Come si fa il Social Detox (e perché vi farà bene)

Il social detox è qualcosa che tutti dovremmo fare almeno un paio di volte l'anno.
È risaputo infatti che passare troppo tempo sui social non fa bene alla mente. Ma non solo.
Tipici segnali di un sovraccarico di questo tipo sono gli occhi che bruciano, la sensazione di iperattività se scrollate i social per molto tempo prima di dormire, fatica a staccarsi dal social una volta che entrate, interruzioni varie delle attività che state facendo per aprire le notifiche.
Questi sono segnali di dipendenza e se non ci credete provate ad aprire il dato sul telefono che vi dice quanto tempo passate sui social e non avrete dubbi.
Tutta questa attenzione sul mondo virtuale - e la poca presenza in quello reale - potrebbe causare una certa dose d’ansia che nasce da un costante confronto con le vite degli altri (anche se ripetiamo tutti insieme che sono parziali e spesso finte) che fa allontanare sempre di più dalla vostra.
Se temete di essere finiti dentro questo meccanismo dovete prendervi un momento di social detox.
Vi spieghiamo come.
Come fare il social detox (e perché vi farà bene)
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Disattivate ogni notifica
Il primo passo per distrarsi il meno possibile dai social è disattivare le notifiche.
Tutte, anche le app di messaggistica che usate di più.
Permettete il suono o la vibrazione solo per le persone più strette a cui dovete rispondere, avvisate prima che risponderete solo alle chiamate e non ai messaggi.
Dovrete avere la sensazione di essere in contatto solo con il momento che state vivendo e con chi è importante per voi.
Datevi un tempo per farlo
Sarà difficile e complicato i primi momenti ma, se vi impegnerete in questo compito, poi adorerete farlo.
Datevi un tempo all’interno del quale non potrete aprire nessun social.
Se potete mettete il telefono in un posto faticoso da raggiungere (tipo in fondo all’armadio).
Non serve un tempo lungo, all'inizio potrebbero bastare pochi minuti per poi allungare i tempi seguendo il vostro bisogno.
In quel tempo sarete connessi solo con il vostro corpo, farete quello che volete senza nessuna distrazione dall’esterno che possa interrompere la vostra concentrazione o i vostri pensieri.
Sarà rivoluzionario sentire quanto starete bene.
Il social detox vi farà sviluppare più connessioni nella realtà
Ogni connessione profonda con l’altro fa mettere via lo smartphone.
Pensate ai momenti spensierati con gli amici, al divertimento, all’intimità di un abbraccio, alla concentrazione che sentite con il vostro sport preferito.
Quando viviamo momenti di vita in cui ci sentiamo bene e percepiamo di essere nel qui e ora non abbiamo bisogno di spiare nelle vite degli altri né di navigare alla ricerca di qualcosa che non vogliamo o possiamo perderci.
Il segreto quindi è sviluppare relazioni, passioni e interessi che ci facciano entrare così tanto nel flow da non aver bisogno d’altro.
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TikTok lancia Whee, un nuovo social di foto (e solo foto)

Whee è il prossimo social da scaricare? Forse, o forse no. Già perché per ora nonostante se ne parli tanto è solo un esperimento.
Visibile su Play Store, per il momento in Italia (e nemmeno negli Stati Uniti, ma questo non stupisce, tra poco capirete perché) non è possibile scaricarlo. Per ora.
A lanciarlo è TikTok, o meglioByteDance, la società dietro TikTok (e qui si spiega perché non è strano che non lo stiano lanciando in America) e in pratica consiste in una specie di vecchio Instagram, fatto solo ed esclusivamente di foto, a cui si possono mettere filtri, una didascalia e poco più.
E al contrario di quanto suggerisce l'utilizzo di TikTok, i contenuti sono visibili solo dagli amici e dai contatti, per puntare su una maggiore privacy e riservatezza.
A quanto sembra si tratta di una fase di test, che decreterà se vedremo mai il lancio ufficiale di Whee o meno sui nostri schermi.
Cos'è Whee
Nella descrizione ufficiale si legge:
«Whee è una nuova app social creata per mantenere i contatti con gli amici più cari condividendo momenti spontanei della tua vita. Scatta e condividi foto di vita reale che solo i tuoi amici possono vedere, per mostrare la tua autenticità. Whee è il posto ideale per condividere momenti di vita con i migliori amici».
L'interfaccia al momento è basilare e minimalista, proprio come quella degli esordi di Instagram, con possibilità di sfruttare la messaggistica interna.
