Reinventarsi nell’era dei social: 10 storie di donne di successo

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In occasione della Festa della Donna, vi presentiamo una nuova generazione di donne imprenditrici che si sono affermate grazie a Facebook, Instagram & Co.

Pandemia, gestione familiare, lavoro. Il periodo che stiamo attraversando non è certo facile, soprattutto per le donne che spesso si trovano a gestire vari ruoli tutti insieme.

Ecco però che a fronte di creatività e idee innovative la tecnologia si trasforma in un volano di nuove opportunità tra social e canali online.

Nell’era del social commerce sono infatti tante le nuove opportunità per l'imprenditoria femminile.

Basti pensare che più di 200 milioni di persone cliccano ogni giorno su un profilo business di Instagram e sono oltre 300 milioni i visitatori mensili della sezione Shops (con oltre 1,2 milioni di Shop attivi ogni mese).

C’è chi ha saputo cogliere queste opportunità sui social ed è riuscita ad avviare un’attività: tutto ciò che serve è una buona idea e uno smartphone!

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Durante il lockdown le donne hanno mostrato un'enorme spinta imprenditoriale: a livello globale il 40% degli account business creati dall'inizio della pandemia su Instagram e Facebook sono women-owned.

Nel 2021 il 59% dei gruppi Facebook legati all'imprenditorialità sono stati creati da donne. Su Instagram, dall’inizio della pandemia, è stato registrato in Italia un incremento di imprese gestite da donne pari al +30,36%.

Sempre in Italia, nel 2021, il 56,98% dei gruppi Facebook sui temi dell’imprenditoria sono stati creati da donne.

In occasione dell’8 marzo, giornata internazionale della donna, Meta vuole celebrare le donne “senza confini” che cambiano le regole del gioco, che abbracciano l’innovazione e ispirano le nuove generazioni investendo negli strumenti che la tecnologia mette a disposizione per gli small business.

Di seguito vi proponiamo dieci ritratti di donne che hanno sfruttato le potenzialità di Facebook, Instagram e WhatsApp per fare impresa.

Reinventarsi nell’era dei social: 10 storie di donne di successo

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515 grammi

1. Esther Burton

Esther ha fondato 515 Grammi in pieno lockdown al fine di mostrare la forza della natura e la magia della pet therapy, incoraggiando la convivenza tra uomo e coniglio, attraverso la realizzazione e la vendita di prodotti di design innovativi, personalizzati e sostenibili.

Il nome fa riferimento al peso medio di un coniglio e il team è composto da sette conigli, sette designer, una veterinaria e un giardiniere. 

515 grammi vuole garantire ai clienti, tramite prodotti e consigli, una convivenza appagante e gioiosa con i propri animali domestici.

2. Rosaria e Cinzia Di Benedetto

Fondato nel 2009 a Castelvetrano, in Sicilia, l’Agriturismo Carbona delle sorelle Rosaria e Cinzia Di Benedetto è ristorante e B&B ma c’è anche un negozio dove acquistare prodotti freschi e biologici come olio, vino, olive, marmellate e pasta.

L'obiettivo è quello di condurre un ecosistema autosufficiente e sostenibile. Durante il lockdown, Rosaria e Cinzia hanno iniziato a offrire servizi di delivery e take-away, utilizzando le app e i servizi Meta per promuovere il suo sito di e-commerce.

flake’s design

3. Chiara Scaglia

Flake's Design & Arredo è uno showroom nella zona di Trastevere, a Roma. Vende ceramiche fatte a mano, mobili Made in Italy e prodotti artigianali provenienti da diverse regioni.

Durante la pandemia, Facebook ha aiutato la fondatrice Chiara Scaglia a mantenere e curare la comunicazione con i clienti attraverso Messenger per info e preventivi.

Molti clienti stranieri hanno poi iniziato a seguire la sua attività su Facebook e Instagram incrementando la community internazionale dei suoi follower.

4. Fabiana Cakilli

Fabiana Cakilli ha abbandonato un lavoro stabile per rincorrere il proprio sogno creando Serendipity Shop, e-commerce che vende prodotti di uso quotidiano realizzati con materiali alternativi alla plastica monouso - tra cui bambù, acciaio inox, cotone.

Instagram è il canale che registra un coinvolgimento maggiore, perché è soprattutto qui che Serendipity incontra il suo target principale.

