Carlo Pignatelli e Pronovias insieme per una collezione dedicata allo sposo

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Il colosso spagnolo e l’atelier leader in Italia e nel mondo, pronti a lanciare una collezione dedicata allo sposo

Prendete due eccellenze, fatele collaborare e il risultato sarà sorprendente. La notizia della partnership tra Pronovias e Carlo Pignatelli fa partire in grande questo 2021, e con lui il mondo bridal travolto da mesi di difficoltà derivanti dalla pandemia da Covid-19.

Per ricominciare lanciando un segno di ottimismo e positività per il futuro, il colosso spagnolo e il marchio italiano che da oltre 50 anni è sinonimo di sartorialità ed eleganza, si concentreranno su una collezione dedicata allo sposo. Carlo Pignatelli for Pronovias conterà 45 modelli realizzati dal direttore creativo Francesco Pignatelli sotto la direzione di Carlo, che arriveranno nelle boutique Nicole, Pronovias e Carlo Pignatelli a settembre 2021.

“Un nuovo uomo, romantico di aspetto ma contemporaneo nelle linee” Francesco Pignatelli descrive così la collezione in arrivo, che spazierà per stile e occasione arrivando a coprire le esigenze più distanti, dal matrimonio in spiaggia alla tradizionale cerimonia in chiesa.

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Proporrà inoltre una varietà di colori molto ampia, dai naturali ai pastello, fino ai più classici blu e bordeaux, giocando anche con accostamenti nuovi e originali, e una linea di complementi e accessori, dalle camicie ai gemelli.

L’appuntamento per scoprire i look in anteprima è a marzo 2021. Intanto, un piccolo assaggio attraverso la campagna ufficiale.

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Abiti da sposo: i più belli del 2018

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Anche l'abito da sposo vuole la sua parte: scoprite i modelli più belli per il 2018

Smoking classico o tight? Nuance tradizionali o uno stravagante total white? Le proposte 2018 dedicate allo sposo sono tantissime e nascono per soddisfare tutti i gusti.

Vero è che a catturare l'attenzione nel giorno del sì è la sposa, ma anche i futuri mariti devono saper scegliere il completo con cura.

Dagli svariati tagli sartoriali agli accessori, abbiamo selezionato i migliori look proposti dai brand più famosi. Giorgio ArmaniCarlo Pignatelli, Ralph Lauren, Zegna, Corneliani: scoprite come sarà lo sposo della prossima stagione.

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Eleonora e Gianluca: matrimonio in stile rétro

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Un abito anni 50, il sì sulle note di Elvis e una vista mozzafiato sul Golfo di Salerno: vi raccontiamo il matrimonio di Eleonora e Gianluca

Oggi vi raccontiamo, attraverso le immagini e le parole dei protagonisti, il matrimonio di Eleonora e Gianluca.


Che location avete scelto e cosa vi ha colpito?
«Sapevamo di volerci sposare in un bel posto, magari davanti al mare e così è stato. Abbiamo scelto come cornice di questo giorno una villa con vista sul Golfo di Salerno, a Vietri sul Mare, una tenuta molto bella, piena di verde con una terrazza panoramica da togliere il fiato».

Qual era lo stile del matrimonio?
«Il nostro matrimonio è stato all’insegna delle cose che ci piacciono e inevitabilmente il tutto ha preso un tono vagamente rétro. Entrambi siamo amanti del bello di altri tempi. Non amiamo le cose eccessivamente costruite quindi abbiamo preferito puntare su poche cose, semplici ed eleganti. Abbiamo voluto il dj set con i vinili di Roxy Rose, candelabri d’argento e fiori bianchi che hanno creato proprio l’atmosfera che volevamo».

La scelta dell’abito:
«Mi sono messa alla ricerca dell’abito senza avere un’idea precisa, volevo trovare un vestito che mi piacesse, abbastanza bello ed elegante da poterlo indossare al mio matrimonio ma non eccessivamente impostato perché non sarei stata pienamente me stessa. L’abito è ispirato ai volumi dei vestiti anni 50, stretto in vita e con una gonna ampia, ho scelto di non indossare il velo e al suo posto ho indossato un accessorio d’epoca importante, una coroncina di mughetto in seta».


In cosa è emersa la personalità di voi due sposi?
«Gianluca ha curato tutta l’estetica del matrimonio nel minimo dettaglio, anche il giorno delle nozze era lì che controllava che tutto andasse secondo i piani. Io invece il giorno del matrimonio volevo soltanto godermelo e per questo ho deciso che avrei scelto solo la musica che amo, a partire da "Love Me Tender" di Elvis Presley al mio arrivo».