Quando la si potrà scaricare in Italia?
Non si sa.
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Cosa succede al nostro cervello quando Instagram smette di funzionare

Ecco cosa succede alla nostra mente quando Instagram e Facebook non funzionano: i 4 stadi che attraversiamo secondo la psicologia
Instagram non funziona. E neanche Facebook.
Nelle ultime ore, il down simultaneo delle app di Meta ha creato un vero e proprio blackout mediatico che ha lasciato praticamente tutti gli utenti del mondo senza parole.
Ma voi come vi siete sentiti quando ve ne siete accorti: crisi nera o senso di libertà?
I sentimenti in questo caso possono essere contrastanti perché ci si trova davanti a un fenomeno che porta riflessioni profonde sul modo in cui viviamo.
In altre parole, nelle ore di blocco ci si rende conto che senza questi mezzi siamo costretti a vivere la realtà del presente.
Vi spieghiamo cosa succede al cervello quando i maggiori social network smettono di funzionare.
Instagram down: che conseguenze ha sul nostro cervello?
(Continua sotto la foto)
La prima reazione è l'allarme
La prima reazione che vivrete è quella di allarme.
Si continua ad aggiornare l'app di Instagram ma non succede niente.
Cominciamo a chiederci se a non funzionare sia il nostro telefono, il wifi di casa o la rete cellulare.
Chiudi la App, disattivi il wifi, spegni e accendi la connessione dati e il telefono.
E poi adesso come potremo comunicare?
Insomma nel nostro cervello sta scattando l’allarme perché c’è qualcosa della nostra quotidianità che si è fermato e che non sappiamo come sostituire.
Crisi di astinenza
Se il tempo di blocco dei social è prolungato, potreste provare sintomi simili all’astinenza dalle sostanze stupefacenti.
Nervosismo, irritazione, cattivo umore e quella sensazione legata al pensiero di perdersi qualcosa.
Ci si sente disconnessi dal resto del mondo e per questo isolati.
Cosa starà succedendo là fuori?
Quante volte avete provato a riaprire l'app per vedere se aveva ripreso a funzionare?
Accettazione e ricerca di una soluzione
Da un primo momento di smarrimento si passa ad un’attivazione cognitiva in cui i neuroni fanno ginnastica.
Il blocco temporaneo di Instagram e Facebook infatti può far riflettere profondamente sulla potenza che questi hanno nelle nostre vite.
I pensieri girano intorno alla consapevolezza di quanta importanza si possa dare a questi strumenti di condivisione e, di conseguenza, alla voglia di distaccarsene.
Dalla crisi iniziale si passa ad una visione e accettazione della realtà per quella che è, difetti compresi.
Sensazione di benessere
Se i social network sono stati fuori uso per un tempo importante e voi avete goduto della vita reale, guadagnerete una sensazione di benessere diffuso.
Vi renderete conto che la percezione di essere presenti a se stessi e di godersi la realtà e gli affetti superano di gran lunga il bisogno di connettersi.
Il vero appagamento infatti proviene solo da momenti di realtà, attenzioni alle illusioni digital.
*** Perché e come provare il Detox Digitale ***
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Cos'è e come funziona Threads, il nuovo social di Zuckerberg

C'è un nuovo social sul mercato: si chiama Threads e in molti già lo considerano il nuovo Twitter.
Meta infatti l'ha lanciato sul mercato posizionandolo come una app di messaggistica, e l'ha poi promosso come un «Instagram basato sul testo».
Dal suo lancio a luglio (in America e altri paesi fuori dall'Europa), sono già state apportate notevoli miglioramenti all'app, tra cui un'esperienza web, un feed Seguiti, la possibilità di modificare un post, di effettuare ricerche con parole chiave, di taggare argomenti e altro ancora.
E da Meta comunicano che continueranno ad ascoltare i feedback della community per migliorare ulteriormente l'esperienza.
**3 esercizi facili per provare il digital detox (e perché farlo)**
Cos'è e come funziona Threads
(Continua sotto la foto)
Cos'è Threads
Su Threads è possibile pubblicare messaggi (o appunto, thread), rispondere ad altre persone e seguire i profili che ti interessano. Questi thread possono contenere messaggi lunghi fino a 500 caratteri, che è significativamente superiore ai 280 caratteri attualmente offerti da Twitter.
Possono inoltre includere brevi pezzi di testo, link, foto, video o qualsiasi combinazione di essi.