La proposta prevede anche mini-documentari e informazioni per sensibilizzare all’uso di materiali alternativi alla plastica.

Orto di Vi

5. Viviana Leo

Orto di Vi è una piccola azienda agricola biologica a Sutri, vicino Roma, che fornisce verdure fresche di prima qualità.

Particolare attenzione viene data alla stagionalità e alla coltivazione senza l'uso di prodotti chimici.

Il packaging è stato interamente studiato per essere biodegradabile in quanto, secondo la fondatrice Viviana Leo, l'obiettivo da perseguire è quello del “naturalmente buono”: uno stile di vita e di produzione dove la sostenibilità è la chiave di tutto.

6. Fulvia Galbusera 

Cerchietti per capelli interamente fatti a mano con tessuti d’alta moda: è stata questa l’idea di Fulvia Galbusera che per lavoro ha viaggiato in tutto il mondo come Fashion Buyer.

Tornata in Italia trasforma il negozio di famiglia a Bergamo nel suo primo shop monomarca che chiama Evelyne Aymon: grazie alle piattaforme Meta cresce velocemente, soprattutto durante la pandemia, quando le sue vetrine social attirano l’attenzione di una community di follower sempre più appassionata.

KimonoFlaminia

7. Flaminia Pirozzi

Flaminia Pirozzi ha trasformato la sua passione per la cultura giapponese in un business con Kimonoflaminia.

Se all’inizio utilizzava Facebook principalmente per promuovere le fiere, con la pandemia la situazione è cambiata e Kimonoflaminia ha trasferito tutto il business online, acquisendo le competenze per sostenere questa crescita tramite i corsi gratuiti della  piattaforma Blueprint di Facebook.

Gli ordini sono dapprima triplicati e poi quintuplicati, mentre l’incremento del traffico sul sito web è passato da 120 a 600 visite giornaliere, con il 55% degli utenti provenienti da Facebook o Instagram.

7 e 8. Antonella Bellina e Barbara Nocentini

Lilou Pet Couture è un giovane brand fondato da Antonella Bellina e Barbara Nocentini con l'obiettivo di offrire capi di abbigliamento ultra-chic e confortevoli per i pets.

Una pagina Facebook, culla della loro prima collezione, nel giro di soli 2 anni ha consentito al brand di costruire un sito e-commerce, una boutique monomarca e una community social fidelizzata che è definita dalle proprietarie, “una grande famiglia”.

La community è cresciuta del 15% durante il periodo delle dirette del lockdown, e le views dei video streaming hanno raggiunto migliaia e migliaia di persone in poco più di un'ora.

green tribu

9. Terry Butler

Terry Butler ha fondato Green Tribu assieme al marito Guillaume Lebobe: si tratta di un e-commerce di prodotti “zero waste” per la vita di tutti i giorni, dalla cura della persona alla casa.

La coppia franco-americana, che insieme ai 3 figli vive in Italia da oltre 10 anni, ha l’obiettivo di diffondere uno stile di vita sostenibile.

Durante la pandemia, i social sono stati fondamentali per Green Tribu, anche grazie a dirette, talk e post sponsorizzati.

10. Alessia Mincinesi 

La make up artist Alessia Mincinesi ha dato vita a Effetto Bio, negozio a Roma ed e-commerce con prodotti naturali e biologici per capelli e pelle, con l’aggiunta di servizi come il make up artistico.

Grazie a Facebook e Instagram durante il lockdown Alessia è riuscita a far decollare il business, rimanere in contatto con i clienti durante le chiusure imposte dal Covid e generare fatturato, anche in un contesto di  piena crisi socio-economica.

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"Buy Nothing Challenge": un mese senza comprare niente fa diventare più felici

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Se il vero lusso è riscoprire ciò che abbiamo già, bastano 30 giorni senza comprare niente di nuovo per diventare più felici

Diventare più felici in un mondo in costante movimento e soprattutto pieno di offerte e proposte che creano in noi un desiderio si trasforma in una rincorsa perenne.

E così compriamo cose che non ci servono per colmare un vuoto, per premiarci, per spegnere l’ansia di una giornata storta. L’acquisto diventa un piccolo anestetico quotidiano: immediato, ma temporaneo.

E se per un mese decidessimo di mettere in pausa tutto questo? Niente shopping, niente nuovi oggetti, niente “mi serve assolutamente” detti davanti a un carrello online. È la "Buy Nothing Challenge", una sfida che più che una rinuncia è un esercizio di consapevolezza.

