Cosa mangiare in estate per proteggere la pelle e fare il pieno di vitamine

Siamo soliti pensare che le vacanze, il mare, l'abbronzatura (e soprattutto il relax) ci rendano più belli. Verissimo. Ma una volta passata l'abbronzatura, rischiamo di ritrovarci con la pelle, del viso e del corpo, più spenta, secca e in sintesi meno bella di quanto non fosse prima dell'estate.
Questo accade quando durante i mesi di esposizione solare e vita all'aria aperta non curiamo a sufficienza la nostra epidermide: per una pelle luminosa e sana, infatti, non bastano (anche se sono fondamentali) creme e trattamenti beauty che proteggano e idratino dall'esterno, ma è necessario avere cura della propria pelle anche dall'interno, apportando all'organismo tutte le vitamine e nutrienti di cui ha bisogno.
Come? Mangiando gli alimenti giusti.
**Attenzione ai cibi che fanno invecchiare: ecco quali sono e perché starne alla larga **
Carenze o, al contrario, eccessi nutrizionali infatti possono rendere l’incarnato opaco e la pelle più secca.
Per eliminare il grigiore e assicurarle nutrimento e morbidezza la prima cosa da fare è mantenerla idratata dall’interno bevendo tanta acqua (2 litri al giorno) e consumando cibi che ne sono ricchi come frutta e verdura di stagione, facendo attenzione a scegliere quelli più ricchi delle vitamine di cui l'organismo e la pelle hanno più bisogno in estate.
«Seguo due regole semplicissime riguardo l'alimentazione: 5 porzioni di frutta e verdura al giorno e almeno due litri di acqua al giorno», ci ha confermato Federica Fontana, con cui stiamo costruendo un percorso di benessere dedicato all'estate (e non solo), in cui ci svela i suoi segreti per avere corpo e mente belli e sani.
** Cosa mangiare in estate per dimagrire, idratare la pelle e abbronzarsi meglio **
Insieme a lei abbiamo chiesto alla Dott.sa Cristina Caputo, counsellor esperta in medicina funzionale, di suggerirci quali cibi scegliere per soddisfare i bisogni della nostra pelle d'estate.
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Facciamo il pieno di vitamina D
La vitamina D è conosciuta anche come “vitamina del sole” perché la sua produzione è stimolata dall’esposizione alla luce solare ed è fondamentale per salute e benessere.
Si forma per esposizione della pelle alla luce solare degli UVB con lunghezza d’onda tra 290 e 315 nm, presenti alla nostra latitudine soltanto dalla tarda primavera a fine estate.
Ecco perché i nostri mesi estivi servono per fare il "pieno" per i mesi freddi. Infatti, una volta sintetizzata, entrerà nel flusso sanguigno e sarà metabolizzata dal fegato e dai reni nella sua forma attiva (calcitriolo), pronta per essere usata dal corpo quando necessario.
A cosa serve la Vitamina D
Favorisce l’assorbimento a livello intestinale e renale del calcio, minerale essenziale per la salute delle ossa e dei denti.
Regola la crescita delle cellule, aiuta a regolare la funzione dei muscoli, consente il buon funzionamento del sistema nervoso e il mantenimento delle funzioni cerebrali e del buon umore.
Favorisce anche il funzionamento del sistema immunitario.
La carenza di vitamina D ha conseguenze importanti che possono rivelarsi anche molto gravi.
Come integrare la Vitamina D con l'alimentazione
Oltre a una (protetta!) esposizione al sole è importante integrare la vitamina D con l’alimentazione.
I cibi più ricchi di vitamina D3 sono quelli di origine animale, in particolare il pesce azzurro (salmone, tonno, merluzzo, sgombro, sardine, aringhe ecc.), ma anche pesce spada, cernia, molluschi, bottarga e caviale.
Si trova anche nelle frattaglie (soprattutto nel fegato), nelle uova (nel tuorlo), nel latte e suoi derivati (in particolare nel burro e nello yogurt).
** Cosa mangiare per fare il pieno di Vitamina D **
Nel mondo vegetale, invece, la vitamina D scarseggia ed è sempre presente come forma D2.
Le fonti migliori in questo caso sono la frutta secca (mandorle, noci...), i funghi (specialmente i porcini), i fagioli e le verdure a foglia verde (spinaci, bietola, cicoria, cavolo nero...). Recenti ricerche hanno rilevato la presenza di vitamina D2 anche nel cacao e nel cioccolato.
Per assimilare la vitamina D, che ha una struttura liposolubile, è importante inserire nella dieta il giusto apporto di grassi, che ne favoriscono l’assorbimento.
Proteggiamo (non solo) la pelle con la Vitamina A e la Vitamina C
La vitamina A e i suoi precursori, cioè i carotenoidi, contribuiscono a mantenere l'elasticità della cute, garantendole una buona idratazione e una certa tonicità.
Per questo motivo sulla tavola in estate non possono mancare gli alimenti che ne contengono in abbondanza, come i cibi giallo-arancioni (peperoni, carote, albicocche, zucca, pomodori, pesche, melone), le verdure a foglia verde (spinaci, broccoli, basilico, asparagi), uova, latte e latticini, fegato.
