13 corsi da seguire online per imparare qualcosa di nuovo

visore-corsi-onlineDESKvisore-corsi-onlineMOBI
Dalle lezioni di chitarra e quelle di calligrafia, ecco 13 corsi online per imparare qualcosa di nuovo durante questo tempo da passare a casa

Il modo migliore per sfruttare il tempo in queste settimane passate in casa è appassionarsi di qualcosa di nuovo scegliendo tra i numerosi corsi online disponibili per imparare qualcosa di nuovo. Di qualunque cosa si tratti.

Il web infatti ormai pullula di lezioni da remoto, una più interessante dell'altra: dal corso per imparare a suonare la chitarra fino a quello di scrittura creativa, ce n’è per ogni gusto e per ogni sogno nel cassetto.

Pronti a scegliere il vostro? Date sfogo al talento che avete dentro ma soprattutto alle voglie. Perché l’importante non è vincere ma partecipare. E divertirsi, soprattutto.

13 corsi online gratuiti (e non) per imparare qualcosa di nuovo

(Continua dopo la foto)

01-cucinare

Corsi online di cucina

Un grande classico sottovalutato sono i corsi online di cucina

Se dovete partire dalle basi, potete scegliere tra i cinque corsi di Diventa Chef che insegnano appunto le fondamenta della cucina. Basi e salse, la pasta, uova e patate, carne e verdure e tagli sono le aree tematiche da selezionare (e, perché no, potete anche esplorarle tutte e cinque).

Altrimenti c’è La cucina italiana, uno dei siti che per primi hanno reso disponibili online le proprie lessons (già nel 2019, in pre-pandemia). Anche in questo caso si tratta di insegnamenti che vanno bene pure per i principianti: dalle lezioni base di cucina sulla pasta fresca ai vari metodi con cui cucinare carne e pesce, potete diventare esperti di qualsiasi cosa. pasticceria compresa.

Non si può acquistare un singolo corso ma bisogna sottoscrivere un abbonamento mensile (che costa 1,99 euro al mese).

Dulcis in fundo (letteralmente), c’è la piattaforma di e-learning dell’Academia Chef in Camicia. I docenti sono super vip: Ernst Knam, Norbert Niederkofler, Igles Corelli e Davide Longoni vanno ad affiancare i maestri Iginio Massari, Davide Oldani e Hiro.

Le 56 nuove lezioni si aggiungono alle 96 già online dalla primavera: Iginio e Debora Massari con i segreti della loro pasticceria, Davide Oldani con la sua Cucina POP, chef Hiro che racconta le sfumature della millenaria tradizione culinaria giapponese, Sergio Dondoli con i trucchi per fare un gelato a regola d’arte, Flavio Angiolillo sull’arte dei cocktail e Carlotta Perego, che insegna come rendere la cucina vegana un’esperienza memorabile anche per gli onnivori.

02-lingua

Corsi online per imparare le lingue

Le due app più famose e valide sono Babbel e Duolingo.

La prima si basa sul principio che per imparare una nuova lingua bastano 15 minuti al giorno e prevede corsi di inglese, tedesco, spagnolo, francese, russo, portoghese, olandese, polacco, turco, svedese, norvegese, danese e indonesiano.

Manca solo l’islandese insomma (ma se volete impararlo, trovate un corso gratis qui).

Duolingo è l’altra app che funziona in maniera abbastanza simile a Babbel, permettendo di imparare le varie lingue con pochi esercizi ogni giorno.

Offre sia una versione gratuita sia una versione premium con 7 giorni di prova.

03-macchina-da-scrivere

Corso di scrittura

Il corso di scrittura è una cosa che avete sempre desiderato fare ma "chi è che ce l’ha il tempo"? Ecco, ora ce l'avete.

Se volete andare sul sicuro, ci sono quelli della Scuola Holden, un’istituzione nel campo della scrittura in Patria.

Volete affidarvi a una firma autorevole? Allora ci sono i corsi di Raul Montanari, scrittore e traduttore che non ha certo bisogno di presentazioni.

Notevoli sono anche le lezioni tenute dalla scuola di scrittura Belleville e da Class Up

04-alberi

Corso di riconoscimento degli alberi selvatici

Prealpi Cansiglio Hiking Snc è una società che si occupa di turismo eco-sostenibile che organizza iniziative interessanti per appassionati della natura.

Visto che le gite e le escursioni sono oggi off-limits, hanno pensato bene di attivare un corso online per riconoscere gli alberi selvatici.

