Cosa succede davvero al corpo quando iniziate a mangiare pomodori tutti i giorni

Un pomodoro al giorno toglie il medico di torno.
Nel 2024 uno studio dell’Università di Barcellona, pubblicato su European Journal of Preventive Cardiology, ha seguito più di 7.000 adulti e ha visto che chi mangiava pomodori ogni giorno aveva una pressione più bassa.
L’estate, in Italia, è praticamente sinonimo di pomodoro. Ma trasformare questa passione in un’abitudine quotidiana è davvero una buona idea per la salute?
Gli esperti concordano: per la maggior parte delle persone sì, è un’ottima abitudine, a patto di rispettare porzioni ragionevoli e di fare attenzione ad alcune situazioni specifiche.
Cosa c’è davvero dentro un pomodoro (e perché è l'alimento perfetto con quando fa caldo)
Dal punto di vista nutrizionale il pomodoro è quasi acqua: circa il 94 per cento, spiegano i nutrizionisti. Cento grammi apportano intorno alle 20 chilocalorie, con una piccola quota di zuccheri, fibre, vitamina C (circa 25 milligrammi), potassio e vari antiossidanti. Tra questi il più studiato è il licopene, il carotenoide che gli dà il colore rosso intenso.
Tradotto in pratica: una buona insalata di pomodori vi aiuta a idratarvi quando le temperature salgono, riempie il piatto senza appesantire e porta vitamine utili al sistema immunitario. Le fibre contribuiscono alla regolarità intestinale e al benessere del microbiota, aspetto non banale quando la routine salta tra weekend fuori porta e aperitivi prolungati.
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Tutti i benefici per pressione, cuore e malattie croniche: cosa dicono gli studi
Torniamo allo studio dell'Università di Barcellona. I ricercatori hanno osservato che chi consumava più di 110 grammi al giorno di pomodori o derivati aveva un rischio di sviluppare ipertensione ridotto di circa il 36 per cento rispetto a chi ne mangiava pochissimi. L’effetto era particolarmente evidente negli anziani e nelle persone con pressione al limite.
Il merito, secondo gli autori, sarebbe di un mix di licopene e potassio. Il licopene aiuta a contrastare lo stress ossidativo a livello dei vasi sanguigni, mentre il potassio favorisce l’equilibrio dei liquidi e del sodio. Altri studi, inserendo il pomodoro nel quadro della dieta mediterranea, collegano un consumo regolare a un minor rischio di alcune malattie cardiovascolari e di alcuni tumori. Sono associazioni, non magie: il pomodoro funziona se fa parte di un’alimentazione complessivamente equilibrata.
Quando mangiare pomodori tutti i giorni può dare fastidio
C’è però un punto dolente: l’acidità. Gli acidi organici del pomodoro possono peggiorare sintomi come bruciore e rigurgito in chi soffre di reflusso gastroesofageo o gastrite. In questi casi i gastroenterologi consigliano di limitarlo, preferire pomodori ben maturi, evitare grandi quantità a stomaco vuoto e magari scegliere versioni cotte e passate, spesso meglio tollerate.
Inoltre, chi ha una storia di calcoli renali da ossalato dovrebbe confrontarsi con il nefrologo prima di esagerare con pomodori e passate, perché anche questo alimento contribuisce alla quota totale di ossalati della dieta. Non significa vietarli, ma capire quanta libertà avete davvero.
Altro capitolo: allergie e intolleranze. Il pomodoro è tra gli alimenti che possono dare reazioni in chi è sensibile al nichel o a determinati zuccheri fermentabili. Se dopo la vostra caprese compaiono prurito, sfoghi cutanei o gonfiore addominale, il consiglio è di parlarne con allergologo o nutrizionista prima di insistere con il “tutti i giorni”.
Quanti pomodori al giorno d’estate sono una quantità “furba”
Le linee guida italiane elaborate dalla Società Italiana di Nutrizione Umana indicano di consumare almeno due o tre porzioni di verdura al giorno. I programmi educativi come Smartfood dell’Istituto Europeo di Oncologia considerano una porzione di pomodori circa 150 grammi, cioè due o tre pomodori medi.
Mangiare pomodori tutti i giorni, quindi, è compatibile con le raccomandazioni se quella porzione non è l’unica verdura della giornata. Un esempio estivo realistico? A pranzo insalata di pomodori con legumi e un po’ di olio extravergine d’oliva, a cena un contorno di zucchine o insalata verde. Oppure pasta integrale fredda con pomodorini e altre verdure e, in un altro pasto, un sugo di pomodoro accompagnato da un contorno diverso.
Un dettaglio in più per le maniache del dettaglio: il licopene è più disponibile quando il pomodoro è cotto e abbinato a un grasso buono, come l’olio extravergine. La vitamina C, invece, regge meglio il consumo a crudo. Alternare insalate, passate e sughi leggeri vi permette di sfruttare entrambe le cose senza trasformare ogni pasto in un trattato di biochimica.
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