Avete fatto scelte mirate e particolari per fiori, allestimenti etc.?
«Abbiamo scelto di arricchire la villa con tante piante fiorite e un magnifico, enorme vaso di rose di diverse qualità sul tavolo del rito. Una carissima amica si è occupata dei fiori, non abbiamo voluto composizioni, ma abbiamo scelto di abbellire i tavoli e la terrazza con tanti fiori bianchi».

Vi siete fatti aiutare da qualcuno o avete preferito il fai da te?
«Volevamo curare ogni dettaglio, seguendo il nostro gusto per tutto, dall’allestimento dei tavoli, ai fiori, ai wedding favors che abbiamo ideato e confezionato personalmente. Ovviamente non siamo riusciti a fare tutto da soli, ci hanno aiutato gli amici e la famiglia soprattutto con le ultimissime cose da fare».

Organizzazione easy o stressante?
«È stato più che altro complicato, perché noi viviamo a Milano e abbiamo avuto poco tempo per fare tutto; molte cose non possono essere fatte a distanza ed è lì che c’è il pericolo che lo stress si faccia sentire».

Più agitata la sposa o lo sposo?
«Direi lo sposo! Io dopo essermi svegliata la mattina del matrimonio con un cielo nero e minaccioso, in pieno agosto, ho deciso di non rovinarmi la giornata e godermi qualunque cosa sarebbe successa, l’agitazione è sparita ed è tornata solo quando è partita la musica al momento del rito».

Un episodio divertente e il ricordo più bello:
«La mattina del matrimonio siamo andati in location insieme, per controllare l’organizzazione e prepararci direttamente lì. Man mano che ci avvicinavamo a destinazione iniziava a piovere sempre di più, fino a quando siamo arrivati davanti all’ingresso sotto una pioggia scrosciante, era talmente assurdo che potevamo solo ridere. Ha piovuto per ore ma alla fine poco prima dell’orario prestabilito è tornato il sole e da lì in poi ci sono solo ricordi belli e tantissima emozione. La cosa più bella è che c’erano soltanto le persone importanti e abbiamo sentito forte che erano lì per noi, è stato bellissimo».

Un ricordo indelebile anche grazie alle splendide immagini scattate durante la giornata...
«Vorremmo ringraziare Elisabetta (Marzetti, la fotografa) per lo stupendo lavoro che ha fatto, è stata lì con noi, ha fatto il suo lavoro con discrezione senza mai essere invadente. Oltre che una fotografa eccezionale è una persona fantastica e noi le siamo grati per aver impresso nelle sue foto i ricordi del nostro matrimonio».

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Silvia e Vincenzo: matrimonio a Venezia

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Il sole di maggio su un'isoletta veneziana, sfondo perfetto (e romanticissimo) per dirsi di sì

Oggi vi raccontiamo, attraverso le immagini e le parole dei protagonisti, il matrimonio di Silvia e Vincenzo.
1. Che location avete scelto e cosa vi ha colpito?

«Ci siamo sposati a Torcello, un'isola veneziana che ha una grande storia e che oggi è abitata da appena dieci persone. Abbiamo scelto di sposarci lì perché è un luogo che amiamo molto, di grande fascino e tranquillità. La cerimonia è iniziata alle 16.30, nella chiesetta di Santa Maria Assunta. Era una splendida giornata di sole».

2. Vi siete fatti aiutare da qualcuno o avete preferito il "fai da te"?

«Abbiamo organizzato tutto da soli e ci siamo divertiti! Abbiamo aperto un sito internet per spedire gli inviti e per dare agli ospiti tutte le informazioni sugli spostamenti, i posti auto che a Venezia sono piuttosto complicati, e gli orari delle barche». 


« Il tragitto attraverso i canali del centro storico di Venezia e il Canal Grande è stato emozionante »
3. Come avete raggiunto l'isola?
«Gli invitati, con lo sposo, hanno raggiunto Torcello a bordo di una barca turistica partendo dall'approdo del Tronchetto, passando per il Canale della Giudecca, sfilando davanti ai Giardini della Biennale, alla Basilica di San Giorgio e alle isole di Murano e Burano. Io sono partita da casa, nel cuore storico di Venezia, in taxi acqueo, accompagnata dai genitori e dai testimoni. Il tragitto attraverso i canali del centro storico di Venezia e il Canal Grande è stato emozionante: dai ponti e dalle fondamenta i turisti fotografavano la sposa e chiedevano un saluto. Questo accade solo a Venezia, è fantastico».