Proprio come sugli altri social di proprietà di Meta, le persone possono anche seguire il vostro profilo per vedere i vostri thread e le vostre risposte nel loro feed.
Come funziona
Dopo aver scaricato l'app, si può accedere con il proprio account Instagram esistente.
Il nome utente verrà trasferito all'account Threads, e successivamente si può scegliere di personalizzare il proprio profilo per il nuovo account.
Si può inoltre scegliere di seguire automaticamente gli stessi account che già si seguono su Instagram, oltre a trovare e aggiungere nuovi account da seguire specificatamente sull'app Threads.
Il feed sarà quindi un mix di post di persone che si seguono, oltre a contenuti consigliati. Direttamente sul feed si può inoltre rispondere, ripubblicare o citare i post di altre persone (più o meno allo stesso modo di Twitter).
Meta ha affermato di aver sviluppato Thread «con strumenti per consentire conversazioni positive e produttive».
«Come su Instagram, puoi aggiungere parole nascoste per filtrare le risposte ai tuoi thread che contengono parole specifiche» si legge sul sito web. «Potete smettere di seguire qualcuno, bloccare, limitare o segnalare un profilo su Threads dal vostro menu, e tutti gli account che hai bloccato su Instagram verranno automaticamente bloccati su Threads».
Cosa succede se si decide di non aprire un account
Le persone in UE possono scegliere di creare un profilo collegato al proprio account Instagram, il che significa che avranno la stessa esperienza di tutti gli altri utenti nel mondo, oppure di utilizzare Threads senza un profilo.
Chi lo usa senza profilo potrà vedere i contenuti su Threads, cercare profili, condividere contenuti tramite link o dalla piattaforma, ma non potrà interagirci.
Chi seguire su Threads?
Ci sono già tantissimi account noti attivi su Threads, eccone qualcuno.
Perché Threads ci ha messo così tanto ad arrivare in Italia
Meta ha lanciato Threads negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in circa un altro centianio di Paesi prima dell'estate, mentre in Italia è arrivato solo ora.
Perché? Il motivo ha a che vedere con la raccolta e la gestione dei dati degli utenti.
Nell'Unione europea, la raccolta e la gestione dei dati personali online sono disciplinate dal GDPR, e sono state necessari alcuni passaggi affinché Threads diventasse conforme alle regole sulla privacy dell'Ue.
Questo perché come tutti gli altri social anche Threads raccoglierà dati personali (come posizione, cronologia, contatti...).
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«Guarda le mie storie ma non mi scrive»: cos'è l'orbiting e cosa significa

L'orbiting descrive il comportamento di chi pur non essendo più direttamente presente nella nostra vita - o non essendolo mai stato veramente - rimane in qualche modo in orbita attorno a noi, magari mettendo "mi piace" ai nostri post o visualizzando le nostre storie, ma evitando ogni contatto diretto o comunque guardandosi bene dal chiederci di spostare la conversazione nel mondo reale.
Se vi siete mai chiesti perché quella persona continua a visualizzare ogni vostra storia su Instagram, mette like ma più di questo non si espone, la risposta c'è: sta facendo orbiting, un fenomeno tutto digitale che caratterizza l'era dei social.
Ti trovi lì, con il telefono in mano, mentre il tuo satellitino personale fa il suo giro orbitale attorno alla tua vita digitale.
Guarda le tue storie, mette cuori ai tuoi post, ma non ti manda nemmeno un misero 'Ciao, come stai?'. Magari lascia qualche commento, ma quando si tratta di concretizzare sfugge via in modo laconico ed evasivo. Sei diventata Marte e lui il tuo piccolo rover, in una fase di esplorazione senza mai un vero atterraggio.
Chi guarda le mie storie è interessato a me?
È importante sottolineare che i social media, per quanto possano offrire uno spaccato della vita delle persone, mostrano spesso solo una versione curata e filtrata della realtà.
Pertanto, basare una percezione o un legame interpersonale esclusivamente su queste interazioni digitali può non riflettere la complessità e la profondità delle relazioni umane reali.
Perché guarda le mie storie, ma...? (non mi scrive/non mi segue)
A un certo punto è normale chiedersi perché qualcuno dovrebbe trasformarsi in un satellite umano che orbita attorno al pianeta di un'altra persona senza mai atterrare? Le ragioni possono essere varie:
- Indecisione Emotiva: a volte, l'orbiting è una via di mezzo tra voler mantenere una connessione e non essere pronti a impegnarsi in una relazione vera e propria, che sia di amicizia o d'amore. Potrebbe anche significare timidezza da parte dell'altra persona, che prima di fare un passo un po' più concreto, aspetta qualche segnale chiaro di apertura dall'altra parte.
