuove in viaggio), una per la sera.

Scegliete una palette neutra in stile estate 2026 - sabbia, panna, bianco sporco - e aggiungete uno o due pezzi a stampa o colore saturo. Ogni capo deve potersi abbinare ad almeno altri due. Così create una mini capsule che vi permette tanti outfit con pochi pezzi.

Non dimenticate i jolly: un set mare che con una camicia di lino diventa subito look da aperitivo, un foulard che fa da scialle in aereo, pareo e coprispalle.

Regola 4: organizzate la valigia strato per strato

Ora che avete ridotto l’armadio all’essenziale, si passa al “come organizzare la valigia per le vacanze”. Si lavora per strati.

Sul fondo mettete le cose pesanti: scarpe in sacchetti di stoffa o plastica, beauty case, dispositivi elettronici. Riempite gli spazi vuoti con costumi e biancheria, così nulla si muove. Sopra, primo strato di pantaloni e jeans, piegati.

Il cuore della valigia sono i capi arrotolati: maglie, t-shirt, golfini. Arrotolarli riduce il volume, limita le pieghe e vi permette di vedere subito tutto quello che avete senza ribaltare la valigia ogni mattina. In alto, tenete stesi gli abiti leggeri e i capi più delicati, insieme a un foulard che aiuta a bloccarli.

Alleati preziosi sono i cubi organizer da viaggio (i famosi packing cubes): uno per l’intimo, uno per i look da giorno, uno per la sera. Al ritorno, un cube solo dedicato alla biancheria sporca. E una regola d’oro: una valigia a testa. Mischiare le cose di tutta la famiglia nello stesso bagaglio è la strada più breve verso il caos.

Regola 5: il controllo finale anti-dimenticanza

Cinque minuti, la sera prima di partire, possono salvarvi la vacanza. Prima cosa: riprendete in mano la lista sullo smartphone e fate un check visivo, punto per punto.

Poi passate ai tre “dimenticati cronici”: documenti, farmaci specifici e caricabatterie. Controllate che siano nella solita tasca esterna. Sempre quella.

Scattate una foto alla valigia aperta: se il bagaglio dovesse perdersi, avere un’immagine di ciò che conteneva può essere utile nelle comunicazioni con la compagnia. Ultimo gesto, se volate low cost: un rapido controllo a peso e misure del bagaglio.

Oggetto jolly da non sottovalutare: una borsa morbida ripiegabile. Occupa quanto un libro tascabile, ma in vacanza diventa borsa da spiaggia, shopper per i mercatini o salvezza al gate quando vi chiedono di imbarcare il trolley già pieno.

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Checklist veloce: cosa mettere in valigia per le vacanze

Documenti: carta d’identità o passaporto, biglietti, eventuale assicurazione viaggio, patente se guidate.
Soldi e pagamenti: contanti, carte, bancomat, eventuale carta prepagata separata.
Tech: smartphone, caricabatterie, power bank, cuffie, eventuale e-reader o tablet.
Farmaci e salute: terapie personali, analgesico di base, cerotti, prodotti per allergie, copia digitale delle ricette.
Beauty e igiene: spazzolino, dentifricio, detergente viso e corpo in formato piccolo, crema idratante, solare, deodorante, make-up essenziale.
Abbigliamento: seguendo la formula mini capsule e la palette neutra, con i capi jolly per mare, città o montagna.
Extra utili: borsa pieghevole, sacchetti per scarpe e biancheria sporca, mini kit lavanderia con detersivo in bustina, una penna e un blocchetto.

Salvate questa checklist nelle note del telefono e spuntatela ogni volta: è il modo più semplice per trasformare la vostra in una vera valigia perfetta.

*** Il "Sudoku packing method" è la tecnica per preparare la valigia perfetta (con solo 9 capi, avrete ben 27 look diversi!) ***

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Bagaglio smarrito? Questo semplice trucco può evitarvi un mare di problemi in aeroporto (e salvarvi il viaggio)

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Ogni anno migliaia di viaggiatori restano senza bagaglio appena atterrati. Scattare una foto alla valigia può cambiare tutto

Ogni anno negli aeroporti europei migliaia di passeggeri aprono un modulo reclami per un bagaglio registrato sparito o arrivato a pezzi. La scena è sempre la stessa: voi siete al nastro, i trolley girano, il vostro non si vede. In quel momento il viaggio rischia di cambiare faccia. A fare la differenza, però, può essere una cosa minuscola: una serie di foto fatte alla valigia prima di partire.

Sembra un gesto paranoico, in realtà è un trucco che Altroconsumo, il Centro Europeo Consumatori e diversi esperti di viaggio consigliano da tempo.

Perché quelle immagini della vostra valigia - esterno, interno, cartellino bagaglio - diventano una prova rapida. Vi aiutano a farla ritrovare, a chiedere un rimborso e a far valere i vostri diritti senza passare le ferie tra sportelli e PEC.

L’incubo del bagaglio che non arriva: perché la foto è la vostra arma segreta

Quando il bagaglio non arriva, il primo passaggio è l’ufficio Lost & Found dell’aeroporto. Qui compilate il Property Irregularity Report, il PIR, con cui segnalate smarrimento, danno o ritardo alla compagnia aerea. Vi chiedono subito di descrivere la valigia registrata: colore, dimensioni, marca, elementi riconoscibili.