Perché 30 giorni senza comprare niente possono farci diventare più felici

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All’inizio può sembrare difficile: ci si accorge di quante volte la mente corre verso l’idea di comprare qualcosa di nuovo. Ma già dopo pochi giorni succede qualcosa. Si apre uno spazio mentale, prima ancora che fisico. Ed è proprio in quell’intervallo tra desiderio e gesto che impariamo a guardarci davvero attorno. Le cose che possediamo smettono di essere sfondo e tornano protagoniste.

La leggerezza che arriva dal non avere bisogno di altro

C’è una forma di libertà nel riscoprire ciò che già abbiamo. Aprire l’armadio e trovare capi dimenticati che tornano a piacere, combinazioni che non avevamo mai provato, ricordi che riaffiorano da un tessuto. Anche la casa si trasforma, come un libro lasciato a metà, un oggetto che riacquista valore solo perché gli abbiamo restituito attenzione.

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La Buy Nothing Challenge non parla di privazione, ma di presenza. Di un rapporto diverso con il desiderio: meno impulso, più intenzione. È un modo per rallentare, per ascoltare cosa ci muove davvero quando diciamo “mi serve”.

E il risultato è sorprendente: non è solo il portafoglio a ringraziare, ma la mente. Meno stimoli, meno caos, più chiarezza. Si scopre che non ci serve “qualcosa di nuovo” per sentirci bene e finalmente diventare più felici, ma tempo, cura, significato.

Durante la sfida, potete provare a riscoprire ciò che già avete: guardate l’armadio con occhi nuovi e provate a combinare capi dimenticati o accessori nascosti, trasformando anche un vecchio vaso o un foulard in qualcosa di speciale.

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In cucina, invece di correre al supermercato, finite gli ingredienti in dispensa e sperimentate ricette creative con ciò che avete a disposizione. I piccoli piaceri quotidiani diventano protagonisti: una passeggiata senza meta, un caffè con un’amica, un libro lasciato da parte, attività che arricchiscono senza costi.

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Ogni volta che desiderate qualcosa di nuovo, fermatevi a chiedervi se ne avete davvero bisogno, e se volete, potete tenere un diario o qualche foto dei momenti e oggetti riscoperti: serve a rendere concreta la consapevolezza. Infine, condividere l’esperienza con un’amica o sui social può trasformare la sfida in un gioco creativo e motivante, rendendo più facile apprezzare ciò che già è parte della vostra vita.

Alla fine del mese, forse torneremo a comprare. Ma lo faremo in modo diverso, scegliendo meno e meglio. Perché la vera rivoluzione non è non comprare mai più: è sapere perché compriamo. E sentire che, nel frattempo, la leggerezza non arriva dall’aggiungere, ma dal riconoscere che, spesso, abbiamo già tutto.

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Decluttering di gennaio: 6 cose da eliminare per iniziare l'anno con una sensazione di leggerezza

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Il decluttering di gennaio aiuta a fare ordine in casa dopo le feste: ecco cosa eliminare per iniziare il 2026 con leggerezza

Il decluttering di gennaio non è solo una questione di ordine, ma di energia.

Il 2026 è appena iniziato e, mentre in casa resistono ancora tracce delle feste (decorazioni dimenticate, oggetti fuori posto, armadi pieni) questo è il momento ideale per fare spazio, anche mentalmente. Il decluttering di gennaio, infatti, funziona un po’ come un reset: non serve rivoluzionare tutto, basta partire da ciò che non serve più.

Ecco allora sette cose da eliminare a gennaio per affrontare il nuovo anno con una casa (e una testa) più leggera.

**5 regole d’oro per avere la casa sempre in ordine (senza perdere la testa)**

**10 regole di decluttering efficaci per (ri)organizzare la casa**

Decluttering di gennaio: cosa buttare, donare o riciclare dopo le feste

(Continua sotto al foto)

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Elettrodomestici che non usate mai

Nei pensili della cucina si nascondono spesso oggetti dimenticati: piccoli elettrodomestici acquistati con entusiasmo e poi mai più utilizzati. 

Il decluttering di gennaio è il momento giusto per chiedersi con onestà se torneranno mai utili. Se la risposta è no (o se per prenderli dovete spostare mezzo armadio), meglio venderli, regalarli o riciclarli. Liberare spazio in cucina ha un effetto immediato anche sulla percezione dell’ordine quotidiano.