- Curiosità: chi non vuole sapere cosa succede nella vita degli altri, specialmente se si tratta di un ex, un'amicizia incrinata o una semplice conoscenza che ha acceso la nostra curiosità? A volte non c'è nessuna dietrologia dietro a una persona che guarda le storie o mette un like: semplicemente sta scrollando i social e guarda le storie come quelle di altri e mette like senza nessun secondo fine.
- Evitamento del Conflitto: magari hai messo fine a una relazione, ma non vuoi essere quello cattivo che "unfollowa". Continuare a fare orbiting permette di evitare quel passaggio doloroso e definitivo.
- Gioco di Potere: in alcuni casi, l'orbiting può essere un modo per esercitare una sorta di potere su qualcuno, facendo sentire l'altro osservato e apprezzato, ma non così importante per una comunicazione che vada oltre l'interazione sui social.
Quindi cosa fare?
Se vi interessa un'astronauta digitale perché limitarsi a un balletto di like e visualizzazioni senza mai mettere piede su una vera pista da ballo?
Insomma se si vuole veramente sapere quali intenzioni ci siano dietro a una persona che orbita l'ideale sarebbe rompere ghiaccio. Un messaggio, una chiacchierata, un invito: insomma qualcosa di vero. E se non risponde? Beh, forse è ora di smettere di essere un pianeta accogliente e diventare una stella che brilla per se stessa.
L'orbiting è un gioco per chi ha tempo da perdere e cuori da confondere. Perché è vero che può sembrare un innocente balletto digitale, ma è anche vero che può creare confusione e ostacolare la chiusura emotiva di una relazione (vera o immaginata che sia). Ricorda che il tuo valore non è dato dal numero di orbite attorno a te, e rimani focus sui tuoi bisogni e non investire troppe energie per capire perché l'orbiter si comporta così. Se non è pront a raggiungerti, allora può essere il momento di cercare una nuova galassia.
E nel frattempo, ricordati, il mondo è pieno di stelle. Non lasciarti oscurare da un satellite indeciso.
** Per essere felici bisogna avere queste 5 "relazioni" **
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C'è un nuovo social di cui parlano tutti, Lemon8: ecco perché (e cos'è)

Altro che ClunHouse e BeReal, il nuovo social media di cui tutti parlano è Lemon8!
Lemon8 è un'app per la condivisione di foto e video in stile Instagram ma di proprietà della società madre di TikTok.
Sebbene l'app non sia tecnicamente nuova (è stata lanciata in paesi come Singapore, Tailandia e Giappone nel 2020), in questi giorni sta facendo molto parlare di sé poiché è stata una delle prime 10 app più scaricate al mondo la scorsa settimana.
**Quanti anni della nostra vita passiamo guardando il cellulare? Ecco la risposta**
Cos'è Lemon8 e perché è diventata l'app più scaricata in America
(Continua sotto la foto)
Che cos'è Lemon8?
Si tratta di un'applicazione di social media che cura contenuti foto e video principalmente su cibo, benessere, bellezza e viaggi.
Su Lemon8 potete infatti aggiungere foto e video al vostro profilo, esplorare una pagina di suggerimenti curati apposta per voi e anche "seguire" ed essere "seguito"; proprio come su Instagram.
Tuttavia, a differenza degli altri social, Lemon8 pone l'accento sulla possibilità di acquistare i contenuti che vedete fotografati sul profilo degli altri utenti.
Come funziona
Una delle caratteristiche più accattivanti dell'app è l'uso del design grafico nella maggior parte dei post.
I creatori spesso aggiungono testo sulle immagini, etichettando ciò che è ritratto nelle foto o indicando dove trovare tale oggetto. Questi tag sono spesso accompagnati da link.
Non solo foto, gli utenti di Lemon8 possono condividere anche video lunghi fino a 60 secondi e ripostare i propri TikTok.
Perché l'app Lemon8 è diventata così famosa?
Secondo molti, l'improvviso aumento di popolarità di questo social è dovuto alla pubblicità che gli hanno fatto alcuni creator di TikTok molto seguiti. Lemon8 e TikTok appartengono infatti alla stessa casa madre, ByteDance, e si vocifera che sia stata proprio l'azienda a chiedere la sponsorizzazione del secondo social ai suoi maggiori utenti.