Secondo Altroconsumo, più la descrizione è precisa, più aumentano le possibilità che la valigia venga individuata in fretta nei magazzini. La stessa associazione ricorda che il bagaglio viene considerato ufficialmente smarrito se non vi viene riconsegnato entro 21 giorni. Con le compagnie che applicano la Convenzione di Montreal, il risarcimento massimo è di circa 1.780 euro per ciascun bagaglio registrato.

Altroconsumo segnala anche un’ordinanza della Corte di Cassazione del 2025 che riconosce il diritto all’indennizzo anche senza una prova dettagliata di ogni singolo oggetto. Ma foto e ricevute restano la scorciatoia più semplice per dimostrare cosa avevate davvero in valigia.

(Continua sotto la foto)

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Cosa fotografare prima di partire (in tre mosse veloci)

Gli esperti di viaggio sono categorici: senza foto chiare del bagaglio registrato tutto diventa più lento e complicato. In pratica, vi bastano tre scatti.

Primo: l’esterno della valigia. Fate uno scatto frontale e uno laterale, con buona luce, in cui si vedano bene colore, forma, marca, ruote e manico. Se avete nastri colorati, adesivi, una targhetta personalizzata, avvicinate lo smartphone e fate una foto di dettaglio: sono elementi che distinguono il vostro trolley da decine di valigie simili.

Secondo: l’interno. Aprite la valigia piena e scattate una o due foto panoramiche del contenuto, cercando di mettere in evidenza i capi più costosi, l’elettronica, le scarpe importanti. Un consiglio ripreso anche da Euronews Travel è fotografare gli outfit stesi sul letto prima di metterli in valigia: vi aiuterà a ricordare cosa avete portato.

Terzo: il cartellino bagaglio. Al banco check-in, quando l’addetto applica l’etichetta con il codice a barre, fotografate il talloncino che vi consegna. In quella stringa di numeri c’è il codice di tracciamento indispensabile. Se perdete la ricevuta cartacea, la foto vi permette comunque di seguire il viaggio della valigia e di riportare il numero corretto in ogni reclamo.

Quando tutto va storto: come usare davvero quelle foto

Davanti all’addetto del Lost & Found, invece di affidarvi alla memoria ("forse blu scuro? forse rigida?"), tirate fuori lo smartphone. Mostrare la foto dell’esterno e del cartellino bagaglio permette di compilare il PIR in modo accurato, allegare subito le immagini alla pratica e ridurre i margini di errore nella ricerca.

Se la valigia è danneggiata o arriva con giorni di ritardo, le foto del contenuto scattate prima della partenza diventano decisive. Un'esperta di assicurazioni spiega che «le immagini della valigia e di ciò che conteneva aiutano gli assicuratori a verificare gli oggetti persi o rovinati». Euroconsumatori suggerisce inoltre di documentare con foto eventuali danni visibili e di conservare gli scontrini degli acquisti di prima necessità: insieme, queste prove rafforzano la richiesta di rimborso verso compagnia aerea e assicurazione.

Aggiornare, salvare, proteggere: il vostro rituale da 30 secondi

Gli esperti lamentano spesso che chi viaggia dimentica una cosa fondamentale: aggiornare le foto quando inserisce in valigia nuovi acquisti, soprattutto souvenir costosi o dispositivi elettronici. Basta aprire il bagaglio registrato in hotel, posare dentro il nuovo oggetto e fare uno scatto rapido prima di richiudere.

Per non perdere nulla, potete creare sullo smartphone un album dedicato tipo «Bagaglio - Lisbona giugno», sincronizzato con il vostro spazio cloud. Un’ultima attenzione: nelle foto evitate di inquadrare in primo piano carte di credito o documenti con numeri ben leggibili e proteggete sempre il telefono con PIN o impronta digitale.

Prima di uscire di casa, fate questo mini check: foto esterno valigia, foto interno con gli oggetti di valore, foto del cartellino al check-in, salvataggio nell’album dedicato. Sono quattro tap che, se qualcosa va storto, possono davvero salvarvi il viaggio.

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Liquidi nel bagaglio a mano: il motivo per cui i 100 ml sono ancora un problema

controllo liquidi aereo
Perché in aereo non si possono portare liquidi oltre i 100 ml nel bagaglio a mano? Dalla minaccia terroristica che ha cambiato i controlli aeroportuali ai nuovi scanner che stanno rivoluzionando le regole: ecco perché il limite esiste ancora, cosa dice la normativa e in quali aeroporti può essere superato.

Nel 2006 è entrato ufficialmente in vigore nell'Unione Europea il divieto di portare in cabina liquidi oltre i 100 ml. Da allora, milioni di bottigliette di shampoo sono finite nei cestini dei controlli di sicurezza, fra sbuffi e occhi al cielo. Ora però, in alcuni aeroporti, quella regola sta iniziando a scricchiolare grazie ai nuovi scanner aeroportuali.

Prima di capire che cosa sta cambiando, vale la pena rispondere alla domanda che tutti hanno pensato almeno una volta davanti al nastro: perché il limite di 100 ml esiste, e perché proprio 100 ml?

