Cosa mangiare per sgonfiare la pancia: 5 cibi a effetto (quasi) immediato

Vitamine, minerali e antiossidanti combattono l’effetto palloncino. Ecco cosa mangiare per sgonfiare la pancia e i cibi utili per dire addio al gonfiore
Cattiva alimentazione, ritmi frenetici, sedentarietà, scarsa idratazione e abitudini sbagliate come mangiare troppo in fretta favoriscono il gonfiore della pancia e fanno lievitare il girovita.
Per avere una pancia piatta è necessario non solo fare attività fisica e muoversi di più, mangiare lentamente ed evitare lo stress, ma anche fare attenzione a ciò che si porta a tavola.
Alcuni cibi, per esempio quelli ricchi di sale e alcune bevande come quelle gassate o molto zuccherate, favoriscono il gonfiore.
Di contro, alcuni alimenti grazie ai preziosi nutrienti di cui sono ricchi possono essere d’aiuto per contrastare il problema.
Ecco allora cosa mangiare per avere una pancia piatta e sentirsi più leggere.
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Yogurt
Contiene probiotici, che esercitano un effetto positivo sulla salute dell’intestino: contrastano le infiammazioni, responsabili del gonfiore e aiutano a conquistare una pancia piatta.
Limone
Assicura vitamina C, che favorisce l’eliminazione di scorie e tossine in eccesso, responsabili di pesantezza e gonfiore.
Per favorire la depurazione bevete al risveglio un bicchiere di succo di limone diluito in un po’ di acqua.
Lattuga
Apporta tanta acqua e fibre che regolano il transito intestinale, facilitando l’eliminazione delle sostanze di scarto, che favoriscono il gonfiore.
Fornisce poi preziosi minerali come il potassio e il magnesio, che contrastano l’accumulo di liquidi, responsabile del senso di pesantezza.
Pere
Questo frutto ha una buona azione diuretica: contiene acqua, antiossidanti e vitamina C, che contrastano il gonfiore.
Consumata cotta, ha poi un vero e proprio effetto lassativo. Fornisce inulina, che migliora la regolarità dell’intestino.
Ha poi un’eccellente capacità saziante: è ricca di fibre, che favoriscono il senso di sazietà e contrastano gli attacchi di fame.
Finocchi
Contengono tanta acqua che favorisce il drenaggio dei liquidi.
Assicurano poi vitamina C e vitamina E, due preziosi antiossidanti.
Sono inoltre un buona fonte di fibre, che hanno un effetto saziante.
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In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

Non è Capodanno senza il Cotechino con le lenticchie, un abbinamento tradizionale che, se mangiato alla mezzanotte, si dice porti fortuna e prosperità per l'anno nuovo.
Ma allora perché concederselo solo durante le Feste? Il Cotechino Modena IGP è un ottimo prodotto italiano che si presta perfettamente anche a ricette gourmet, da servire non solo durante la stagione fredda, soprattutto perché meno calorico di quanto si pensi.
In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP
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Ogni anno, arriva puntuale il momento di scegliere il menu per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. L’usanza (ma anche l’indubitabile bontà e gusto) vuole che il Cotechino sia sempre e comunque presente a tavola e, per abitudine, siamo soliti proporlo con i classici abbinamenti lenticchie e purea di patate.
Ma per stupire parenti e amici sappiate che ci sono ricette raffinate e innovative che combinano insieme tradizione e modernità.
Proprio il Consorzio di tutela Zampone e Cotechino Modena IGP – che oggi conta 13 aziende, tra i principali produttori dei due prodotti insigniti dell’ambito riconoscimento “Indicazione Geografica Protetta” – ha deciso di lanciare una sfida ai consueti luoghi comuni.
E così, grazie al coinvolgimento dello chef Luca Marchini del ristorante stellato L’erba del Re di Modena, sono venuti fuori piatti insoliti e originali come il Cotechino croccante accompagnato con zabaione semi salato, cipolle all’aceto balsamico di Modena ed emulsione oppure la Pasta all’uovo con un ragù di Zampone, fondo bruno e cioccolato fondente.
Ricette che fanno venire l’acquolina ancora prima di sentire il profumino che sprigionano in pentola e – ottima notizia! – contrariamente ai pregiudizi, si possono gustare senza grandi sensi di colpa. Sì perché il Cotechino ha meno calorie di quanto si pensi: un etto corrisponde a circa 250 calorie, un apporto inferiore a quello di un piatto di pasta scondita ed equivalente a quello di una mozzarella.
Altro mito da sfatare: il colesterolo è presente in quantità simili a quello contenuto nel pollo o nella spigola e comunque inferiori a quelle presenti in tanti alimenti che consumiamo abitualmente come le uova, frutti di mare o formaggio grana.
Questo prodotto dalla lunga storia e tradizione – una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale e pepe intero e/o a pezzi – rispetto al passato, ha visto ridursi il contenuto di grassi e sodio e oggi è in linea con i suggerimenti della moderna scienza nutrizionale.
Lo dicono gli esperti, e in particolare le recenti analisi dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (ex INRAN ora CREA NUT): il Cotechino non solo ha un elevato contenuto di proteine nobili e un moderato contenuto di grassi (perché persi in parte con la cottura) ma anche più grassi insaturi rispetto a quelli saturi ed è ricco di vitamine del gruppo B e di minerali, soprattutto ferro e zinco.
Si tratta poi di un prodotto costantemente controllato proprio perché tutelato da un Consorzio, ormai attivo da oltre 20 anni, che ne garantisce la produzione nel territorio previsto dal disciplinare (Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Lodi, Pavia, Milano, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Mantova, Verona e Rovigo), secondo l’originale e tradizionale ricetta (determinati ingredienti, proporzioni e spezie) e rispettando precise caratteristiche qualitative (colore, sapore e soprattutto un contenuto minimo di proteine e massimo di grassi).
E poi, ultimo ma non per importanza, da considerare la velocità di preparazione di questo piatto. Quanto quella di un piatto di pasta, tra ebollizione e cottura: proprio così. Grazie al packaging in alluminio della versione precotta, che richiede una cottura in acqua bollente, ci vogliono solo 20 minuti. Quindi, cos’altro aspettare? Se già state sognando un bel piatto di Cotechino fumante, il conto alla rovescia è già partito e da questo momento avrete meno di un quarto d’ora per sbizzarrivi!
Se volete cimentarvi in ricette alternative con il Cotechino Modena IGP – un prodotto la cui origine risale addirittura al Cinquecento – potete consultare la sezione ricette del sito web del Consorzio con un’ampia serie di proposte che vanno dal brunch all’aperitivo.
Pubblicazione finanziata con la Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n. 16/95
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