Un altro motivo della nuova popolarità di Lemon8 è che si distingue dagli altri social perché è un ibrido di contenuti e di shopping; un mix perfetto tra Instagram e Pinterest.
Quando arriverà in Italia?
Al momento Lemon8 è disponibile soltanto in alcuni paesi selezionati, e l'Italia non è tra questi.
Sebbene non sappiamo con certezza quando arriverà nel nostro app store, secondo alcune indiscrezioni il lancio effettivo al grande pubblico è in programma per maggio.
E visto il successo che l'app sta avendo oltreoceano siamo sicuri che non bisognerà attendere troppo.
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Che cos'è e come usare Circle, la nuova funzione di Twitter per condividere i propri tweet con un gruppo ristretto di amici

Solo pochi giorni fa, Twitter ha svelato una nuova funzionalità chiamata Twitter Circle che consente all'utente di inviare tweet a un gruppo selezionato di persone.
Per aiutarvi a capire meglio, possiamo dire che Circle assomiglia alla funzione Close Friends delle storie di Instagram.
Ancora in fase iniziale di test, la nuova funzionalità del social network ha riscosso abbastanza successo e la società ha già affermato che Circle verrà reso disponibile sull'app per tutti gli utenti molto presto.
Ecco allora cos'è, come funziona e tutto quello che c'è da sapere su Twitter Circle.
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Some Tweets are for everyone & others are just for people you’ve picked.
— Twitter Safety (@TwitterSafety) May 3, 2022
We’re now testing Twitter Circle, which lets you add up to 150 people who can see your Tweets when you want to share with a smaller crowd.
Some of you can create your own Twitter Circle beginning today! pic.twitter.com/nLaTG8qctp
Cos'è Circle, la nuova funzione di Twitter
Come abbiamo già detto, Circle è una nuova funzione che permette agli utenti di Twitter di limitare il numero di persone che vede i propri tweet.
Grazie a questa funzionalità potete infatti decidere di "dare accesso" al vostro profilo solo agli account da voi selezionati.
Ogni utente può aggiungere fino a 150 account alla propria cerchia.
Come usare Circle
Se fate parte degli account che già hanno Twitter Circle, riceverete una notifica all'apertura dell'app e nel momento stesso in cui state scrivendo un tweet.
Agli utenti verrà presentato un elenco di altri utenti che seguono per aggiungerli o rimuoverli dalla loro cerchia di Twitter, semplicemente cliccando il loro nome.
Si possono selezionare fino a 150 utenti da inserire nel proprio Circle. Tale elenco si può modificare in qualsiasi momento tornando a "Modifica la tua cerchia di Twitter" e aggiungendo o rimuovendo utenti come desideri.
Una volta pronti per condividere i vostri pensieri con un gruppo ristretto di persone, vi basterà scrivere un tweet come fareste normalmente, poi selezionare Twitter Circle a destra del vostro nome (il pulsante è in verde, come Close Friends di Instagram).
Non vi basterà che cliccare semplicemente sul pulsante di condivisione e solo gli account che avete selezionato saranno in grado di visualizzare o rispondere a quanto avete condiviso.
**3 esercizi facili per provare il detox digitale (e perché farlo)**
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New look of love: come sono cambiate le relazioni di coppia

Mentre ci lasciamo alle spalle il passato, dopo due anni difficili, comprendere il presente e guardare al futuro diventano la cosa più importante.
Sotto tutti i punti di vista. Alcune delle tematiche più attuali sono, ad esempio: identità, valori, sogni, cambiamento climatico e aspettative.
Tra queste c'è poi anche la tematica delle relazioni. Oggi come oggi, infatti, le relazioni sono estremamente diverse rispetto anche solo a due anni fa.
Cambia il modo in cui entriamo in contatto con gli altri, ma soprattutto c'è la volontà generale di ri-immaginare e ri-pensare vari aspetti dell'amore e delle relazioni.
Che si tratti di interazioni tra due persone o all'interno di una comunità virtuale, il mondo sta infatti cercando di costruire relazioni in modo flessibile ma allo stesso tempo significativo.
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Come stare al passo con le ultime tendenze emergenti?
Per rimanere sempre aggiornati, Meta ha pubblicato un nuovo studio sulle tendenze culturali a tutto tondo.
Culture Rising: 2022 Trends, è una panoramica sui principali cambiamenti che stanno interessando la nostra società: dall'identità di genere al body positivity, dal metaverso agli investimenti etici...