Cosa prevede davvero il divieto dei liquidi oltre i 100 ml in aereo

La regola europea sui liquidi in cabina nasce dal Regolamento CE n. 1546/2006. Dal 6 novembre 2006, ricorda ENAC, nei Paesi UE più Norvegia, Islanda e Svizzera si possono portare nel bagaglio a mano solo piccole quantità di liquidi. Tradotto: ogni contenitore deve essere di massimo 100 ml (o 100 g) e tutti i contenitori devono entrare in un unico sacchetto trasparente richiudibile da un litro, uno per passeggero, da mostrare separatamente ai controlli aeroportuali.

La normativa parla di LAG (Liquidi, Aerosol e Gel). L'elenco è molto più ampio delle "semplici" bottigliette d'acqua: rientrano bevande, sciroppi, creme, lozioni, profumi, oli, gel per capelli, spray, schiume da barba, deodoranti, dentifrici, mascara, paste e miscele liquido-solide. Tutto quello che non è solido, agli occhi della sicurezza aeroportuale, fa numero.

Ci sono eccezioni: medicinali liquidi e alimenti per bambini necessari durante il viaggio possono superare i 100 ml, se giustificati. Nessun limite, invece, per i liquidi nel bagaglio da stiva, dove continuano a viaggiare indisturbati i flaconi formato famiglia. Il caos nasce perché qualcuno parte da aeroporti dove il limite viene già allentato grazie ai nuovi scanner, mentre altri scali restano rigidissimi.

Dall’11 settembre al 2006: come nasce il limite dei 100 ml

Per capire il divieto bisogna fare un salto indietro. Dopo gli attentati dell'11 settembre 2001, la sicurezza aerea cambia radicalmente. Negli Stati Uniti, nel 2002 vengono introdotti sistemi per il rilevamento di esplosivi nei bagagli da stiva e nel 2003 si rinforzano le porte delle cabine di pilotaggio, proprio per impedire intrusioni.

Il vero spartiacque per i liquidi in aereo, però, arriva nell'agosto 2006. Le autorità britanniche sventano un piano terroristico che prevedeva di far esplodere dieci voli di linea partiti dal Regno Unito e diretti negli Stati Uniti e in Canada. L'idea era usare esplosivi liquidi, in particolare miscele a base di nitroglicerina, camuffati da comuni prodotti da toilette o soluzioni per lenti a contatto. L'esplosione avrebbe dovuto avvenire a metà volo, in quota.

Lo scenario è talmente serio che, nell'immediato, molti Paesi vietano qualsiasi liquido in cabina. Poi, man mano che gli esperti analizzano il rischio, si studia un compromesso. Secondo diversi documenti tecnici citati dalle istituzioni europee, si valuta quanto esplosivo servirebbe per causare danni strutturali a un aereo e quanto sia realistico assemblarlo a bordo. Da qui nasce la soglia dei 100 ml per singolo contenitore: un volume ritenuto, se separato in piccoli flaconi, non facilmente utilizzabile per costruire un ordigno efficace.

L'Unione Europea prende spunto dalle misure introdotte inizialmente dalla TSA, l'agenzia statunitense per la sicurezza dei trasporti, e uniforma le regole con il Regolamento 1546/2006. ENAC le recepisce per l'Italia, specificando che valgono per tutti i voli in partenza dagli aeroporti italiani, anche nazionali. Da allora il sacchettino da un litro è diventato un accessorio quasi obbligato nei viaggi.

I nuovi scanner e il futuro del divieto sui liquidi

Negli ultimi anni, però, la tecnologia ha fatto un salto in avanti. In alcuni grandi aeroporti italiani, come Milano MalpensaMilano LinateRoma FiumicinoBolognaTorino e Bergamo Orio al Serio, sono stati installati scanner di ultima generazione basati su tomografia computerizzata.

Questi apparecchi usano raggi X da più angolazioni per ricostruire un'immagine tridimensionale ad alta risoluzione del bagaglio a mano. Il software analizza densità e composizione degli oggetti, distinguendo un flacone d'acqua da un potenziale esplosivo liquido. Risultato pratico: negli aeroporti certificati dall'ECAC, i passeggeri possono tenere in valigia laptop e liquidi e, in alcuni casi, portare in cabina contenitori fino a 2 litri.

Il percorso però non è stato lineare. Il 1° settembre 2024, dopo alcune segnalazioni tecniche sulla piena affidabilità di queste macchine, la Commissione Europea ha chiesto di reintrodurre provvisoriamente il limite dei 100 ml anche negli scali dotati di scanner CT. Nei mesi successivi gli apparecchi sono stati sottoposti a ulteriori test, fino al via libera dell'ECAC al loro utilizzo esteso, con il conseguente allentamento del divieto dove le macchine sono certificate.

Per chi vola il messaggio è meno glamour ma molto utile: le regole sui liquidi nel bagaglio a mano oggi dipendono dall'aeroporto di partenza e, se fate scalo, da quello di transito. Se partite da un aeroporto "liberato" dai 100 ml ma cambiate aereo in uno che applica ancora rigidamente la regola, i flaconi grandi potrebbero essere sequestrati al controllo successivo. Conviene quindi informarsi sempre sul sito dell'aeroporto, della compagnia aerea e sulle indicazioni aggiornate di ENAC.

Il limite dei 100 ml, nato in piena emergenza dopo un complotto sventato, sta entrando in una nuova fase. La tecnologia promette di restituire un po' di libertà a beauty case e bottiglie d'acqua, ma fino a quando le regole non saranno uniformi ovunque, la prudenza resta il miglior alleato del vostro trolley.