Oggetti per hobby ormai abbandonati

Hobby mai coltivati, passioni lasciate a metà, strumenti musicali che occupano spazio e accumulano polvere. Tenerli “per senso di colpa” non li rende più utili, anzi.

Se questi oggetti, qualsiasi siano, non vengono usati da anni, allora è il caso di donarli a qualcuno che li userà davvero. 

Occhiali vecchi

Un paio di occhiali non è di certo un problema, ma è innegabile che col tempo si trasformano in una collezione involontaria. Occhiali con gradazioni superate finiscono nei cassetti “perché costavano tanto”.

Il decluttering di gennaio invita a essere pratici: tenete solo quelli che usate davvero e riciclate gli altri. Le custodie, invece, possono diventare piccoli organizer per gioielli o accessori da viaggio.

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Tecnologia vecchia e dimenticata

Cassetti pieni di vecchi telefoni, caricabatterie senza più un dispositivo, smartwatch inutilizzati. La tecnologia obsoleta è uno dei primi candidati al decluttering di gennaio, anche perché tende ad accumularsi rapidamente.

Attenzione però: prima di eliminarla, è importante cancellare i dati personali. Poi si può scegliere se riciclare, vendere o donare. 

Servizi “buoni” mai usati

Piatti, bicchieri e cristalli conservati per occasioni speciali che non arrivano mai. Se nemmeno durante le feste appena passate sono usciti dalla credenza, è probabile che non lo faranno nemmeno in futuro.

Fare decluttering aiuta a distinguere ciò che vi piace davvero da ciò che conservate solo per abitudine. Quello che non usate può essere venduto o regalato, mentre i pezzi a cui siete affezionati possono essere esposti o conservati in modo più sicuro.

Decorazioni e oggetti fuori stagione

Natale è finito, ma spesso non del tutto. Decorazioni rimaste in giro, candele mai accese, oggetti stagionali che occupano spazio per mesi.

Il decluttering di gennaio è l’occasione perfetta per fare una selezione: tenere ciò che vi fa ancora piacere vedere e lasciar andare il resto. Riporre tutto in modo ordinato renderà più semplice anche il prossimo cambio di stagione.

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Cosa fare a Milano a Gennaio 2026

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Concerti, moda, mostre, teatro ed eventi speciali: gennaio a Milano è il mese giusto per ripartire con cultura, musica e spettacoli

Milano a gennaio si risveglia. Dopo le feste, nonostante un'ondata di gelo, la città riprende il suo ritmo e accoglie un anno nuovo con la stessa grinta di sempre.

Concerti, grandi mostre, spettacoli ed eventi sono pronti ad accompagnarci per tutto il mese e ad assecondare i gusti di tutti. 

Ecco la nostra selezione di appuntamenti da segnare in agenda.

Cosa fare a Milano a Gennaio 2026

(Continua sotto la foto)

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Concerti

Gennaio è un mese particolarmente generoso sul fronte live, con una programmazione che attraversa generazioni e generi musicali.

Si parte il 9 gennaio con Edoardo Bennato al Teatro Arcimboldi, che porta sul palco le sue canzonette senza tempo, tra ironia e impegno. Il 12 gennaio Giovanni Allevi arriva al Teatro dal Verme per una serata intensa e introspettiva, seguita il giorno dopo, il 13 gennaio, dalla PFM - Premiata Forneria Marconi con il “Doppia Traccia Tour”, sempre al Dal Verme. La stessa sala ospita anche i Nomadi il 16 gennaio, in un concerto che è insieme memoria collettiva e attualità.

Il 18 gennaio la Santeria Toscana accoglie Irene Grandi & The Groove Aviators, mentre il 20 gennaio il Legend Club ospita l’energia folk-punk dei canadesi The Real McKenzies. Il 22 gennaio è una data doppia: Sergio Caputo sale sul palco del Lirico Giorgio Gaber, mentre all’Alcatraz suonano i Selton, con il loro mix caldo e colorato di pop e influenze brasiliane.
Il 24 gennaio è il turno dei Dream Syndicate di Steve Wynn, al Circolo Magnolia di Segrate, una tappa imperdibile per gli amanti del rock d’autore. Chiudono il mese gli Hammerfall all’Alcatraz il 26 gennaio, Mondo Marcio ai Magazzini Generali il 27 gennaio e Johnnie Guilbert il 28 gennaio al Legend Club.