Una chiave di lettura per il futuro, che ci aiuta a capire come stiamo cambiando e quali saranno i temi cari alle prossime generazioni.
I risultati si basano su miliardi di post e commenti online provenienti da tutte le sue app del gruppo Meta; tra cui le principali: Facebook e Instagram.
New look of love: addio alla monogamia
Per le nuove generazioni l'amore (nel suo senso più lato) conquista tutto. Al punto che #love è l'hashtag più utilizzato su Instagram.
Ma questo termine significa cose diverse per persone diverse.
Per esempio, negli Stati Uniti, le conversazioni sulla non monogamia sono in aumento (+40%). Così come quelle sul poliamore, dall'Australia (+31%).
al Messico (+12%) al Brasile (+19%).
I discorsi riguardo la non monogamia hanno visto il loro principale centro di svolgimento sull'app di Facebook, mentre la tematica del poliamore, così come gli hashtag #OpenRelationship e #Throuple sono stati protagonisti su Instagram.
È boom di terapia di coppia e dating coaches
Un altro dato degno di nota è la crescita esponenziale dell'interesse verso la terapia di coppia e i "dating coaches".
Le persone stanno cercando (e adottano) un approccio più deliberato per raggiungere i propri #RelationshipGoals.
L'interesse riguardo il termine dating coaches è cresciuto del +196%, al punto che questa figura professionale sta riscuotendo sempre più successo.
Il dating coach si occupa di suggerire a uomini e donne di tutte l'età, cosa fare (e cosa non fare!) per approcciarsi nel modo corretto a un potenziale partner.
E se la terapia di coppia non funziona, allora via libera al #DivorceParty (+87%) per festeggiare la fine di un matrimonio.
La ricerca di Meta rivela che il catalizzatore dietro l'interesse verso questo tema sono le donne di mezza età che riscoprono se stesse dopo il divorzio.
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Reinventarsi nell’era dei social: 10 storie di donne di successo

Pandemia, gestione familiare, lavoro. Il periodo che stiamo attraversando non è certo facile, soprattutto per le donne che spesso si trovano a gestire vari ruoli tutti insieme.
Ecco però che a fronte di creatività e idee innovative la tecnologia si trasforma in un volano di nuove opportunità tra social e canali online.
Nell’era del social commerce sono infatti tante le nuove opportunità per l'imprenditoria femminile.
Basti pensare che più di 200 milioni di persone cliccano ogni giorno su un profilo business di Instagram e sono oltre 300 milioni i visitatori mensili della sezione Shops (con oltre 1,2 milioni di Shop attivi ogni mese).
C’è chi ha saputo cogliere queste opportunità sui social ed è riuscita ad avviare un’attività: tutto ciò che serve è una buona idea e uno smartphone!
Durante il lockdown le donne hanno mostrato un'enorme spinta imprenditoriale: a livello globale il 40% degli account business creati dall'inizio della pandemia su Instagram e Facebook sono women-owned.
Nel 2021 il 59% dei gruppi Facebook legati all'imprenditorialità sono stati creati da donne. Su Instagram, dall’inizio della pandemia, è stato registrato in Italia un incremento di imprese gestite da donne pari al +30,36%.
Sempre in Italia, nel 2021, il 56,98% dei gruppi Facebook sui temi dell’imprenditoria sono stati creati da donne.
In occasione dell’8 marzo, giornata internazionale della donna, Meta vuole celebrare le donne “senza confini” che cambiano le regole del gioco, che abbracciano l’innovazione e ispirano le nuove generazioni investendo negli strumenti che la tecnologia mette a disposizione per gli small business.
Di seguito vi proponiamo dieci ritratti di donne che hanno sfruttato le potenzialità di Facebook, Instagram e WhatsApp per fare impresa.
Reinventarsi nell’era dei social: 10 storie di donne di successo
(Continua sotto la foto)
1. Esther Burton
Esther ha fondato 515 Grammi in pieno lockdown al fine di mostrare la forza della natura e la magia della pet therapy, incoraggiando la convivenza tra uomo e coniglio, attraverso la realizzazione e la vendita di prodotti di design innovativi, personalizzati e sostenibili.
Il nome fa riferimento al peso medio di un coniglio e il team è composto da sette conigli, sette designer, una veterinaria e un giardiniere.
515 grammi vuole garantire ai clienti, tramite prodotti e consigli, una convivenza appagante e gioiosa con i propri animali domestici.