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Il "Sudoku packing method" è la tecnica per preparare la valigia perfetta (con solo 9 capi, avrete ben 27 look diversi!)

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Valigia che esplode, supplementi al check-in e zero idee per i look: vi suona familiare? Il metodo Sudoku per fare la valigia promette 27 outfit cool con soli 9 capi.

Nove capi, ventisette outfit e un solo bagaglio a mano. È la promessa del cosiddetto Sudoku packing method, che sui social è diventato il nuovo mantra delle viaggiatrici seriali ed è molto meno complicato del gioco con i numeri.

Il risultato pratico è questo: niente supplementi last minute con le compagnie low cost, niente trolley che non si chiudono sedendoci sopra, niente crisi davanti all’armadio la sera prima della partenza. Ma come si arriva davvero a quei famosi 27 look partendo solo da 9 capi?

Perché la vostra valigia esplode (e come il metodo Sudoku può cambiare la situazione)

Di solito si parte da una lista infinita: “magari porto anche questo, non si sa mai”. Il problema è che finiamo con venti pezzi che non dialogano tra loro. Una gonna che sta bene solo con una maglia, un blazer che non c’entra nulla con le scarpe, tre paia di jeans quasi identici.

Il metodo Sudoku per fare la valigia fa l’esatto contrario: invece di aggiungere “nel dubbio”, seleziona pochissimi capi che funzionano tutti tra loro. È una mini capsule da viaggio studiata a tavolino. Un po’ di disciplina prima di chiudere il trolley, tanta libertà quando siete in hotel.

Cos’è davvero il metodo Sudoku per fare la valigia

Immaginate una griglia 3×3 disegnata sul letto. Ogni casella è un capo di abbigliamento. La regola base è semplice:
- 3 top (magliette, canotte, camicie leggere)
- 3 bottom (pantaloni, jeans, gonne, shorts)
- 3 capi “strato” o jolly (blazer, cardigan, camicia di lino, pashmina, kimono)

Totale: 9 pezzi. Ogni colonna della griglia è già un outfit completo: un top + un bottom + un layer. Lo stesso vale per le tre righe. Ma il vero trucco è un altro: ogni singolo capo deve potersi abbinare con tutti gli altri otto.

Matematicamente è facile: 3 top × 3 bottom × 3 layer = 27 combinazioni possibili. Nella realtà non li userete tutti, ma per un weekend lungo da 4-5 giorni avete varietà più che sufficiente senza mai ripetere lo stesso look identico.

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Come costruire passo passo la vostra griglia 3×3

Il primo istinto è partire dai top. Invece, per far funzionare il metodo Sudoku per fare la valigia, conviene seguire un ordine diverso.

1) Partite dai bottom
I capi inferiori definiscono subito stile e scarpe. Pantaloni ampi in lino, jeans dritti, gonna midi: da qui capite se il mood del viaggio è più casual, più chic o un mix. Scegliete tre pezzi che sapete già essere comodi, che non stringono in vita dopo una cena e che potete indossare anche due volte.

2) Scegliete i 3 layer multifunzione
Secondo step: i capi “strato”. Qui vince la versatilità. Una camicia di lino che potete portare chiusa come top, aperta come giacca leggera o come copricostume. Un blazer destrutturato che va bene con jeans e con la gonna. Una pashmina che fa da sciarpa in aeroporto, scialle serale e coperta improvvisata sul treno. Se fanno solo una cosa, non entrano in griglia.

3) Chiudete la griglia con i 3 top
Alla fine arrivano i top, la parte più facile. Devono funzionare con tutti e tre i bottom e con tutti i layer. Qui puntate su modelli semplici in colori neutri o complementari: canotta bianca, t-shirt a righe, top colorato che riprende un dettaglio di una gonna o di un foulard. Se un top sta bene solo con un pantalone, resta a casa.

Scarpe e accessori si scelgono solo dopo. Due paia di scarpe sono l’ideale: una più comoda per camminare, una leggermente più elegante, entrambe compatibili con tutti i bottom. Poi pochi accessori “trasformisti”: cintura, orecchini importanti, un foulard. Cambiano l’umore del look senza occupare spazio.

 *** Come fare la valigia perfetta e non scordare nulla a casa ***

Un esempio pronto: la griglia per un weekend lungo in città

Immaginate un city break tra Roma e Lisbona, solo bagaglio a mano. Una possibile griglia potrebbe essere:

Top: canotta bianca, t-shirt a righe blu, camicetta color burro.
Bottom: jeans blu dritti, pantaloni in lino beige, gonna midi nera.
Layer: blazer in lino chiaro, camicia di jeans leggera, pashmina in tono neutro.

Una colonna tipo? Canotta bianca + jeans + blazer di lino: perfetta per volo e primo giro in città con sneaker bianche. Altra combinazione: t-shirt a righe + gonna nera + camicia di jeans aperta, con sandali bassi, per museo e aperitivo. Terza idea: camicetta burro + pantaloni in lino + pashmina sulle spalle, con sandalo più elegante, per cena vista tramonto.

Cambiate solo un pezzo ogni volta e la valigia inizia a lavorare al posto vostro.