4. Qual era lo stile del matrimonio?

«Non abbiamo seguito uno stile in particolare o scelto un colore dominante. Abbiamo puntato sulla semplicità, perché Torcello e la sua Basilica riempiono già di bellezza gli occhi e il cuore. Così, per l'allestimento in chiesa abbiamo scelto le margherite, e lo stesso fiore decorava i tavoli dell'Osteria Ponte del Diavolo, dove abbiamo festeggiato con gli ospiti. Insieme allo staff avevamo studiato tutto, dall'aperitivo alla torta nuziale: abbiamo trascorso con loro ore piacevolissime durante la preparazione della festa».

5. Parliamo dei fiori e delle bomboniere...
    
«Tornando ai fiori, dire "margherite" non basta: l'allestimento curato da Morris Marigo della Fioreria Roma di Jesolo era veramente splendido. Per le bomboniere ci siamo affidati all'artigiana veneziana Lauretta Vistosi che per noi ha realizzato a mano dei portachiavi colorati, ognuno diverso dall'altro, decorati con una murrina veneziana degli anni Sessanta proveniente dall'ex vetreria Vistosi di Murano. Volevamo regalare un po' di Venezia ai nostri ospiti, molti di loro sono venuti da molto lontano, anche dall'estero, per vivere con noi questa giornata».

6. La scelta dell'abito da sposa: quale designer? Che caratteristiche aveva?

«L'abito della sposa era della casa di moda spagnola Jesús Peiró. Incredibile ma vero, ci sono voluti solo cinque minuti per sceglierlo e il merito va soprattutto ad Anna (titolare dell'Atelier Anna Maretti di Padova). Quando mi ha visto ha capito subito cosa stavo cercando» racconta Silvia «Mi ha proposto un abito in seta e tulle, lungo, leggero e morbido con lo scollo all'americana. Esattamente quello che cercavo per sentirmi vestita lasciando però le spalle scoperte. Lo chignon studiato dal parrucchiere veneziano Umberto Corrà era semplicissimo e raffinato, e metteva nel giusto risalto il particolare del collo del vestito, veramente bellissimo».

7. Come descrivereste l'organizzazione? Easy, stressante... 
«Adesso, quando la descriviamo diciamo "easy"! Ma è inutile nasconderlo: nei mesi precedenti il 28 maggio ci sono stati alcuni momenti di stress. Il "lavoro" si è concentrato nei fine settimana e alcune cose le abbiamo fatte all'ultimo momento. Fino a un'ora prima della partenza per la cerimonia si ha l'impressione di non avere fatto tutto, ma l'importante è non farsi prendere dal panico, e andare!».

8. Più agitata la sposa o lo sposo?
«Probabilmente lo sposo: ha confessato di aver vissuto momenti di grande agitazione durante il mio ingresso in chiesa. Pare che sia rimasto impietrito e le immagini della nostra fotografa, Grazia Fiore, lo testimoniano. Io invece ho iniziato a rilassarmi proprio quando sono entrata in chiesa: il mio terrore più grande era che il taxi non arrivasse a prendermi! Se accadese una cosa del genere, a Venezia sarebbe un grosso guaio. Una volta approdata ho iniziato a godermi il momento a che avevo immaginato così a lungo».


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Davide e Rossella: un matrimonio a Milano

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Milano a luglio può essere molto romantica: scoprite il matrimonio di Davide e Rossella e capirete perché...

Oggi vi raccontiamo, attraverso le immagini e le parole dei protagonisti, il matrimonio di Davide e Rossella.

Che location avete scelto per il rito e perché?
«Dopo aver visto una serie posti, un'amica mi aveva consigliato un ristorante in Brianza, il Camp de Cent Pertigh molto conosciuto per i matrimoni. All'inizio non ero sicura di voler puntare a un classico ristorante ma non volevo neanche una di quelle ville un po' pompose con stucchi e affreschi. Non appena siamo entrati nella vecchia corte è stato un colpo di fulmine: un posto d'altri tempi, immerso nel verde, un vecchio convento del Seicento che nei secoli ha cambiato volto ma che ha conservato gli ampi ambienti in mattoni rossi e la corte interna con i portici, un luogo dallo stile "campestre" ma molto sofisticato, con una lunga storia alle spalle».

Per il banchetto?
«Approfittando della giornata calda (anzi caldissima, ci siamo sposati il 18 luglio) abbiamo scelto di stare in giardino per il pranzo di nozze, con i tavoli in legno sotto il gazebo e all'ombra degli alberi».

