Braccia toniche a 50 anni: gli esercizi mirati per indossare i vestiti smanicati con un'eleganza "effortless"
Perché le braccia cambiano dopo i 50 anni
Un ripasso veloce di anatomia aiuta a capire dove intervenire. Nella parte anteriore c’è il bicipite, che usate di continuo per sollevare borse e pacchi. Dietro, nella zona che “balla”, c’è il tricipite brachiale, che da solo rappresenta circa il 60% della massa del braccio ma viene attivato molto meno nei gesti quotidiani. Dopo i 50 anni entra in gioco la sarcopenia: diversi studi indicano una perdita media dell’1-2% di massa muscolare all’anno se non si fa attività di forza. Il calo degli estrogeni riduce collagene e tonicità, la circolazione linfatica rallenta, la pelle cede alla gravità. Il risultato è quell’effetto “gelatina” sotto il braccio che vi fa litigare con lo smanicato, ma che può migliorare proprio lavorando sui muscoli profondi. Secondo l’American Council on Exercise, un allenamento di forza regolare con pesi leggeri è uno dei modi più efficaci per contrastare questo processo e restituire compattezza.L’obiettivo: braccia eleganti, non muscolose
La paura di “ingrossarsi” frena molte donne. I fatti dicono altro: con manubri da 1,5 a 3 kg, tante ripetizioni e movimenti controllati, il muscolo si rassoda senza diventare voluminoso. Le coach che lavorano con donne over 50 concordano su questo punto: la chiave è la costanza, non il carico estremo. Alcuni protocolli molto usati anche da personal trainer come Tracy Anderson prevedono mini-routine da 12 minuti, 3 volte a settimana. In otto settimane possono aumentare in modo significativo la densità muscolare, fino a circa il 15%, dando quell’effetto di “braccio riempito” che tende la pelle dall’interno. Tradotto: il tessuto dell’abito cade meglio e il profilo tra spalla e braccio diventa più netto, senza sembrare una culturista.La mini-routine da 12 minuti per braccia toniche a 50 anni
Prima di tutto, 2 minuti di riscaldamento: circonduzioni lente delle braccia, spalle che ruotano avanti e indietro, qualche allungamento portando le mani intrecciate sopra la testa. Serve a proteggere spalle e gomiti. Poi passate al blocco tricipiti, il vero anti “tendina”.- Tricep kickback: busto leggermente inclinato in avanti, ginocchia morbide, gomiti vicini al busto e sollevati. Con un manubrio per mano, estendete gli avambracci indietro finché il braccio è teso, poi tornate alla posizione di partenza. Eseguite 2-3 serie da 15 ripetizioni.
- Push-up al muro: in piedi, mani sulla parete all’altezza del petto, piedi un po’ indietro. Piegate i gomiti tenendoli aderenti al corpo, poi spingete per tornare in posizione neutra. Anche qui 2-3 serie da 10-12 ripetizioni. Se vi sentite sicure, potete provare la versione con le ginocchia a terra.
Quanto allenarsi (e quando vedrete i risultati)
Gli esperti di fitness consigliano 2-3 sessioni a settimana, lasciando almeno 48 ore di recupero tra una e l’altra. Nelle prime 3-4 settimane sentirete le braccia più “piene” e reattive, mentre i cambi visibili nello specchio arrivano di solito tra le 8 e le 12 settimane, se abbinate l’allenamento a una camminata regolare e a un’alimentazione equilibrata. Quando la routine diventa facile, potete aggiungere una terza serie agli esercizi principali o aumentare il peso di mezzo chilo, senza strappi. Il tocco in più: pelle compatta e vestiti smanicati Per aiutare microcircolo e tessuti, inserite un piccolo massaggio drenante due volte a settimana. Braccio leggermente sollevato, appoggiate l’altra mano creando un effetto “ventosa” sul polso e risalite con pressioni ritmiche fino al gomito, poi fino alla spalla, insistendo sulla zona del tricipite. Tre o quattro passaggi per braccio, dopo la doccia, bastano. Nel piatto, puntate su proteine ad ogni pasto, grassi buoni (olio extravergine, frutta secca), frutta e verdura ricche di vitamina C e tanta acqua: aiutano collagene e ritenzione. Intanto, potete già giocare con lo stile: spalline un po’ più larghe, scolli a V che allungano il collo, tessuti morbidi che non segnano il tricipite. È lo stesso principio del «power dressing» di Michelle Obama: valorizzare ciò che c’è, mentre lo state migliorando.Errori da evitare dopo i 50 anni