2. Rosaria e Cinzia Di Benedetto
Fondato nel 2009 a Castelvetrano, in Sicilia, l’Agriturismo Carbona delle sorelle Rosaria e Cinzia Di Benedetto è ristorante e B&B ma c’è anche un negozio dove acquistare prodotti freschi e biologici come olio, vino, olive, marmellate e pasta.
L'obiettivo è quello di condurre un ecosistema autosufficiente e sostenibile. Durante il lockdown, Rosaria e Cinzia hanno iniziato a offrire servizi di delivery e take-away, utilizzando le app e i servizi Meta per promuovere il suo sito di e-commerce.
3. Chiara Scaglia
Flake's Design & Arredo è uno showroom nella zona di Trastevere, a Roma. Vende ceramiche fatte a mano, mobili Made in Italy e prodotti artigianali provenienti da diverse regioni.
Durante la pandemia, Facebook ha aiutato la fondatrice Chiara Scaglia a mantenere e curare la comunicazione con i clienti attraverso Messenger per info e preventivi.
Molti clienti stranieri hanno poi iniziato a seguire la sua attività su Facebook e Instagram incrementando la community internazionale dei suoi follower.
4. Fabiana Cakilli
Fabiana Cakilli ha abbandonato un lavoro stabile per rincorrere il proprio sogno creando Serendipity Shop, e-commerce che vende prodotti di uso quotidiano realizzati con materiali alternativi alla plastica monouso - tra cui bambù, acciaio inox, cotone.
Instagram è il canale che registra un coinvolgimento maggiore, perché è soprattutto qui che Serendipity incontra il suo target principale.
La proposta prevede anche mini-documentari e informazioni per sensibilizzare all’uso di materiali alternativi alla plastica.
5. Viviana Leo
Orto di Vi è una piccola azienda agricola biologica a Sutri, vicino Roma, che fornisce verdure fresche di prima qualità.
Particolare attenzione viene data alla stagionalità e alla coltivazione senza l'uso di prodotti chimici.
Il packaging è stato interamente studiato per essere biodegradabile in quanto, secondo la fondatrice Viviana Leo, l'obiettivo da perseguire è quello del “naturalmente buono”: uno stile di vita e di produzione dove la sostenibilità è la chiave di tutto.
6. Fulvia Galbusera
Cerchietti per capelli interamente fatti a mano con tessuti d’alta moda: è stata questa l’idea di Fulvia Galbusera che per lavoro ha viaggiato in tutto il mondo come Fashion Buyer.
Tornata in Italia trasforma il negozio di famiglia a Bergamo nel suo primo shop monomarca che chiama Evelyne Aymon: grazie alle piattaforme Meta cresce velocemente, soprattutto durante la pandemia, quando le sue vetrine social attirano l’attenzione di una community di follower sempre più appassionata.
7. Flaminia Pirozzi
Flaminia Pirozzi ha trasformato la sua passione per la cultura giapponese in un business con Kimonoflaminia.
Se all’inizio utilizzava Facebook principalmente per promuovere le fiere, con la pandemia la situazione è cambiata e Kimonoflaminia ha trasferito tutto il business online, acquisendo le competenze per sostenere questa crescita tramite i corsi gratuiti della piattaforma Blueprint di Facebook.
Gli ordini sono dapprima triplicati e poi quintuplicati, mentre l’incremento del traffico sul sito web è passato da 120 a 600 visite giornaliere, con il 55% degli utenti provenienti da Facebook o Instagram.
7 e 8. Antonella Bellina e Barbara Nocentini
Lilou Pet Couture è un giovane brand fondato da Antonella Bellina e Barbara Nocentini con l'obiettivo di offrire capi di abbigliamento ultra-chic e confortevoli per i pets.
Una pagina Facebook, culla della loro prima collezione, nel giro di soli 2 anni ha consentito al brand di costruire un sito e-commerce, una boutique monomarca e una community social fidelizzata che è definita dalle proprietarie, “una grande famiglia”.
La community è cresciuta del 15% durante il periodo delle dirette del lockdown, e le views dei video streaming hanno raggiunto migliaia e migliaia di persone in poco più di un'ora.
9. Terry Butler
Terry Butler ha fondato Green Tribu assieme al marito Guillaume Lebobe: si tratta di un e-commerce di prodotti “zero waste” per la vita di tutti i giorni, dalla cura della persona alla casa.
La coppia franco-americana, che insieme ai 3 figli vive in Italia da oltre 10 anni, ha l’obiettivo di diffondere uno stile di vita sostenibile.
