Cinque cibi da mangiare per avere meno voglia di dolce

Proteine, spezie, fibre e alimenti aspri: per avere meno voglia di dolce ci sono degli alleati di cui non dovreste mai fare a meno a tavola
Non è solo questione di dieta, mangiare (troppi) zuccheri fa male oltre che alla forma fisica anche e soprattutto alla salute - dalle funzionalità alla pelle, fino all'umore.
A prescindere dal dimagrire, dunque, tutti dovremmo limitare (se non eliminare) l'apporto di dolci e zuccheri aggiunti.
Lo zucchero raffinato, infatti, a differenza di quelli naturali che si trovano per esempio nella frutta non solo fa male alla salute, ma crea dipendenza, portandoci a mangiarne sempre di più e a non riuscirne più a fare a meno.
Ecco perché dopo avervi raccontato cosa succede al corpo quando si smette di mangiare zucchero ora vi diciamo cosa mangiare per avere meno voglia di dolce.
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1. I cibi aspri
Aggiungete del limone (o lime) alle vostre ricette, e prendete l'abitudine di bere quotidianamente una spremuta d'arancia con l'aggiunta di mezzo limone (senza aggiungere zucchero!).
Oltre a permettere al vostro corpo di assorbire meglio i nutrienti, avrete meno voglia di dolce e di mangiare zuccheri.
2. Gli alimenti ricchi di fibre
Noci, semi di lino, bacche e carote: le fibre rallentano i processi digestivi e stabilizzano i livelli di zucchero nel sangue, diminuendo così le voglie improvvise di dolce.
Tra l'altro hanno un alto potere saziante e sono una valida alternativa a qualunque altro tipo di snack.
3. Erbe e spezie
Zenzero, curcuma e spezie sono un valido alleato per liberarsi dalla dipendenza di zucchero.
Aggiungetele ai piatti o alle tisane (senza zucchero, ovviamente).
4. I cibi proteici
Le proteine rallentano l'assorbimento degli zuccheri ed evitano così i picchi glicemici.
Mangiatene con regolarità e automaticamente avrete meno voglia di dolce.
Il discorso vale sia per le proteine animali sia per quelle vegetali.
5. I grassi "buoni"
Quando il corpo ha bisogno di energia brucia lo zucchero nel sangue. Quando non trova questo passa ai depositi di grasso.
Una dieta in cui vengono forniti al sistema grassi buoni invece dello zucchero fa sì che il metabolismo vada a pescare lì quando ha bisogno di carburante.
Dove si trovano i grassi buoni? Sono quelli dell'olio extra vergine di oliva, delle noci, dei pesci come il salmone, dei semi e dell'avocado.
Non privatevene o il cervello trovandosi in carenza di combustibile manderà un chiarissimo messaggio: la voglia di dolce.
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In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

Non è Capodanno senza il Cotechino con le lenticchie, un abbinamento tradizionale che, se mangiato alla mezzanotte, si dice porti fortuna e prosperità per l'anno nuovo.
Ma allora perché concederselo solo durante le Feste? Il Cotechino Modena IGP è un ottimo prodotto italiano che si presta perfettamente anche a ricette gourmet, da servire non solo durante la stagione fredda, soprattutto perché meno calorico di quanto si pensi.
In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP
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Ogni anno, arriva puntuale il momento di scegliere il menu per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. L’usanza (ma anche l’indubitabile bontà e gusto) vuole che il Cotechino sia sempre e comunque presente a tavola e, per abitudine, siamo soliti proporlo con i classici abbinamenti lenticchie e purea di patate.
Ma per stupire parenti e amici sappiate che ci sono ricette raffinate e innovative che combinano insieme tradizione e modernità.
Proprio il Consorzio di tutela Zampone e Cotechino Modena IGP – che oggi conta 13 aziende, tra i principali produttori dei due prodotti insigniti dell’ambito riconoscimento “Indicazione Geografica Protetta” – ha deciso di lanciare una sfida ai consueti luoghi comuni.
E così, grazie al coinvolgimento dello chef Luca Marchini del ristorante stellato L’erba del Re di Modena, sono venuti fuori piatti insoliti e originali come il Cotechino croccante accompagnato con zabaione semi salato, cipolle all’aceto balsamico di Modena ed emulsione oppure la Pasta all’uovo con un ragù di Zampone, fondo bruno e cioccolato fondente.
Ricette che fanno venire l’acquolina ancora prima di sentire il profumino che sprigionano in pentola e – ottima notizia! – contrariamente ai pregiudizi, si possono gustare senza grandi sensi di colpa. Sì perché il Cotechino ha meno calorie di quanto si pensi: un etto corrisponde a circa 250 calorie, un apporto inferiore a quello di un piatto di pasta scondita ed equivalente a quello di una mozzarella.
Altro mito da sfatare: il colesterolo è presente in quantità simili a quello contenuto nel pollo o nella spigola e comunque inferiori a quelle presenti in tanti alimenti che consumiamo abitualmente come le uova, frutti di mare o formaggio grana.
Questo prodotto dalla lunga storia e tradizione – una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale e pepe intero e/o a pezzi – rispetto al passato, ha visto ridursi il contenuto di grassi e sodio e oggi è in linea con i suggerimenti della moderna scienza nutrizionale.
Lo dicono gli esperti, e in particolare le recenti analisi dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (ex INRAN ora CREA NUT): il Cotechino non solo ha un elevato contenuto di proteine nobili e un moderato contenuto di grassi (perché persi in parte con la cottura) ma anche più grassi insaturi rispetto a quelli saturi ed è ricco di vitamine del gruppo B e di minerali, soprattutto ferro e zinco.
Si tratta poi di un prodotto costantemente controllato proprio perché tutelato da un Consorzio, ormai attivo da oltre 20 anni, che ne garantisce la produzione nel territorio previsto dal disciplinare (Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Lodi, Pavia, Milano, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Mantova, Verona e Rovigo), secondo l’originale e tradizionale ricetta (determinati ingredienti, proporzioni e spezie) e rispettando precise caratteristiche qualitative (colore, sapore e soprattutto un contenuto minimo di proteine e massimo di grassi).
E poi, ultimo ma non per importanza, da considerare la velocità di preparazione di questo piatto. Quanto quella di un piatto di pasta, tra ebollizione e cottura: proprio così. Grazie al packaging in alluminio della versione precotta, che richiede una cottura in acqua bollente, ci vogliono solo 20 minuti. Quindi, cos’altro aspettare? Se già state sognando un bel piatto di Cotechino fumante, il conto alla rovescia è già partito e da questo momento avrete meno di un quarto d’ora per sbizzarrivi!
Se volete cimentarvi in ricette alternative con il Cotechino Modena IGP – un prodotto la cui origine risale addirittura al Cinquecento – potete consultare la sezione ricette del sito web del Consorzio con un’ampia serie di proposte che vanno dal brunch all’aperitivo.
Pubblicazione finanziata con la Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n. 16/95
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