Come adattare il metodo Sudoku a una settimana

Per arrivare a 7 giorni senza aggiungere una seconda valigia non serve stravolgere nulla. Al nucleo dei 9 capi potete affiancare: altri 2 top leggeri, un quarto bottom con funzione diversa (per esempio shorts se finora avevate solo pantaloni e gonne) e un abito jolly “one and done” da indossare quando non avete voglia di ragionare sulla griglia.

Un piccolo lavaggio veloce a metà viaggio prolunga ancora di più la vita dei vostri 9 pezzi base.

Colori, tessuti e piccole astuzie da frequent flyer

Perché il metodo funzioni davvero, la palette è cruciale: base di neutri (bianco, nero, beige, blu navy) e uno o due colori accento che si ripetono in più capi. Così anche gli abbinamenti più azzardati sembrano pensati apposta.

Quanto ai tessuti, meglio tutto ciò che si stropiccia poco e si asciuga in fretta: lino morbido, viscosa, cotone leggero. E ricordate l’ultima regola delle viaggiatrici esperte: sul volo indossate sempre il capo più ingombrante e le scarpe più pesanti. In valigia resta spazio per un souvenir in più.

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Bagaglio smarrito: questa è la prima cosa da fare (e come una nuova sentenza ha cambiato le regole)!

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In Italia migliaia di viaggiatori ogni anno restano senza valigia appena atterrati. Una nuova svolta della Corte di Cassazione riscrive tempi, prove e rimborsi, ma non per tutti allo stesso modo.

Ogni minuto, in Europa, si perdono o vengono rubate circa 28 valigie. Lo dice un rapporto SITA sui bagagli smarriti. Non è solo un fastidio da meme all’aeroporto: finora, per chi restava senza trolley, il vero incubo iniziava dopo, tra moduli, raccomandate e rimborsi quasi impossibili.

Ora però il copione cambia. Con un’ordinanza recente (n. 8684 del 7 aprile 2026) e una sentenza del 2025, la Corte di Cassazione ha riscritto in pratica le regole del gioco su rimborso e risarcimento del bagaglio smarrito. E lo ha fatto richiamando la Convenzione di Montreal e il Regolamento (CE) n. 2027/97, cioè le norme che regolano la responsabilità delle compagnie aeree sui bagagli.

Perché la nuova sentenza cambia il copione del bagaglio smarrito

Fino a ieri, il film era questo: valigia sparita, voi correte allo sportello in aeroporto, compilate il famoso modulo di irregolarità bagaglio (il PIR) e poi, entro 21 giorni, dovevate anche spedire una raccomandata formale alla compagnia. Se vi dimenticavate quel passaggio, addio rimborso per le spese d’emergenza, anche se avevate fatto tutto il resto.

La Corte di Cassazione ha messo fine a questo formalismo. I giudici hanno chiarito che il modulo compilato in aeroporto, se fatto subito e in modo completo, vale già come reclamo formale ai sensi della Convenzione di Montreal. Nessun obbligo di una seconda comunicazione fotocopia, nessuna decadenza automatica perché non avete mandato la raccomandata entro 21 giorni dalla riconsegna o dalla perdita definitiva.

Parallelamente, una sentenza del novembre 2025 ha alleggerito un altro macigno: l’onere di dimostrare al centesimo cosa c’era nella vostra valigia, con scontrini e fatture di ogni capo.

Modulo in aeroporto, addio raccomandata: cosa dovete fare subito

La prima cosa da fare quando il bagaglio non arriva sul nastro è sempre la stessa, ma ora conta ancora di più: andare subito all’ufficio “lost and found” dell’aeroporto e compilare il modulo PIR (Property Irregularity Report).

Cosa non deve mancare su quel modulo:
- i vostri dati e i recapiti aggiornati;
- numero del volo, data, scalo, codice del talloncino bagaglio;
- descrizione della valigia (colore, marca, eventuali segni particolari);
- indicazione se si tratta di smarrimento, ritardo o danneggiamento.

Fatevi dare una copia del modulo, controllate che sia firmata e fotografatela con lo smartphone. Secondo la nuova ordinanza della Corte di Cassazione, questo documento è sufficiente a integrare il reclamo previsto dall’articolo 31 della Convenzione di Montreal. Il termine dei 21 giorni resta nella norma, ma non serve più una seconda raccomandata per “salvare” i vostri diritti.

Rimborso senza scontrini: come si calcola oggi il risarcimento

Per anni le compagnie hanno chiesto ai passeggeri liste dettagliate del contenuto e scontrini perfino per t-shirt di cinque anni fa. Risultato: nella maggior parte dei casi, niente risarcimento.

La Cassazione, con la sentenza del 2025, ha ribaltato anche questo approccio. I giudici hanno stabilito che è ragionevole presumere che dentro un bagaglio registrato ci siano indumenti e accessori coerenti con:
- sesso del passeggero;
- meta del viaggio;
- stagione e durata del soggiorno.

Non dovete più dimostrare il valore di ogni singolo oggetto. Una volta provato lo smarrimento imputabile al vettore, il giudice può liquidare il danno in via equitativa, usando il buon senso. Questo avviene sempre entro i limiti fissati dalla Convenzione di Montreal: circa 1.000 Diritti Speciali di Prelievo per passeggero, cioè, a seconda del cambio, fra 1.300 e 1.600 euro.