Hermes : Runway – Paris Fashion Week – Menswear F/W 2020-2021

Milano Fashion Week Men’s Collection

Dal 16 al 20 gennaio Milano torna capitale della moda maschile con la Fashion Week Uomo dedicata alle collezioni Autunno/Inverno 2026/27. È un appuntamento che porta in scena non solo sfilate: eventi, presentazioni e installazioni trasformano la città in un laboratorio creativo diffuso, raccontando il continuo processo di evoluzione e metamorfosi che definisce la moda. 

Armani Brera

Mostre

Gennaio è un mese di transizione, in cui si attende l'arrivo delle grandi mostre che contraddistingueranno l'anno, ma è ancora possibile ammirare alcune delle più belle esposizioni aperte nei mesi scorsi.

Sono entrambe prorogate fino a maggio 2026 le due grandi esposizioni dedicate a Giorgio Armani, che continuano ad attirare pubblico anche oltre l’anno celebrativo. Giorgio Armani Privé 2005–2025, in corso all'Armani/Silos ripercorre vent’anni di alta moda attraverso una selezione di abiti couture che raccontano la visione del designer tra rigore, leggerezza e raffinatezza formale, mentre Giorgio Armani: Milano, per amore, alla Pinacoteca di Brera, illustra la creatività di di Re Giorgio attraverso 133 creazioni esposte tra i capolavori che raccontano l’arte italiana dal Medioevo all’Ottocento.

Tra le mostre tematiche più interessanti del periodo, avvicinandoci al via delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina, L’Italia sulla neve racconta oltre un secolo di immaginario invernale italiano, mettendo in dialogo manifesti pubblicitari, fotografie storiche, oggetti e filmati legati alla nascita del turismo alpino, degli sport invernali e delle vacanze sulla neve come fenomeno culturale e sociale. Un percorso che intreccia costume, comunicazione e storia del tempo libero.

Al Museo Poldi Pezzoli, Meraviglie del Grand Tour esplora invece il viaggio in Italia tra Settecento e Ottocento attraverso opere d’arte, taccuini, vedute, oggetti e testimonianze che raccontano come il nostro Paese sia stato a lungo tappa fondamentale nella formazione culturale dell’aristocrazia e della borghesia europea. Una mostra dal taglio classico, ideale per chi ama una visita più contemplativa.

Tra le esperienze immersive, prosegue allo Spazio Ventura Monet. Esperienza immersiva, che utilizza proiezioni digitali, animazioni e suono per restituire la centralità della luce e del colore nell’opera dell’artista francese, accompagnando il visitatore dentro paesaggi, stagni e giardini diventati iconici.

Gennaio è inoltre l’ultima occasione per visitare M.C. Escher. Tra arte e scienza al MUDEC, aperta fino all’8 febbraio, mentre alla Fabbrica del Vapore resta visitabile fino al 25 gennaio Dalí, Picasso, Miró. I tre grandi di Spagna, un confronto tra tre protagonisti assoluti del Novecento europeo.

Ah Comedy Manzoni

Teatro

Il nuovo anno si apre con tanti spettacoli tra comicità e imponenza.

I Legnanesi tornano protagonisti al Teatro Manzoni dall’8 gennaio fino al 22 febbraio, con uno spettacolo che conferma il loro legame storico con il pubblico milanese.

Il 9 e 10 gennaio Beatrice Arnera porta la sua comicità diretta e tagliente al Teatro Lirico Giorgio Gaber, mentre sempre al Manzoni il 12 gennaio va in scena Ah Comedy Night, il format dedicato alla stand-up contemporanea.

Dal 13 al 25 gennaio il Teatro Arcimboldi ospita Shen Yun, lo spettacolo che racconta la cultura tradizionale cinese attraverso danza, musica e scenografie spettacolari.

Eataly

Eventi

Prosegue da Eataly Milano Smeraldo il format Giovani Talenti, realizzato in collaborazione con Identità Golose, che porta in città alcuni dei nomi più interessanti della nuova cucina italiana. Martedì 13 gennaio è protagonista Matteo Grandi, chef una stella Michelin del ristorante Matteo Grandi in Basilica di Vicenza, con una cena che racconta una cucina istintiva ma misurata, guidata da tecnica invisibile, leggerezza e grande rispetto per la materia prima. Il menu invernale proposto per l’occasione attraversa mondi diversi, dalla sensibilità asiatica a quella francese, reinterpretati con una cifra personale ed elegante, tra piatti come il branzino al vapore con beurre blanc, il risotto al broccolo fiolaro e la faraona con cavolfiore fumé e salsa al tartufo.