Un’idea carina e ossigenante che ci farà godere un po’ di en plein air nonostante l’isolamento domestico.

05-yoga

Corsi online di yoga

Il corso online di yoga è l’altro must have da quarantena. 

Yogare è un sito che offre la possibilità di accedere a parecchi video in HD che vanno dai 5 minuti fino alle 2 ore di lezione.

Mat You Can comprende più di 300 lezioni già online a cui si aggiungono due nuovi contenuti ogni settimana. Si spazia dallo yoga al pilates, a seconda di gusti ed esigenze.

Chi volesse unire il corso di inglese a quello di yoga, può ibridare le due cose con Do Yoga With Me. Si tratta di una piattaforma di lezioni in inglese, con video in alta definizione di posizioni, esercizi e dritte sulla respirazione.

06-pittura

Corso di pittura

Dai tutorial video su acrilico, fumetto, pittura a olio e acquerello del sito Cerchio di Giotto alle lezioni di disegno base dell’Associazione Il Segno, potete trovare online l’ispirazione giusta per esprimervi al meglio con una tavolozza di colori e un pennello.

C’è anche Scuola di pittura che permette di affinare tecniche particolari come il ritratto, la pittura iperrealista o il dipingere le rose, per dire.

Se no c’è il corso generico e gratuito di pittura di Stile Arte, con tante lezioni illuminanti che vi daranno non poche dritte.

07-cucito

Corso online di cucito e di maglia

Il sito Scucendo S’impara offre corsi gratis di cucito online, perfetti per incominciare dalle basi e scoprire se latte dell’ago e filo fa per noi.

Una volta constatato che il cucito è pane per i vostri denti, potete cercare corsi specifici su Udemy, la piattaforma con la più vasta selezione di corsi al mondo, continuamente rinnovata grazie a nuovi contenuti pubblicati ogni mese.

Da come realizzare body elasticizzati fino a cucire vestiti per bambini, dai modi in cui creare una camicia da uomo a confezionare gonne per costumi da ballo, con le lezioni di cucito di Udemy diventerete esperte e vi potrete specializzare in quello che vi serve e vi piace.

Per le freddolose, invece, ci sono i corsi di We Are Knitters, il website che insegna step by step a lavorare a maglia.

08-ceramica

Corso di ceramica

Ebbene sì: su internet si possono fare anche corsi di ceramica da remoto.

Non sarà sexy come in Ghost, però di certo è un modo per togliersi uno sfizio che probabilmente in presenza forse non ci concederemmo. 

Le offerte sono tante e vanno da quelle di Idea Mondo alle lezioni di Con Le Mani passando per l’ottimo video corso del sito Ceramics.

09-chitarra

Corsi online di musica

Non è mai troppo tardi per imparare a suonare uno strumento. 

I siti web che offrono video-lezioni di musica sono più numerosi dei tasti di un pianoforte. Ma nel mare di offerte, le piattaforme più valide sono Patreon, Music Academy e la sezione di corsi dedicati alle sette note di Life Learning.

Troverete insegnanti e lezioni ad hoc per qualsiasi strumento: dalla chitarra alla batteria, dal piano al violino.

10-calligrafia

Corso di calligrafia

Ormai diventato di ultra moda, il corso di calligrafia migliorerà la vostra grafia e vi farà bene anche alla salute (a quanto sostiene la scienza).

** Scrivere a mano fa bene alla salute (e rende più intelligenti) **

Da Spazio Cam a Corsi Corsari, ci sono tantissime lezioni che partendo dalle basi, ossia le lettere maiuscole e minuscole, insegnano a legare le parole, lettera per lettera.

Su Corsi Corsari avrete anche una specie di esame finale da sostenere: dopo l’ultimo incontro bisognerà redigere dei testi e inviarli via mail ai docenti per avere un commento e una specie di voto.

11-teatro

Corso di teatro o di dizione

Da Emagister a Il Faro Teatrale, di questi tempi sono tante le compagnie e le associazioni che si stanno attrezzando, organizzando corsi online.

Chi invece volesse coltivare la parlata perfetta, per motivi professionali o per interesse personale, c’è l’Accademia Attori che organizza un corso di dizione.

12-fotografia

Corsi online di fotografia

Stufe dei soliti scatti da postare su Instagram con mille filtri per renderli decenti? Cercate un corso di fotografia e andrete alla fonte del problema.

C’è quello dell’Istituto di Fotografia che insegna qualsiasi aspetto dell’arte dell'obiettivo.