La tentazione di prendere manubri da oltre 5 kg “per fare prima” è fortissima, ma controproducente. Il corpo compensa coinvolgendo trapezio e collo, crea tensioni cervicali e accorcia visivamente la linea tra spalle e mandibola, proprio quella che rende chic uno smanicato. Altro errore: fare solo esercizi per le braccia sperando di dimagrire localmente, magari abbinati a diete drastiche. Il risultato è un braccio svuotato ma non tonico. Meglio un approccio morbido ma completo: forza mirata, un po’ di cardio, cibo sensato e niente confronto con le ventenni. L’eleganza “effortless” nasce quando vi sentite a vostro agio nel vostro abito, non quando raggiungete una perfezione irreale.© Riproduzione riservata
4 esercizi per snellire le gambe e rassodare i glutei in una sola settimana

Una sequenza di semplici esercizi per rassodare gambe e glutei da eseguire a casa, al parco, in spiaggia o ovunque vogliate
È sempre un’ottima cosa dedicare del tempo a sé e al proprio fisico, ma ancor di più lo è ora che siamo nella stagione estiva e la prova costume attende dietro l’angolo (di mietere le sue vittime!).
E se gambe e glutei poco tonici sono in cima alla lista delle parti del vostro corpo che vi fanno storcere il naso quando vi guardate allo specchio, per rinforzarli e rassodarli basta eseguire con costanza pochi e semplici esercizi a corpo libero.
Questi esercizi si prestano per essere eseguiti davvero ovunque, quindi niente scuse: iniziate la sequenza di allenamento per rassodare i glutei e snellire le gambe in vista delle vacanze.
**3 esercizi da fare ogni giorno per rimettersi in forma velocemente**
**Quante volte alla settimana bisogna allenarsi per rimettersi in forma**
4 esercizi perfetti per rassodare i glutei e snellire le gambe
(Continua sotto la foto)
Il riscaldamento
Ogni sessione di allenamento dovrebbe sempre cominciare con un buon riscaldamento preliminare. Iniziate sgranchendo le gambe con una camminata a passo svelto per passare poi a una corsa leggera. Basteranno dieci minuti per scaldare le articolazioni, far aumentare il battito cardiaco e portare ossigeno a tutto il corpo.
Dopo un leggero riscaldamento aerobico, ferme sul posto con i glutei ben contratti, eseguire un esercizio di mobilitazione della parte superiore del busto. Mantenere una buona postura quando si eseguono gli esercizi sulle gambe è fondamentale sia per evitare di sovraccaricare la schiena sia per isolare al massimo la parte del corpo in allenamento (in questo caso gambe e glutei) e migliorare così i risultati dell’allenamento. Fissate allora bene i piedi a terra, contraete i glutei in modo da tenere ben fermo il bacino, ruotate il busto in un verso e poi nell’altro.
Procedete poi con un esercizio dinamico di preparazione alla sessione di allenamento di forza, una serie di flessioni del busto sul fianco. Come eseguire l’esercizio? In senso alternato eseguire dei piegamenti sul fianco, utili per scaldare, allungare e rendere più elastica la parete addominale, in particolare il muscolo trasverso dell'addome e gli obliqui.
Infine, prima di passare agli esercizi specifici per rinforzare le gambe e i glutei, ancora un movimento di riscaldamento per le anche. Sul posto con i piedi leggermente divaricati, alzate le ginocchia al petto e ruotare la gamba all’esterno. Da lì, riportare il piede a terra e ripetere l’esercizio (almeno dieci volte per lato).
Le persone più allenate possono eseguire lo skip in avanti e poi laterale abbinando dei leggeri saltelli. Chi ha una buona mobilità delle anche può anche eseguire circonduzioni complete della gamba appoggiandosi a una parete con le mani e con la schiena leggermente in avanti.
Come rassodare i glutei e snellire le gambe
Esercizio 1
Tra gli esercizi più efficaci per rassodare i glutei e snellire le gambe, sicuramente lo squat a corpo libero eseguito senza peso. Oltre a dare buoni risultati non risulta rischioso per le ginocchia e per la schiena.