Giovedì 15 gennaio torna invece TEDxMilano al Teatro Dal Verme, con la XIII edizione dedicata al tema Umanità. Un titolo ampio, che verrà esplorato dagli speaker attraverso prospettive diverse — dalla filosofia alla scienza, dal giornalismo alla cultura d’impresa — per interrogarsi su cosa significhi oggi essere umani in un’epoca di profonde trasformazioni sociali, tecnologiche e ambientali. Sul palco si alternano voci autorevoli del panorama italiano, mentre la serata è arricchita da una performance musicale dei Twin Violins e da una selezione di fotografie d’autore sul tema dell’umanità, curate dalla community culturale Perimetro. 

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Questi 4 segni zodiacali troveranno l’amore a Gennaio

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Questi 4 segni zodiacali fortunati in amore vivranno un mese di gennaio carico di emozioni intense e nuove opportunità romantiche

Gennaio è il mese dei nuovi inizi, e per questo le stelle regalano emozioni intense ad alcuni segni zodiacali fortunati in amore, pronti a iniziare l’anno seguendo il cuore.

In queste settimane le stelle incoraggiano l’autenticità, la voglia di costruire e il desiderio di lasciarsi alle spalle vecchie incertezze. Gennaio si trasforma così in un mese ricco di possibilità romantiche e nuove emozioni.

Per i segni zodiacali fortunati in amore, questo è un momento di svolta: incontri significativi, legami che si rafforzano e una nuova consapevolezza emotiva accompagneranno l’inizio dell’anno. 

Senza ulteriori indugi, scopriamo insieme quali sono i segni più fortunati in amore, che troveranno l'opportunità di vivere storie indimenticabili in questo mese speciale.

**Perché quando le cose vanno male leggiamo l'oroscopo?**

Oroscopo di gennaio: i segni zodiacali fortunati in amore

(Continua sotto la foto)

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Toro

Gennaio porta al segno del Toro un bisogno profondo di stabilità affettiva, accompagnato da un oroscopo favorevole alle relazioni sincere. Le stelle favoriscono legami costruiti con calma e fiducia, lasciando spazio a emozioni che crescono giorno dopo giorno. È un periodo ideale per chi desidera qualcosa di solido e duraturo, lontano dalle storie complicate.

I sentimenti si fanno più chiari e rassicuranti, permettendo al Toro di sentirsi finalmente al sicuro nel dare e ricevere amore.

Cancro

Per il Cancro, gennaio sarà un mese dolce e protettivo, in cui il cuore torna protagonista. Le stelle aiutano a lasciar andare paure e insicurezze, aprendo la strada a connessioni autentiche e profonde.

Le stelle favoriscono l’equilibrio tra desiderio e razionalità, permettendo di vivere l’amore con maggiore serenità. È un mese ideale per incontri armoniosi, in cui il dialogo e la complicità diventano centrali. È il momento giusto per fidarsi delle proprie sensazioni e costruire legami basati sull’empatia.

Leone

Il Leone è tra i segni zodiacali fortunati in amore di gennaio, perché vivrà una riscoperta del lato più autentico dell’amore. Le stelle attenuano l’orgoglio e favoriscono una maggiore apertura emotiva, permettendo di vivere i sentimenti con intensità ma anche con sincerità.

Chi è single potrebbe essere attratto da una persona capace di guardare oltre le apparenze, mentre chi è in coppia sentirà il bisogno di rafforzare il legame su basi più profonde. È un mese che invita a lasciarsi amare senza dover sempre brillare.

Pesci

Per i Pesci, gennaio è un mese carico di romanticismo e intuizioni emotive. Le stelle favoriscono incontri che nascono da una forte affinità interiore, capaci di toccare corde profonde. I sentimenti si esprimono con naturalezza, senza forzature, e permettono ai Pesci di vivere l’amore in modo autentico e coinvolgente.

È un periodo in cui sogno e realtà possono incontrarsi, dando vita a legami intensi e ricchi di significato.