Ma se il vostro obiettivo è soprattutto imparare gratis, ci sono due buone soluzioni che sono le 32 lezioni gratuite di Corso Fotografico e quelle di Fotografia Moderna.

13-danza

Corso di danza

Scegliete la tipologia che più vi si addice e scatenatevi: dalla classica al charleston, dal boogie-woogie alla danza tribale, ce n’è per tutti i gusti. 

L'Istituto Italiano Arte e Danza offre corsi di ogni tipo molto validi altrimenti LaDibi Academy è una piattaforma esclusiva multi-disciplinare con tanti nuovi stili, dal tribale ai balli folcloristici.

Permette di migliorare le proprie abilità e ottenere feedback dagli insegnanti e dai compagni, in un’esperienza osmotica che ha anche molto del social.

I palati vintage invece troveranno il loro punto di riferimento in Non Solo Charleston, un sito con tanti corsi di ballo country, blues dance, rockabilly e via dicendo.

  • IN ARRIVO

75 Hard Challenge: tutte le regole della sfida di 75 giorni che promette di cambiare mente e corpo

stretching flessibilità palestrastretching flessibilità palestra hero
Non è una semplice sfida fitness: ecco cosa prevede la 75 Hard Challenge e perché mette alla prova mente, corpo e forza di volontà

Negli ultimi mesi è tornata a circolare con forza sui social, nei podcast di self-improvement e nei video motivazionali: si chiama 75 Hard Challenge ed è una delle sfide di disciplina personale più rigide e discusse del momento.

Nata negli Stati Uniti e diventata virale soprattutto su TikTok e Instagram, promette di “rafforzare la mente prima ancora del corpo” attraverso un insieme di regole quotidiane da seguire senza eccezioni per 75 giorni consecutivi.

Capire cos’è la 75 Hard Challenge, come funziona e perché divide così tanto è il primo passo per decidere se questa sfida sia un’occasione di crescita o solo l’ennesimo trend del wellness estremo.

**3 challenge per migliorare la vostra vita in meno di un mese**

Cos’è la 75 Hard Challenge

La 75 Hard Challenge non è semplicemente una moda fitness né un programma dimagrante: è un percorso di 75 giorni pensato per allenare la resilienza mentale. Ideata dall’imprenditore Andy Frisella, si propone come una “sfida per la vita”, in cui la disciplina quotidiana diventa strumento per rafforzare fiducia, costanza e controllo su se stessi.

Cosa la distingue da altri programmi? Non si tratta di raggiungere un obiettivo estetico, ma di mantenere una serie di impegni rigorosi ogni singolo giorno per 75 giorni consecutivi. Anche saltare un giorno solo nella routine quotidiana significa dover ricominciare da capo. Proprio per questo, chi completa la sfida non parla semplicemente di cambiamento fisico, ma di un senso di conquista personale e di maggiore consapevolezza di sé.

La filosofia alla base è semplice: la disciplina costruita giorno dopo giorno si riflette in ogni ambito della vita.

Per questo motivo, la challenge non è rivolta ai soli appassionati di fitness, ma anche a chi vuole testare i propri limiti, migliorare le abitudini quotidiane o semplicemente dare una scossa alla propria routine.

(Continua sotto la foto) 

palestra fitness

Quali sono le regole

La 75 Hard Challenge è rigida e non lascia spazio a compromessi. Per portarla a termine è necessario rispettare tutte le seguenti regole ogni singolo giorno per 75 giorni di fila:

1. Due allenamenti al giorno

Dovete completare due sessioni di allenamento di almeno 45 minuti ciascuna. Una delle due deve essere all’aperto, indipendentemente dal meteo. L’idea è abituare la mente ad adattarsi alle condizioni avverse, non solo al comfort.

2. Alimentazione rigorosa

È obbligatorio seguire una dieta salutare ben definita. La scelta specifica del regime alimentare è libera, ma non sono ammessi cheat meal né alcolici per tutta la durata della sfida. È un modo per lavorare su costanza, autocontrollo e rispetto di sé.

3. Bere molta acqua

Ogni giorno si deve bere una quantità significativa di acqua (generalmente almeno 3,8 litri), per rinforzare l’abitudine all’idratazione costante, elemento spesso trascurato nelle routine quotidiane.

4. Lettura quotidiana

Dovete leggere almeno 10 pagine di un libro non di narrativa ogni giorno. L’obiettivo non è solo accumulare conoscenze, ma allenare la concentrazione e alimentare l’intelligenza emotiva e pratica.