Come eseguire l’esercizio: divaricare le gambe con apertura di poco superiore alla larghezza delle proprie anche o spalle. Tenendo la schiena ben dritta, scendere con le gambe mantenendo una leggera antiversione del bacino. Scendere fino a formare un angolo di circa 90° tra tibiale-ginocchio e quadricipite.
Per evitare di sovraccaricare il ginocchio e assumere una posizione sbagliata, è opportuno che il ginocchio non superi la punte del piede.
Esercizio 2
Dopo lo squat libero frontale, si cambia angolo di lavoro con una serie di affondi laterali. Da eseguire in senso alternato, prima una gamba e poi l’altra, almeno quindici volte per arto. Gli affondi eseguiti lateralmente rinforzano il bicipite femorale e il gluteo della gamba che si flette, consentendo un allungamento dell’adduttore della gamba opposta.
Come eseguire l’esercizio: divaricare le gambe e scendere lateralmente avendo cura di non superare con il ginocchio piegato la punta del piede. Al momento della risalita, spingere dal tallone per risalire (esprimendo forza dal tallone viene stimolato maggiormente il gluteo). L’affondo sarà tanto più basso quanto più allungati ed elastici saranno gli arti inferiori.
Esercizio 3
Dopo gli affondi, un altro esercizio specifico per rassodare i glutei sono gli slanci alternati delle gambe. Da fare in posizione semi-supina, con le braccia in appoggio a un piano rialzato.
Come eseguire l’esercizio: perché sia efficace, è importante che lo slancio della gamba provochi una contrazione del gluteo, ma senza indurre un eccessivo inarcamento della zona lombare.
Per aumentare la resa dell’esercizio, mantenere qualche secondo la gamba in posizione nel punto di massima tensione (fase 3) e, nel caso, in quel punto eseguire una serie da 10/15 ripetizioni di piccoli movimenti del gluteo in contrazione.
Esercizio 4
Rimanendo nell’ambito degli affondi, l’ultimo esercizio della sequenza, sono gli affondi frontali. Oltre a mettere sotto sforzo le gambe e i glutei, questo tipo di affondo allena anche l’equilibrio.
Come eseguire l’esercizio: posizionare la gamba avanti leggermente sfalsata rispetto a quella dietro. Muovendo entrambe le gambe insieme, il ginocchio della gamba avanti si piega senza superare la punta del piede, mentre quello della gamba posteriore arriva fino a sfiorare terra, ma senza appoggiarsi. Nella fase di ritorno alla posizione eretta, spingere dal tallone cercando di mantenere l’equilibrio, distribuendo il carico in maniera più bilanciata possibile su entrambi gli arti.
I più esperti possono eseguire l’esercizio saltando. Se le gambe non sono ancora abbastanza forti da sostenere correttamente il peso del corpo, per iniziare è meglio eseguire ogni serie da 10/12 ripetizioni in statica, prima una gamba e poi l’altra.
Alla fine degli esercizi, lo stretching
Anche se si tratta di una sequenza per rassodare i gambe e i glutei, la schiena è stata sottoposta a un certo sforzo al termine dell’allenamento. Per questo è fondamentale eseguire un esercizi di stretching per decongestionare la colonna vertebrale.
Per sciogliere le spalle e allungare le braccia, basterà trovare un punto di appoggio e dalla posizione eretta portare le braccia accanto alle orecchie, scendere piano piano con la schiena dritta (senza inarcature né curvature) finché non si arriva al punto di appoggio. Qui, esercitando con le mani una leggera pressione sul piano di appoggio e tenendo gli addominali ben contratti (per non spanciare) e il petto ben aperto, allungare tutta la colonna delle scapole e delle spalle.
Importante, per la buona riuscita dell’esercizio, è non mettere in tensione la zona cervicale e tenere, quindi, il collo in posizione neutra, con il mento leggermente all’indentro e non proteso verso l’alto.
Non può mancare, infine, un po’ di stretching degli arti inferiori. Tutti i vari esercizi di allungamento vanno eseguiti piano, con l’aiuto della respirazione, e a livelli di estensione della gamba differenti a seconda del grado di allungamento dei femorali e di tutta la catena posteriore di ciascuno.
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