Qual era lo stile del matrimonio?
«L'idea di partenza era quella di un matrimonio in stile shabby-chic, tema che ultimamente spopola tra gli sposi proprio per il suo stile curato ma non troppo formale.
Sia per la location, che per la realizzazione di partecipazioni, addobbi floreali e bomboniere  abbiamo voluto che tutto fosse ricondotto a un'idea di semplicità e calore, con un pizzico vintage».

La scelta dell'abito: quale designer? Che caratteristiche aveva?
«Con il mio lavoro (Rossella lavora come Editor e si occupa di moda, anche bridal*) avevo le idee abbastanza chiare: niente meringhe e niente gonnellone, ma un vestito romantico che scendesse fluido, con ricami e applicazioni in stile anni Venti. E l'ho trovato esattamente così nel secondo atelier in cui sono stata, da Nicole Spose».

Come hai capito che era quello giusto?
«Se ho cominciato ad avere le palpitazioni stile "Abito da Sposa cercasi"? In realtà no! Mi sono riguardata diverse volte ma grazie anche al parere "da esperta" della mia amica e collega Valentina, e quello immancabile della mamma, ho capito che era davvero quello giusto. E prova dopo prova ne ero sempre più sicura, infatti non vedevo l'ora di indossarlo».

In cosa è emersa la personalità di voi due sposi?
«Diciamo che il mio adorabile marito mi ha lasciato decisamente carta bianca sul lato estetico. Come molti futuri sposi ha deciso di delegare questioni come la scelta del "tema", il font delle partecipazioni, i fiori alla sposa.
Ma eravamo assolutamente concordi su una cosa: volevamo trascorrere il nostro giorno circondati dall'affetto dei parenti e degli amici più cari, insomma volevamo che fosse una grande festa per tutti!».

Vi siete fatti aiutare da qualcuno o avete preferito il "fai da te"?
«Niente wedding planner ma tanta buona volontà! Una grande mano nelle questioni organizzative e logistiche ce l'hanno data i genitori e mia madre è stata davvero preziosissima: era ormai un'esperta dei principali wedding blog americani! Impagabile e unica, davvero! E poi le amiche e colleghe che, giorno dopo giorno, mi hanno supportato e consigliato su tutti gli aspetti possibili e immaginabili».


Un episodio divertente nella preparazione?

«Come episodio divertente basterà dire appena uscita dal portone di casa, pronta per andare in chiesa, le mie testimoni si sono rese conto che avevano dimenticato le fedi a casa mia! E si sono mese a correre sui tacchi per recuperarle al volo!».


Qual è il ricordo più bello?

«Il ricordo più bello? Ce ne sono talmente tanti! Di sicuro l'ingresso in chiesa, super emozionante! Vedere le facce degli amici, tutti lì per noi, è stato davvero commovente. Ma soprattutto vedere all'altare il volto felice e sorridente di quello che sarebbe diventato mio marito, l'attimo in cui mi ha abbracciata e mi ha detto che ero bellissima, beh, quello è stato il momento in assoluto più memorabile di tutta la giornata!».


[*Rossella è una nostra collega, ha lavorato per Grazia.it e alle sue nozze c'eravamo anche noi. Doppiamente grazie quindi agli sposi, per averci fatto vivere  una splendida giornata dandoci l'opportunità di condividerla con voi!]

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Corneliani: gli abiti da cerimonia più belli

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Smoking, tight, half-tight. La nuova stagione ormai alle porte ci invita alla scoperta degli abiti formali firmati Corneliani. Che sia una cermonia o la prima a teatro, ecco le dritte per non sbagliare... 

Senza rendervene conto è arrivato il periodo in cui l’agenda si riempie di matrimoni? Amici, parenti e colleghi vi hanno spedito le prime partecipazioni della stagione? O forse sarete proprio voi i prossimi a convolare a nozze appendendo al chiodo i panni di indomiti single? Quale che sia la situazione, è meglio armarsi di tanta pazienza e di un comodo taccuino per annotare i nostri suggerimenti di stile, in bilico tra modelli tight, half-tight e completi di lana e seta con gilet nei toni dello champagne.

Abbiamo pensato di focalizzarci su un unico brand: Corneliani, sintesi di tagli impeccabili e raffinatezza, con quel graffio in più di innovazione che non guasta mai. Una gallery piuttosto esaustiva vi traghetterà nel percorso degli abiti eleganti, considerando anche i cosiddetti abiti formali da sera, primo fra tutti il mitico e intramontabile smoking, che oggi ha sostituito quasi del tutto il frac, considerato spesso eccessivo.


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