Questa è la età in cui diventiamo (davvero) adulti

Vi siete mai chiesti quando si diventa davvero adulti? È magari quando troviamo il nostro primo lavoro? O quando firmiamo un contratto importante? Oppure quando chiamiamo noi il dottore senza chiedere aiuto alla mamma?
C’è chi associa il diventare adulti a un’età precisa, chi a una conquista personale, chi ancora a un momento simbolico della vita.
Per molto tempo abbiamo infatti creduto che esistesse una soglia precisa, un’età in cui diventare adulti fosse quasi automatico. Ma la scienza, oggi, racconta una storia diversa. E forse anche più rassicurante: crescere non è un traguardo netto, ma un processo che continua molto più a lungo di quanto immaginiamo.
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L'età (quasi esatta) in cui il nostro cervello diventa "adulto"
Se da un punto di vista "legale" diventiamo adulti a 18 anni, da un punto di vista biologico ci vuole più tempo. Molto più tempo.
Secondo uno studio condotto dall’Università di Cambridge e pubblicato su Nature Communications, il nostro cervello continua infatti a svilupparsi ben oltre i vent’anni.
Analizzando le scansioni cerebrali di circa 4.000 persone tra gli 0 e i 90 anni, i ricercatori hanno individuato diverse fasi nella vita cerebrale, scandite da veri e propri “punti di svolta”.
La sorpresa? La fase adolescenziale del cervello si estende in media fino ai primi trent’anni.
Solo intorno ai 30-32 anni si assiste a una riorganizzazione più stabile delle connessioni neurali, quella che potremmo definire (con tutte le cautele del caso, ovviamente) una configurazione più “adulta”.
Questo non significa che prima di quell'età non siamo in grado di prendere decisioni o di vivere in modo autonomo. Tuttavia, la ricerca suggerisce che il nostro modo di pensare, reagire e gestire le emozioni è ancora in evoluzione per molto più tempo di quanto si credesse.
In altre parole, diventare adulti non è un punto d’arrivo improvviso, ma un processo graduale.
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Essere adulti è (anche) una questione di esperienza, non solo di età
Se la scienza ridimensiona l’idea di un’età precisa in cui si diventa adulti, la realtà quotidiana la rende ancora più sfumata. Perché crescere non è solo una questione biologica, ma anche culturale, emotiva e personale.
Oggi più che mai, i confini dell’età adulta si sono allungati. Le tappe che una volta erano considerate tradizionali (come un lavoro stabile, avere una casa, metter su famiglia) arrivano spesso più tardi, e in forme diverse rispetto al passato. Questo rende ancora più difficile stabilire (in senso stretto) quando si diventa davvero adulti.
Allo stesso tempo, c’è un aspetto interessante che emerge anche dagli studi: intorno ai trent’anni, il cervello tende a stabilizzarsi. Non tanto in termini di “intelligenza”, quanto di struttura. È come se entrassimo in una fase più definita, in cui le abitudini, i modi di pensare e alcuni tratti della personalità diventano più stabili.
Ma questo non significa smettere di evolvere. Piuttosto, indica un cambiamento nel modo in cui cambiamo: meno rapido, forse, ma più consapevole.
In fondo, essere adulti non è solo una questione di sviluppo cerebrale. È anche il risultato delle esperienze che accumuliamo, delle scelte che facciamo e del modo in cui impariamo a conoscere noi stessi.
E se c’è una cosa che queste ricerche sembrano dirci chiaramente, è che non esiste un momento preciso in cui “diventiamo” adulti una volta per tutte. Forse, più semplicemente, lo diventiamo un po’ alla volta. E continuiamo a esserlo (e a ridefinirci) lungo tutto il percorso.
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