Attenzione però: se nel bagaglio avete messo gioielli, computer o altre cose di valore elevato, le norme internazionali tendono a escluderne o limitarne il rimborso se erano nella stiva. Meglio tenerli nel bagaglio a mano o fare, prima della partenza, una “dichiarazione speciale di valore” alla compagnia, pagando un extra.

 

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Le prove utili anche senza la “caccia allo scontrino”

Il messaggio non è “non serve provare nulla”, ma “non è più indispensabile la documentazione impossibile”. Cosa conviene raccogliere comunque:
- foto della valigia e, se le avete, del contenuto prima di chiuderla;
- screenshot di prenotazioni alberghiere ed eventi, utili a far capire tipologia e durata del viaggio;
- estratti conto della carta di credito per gli acquisti di prima necessità fatti dopo lo smarrimento;
- scambi e-mail o chat con la compagnia.

In caso di ritardo nella riconsegna, di solito sono rimborsabili solo le spese “di sopravvivenza” (intimo, basic, prodotti igiene). In caso di smarrimento definitivo, entra in gioco anche il valore presunto del contenuto della valigia, sempre entro il massimale.

Se la compagnia rifiuta ancora il rimborso: a chi rivolgervi

Nonostante le nuove sentenze, qualche compagnia potrebbe continuare a fare muro, magari appellandosi a cavilli interni. In questi casi potete:
- presentare un reclamo scritto più articolato (anche via PEC o e-mail certificata), richiamando la Convenzione di Montreal e la giurisprudenza della Corte di Cassazione;
- coinvolgere l’ENAC, che vigila sui diritti dei passeggeri;
- chiedere assistenza a ECC-Net Italia o alle associazioni dei consumatori, che stanno già usando queste decisioni per rafforzare le richieste di indennizzo.

Per importi più alti o casi particolarmente pesanti, potete valutare un’azione davanti al giudice di pace. Il nuovo orientamento della Cassazione riduce di molto il rischio di vedersi rigettare la domanda solo per mancanza di raccomandata o di scontrini impossibili da esibire.

Prima di partire: 5 mosse furbe per non farvi trovare impreparate

1. Fotografare la valigia aperta, con dentro gli indumenti principali. Bastano pochi secondi.
2. Evitare di mettere nel bagaglio registrato gioielli, pc, documenti importanti.
3. Conservare almeno le ricevute degli acquisti più costosi fatti apposta per il viaggio.
4. Tenere in una nota sul telefono numeri di volo, scali, codici dei bagagli.
5. Sapere che il modulo PIR, compilato subito e bene, oggi è la vostra arma legale principale in caso di bagaglio smarrito.

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Come fare la valigia perfetta: 5 trucchi per non sbagliare (e non scordare niente a casa)

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Tra la paura di dimenticare qualcosa e lo spazio che sembra non bastare mai, spesso fare la valigia perfetta non è affatto semplice ma se provate con questo metodo sarà la svolta, credete a noi!

Secondo diversi sondaggi dei portali di viaggio, preparare la valigia è uno dei momenti più stressanti dell’organizzazione di una partenza. Vi capita di fissare la valigia vuota, l’armadio è pieno e in testa avete solo una frase: «Non entrerà mai tutto». Nel frattempo temete di dimenticare caricabatterie, pigiama, il costume preferito dei bambini. Buone notizie: non serve avere i poteri di Mary Poppins, basta un sistema.

Qui trovate un metodo veloce, pensato per weekend e vacanze di una o due settimane, con passi chiari, zero teorie inutili e parecchi trucchi “furbi”. Obiettivo: una valigia leggera, ordinata, senza pieghe drammatiche e soprattutto senza il classico «Oddio, l’ho lasciato a casa» al momento sbagliato.

Il metodo veloce in 5 step

1) Lista intelligente. Prima di aprire l’armadio prendete cinque minuti per scrivere una lista. Dividetela in due parti: base (documenti, soldi, carte, smartphone e caricabatterie, medicinali essenziali, beauty, intimo) e specifica per il viaggio (mare, montagna, città, lavoro). Tenetela sullo smartphone e riutilizzatela ogni volta, aggiornandola.

2) Scegliere il bagaglio giusto. Trolley rigido, zaino o borsone non sono intercambiabili. Per un weekend in aereo, il trolley da cabina è perfetto, ma controllate sempre sul sito della compagnia misure e peso del bagaglio a mano. Per viaggi lunghi in auto vince la valigia morbida, che si incastra meglio nel bagagliaio; se vi spostate molto a piedi, puntate su uno zaino comodo e leggero.

3) Ragionare in termini di versatilità. Invece di chiedervi «Quanti vestiti porto?», chiedetevi «Quanti look diversi creo con pochi capi?». Puntate su colori neutri: due pantaloni, tre t-shirt chiare o scure, una camicia, un vestito jolly. Ogni sopra deve abbinarsi ad almeno due sotto. Contate un cambio di intimo al giorno più uno extra e una maglietta in meno rispetto ai giorni, se potete lavare.

4) Riempire la valigia con la regola della piramide. Alla base mettete oggetti pesanti e resistenti: scarpe in sacchetti, beauty, eventuali libri o dispositivi elettronici. Al centro, protetti, gli oggetti fragili. In alto sistemate i capi più delicati come camicie, abiti e giacche, così il peso non li schiaccia.