5. Foto giornaliera del progresso

Dovete scattare una foto ogni giorno per documentare visivamente il tuo percorso. Questo non è un modo per ossessionarsi sull’aspetto esteriore, ma per rendersi conto del proprio impegno reale e tangibile nel tempo.

GettyImages-sport-palestra

Perché provare questa la 75 Hard Challenge

La 75 Hard Challenge può sembrare estrema (e in effetti lo è) ma chi l’ha completata spesso racconta benefici che vanno ben oltre il corpo.

C’è chi parla di maggiore sicurezza, capacità di gestione dello stress e più fiducia nel prendere decisioni difficili. Questo perché il valore centrale della sfida non è la perfezione, ma la disciplina quotidiana: imparare ad allenare la mente a rispettare impegni anche quando non si ha voglia.

C’è un elemento psicologico importante: la sfida crea consistenza. In un mondo in cui siamo bombardati da notifiche e distrazioni costanti, l’idea di rispettare una routine rigorosa per 75 giorni consecutivi può diventare un potente antidoto alla procrastinazione

Tuttavia, non è di sicuro una sfida che si adatta a tutti. Professionisti della salute e del fitness ricordano che la rigida sequenza di regole non è adatta a chi ha determinate condizioni mediche o un rapporto fragile con il cibo e l’esercizio.

Prima di intraprendere un percorso così impegnativo è sempre consigliabile consultare un medico o un esperto del benessere.

Ma perché, allora, questo programma suscita tanto interesse? In parte perché parla di una verità semplice: la disciplina crea libertà. Non è il corpo perfetto che cambia la mente, ma la mente disciplinata che cambia il corpo.

Per chi cerca una sfida seria, un cambio radicale di prospettiva o semplicemente una prova di forza interiore, la 75 Hard Challenge promette proprio questo: non una trasformazione facile, ma una trasformazione profonda.

  • IN ARRIVO

Le mostre d'arte più belle da non perdere in Italia quest’anno

mostra artemostra arte evidenza
Da Milano a Roma, da Venezia a Firenze, ecco le più belle mostre d'arte del 2026 da scoprire nei musei italiani

Amanti dell'arte e della cultura, prendete carta e penna perché vi stiamo per suggerire le migliori mostre d'arte del 2026 in Italia. 

Tra grandi retrospettive, anniversari importanti e nuovi dialoghi tra passato e contemporaneità, i musei d’Italia si trasformano in una mappa da attraversare lentamente, città dopo città.

Da Milano a Roma, da Venezia a Firenze, passando anche per città come Forlì e Brescia, il calendario espositivo offre occasioni perfette per un weekend fuori porta o per riscoprire luoghi già amati con occhi nuovi.

Ecco allora una guida alle mostre d’arte 2026 più interessanti da segnare in agenda.

**10 musei da visitare (almeno) una volta nella vita**

(Continua sotto la foto)

Palazzo Reale Milano

Milano 

Mapplethorpe. Le forme del desiderio

Palazzo Reale, dal 29 gennaio al 17 maggio 2026

Milano apre il 2026 con una delle mostre più attese e potenti dell’anno. La retrospettiva dedicata a Robert Mapplethorpe indaga il corpo, il desiderio e l’identità attraverso una selezione ampia e curata dei suoi scatti più iconici. Non solo fotografia, ma un vero discorso estetico sul rapporto tra bellezza classica e provocazione contemporanea. L’allestimento mette in dialogo nudi, ritratti e nature morte, restituendo tutta la complessità di uno sguardo che ha segnato la storia dell’arte visiva. Una mostra che promette di far discutere e riflettere, perfettamente in linea con lo spirito delle mostre d’arte 2026.

Per maggiori informazioni, visitare il sito web

Over, Under and In Betweetn. Mona Hatoum 

Fondazione Prada, dal 29 gennaio al 6 novembre 2026

Tra le mostre più lunghe e stratificate dell’anno, il progetto espositivo dedicato a Mona Hatoum occupa gli spazi della Fondazione Prada con installazioni, sculture e opere ambientali. Il percorso ruota attorno ai temi del confine, dell’instabilità e del corpo come luogo politico. Le opere dialogano con l’architettura industriale della Fondazione, creando un’esperienza immersiva e spesso spiazzante. Una mostra che conferma Milano come capitale del contemporaneo e che si impone come una delle mostre d’arte 2026 più concettuali e intense.

Per maggiori informazioni, visitare il sito web.