Durante la pandemia, i social sono stati fondamentali per Green Tribu, anche grazie a dirette, talk e post sponsorizzati.
10. Alessia Mincinesi
La make up artist Alessia Mincinesi ha dato vita a Effetto Bio, negozio a Roma ed e-commerce con prodotti naturali e biologici per capelli e pelle, con l’aggiunta di servizi come il make up artistico.
Grazie a Facebook e Instagram durante il lockdown Alessia è riuscita a far decollare il business, rimanere in contatto con i clienti durante le chiusure imposte dal Covid e generare fatturato, anche in un contesto di piena crisi socio-economica.
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Estate sui social: cinque foto da non postare più

Siete stufi delle solite cosce wurstel davanti al mare? Ecco cinque foto da non postare più sui social network - e cinque con cui sostituirle
I social network ci hanno salvato dalle serate trascorse a guardare foto e filmini delle vacanze dei nostri amici, ma per non diventare ugualmente insopportabili ci sono almeno 5 foto da non postare, pena la noia o peggio ancora l'unfollow.
Il rischio che le bacheche di tutti siano invase da noiosissimi scatti tutti uguali d'altronde è sempre in agguato.
** Dove andare in vacanza per venire bene in foto (secondo l'armocromia) **
Ecco perché abbiamo stilato una lista di quello che vorremmo o non vorremmo vedere quest’estate sui social.
(Nel dubbio, postate cuccioli e gattini: riscuotono sempre e comunque grande successo e noi li appoggiamo).
5 foto da non postare più (e 5 con cui sostituirle)
(Continua sotto la foto)
No ai selfie a tutto schermo, sì ai momenti catturati
Abbiamo capito com’è la vostra faccia, ma questa volta vorremmo vedere anche lo sfondo. Se volete condividere momenti della vacanza con il prossimo, mostrateci dove siete e cosa attira la vostra attenzione.
E se ci riuscite al posto dei selfie chiedete a qualcuno di farvi una foto.
Se poi inizierete a fotografare i vostri amici quando sono distratti, quando ridono, chiacchierano e non pensano a Photoshop gli procurerete un sacco di immagini preziose - e probabilmente loro inizieranno a fare lo stesso con voi.
Una volta scartate strane smorfie, occhi chiusi ed espressioni inquietanti posterete qualcosa di diverso e bellissimo.
Occhio alle foto del cibo
C’è chi mangia Junk food e chi ci tiene a far sapere delle sue sane abitudini alimentari, ma sappiate che al quarto hamburger o centrifugato l’attenzione cala.
Soprattutto se le foto non sono fatte bene e ancora dei più se a essere fotografato non è niente di invitante o curioso.
Il bello di viaggiare consiste (anche) nella possibilità di assaggiare piatti diversi.
Ricette strane, abbinamenti inconsueti, spezie e prodotti tipici. Postate e fateci conoscere gli ingredienti.
No all'invidia, sì all'ironia
Tra le foto da non postare lo scatto ginocchia-coscia-piede nella sabbia è indubbiamente sul podio. Fateci invidia mostrandoci un punto di vista nuovo.
Possibile che vi vada sempre tutto da urlo? Senza cascare nella lamentela - ancora più fastidiosa - raccontateci in modo divertente le piccole disavventure che capitano a tutti in viaggio.
Lo renderete non solo divertente ma magari anche utile per qualcun altro.
No ai preparativi, sì alle tappe del viaggio
Guardare il mondo dall’alto è uno spettacolo sempre emozionante, ma a meno che non sia davvero una bella foto, a noi arriva solo un pezzo di cielo, un pezzo d’ala e forse qualche scampolo di terra.
E peggio ancora quando a riempire il nostro feed sono le immagini di una valigia ancora da finire sul letto.
Piuttosto raccontate il vostro viaggio come fosse un diario itinerante.
I social network possono trasformarsi in una perfetta guida per le vacanze.
Se non siete gelosi dei vostri posti preferiti, rivelateci i nomi di ristoranti, locali, negozi o luoghi poco conosciuti. Sarete seguitissimi.
Meno look, più contenuto
Per quanto vi vestiate con gusto e stile, vedere lo scatto allo specchio di cosa vi siete messi ha stufato. Prendetevi una pausa estiva.
Mostrateci piuttosto chi e cosa vi ispira o vi piace o chi siete davvero. Film, attori, attrici e canzoni, posti, scorci e tips sul posto in cui siete.
Le cose belle sono fatte per essere condivise. Anche sui social.
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