La vitamina C, invece, favorisce la formazione del collagene, la proteina responsabile dell’elasticità e della tonicità dei tessuti e ha un’azione antinfiammatoria e antiossidante utile per difendere la pelle dagli attacchi dei radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento, e proteggere la pelle dai danni causati dall'inquinamento e dai raggi ultravioletti.
** Cosa mangiare per fare scorte di Vitamina C **
Si trova in agrumi, kiwi, fragole, peperoni, pomodori, verdure a foglia verde (spinaci, broccoli, basilico, asparagi).
Attenzione, però: la vitamina C deperisce in presenza di alte temperature, perdendo le sue proprietà.
Per questo motivo sarebbe meglio consumare gli alimenti che la contengono crudi o, al massimo, sotto forma di spremuta.
Le foto che non ritraggono Federica sono di Scott Webb e Sean O. da Unsplash
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In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

Non è Capodanno senza il Cotechino con le lenticchie, un abbinamento tradizionale che, se mangiato alla mezzanotte, si dice porti fortuna e prosperità per l'anno nuovo.
Ma allora perché concederselo solo durante le Feste? Il Cotechino Modena IGP è un ottimo prodotto italiano che si presta perfettamente anche a ricette gourmet, da servire non solo durante la stagione fredda, soprattutto perché meno calorico di quanto si pensi.
In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP
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Ogni anno, arriva puntuale il momento di scegliere il menu per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. L’usanza (ma anche l’indubitabile bontà e gusto) vuole che il Cotechino sia sempre e comunque presente a tavola e, per abitudine, siamo soliti proporlo con i classici abbinamenti lenticchie e purea di patate.
Ma per stupire parenti e amici sappiate che ci sono ricette raffinate e innovative che combinano insieme tradizione e modernità.
Proprio il Consorzio di tutela Zampone e Cotechino Modena IGP – che oggi conta 13 aziende, tra i principali produttori dei due prodotti insigniti dell’ambito riconoscimento “Indicazione Geografica Protetta” – ha deciso di lanciare una sfida ai consueti luoghi comuni.
E così, grazie al coinvolgimento dello chef Luca Marchini del ristorante stellato L’erba del Re di Modena, sono venuti fuori piatti insoliti e originali come il Cotechino croccante accompagnato con zabaione semi salato, cipolle all’aceto balsamico di Modena ed emulsione oppure la Pasta all’uovo con un ragù di Zampone, fondo bruno e cioccolato fondente.
Ricette che fanno venire l’acquolina ancora prima di sentire il profumino che sprigionano in pentola e – ottima notizia! – contrariamente ai pregiudizi, si possono gustare senza grandi sensi di colpa. Sì perché il Cotechino ha meno calorie di quanto si pensi: un etto corrisponde a circa 250 calorie, un apporto inferiore a quello di un piatto di pasta scondita ed equivalente a quello di una mozzarella.
Altro mito da sfatare: il colesterolo è presente in quantità simili a quello contenuto nel pollo o nella spigola e comunque inferiori a quelle presenti in tanti alimenti che consumiamo abitualmente come le uova, frutti di mare o formaggio grana.
Questo prodotto dalla lunga storia e tradizione – una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale e pepe intero e/o a pezzi – rispetto al passato, ha visto ridursi il contenuto di grassi e sodio e oggi è in linea con i suggerimenti della moderna scienza nutrizionale.
Lo dicono gli esperti, e in particolare le recenti analisi dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (ex INRAN ora CREA NUT): il Cotechino non solo ha un elevato contenuto di proteine nobili e un moderato contenuto di grassi (perché persi in parte con la cottura) ma anche più grassi insaturi rispetto a quelli saturi ed è ricco di vitamine del gruppo B e di minerali, soprattutto ferro e zinco.
Si tratta poi di un prodotto costantemente controllato proprio perché tutelato da un Consorzio, ormai attivo da oltre 20 anni, che ne garantisce la produzione nel territorio previsto dal disciplinare (Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Lodi, Pavia, Milano, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Mantova, Verona e Rovigo), secondo l’originale e tradizionale ricetta (determinati ingredienti, proporzioni e spezie) e rispettando precise caratteristiche qualitative (colore, sapore e soprattutto un contenuto minimo di proteine e massimo di grassi).
E poi, ultimo ma non per importanza, da considerare la velocità di preparazione di questo piatto. Quanto quella di un piatto di pasta, tra ebollizione e cottura: proprio così. Grazie al packaging in alluminio della versione precotta, che richiede una cottura in acqua bollente, ci vogliono solo 20 minuti. Quindi, cos’altro aspettare? Se già state sognando un bel piatto di Cotechino fumante, il conto alla rovescia è già partito e da questo momento avrete meno di un quarto d’ora per sbizzarrivi!
Se volete cimentarvi in ricette alternative con il Cotechino Modena IGP – un prodotto la cui origine risale addirittura al Cinquecento – potete consultare la sezione ricette del sito web del Consorzio con un’ampia serie di proposte che vanno dal brunch all’aperitivo.
Pubblicazione finanziata con la Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n. 16/95
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