Kiefer. Le alchimiste

Sala delle Cariatidi, Palazzo Reale, dal 7 febbraio al 27 settembre 2026

Con questa grande esposizione, Milano rende omaggio a Anselm Kiefer, uno degli artisti più influenti del secondo Novecento. Il titolo richiama l’alchimia come metafora di trasformazione, memoria e distruzione, temi centrali nella sua opera. Le monumentali tele e installazioni dialogano con la Sala delle Cariatidi, spazio carico di storia e simbolismo. Il risultato è una mostra potente, quasi fisica, che invita il visitatore a confrontarsi con le ferite della storia europea. Una delle mostre d’arte 2026 più spettacolari per scala e impatto emotivo.

Per maggiori informazioni, visitare il sito web

Luciano Fabro

Pirelli HangarBicocca, dall’8 ottobre 2026 al 21 febbraio 2027

A chiudere l’anno milanese è una grande retrospettiva dedicata a Luciano Fabro, figura centrale dell’Arte Povera. L’esposizione ripercorre decenni di ricerca attraverso sculture, installazioni e materiali eterogenei, mettendo in luce il rapporto tra arte, spazio e identità italiana. Negli spazi monumentali dell’HangarBicocca, le opere assumono una nuova forza, dialogando con l’architettura industriale. Una mostra che consolida il ruolo di Milano nel panorama delle mostre d’arte 2026 più rilevanti a livello internazionale.

Per maggiori informazioni, visitare il sito web.

cosa fare a roma

Roma

Caravaggio. Il contemporaneo - Galleria Borghese

Da marzo 2025 prolungata fino al 6 luglio 2026

In corso dal marzo scorso e prolungata fino al 6 luglio di quest'anno, Palazzo Barberini ospita Caravaggio 2025, uno dei progetti espositivi più ambiziosi mai dedicati a Michelangelo Merisi, detto appunto Caravaggio. La mostra riunisce un numero eccezionale di dipinti autografi, accostando capolavori celebri a opere raramente visibili e a nuove scoperte. Il percorso ripercorre la rivoluzione artistica e culturale di Caravaggio, mettendo in luce l’impatto dirompente del suo linguaggio nel contesto artistico, religioso e sociale del tempo. Tra i prestiti più attesi, il Ritratto di Maffeo Barberini, l’Ecce Homo dal Museo del Prado, la Santa Caterina dal Thyssen-Bornemisza e Marta e Maddalena dal Detroit Institute of Arts, esposti per la prima volta insieme in uno dei luoghi simbolo del rapporto tra l’artista e i suoi mecenati.

Per maggiori informazioni, visitare il sito web

Bernini e Barberini, Gallerie Nazionali di Arte Antica – Palazzo Barberini

Dal 12 febbraio al 14 giugno 2026

Dal 12 febbraio al 14 giugno 2026, le Gallerie Nazionali di Arte Antica di Palazzo Barberini ospitano Bernini e i Barberini, una mostra che racconta il legame decisivo tra Gian Lorenzo Bernini e Maffeo Barberini, divenuto papa Urbano VIII, suo primo e più influente mecenate. Curata da Andrea Bacchi e Maurizia Cicconi, l’esposizione rilegge le origini del Barocco romano attraverso il dialogo umano, artistico e intellettuale tra due figure chiave del Seicento. Il progetto si inserisce nel calendario delle celebrazioni per i 400 anni dalla consacrazione della Basilica di San Pietro, momento simbolico della Roma barocca e vertice della produzione berniniana. 

Per maggiori informazioni, visitare il sito web

Cartier e il mito, Musei Capitolini

Dal 14 novembre 2025 al 15 marzo 2026

Fino al 15 marzo 2026, i Musei Capitolini ospitano Cartier e il mito, una mostra che mette in dialogo l’eleganza senza tempo dei gioielli Cartier con l’eredità dell’arte classica. L’esposizione rende esplicito il legame tra le creazioni della maison e i modelli dell’antica Grecia e di Roma, accostando collane, bracciali e spille a busti romani e iconografie mitologiche provenienti dalla collezione del cardinale Alessandro Albani. Nel suggestivo contesto del Palazzo Nuovo, il percorso racconta come il mito e la scultura antica abbiano contribuito a plasmare il linguaggio estetico europeo, influenzando ancora oggi il design e l’immaginario del lusso contemporaneo.