5) Controllo finale in dieci minuti. Pesate il bagaglio con una bilancia, lasciando sempre uno o due chili di margine rispetto al limite della compagnia aerea. Riguardate la lista e spuntate tutto. Poi fate l’operazione più difficile ma liberatoria: togliete almeno un capo “nel dubbio”. Non vi mancherà.

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Come piegare i vestiti: i tre metodi da conoscere

Metodo giapponese KonMari. Piegate t-shirt, felpe leggere e pantaloni in piccoli rettangoli compatti che possano stare “in piedi” e poi disponeteli in verticale, uno accanto all’altro. In un trolley rigido vi permette di vedere tutto a colpo d’occhio e di sfruttare ogni centimetro, senza creare strati caotici.

Bundle packing, il fagotto anti-pieghe. Stendete sul letto i capi più ingombranti e strutturati, come giacche o cappotti, con le maniche aperte. Sopra aggiungete via via pantaloni, gonne e maglie, alternando la direzione. Al centro mettete il beauty case e poi avvolgete tutto intorno, fino a ottenere un unico fagotto compatto da infilare nel borsone o nello zaino. Le pieghe saranno molto più morbide.

Arrotolare i vestiti. È la tecnica più veloce per t-shirt, pigiami, jeans leggeri, leggings, abbigliamento sportivo. Piegate a metà e arrotolate stretto: i rotolini occupano meno spazio e si infilano bene negli angoli vuoti o tra le barre del trolley. Evitate invece di arrotolare camicie, giacche e capi molto sartoriali: meglio piegarli con cura e metterli in alto.

Organizer, beauty e trucchi furbi salvaspazio

Organizer e sacchetti. I cubi da viaggio sono l’arma segreta delle persone ordinate: uno per l’intimo, uno per i look da giorno, uno per la sera o la palestra. In alternativa vanno benissimo anche semplici sacchetti richiudibili. Aggiungete sempre uno o due sacchetti dedicati alla biancheria sporca, così la valigia resta gestibile anche al ritorno.

Sacchetti sottovuoto, sì ma con criterio. Sono utili per giacconi, piumini e maglioni voluminosi, soprattutto in inverno, perché riducono di molto l’ingombro. Ricordate però che il peso non cambia e che i capi all’interno escono molto stropicciati: niente sottovuoto, quindi, per abiti eleganti o completi da lavoro.

Beauty case essenziale. Per il bagaglio a mano i liquidi devono stare in contenitori da massimo 100 millilitri e in un sacchetto trasparente. Trasferite creme, shampoo e balsamo in mini flaconi ricaricabili e portate solo ciò che usate davvero tutti i giorni. Tutto il resto si può condividere con chi viaggia con voi o acquistare a destinazione.

Trucchi furbi per guadagnare spazio. Sfruttate l’interno delle scarpe per calzini, costume o cavi. Riempite il cuscino da collo con mutande e calzettoni invece che con l’aria. Usate una borraccia vuota robusta come piccola cassaforte per anelli e orecchini. Indossate durante il viaggio i capi più voluminosi, come felpa e giubbino. Appena arrivate, prendete due minuti per tirare fuori camicie e abiti e appenderli: molte pieghe spariranno da sole.

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"Sono una fashion editor e questi sono i 10 capi e accessori che non mancano mai nella mia valigia del mare"

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Dieci pezzi chiave per accompagnarvi dalle giornate in spiaggia agli aperitivi al tramonto. Vi aiutiamo noi a creare la valigia pronta a seguirvi in ogni destinazione estiva

Con l'arrivo della bella stagione torna anche il desiderio di partire, inseguendo il sole, il mare e quel senso di leggerezza che solo l'estate sa regalare. Siamo tutti d'accordo, non è così? Ma prima di lasciarsi alle spalle la routine quotidiana c'è un rito che accomuna ogni fashion lover: preparare la valigia perfetta.

La regola è semplice: puntare su pochi pezzi selezionati con cura, capaci di accompagnarci in ogni momento della giornata. Dalla colazione vista mare alle lunghe passeggiate sul bagnasciuga, fino all'aperitivo al tramonto, il guardaroba estivo ideale è costruito attorno a capi versatili e tessuti naturali.

Le silhouette per noi si fanno morbide e rilassate, i materiali diventano leggeri e traspiranti, mentre la palette si ispira ai colori della natura: sabbia, bianco ottico, beige caldo e sfumature che ricordano il mare e il cielo estivo. È la stagione del lino, degli abiti maxi fluidi che seguono il movimento del corpo, degli accessori intrecciati che evocano immediatamente l'atmosfera delle località balneari più esclusive.

A rendere ancora più chiaro l’immaginario della stagione (e della valigia perfetta) è anche la nuova campagna "The Beach Club" di Parfois. Ambientata nelle Isole Baleari, cattura l’essenza di un’estate libera e luminosa, tra giornate al mare e atmosfere spensierate. Attraverso lo sguardo del fotografo Ángel Castellanos e con la partecipazione di Cristina Cheni, la collezione prende vita in un racconto fatto di movimento, colore ed energia mediterranea.

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Credits: Courtesy of Press Office

La vera eleganza estiva risiede nella capacità di scegliere ciò che funziona davvero. Un guardaroba ben studiato permette di creare look diversi con pochi elementi, mantenendo sempre un'allure sofisticata e contemporanea.