Per maggiori informazioni, visitare il sito web.

venezia

Venezia 

Biennale Arte 2026. In Minor Keys, Biennale di Venezia

Dal 9 maggio al 22 novembre 2026

La 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, intitolata In Minor Keys, si svolgerà dal 9 maggio al 22 novembre 2026 tra Giardini, Arsenale e sedi diffuse in città. La mostra segue la visione della curatrice Koyo Kouoh, scomparsa nel maggio scorso, e prende ispirazione dalle “tonalità minori” come metafora di ascolto, cura e trasformazione. Artisti, performer e filmmaker sono chiamati a esplorare frequenze più basse e narrazioni alternative, in una partitura collettiva che invita a osservare i cambiamenti radicali già in atto. I dettagli del progetto saranno presentati ufficialmente il 25 febbraio 2026 a Venezia.

Per maggiori informazioni, visitare il sito web.

Marina Abramović. Transforming Energy, Gallerie dell'Accademia

Dal 6 maggio al 19 ottobre 2026

Nel 2026 Venezia celebra gli 80 anni di Marina Abramović con Transforming Energy, la prima mostra alle Gallerie dell’Accademia dedicata a una donna artista vivente. Il progetto attraversa spazi permanenti e temporanei, intrecciando performance storiche e nuove opere in un dialogo tra corpo, energia e spiritualità. Il pubblico è invitato a interagire con i “transitory objects”, mentre lavori iconici come Rhythm 0, Balkan Baroque e Imponderabilia riaffiorano attraverso installazioni e video. Cuore simbolico dell’esposizione è Pietà (with Ulay), posta in dialogo con l’ultima Pietà di Tiziano, in un confronto che attraversa 450 anni di storia dell’arte.

Per maggiori informazioni, visitare il sito web

Peggy Guggenheim a Londra. Nascita di una collezionista, Collezione Peggy Guggenheim

Dal 25 aprile al 19 ottobre 2026 

La Collezione Peggy Guggenheim dedica una mostra all’avventura londinese di Peggy Guggenheim, periodo decisivo nella formazione del suo sguardo di collezionista e mecenate. Al centro del racconto c’è la galleria Guggenheim Jeune, attiva tra il 1938 e il 1939, che divenne un punto di riferimento per le avanguardie europee. Opere, documenti d’archivio e materiali inediti ricostruiscono una rete di incontri e influenze che va da Marcel Duchamp a Samuel Beckett, restituendo il clima di sperimentazione che precedette lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.

Per maggio informazioni, visitare il sito web

firenze uffizi

Firenze

Rothko a Firenze, Palazzo Strozzi

Dal 14 marzo al 23 agosto 2026

Firenze rende omaggio a Mark Rothko con la più ampia mostra mai dedicata all’artista in Italia, ripercorrendo quarant’anni di produzione, dal 1930 al 1970. Un ritorno simbolico nella città che Rothko visitò nel 1950 e che segnò profondamente il suo modo di intendere il colore come esperienza quasi sacra. Il progetto espositivo si espande oltre Palazzo Strozzi, mettendo in dialogo le sue opere con gli affreschi di Beato Angelico al Museo di San Marco e con l’architettura michelangiolesca della Biblioteca Medicea Laurenziana. Firenze diventa così una mappa emotiva attraversata dalle vibrazioni del colore.

Per maggiori informazioni, visitare il sito web

Bologna

John Giorno. The Performative Word, MAMbo

Dal 5 febbraio al 3 maggio 2026

Bologna dedica la prima grande retrospettiva italiana a John Giorno, figura chiave tra poesia, performance e arti visive. Allestita nella Sala delle Ciminiere del MAMbo, la mostra ripercorre una pratica radicale che ha trasformato la parola in azione e rete di comunicazione. Al centro, il dialogo con artisti come Andy Warhol, William Burroughs e Patti Smith, in un percorso che racconta come il linguaggio poetico abbia contaminato media, politica e cultura pop. Una riscoperta destinata a durare.

Per maggiori informazioni, visitare il sito web

Genova

Van Dyck l’europeo, Palazzo Ducale

Dal 20 marzo al 19 luglio 2026

Palazzo Ducale celebra Anthony van Dyck come artista profondamente europeo, attraverso un percorso di 58 opere provenienti dai maggiori musei del continente. La mostra racconta il suo viaggio tra Anversa, Genova e Londra, intrecciando arte, politica ed economia del Seicento. Ampio spazio è dedicato al periodo italiano, con Genova al centro, e alla produzione sacra, tra capolavori noti e importanti inediti. Evento eccezionale è l’esposizione della monumentale Crocifissione di Rapallo, unica pala pubblica ligure dell’artista, presentata per la prima volta a un pubblico internazionale.

Per maggiori informazioni, visitare il sito web

Forlì

Barocco. Il Gran Teatro delle Idee, Museo Civico San Domenico

Dal 21 febbraio al 28 giugno 2026

Con oltre 200 opere, Forlì propone una grande mostra dedicata al Barocco come nascita della modernità europea. Il percorso prende avvio da Roma, cuore pulsante del Seicento, per poi estendersi all’Europa, seguendo la diffusione di un linguaggio carico di tensione, movimento e teatralità. Da Gian Lorenzo Bernini a Peter Paul Rubens, fino a Francis Bacon, la mostra costruisce un dialogo sorprendente tra il Barocco storico e la sua riscoperta novecentesca. Due epoche lontane, unite dalla stessa inquietudine formale ed esistenziale.

Per maggiori informazioni, visitare il sito web

Brescia

Liberty. L’arte dell’Italia moderna, Palazzo Martinengo

Dal 24 gennaio al 14 giugno 2026

A Brescia, una grande mostra ripercorre il Liberty italiano attraverso oltre cento capolavori provenienti da collezioni private, molte delle quali raramente esposte. Il percorso attraversa le grandi esposizioni tra fine Ottocento e primo Novecento, dalle Biennali di Venezia all’Esposizione di Torino del 1902, restituendo la complessità di un’epoca in trasformazione. Pittura, scultura, grafica, fotografia e cinema dialogano tra loro, con un focus sul nascente fenomeno del divismo. Un’occasione per rileggere l’arte italiana moderna da prospettive nuove e inattese.

Per maggiori informazioni, visitare il sito web

  • IN ARRIVO

Come funziona il metodo dei 90 minuti per svegliarsi sempre riposati

sonno dormire herosonno dormire
Dormire seguendo il metodo dei 90 minuti può migliorare la qualità del riposo e rendere il risveglio più naturale

Quante volte vi siete svegliate con la sensazione di non aver dormito affatto, nonostante abbiate passato una buona dose di tempo a letto? Il segreto per alzarsi riposati non risiede tanto nella quantità di ore dormite, quanto nella qualità dei cicli del sonno: ed è qui che entra in gioco il metodo 90 minuti.

Secondo gli esperti, il nostro riposo è scandito da fasi che si susseguono in cicli di circa un’ora e mezzo, e sintonizzarsi su questi intervalli può fare la differenza tra svegliarsi stanchi o sentirsi davvero rigenerate.

Non è un trucco di magia, né l’ennesima moda di benessere: è un approccio basato sulla fisiologia del sonno, che può essere facilmente adattato alla routine quotidiana.

Il metodo 90 minuti nasce, infatti, dall’osservazione che il sonno non è un blocco uniforme, ma una successione di fasi (nello specifico dalla leggerezza al sonno profondo, fino al REM, la fase in cui sogniamo) che si ripetono ciclicamente.

Comprendere e rispettare questa dinamica può aiutarci a scegliere l’ora migliore per andare a letto e, soprattutto, per svegliarci nel momento giusto del ciclo.

(Continua sotto la foto)

donna sonno letto

Perché dormire a cicli di 90 minuti aumenta il benessere

Il nostro sonno è suddiviso in più fasi: leggera, profonda e REM, ognuna con una funzione precisa. Queste fasi si susseguono in cicli di circa 90 minuti: un periodo biologico naturale durante il quale il cervello e il corpo passano da uno stato all’altro.

Se ci si sveglia nel bel mezzo di un ciclo, per esempio, durante il sonno profondo, è molto più probabile alzarsi con quella spiacevole sensazione di pesantezza e confusione mattutina, spesso definita “inerzia del sonno”.

Il metodo dei 90 minuti sfrutta questa conoscenza: se programmiamo il risveglio alla fine di un ciclo completo, il corpo è già in una fase più leggera e il cervello più pronto a “ripartire”.

Come applicare il metodo 90 minuti nella vita reale

Applicare questo metodo richiede un po’ di pianificazione, ma non è complicato. Il primo passo è capire a che ora volete svegliarvi, e da lì contare i cicli all’indietro. Un esempio pratico? Se vi addormentate alle 23:00:

  • un ciclo da 90 minuti vi porta alle 00:30,

  • tre cicli (4,5 ore) alle 03:30,

  • quattro cicli (6 ore) alle 05:00,

  • cinque cicli (7,5 ore) alle 06:30.

Per chi fatica ad addormentarsi, può essere utile avvicinarsi gradualmente al metodo: fissare un orario fisso per andare a letto e puntare a completare, per esempio, quattro o cinque cicli completi. Anche l’uso di app che monitorano i cicli del sonno può dare un’indicazione utile se non siete ancora in sintonia con i vostri ritmi naturali.