Se avete già prenotato un viaggio al mare, qualunque sia la vostra destinazione, da una spiaggia mediterranea, un'isola lontana o una fuga per il weekend, ricordate che esistono alcuni indispensabili che meritano un posto d'onore in valigia.

E questi pezzi iconici stagione dopo stagione continuano a rappresentare l'essenza stessa dell'estate e trasformano ogni partenza nell'occasione perfetta per esprimere il proprio stile.

La valigia perfetta: 10 summer essentials da portare subito

ok Charles&Keith – borsa paglia

CHARLES&KEITH

Credits: Courtesy of Press Office

ok Parfois maxi dress

PARFOIS

Credits: parfois.com

ok H&M sandali jelly

H&M

Credits: hm.com

ok Mango – camicia lino

MANGO top in lino

Credits: mango.com

ok Mango panta

MANGO bottom in lino

Credits: mango.com

ok Zara

ZARA

Credits: zara.com

ok COS cappello

COS

Credits: cos.com

ok Uniqlo – shorts

UNIQLO

Credits: uniqlo.com

Pull&Bear

PULL&BEAR

Credits: pullandbear.com

ok Unisa – sandalo basso

UNISA

Credits: unisa-europa.com

ok Triumph – copricostume

TRIUMPH

Credits: Courtesy of Press Office

ok Jimmy Fairly

JIMMY FAIRLY

Credits: jimmyfairly.com

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Porto sempre troppe cose con me ma questi 16 pezzi sono davvero gli essenziali da mettere in valigia per un weekend al mare

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Cosa infilare nella valigia per i primi weekend al mare? Dalla camicia in lino al costume: ecco gli indispensabili da non dimenticare a casa.

È vero, l’estate è ancora lontana e dobbiamo ancora pazientare un pochino prima di poterci finalmente godere le nostre meritate ferie. 

Ma ora che la primavera è entrata nel vivo, possiamo lasciarci definitivamente alle spalle le giornate grigie e piovose, e approfittare del sole e delle temperature più alte per organizzare i primi fine settimana in riva al mare.

Del resto, non c’è proprio di meglio di un paio di giorni sulla spiaggia, per staccare completamente la spina e prendersi una pausa dalla solita routine! 

L’unica nota dolente? Dover preparare i bagagli e selezionare con cura i capi e gli accessori da mettere nella valigia per i weekend al mare in modo da non dover lasciare a casa lo stile.

Ma per fortuna basta riorganizzare un attimo le idee e scegliere i pezzi giusti per riuscire a creare dei look comodi e stilosi quanto basta anche fuori città.

La prima cosa da fare è scegliere una nuova borsa per la spiaggia, in cui infilare, oltre alla crema solare, un costume da bagno, un paio di occhiali da sole, un foulard da annodare sulla testa o un cappello: tutti capi e accessori indispensabili per affrontare al meglio una giornata sul bagnasciuga.

*** Costumi: gli interi e i bikini must have dell'estate 2026 ***

Per il giorno, via libera a t-shirt e shorts, da portare con ai piedi dei sandali flat e con qualche collana con le perline colorate.

E non dimenticate anche dei pezzi più versatili, come una camicia in lino, uno chemisier fresco e leggero, dei pantaloni a righe, delle espadrillas con la zeppa o una gonna midi ricamata: possono rivelarsi molto utili anche per dar vita a mise più femminili e ricercate, da sfoggiare anche di sera, lontano dalla spiaggia.

Ma ecco nel dettaglio i must-have da portare al mare con voi.

I capi e gli accessori da infilare nella valigia per i weekend al mare

Lanapo

LANAPO T-shirt bianca con le scritte

Credits: lanapo.it

Maria_De_la_Orden

MARIA DE LA ORDEN Pantaloni ampi a righe

Credits: mariadelaorden.com

Zara

ZARA Sandali in pelle con doppia fascia

Credits: zara.com

Stefanel

STEFANEL Cappello a cloche multicolor

Credits: stefanel.com

Uniqlo

UNIQLO Chemisier a righe della speciale collezione realizzata in collaborazione con COMPTOIR DES COTONNIERS

Credits: uniqlo.com

Ferragamo

FERRAGAMO Occhiali da sole con la montatura in acetato

Credits: courtesy of press office

Petit_Bateau

PETIT BATEAU Marinière a righe in cotone

Credits: petit-bateau.it

Parfois

PARFOIS Borsa traforata con tracolla removibile

Credits: parfois.com

120%lino

120% LINO Camicia bianca in puro lino

Credits: eu.120percento.com

Marella

MARELLA Foulard a stampa bandana

Credits: it.marella.com

Calzedonia

CALZEDONIA Costume intero con le spalline sottili

Credits: calzedonia.com

Collanine_Colorate

COLLANINE COLORATE Collana con perline colorate e conchiglie

Credits: collaninecolorate.it

Lanapo-2

MANGO Shorts stampati in cotone

Credits: shop.mango.com

Calle_Del_Mar

CALLE DEL MAR Camicia a maniche corte con ricami floreali

Credits: courtesy of press office

Reserved

RESERVED Gonna midi con motivi ricamati

Credits: reserved.com

Unisa

UNISA Espadrillas con la zeppa

Credits: unisa-europa.com

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