Un altro aspetto importante è prepararsi al meglio per un sonno regolare: ridurre l’uso di schermi prima di dormire, limitare caffeina e alcol già dal primo pomeriggio, e creare un ambiente buio, fresco e silenzioso dopo potersi riposare. Queste abitudini non solo favoriscono l’addormentamento, ma aiutano anche a mantenere cicli del sonno più coerenti e regolari.

Infine, è importante ricordare che non esiste una “formula perfetta” valida per tutti: il metodo 90 minuti è uno strumento che può aiutare molte persone a ottimizzare il proprio riposo, ma ogni organismo ha le sue differenze. Tuttavia, ascoltare il proprio corpo, rispettare i ritmi naturali e puntare a cicli di sonno completi può essere un passo concreto verso una sveglia più leggera e più energia per la giornata.

 

  • IN ARRIVO

Perché tutti stanno postando foto e trend del 2016

instagraminstagram hero
Tra filtri vintage e vecchi selfie, il ritorno del 2016 racconta molto del nostro rapporto con Instagram e del desiderio di semplicità

Il 2026 è il nuovo 2016.

Sicuramente già visto questa frase sulle vostre bacheche social, soprattutto su Instagram e TikTok. Utenti che stanno rispolverando foto, filtri, look e riferimenti dell’anno che ora sembra un’epoca d’oro digitale: il 2016.

Non si tratta solo di una semplice tendenza, di un salto nel passato per gioco, ma di una riflessone culturale, che racconta come molti stiano guardando indietro con nostalgia verso un tempo percepito come più semplice, spontaneo e autentico.

Ma cosa significa davvero il trend 2016 e perché sta prendendo piede proprio ora? Ecco la risposta.

(Continua sotto la foto)

visore-instagram-mobile

Che cos’è il trend del 2016

“2026 is the new 2016” è un movimento di nostalgia digitale che sta spopolando sui social da inizio anno. Gli utenti condividono foto e video risalenti a dieci anni fa, spesso con filtri vintage o estetiche che ricordano i primi anni dell’era smartphone, come effetti sgranati e selfie con filtri di Snapchat.

L’hashtag #2016 è tornato virale e conta milioni di post, mentre molte clip includono riferimenti alla cultura pop di quel periodo; dalla mania di Pokémon Go alle hit musicali che definivano l’estate, fino all’abbigliamento iconico con skinny jeans, maxi orecchini, chokers.

Come e perché è nato questo fenomeno

Alla base di questo boom nostalgico ci sono diversi fattori. In primo luogo, il 2016 segna un periodo che molti ricordano come spensierato, soprattutto rispetto all’attuale contesto globale e digitale più frenetico e complesso.

Esperti di social media e cultura digitale sottolineano che per molti utenti, soprattutto millennial e parte della Gen Z, il 2016 rappresenta un tempo precedente alla saturazione degli algoritmi, alla pubblicità invasiva e alla cooptazione dei social da parte dell’intelligenza artificiale. La piattaforma stessa (Instagram, ovviamente) era meno curata, più casual. Un luogo di condivisione semplice piuttosto che uno spazio di branding personale.

Proprio per questo, in un periodo in cui le notizie globali sembrano sempre più pesanti e le piattaforme digitali più performative che mai, guardare al passato è diventato un modo per ritrovare leggerezza e autenticità.

Una nostalgia che va oltre le immagini

Il ritorno al 2016 non è solo un tuffo nei vecchi selfie con filtri: è una risposta emotiva a un presente percepito come frammentato e iper-curato.

Secondo gli esperti di comunicazione, infatti, molti utenti ricordano quel periodo come un’epoca in cui la condivisione era spontanea, l’estetica meno meditata e l’esperienza digitale più leggera, prima delle dinamiche algoritmiche che oggi dominano ogni feed.

La nostalgia si esprime in modo lieve e giocoso, ma al tempo stesso intenso, perché non riguarda solo la memoria personale: riporta in vita un’epoca in cui i social (Instagram in particolare) erano meno performativi, meno perfezionati e più “reali”.

E mentre le conversazioni sulla nostalgia virtuale continuano a dominare i social, c’è chi invita a non dimenticare che il 2016 non era perfetto; e che ogni epoca, per quanto ricordata con affetto, ha le sue complessità. Ma forse è proprio nell’idea di semplicità che tanti stanno trovando, oggi, un piccolo spazio di conforto.